Tutti sapevano e nessuno ha parlato.
Lo sapevano i sindacati.
Lo sapeva la direzione dell'azienda.
Lo sapeva l'assessorato alla sanità.
Lo sapevano tutti, e non gli operai ...
Visitate il sito del:
mer
16
mag
2012
Il Gruppo LEGAMBIENTE di Trino ha deciso di intraprendere, tra la primavera e l'autunno prossimo, un percorso di incontri con la cittadinanza su temi ambientali. Il primo avverrà giovedì 17 maggio p.v., alle ore 21,00, presso la Biblioteca Civica "Favorino Brunod" di Trino. Esso avrà come titolo:
Perché NO TAV ?
Giovedì 17 maggio cercheremo di portare all'attenzione dei Trinesi, e non solo, alcune riflessioni Tecnico-Scientifiche, Economico-Ambientali e Sociali sulle valutazioni di chi combatte questa cosiddetta "Grande Opera".
Ad aiutarci in questo percorso saranno i seguenti relatori:
Prof. Angelo TARTAGLIA - Docente presso il DISAT - Dipartimento Scienza Applicata e Tecnologia - I^ FACOLTA' di INGEGNERIA - Politecnico di TORINO.
Prof. Giancarlo UGAZIO - Già Professore Ordinario di Patologia Generale (1976 - 2007) presso la Scuola Medica dell'Università di Torino - Fondatore e Presidente del G.Ri.P.P.A (Gruppo di Ricerca per la Prevenzione della Patologia Ambientale).
Michele MICHELINO - Presidente del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio.
Al termine degli interventi seguirà dibattito con i partecipanti.
Trino, 5 maggio 2012
LEAGAMBIENTE
GRUPPO di TRINO
lun
14
mag
2012
Torino, 14 maggio 2012
PUBBLICATE LE MOTIVAZIONI DEL PROCESSO ETERNIT
(nella sezione Archivio sotto la voce sentenze,
in alto, pubblichiamo il testo integrale)
Lunedì 14 maggio 2012 sono state rese note le motivazioni della sentenza del processo Eternit emessa il 13 febbraio 2012 dalla Prima Sezione Penale del Tribunale di Torino che ha condannato i padroni della multinazionale – lo svizzero Stephan Schmidheiny e il belga Louis De Cartier De Marchienne a 16 anni di reclusione ciascuno, e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici oltre al risarcimento per le parti civili e le spese processuali.
Dalle motivazioni si evince che sono stati condannati,“In particolare, per aver omesso di collocare impianti, apparecchi e segnali destinati a prevenire malattie-infortuni, e in particolare patologie da amianto (carcinomi polmonari, mesoteliomi pleurici e peritoneali, asbestosi o patologie asbesto correlate non di natura tumorale). “Per aver omesso di adottare: idonei impianti di aspirazione localizzata; idonei sistemi di ventilazione dei locali; sistemi di lavorazione dell’amianto a ciclo chiuso, volti a evitare la manipolazione manuale, lo sviluppo e la diffusione dell’amianto; idonei apparecchi di protezione; organizzati sistemi di pulizia degli indumenti di lavoro all’interno degli stabilimenti con l’aggravante che dal fatto derivano più casi di malattia infortunio in danno dei lavoratori addetti presso gli stabilimenti; ad operazioni comportanti esposizione ad amianto, e deceduti o ammalatisi per patologie riconducibili ad amianto”.
La partecipazione ad ogni udienza, la pressione dei famigliari delle vittime, dei lavoratori, della popolazione di Casale Monferrato e delle Associazioni e Comitati ha portato nelle aule del Tribunale la voglia di giustizia di chi la verità storica l’aveva provata sulla sua pelle, rivendicando con forza anche quella giuridica
ven
11
mag
2012
LA SECONDA CONFERENZA NAZIONALE SI FARA' ?
MA IN CHE TERMINI E CON QUALI MODALITA'
la presente, dopo le molte iniziative della giornata mondiale delle
vittime, a conferma della riunione presso il Centro Ramazzini (Castello
di Bentivoglio- Bologna) per discutere di un possibile progetto di Conferenza Nazionale da sottoporre al Ministro della Salute.
Per la verità dobbiamo dire che ci sono, in merito alla Conferenza, delle preoccupazioni che è necessario esporre:
Dopo l'incontro del 21 gennaio u.s. al seguito del quale è partita una
lettera di richiesta al Ministro della Salute di indire una nuova
conferenza nazionale sull'amianto si sono avute risposte chiare da
parte del Ministro Balduzzi,fornite a voce, qualche giorno dopo
direttamente alla associazione AFEVA di Casale Monferrato, sia
successivamente mediante comunicati e interviste apparse su stampa e
televisioni.
mer
09
mag
2012
RAFFAELE GUARINIELLO A MESTRE:
"LA COLPA DELL'INEFFICIENZA SANZIONATORIA RISPETTO ALLE AZIENDE POCO ATTENTE ALLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO E' ANCHE DEGLI ORGANI DI VIGILANZA E DELLA LENTEZZA DELLA MAGISTRATURA CHE PORTA ALLA PRESCRIZIONE DEI REATI".
QUESTO UNO DEI COMMENTI A MARGINE DEL SEMINARIO ORGANIZZATO A MESTRE DA VEGA FORMAZIONE IN COLLABORAZIONE CON IPSOA, VEGA ENGINEERING E AIESIL DAL TITOLO “GLI OBBLIGHI IN TEMA DI SICUREZZA DEL LAVORO".
“Una priorità che viene troppo spesso trascurata all’interno delle aziende. Eppure le norme che disciplinano la sicurezza nei luoghi di lavoro ci sono e sono gli strumenti principali per prevenire gli infortuni e i decessi. Purtroppo poi, accanto all’incoscienza di una parte dell’imprenditoria esiste anche una carenza di rigore dal punto di vista sanzionatorio che invece, se rafforzato, potrebbe aiutare a migliore la cultura della tutela del lavoratore”.
Queste le parole del procuratore Raffaele Guariniello a margine del seminario organizzato recentemente a Mestre da Vega Formazione in collaborazione con Ipsoa, Vega Engineering e Aiesil dal titolo “Gli obblighi in tema di sicurezza del lavoro";questo l’autorevole commento del magistrato che con le sentenze dei processi Eternit e Thyssen Krupp ha ottenuto nel primo caso la condanna dei vertici dell’azienda per disastro ambientale doloso e omissione volontaria delle cautele antinfortunistiche in riferimento agli oltre 3000 morti provocati dall’amianto; nel secondo una condanna per omicidio volontario del vertice della multinazionale dall’amianto; nel secondo una condanna per omicidio volontario del vertice della multinazionale.
mar
08
mag
2012
"Amianto anche causa di ictus e crisi cardiache"
5 aprile 2012. I risultati delle analisi dei ricercatori dell'Health and Safety Laboratory su 94.403 uomini e 4.509 donne esposti alla fibra-killer e seguiti tra il 1971 e il 2005: il campione esaminato ha manifestato più probabilità di morire per una malattia cardiovascolare rispetto alla popolazione generale
ROMA - L'amianto è un "veleno" non solo per i polmoni, con i suoi noti rischi di tumore. Chi è a contatto con questo materiale, infatti, corre anche maggiore pericolo di avere una crisi cardiaca o un ictus: possibilità che aumenta con il prolungarsi dell'esposizione. Un problema che riguarda, tra i lavoratori dell'industria, soprattutto le donne per le quali raddoppia la probabilità di ictus e aumenta dell'89% quella di crisi cardiaca, contro percentuali maschili che si attestano, rispettivamente, al 63% e al 39%. A lanciare il nuovo allarme sono i ricercatori britannici del centro "Health and Safety Laboratory (HSL)" che hanno pubblicato uno studio su "Occupational and environmental medicine".
dom
29
apr
2012
inizio del corteo
Riportiamo il comunicato stampa del Comitato e l'art. del quotidiano IL GIORNO. Anche la RAI sul TG Regionale ha trasmesso un servizio che potrete vedere cliccando sul seguente
link : http://www.youtube.com/watch?v=c4QuR1Q4MX8&feature=youtu.be
28 aprile giornata mondiale contro l’amianto
Centinaia di lavoratori e familiari delle vittime dell’amianto hanno sfilato oggi pomeriggio in corteo a Sesto San Giovanni, in ricordo delle vittime, per affermare che la salute e la vita umana non sono in vendita e non hanno prezzo.
Il lungo corteo si è mosso dal Centro di Iniziativa Proletaria, sede del Comitato.
In testa lo striscione d’apertura del corteo con la parola d’ordine “In ricordo di tutti i lavoratori uccisi in nome del profitto”, dietro i famigliari delle vittime e gli operai delle ex fabbriche di Sesto per anni esposti all’amianto alla Breda, alla Falck, alla Magneti, all’Ansaldo, alla Pirelli, insieme a molti cittadini, al Comitato delle vittime della Tricom Galvanica di Bassano del Grappa e Tezze sul Brenta, dove sono morti decine di operai, i lavoratori della AIEA e gli operai sopravvissuti al rogo dell’Eureco di Paderno Dugnano. Dopo aver percorso le vie cittadine, il corteo si è fermato davanti alla lapide di via Carducci, dove il presidente del Comitato Michele Michelino ha fatto una breve commemorazione ricordando i tanti compagni di lotta scomparsi a causa dell’amianto e della logica del profitto, chiedendo -per i datori di lavoro e i dirigenti assassini che hanno anteposto il loro guadagno alla salute dei lavoratori e dei cittadini - condanne e sanzioni esemplari, che servano da monito a chi non rispetta le norme di sicurezza, perché sulla salute e la vita non si tratta.
mar
24
apr
2012
27 aprile 2012
Palazzo Marino , piazza Scala 1, Milano
Sala Alessi ore 18.00
Convegno
Interverranno:
- Introduzione del consigliere comunale Mattia Calise
- Intervento del prof. Giancarlo Ugazio, ex professore ordinario di Patologia Generale presso la Scuola Medica dell’Università di Torino
- Michele Michelino, presidente del Comitato per la Difesa della salute nei Luoghi di lavoro e nel territorio
Seguirà dibattito con il pubblico (vedi locandina)
gio
19
apr
2012
Comunicato stampa
Amianto processo Pirelli:
Udienza lampo e nuovo rinvio per trattare sulla pelle dei lavoratori.
Due mesi di sospensione del processo non sono bastati, agli avvocati dei dirigenti Pirelli imputati della morte e lesioni gravi di 24 lavoratori, per accordarsi sul prezzo delle vite umane e comprare tutte le parti civili.
Il calendario stabilito nella precedente udienza dal giudice Piffer, prevedeva che questa mattina il giudice decidesse sull’ammissibilità delle parti civili che si erano costituite nelle precedenti udienze, Il “Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio”, Medicina Democratica e l’Associazione Italiana Esposti Amianto. Invece stamattina a sorpresa altro colpo di scena.
Il nuovo giudice ha comunicato alle parti che il giudice Piffer è stato trasferito e sostituito da lui.
L’udienza è cominciata con l’appello delle parti in causa e gli avvocati della Pirelli hanno comunicato che sei famiglie risarcite da Pirelli “escono” dal processo e che la trattativa era ancora in corso.
Inoltre un avvocato degli imputati ha sollevato un cavillo legale formale riguardo alla notifica del suo assistito e il giudice in meno di tre quarti d’ora ha chiuso l’udienza rinviando la discussione sulle parti civili al 24 maggio.
Il nostro Comitato da sempre si batte per ottenere giustizia per i lavoratori morti e ammalati, per questo nei processi chiede un euro di risarcimento (1 euro).
mar
17
apr
2012
28 aprile giornata mondiale contro l’amianto
In ricordo di tutti i lavoratori e i cittadini assassinati nelle fabbriche e nel territorio in nome del profitto.
Sabato 28 aprile 2012 – ore 16.00 corteo
Partenza dal Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli” di via Magenta 88, Sesto San Giovanni, fino alla lapide di via Carducci
mer
11
apr
2012
ILVA di Taranto
La lotta per la salute è lotta contro il capitalismo e le sue istituzioni.
Unificare la lotta operaia e proletaria in fabbrica e sul territorio contro il comune nemico.
di Michele Michelino (*)
L’opposizione tra operai e ambientalisti all’ILVA di Taranto ha proposto all’attenzione un problema da sempre latente, che esplode periodicamente.
In questo stabilimento gli infortuni sul lavoro sono all’ordine del giorno, i morti sul lavoro e di lavoro a causa dell’amianto, della diossina e altre sostanze nocive sono tantissimi, non solo fra gli operai e i loro famigliari, ma anche fra la popolazione.
Davanti alle proteste della popolazione residente (proletari, piccoli borghesi, borghesi che subiscono i danni dell’inquinamento) padron Riva è sceso in campo mobilitando il comando di fabbrica, capi, tecnici, impiegati: con il ricatto e la paura ha indotto gli operai a protestare in difesa dello stabilimento così com’è, con uno sciopero “spontaneo”, e un corteo per far pressione sulla magistratura e sulle istituzioni della città.
Il padrone non solo vuole continuare a fare il massimo profitto risparmiando sulla sicurezza, ma pretende anche l’impunità!
Il giorno del processo (30 marzo 2012) a carico di cinque dirigenti dell’Ilva di Taranto accusati di disastro colposo e doloso, gli operai, gli impiegati e i tecnici sono scesi in piazza per tutelare i propri posti di lavoro davanti al municipio. Da una parte gli ambientalisti e i cittadini che protestavano contro l’inquinamento provocato dalla fabbrica, dall’altra il padrone (che difende la sua fonte di profitto) e gli operai che sentivano minacciato il posto di lavoro.
La popolazione della città da qualche tempo protesta contro l’inquinamento provocato dalla fabbrica e alcuni, arrivavano a chiederne la chiusura; i lavoratori, sobillati dal padrone, per la paura di perdere il salario difendono il posto di lavoro così com’è: con i suoi veleni per tutti e i profitti che intasca il padrone che in cambio da loro un misero salario.
dom
08
apr
2012
dal Quotidiano VicenzaPiù : un articolo e un video sull'assemblea del 7 aprile 2012
Morti bianche: un convegno a Schio per non chiudere gli occhi. Come fa certa stampa locale
Di Andrea Genito|
"La crisi e la riforma dei contratti di lavoro porteranno altri lutti e nuovi infortuni!"
Thyssen Group, Greta, Tricom Galvanica, Marlane Marzotto. Aziende diverse, di aree geografiche distanti anche centinaia di chilometri, ma col minimo comun denominatore di decine di morti bianche,
di operai minati nel fisico o scomparsi per cause di lavoro. Un dramma che, stando alle statistiche dell'ultimo biennio, sarebbe in calo del 12%, ma che gli organizzatori del convegno di oggi a
Schio contestano duramente.
Fuori dal Teatro Pasubio, che ospitava il convegno, ci sono anche le forze dell'ordine, in vista di chissà quale possibile escalation. Precauzione inutile, perchè all'interno ci sono tanti giovani lavoratori preoccupati dei futuri scenari del mondo del lavoro, venuti a sentire le testimonianze di colleghi che hanno rischiato la vita sul lavoro.
lun
02
apr
2012
COMUNICATO STAMPA AMIANTO VIA LARGA
Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa, preannunaciata il 29 marzo, per denunciare i rischi ed i pericoli derivanti dalle fibre di amianto presenti in alcuni piani della sede
comunale di via Larga dove giornalmente circa 600 lavoratori e migliaia di cittadini transitano.
Ad aprire la conferenza stampa è stato il Consigliere Comunale del MoVimento 5 Stelle Mattia Calise, che ha illustrato la risposta ottenuta dal Comune di Milano all'interrogazione sul
tema amianto presentata il 2 febbraio scorso.In questo documento veniva evidenziato che la dispersione di fibre killer risulta comunque sotto la soglia di legge, come se questo bastasse
a scongiurare il pericolo!Intanto l’amministrazione, nella persona della Dott.ssa Daria Maistri, prima della conferenza stampa, ha inviato a tutti i settori una email per comunicare l'avvio
dei lavori relativi alla bonifica dell’amianto presente nel sottotetto prevista per domani, martedì 3 aprile.
ven
30
mar
2012
10 ragioni contro la riforma dell’art. 18 dello Statuto dei
Lavoratori.
In riferimento alla ipotesi di modifica dell’art. 18 S.L. introdotta dal Governo, appare utile sviluppare alcune semplici riflessioni in merito alla scelta effettuata, al fine di valutare le
ragioni sostanziali pro e contro la norma attuale e quella preesistente.
A prescindere da astratte argomentazioni volte a sostenere che i principi elaborati nel 1970 siano anacronistici in ragione del semplice passare del tempo, si dovrebbe, invece, riscoprire come la
legislazione sia più che mai all’avanguardia, avendo, nello specifico, introdotto un principio di civiltà giuridica e sociale che, nel confronto con altre legislazioni, non costituisce un
pregiudizio, bensì un motivo di vanto.
Un corpus normativo che tuteli la libertà e la dignità del dipendente appare necessario in un ambito in cui la sperequazione della forza tra datori di lavoro e lavoratori è particolarmente
rilevante.
1) Per quanto riguarda la previsione di un indennizzo in sostituzione al reintegro nei licenziamenti per ragioni economiche e, in parte, in quelli disciplinari, va detto come la
soluzione adottata dal Governo non sia in linea con i principi generali per la tutela integrale del diritto leso, oltre a contrastare con le norme sull’adempimento e in materia di risarcimento in
forma specifica, secondo cui, chi viene illegittimamente leso in un diritto, dovrebbe essere reintegrato nell’identica “posizione” in cui si trovava precedentemente.
Al contrario, il risarcimento per equivalente costituisce una forma di tutela “alternativa”, quando non è possibile la reintegra in forma specifica e richiede la valutazione della “entità” del
bene compromesso, al fine di stabilirne il valore corrispondente per la “monetizzazione” del pregiudizio arrecato al lavoratore, con tutte le difficoltà relative a tali processi valutativi.
mar
27
mar
2012
Ancora una volta una giornata di lavoro è stata funestata da un gravissimo incidente.
E’ accaduto alla Lafumet di Villastellone, ditta di smaltimento rifiuti industriali dove 5 operai, tutti di origine maghrebina (a loro e alle loro famiglie va tutta la nostra vicinanza e solidarietà) sono rimasti gravemente ustionati in seguito ad una esplosione.
E la memoria non può che tornare alla strage della ThyssenKrupp perché molte sono le analogie con quanto successo a Torino: produzioni altamente pericolose sottovalutate, scarsa sicurezza, ripetuti incendi che però non fanno insorgere nemmeno il minimo dubbio sull’ipotesi che possa verificarsi, in futuro, un evento disastroso (la TK dopo l’incendio del 2002 non fece altro che raddoppiare la franchigia assicurativa), la procedura da adottare in caso di emergenza lasciata alla totale discrezione degli operai e le richieste di maggiore sicurezza da parte di lavoratori e sindacati ignorate dal titolare.
Che ammette di aver dotato dell’indispensabile lo stabilimento e afferma che se avesse dovuto attrezzarlo con tutto il necessario per la sicurezza tanto valeva chiudere. Meglio continuare la produzione mettendo a rischio la vita degli operai! Parole che fanno capire quanto prima della dignità e della sicurezza dei lavoratori venga sempre e prima di tutto il profitto.
mer
21
mar
2012
L'addio a Marco Giorcelli, 51 anni, direttore de "Il Monferrato". Un anno fa la diagnosi di mesotelioma. La redazione è in lutto. L'ultimo scritto di Marco
Casale Monferrato | 16/03/2012 — Alle 7 di giovedì mattina si è spento nella sua abitazione Marco Giorcelli, 51 anni, da 19 direttore de
"Il Monferrato". La redazione è in lutto e si stringe attorno ai famigliari in questo difficile momento. A gennaio dello scorso anno gli era stato diagnosticato il mesotelioma pleurico, malattia
causata dall'amianto. Il funerale si è svolto sabato mattina nella chiesa dei Frati di Porta Milano.
Pochi giorni dopo la diagnosi di metotelioma, il 31 gennaio 2011, Marco Giorcelli ha scritto questa riflessione che ora pubblichiamo.
Mesotelioma maligno epiteliomorfo. Il verdetto sta lì, in tre parole. Con la terza - mi hanno spiegato - che sa di speranza, perché indica la forma meno aggressiva di questo tumore. Il tumore
dell’amianto. Quella che meglio si può provare a combattere, con maggiori speranze di sopravvivenza. E io ci proverò.
dom
18
mar
2012
BOTTA & RISPOSTA
SULL’ASBESTO
DEL T.A.V.
Piemonte-Italia
marzo 2012
gu, 2012
Ricevo e commento, usando i neuroni cerebrali piuttosto
che le fibrocellule glutee o quelle del miocardio:
TAV. SCILIPOTI: ATTI VIOLENZA PREGIUDICANO RAGIONI PROTESTA
(DIRE) Roma, 28 febbraio 2012. - "Sono profondamente dispiaciuto per
l'incidente di ieri in Val di Susa e auguro una pronta guarigione al
ragazzo caduto dal traliccio, ma condanno fermamente gli atti di
violenza e intimidazione che si sono susseguiti". Così Domenico
Scilipoti segretario nazionale MRN commentando gli atti di violenza
avvenuti dopo l'incidente di ieri in Val di Susa.
"Difendere, civilmente, le proprie idee – aggiunge - è legittimo, non è
invece accettabile il ricorso ad atti violenti che, oltre ad essere sempre
e comunque da disprezzare, rischiano di pregiudicare le ragioni della
protesta".
Anzitutto, ritengo che, quando c’è violenza tra esseri umani, piccole o
grandi guerre, sono sempre due le parti contendenti, mai nessuno,
solitario, può far guerre. Poi, la guerra la vince chi non la fa, non chi
uccide piu’ vittime dei suoi morti, infine per non venire alle mani
occorre saper idealmente perdere, cioè essere bravissimi, non solo
bravi, come per saper vincere. L’avventura T.A.V., per il passato, a me
personalmente pare il prodotto di pochi ingredienti, tra cui
campeggiano l’ignoranza e la prevaricazione.
Scrivo questa nota nel tentativo di ripianare il primo ingrediente del
cake e di considerare criticamente il secondo, perchè anch’esso può
essere violenza, fatta non di quella forza fisica che fa scorrere sangue
immediatamente ma quella che, in temi lunghi, può depauperare gli
esseri umani della qualità della loro vita e/o della vita stessa.
L’informazione produce sempre consapevolezza e può favorire la
razionalità delle genti, governate o governanti che siano.
mar
13
mar
2012
Processo per le proteste contro la sentenza di assoluzione dei padroni della Tricom: a Trento il 27 giugno 2012, la sentenza.
Ieri alle ore 15 si è tenuta la 2° udienza del processo che vede imputati 8 nostri compagni di lotta, (6 di Bassano e 2 di Sesto), denunciati per aver protestato, con slogan e qualche uovo contro il tribunale di Bassano del Grappa che lo scorso 24 maggio ha assolto i dirigenti della Tricom/Galvanica PM di Tezze sul Brenta, responsabili della morte di 14 operai e dell’inquinamento del territorio. Nel corso dell’udienza erano state programmate 6 testimonianze di poliziotti e agenti della Digos e 4 testimonianze a favore dei nostri compagni: due di Bassano del Grappa e due di Sesto S.G.
Dei 6 poliziotti, 4 quattro del commissariato di Bassano del Grappa erano assenti, perché si sono dichiarati malati. Intanto fuori dal tribunale di Trento si è espressa la solidarietà dei Comitati No TAV e di altri cittadini che con bandiere e striscioni hanno manifestato contro chi cerca di criminalizzare le lotte. Il giudice dopo aver ascoltato i due poliziotti della Digos di Vicenza che hanno testimoniato contro le vittime e i Comitati, ha ascoltato i due nostri compagni di Sesto San Giovanni che hanno dichiarato di essere stati presenti davanti al Tribunale di Bassano il 24 maggio per solidarietà con le vittime e il Comitato di Bassano.
gio
08
mar
2012
8 MARZO: “FESTA” O GIORNATA DI LOTTA PER L’EMANCIPAZIONE?
Da alcuni anni c’è in atto un tentativo da parte della borghesia di cancellare la memoria storica del proletariato, svuotandola dei suoi contenuti di classe.
Le date simbolo dell’emancipazione proletaria - il 1° maggio, giornata di lotta internazionale dei lavoratori, è stato trasformato nella festa di San Giuseppe lavoratore, e l’8 marzo nella “festa” della donna.
Da anni in Occidente si celebra questa ricorrenza come una giornata libera dalla famiglia, per uscire in compagnia delle amiche e i commercianti ne approfittano per fare lauti affari.
In realtà l’8 marzo non c’è niente da festeggiare. Questa data ricorda che l’8 marzo del 1908, a New York, 129 operaie della “Cotton” morivano bruciate vive dentro la fabbrica in lotta.
Lottavano per il salario e per migliori condizioni di lavoro e il padrone, Mr. Johnson, attuava una serrata sbarrando tutte le uscite, e nessuna di loro poté salvarsi dall’incendio scoppiato nella fabbrica.
mar
06
mar
2012
assemblea del Comitato
SABATO 10 marzo 2012 ore 15,30 ASSEMBLEA
presso il CENTRO D’ INIZIATIVA PROLETARIA “G. TAGARELLI”
Via Magenta 88 Sesto San Giovanni
O.d.G:
1) Informazione sulle cause legali e conseguenze dopo la sentenza Eternit; 2) Resoconto sui processo in corso (Pirelli e Breda Energia); 3) Informazioni sul corteo di sabato 28 aprile in ricordo dei nostri compagni assassinati dall’amianto nella Giornata Mondiale contro l’amianto; 4) Intervento del prof Giancarlo Ugazio e del dott. Marco Antonio Arcuti (informazione sui risultati della partecipazione al 27° Simposio Internazionale dell’I.C.A. E.T. alla Columbia University di New York, 21-24 ottobre 2011). 5) Varie.
lun
05
mar
2012
Riceviamo e pubblichiamo.
Maurizio,
chi scrive è un ex operaio della ThyssenKrupp di Torino, dove nel 2007 sono morti 7 ragazzi (3 avevano solo 26 anni)... ARSI VIVI in nome del profitto. Apprezzo il tuo tentativo di aprire una sorta di dialogo con il Mov. NO TAV ma credo che la verità di cui parli è molto diversa dalla quella che va delineandosi nella pratica. Capisco che non fa piacere lasciare casa e famiglia per andare a presidiare un posto che nemmeno conosci e per giunta per “4 soldi”, come affermi (e non stento a crederlo): per queste motivazioni, visto che vi definite difensori dell’ordine e della Costituzione, dovreste prendere posizione CONTRO la Tav, perché è espressione degli interessi di uno Stato retto dagli emissari delle banche (Monti in Italia, Papademos in Grecia, ecc. che questa crisi l'hanno creata!) che lede TUTTI, ANCHE VOI (e le Vostre famiglie).
Definirvi operai mi pare fuori luogo, visto che spesso e volentieri (gli operai) li prendete a calci: per es. il Mov. Pastori Sardi caricati a freddo appena scesi dalla nave a Civitavecchia lo scorso anno per manifestare contro Equitalia che li sta strangolando!…E dimmi che sono dei facinorosi persone che producono latte e si alzano tutte le mattine alle 4 per accudire il bestiame!….o quelli dell’Alcoa di Portovesme caricati davanti all’ambasciata americana a Roma per difendere il proprio posto di lavoro! La storiella che “prendete solo ordini” scusa ma è troppo semplicistica: dietro queste affermazioni si nascondono vecchie e nuove nefandezze (fascismo e nazismo ieri, Casapound e Forza Nuova oggi!). IO NON PESTEREI MAI UN LAVORATORE CHE DIFENDE IL PROPRIO POSTO DI LAVORO! Voi lo fate spesso e volentieri, quindi come potete pretendere che la gente vi veda di buon occhio (dopo Cucchi, Aldrovandi, Uva e centinaia di morti di Stato in manifestazioni, Commissariati, carceri, CIE, ecc.)? NESSUNO VI OBBLIGA AD ESEGUIRE GLI ORDINI, SPECIE SE ANTIDEMOCRATICI E ANTIPOPOLARI!!! Ribellatevi democraticamente.
ven
02
mar
2012
VAL DI SUSA: VIOLENZA E IPOCRISIA DI STATO
di Michele Michelino (*)
Alcune considerazioni sulla campagna in corso contro i resistenti in Val di Susa.
In una società divisa in classi sociali in cui i conflitti d’interesse sono all’ordine del giorno, lo stato e le istituzioni rappresentative salvaguardano e difendono gli interessi della classe dominante al potere.
Le banche, la grande finanza, le multinazionali, Fiat, Pirelli, Impregilo e altre ancora, pur di fare profitti, non rispettano nessuno: operai, lavoratori, ambiente, territorio e popolazioni locali rappresentano un ostacolo che va eliminato a qualsiasi costo.
Gli interessi economici per gli sfruttatori vengono prima della salute e della vita umana, in Val di Susa come ovunque. Dicono che il traforo della montagna, contenente amianto e altre sostanze cancerogene, e la linea ad alta velocità porterà posti di lavoro e benefici alla popolazione, nascondendo i costi umani, sociali e sanitari che pagheranno nel tempo i lavoratori e le popolazioni.
sab
25
feb
2012
Riportiamo uno degli articoli sui risarcimenti con una intervista al nostro Comitato. Altri potete leggerli nella sezione stampa in alto sulla pagina.
PER I MORTI D'AMIANTO LA PIRELLI SI PORTA AVANTI E OFFRE MAXI RISARCIMENTI
CRONACAQUI
di: LUDOVICA SCALETTI
IN AULA Alla sbarra 11 ex dirigenti per 24 decessi o casi di malattia Per i morti d`amianto la Pirelli si porta avanti e offre maxi risarcimenti. Le associazioni dei lavoratori: «L`azienda cerca di comprarsi la licenza di uccidere e l`impunità» Ludovic a Scaletti.
Trattative in corso per risarcire con milioni di euro le famiglie dei lavoratori morti di amianto negli stabilimenti milanesi della Pirelli. Ieri mattina si è aperta con questa notizia, annunciata dall`avvocato della difesa, la seconda udienza del processo che vede imputati undici ex dirigenti dell`azienda per omicidio colposo e lesioni colpose. Sono accusati di essere responsabili di 24 casi: una ventina di dipendenti morti di mesotelioma pleurico e altri malati di diverse forme di tumore.
Un colpo di scena per le associazioni che intendono costituirsi parte civile nel processo. «La Pirelli cerca di comprarsi la licenza di uccidere e l`impunità» denunciano.
gio
23
feb
2012
La Pirelli cerca di comprarsi
la licenza di uccidere e l’impunità.
Il giudice doveva decidere sulla partecipazione delle parti civili che si erano costituite nella predente udienza del 19 dicembre 2011, ma c’è stato un cambio di programma.
L’avvocatessa degli 11 dirigenti della Pirelli di Milano imputati della morte e lesioni gravissime di 24 ex lavoratori, ha comunicato al giudice e al P.M. di aver avviato una trattativa economica con alcune parti civili per farle uscire dal processo.
Una transazione economica è già stata raggiunta con 6 pari civili; mentre altre 6 sono in trattativa.
Il legale dei dirigenti Pirelli ha inoltre comunicato al giudice l’intenzione di aprire una trattativa anche con l’Inail, l’Asl, e altre istituzioni.
Il giudice per dare tempo alle parti di concludere la trattativa ha rinviato la prossima udienza al 19 aprile 2012 alle ore 9,30.
L’Associazione Medina Democratica, l’associazione Italiana Esposti Amianto, e il Comitato per la Difesa della salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio ( che raggruppa cittadini e operai della grandi fabbriche di Sesto e Milano, fra cui lavoratori Pirelli), ribadiscono che non accetteranno nessuna trattativa o transazione.
mer
22
feb
2012
Pirelli e amianto, tragedia senza fine. Parlano i sopravvissuti
LaPresse
Torino, 21 feb. (LaPresse) - "Il peggio sta arrivando". Ecco perché è impossibile calcolare le conseguenze che l'utilizzo dell'amianto negli stabilimenti Pirelli ha prodotto e produrrà ancora in futuro. L'unica previsione certa l'ha fatta la stessa Pirelli nel 2006 accantonando 38 milioni di euro in previsioni di nuovi possibili problemi derivanti dall'uso dell'amianto.
L'altra previsione certa, è che la procura di Torino è vicina a chiudere le indagini su tre nuovi filoni d'inchiesta legati a quanto accadde nello stabilimento Pirelli di Settimo Torinese. Almeno una quindicina finora le persone che potrebbero costituirsi parte civile, ma si tratta di un numero destinato a cambiare e probabilmente ad aumentare. Finora ci sono già state due sentenze, l'ultima lo scorso 19 gennaio quando il tribunale di Torino ha inflitto 13 condanne a conclusione del procedimento che riguardava le malattie contratte tra il 1954 e il 1996 da parte di 36 lavoratori, di cui almeno 20 morti. Ma la procura di Torino non si è fermata. Ha continuato a ricevere segnalazioni da parte di familiari ed ex lavoratori, e ha quindi deciso di accorpare i rimanenti 3 fascicoli d'inchiesta in unico faldone. Come spiega lo stesso procuratore Raffaele Guariniello, "in generale la caratteristica dei processi sui tumori è che non finiscono mai, perché le morti, purtroppo, continuano ad aumentare". "Si scoprono nuovi casi - sottolinea il magistrato che si è occupato delle vicende Thyssen ed Eternit - addirittura quando sono morti gli autori dei reati".
dom
19
feb
2012
Per la morte da amianto risarcimento più elevato
Risarcimento pesante per i parenti di chi è morto per l'esposizione all'amianto. Lo stabilisce la Corte di cassazione con una sentenza della Sezione lavoro, la n. 2251, depositata ieri.
Una pronuncia nella quale è naturale sentire, se non nei tempi almeno nell'oggetto, l'eco di quanto avvenuto a inizio settimana con la condanna dei vertici di Eternit per i morti di Casale.
I giudici, che in questo caso sono intervenuti sul solo versante civile, hanno istituito un principio di diritto in base al quale in caso di lesione dell'integrità fisica di una lavoratore a causa di una malattia contratta in violazione delle norme sulla sicurezza, «l'entità del danno non patrimoniale (il cui risarcimento è reclamabile dagli eredi) deve essere determinata sulla base non già (e non solo) della durata dell'intervallo tra la manifestazione conclamata della malattia e la morte, ma dell'intensità della sofferenza provata, delle condizioni personali e soggettive del lavoratore e delle altre particolarità del caso concreto». A condizione che, sottolinea la Cassazione, dalla malattia sia derivata la morte e la vittima abbia «percepito lucidamente l'approssimarsi della fine e attivando un processo di sofferenza psichica».
sab
18
feb
2012
Romana Blasotti
Il processo del secolo, celebrato a Torino, condanna a 16 anni il magnate dell’amianto Stephan Schmidheiny: la fine dell’impunità e della menzogna
di Paco Puche; da: rebelion.org
Nel mezzo di un’aspettativa senza precedenti, con gente venuta da ogni parte del mondo e con più di mille persone che ascoltavano in piedi, pazientemente, la lettura della sentenza che è durata più di tre ore, lo scorso 13 febbraio è stata pronunciata una sentenza che segna un prima e un dopo per tutto il mondo, per quello che riguarda la tragedia dell’amianto.
Contro la moda post-moderna di piangere le vittime senza ricercare le cause della loro disgrazia, il processo di Torino è stato il trionfo delle vittime e il castigo dei colpevoli con nome e cognome. Il dolore accumulato - per i morti, i malati, i familiari e gli amici - di migliaia di persone concrete di carne e ossa, dolore fisico e morale, per i disastri e i crimini dell’affare dell’amianto, meritava che si facesse giustizia. Mentre si ascoltava la sentenza, un misto di gioia, di lacrime e di tensione contenuta inondava le sale e i corridoi che ospitavano centinaia di persone colpite.
ven
17
feb
2012
Amianto Eternit:
una sentenza che farà la storia.
a cura di Michele Michelino (*)
Condannati a sedici anni di carcere il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny e il barone Louis De Cartier De Marchienne: disastro doloso e rimozione di cautele.
Quando il giudice pronuncia la parola “colpevoli” dalla sala si leva un applauso liberatorio: finalmente un briciolo di giustizia per le 2.889 “persone offese”, 1800 solo a Casale, divenuta città simbolo della lotta all'amianto.
Condanna inoltre gli imputati al pagamento delle spese processuali e, in solido con le società chiamate in causa come civilmente responsabili, al pagamento di una “provvisionale”, un acconto sui risarcimenti richiesti da chi ha subito danni.
Il giudice prosegue nella lettura delle parti civili cui il Tribunale ha riconosciuto il risarcimento, salvo poi la liquidazione del danno complessivo reclamato dalle parti offese tramite una separata causa civile.
I giudici hanno ritenuto i due imputati colpevoli di disastro doloso solo per le condizioni degli stabilimenti di Cavagnolo (in provincia di Torino) e Casale Monferrato (in provincia di Alessandria). Per quanto riguarda gli stabilimenti di Rubiera (in provincia di Reggio Emilia) e Bagnoli (in provincia di Napoli), i magistrati hanno dichiarato di non doversi procedere perché il reato è prescritto. Il Tribunale piemontese ha deciso anche risarcimenti milionari a favore delle istituzioni costituitesi parti civili: al Comune di Casale Monferrato andranno 25 milioni di euro, alla Regione Piemonte 20 milioni, all’Inail 15 milioni e al comune di Cavagnolo 4 milioni.
Altri risarcimenti sono andati all’Associazione Medicina Democratica, al Wwf, ai sindacati, fino ai circa 95 milioni di euro (dai 30 ai 35 mila euro a testa) per risarcire le famiglie dei 2.000 morti e alle oltre mille parti lese.
Cronaca di una giornata storica
La mattina comincia presto.
Un Gazebo con un impianto voce viene organizzato da Voci della Memoria di Casale Monferrato insieme a Terra del Fuoco e Officine Corsare.
Alle ore 8,45: gli studenti di Casale Monferrato con 6 pullman giungono al palazzo della Provincia, da dove seguiranno la lettura della sentenza su un maxischermo.
ven
17
feb
2012
il prof Giancarlo Ugazio
L’amianto (o asbesto), minerale di origine naturale, costituito da microfibrille, ha prerogative chimico-fisiche che l’hanno reso utile ed utiizzabile gia’ dai tempi antichi. Dati storici ci parlano del suo uso nel Medio Evo e nei tempi moderni, ingigantito a seguito della rivoluzione industriale. Nel 1901, Ludwig Hatschek brevetta il cemento-amianto, chiamandolo eternit, che diventa subito popolare, nel 1911 la produzione di lastre e tegole raggiunge i massimi livelli. Nel 1915 vengono prodotte le fioriere in eternit. Nel 1928 inizia la produzione di tubi in fibrocemento, che fino agli anni settanta-ottanta sono stati la base della costruzione di acquedotti. Nel 1933 fanno la loro comparsa le lastre ondulate, in seguito usate spesso per tetti e capannoni. Negli anni '40 e ‘50 l'eternit trova impiego in parecchi oggetti di uso quotidiano, tra cui la sedia da spiaggia di Willy Guhl, dal 1963 l'eternit può essere prodotto in varie colorazioni. Poiche’ le fibrille sono patogene, la loro dispersione nei giacimenti durante le attivita’ minerarie, nelle successive lavorazioni produttive, poi nell’impiego dei manufatti, infine nello smaltimento di essi al termine della vita d’uso, provoca serie alterazioni della salute. Questa scoperta risale all’inizio del XX secolo, ma da subito si e’ verificato un tiro-alla-fune tra i produttori del minerale ed i primi testimoni della patologia: i sanitari. Le vittime, sia i lavoratori, sia la gente comune, sono stati gli ultimi ad essere informati. Infine, nei primi anni ’90, l’uso dell’amianto e’ stato bandito in diversi paesi, ciononostante molti altri continuano ad estrarlo ed a commerciarlo. Soprattutto l’ambiente di molti paesi, industrializzati o in via di sviluppo, ospita tuttora manufatti in disuso o fabbriche dismesse, con grave rischio per la salute della gente.
mer
15
feb
2012
Da la Repubblicamilano.it
IL CASO
L'inchiesta amianto all'Atm
"Così respiravamo le polveri"
Secondo l'Asl sono stati 93 i lavoratori esposti alle fibre. Negli ultimi cinque anni oltre 1.200 dipendenti sono stati sottoposti a controlli. Ecco le testimonianze che arrivano dagli operai
di DAVIDE CARLUCCI
L'amianto nella metropolitana? "Ne perforavamo gli strati con il trapano e ne respiravamo
le polveri, che poi restavano per terra e solo in seguito venivano asportate dagli addetti alle pulizie delle stazioni". La testimonianza di G. B., oggi gravemente ammalato di mesotelioma
pleurico, è agli atti nell'inchiesta dei pm Maurizio Ascione e Nicola Cerrato. E rende l'idea di quanti lavoratori possono aver inalato eternit nel metrò di Milano. Nella loro relazione
consegnata alla procura, infatti, i tecnici dell'Asl, ai quali sono state affidate le indagini, scrivono: "Sono 93 i lavoratori che hanno svolto la stessa mansione" di G.B. Nessun allarmismo,
dunque, cercano di sottolineare gli investigatori. Ma il rischio che nei polmoni di altri lavoratori si possano essere depositate le fibre di amianto c'è. Per questo, negli ultimi cinque anni più
di 1.200 dipendenti dell'Atm sono stati sottoposti a sorveglianza sanitaria, con un ritmo di trecento all'anno.
lun
13
feb
2012
delegazione del Comitato al Tribunale di Torino
Amianto Eternit
una sentenza storica
Condannati a sedici anni di carcere il miliardario svizzero Stephan Schmidheiny e il barone Louis De Cartier De Marchienne: disastro doloso e rimozione di cautele. Con questa sentenza si crea uno squarcio nel muro di omertà e complicità che finora istituzioni, governi e politici complici degli assassini avevano eretto.
I giudici hanno ritenuto i due imputati colpevoli di disastro doloso solo per le condizioni degli stabilimenti di Cavagnolo (in provincia di Torino) e Casale Monferrato (in provincia di Alessandria). Per quanto riguarda gli stabilimenti di Rubiera (in provincia di Reggio Emilia) e Bagnoli (in provincia di Napoli) i magistrati hanno dichiarato di non doversi procedere perché il reato è prescritto. Il tribunale piemontese ha deciso anche risarcimenti milionari a favore delle parti civili: al Comune di Casale Monferrato andranno 25 milioni di euro, alla Regione Piemonte 20 milioni, all’Inail 15 milioni e al comune di Cavagnolo 4 milioni.
Alle centinaia di familiari è stato, invece, riconosciuto un risarcimento medio di 30-35 mila euro a testa.
Con questa sentenza si riconosce che l’amianto ha ucciso prima gli operai e poi -disperdendosi nell’aria, nelle falde acquifere, nel territorio - ha ucciso anche i cittadini.
dom
12
feb
2012
Oscar con il cartello ad una manifestazione
Oscar Misin ci ha lasciato prematuramente: il profitto ha ucciso
un altro compagno di tante battaglie
La notizia della morte di Oscar, con cui abbiamo condiviso gioie e dolori, combattendo fianco a fianco in tante battaglie, ci addolora profondamente.
Oscar non è morto per una “disgrazia”, per un “evento fatale”. E’ stato ucciso dall’amianto e dal profitto. La sua è la cronaca di una morte annunciata.
Oscar sapeva molto bene cos’era il mesotelioma che l’ha ucciso, perché per anni e anni ha studiato, ha denunciato, ha organizzato la lotta contro l’amianto, sul suo posto di lavoro (la centrale termoelettrica di Turbigo) e poi nell’Associazione Esposti Amianto e con tutti i Comitati e le Associazioni che conducono da decenni questa battaglia.
I padroni e i dirigenti della Centrale termoelettrica di Turbigo, come tanti altri padroni in tanti altri luoghi, sapevano che l’amianto era un killer che non perdona, ma per risparmiare pochi spiccioli sui costi della sicurezza e aumentare i profitti non hanno esitato a mandare a morte migliaia di operai.
Uno di questi è Oscar.
Noi ci uniamo al dolore dei famigliari di Oscar e all’Associazione Italiana Esposti Amianto di cui Oscar faceva parte, ricordando il suo impegno in tante battaglie in cui siamo stati al suo fianco.
Ma non proviamo solo dolore: proviamo anche odio e voglia di lottare contro i responsabili della sua morte e di tanti altri lavoratori e cittadini “colpevoli” di aver lavorato e respirato, molti di questi ignari, le fibre d’amianto. Proviamo rabbia contro le istituzioni complici per anni dei padroni assassini, che privilegiano il diritto di chi fa profitti sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini al diritto alla salute.
Ci hanno tolto un altro compagno, una grande e generosa persona che da anni lottava per gli altri.
Ciao Oscar, sarai sempre al nostro fianco e nel nostro cuore.
Sesto S.Giovanni, 12 febbraio 2012 http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com
ven
10
feb
2012
Roma: una delle tante manifestazioni sotto il Senato della Repubblica
Amianto: Pubblichiamo le Risoluzioni approvate il 7 febbraio 2012 al Senato.
Queste risoluzioni impegnano il governo a intervenire sui temi che tracciano le linee guida da seguire per dare risposte adeguate per:
1) - Emergenza sanitaria;
2) - Prevenzione primaria (ambiente);
3) - Aspetto risarcitorio (malattie professionali e benefici previdenziali)
4)- Fondo Vittime Amianto (chiedendo di allargarlo a tutti i cittadini vittime dell'amianto)
Pur non facendoci illusioni e continuando a vigilare e lottare affinché le risoluzioni siano rispettate, riteniamo un fatto molto importante che siano state approvate. Le Risoluzioni impegnano il
Governo a intervenire con un provvedimento legislativo. Dopo l'emanazione del D.Lgs 277/91 veniva
emanata la Legge 27/3/1992 n. 257, che
contiene norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto. L’applicazione della legge ha tuttavia portato a discriminazioni tra le diverse categorie di lavoratori interessati all'esposizione all'amianto (aspetto
risarcitorio), stabilendo il limite del 15 giugno 2005 per le domande e riconoscendo con gli atti di indirizzo solo alcuni siti e una delle Risoluzioni chiede di riaprire i termini. Anche sui
protocolli di sorveglianza sanitaria si richiede un protocollo unico per tutti.
Inoltre dopo aver verificato che l’INAIL si comporta spesso come un’assicurazione privata tirando in lungo i riconoscimenti di malattie professionali, spesso negandoli, nelle risoluzioni si chiede di semplificare le procedure di riconoscimento e indennizzo da parte dell'INAIL, soprattutto per le patologie più gravi come quelle legate all'amianto e per le patologie cosiddette "non tabellate".
Le Risoluzioni impegnano il governo ad adottare provvedimenti per ridurre il contenzioso dell'INAIL, al fine di favorire la lotta all'evasione e il recupero dei contributi assicurativi non versati dalle imprese; - ma soprattutto, per rafforzare le azioni di prevenzione e contrasto delle malattie professionali, allargando i protocolli di sorveglianza sanitaria a favore dei soggetti esposti, incoraggiando l'emersione delle cosiddette "malattie perdute".
Pubblichiamo in PDF le Risoluzioni
mar
07
feb
2012
Ettore Zilli
Decisioni dell’assemblea
del 4 febbraio 2012
1) Su proposta del direttivo del Comitato, l’assemblea degli associati con voto palese e all’unanimità, nomina socio onorario del Comitato Ettore Zilli (partigiano e superstite del campo di sterminio nazista di Dachau).
2) Il Comitato parteciperà il 13 febbraio prossimo con una delegazione al Tribunale di Torino, in previsione della sentenza del processo Eternit, per portare la solidarietà alle vittime dell’amianto di Casale Monferrato.
3) Il 28 aprile 2012 si celebrerà in tutto il mondo la giornata mondiale contro l’amianto. Il Comitato, come sempre, organizzerà un corteo per le vie della città di Sesto San Giovanni con partenza alle ore 16 dalla nostra sede (il Centro di Iniziativa Proletaria G. Tagarelli) fino alla lapide che ricorda, insieme ai nostri compagni morti per amianto, tutte le vittime dello sfruttamento capitalista e i morti sul lavoro e di lavoro.
4) L’assemblea rinnova la solidarietà a tutti gli attivisti NO TAV arrestati nel mese di gennaio, richiedendo la loro scarcerazione e ricordando che la loro lotta è la nostra lotta.
lun
06
feb
2012
La lotta dei cittadini e delle Associazioni delle vittime dell’amianto costringono il sindaco di Casale Monferrato a fare retromarcia.
Eternit, Casale rinuncia a risarcimento
Casale Monferrato - Alla fine l’“offerta del diavolo” è stata rifiutata. La giunta comunale di Casale Monferrato ha detto no alla proposta del magnate Stephan Schmidheiny, imputato nel processo per le migliaia di casi di morti e malattie da amianto. No al risarcimento da 18,3 milioni di euro che il miliardario svizzero ha messo sul piatto in cambio del ritiro della costituzione di parte civile e della rinuncia a qualsiasi azione legale in futuro. Determinante nella decisione è stato l’impegno preso nelle settimane scorse dal ministro della Salute Renato Balduzzi, tra i promotori di un articolato progetto nazionale di bonifica e ricerca scientifica sull’amianto e le malattie correlare che avrà al suo centro proprio Casale, la città che ha pagato il tributo più alto alle malattie provocate dal “minerale killer”: 1.800 morti e 50 nuovi casi di mesotelioma ogni anno.
La scelta del sindaco di Casale, Giorgio Demezzi, e della sua giunta, è stata sofferta, come lo era stata la decisione del consiglio comunale che il 17 dicembre aveva approvato l’atto di indirizzo che metteva la giunta nelle condizioni di accettare il maxi-risarcimento. Quella seduta, chiusa con 19 voti favorevoli e 11 contrari, era durata oltre sei ore ed era stata interrotta quattro volte per le proteste del pubblico. Il sì del consiglio aveva provocato roventi polemiche e amari commenti. Oggi il sindaco Demezzi spiega: «Abbiamo preso in considerazione l’offerta economica di Scmidheiny con due motivazioni: l’assoluta incertezza sui tempi e sulle somme che eventualmente avremmo potuto ottenere rimanendo parte civile nel processo e la certezza che comunque giustizia sarebbe stata fatta».
mer
01
feb
2012
SABATO 4 febbraio 2012 ore 15,30 ASSEMBLEA
Presso il “CENTRO D’ INIZIATIVA PROLETARIA” G. TAGARELLI”
Via Magenta 88 Sesto San Giovanni
O.d.G
1) Informazione sulle cause legali; 2) Preparazione della terza Conferenza Nazionale sull’amianto; 3) Preparazione del corteo di sabato 28 aprile in ricordo dei nostri compagni assassinati dall’amianto durante la giornata mondiale contro l’amianto; 4) Varie.
mar
31
gen
2012
RISOLUZIONE
CASSON, NEROZZI, MARINO IGNAZIO, ANTEZZA, ROILO, PEGORER, MERCATALI, ADRAGNA, BIONDELLI, BLAZINA, CAROFIGLIO, CHIURAZZI, D'AMBROSIO, DELLA MONICA, GALPERTI, GHEDINI, ICHINO, LEGNINI, MARITATI, PASSONI, FILIPPI MARCO, DONAGGIO, FONTANA, GARRAFFA, VITA, ADAMO, DE LUCA, SCANU
«Il Senato,
premesso che:
per portare a compimento nei tempi auspicati l'ultima fase della lotta contro l'amianto, iniziata più di quaranta anni fa, occorre conseguire tre obiettivi prioritari: la bonifica del territorio, la realizzazione di forme adeguate di sorveglianza sanitaria e l'efficiente funzionamento del Fondo per le vittime dell'amianto, istituito con la legge finanziaria 2008 (legge 24 dicembre 2007, n. 244);
la legge n. 244 del 2007 ha istituito all'articolo 1, comma 241, un Fondo per le vittime dell'amianto, in favore di tutte le persone che abbiano contratto patologie asbesto-correlate per esposizione all'amianto e, in caso di premorte, in favore degli eredi;
al fine di disciplinare l'organizzazione e il finanziamento del Fondo, nonché le procedure e le modalità di erogazione delle prestazioni, l'articolo 1, comma 246, della legge finanziaria 2008 rimandava ad un decreto del Ministro del lavoro e previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge medesima;
tale decreto è stato emanato solamente in data 12 gennaio 2011, ed ha peraltro determinato interpretazioni che hanno suscitato molte perplessità, in quanto ha sostanzialmente e di fatto escluso dal novero dei beneficiari dal Fondo i non lavoratori;
essendo peraltro pacifico, dalla lettera del disegno di legge n. 173 presentato il 29.4.2008, da cui è stato tratto l'emendamento alla legge finanziaria del 2008 istitutiva dal Fondo, che del Fondo stesso devono beneficiare tutte le vittime dell'amianto, esposte ed ex esposte a qualsiasi titolo, compresi i militari e qualsiasi altro cittadino esposto per ragioni "abitative, familiari o ambientali";
lun
30
gen
2012
AL SIG. MINISTRO DELLA SALUTE
Prof. Renato Balduzzi
MINISTERO DELLA SALUTE
Viale Ribotta, 5
00144 -ROMA
Oggetto: Conferenza Nazionale Amianto
Sig. Ministro,
le associazioni e i sindacati firmatari della presente, che si sono trovati il 21 gennaio u.s. presso l’Istituto Ramazzini (Centro Ricerche sul Cancro Cesare Maltoni) di Bentivoglio (BO) allo scopo di decidere sull'eventuale – necessaria – Terza Conferenza Nazionale sull’Amianto da celebrarsi entro l’anno in corso, hanno deliberato la creazione della rete di coordinamento nazionale fra le medesime.
Le medesime associazioni e sindacati hanno promosso e partecipato alle due precedenti Conferenze (non governative): la prima a Monfalcone il 12/13 novembre 2004 e la seconda a Torino
il 6/7/8 novembre 2009.
Tali iniziative hanno visto la presenza e gli interventi di molti cittadini e lavoratori, in gran parte ex esposti all’amianto, nonché di numerosi e qualificati “esperti” in campo medico, giuridico e impiantistico sul tema. Ne testimoniano gli atti con le risoluzioni finali che Le alleghiamo. Ora la discussione sui temi da svolgere nella Terza Conferenza è stata preceduta da una riflessione comune di ordine politico: il Governo è cambiato e si è potuto constatare, soprattutto da parte Sua Sig. Ministro, un profondo interesse al tema cui siamo impegnati. Il processo ETERNIT a Torino, prossimo alla sentenza e i fatti relativi alla scelta del Comune di Casale Monferrato, ne fanno fede.
Nemmeno possiamo dimenticare che nel 1999 a Roma presso l’Università di Tor Vergata si è svolta la I Conferenza nazionale sull’amianto, di cui all’articolo 7 della legge 257/1992, predisposta
dall’allora Ministro della Sanità Rosy Bindi.
Tutto questo ci porta a concludere della necessità che sia l'attuale Governo, nella fattispecie il Ministero della Salute, ad organizzare la prossima Conferenza Nazionale con l’apporto di tutti noi (riuniti in coordinamento), degli esperti e di altri a cui il Ministero intenderà riferirsi.
Gli argomenti che sono stati trattati dalle precedenti Conferenze (governativa e non governative) hanno riguardato i temi legati agli effetti dell’amianto sulle persone (questione sanitaria), alle diffusione dell’amianto sul territorio (questione ambientale), ai riconoscimenti e ai risarcimenti alle vittime dell’amianto (questione risarcitoria).
ven
27
gen
2012
Solidarietà proletaria e popolare agli arrestati NO TAV
Con l’acuirsi della crisi economica il governo - comitato d’affari delle banche, delle finanziarie e della CONFINDUSTRIA, sostenuto da tutti i partiti di centrodestra e di centrosinistra - impone sacrifici capestro ai proletari e agli strati popolari.
Chiunque si oppone con la lotta, chiunque difende i suoi interessi e i suoi diritti al lavoro, al salario, alla casa, alla salute e alla difesa dell’ambiente mobilitandosi in prima persona, viene prima bastonato dai “lavoratori del manganello”, come dimostrano tutte le lotte recenti, e poi arrestato.
La democrazia dei padroni è una parola vuota. La democrazia è diversa per le diverse classi sociali e vale solo se si pensa e si agisce come vogliono loro. L’esperienza ci insegna che la democrazia borghese è la forma che è servita e serve ai padroni per farci credere di essere liberi, per poi sottometterci e sfruttarci in pace. Repressione e criminalizzazione dei movimenti di lotta è la scelta, contro e per chi li contesta.
ven
20
gen
2012
Dal quotidiano CRONACAQUI, venerdì 20 gennaio 2012
IL CASO Le preoccupazioni del sindaco sui clamorosi dati dei medici: «Interverrò personalmente»
Bresso, il cancro uccide una volta su due
Zinni: Dati allarmanti. Amianto nel mirino
Ludovica Scaletti
A Bresso, Comune di 26.400 abitanti a nord di Milano, quasi una persona su due (il 48 per cento), di quelle decedute nel 2010, è morta di tumore. Un dato, diffuso dall`Asl 1 milanese, che fa venire i brividi, soprattutto se confrontato con quelli relativi agli altri Comuni del Nord di Milano, dove la media dei decessi per tumore è del 33 per cento. Perchè a Bresso si registrano così tanti decessi per cancro? Il sindaco Zinni non ha una risposta e si dice «preoccupato» dai dati, mentre il "Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio" di Milano ha individuato un possibile colpevole: l`amianto.
I VELENI
«Bresso si trova a cavallo della zona di Niguarda e di Sesto San Giovanni - spiega Michele Michelino, presidente del comitato - lì dove sorgevano le grandi industrie Breda e Pirelli e molti operai abitavano proprio a Bresso». La risposta al numero di morti per tumore nel piccolo comune dell`hinterland milanese potrebbe dunque essere l`amianto, insieme, precisa Michelino «al cromo e al manganese», tutte sostanze che, se inalate, provocano il mesotelioma pleurico e altre forme tumorali. Il condizionale però è d`obbligo, perchè non c`è nessuna certezza della causa dei tumori. Secondo Michelino, «ci sarà la coincidenza di altri elementi, come i fattori inquinanti», ma probabilmente i veleni delle ex zone industriali, chiuse una decina di anni fa, hanno concorso a far ammalare operai e abitanti della zona. Già, perchè come dimostrano altri casi in Italia, in primis quello di Casale Monferrato, a risentire dei danni dell`amianto, non sono stati solo gli operai, ma anche chi ha vissuto nelle zone contaminate. Di amianto non si parla così spesso a Milano e nell`hinterland. Michelino denuncia l`esistenza di «un muro di omertà» eretto dalla istituzioni, che non hanno mai affrontato il problema, anche se, ammette, ultimamente anche le amministrazioni se ne occupano perchè «la gente è più consapevole e chiede giustizia».
ven
20
gen
2012
Operai della pirelli in sciopero escono dalla fabbrica
Dal giornale mensile ZONA NOVE (Milano).
Amianto: rinviato a febbraio il processo alla Pirelli
di Michele Michelino (michele.mi@inwind.it)
Il 19 dicembre si è tenuta la prima udienza del processo contro gli 11 dirigenti della Pirelli di Milano accusati di omicidio colposo e lesioni gravi di 24 lavoratori. In quest’udienza dopo Asl, Inail e Regione Lombardia è stata formalizzata la richiesta di costituzione di parte civile della Cgil, di Medicina Democratica, dell’Associazione Italiana Esposti Amianto e del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio.
Questi atti sono avvenuti in un clima particolare. Proprio in questi giorni il Comune di Casale Monferrato, città simbolo della lotta all’amianto in quanto vanta il triste primato delle vittime e dei morti, ha dichiarato di essere intenzionato ad accettare l’offerta del miliardario svizzero Stephan Schmidheiny, uno dei padroni dell’Eternit, che ha offerto 18 milioni di euro in cambio della revoca della costituzione di parte civile da parte del Comune. Tanti soldi, maledetti e subito, per uscire dal processo. Contro questa decisione, le vittime, i loro familiari e tanti cittadini di Casale Monferrato hanno protestato energicamente, ricevendo la solidarietà di tutti i Comitati e le Associazioni delle Vittime dell’Amianto che oltre ad esprimere la loro solidarietà alle famiglie delle vittime, hanno denunciato questo tentativo di corruzione.
dom
15
gen
2012
volantino diffuso a Roma al Convegno Cgil su "Liberalizzazione ferroviaria in Europa"
La diffida e la censura avvengono dopo 4 mesi dalla sua nomina a consulente! Infatti, Riccardo dal 7 marzo ha preso parte a tutti gli appuntamenti dell’incidente probatorio. Riccardo, membro dell’Assemblea 29 giugno, ha respinto l’assurdo diktat, partecipando alle successive udienze in qualità di consulente di parte della Filt-Cgil di Lucca.
Prima (10 agosto) la sospensione di 10 giorni, poi (7 novembre) il licenziamento per “essersi definitivamente compromesso il rapporto fiduciario” (!) Ma Riccardo non è il solo! Un altro consulente (Rls) viene diffidato e costretto a recedere dall’incarico.
L’Ad del Gruppo ferrovie dello Stato italiane, l’Ad di Trenitalia, di Rfi, di Fs logistica, della Divisione Cargo ed altri alti dirigenti Fs indagati per la strage di Viareggio (32 vittime, feriti gravi e gravissimi ed una zona della città completamente distrutta) a cosa pensano?!
Ad intimidire un Rls consulente di parte e a licenziarne un altro: Riccardo Antonini, contro il quale immettono la falsa e pretestuosa “precisazione”: “ha anche pronunciato offese nei confronti del sig. Moretti …”.
mer
11
gen
2012
manifestazione contro l'amianto a Torino
Alcune Associazioni e Comitati si sono riunite presso l’Istituto Ramazzini di Bentivoglio (Castello di Bentivoglio, via Saliceto,3) per discutere della creazione di un Comitato Promotore della Terza Conferenza Nazionale sull’Amianto a 3 anni dalla precedente svoltasi a Torino.
SI E' DECISO DI INDIRE UN ULTERIORE SEMINARIO PER IL GIORNO 21 GENNAIO 2012 - ORE 10 - 17, SEMPRE PRESSO IL CASTELLO DI BENTIVOGLIO, AL FINE DI STABILIRE:
- LA DATA DELLO SVOLGIMENTO DELLA CONFERENZA (E’ STATA ACCOLTA LA PROPOSTA DI TENERLA SEMPRE AL CASTELLO DI BENTIVOGLIO)
- LE MODALITA’ DI ATTUAZIONE
- LE RELAZIONI DA RICHIEDERE
- I GRUPPI DI LAVORO DA SVOLGERE
Il punto di partenza sono le precedenti conferenze nazionali (Monfalcone, 2004, Torino, 2009) con gli atti che sono stati precedentemente pubblicati.
La discussione ha riguardato il problema sanitario (al quale si vuole dare una particolare rilevanza alla Conferenza), in relazione alle nuove possibilità diagnostiche e terapeutiche delle malattie asbesto correlate. In particolare si è visto che vi sono buone possibilità di diagnosi precoce del tumore della laringe e del tumore del colon; sui tumori più gravi (polmone, mesotelioma), ci sono progressi per ora non risolutivi. Sulla sorveglianza sanitaria è stata rilevata la disomogeneità degli interventi nelle diverse regioni e si è visto come urgente chiedere con forza al Ministero della Sanità le linee guida opportune da applicare in modo relativamente uniforme in tutto il territorio nazionale. Si è pure discusso delle eventuali sperimentazioni in tema di diagnosi precoce e di terapie per le patologie più gravi, considerando i possibili finanziamenti INAIL e la proposta dell’AMNIL. Esse devono essere svolte con tutti i criteri stabiliti a livello internazionale, evitando quindi di spendere soldi inutilmente, senza conflitti di interesse per chi implementa le sperimentazioni.
gio
29
dic
2011
27 dicembre 2011: serata in compagnia di alcuni associati del nostro Comitato e chiacchiere in libertà nella nostra sede, il Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli” con Moni Ovadia.
Nella sezione foto altre fotografie della serata.
mar
20
dic
2011
Ieri 19 dicembre si è tenuta la prima udienza del processo contro gli 11 dirigenti della Pirelli di Milano. Durante l’udienza il nostro comitato ha inoltrato i documenti per la costituzioni di parte civile.
Anche Medicina Democratica, l’Associazione Italiana Esposti Amianto e la CGIL hanno chiesto di costituirsi parte civile.
Queste costituzioni sono avvenute in clima particolare. Proprio in questi giorni il Comune di Casale Monferrato, città simbolo della lotta all’amianto che vanta il triste primato delle vittime e di morti, sembra intenzionato ad accettare l’offerta del miliardario svizzero Stephan Schimidheiny, uno dei padroni della Eternit che gli ha offerto una cifra tra i 18 e i 20 milioni di euro in cambio della revoca della costituzione di parte civile del Comune. Tanti soldi, maledetti e subito, per uscire dal processo. Il nostro comitato nell’esprimere la sua solidarietà alle famiglie delle vittime si associa alle proteste dei cittadini che hanno manifestato contro questo tentativo di corruzione e contro chi si è venduto alla logica del grande capitalista responsabile di tanti lutti.
Dopo aver accumulato enormi profitti sulla pelle delle persone mandandole coscientemente alla morte, oggi grazie ai soldi cercano di comprarsi l’impunità.
Non esiste cifra che possa risarcire i danni e i lutti provocati dagli assassini.
Il nostro Comitato che da sempre si batte contro la monetizzazione della salute e della vita umana, si è presentato parte civile nel processo contro i dirigenti Pirelli, chiedendo un euro di risarcimento per dimostrare ai padroni che non siamo in vendita, e il prossimo 23 febbraio 2012 sapremo se il giudice ci ammetterà o no come parte civile.
sab
17
dic
2011
Il 19 dicembre 2011 iniziano i processi contro i dirigenti della Pirelli e della Breda Energia.
Lunedì il 19 dicembre al Tribunale di Milano cominceranno due importanti processi, in cui sarà presente il nostro Comitato.
Il primo è il processo Pirelli, davanti alla 6° sezione penale, che vede sul banco gli imputati 11 dirigenti della fabbrica accusati per la morte e lesioni gravi di 24 operai che si sono ammalati di forme tumorali o sono morti per mesotelioma pleurico, per aver lavorato esposti alle fibre di amianto nello stabilimento milanese di Viale Sarca 222 , senza alcun sistema di protezione .
Il reato di omicidio colposo contestato a tutti gli ex responsabili Pirelli è aggravato dalla violazione di alcune normative sulla sicurezza sul lavoro.
In questo processo fra i testimoni dell’accusa a fianco delle vittime e dei famigliari dei lavoratori morti, e il P.M. dott. Maurizio Ascione ci sarà un nostro associato, un ex lavoratore che ha lavorato negli anni 70/80 nello stabilimento di Viale Sarca alla Pirelli Bicocca di Milano.
Il secondo è contro tre dirigenti della Breda Energia di Viale Sarca 336 che saranno chiamati davanti alla 5° sezione penale al 3° piano.
mer
14
dic
2011
Circa duecento persone hanno partecipato ieri 12 dicembre al presidio davanti al tribunale di Trento, a sostegno degli otto lavoratori sotto processo per aver protestato, con slogan e il lancio di qualche uovo, contro il tribunale di Bassano del Grappa per la sentenza che lo scorso 24 maggio ha assolto i dirigenti della Tricom/Galvanica PM di Tezze sul Brenta.
La Tricom Galvanica è un’industria che, dal 1971 al 2003, ha inquinato l’ambiente e le falde acquifere a sud di Bassano del Grappa, sversando nel territorio le sostanze residue della lavorazione (cromo, nickel, cianuri), ed ha causato il decesso di numerosi operai costretti a lavorare in condizioni allucinanti.
Il 24 maggio dopo numerosi tentativi di archiviazione è arrivata la sentenza: tutti assolti i dirigenti, perché “il fatto non sussiste”.
E’ questa vergognosa sentenza che ha scatenato le proteste da parte dei lavoratori presenti al presidio di solidarietà con le vittime e i loro familiari.
E’ inaccettabile che, a fronte di una sentenza vergognosa di assoluzione dei padroni responsabili di morti di lavoro e di avvelenamento ambientale, siano processati coloro che
per anni hanno sostenuto le giuste richieste di giustizia da parte dei famigliari delle vittime.
La manifestazione, indetta dai comitati di Tezze sul Brenta/Bassano del Grappa e di Sesto San Giovanni ha visto anche la nutrita partecipazione di comitati e lavoratori del Trentino.
Il processo è stato rinviato a lunedì 12 marzo 2012, alle ore 15.
Questo presidio vuole ulteriormente affermare che è ora di dire:
Basta morti sul lavoro e di lavoro, vogliamo giustizia per tutte le vittime dello sfruttamento.
Oggi e sempre a fianco di chi lotta contro l’ingiustizia, con i nostri compagni denunciati, perché vogliamo LAVORARE PER VIVERE E NON PER MORIRE.
Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio di Tezze s/B e Bassano
Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio Sesto San Giovanni (MI)
info: Salute.Tezze@libero.it info: cip.mi@tiscali.it
SaluteTezze.Splinder.com comitatodifesasalute.jimdo
mar
13
dic
2011
Il primo gruppo di manifestanti arrivato davanti al Tribunale di Trento
Grossa partecipazione al presidio del Tribunale di Trento in occasione delle denunce ai nostri compagni che avevano protestato contro l'assoluzione dei padroni della Tricom/Galvanica responsabilI della morte di 14 operai e dell'inquinamento del territorio.
Insieme ai Comitati di Sesto San Giovanni e di Bassano del Grappa/Tezze sul Brenta arrivati con due pulman e alcune macchine hanno manifestato altri lavoratori e cittadini di Trento. Insieme a rappresentanti dei Comitati e del Centro Sociale Bruno, più di duecento persone presenti al presidio hanno espresso calorosamente la loro solidarietà ai lavoratori denunciati dei due Comitati accompagnando l'udienza con slogan e alternandosi ai megafoni facendo sentire la loro protesta e le loro voci fin dentro l'aula del tribunale in cui si processavano i nostri compagni. Il giudice dopo i preliminari dell'udienza filtro ha fissato per il 12 marzo 2012 alle ore 15.00 la prossima udienza.
La numerosa partecipazione dei Comitati dei lavoratori e famigliari delle vittime e dei cittadini presenti in solidarietà ai denunciati ha ribadito che la lotta contro lo sfruttamento e l'avvelenamento del territorio non ha confini. Non si può accettare che le vittime vengano denunciate e colpevolizzate e gli assassini assolti rimangano impuniti.
Nella sezione foto, in alto sulla pagina si possono vedere le foto del presidio
dom
11
dic
2011
Giustizia per i morti sul lavoro e di lavoro
Oggi, 12 dicembre 2011, presidio davanti al Tribunale
di Trento a sostegno dei nostri compagni denunciati
Oggi otto lavoratori - sei di Bassano del Grappa e due di Sesto San Giovanni dell’omonimo Comitato e vittime dell’amianto - vengono processati dal Tribunale di Trento, per aver protestato, con slogan e il lancio di qualche uovo, contro il Tribunale di Bassano del Grappa per la sentenza che lo scorso 24 maggio ha assolto i dirigenti della Tricom/Galvanica PM di Tezze sul Brenta, responsabili della morte di 14 operai e dell’avvelenamento del territorio e delle sue falde acquifere con cromo esavalente, nichel, piombo, cianuri ecc. (il costo per le bonifiche - che i cittadini stanno già pagando - è stato stimato, dalla Regione Veneto, in 20 milioni di euro).
Mentre oggi si processano gli otto lavoratori per qualche slogan e qualche uovo, i dirigenti della fabbrica, che nulla hanno fatto per impedire morti annunciate e inquinamento dell’ambiente, girano impuniti.
lun
05
dic
2011
UN LAVORO PER VIVERE
NON PER MORIRE
Lunedì 5 dicembre ASSEMBLEA
Ore 20.30 . Sala Circoscrizionale di via Perini 2 . Trento
Storia della Tricom Galvanica di Tezze sul Brenta:
Inquinamenti ambientali e nocività in fabbrica
il Tribunale di Bassano del Grappa assolve gli imputati
per la morte di 14 operai.
A Trento si processa chi ha contestato la sentenza
gio
01
dic
2011
Città di Varedo
Provincia di Monza e Brianza
L'amministrazione Comunale
è lieta di invitare la cittadinanza al convegno
AMIANTO:
IL KILLER E' FRA NOI
COME DIFENDERSI
Interverranno
LORENA TACCO
Associazione Italiana Esposti Amianto di Paderno Dugnano
FULVIO AURORA
Segretario dell'Associazione Italiana Esposti Amianto di Paderno Dugnano
MICHELE MICHELINO
Presidente del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio
PROF. GIANCARLO UGAZIO
Professore ordinario di patologia generale presso la Scuola Medica dell'Università di Torino
VENERDI' 2 DICEMBRE 2011 ORE 21.00
AULA CONSIGLIARE - VIA VITTORIO EMANUELE II N.1, VAREDO
(INGRESSO DAL PARCO 1° MAGGIO)
Il sindaco
Diego Marzorati
L'Assessore all'Ecologia e Ambiente L'Assessore ai Lavori Pubblici
Fabrizio Figini Pierino Beni
mar
29
nov
2011
Fiaccolata per le vittime dell'Eureco
Arrestato con l’accusa di omicidio colposo il padrone della Eureco di
paderno dugnano dove il 5 novembre del 2010 morirono bruciati 4 operai e altri 3 furono gravente ustionati.
Giovanni Merlino il titolare della Eureco, la società di smaltimento rifiuti di Paderno Dugnano (Milano) dove il 5 novembre 2010 morirono quattro operai e tre rimasero gravemente ustionati è stato arrestato questa mattina dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Milano e della Compagnia di Desio, per i reati di omicidio colposo, traffico illecito di rifiuti e violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Secondo i carabinieri del Noe, il titolare dell'azienda “sarebbe stato pienamente consapevole delle gravi carenze di sicurezza nel suo impianto, aggravate da un'opera di smaltimento illecito di rifiuti a fini di lucro”.
Il padrone ritirava i rifiuti dalle aziende facendosi pagare lo smaltimento maggiorato, per i rifiuti speciali e pericolosi e invece di smaltirli nelle discariche autorizzate costringeva gli operai ad aprire i contenitori sigillati facendoli mischiare ai rifiuti comuni senza dotare i lavoratori di dispositivi di protezione individuali o collettivi e non rispettando nessuna misura di sicurezza.
lun
28
nov
2011
manifestazione a Bassano del Grappa contro la sentenza di assoluzione dei padroni della Tricom
SABATO 3 dicembre 2011 ore 15,30 ASSEMBLEA
Presso il “CENTRO D’ INIZIATIVA PROLETARIA” G. TAGARELLI” Via Magenta 88 Sesto San Giovanni
O.d.G
1) Preparazione della manifestazione del 12 dicembre al tribunale di Trento a sostegno dei nostri compagni denunciati per aver espresso solidarietà ai famigliari dei lavoratori della Tricom e protestato contro la sentenza; 2) Informazione sulle cause legali; 3) Provvedimenti contro gli esposti all’amianto contenuti nella legge di stabilità approvata alla Camera il 12 novembre 2011; 4 ) Aumento della quota sociale annua di iscrizione al Comitato: 5) Varie
Il 12 dicembre partecipiamo numerosi alla manifestazione a Trento a sostegno dei nostri compagni denunciati
gio
24
nov
2011
SOLIDARIETA’ CON I LAVORATORI EURECO
Concerto per i lavoratori EURECO
Venerdi’ 25 Novembre 2011 alle ore 21:00
Presso l’’ex Cinema Splendor in Via Fanti d’Italia
a Paderno Dugnano
ACCADEMIA VILLA LOBOS
Saranno presenti
Chitarra Massimiliano Rotundo
Coro ed Ensemble Strumentale Accademia Villa Lobos
Direttore Giuseppe Guglielminotti Valetta
AVL orchestra
direttore
Marco Fior
Entrata con un contributo di solidarietà libero
Informazioni: AIEA 392 2128038
Comitato di sostegno lavoratori eureco
Lavoratori amiacque
RSU dipendenti comunali Paderno Dugnano
ASSOCIAZIONI CULTURALI E SOLIDALI DI PADERNO
mer
16
nov
2011
Quattro anni fa morivano 7 operai alla ThyssenKrupp di Torino: 4 bruciati vivi, altri 3 dopo giorni di terribile agonia. Nella fabbrica in smobilitazione della multinazionale tedesca il padrone, con la complicità dei sindacati confederali, aveva imposto turni di lavoro di 12 ore. Alcuni degli operai uccisi lavoravano con più di 4 ore di straordinario alle spalle. Così ThyssenKrupp incrementava i propri profitti risparmiando sulla manutenzione e sulla sicurezza.
Il 14 novembre sono state depositate le 500 pagine (circa) con le motivazioni della sentenza del processo Thyssenkrupp relativo alla morte dei sette operai avvenuta nella notte del 6 dicembre 2007.
La sentenza aveva condannato l'amministratore delegato Herald Espenhahn a 16 anni e sei mesi di reclusione per omicidio volontario e altri 5 dirigenti, e ora dopo sette mesi dal verdetto di condanna, vengono esplicitate le motivazioni: Espenhahn avrebbe “omesso qualsiasi intervento di ‘fire prevention’ nello stabilimento”.
Per la Corte d’Assise di Torino, “Espenhahn era perfettamente informato e pienamente consapevole del processo di lavorazione sulla linea 5”. I giudici hanno riconosciuto anche due attenuanti a favore di Espenhahn. La prima è rappresentata dagli indennizzi ai familiari degli operai deceduti e la seconda di aver ammesso la propria colpevolezza in merito alla “decisione di non effettuare alcun intervento di fire prevention”.
Il datore di lavoro, dunque, secondo i giudici, era consapevole del fatto che un intervento simile andava
effettuato sulla linea 5 e sulle modalità di lavoro messe in atto su quel tratto, del combustibile e delle sorgenti di innesco sulla stessa linea 5, spesso soggetta a incendi di diversa entità.
Espenhann pensava che su quella linea non potesse avvenire un incidente di grossa portata e che, seppure fosse accaduto, sarebbe stato domato attraverso l’impianto antincendio e grazie alla
capacità degli operai di tenere sotto controllo la situazione, qualora si fosse presentata.
mar
15
nov
2011
Il Comitato a sostegno dei famigliari delle vittime e dei lavoratori Eureco
organizza Giovedì 17 novembre 2011 ore 21:00 una ASSEMBLEA PUBBLICA su
SALUTE e SICUREZZA nei Luoghi di Lavoro e nei Territori
presso Auditorium “Tilane” Piazza della Divina Commedia 5,
Paderno Dugnano.
interverranno tra gli altri
Edoardo Bai
Medico del Lavoro Asl 2 Milano, Comitato scientifico di Legambiente
Michele Michelino
Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio
Sesto S.Giovanni
Fulvio Aurora
Vicepresidente Medicina Democratica
gio
10
nov
2011
Corteo del 30 aprile 2011
Dal giornale mensile di novembre, ZONA NOVE
Mogli morte per aver lavato le tute dei mariti
Breda, Pirelli, Falk, Marelli, Ansaldo: sorveglianza sanitaria anche per i familiari degli operai esposti alla contaminazione
Michele Michelino (michele.mi@inwind.it)
Il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio composto da lavoratori di molte fabbriche, alcuni dei quali risiedono anche in zona9, nel 2011 ha vinto una battaglia importante sul terreno della prevenzione primaria.
Prevenzione: la parola d’ordine che, già da tempo, aveva fatto chiedere ai lavoratori della Breda, Pirelli, della Falck, della Marelli, dell’Ansaldo di estendere i controlli sanitari anche alle famiglie e soprattutto alle mogli degli ex operai e delle vittime, che per anni avevano lavorato a contatto con il minerale killer.
Fra i lavoratori di queste fabbriche sono state diverse le donne che pur non avendo mai indossato una tuta blu, sono morte dopo aver lavato per anni quelle dei mariti.
Diverse anche in zona 9, come Carmela Maganuco, moglie di Giovanni M. operaio della Breda Fucine di Sesto San Giovanni scomparsa a 53 anni nel novembre del 2009 per un carcinoma esteso a entrambi i polmoni.
mer
09
nov
2011
Esprimiamo la nostra solidarietà a Riccardo Antonini, licenziato dalle Ferrovie per aver difeso le vittime del disastro di Viareggio.
Contro la rappresaglia padronale, solidarietà operaia.
Riccardo Antonini dipendente delle Ferrovie e delegato alla sicurezza, ha scelto di stare da parte delle vittime, accettando e svolgendo per conto delle famiglie delle vittime la consulenza di parte civile nell'incidente probatorio per l'inchiesta sulla strage alla stazione di Viareggio. Per questo si è scontrato più volte con i vertici delle Ferrovie, che hanno tentato in tutti i modi di ostacolare la ricerca della verità dei famigliari e dei loro consulenti.
I responsabili della strage di Viareggio, nel tentativo di insabbiare l’inchiesta e la verità sono ricorsi ad ogni mezzo, dalla denigrazione alla repressione più spietata. La violenza padronale si è manifestata prima con dieci giorni di sospensione e ora con il licenziamento.
gio
03
nov
2011
Di lavoro si continua a morire.
Altri due operai morti all'interno di un pozzo artesiano a Somma Vesuviana
di Michele Michelino (*)
Il pozzo doveva essere ampliato per la raccolta delle acque nel tentativo di evitare gli allagamenti, in caso di piogge e temporali.
Antonio Annunziata e Alfonso Peluso, i due operai morti a Somma Vesuviana, non risultano dichiarati alla Cassa Edile, erano costretti a lavorare in nero per portare a casa il pane per le loro famiglie.
Ogni giorno si allunga la lista dei morti sul lavoro e di lavoro. Solo in Campania sono 117 gli assassinii di lavoratori, chiamati omicidi bianchi, dall'inizio dell'anno, tra la provincia di Napoli e la regione Campania.
mer
02
nov
2011
Ad un anno dalla tragedia Eureco di Paderno Dugnano
Ciao a tutti
è passato un anno dalla tremenda tragedia dell'Eureco di Paderno Dugnano, fabbrica di stoccaggio rifiuti, dove
il 4 novembre 2010 scoppiò un terribile incendio. 4 lavoratori persero la vita e altri 4 rimasero feriti.
I Familiari delle Vittime e i lavoratori superstiti da allora versano in gravissime difficoltà economiche
essendo senza lavoro, in gravi difficoltà abitative (con avviso di sfratto per alcuni di loro) visto che non
sono in grado di pagare l'affitto.
Per questo motivo aiea, Medicina Democratica, il Comitato per la Difesa della Salute nei luoghi di Lavoro e nel Territorio insieme ad altre associazioni
e a tanti cittadini volonterosi, hanno costituito un Comitato a sostegno di questi lavoratori e delle loro famiglie organizzando varie iniziative per raccogliere fondi.
Ma questo non è sufficiente.
Le istituzioni sono latitanti , (a parte qualche rara eccezione) non si fanno carico dei problemi quotidiani di sopravvivenza di queste persone le quali, oltre ad avere avuto una
perdita grave, si vedono costrette a chiedere aiuto alla Caritas.
Questo non è degno di un paese civile.
Per non dimenticare e per fare in modo che tragedie come questa non succedano più sono state organizzate le seguenti iniziative:
giorno 4 novembre:
gazebo in Piazza della resistenza vicino al comune di Paderno Dugnano
ore 10:00 Piantumazione in Parco del Borghetto - Piazza Addolorata quartiere Palazzolo Milanese
ore 11:00 funzione religiosa presso la chiesa di San Martino - quartiere Palazzolo Milanese
ore 14:30 deposizione di fiori sul luogo della tragedia
dom
30
ott
2011
Pirelli, nuova inchiesta su 20 morti per amianto e altre sostanze nocive
Un secondo filone d'indagine dopo quello che ha portato a processo undici ex dirigenti milanesi per i decessi o le gravi malattie di 24 operai. Nel mirino le sostanze utilizzate durante le lavorazioni
C'è una nuova inchiesta a Milano su una ventina di casi di lavoratori degli stabilimenti milanesi della Pirelli morti negli anni scorsi per tumori, dopo il procedimento che lo scorso settembre ha portato undici ex dirigenti della società a processo per 24 casi di operai deceduti o gravemente malati. Il nuovo filone di indagine, aperto dal pm Maurizio Ascione, riguarda, oltre all'amianto, due sostanze pericolose, l'Ipa e l'Ammine, che secondo l'accusa sarebbero state utilizzate nelle procedure di lavorazione degli pneumatici.
sab
29
ott
2011
INTERVISTA A MONI OVADIA
di Michele Michelino
1) Che cosa pensi della crisi e dei provvedimenti presi dal governo Berlusconi?
R. I provvedimenti del governo sono in coerenza con quello che ha fatto questo governo in tutti questi anni. Questo è il governo degli evasori, degli esportatori di capitali, questo è il governo dei privilegiati, della demagogia, della bugia, della falsità, ed è il governo di un solo uomo che ha fatto il solo vero lavoro di governo; arricchire se stesso a deperimento del paese.
2) Come giudichi le forze di opposizione in questa crisi generale?
R. Le forze di opposizione in generale non hanno saputo fare un’opposizione efficace, vera, profonda e coraggiosa, hanno accettato come scontato certe logiche che sono puramente ideologiche, per esempio il mito della privatizzazione non ha niente a che vedere con la prosperità economica e solo un mito ideologico. Che il mercato sia efficace in economia è un’ideologia non è una teoria economica. I teorici del iperliberismo Milton Friedman e i Chicago Boyis con un apparato di pseudoscienza molto sofisticata hanno travestito un’operazione ideologica ancora una volta a favore del privilegio, cioè i diritti del privilegio contro i diritti della democrazia, i diritti sociali. L’hanno travestita da formule economiche e una parte della nostra sinistra è cascata in questa grottesca trappola, un po’ per paura del proprio passato e perché manca il coraggio di sapere rivendicare i valori della giustizia, della libertà dell’uguaglianza della lotta allo sfruttamento e un po’ per opportunismo, per comodità perché lottare è scomodo.
mar
25
ott
2011
Italia, i rifiuti scomparsi dell'ex Sisas di Pioltello
280mila tonnellate di nerofumo, di cui 7.800 altamente inquinanti. Che fine hanno fatto? La Regione 'monitora' e l'Arpa assicura che in Lombardia non c'è pericolo ma i cittadini hanno paura.
Sopra gli impianti fotovoltaici attorno a Inzago, un paese nel nord della provincia di Milano, si è depositata una strana polvere nera. Qualche mese fa, intorno a luglio, in città si sentiva un odore fastidioso, poi scomparso. I cittadini, però, non son tranquilli e hanno chiesto a Fabio Pizzul, consigliere regionale Pd al Pirellone, di fare un'interrogazione all'assessore regionale al territorio, Daniele Bellotti, per capire cosa sta succedendo. Bellotti, ha risposto il 18 ottobre, dicendo che la Regione monitora, per quanto può, e che resta all'erta. Niente di più.
mar
18
ott
2011
assemblea 8 ottobre 2011
VERBALE DI ASSEMBLEA
Sabato 8 ottobre 2011 alle ore 15,30 presso la sua sede nel Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli” di via Magenta 88, Sesto San Giovanni, si è riunita l’assemblea dell’associazione non riconosciuta denominata “Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio”.
L’assemblea nomina il sig. Tansini Sandro e il sig. Silvestro Capelli quale presidente dell’assemblea il primo e segretario il secondo, designandoli al compito di redigere il verbale delle decisioni. L’assemblea viene aperta dal Presidente del Comitato, sig. Michele Michelino, che illustra il seguente
ordine del giorno:
1) stato delle cause legali; 2) visite familiari alla clinica del Lavoro di Milano; 3) preparazione della manifestazione del 12 dicembre al tribunale di Trento in sostegno ai nostri compagni denunciati per aver espresso solidarietà ai famigliari dei lavoratori della Tricom e protestato contro la sentenza; 4) nuova causa penale contro i dirigenti della Breda; 5) breve presentazione in anteprima della relazione che il Prof. G. Ugazio terrà al Convegno Mondiale sull’amianto di ottobre negli USA; 6) variazione allo statuto con l’introduzione della figura del Socio Onorario finora non prevista; 7) aumento della quota sociale annua di iscrizione al comitato.
Con votazione palese, all’unanimità viene approvata la modifica allo statuto.
Successivamente il presidente espone la proposta del direttivo di nominare il Prof. Giancarlo Ugazio Socio Onorario e la proposta è approvata per alzata di mano, all’unanimità, dai 120 soci presenti.
Viene quindi approvata a maggioranza, con 4 voti contrari, la proposta di aumentare la quota sociale dal 2012 portandola da 20 euro annui a 25 euro.
Il presidente dell’assemblea
Sandro Tansini
Il segretario dell'assemblea
Silvestro Capelli
Sesto San Giovanni, 8 ottobre 2011
lun
03
ott
2011
una recente assemblea del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio.
SABATO 8 OTTOBRE 2011 ORE 15,30 ASSEMBLEA
AL CENTRO D’ INIZIATIVA PROLETARIA”G. TAGARELLI” VIA MAGENTA 88 SESTO SAN GIOVANNI
O.d.G
1) stato delle cause legali; 2) visite familiari alla clinica del Lavoro di Milano; 3) preparazione della manifestazione del 12 dicembre al tribunale di Trento in sostegno ai nostri compagni denunciati per aver espresso solidarietà ai famigliari dei lavoratori della Tricom e protestato contro la sentenza; 4) nuova causa penale contro i dirigenti della Breda; 5) breve presentazione in anteprima della relazione che il Prof. G.Ugazio terrà al Convegno Mondiale sull’amianto di ottobre negli USA
ven
23
set
2011
Il GUP di Milano Luigi Varanelli ha rinviato a giudizio 11 ex dirigenti della Pirelli in servizio nel periodo in cui ci furono 24 casi di operai morti o gravemente malati negli stabilimenti in cui lavoravano (viale Sarca e via Ripamonti). I dirigenti in servizio fra il 1979 e il 1988 sono accusati di omicidio colposo aggravato e lesioni colpose e saranno chiamati a processo il 19 dicembre 2011 davanti ai giudici della sesta sezione penale del Tribunale di Milano.
Anche diversi operai associati nel nostro Comitato che hanno lavorato alla Pirelli ricordano che l’amianto era usato nei semilavorati, nelle mescole della gomma, nei cavi elettrici, nel talco e in molte altre lavorazioni. Questo avveniva senza che gli operai fossero informati dei rischi che correvano e senza nessuna protezione. I lavoratori venivano a contatto con l’amianto disperso e presente in varie forme nel talco, negli scambiatori di calore, nelle postazioni di lavoro, nei locali di servizio (centrale termica e vapore), nei sottoservizi (centraline e rete di distribuzione sotterranee), nei coibenti con presenza di amianto in percentuali variabili quali le corde, le trecce, le coperte e le guarnizioni, senza essere informati della cancerogenicità delle fibre d’amianto.
La storia dell’amianto è lastricata di enormi profitti per gli industriali che lo impiegavano e di gravi lutti per chi è stato esposto alle fibre killer. Le sostanze cancerogene, uscendo dalle fabbriche hanno inquinato l’aria e le falde acquifere e l’intero territorio circostante. In Lombardia ci sono ancora 2.800.000 metri cubi di amianto da smaltire.
In Italia ci sono ancora 32 milioni di tonnellate di amianto sparse sul territorio, una bomba a orologeria da disinnescare al più presto.
Bisogna bonificare i luoghi di lavoro e il territorio: solo così sarà possibile fermare la mattanza che continua a mietere vittime, 4.000 morti l’anno.
mar
20
set
2011
Rinviati a giudizio 2 dirigenti e il medico di fabbrica della Breda Energia S.P.A. per violazione delle norme di sicurezza.
Il datore di lavoro, il delegato per la sicurezza dell’azienda e il medico aziendale della Breda Energia - con sede e unità produttiva a Milano in viale Sarca n.336 - sono stati rinviati a giudizio dal Sost. Procuratore della Repubblica Nicola Balice “per negligenza, imperizia, imprudenza, oltre che per violazione delle norme specifiche”. La Procura della Repubblica ha disposto la citazione degli imputati davanti al tribunale di Milano in composizione monocratica per il giorno 19/12/2011.
I tre sono accusati di aver “cagionato al lavoratore R. G, operaio specializzato con mansioni di saldatore, l’aggravamento della condizione patologica di parkinsonismo (diagnosticata al lavoratore sin dal 2000) esponendolo con continuità a fumi di manganese scaturenti dalle attività di saldature”. Inoltre, come specificato dal decreto di citazione in giudizio “omettevano di adottare, pur a conoscenza della patologia lamentata dal lavoratore, le misure organizzative idonee ad allontanare il lavoratore da ambienti interessati da inquinamento di fumi di manganese”
gio
15
set
2011
Manovra economica del governo: un’altra stangata per i proletari
Tra i punti salienti della quarta versione della manovra finanziaria 2011 votata con la fiducia il 14 settembre ci sono il pareggio del bilancio e l’aumento dell’aliquota Iva dal 20% al 21%.
Inoltre si allunga il periodo di accertamento di un anno per i redditi 2002 che hanno fruito del condono fiscale e si anticipa la riforma delle pensioni al 2014 secondo una tabella che definisce nuove scadenze per andare in pensione e si introduce la libertà di licenziare e annullare i contratti nazionali.
mar
13
set
2011
conseguenze dell'esplosione
Un’altra strage si è compiuta. Altri sei morti sul lavoro e di lavoro.
Le stragi continuano a ripetersi. Al lavoro è peggio che in guerra. Questa volta insieme agli operai sono morti anche i proprietari e i titolari della fabbrica. L’esplosione tremenda e l’inferno di fuoco, non ha risparmiato nessuna delle 6 persone presenti. La fabbrica di fuochi d’artificio «Cancelli» a Carnello di Arpino, in provincia di Frosinone è stata distrutta uccidendo il titolare, Claudio Cancelli, 65 anni, i figli Gianni e Giuseppe, di 42 e 45 anni, Giulio Campoli, titolare di un’azienda pirotecnica con sede a Veroli, Enrico Battista, che lavorava come operaio e un cliente, Franco Lorini. Solo per un caso la strage non è stata ancora più grande, questa volta l’azienda era distante dalle abitazioni e questo ha impedito che fossero coinvolte anche altre persone.
Anche se ogni giorno dalle 3 alle 6 persone muoiono sul lavoro o causa di lavoro, di sicurezza si torna a parlare solo ogni volta che succedono le stragi, parlando come sempre di ”errore umano”, “negligenza” scaricando le colpe sulle vittime.
mer
07
set
2011
Il nostro Comitato al Corteo sindacale
Grande riuscita e partecipazione allo sciopero generale contro il governo indetto dalla CGIL e dai sindacati di base.
6 settembre. Centinaia di migliaia di operai e lavoratori hanno scioperato oggi e sono scesi in piazza contro la manovra finanziaria del governo Berlusconi in tutta Italia.
Nonostante i capi dei sindacati collaborazionisti sostenitori del governo CISL, UIL e UGL abbiano boicottato lo sciopero, molti lavoratori iscritti a queste organizzazioni sono scesi ugualmente in lotta, contro un governo che toglie ai poveri per dare ai ricchi, aumenta le tasse, riduce i salari e le pensioni, aumenta l’età pensionabile a cominciare dalle donne e che infine concede ai padroni la libertà di licenziare.
Come hanno affermato molti lavoratori questo sciopero deve essere solo l’inizio di una mobilitazione che continuerà per difendere i propri interessi, che oggi significano semplicemente la sopravvivenza e il rifiuto dei lavoratori a diventare, come vuole il grande capitale e il suo strumento – il governo – una classe di schiavi.
ven
02
set
2011
Il 6 settembre tutti in piazza. Sciopero generale contro il governo Berlusconi.
Il governo - pur di salvare i profitti delle finanziarie, delle banche e dei grandi capitalisti - non esita a ridurre alla fame e alla miseria milioni di lavoratori e proletari.
Le prime misure del governo (a cui ne seguiranno altre in seguito) in sintesi sono:
Innalzamento età pensionabile per tutti; libertà di licenziamento con il superamento dell'art.18 dello Statuto dei Lavoratori; tagli agli Enti locali che comporteranno tagli dei servizi ai
cittadini; aumento delle tasse esistenti; introduzione di nuove tasse locali( IMU); taglio dei salari e delle pensioni per tutti, a partire dai tagli del personale nel pubblico impiego che
resteranno bloccati fino al 2014.
L’attacco al salario e alle condizioni di vita prevede inoltre ulteriori diminuzioni delle spese sociali, in particolare per quanto riguarda scuola, sanità, assistenza, con conseguente crescita della pressione fiscale attraverso la diminuzione delle detrazioni.
Il governo, oltre che colpire i proletari, cerca anche di cancellare la memoria storica con l’ abolizione delle festività del 25 Aprile, 1° maggio e 2 giugno!
mer
31
ago
2011
Riportiamo un comunicato sulle continua strage di lavoratori.
“INFORTUNI E MORTI SUL LAVORO: SACRIFICI UMANI ED ECONOMICI. COSTEREBBE MENO, MOLTO MENO, LA PREVENZIONE DELLA CURA. INVECE L’ERRORE UMANO DIVENTA UN PERSEVERARE DIABOLICO”.
DI MAURO ROSSATO, INGEGNERE, Presidente dell’osservatorio sicurezza sul lavoro vega engineering
Una tragedia quotidiana che pare sempre più un bollettino di guerra con una media di oltre 40 morti al mese. E’ questo il dramma delle morti bianche in Italia che a fine luglio contava 301 decessi sul luogo di lavoro. Una sciagura che non conosce consolazione per chi perde un proprio caro in questi casi. Non ci sono risarcimenti né processi che possano restituire pace ai parenti delle vittime.
Per questo la sicurezza sul lavoro dovrebbe essere sempre più in primo piano nella politica del nostro Paese. Per tale ragione la prevenzione diventa l’unica soluzione possibile per una delle pagine più dolorose della storia contemporanea nostrana. E il problema non ha solo gravissimi risvolti umani ed etici, bensì anche economici.
mer
24
ago
2011
Il nostro Comitato parteciperà all'Incontro della Memoria per ricordare le vittime causate dall'incidente ferroviario di Viareggio. I criminali assassini, responsabili di questa e di tutte le stragi finora avvenute in Italia continuano a rimanere impuniti. Noi non ci arrendiamo, la nostra lotta per ottenere giustizia continua nelle aule di tribunale, nelle piazze e nei luoghi di lavoro. La nostra solidarietà ai famigliari delle vittime di Viareggio, ai Comitati e alle Associazioni di tutte le vittime causate dal profitto fa parte della stessa battaglia per ottenere giustizia.
Viareggio 29 giugno 2009: disastro ferroviario, esplosione, strage.
dal 25 al 28 agosto 2011
in pineta di Levante tra lo stadio dei Pini
ed il Palazzetto dello sport
Incontro della Memoria e
della Solidarietà
Giovedì 25 agosto ore 22:
intrattenimento musicale
“Stop the World”. Band ufficiale dei
Nomadi
Venerdì 26 agosto ore 21.30:
dibattito e proiezioni
Sabato 27 agosto ore 21.30: dibattito
e proiezioni
Domenica 28 agosto ore 22:
intrattenimento musicale
“Cantolibre”. Musica latino-americana
tradizionale e d’autore
Tutti i giorni: - dalle ore 18.00 è
aperto il bar
- dalle ore 19.45 è aperta la cucina
- Associazione “Il mondo che vorrei”
- Assemblea 29 giugno
mer
17
ago
2011
CONTRO LA REPRESSIONE PADRONALE
SOLIDARIETA’ PROLETARIA A RICCARDO ANTONINI.
Il nostro Comitato, composto da operai, lavoratori di varie fabbriche e familiari delle vittime dell’amianto, si associa alla denuncia contro i vertici delle ferrovie ed esprime la sua solidarietà di classe al lavoratore Riccardo Antonini.
Il provvedimento disciplinare (10 giorni di sospensione con privazione dello stipendio) a Riccardo Antonini, dell’Assemblea 29 giugno, è un atto intimidatorio e mafioso. L’amministratore delegato, dottor Moretti, della Società Fs-Spa, dopo le ripetute minacce e intimidazioni, colpendo Antonini ha voluto mandare un segnale che colpisce tutti i lavoratori e i militanti che non accettano passivamente che la vita umana sia subordinata alla logica del profitto e continuano a lottare per ottenere giustizia.
Contro la repressione di chi lotta, per l’unità e la solidarietà di classe, perché la vostra lotta è la nostra.
Il nostro comitato ha inoltre deciso di sottoscrivere la dichiarazione congiunta del 29 giugno 2011sottoscritta da vari Comitati e Associazioni.
Per il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio
Il presidente
Michele Michelino
cell. 3357850799
Sesto San Giovanni, 15 agosto 2011
Mail: cip.mi@tiscali.it Sito Internet del Comitato: http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com
mar
16
ago
2011
Moretti, faccia una cosa seria, civile e responsabile
almeno questa unica volta: si dimetta immediatamente!
Con la precisione di un orologio svizzero, alla vigilia di Ferragosto (per non smentirsi), è arrivato il provvedimento disciplinare (10 giorni di sospensione con privazione dello stipendio) a Riccardo Antonini, membro attivo dell’Assemblea 29 giugno.
Un provvedimento “atteso” da tempo. Finalmente … il dottor Moretti, A.d. della Società Fs-Spa, si è deciso dopo le ripetute minacce e intimidazioni, dopo la diffida, la censure, la contestazione di questo mese.
Tutto questo armamentario ha avuto, pubblicamente, inizio nel settembre 2009 in un incontro a Firenze tra Moretti ed esponenti delle istituzioni quando in una accesa discussione con l’allora assessore provinciale, E. Favilla, riferendosi a Riccardo se ne uscì con la frase: “quello lì io lo licenzio …”. Il dottor Moretti non è nuovo a simili affermazione da padroncino del vapore. In altra occasione di fronte a chi gli ricordava di aver fatto licenziare un ferroviere, si compiacque dicendo: “io non faccio licenziare, io licenzio”. Ogni commento è superfluo, tra l’altro il soggetto è noto al grande pubblico per ben altre infelici e sprezzanti esternazioni sull’immane tragedia del 29 giugno
mar
09
ago
2011
Morti sul lavoro dall'inizio dell'anno al 9 agosto
Osservatorio Indipendente di Bologna sulle morti per infortuni sul lavoro
Dall'inizio dell'anno ci sono stati 394 morti per infortuni sui luoghi di lavoro, ma si arriva a contarne oltre 690 se si aggiungono i lavoratori deceduti sulle strade e in itinere. Erano 344 sui luoghi di lavoro il 9 agosto del 2010, l'aumento è del 12,7%.
L’agricoltura ha già avuto 124 morti e registra il 31,5% di tutti i decessi sui luoghi di lavoro. Gli agricoltori, come tutti gli anni, muoiono per la maggioranza in tarda età, schiacciati da trattori killer spesso senza protezioni che si ribaltano. Dall'inizio dell'anno, solo sui campi, sono già 78 i morti provocati da questa autentica bara in movimento. Da soli gli agricoltori schiacciati dal trattore sono il 20,2% di tutti i morti sul lavoro. Poi a questo terrificante numero di vittime occorre aggiungerne altre tra le persone che incautamente sono a bordo del trattore con il guidatore: poi ci sono altri morti sulle strade quando il mezzo si scontra con automobilisti e motociclisti. Di queste vittime la maggioranza ha oltre 65 anni. Spesso questi anziani non sono in buono stato di salute per guidare un mezzo così pericoloso in un territorio in pendenza come quello italiano. Diverse vittime hanno addirittura oltre ottanta anni. A morire nell’indifferenza generale sono i nostri padri e i nostri nonni. I morti sui luoghi di lavoro con oltre 65 anni sono quasi un terzo di tutte le vittime sul lavoro e quasi tutte lavorano nell'agricoltura
ven
22
lug
2011
Di lavoro si continua a morire.
di Michele Michelino
Nel Rapporto annuale Inail 2010 presentato nel mese di luglio a Montecitorio con grande enfasi Il presidente Inail Marco Fabio Sartori ha dichiarato: "Per la prima volta dal dopoguerra, nel 2010, la soglia dei morti sul lavoro è scesa sotto i mille casi-anno. Dopo il calo record di infortuni del 2009, in parte dovuto agli effetti della difficile congiuntura economica, il 2010 ha registrato un'ulteriore contrazione di 15.000 denunce (per un totale di 775.000 complessive) a conferma del miglioramento ormai strutturale dell'andamento infortunistico in Italia". Dai dati risulta che i morti sul lavoro nel 2010 sono stati 980 rispetto agli 1.053 del 2009, con un calo del 6,9%. La diminuzione degli infortuni e dei morti sul lavoro non può che rallegrarci, tuttavia ci permettiamo di fare alcune osservazioni e considerazioni
mer
20
lug
2011
No TAV: manganellate e armi chimiche contro i manifestanti.
di Michele Michelino
La TAV, “opera” considerata prioritaria, dal governo di centrodestra di Berlusconi, ma anche dal precedente governo di centrosinistra di Prodi costerà, secondo le stime più prudenti, 22.000 milioni di euro. Il progetto che prevede la perforazione della montagna con un tunnel di 54 km trova da sempre l’opposizione dei Valligiani che denunciano le speculazioni, i pericoli ambientali, sociali e sanitari, ma anche lo scarso utilizzo della linea ferroviaria già esistente e sottoutilizzata.
Il 3 luglio in Val di Susa la manifestazione nazionale contro il Treno ad Alta Velocità Torino - Lione, convocata dai comitati NO TAV e sostenuta da 22 sindaci della Valle di Susa, è stata repressa brutalmente da un imponente schieramento delle “forze dell’ordine”. Il corteo colorato e gioioso con 70.000 persone, in testa i sindaci con la striscia tricolore e intere famiglie con molte donne e bambini al mattino e sfilato tranquillo. Poi quando centinaia di manifestati si sono avvicinate all’entrata del cantiere a Chiomonte, (zona occupata e militarizzata dal 27 giugno quando 2.000 agenti delle “forze dell’ordine” conquistarono l’accampamento costruito dai cittadini che si oppongono alla costruzione della TAV), la polizia è intervenuta reprimendo brutalmente chiunque si trovasse nelle vicinanze dando luogo a scontri che si sono prolungati per tutto il pomeriggio
ven
15
lug
2011
CONTINUA INESORABILE AD APPESANTIRSI L’EPIGRAFE DELLE "MORTI BIANCHE" NEL NOSTRO PAESE E SONO 255 le vittime nei luoghi di lavoro registrate nei primi sei mesi dell’anno in Italia contro le 218 DEI PRIMI sei MESI DEL 2010. un tragico incremento del 17 per cento.
ven
08
lug
2011
Tutto sull’amianto, il killer invisibile
In zona 9 molti sono i lavoratori di Breda, Falck, Marelli, Ansaldo,
Pirelli, Alfa, Om venuti in contatto col pericoloso minerale.
Michele Michelino (michele.mi@inwind.it)
L’amianto (o asbesto) è un minerale di origine naturale. Considerato sino a pochi anni fa il miglior termoisolatore al mondo, è costituito da microfibrille, che hanno prerogative chimico-fisiche particolari che l’hanno reso utile e utilizzabile fin dai tempi antichi. Era infatti usato nella costruzione dei bracieri in cui ardeva il fuoco perenne. I persiani usavano avvolgere i defunti in sudari di amianto prima della cremazione. Plinio il Vecchio, vissuto nel primo secolo d.C., tesseva le lodi della “stoffa che non brucia” e anche Plutarco, un secolo dopo elogiava il materiale
che assomigliava a tessuti di “lino incombustibile”. Lo stesso Marco Polo ne “Il Milione” cita la salamandra come esempio di animale magico, a prova di fuoco. Molto usato anche nel Medio Evo (la letteratura narra che lo stesso Carlo Magno nel tentativo di impressionare i suoi nemici usava
spesso scendere in battaglia già avvolto da coperte d’amianto), ha avuto un impiego massiccio nei
tempi moderni, con la rivoluzione industriale. Nel 1901, Ludwig Hatschek brevettò il cementoamianto, chiamandolo eternit, che divenne subito impiegato massicciamente. Nell’11 si producono lastre e tegole, nel ‘15 fioriere in eternit, nel ‘28 tubi in fibrocemento per gli acquedotti, nel ‘33 lastre ondulate per tetti e capannoni. Oggi l’eternit trova impiego in oltre 300 oggetti di uso quotidiano. L’amianto in sé non è pericoloso, tuttavia poiché le fibrille sono patogene, la loro usura, la dispersione nei giacimenti durante le attività minerarie, nelle lavorazioni produttive, poi nell’impiego dei manufatti, infine nello smaltimento di essi al termine della vita d’uso, provoca serie alterazioni della salute.
mer
06
lug
2011
Eternit, Sesto sta con la procura "E ora crolli il muro di omertà"
L'ex bredino Michele Michelino, portavoce del Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro, commenta la sentenza del processo torinese: 20 anni per i vertici di Eternit.
di Valentina Bertuccio D'Angelo
Sesto San Giovanni, 6 luglio 2011 - Una vittoria dei lavoratori, dei loro familiari, di chi ha lottato, della gente. Non ha dubbi Michele Michelino, portavoce del Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro: quei 20 anni di carcere chiesti a Torino per i vertici dell’Eternit sono, non solo una splendida notizia, ma anche «il risultato della mobilitazione delle persone, delle associazioni, delle vittime e dei loro parenti».
Prima reazione a caldo?
«Certamente siamo molto soddisfatti, perché è
stato accolto anche l’elemento del dolo, cosa che ha permesso di alzare la pena richiesta dal Pm fino a 20 anni».
Ma?
«Ma il timore è questo muro di omertà da parte dei datori di lavoro non venga mai abbattuto. L’abbiamo
visto con la sentenza della ThyssenKrupp, quando dalla Confindustria sono arrivate parole di solidarietà e applausi per i condannati e non per le vittime del disastro e i loro familiari».
Eppure questa potrebbe essere una tappa fondamentale per la vostra
lotta.
«Certo, in questo momento sembra che un po’ di giustizia sia possibile. Ma c’è un intero sistema da abbattere. La nostra è una battaglia che
va avanti da anni, nonostante la, che per esempio spingono le aziende a risparmiare proprio sulla sicurezza. E qualche risultato lo stiamo portando a casa. Dobbiamo portarlo a casa se vogliamo
essere un Paese civile».
La richiesta di condanna per Schmideiny e de Marchienne segue di poche settimane un altro successo: le visite ai
familiari degli esposti. Come stanno andando?
«Il primo gruppo di mogli e compagne ha quasi terminato. Fra poco partiremo con il secondo».
Quali le prossime mosse?
«Vogliamo riuscire a estendere il Fondo
vittime dell’amianto, 50 milioni di euro sbloccati con tre anni di ritardo, anche a chi non si è ammalato sul posto di lavoro».
Anche qui, mogli e familiari?
«Sì. Al momento il regolamento attuativo
prevede un risarcimento solo a chi ha una rendita Inail. Il 30 giugno a Roma abbiamo strappato un impegno a diversi senatori e al sottosegretario Luca Bellotti: adottare un ordine del giorno che
modifichi il regolamento. Perché tutti gli esposti all’amianto hanno diritto a un risarcimento».
mar
05
lug
2011
Il PM chiede 20 anni
Nel maxi-processo in cui sono imputati i padroni della Eternit responsabili della morte di migliaia di lavoratori e cittadini, il Pm ha chiesto la condanna a 20 anni. Con questa richiesta di condanna è terminata la requisitoria del Pubblico Ministero di Torino, Raffele Guarinello, nella cinquantesima udienza del processo contro i miliardari Stephan Schmidheiny, di nazionalità svizzera e il barone belga Jean Marie de Cartier de Marchienne.
Le accuse contestate ai due responsabili sono: omissione volontaria di cautele nei luoghi di lavoro, disastro ambientale doloso per inquinamento ambientale per non aver impedito la dispersione delle fibre-killer di amianto.
L’accusa ha chiesto inoltre tre pene accessorie: l’interdizione dai pubblici uffici, l’incapacità di trattare con la pubblica amministrazione per tre anni e l’interdizione temporanea dalla direzione di imprese per dieci anni.
La storia dell’amianto è lastricata di enormi profitti per i padroni che lo impiegavano e gravi lutti per chi è stato esposto.
lun
04
lug
2011
No TAV: lo Stato contro la Val di Susa
di Gorka Larrabeiti, da: rebelion.org, 3.7.2011
Ieri si è svolta la manifestazione nazionale contro il Treno ad Alta Velocità Torino-Lione, un’opera prioritaria per il governo Berlusconi che costerà, secondo le previsioni più prudenti, 22.000 milioni di euro e che prevede la perforazione di un tunnel di 54 km. La manifestazione era stata convocata dai comitati NO TAV e sostenuta da 22sindaci della Valle di Susa.
In mattinata 70.000 persone si erano riunite pacificamente. Nel pomeriggio sono iniziati gli scontri tra attivisti dei centri sociali e le forze di polizia che proteggevano l’entrata del cantiere a Chiomonte, zona militarizzata da quel 27 giugno in cui 2.000 agenti delle “forze dell’ordine” conquistarono l’accampamento costruito dau cittadini che si oppongono alla costruzione della TAV.
ven
01
lug
2011
Amianto, incontro fra le Associazioni e i Comitati
RISARCIRE LE VITTIME – ELIMINARE L’AMIANTO – CURARE I MALATI
Si è svolto, nella giornata del 30 giugno presso il Senato della Repubblica, un incontro fra i Comitati e le Associazioni
che lottano contro gli effetti della presenza di amianto negli ambienti di lavoro e nel territorio. All’incontro insieme alle Associazioni e i Comitati hanno partecipato due lavoratori vittime
dell’Eureko di Paderno Dugnano - azienda in cui hanno perso la vita 4 lavoratori il 5 novembre 2009 - e i senatori Felice Casson, Lumia, Roilo, oltre all’on.le Daniela Sbrollini.
All'incontro è intervenuto anche il sottosegretario al Lavoro, on.le Luca Bellotti.
mer
29
giu
2011
ASSOLVONO I PADRONI, CONDANNANO I LAVORATORI
PUNTUALMENTE E CON VELOCITA’ SONO ARRIVATI GLI AVVISI DI GARANZIA PER SEI LAVORATORI DELLA ZONA BASSANESE, TRA CUI ALCUNI ESPONENTI DEL COMITATO DI DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO E DUE ESPONENTI DELL’OMONIMO COMITATO DI SESTO SAN GIOVANNI (MI), DENUNCIATI PER MINACCE E IMBRATTAMENTO, IN SEGUITO ALLA PROTESTA SEGUITA ALLA ASSURDA SENTENZA DI ASSOLUZIONE DEI DIRIGENTI DELLA TRICOM GALVANICA PM DI TEZZE SUL BRENTA.
30 ANNI NON SONO BASTATI PER CERCARE I RESPONSABILI DELL’ AVVELENAMENTO DEI LAVORATORI E DEL TERRITORIO, SOLO 10 GIORNI SONO INVECE BASTATI PER DENUNCIARE CHI HA ESPRESSO LA GIUSTA RABBIA NEI CONFRONTI DI UN TRIBUNALE, CHE HA PREMIATO I PADRONI CHE IN QUESTI ANNI HANNO AVVELENATO I LAVORATORI E IL TERRITORIO. 10 MINUTI SONO BASTATI A UN GIUDICE PER ASSOLVERE I RESPONSABILI DI QUESTO MASSACRO.
dom
26
giu
2011
Nella sezione Video riportiamo alcuni telegiornali del corteo del 25 giugno promossa dal Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio di Bassano del Grappa - Tezze e dal nostro Comitato.
gio
23
giu
2011
Sabato 25 giugno 2011, dalle ore 16, con concentramento in piazza Garibaldi manifestazione-corteo di protesta contro la sentenza emessa in data 24 maggio u.s. dal Tribunale di Bassano del Grappa, giudice Deborah De Stefano, che ha mandato assolti, perché “il fatto non sussiste”, i titolari e il dirigente della Tricom/Galvanica PM, accusati della morte degli operai dell’azienda a causa di malattia professionale contratta nel periodo in cui vi hanno lavorato.
mer
15
giu
2011
COMUNICATO STAMPA DEL COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO DI TEZZE SUL BRENTA E BASSANO DEL GRAPPA E DEL COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO DI SESTO S. GIOVANNI (MI)
Abbiamo convocato la conferenze stampa di oggi 15 giugno 2011 per due ragioni:
Già abbiamo commentato nei nostri comunicati la sentenza in oggetto. Abbiamo lanciato un appello, raccolto da numerosi comitati e singole personalità in tutta Italia, per l’adesione a questa manifestazione.
Il corteo si snoderà per le vie del centro storico e avrà termine in piazza Libertà dove si alterneranno interventi a “microfono aperto” e musica popolare dal vivo con il gruppo folk “Senza Tempo”, fino alle ore 21.
Troviamo sinceramente abnorme che, a fronte di una simile sentenza, si tenti - da parte delle “forze dell’ordine” e di certi organi di stampa - la criminalizzazione di chi ha protestato in quella occasione. Con epiteti quali “facinorosi” ed “autonomi” si tenta di creare quel clima di paura così adatto a cercare di isolare chi protesta, indipendentemente dalle ragioni.
mar
14
giu
2011
Corteo del 7 novembre 2009 a Torino
A tutti i partecipanti alla 2° Conferenza Nazionale non governativa “Amianto e Giustizia” di Torino del 6/7/ 8 novembre 2009
Sono in circolazione gli atti della 2° Conferenza e diversi lavoratori e Associazioni presenti, o che non hanno potuto partecipare a Torino, ci hanno chiesto come mai non c’è il nostro intervento di apertura. Per evitare di rispondere a ognuno che ci pone la stessa domanda, abbiamo deciso di rispondere a tutti con questo scritto.
Noi - insieme ad altri - siamo stati fra gli organizzatori della conferenza e siamo rammaricati del fatto che la relazione d’apertura del nostro Comitato, fatta dal nostro Presidente Michele Michelino, non risulti agli atti al pari di tutte le altre. Quando abbiamo fatto notare agli editori del libro (Medicina Democratica) che mancava la nostra relazione ci è stato detto che si è trattato di “una dimenticanza”, uno “spiacevole equivoco”.
dom
12
giu
2011
Assolti gli assassini, denunciate le vittime
Il Tribunale di Bassano del Grappa ha assolto con formula piena (“ IL FATTO NON SUSSISTE”) due titolari e un direttore della Tricom Galvanica, sotto processo per la morte dei lavoratori della fabbrica di Tezze sul Brenta. I responsabili della morte di decine di lavoratori e cittadini, uccisi dal cromo esavalente e da altri cancerogeni che hanno inquinato terreni e falde acquifere della zona, una volta di più escono da un tribunale impuniti.
I lavoratori, i loro famigliari e molti cittadini sono morti senza avere giustizia come succede spesso in Italia..
Ogni anno in Italia ci sono più di mille morti sul lavoro e altri migliaia muoiono (solo per amianto sono 4000 vittime all’anno). Le sostanze nocive colpiscono prima i lavoratori e poi il territorio. La sete di profitto colpisce tanti cittadini, che subiscono questa situazione.
Ancora una volta si è imposta la giustizia dei padroni, quella di chi si arricchisce sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini della zona che ….. oltre il danno la beffa … dovranno sborsare 20 milioni di euro per la bonifica del territorio contaminato dalla Tricom.
ven
10
giu
2011
Gente dei nostri quartieri.
Michele Michelino un combattente contro l’amianto.
A cura di Angelo Longhi (angelo.longhi@fastwebnet.it)
Ci sono persone intorno a noi che con la loro vita e le loro azioni incarnano più e meglio delle teorie e dei discorsi di tanti dirigenti politici celebrati e famosi, un’ideologia, un’idea del mondo, una speranza di miglioramento. “Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo” è non solo una splendida frase del Mahatma Gandhi, il precursore della non violenza nel XIX secolo, ma anche quello che queste persone riescono a incarnare con il loro esempio.
Spesso agiscono da missionari di una società più giusta di liberi e uguali, senza organizzazione politica, ma non per questo meno determinati. Michele Michelino (nella foto primo a sinistra) é una di queste persone. Vediamo perché.
mer
08
giu
2011
Il Tribunale di Bassano del Grappa (VI), dopo due tentativi di archiviazione, assolve con formula piena “ IL FATTO NON SUSSISTE” due titolari e un direttore, sotto processo per la morte dei
lavoratori alla TRICOM GALVANICA di Tezze sul Brenta.
L’alta mortalità alla Tricom, le falde acquifere inquinate da cromo esavalente che sgorgava dalla fabbrica dei veleni, le perizie, la riesumazione delle salme.
Tutto ciò non ha influito minimamente sulla decisione di chiudere gli occhi e mandare assolti i responsabili.
mar
07
giu
2011
QUEI CARTELLI NEI CANTIERI CHE NON SEMPRE DICONO LA VERITA’ SULLE NORME DI SICUREZZA ADOTTATE
Di Mauro Rossato, ingegnere, presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering
Spesso nei cantieri edili accanto al segnale “accesso vietato ai non addetti ai lavori” dovrebbe esserne affiancato un altro e continuare con la scritta, già ci siamo noi che rischiamo la vita.
L’immagine in effetti è quella di una tragica gag in un teatro di cemento in cui dietro ai cartelli che fanno presumere l’adozione di tutte le norme di sicurezza, ci sono invece operai senza imbragature e senza elmetti che si muovono come funamboli su impalcature anch’esse spesso prive di protezioni adeguate.
Non sono rari questi racconti di lavoro quotidiano nel nostro Paese. Basta fare un giro in qualsiasi città, o forse è sufficiente aprire la finestra della propria abitazione per spiare chi, comunque, non si sente neppure spiato. Non ha timori di essere osservato e non dal comune cittadino. Ma neppure dagli enti di controllo.
lun
06
giu
2011
Cetrioli, maiali e malattie
di Silvia Ribeiro (*) – da: lahaine.org, 6.6.2011
L’apparizione di un nuovo ceppo letale del batterio Escherichia coli (E.coli) negli alimenti in Europa mette in chiaro, di nuovo, il disastro sanitario in cui ci ha ficcato il sistema agroalimentare industriale. Lo trattano come un incidente, ma in realtà è qualcosa di sempre più frequente, perché è una conseguenza sistemica. C’era da aspettarselo, come con l’insorgenza dell’ influenza porcina e di quella aviaria.
Le autorità sanitarie del governo tedesco, dove per primo si è manifestato il focolaio, hanno accusato come colpevoli della contaminazione i cetrioli organici spagnoli. Hanno dovuto correggersi, perché era falso, ma già avevano causato grandi perdite. Accusano anche pomodori e lattuga, si specula su latte, carne e acqua imbottigliata.
gio
02
giu
2011
Medicine “ufficiali” versus “alternative”. Dove sta la verità?
di Concepciòn Rojo(*) – da: insurgente.org, 1.6.2011
Abbiamo già detto in altre occasioni che esistono correnti all’interno dei movimenti di sinistra che tendono a considerare i determinanti economici e culturali come cause invariabili dei nostri problemi di salute; è quello che viene chiamato riduzionismo culturale. Il problema fondamentale di questo determinismo – che postula che tutte le forme di conoscenza ed espressione dell’umano siano determinate dal modo di produzione economico, e che le cause dei problemi di salute individuale si trovino in forma immutabile e inevitabile nella nostra società capitalista, patriarcale e che opprime i popoli – è la sua tendenza ad ignorare il biologico. Da qui la sua incapacità a considerare e comprendere le cause fisico-chimiche e biologiche che formano anch’esse parte dell’origine dei fenomeni e dei processi della natura, come quelli della salute degli individui. Oltretutto, questa tendenza ad ignorare il biologico ha fatto sì, in numerose occasioni, che questi movimenti siano scivolati verso impostazioni mistiche e idealiste nell’analisi e nella spiegazione del binomio salute- malattia.
mer
01
giu
2011
Sull’epidemia di E.coli in Europa
Batterio mortale con minacce multiple
da: gara.net – 1.6.2011
L’epidemia di E.coli avanza drammaticamente mentre l’impressionante lavoro di équipes di epidemiologici non riesce a trovare l’origine del batterio mortale. I medici affermano di non aver mai visto un batterio tanto aggressivo, che attacca sangue, reni e cervello.
Il microscopico mostro - in realtà un vicino parente degli inoffensivi batteri intestinali dell’essere umano, che pare sia mutato geneticamente in un nuovo ceppo entero-emorragico dell’Escherichia coli – pone grandi interrogativi agli specialisti. Tutti aspettano che la sequenza completa del suo genoma fornisca le risposte dell’agente patogeno che sta terrorizzando buona parte d’Europa e, al di là della salute pubblica, sta comportando grandi implicazioni economiche nello Stato spagnolo, indicato come capro espiatorio, anche se finalmente può essere assolto.
mer
25
mag
2011
subito dopo la sentenza
Giudice e forze del “dis-ordine” contro gli operai.
Dopo che la giudice del tribunale di Bassano del Grappa, moglie di un imprenditore, ha assolto dall’accusa di omicidio (perché “il fatto non sussiste”) ieri 24 maggio 2011 i padroni assassini della Tricom-Pm Galvanica di Tezze sul Brenta (Vicenza), concedendogli nei fatti la licenza di uccidere, sono intervenuti in forze polizia e carabinieri in assetto antisommossa per arginare le proteste dei familiari e dei lavoratori presenti con un presidio fuori dal tribunale.
mer
25
mag
2011
Comunicato stampa del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio di Tezze sul Brenta e Bassano del Grappa
Con il più profondo disgusto abbiamo accolto la sentenza con cui il giudice Deborah Di Stefano ha mandato assolti, poiché “il fatto non sussiste”, Zampierin, Sgarbossa, Battistella, titolari e direttore della Tricom, la nota fabbrica dei veleni di Tezze, responsabili della morte dei lavoratori dell’azienda che per anni hanno respirato, senza tutela alcuna le sostanze nocive presenti nel processo produttivo.
Il giudice, moglie di un imprenditore, ancora una volta assolve i responsabili!
lun
23
mag
2011
Con i lavoratori e le vittime dell’EURECO.
La solidarietà non è una chiacchiera
Sono stati vittime dello scoppio e dell’incendio della fabbrica; 4 di loro sono morti bruciati, altri sono rimasti feriti. Il padrone, proprietario di un’altra fabbrica, ha lasciato i lavoratori superstiti in mezzo alla strada, rifiutandosi di trasferirli nell’altra ditta di sua proprietà solo perchè, mentre è in corso l’inchiesta della magistratura, essi hanno denunciato le sue gravi responsabilità.
In un mondo in cui i capitalisti si arricchiscono sfruttando il lavoro salariato, non applicando le misure di sicurezza, mettendo in concorrenza fra loro i lavoratori e alimentando le divisioni fra nazionalità e colore della pelle, contrapponendo gli operai occupati ai disoccupati e ai pensionati, la solidarietà di classe fra lavoratori è l’unica arma che ci permette di difenderci.
gio
19
mag
2011
Domenica 22 maggio 2011 – ore 12,30 PRANZO DI SOLIDARIETA’ CON I LAVORATORI DELL’EURECO E I FAMIGLIARI DELLE VITTIME
al Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” via Magenta 88, Sesto San Giovanni
(a fianco dell’Ospedale di Sesto) per prenotazioni tel.0226224099 /cell. 3357850799
Il ricavato andrà interamente a sostegno delle vittime
mer
18
mag
2011
Corteo del 30 aprile 2011 contro lo sfruttamento e i morti sul lavoro e di lavoro
dal quotidiano IL GIORNO
Vittoria per gli ex bredini
Visite anche per le mogli
Gli ex bredini guidati da Michele Michelino hanno ottenuto un'importante vittoria: sorveglianza sanitaria anche per i familiari degli esposti all'amianto. Prevenzione è la parola d'ordine del comitato
Sesto San Giovanni, 18 maggio 2011 - Sorveglianza sanitaria anche per i familiari degli esposti all’amianto. Il Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio vince una battaglia, intrapresa ormai anni fa. Prevenzione la parola d’ordine che, già da tempo, aveva fatto chiedere ai bredini di estendere i controlli sanitari anche alle famiglie e soprattutto alle mogli degli ex operai e delle vittime, che per anni avevano lavorato a contatto con il minerale killer.
Comincia così la sorveglianza sanitaria anche per le donne che non hanno mai indossato una tuta blu, ma hanno lavato per anni quelle dei mariti. Come Carmela Maganuco, scomparsa a 53 anni nel novembre del 2009 per un carcinoma esteso a entrambi i polmoni. Già un primo gruppo ha ricevuto la lettera dell’Asl ed è stato convocato proprio ieri pomeriggio alla Clinica del Lavoro di Milano per un’assemblea.
sab
14
mag
2011
Sabato 21 maggio 2011 – ore 15,30 ASSEMBLEA
al Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli”
via Magenta 88, Sesto San Giovanni,
ordine del giorno:
1) Informazioni sulle visite per amianto alla Clinica del Lavoro di Milano dei famigliari di lavoratori ex esposti amianto (mogli e compagne che lavavano le tute);
2) Sperimentazione proposta della Clinica del Lavoro di Milano;
3) Stato delle cause legali;
4) Presentazione del libro “Patologie ambientali e lavorative. MCS - Amianto e giustizia”, di Ezio Bonanni e Giancarlo Ugazio (sarà presente il Prof. Ugazio).
5) Varie.
ven
13
mag
2011
Una storia dimenticata nella Zona Zero
di Atilio Boron (*), da: atilioboron.com, 9.5.2011
Erano così preoccupati, alla Casa Bianca, nell’inseguire Bin Laden, i cui numerosi familiari furono gli unici autorizzati – tra le decine di migliaia che lo chiedevano – a salire sull’unico aereo che lasciò gli Stati Uniti il giorno seguente l’11 Settembre, che nella confusione sia il presidente che il sindaco hanno “dimenticato” di indennizzare i pompieri, i paramedici, i soccorritori, gli operai che lavorarono per giorni e settimane recuperando cadaveri e sgombrando le macerie delle Torri Gemelle, immersi in una nube tossica che ha danneggiato irreparabilmente i loro organismi e, in particolare, i polmoni.
gio
12
mag
2011
I lavori non sono tutti uguali
Benefici pensionistici per i lavori usuranti
Il decreto legislativo sui lavori usuranti riconosce, per la prima volta nella legislazione
italiana, che i lavori non sono tutti uguali e che per questo vanno valutati in modo
diverso sia ai fini contrattuali che previdenziali.
La Cgil, impegnata da anni per il raggiungimento di questo obiettivo, considera il
decreto un passo in avanti importante anche se i suoi contenuti non soddisfano
appieno le richieste avanzate dal sindacato e si impegna a proseguire la sua battaglia
per la piena realizzazione di questo principio.
Il decreto attua, con tre anni di ritardo, quanto previsto nel Protocollo sul welfare
firmato nel 2007 con il governo Prodi, approvato da oltre 5 milioni di lavoratori e
pensionati; esso riprende il testo predisposto dal precedente governo nel marzo 2008,
non emanato a causa dell'interruzione anticipata della legislatura. Non era scontato
che finisse così perché il governo attuale era intenzionato ad aumentare il numero di
notti lavorate richieste ai fini della classificazione del lavoro usurante, in modo da
ridurre la platea dei beneficiari. L'iniziativa unitaria di Cgil, Cisl e Uil ha consentito di
non alzare la soglia delle 64 notti, ottenendo un risultato importante per tutti i
lavoratori.
Nel decreto varato restano, tuttavia, alcuni aspetti critici che la Cgil, insieme a Cisl e
Uil, ha più volte sottolineato; l'elemento più negativo, tenuto conto della grave crisi in
atto, é il vincolo stabilito tra diritto al beneficio e svolgimento del lavoro usurante
nell'anno di maturazione dei requisiti per il diritto a pensione.
lun
09
mag
2011
COSTITUITO IL “COMITATO DI SOSTEGNO AI FAMILIARI DELLE VITTIME ED
AI LAVORATORI EURECO”
L’AIEA (Associazione Italiana Esposti Amianto) di Paderno Dugnano, il Comitato per la Difesa
della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio di Sesto S. G., assieme ad altre Associazioni e
forze politiche promotrici e partecipanti alla fiaccolata svoltasi a Paderno Dugnano il 28 Aprile
scorso, in occasione della giornata mondiale delle vittime per amianto, contro tutte le morti di
lavoro, hanno costituito un Comitato di sostegno ai familiari delle vittime ed ai lavoratori
Eureco.
Il Comitato avrà la funzione di seguire le famiglie dei lavoratori Eureco che sono attualmente in
gravissime difficoltà economiche essendo senza lavoro, in gravi difficoltà abitative con rischio
di perdita dell’alloggio non essendo in grado di pagare l’affitto.
Per questi lavoratori non sono utili solo promesse e pacche sulle spalle, come in questo
momento servono a poco progetti di lapidi da dedicare alle vittime.
mer
04
mag
2011
"Dicevano che l'amianto
si poteva anche mangiare"
All’indomani della decisione della Procura di aprire un’inchiesta su una trentina di decessi dello stabilimento aresino, in quel che resta delle sedi sindacali sotto il Biscione si spolverano documenti ingialliti e ricordi dei dipendenti
Arese, 4 maggio 2011
- «A quei tempi l’amianto era dappertutto. Sui tetti dei capannoni, nelle placche che montavamo sui motori, nelle protezioni dei freni e della frizione. Non si usavano i guanti. Per anni ho fatto l’operaio nel reparto abbigliamento e montaggio, spesso questi pezzi si dovevano tagliare a misura e così le particelle dell’amianto finivano nell’aria». È questo il ricordo di Vincenzo Lilliù, 62 anni, ex operaio dell’Alfa Romeo di Arese, uno dei primi delegati sindacali a parlare in fabbrica della pericolosità dell’amianto. Non si ricorda di colleghi «morti d’amianto», ma ricorda benissimo le condizioni in cui lavoravano.
sab
30
apr
2011
manifestazione del 30 aprile 2011
Centinaia di persone manifestano gridando :BASTA MORTI SUL LAVORO E DI LAVORO IN NOME DEL PROFITTO.
Un lungo corteo con centinaia di lavoratori e famigliari delle vittime hanno protestato sfilando in corteo per le vie della città.
Alla testa del corteo i lavoratori e i famigliari delle vittime dell’Eureco di Paderno Dugnano dove - per la mancanza di sistemi di sicurezza - a causa di uno scoppio 4 lavoratori hanno perso la vita, bruciati vivi.
Dopo aver sfilato nei quartieri proletari, il corteo è giunto davanti alla lapide posta dai lavoratori delle fabbriche di Sesto San Giovanni in via Carducci , dove una volta sorgeva la fabbrica Breda.
Qui sono stati ricordati i lavoratori uccisi dai padroni che, per risparmiare sulle misure di sicurezza, non hanno esitato a condannare a morte centinaia di operai.
ven
29
apr
2011
Mi chiamo Erion, ho 30 anni, sono un sopravvissuto dell’Eureco.
Ho una figlia di 7 mesi, quando è avvenuto l’incidente mia figlia aveva solo 40 giorni. Il 40% del mio corpo è andato bruciato in quel terribile e maledetto pomeriggio: la faccia, la schiena, le
gambe.
Ho vissuto dei momenti angoscianti, in pochi secondi un’esplosione enorme ha coinvolto parecchi operai, miei colleghi, miei amici.
Sono sopravvissuto, ma ho trascorso un mese da incubo in ospedale, con mia moglie che veniva tutti i giorni a piedi da Limbiate al Niguarda.
Con la neve, con il freddo e con la mia bimba neonata.
Oggi posso ringraziare il sindaco di Limbiate perché mi è venuto incontro
dandomi una casa, che arriverà a giorni, e ha spinto perché mi venissero
pagati 3 mesi d’affitto della casa in cui vivo ancora oggi.
I miei due amici e colleghi qui presenti, Ferit e Shuli, sono anche loro
sopravvissuti Eureco. Loro abitano qui a Paderno, anche loro hanno figli e
sanno cosa significa vedere quello che abbiamo visto.
Ci ritroviamo oggi, a mesi di distanza, a vivere altri drammi. Drammi nei
drammi.
ven
29
apr
2011
L’amianto non uccide solo chi ha lavorato nelle fabbriche,
ha ucciso anche mio padre Tacco Vladimiro 76 anni. Faceva il custode di una
fabbrica e tra le sue mansioni c’era la pulitura delle grondaie sul tetto, un tetto in eternit.
L’amianto ha ucciso anche Alberto Branà 57 anni , lavorava nel settore edile, dove l’amianto era diffuso.
Sono morti a distanza di 20 giorni uno dall’altro dopo un anno di calvario.
L’amianto uccide le mogli dei lavoratori a contatto con l’amianto, perché lavavano le tute sporche dei loro compagni.
L’amianto uccide i figli e le figlie di questi lavoratori perché abbracciavano i loro papà quando tornavano dal lavoro con la tuta piena di polvere.
L’amianto sta uccidendo e continuerà ad uccidere se non lo eliminiamo, anche sul territorio.
Ucciderà i cittadini perché hanno respirato e continuano a respirare la polvere di amianto che viene dai tetti, e da tutti i manufatti che in quantità ancora massicce sono presenti.
L’amianto ricopre le nostre città nell’indifferenza delle istituzioni.
Perché ancora non si è affrontato seriamente e concretamente il problema ?
mer
27
apr
2011
la lapide in via Carducci in ricordo dei nostri morti a Sesto San Giovanni
In ricordo di tutti i lavoratori assassinati in nome del profitto
contro lo sfruttamento degli esseri umani e la distruzione della natura
Sabato 30 aprile 2011 – ore 16.00 corteo
partenza dal Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” di via Magenta 88,
Sesto San Giovanni, fino alla lapide di via Carducci
lun
25
apr
2011
giovedi 28 aprile ore 20,30
per le vie di Paderno Dugnano
FIACCOLATA
RITROVO IN VIA GALILEO GALILEI 19 DAVANTI ALL'EX ISPRA
PERSORSO
via Galilei, via Marzabotto, via Montessori,
via Battisti, via Arborina, via Pogliani, via Pepe, via IV Novembre,
via Roma, via Gramsci, piazza della Resistenza
ARRIVO DAVANTI AL COMUNE
a.i.e.a.padernodugnano@fastwebnet.it
Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio (cip.mi@tiscalinet.it
Paderno Dugnano, 28 aprile 2011, una giornata particolare …
per non morire più di lavoro e di profitto!
Durante il Forum Mondiale sull’Amianto, su proposta dell’Associazione Brasiliana degli Esposti all’Amianto (ABREA), a seguito della Conferenza Europea sull’Amianto svoltasi a Bruxelles nel settembre 2005, si è stabilito il 28 aprile di ogni anno quale giorno in cui celebrare la giornata mondiale delle vittime dell’amianto.
Bisogna conoscere la catastrofe sanitaria ed ambientale che l’utilizzo di questo minerale ha prodotto e ancora produce. Ogni 5 minuti, una
persona nel mondo muore a causa dell’amianto, per un totale di circa 1.300.000 decessi anno. Ciò nonostante si continua ad estrarre, produrre e impiegare amianto, e questo grazie alle
multinazionali che operano in paesi come Cina, Russia, Canada, Brasile ecc. che, con il consenso dei governi di tali paesi, proseguono indisturbate le loro attività.
In Italia, 4.000 morti e migliaia di malati: e questo il bilancio che ogni anno contiamo nel nostro paese, una vera ecatombe che, a detta degli esperti, avrà il suo picco massimo attorno al 2015
– 2020.
gio
21
apr
2011
LA PREALPINA
di: LUCA TESTONI
Amianto, undici morti al giorno. In Lombardia c`è ancora molto da fare. II 28 una giornata dedicata alle vittime. In Italia le morti silenziose d`amianto si susseguono al ritmo di quasi 11 al giorno. E il peggio deve ancora venire, perché le fibre killer "scatenano l`inferno" solo dopo 35/40 anni dall`inalazione, il periodo di latenza del mesotelioma, il cancro dell`amianto. Una "bestia" che dunque sta per presentare il conto più salato: il picco dei tumori è atteso tra il2015 e il2020. A ricordarcelo, ad una settimana dalla Giornata mondiale delle vittime dell`amianto (28 aprile), che ha in programma fiaccolate, incontri e momenti di riflessione in Lombardia (Paderno Dugnano, Sesto San Giovanni) e non solo, l`Associazione italiana esposti all`amianto, il Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio, Legambiente e Medicina Democratica. Le stime parlano di 800 morti d`amianto e di 300 nuovi casi di mesotelioma pleurico all`anno. Non basta perché c`è anche il problema dello smaltimento di quasi 3 milioni di metri cubi di amianto. Un numero parziale questo, considerato che la mappatura dell`amianto in regione è ben lungi dall`essere completata e solo il 20% dei Comuni ha censito il proprio territorio. Altro problema: le discariche dove attuare lo smaltimento.
gio
21
apr
2011
Anna Pellizzone (Terra Milano)
SALUTE. La Regione presenta la Giornata mondiale delle vittime che si terrà il prossimo 28 aprile. Solo in Lombardia 800 morti l’anno.
Circa 2 milioni e 800mila metri cubi ancora da bonificare. Ma soprattutto 800 morti l’anno per mesotelioma, altri tipi di neoplasie polmonari e asbestosi. I dati che parlano di amianto in Lombardia fanno paura e il peggio deve ancora arrivare, perché il picco di decessi causati dalla fibra killer è atteso tra il 2015 e il 2020. La presentazione ieri mattina al Pirellone della Giornata mondiale delle vittime dell’amianto, che si terrà il prossimo 28 aprile, è stata un’occasione per fare il punto della situazione e denunciare le ancora numerose mancanze di governo e Regione nella gestione di quella che Michele Michelino, del Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio, ha definito «un’emergenza ambientale, sanitaria e sociale
mar
19
apr
2011
MORTI PER AMIANTO ALLA PIRELLI DI MILANO
Questa mattina il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) dott. Luigi Varanelli del Tribunale di Milano ha respinto le costituzioni di parte civile del nostro Comitato e di tutte le Associazioni ( Medicina Democratica AIEA ecc.), accogliendo solo quelle istituzionali - Inail, Asl, Regione Lombardia ecc.- che , nel corso degli anni tutto sapevano e nulla hanno fatto, salvo ora presentare il conto economico, perché quello di sangue lo hanno pagato altri.
Ancora una volta - dopo la richiesta di rinvio a giudizio dei dirigenti responsabili di tante morti operaie - un giudice ha deciso chi può partecipare come parte civile al processo e chi no.
Come ci dimostra la nostra e l’altrui esperienza, l’azienda ora cercherà di risarcire le famiglie con i casi più “ingombranti” da gestire in un processo, non facendosi scrupolo, in alcuni casi, di comprare il silenzio dei parenti in modo da far arrivare in aula solo i casi più “favorevoli”.
ven
15
apr
2011
rogo alla Thyssenkrupp
Thyssenkrupp: condannati i dirigenti responsabili della morte di 7 operai
Sedici anni e mezzo all’amministratore delegato; 13 anni e sei mesi ad altri 4 dirigenti
Il 15 aprile 2011 il Tribunale di Torino ha accolto le richieste dell’accusa, sostenuta dal PM Guariniello, per gli imputati nel processo per il rogo dello stabilimento Thyssenkrupp di Torino. Condannando i dirigenti dell’azienda i giudici hanno quindi accolto tutte le richieste dei pubblici ministeri confermando l’accusa di omicidio volontario con dolo eventuale per l’amministratore delegato del gruppo tedesco, Harald Espenhahn, condannato a 16 anni e mezzo di reclusione. Confermata la condanna a 13 anni e 6 mesi per i 4 dirigenti: Gerald Priegnitz, Marco Pucci, Raffaele Salerno e Cosimo Cafueri, mentre peril dirigente Daniele Moroni la Corte ha aumentato la pena a 10 anni e 10 mesi, i pm avevano chiesto 9 anni. Si tratta di una sentenza storica che condanna anche la società per un reato doloso.
mer
13
apr
2011
APPELLO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SUI RISCHI CONNESSI ALL’ESPOSIZIONE ALL’AMIANTO SUI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO
On.le Sig. Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi,
On.le Sig. Presidente del Senato Renato Schifani,
Il 28 aprile di ogni anno si celebra la giornata mondiale delle vittime dell’amianto.
In Italia, ci sono ogni anno più di 4.000 morti e migliaia di malati: una vera ecatombe che, a detta degli esperti, avrà il suo picco massimo attorno al 2015 – 2020.
Ogni 5 minuti, una persona nel mondo muore a causa dell’amianto, per un totale di circa 1.300.000 decessi anno. La catastrofe sanitaria ed ambientale che l’utilizzo di questo minerale ha prodotto e ancora produce è un bollettino di guerra.
Ancora oggi l’amianto, il killer silenzioso, rappresenta una vera emergenza, umana, ambientale e sanitaria. L’amianto è presente nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli edifici pubblici, sui tetti e nei capannoni industriali, nelle nostre case ed in circa tremila prodotti di uso corrente, con effetti devastanti sulla popolazione e sui cittadini.
La Direttiva Comunitaria 148 del 2009 - premessa n. 11- afferma che: “ non è stato ancora possibile determinare il livello di esposizione al di sotto del quale l’amianto non comporta rischi di cancro”: pertanto, come affermano autorevoli scienziati e la stessa Direttiva Comunitaria sopra citata, non solo “ è opportuno ridurre al minimo l’esposizione professionale dei lavoratori all’amianto”, ma l’amianto va eliminato e va perseguito l’obiettivo del rischio zero, perché l’unica fibra innocua è quella che non si respira.
mer
06
apr
2011
Grande manifestazione in ricordo delle vittime del terremoto e di tutte le vittime del profitto. Presente alla fiaccolata anche il nostro Comitato.
Ora dopo il danno arriva la beffa del "processo breve".
Tantissimi giovani, dietro lo striscione con la scritta “ per loro per tutti”, portato dai famigliari delle vittime. Migliaia di fiammelle hanno rischiarato la fredda notte. In Piazza Duomo alle 3.32 (ora del terremoto) nel più assoluto silenzio i 309 rintocchi di campana hanno ricordato le vittime.
Il terremoto che nella notte del 6 aprile 2009 ha colpito L’Aquila ha portato via 309 persone, la più piccola, Giorgia, avrebbe dovuto venire alla luce proprio quel giorno. Tra le vittime otto ragazzi che vivevano nella Casa dello Studente, stabile che risultava fortemente compromesso e destinato a subire seri danni in caso di sisma, secondo uno studio commissionato dalla Protezione Civile Abruzzo ad una società della stessa Regione, appena qualche anno prima. Così è stato. Quelle vite potevano essere salvate se si fosse agito secondo le regole; quelle vite ed altre ancora, a L’Aquila, come in tutto il Paese.
I responsabili di questi assassinii, gli imprenditori, i faccendieri, i padroni che non rispettano le leggi sulla sicurezza, cercano sempre, attraverso Istituzioni, politici compiacenti, la stampa e TV a loro asserviti, di nascondere le loro responsabilità parlando di “fatalità”, di tragedie “imprevedibili”.
In realtà è proprio la ricerca del massimo profitto sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini la vera causa di queste tragedie.
dom
03
apr
2011
Resoconto Assemblea del 2 aprile 2011: le decisioni.
L’assemblea, numerosa e partecipata come sempre, discutendo gli ordini del giorno ha preso le seguenti decisioni.
1) Aderire all’invito della Presidente del Comitato delle Vittime della Casa dello Studente dell’Aquila, partecipando con una delegazione del Comitato con il nostro striscione alla fiaccolata, alla manifestazione che sfilerà nel centro della città terremotata insieme alle Associazioni e agli abitanti dalla città, nell’anniversario del terremoto nella notte tra il 5 e il 6 aprile.
2) Partecipare al processo contro 11 ex dirigenti della Pirelli di Viale Sarca a Milano - responsabili della morte di 18 lavoratori per amianto e lesioni gravissime per un’altra trentina di lavoratori - presentando la richiesta di parte civile davanti al GUP nell’udienza che si terrà il 12 aprile e chiedendo 1 (uno) Euro di risarcimento. Se verremmo ammessi come parte civile, saremo nel processo con le nostre esperienze, lanciando un segnale alle istituzioni e ai padroni che noi non ci facciamo comprare, non siamo in vendita, perché per noi la vita umana e la salute non ha un prezzo e vogliamo che ci sia una condanna esemplare affichè non si ripetano questi assassinii.
3) Promuovere e partecipare con altre associazioni al corteo (fiaccolata) di giovedì 28 aprile per le vie di Paderno Dugnano (Mi), nell’anniversario della Giornata Mondiale Vittime dell’Amianto in ricordo di tutte le vittime del lavoro: il corteo ricorderà in particolare i 4 operai morti bruciati vivi alla Eureco di Paderno.
Il corteo sarà aperto da un striscione unitario con la scritta: BASTA MORTI SUL LAVORO E DI LAVORO IN NOME DEL PROFITTO
4) Sabato 30 aprile 2011 ore 16.00, Manifestazione – Corteo IN RICORDO DI TUTTI I LAVORATORI ASSASSINATI IN NOME DEL PROFITTO CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEGLI ESSERI UMANI E DISTRUZIONE DELLA NATURA.
Partenza dal Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli”, via Magenta 88, Sesto S. G. (Mi).
5) Dopo la discussione sulla proposta fattaci dalla Clinica del Lavoro di Milano per la ricerca sperimentale di nuovi marcatori tumorali con ex esposti all’amianto, la decisione dell’assemblea, richiesta di molti lavoratori, è stata quella di richiedere un supplemento di informazioni, facendo visionare tale proposta dai propri medici di famiglia.
Intanto si è incaricato Michele di raccogliere le adesioni dei lavoratori interessati.
Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio
sab
02
apr
2011
IL PICCO DELLA SALUTE
Patrizia Gentilini *
Una delle più frequenti obiezioni che viene mossa a noi medici “allarmisti” è che, in barba ai rischi
ambientali, la speranza di vita – almeno nei paesi occidentali – non solo è cresciuta, ma sta ulteriormente
aumentando. Sembrerebbe quindi che i veleni ( metalli pesanti , agenti cancerogeni, diossine, particolato
ultrafine, pesticidi, radiazioni...) per i quali tanto ci agitiamo, non fossero poi così pericolosi nè in grado di
danneggiarci più di tanto.
Forse, ancora una volta, siamo invece proprio noi ad avere ragione: andate sul sito della Commissione
Europea per la Salute ) e scegliete, come indicatore, l’aspettativa di vita alla nascita (Life expectancy at
birth) e l’aspettativa di salute alla nascita (Health life years at birth), cliccate in corrispondenza di “Italia” e
questi sono i grafici che visualizzerete:
ven
01
apr
2011
OPERAI E PADRONI: CONTINUA LA GUERRA DI CLASSE.
Nel mese di marzo 2011 l’Inail ha reso noto i dati sui morti sul lavoro. Dai dati risulta che nel 2010 ci sono state 980 vittime, e che la soglia scende sotto le mille unità l’anno. Gli “incidenti” si attestano a quota 775mila: 15mila in meno rispetto all’anno precedente (-1,9%). I dati sarebbero frutto di “elaborazioni condotte attraverso criteri statistici previsionali sulla base di dati amministrativi rilevati dagli archivi gestionali dell’ente che tuttavia hanno ancora un carattere ufficioso”. Intanto dall’inizio dell’anno ad ora (secondo Associazione art. 21) per lavoro ci sono stati 255 morti, 6.378 invalidi e 255.144 infortuni.
Anche prendendo per buoni i dati INAIL, non c’è affatto da esserne soddisfatti.
sab
26
mar
2011
Sabato 2 Aprile 2011 – ore 15,30 ASSEMBLEA
al Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” via Magenta 88, Sesto San Giovanni,
ordine del giorno:
1) Discussione e decisione sulla proposta della Clinica del Lavoro di Milano; 2) preparazione del corteo del 30 aprile in ricordo dei nostri morti; 3) cause legali; 4) varie.
mer
23
mar
2011
Ezio Bonanni - Giancarlo Ugazio
EDIZIONI MINERVA MEDICA
Le vittime del progresso. MCS e Amianto, emergenza sanitaria, sociale, e giuridica
La rivoluzione industriale ha aumentato la vita media degli esseri umani. Se al tempo dei romani la vita media era di circa 30 anni oggi, nei paesi industrializzati, ha superato i 70 anni. Naturalmente questi sono i dati medi, ma si sa che la statistica non distingue fra individui appartenenti a classi sociali diverse.
Le lobbies economiche da sempre cercano di condizionare la ricerca, la politica e le istituzioni a loro favore sostenendo leggi e normative funzionali ai loro interessi.
Gli operatori del settore si trovano spesso di fronte a un dilemma, costretti a fare una scelta di campo: o al servizio del potere economico e politico con la strada libera verso la carriera e il successo, o al servizio degli esseri umani, degli operai e dei lavoratori che producono le ricchezze da cui sono esclusi, e dei cittadini meno abbienti. Per questo vengono ostacolati, sbeffeggiati e, in alcuni casi, messi ai margini da chi trae vantaggio dalle disgrazie della maggioranza della società. Noi operai, lavoratori che abbiamo subìto la medicina del padrone nelle fabbriche, nei cantieri e nei luoghi di lavoro, abbiamo imparato che la salute è la cosa più bella.
Anche negli anni ‘70, quando il padrone e il sindacato barattavano il posto di lavoro con la salute nelle fabbriche, c’erano operai che lottavano sostenendo che “la salute non si paga” e “ la nocività si elimina”. Allora il medico di fabbrica, dopo averti fatto una visita che non durava più di 6/7 minuti spesso senza neanche farci togliere la giacca della tuta, interrogato sulle malattie avute in passato, ascoltato i polmoni e il cuore e provato la pressione del sangue, ci congedava ripetendo ad ognuno che dovevamo smettere di fumare; “abili e arruolati” per le mansioni che dovevamo svolgere, affrettando la visita per farci tornare subito a produrre in fabbrica. Questo ritornello veniva ripetuto a tutti, senza curarsi se il lavoratore fumava o meno, o se i problemi, respiratori, cardiaci o altro fossero da mettere in relazione alle lavorazioni nocive in ambienti insalubri, a contatto con sostanze cancerogene ed inquinati.
mar
22
mar
2011
CONTRO I BOMBARDAMENTI IN LIBIA.
CONTRO TUTTE LE GUERRE IMPERIALISTE.
SOLIDARIETA’ CON GLI OPERAI, I PROLETARI ED I POPOLI SFRUTTATI DEL MONDO.
Ancora una volta le potenze occidentali, dopo aver armato per decenni il governo libico e fatto lauti affari con i suoi dirigenti, intervengono militarmente contro un paese sovrano con la scusa dell’intervento “umanitario” a favore delle popolazioni civili e dei “ribelli”. Gli insorti, guidati dagli stessi ministri e generali fino a ieri fedeli servitori di Gheddafi, sostengono il lancio di missili e bombe “umanitarie” su Tripoli ed altre città della Libia controllate da Gheddafi. La crisi economica mondiale spinge a una nuova spartizione delle zone d’influenza nel mondo e la concorrenza interimperialista acuisce i contrasti e la lotta per accaparrarsi le materie prime, petrolio, gas, acqua, e altro ancora. Il terremoto in Giappone con le sue conseguenze devastanti sulla popolazione, e i danni alle centrali nucleari, con la perdita di sostanze radioattive, avranno ripercussioni anche sull’opinione pubblica dei paesi occidentali.
sab
12
mar
2011
Questione amianto
Un futuro
da cavie
per gli ex bredini
La Clinica del Lavoro del Milano ha presentato agli oltre 150 membri del Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro di Sesto San Giovanni una ricerca sperimentale per lo studio del mesotelioma
Sesto San Giovanni, 12 marzo 2011 - Una ricerca sperimentale per lo studio dei marcatori prognostici del mesotelioma, vale a dire le molecole che danno informazioni sull’andamento della malattia in assenza o indipendentemente da qualsiasi trattamento.
L’ha presentata la Clinica del lavoro di Milano agli oltre 150 membri del Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e del territorio. «La ricerca si baserebbe su uno studio che si sta conducendo in America e che riguarda interventi farmacologici antinfiammatori che avrebbero valenza protettiva e preventiva — spiega Michele Michelino, portavoce del comitato di via Magenta — I medici della Clinica del lavoro ci hanno avanzato una proposta di collaborazione».
dom
06
mar
2011
MORIRE DI LAVORO – MORIRE DA LAVORO
MORIRE PER I PROFITTI
La Marlane di Praia a Mare (CS), fabbrica tessile del gruppo
Marzotto, dal
1973 al 2001 ha causato oltre 100 operai morti per tumore e altri 60
ammalati ancora oggi. Il territorio e il mare di Praia sono serviti da
discarica per i rifiuti tossici delle lavorazioni.
Tutto questo è avvenuto con la complicità delle amministrazioni locali e
dei partiti (di centro destra e centro sinistra), delle autorità sanitarie,
di Cgil-Cisl-Uil, dei mezzi di “informazione”; che per anni hanno negato,
minimizzato, insabbiato, ma anche criminalizzato chi lottava contro il
lavoro portatore di morte, contro la fabbrica dei veleni.
La strage di Praia a Mare non è avvenuta “per caso”, per “mancata
conoscenza” dei prodotti usati nel ciclo lavorativo. La strage di Praia è
avvenuta per scelta, la scelta del profitto. Quella scelta che vede nelle
misure di sicurezza, nella salvaguardia della salute e delle vite di chi
lavora, solamente un elemento aggiuntivo del “costo del lavoro”, un onere da
evitare con cura per non diminuire i profitti, per “garantire” occupazione.
La strage di Praia a Mare è un copione che abbiamo visto molte altre volte,
in Italia e nel resto del mondo. Nella sola Italia, nei primi due mesi del
2011 i morti sul lavoro sono stati 76 e gli infortuni gravi più di 100.
La strage continua, ma noi vogliamo farla smettere!
ven
04
mar
2011
I morti nell’edilizia diminuiscono, ma aumenta la percentuale di chi perde la vita per una caduta dall’alto. Dal 2008 al 2010 è passata dal 38 al 47 per cento. Servono più controlli ispettivi insieme a progetti ed investimenti sulla formazione dei lavoratori.
Di Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio Sicurezza Sul Lavoro Vega Engineering
Da oltre due decenni ci occupiamo di sicurezza nei luoghi di lavoro e anche per questo abbiamo avviato un Osservatorio per monitorare le morti bianche nel Paese. Una lettura statistica indispensabile per chi vuole capire i rischi e fornire gli strumenti per combattere i pericoli che si incontrano nell’attività lavorativa. E il risultato è sconfortante soprattutto quando si parla di edilizia. Perché se è vero che il numero delle morti bianche - stando ai dati Fillea Cgil - è diminuito dal 2008 al 2010 (passando da 196 vittime a 160), si continua a morire sempre per le stesse cause. E a ‘trionfare’ purtroppo c’è la caduta dall’alto. Nel triennio considerato da Fillea infatti l’incidenza del 38 per cento è arrivata al 47 per cento di tutti i decessi rilevati nelle costruzioni. Una tendenza confermata anche dalle elaborazioni del nostro Osservatorio Sicurezza sul Lavoro.
ven
25
feb
2011
Italia: 'Ecco come costruivamo le armi di Gheddafi'
Luigi Consonni, ex operaio Breda Fucine, denuncia le implicazioni dell'industria italiana nei massacri libici
Cinque ex operai della Breda Fucine di Sesto San Giovanni hanno spedito una lettera ai giornali nella quale denunciano le "lacrime di coccodrillo versate da politici e industriali" corresponsabili della carneficina libica.
Anche la loro fabbrica, partecipata dallo Stato italiano, "ha fornito armi, bombe, cannoni e mitragliatrici per le navi e gli aerei (e le contraeree) che
oggi sparano sugli insorti". L'ha fatto almeno dagli anni Ottanta, ma forse anche da prima.
PeaceReporter ha contattato Luigi Consonni, primo firmatario di quella lettera.
Su quali basi ritenete che la Breda abbia fornito armi a Gheddafi?
Non abbiamo prove, ma riteniamo di aver prodotto armi per Gheddafi dalla metà degli anni Ottanta a quando la Breda Fucine è stata messa in liquidazione (1992, poi venduta alla Metalcam del gruppo Tassara nel 1996, ndr). Le prove mancano perché noi facevamo gli sgrossatori per Breda Meccanica Bresciana, per Agusta e soprattutto per Oto Melara.
gio
24
feb
2011
Libia, lettera
degli ex bredini
"Basta lacrime
di coccodrillo"
Cinque operai dell'ex Breda hanno sentito l'esigenza di prendere carta e penna e scrivere una lettera di solidarietà nei confronti del popolo libico e di condanna verso gli esborsi in armamenti dei governi occidentali.
Sesto San Giovanni Giovanni, 24 febbraio 2011 – In cinque hanno sentito l’esigenza di scrivere una lettera aperta. A prendere carta e penna sono stati gli ex operai della Breda Fucine di Sesto. Un documento di solidarietà nei confronti del popolo libico e di condanna verso le spese militari, anche dei governi occidentali. Luigi Consonni, Orio Castagnoli, Silvestro Capelli, Michele Michelino, Sandro Tansini in silenzio non ci vogliono stare.
«Siamo di fronte a falsi appelli contro la violenza, a favore della transizione pacifica che si levano in questi giorni — dicono gli ex bredini —. Noi diciamo no alle lacrime di coccodrillo versate da politici e industriali, corresponsabili di questa carneficina, della morte di centinaia di persone».
mer
23
feb
2011
La cattiva coscienza dei politici e le mani grondanti di sangue dei padroni italiani
Le centinaia di morti, operai, lavoratori, disoccupati, studenti, casalinghe, nei paesi arabi e in Libia sono il frutto (anche) dei “buoni” rapporti dei governi italiani con i dittatori del mondo arabo che, insieme, hanno fatto affari d’oro.
I soldi provenienti dal petrolio hanno finanziato le spese militari dei paesi amici, Algeria, Egitto, Tunisia, Marocco, Israele e – in particolare – Libia. Gheddafi, dopo essere stato considerato nel 1970 un terrorista, capo di uno “stato canaglia” per aver espulso dal paese le aziende e le compagnie petrolifere americane, ha fatto affari con le industrie italiane: ENI, SNAM, Fiat, Finmeccanica, ecc.
Si calcola che circa il 35/40% del petrolio libico arrivi direttamente in Italia e più del 40% sono le importazioni libiche dall’Italia.
Dal 2004 - per accordi fra il governo Berlusconi e Gheddafi - insieme ad un incremento degli affari sono stati dati alla Libia nuove armi e miliardi di euro per creare una barriera anti-immigrati. Gli immigrati espulsi dall’Italia vengono scaricati sul suolo libico, ripagando profumatamente Gheddafi per il suo sporco lavoro di controllo e detenzione, di gendarme e secondino; il tutto nel tentativo di difendere gli interessi imperialisti Italiani nell’area.
Non possiamo dimenticare comunque che tutti i governi succedutisi negli ultimi decenni, nonostante l’embargo imposto dall’ONU, hanno mantenuto ottimi rapporti di cooperazione militare fornendo alla Libia e ai paesi dell’area armi e istruttori.
Anche la Breda Fucine di Sesto San Giovanni di proprietà del governo italiano fino alla privatizzazione che l’ha portata alla chiusura– tramite la Oto Melara, la Breda Meccanica Bresciana, l’Agusta – ha fornito armi, bombe, cannoni e mitragliatrici per le navi e gli aerei (e le contraeree) che oggi sparano sugli insorti.
Noi operai ci siamo sempre battuti contro le guerre imperialiste. Già nel 1991, allo scoppio della guerra in Iraq, insieme agli operai di altre fabbriche organizzammo dal basso uno sciopero generale contro la guerra che portò in piazza a Milano oltre 20.000 lavoratori.
mar
22
feb
2011
Comunicato e tabelle relative alle morti bianche rilevate in Italia dall’ Osservatorio Sicurezza Sul Lavoro Vega Engineering.
L’anno inizia con 50 croci sul lavoro. Quasi due morti al giorno. E sono il doppio di quelle registrate nello stesso mese dello scorso anno. Il Sud in cima alla graduatoria per numero di vittime con Sicilia e Campania, seguito da Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Ma è la Valle D’Aosta a guidare la classifica delle incidenze delle vittime calcolate sulla popolazione lavorativa. Le province più colpite sono Catania e Napoli seguite da Bologna e Milano. La caduta dall’alto lascia il primo posto delle cause di morte allo schiacciamento avvenuto in seguito alla caduta di oggetti pesanti. Ancora all’agricoltura il primato delle morti.
Questi dati rilevano gli incidenti mortali verificatisi in luogo di lavoro ordinario e quindi sono esclusi quelli in itinere e quelli dovuti alla circolazione stradale.
Annamaria Bacchin
Seguono tabelle
gio
17
feb
2011
“Vidatox® omeopatico”
Cuba regala qualità di vita
Il veleno dello scorpione blu per il trattamento oncologico
di Gioia Minuti per “nuova unità”
Si chiama così: “Vidatox® omeopatico” il prodotto ricavato dal veleno di uno
scorpione blu che esiste solo a Cuba, dove più di cinquantamila pazienti
malati di cancro sono trattati, da molti anni, con la tossina del “Rhopalurus junceus”.
Questo uso si diffuse tra i contadini della zona di Guantánamo, per
combattere alcune malattie degli animali, soprattutto della pelle, perché si
erano accorti che se venivano punti dallo scorpione, straordinariamente
guarivano.
All’inizio c’era molto scetticismo: si parlava di stregoneria o di fantasie.
Questo trattamento non è miracoloso e nemmeno il toccasana di tutti i mali,
ma in moltissimi casi migliora la qualità della vita dei pazienti.
Questo scorpione blu, che appartiene all’endemia di Cuba, viene allevato in
casse di terra con molti insetti che sono il suo cibo. Il veleno si estrae
dopo il primo anno di vita, generalmente ogni 20 giorni per molte volte, e
poi gli scorpioni ritornano nel loro habitat naturale.
mer
16
feb
2011
Resoconto assemblea di sabato 12 febbraio 2011
All’assemblea ha partecipato un medico della Clinica del Lavoro di Milano che ha illustrato agli oltre 150 lavoratori presenti una proposta di collaborazione ad una ricerca che la Clinica sta avviando per lo studio di marcatori prognostici del mesotelioma e possibili interventi farmacologici.
La ricerca, basata su esami del sangue e interventi farmacologici antinfiammatori con valenza protettiva/preventiva, dovrebbe interessare soggetti con pregressa esposizione ad amianto.
La ricerca dovrebbe interessare due gruppi di volontari di circa 40 soggetti ciascuno (esposti ad asbesto e non esposti). I presenti hanno fatto molte domande di chiarimento e considerazioni.
Alla fine abbiamo chiesto che la Clinica del Lavoro ci presenti una proposta scritta sulle modalità e gli obiettivi della ricerca stessa per farla conoscere e valutare, prima di rispondere, alle Associazioni e ai nostri medici di fiducia con cui da anni continuiamo le nostre battaglia.
Sarà premura del nostro Comitato divulgare tale proposta (pubblicandola sul sito e inviandola a tutti i Comitati e Associazioni) appena avremo notizie più precise.
E’ stato poi ribadito il diritto dei familiari ad essere oggetto di sorveglianza sanitaria: sono già pronti i moduli che essi possono sottoscrivere e che inoltreremo quindi all’ASL esattamente come fatto per i lavoratori.
Dopo aver aggiornato l’assemblea sullo stato delle ultime cause legali, è stato quindi eletto il direttivo del Comitato (riconfermato all’unanimità il direttivo uscente), che subito dopo si è riunito come da statuto eleggendo il Presidente (riconfermato quello uscente).
Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio
mar
08
feb
2011
Una assemblea del Comitato
Sabato 12 febbraio 2011 – ore 15,30 ASSEMBLEA
al Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” via Magenta 88, Sesto San Giovanni,
ordine del giorno:
1) Fondo Vittime Amianto; 2) visite Clinica del lavoro; 3) resoconto della riunione dei Comitati e delle Associazioni a Roma; 4) Cause legali; 5) varie.
Visite mediche periodiche per l’amianto.
Ricomincia il nuovo ciclo di visite. Dopo aver ottenuto l’iscrizione nel registro degli esposti amianto, i lavoratori e gli ex lavoratori esposti devono telefonare alla Clinica del Lavoro di Milano in cui hanno fatto le prime visite per prenotare la visita. Come sempre occorre l’impegnativa del medico di famiglia per la visita in quanto esposto amianto, il documento dell’ASL che attesta l’iscrizione nel registro esposti amianto e la vecchia documentazione medica ed eventualmente nuova. Il numero telefonico per prenotare le visite è cambiato rispetto a quello inserito nel documento ricevuto dall’ASL. Bisogna telefonare al pomeriggio dalle 13,30 alle 15,30 al seguente numero: 02.55032615. Per evitare sovraffollamenti che mandano in tilt il centralino con centinaia di telefonate, consigliamo agli associati di usare il criterio di telefonare in modo scaglionato. Ad esempio la prima settimana di febbraio tutti quelli in cui il cognome comincia dalla lettera A alla F; la seconda settimana dalla F alla lettera O, ecc. Per quanto riguarda coloro che effettuano le visite in altre provincie, ad esempio Bergamo, Lecco, ecc. tutto rimane come prima. Eventualmente per chiarimenti si può chiamare il Comitato ai nn. 02.26224099 e 335.7850799).
ven
04
feb
2011
Si è conclusa ieri a Roma la Conferenza Stampa- Convegno all'ex hotel Bologna con la presenza di rappresentanti delle
associazioni, medici, sindacati e giuristi che si occupano del problema amianto.
Alla fine dell'interessante incontro sono state consegnate le circa 11 mila firme raccolte dalle associazioni di tutta Italia a sostegno della petizione per l'immediata calendarizzazione del disegno di legge Casson per la tutela e il riconoscimento di benefici previdenziali in favore per i lavoratori esposti all'amianto".
Sono state prese alcune decisioni:
- Studiare le forme di relazione con i Ministeri interessati al fine di discutere di un'alternativa al regolamento del Fondo Vittime Amianto - verificare l'eventuale possibilita' di ricorso
in giudizio perche' il Fondo sia esteso anche ai cittadini colpiti da malattie da amianto.
- Verificare, chiedendo un'audizione, alla Commissione parlamentare sulle morti bianche, la posizione dell'INAIL, che si presenta diversa secondo i territori, il genere, i settori lavorativi,
in tema di riconoscimento delle malattie da amianto,
- Intervenire nei confronti del Ministero della Salute per accellerare le conclusioni della commissione sulla sorveglianza sanitaria degli ex esposti, sulla ricerca per la cura delle malattie
più' gravi derivanti dall'amianto.
- Organizzare infine il 28 aprile, in occasione della giornata mondiale delle vittime dell'amianto iniziative regionali e territoriali per fare prendere coscienza dei problemi che derivano
dall'esposizione al fine di togliere l'amianto e smaltirlo correttamente, sottoporre a sorveglianza sanitaria gli ex esposti, risarcire tutte le vittime.
Sabato 30 aprile, Manifestazione - Corteo in ricordo dei morti sul lavoro e di lavoro, a Sesto San Giovanni e in tutta Italia: Per rivendicare il rischio zero e per la messa al bando
di tutte la sostanze cancerogene
Erano presenti:
Le associazioni e i sindacati confederali (CGIL, CISL) che hanno partecipato all'incontro-conferenza stampa del 3 febbraio al Senato provenienti da:Venezia, Padova, Milano,Turbigo (MI),
Broni(PV). Sesto San Giovanni, Ferrara, Mantova, Bologna, Savigliano e Mondovi' (CN), Bologna, Larderello, Roma, Napoli, Matera, Alghero
Le senatrici e i senatori: Antezza, Casson, Nerozzi,Scanu
I deputati: Zamparutti.
Comitato per la Difesa della Salute
nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio
mar
01
feb
2011
CONFERMIAMO L'INCONTRO. PRESENTAZIONE DELLE FIRME, DISCUSSIONE SUL
REGOLAMENTO DEL FONDO DELLE VITTIME DELL'AMIANTO, PROPOSTE PER LA
GIORNATA MONDIALE DELLE VITTIME DELL'AMIANTO IL 28 APRILE.
L'INCONTRO SI TERRA' DALLE ORE 12 ALLE ORE 15 PRESSO IL SENATO DELLA
REPUBBLICA - SALA EX HOTEL BOLOGNA VIA DI SANTA CHIARA 5 - ROMA
L'EPIDEMIA DI MALATTIE DA AMIANTO CONTINUA.
LA STORIA DELL'UTILIZZO DELL'AMIANTO RICHIAMA ALLE RESPONSABILITA' DI
CHI HA IMPUNEMENTE ESPOSTO LAVORATORI E CITTADINI
SENZA RISPETTARE LE LEGGI, SENZA INFORMARE GLI ESPOSTI, INQUINANDO IL
TERRITORIO CIRCOSTANTE ALLE FABBRICHE PRODUTTRICI, ALLE MINIERE, ALLE
CAVE DA CUI IL MINERALE E' STATO ESTRATTO.
L'AMIANTO E' STATO MESSO AL BANDO,IN ITALIA, IN EUROPA, NEGLI USA E IN
POCHI ALTRI PAESI, MA ANCORA NEL MONDO SI CONTINUA AD USARLO.
SI CONTANO OGNI ANNO NEL MONDO 100.000 MORTI, UNO OGNI 5 MINUTI PER
LL'ESPOSIZIONE ALL'AMIANTO.
ven
28
gen
2011
Sciopero generale dei metalmeccanici indetto dalla Fiom e sciopero generale indetto dai sindacati di base.
Numerosa adesione e partecipazione allo sciopero e al corteo di Milano dei metalmeccanici. Contro il piano Fiat che vuole annullare i diritti dei lavoratori, contro il tentativo di schiavizzazione degli operai della Confindustria, sostenuti dal governo e dalla maggioranza delle forze politiche di centrodestra e centrosinistra circa 30.000 operai e lavoratori hanno manifestato a Milano. Nella sezione foto alcune fotografie del corteo.
mer
26
gen
2011
Incontro Associazioni – conferenza stampa per il 3 febbraio 2011, ore 12 al Senato della Repubblica
Il coordinamento dei Comitati e delle Associazioni ha raccolto firme su una petizione a sostegno del disegno di legge Casson
“Disposizioni a favore dei lavoratori e dei cittadini esposti ed ex esposti all’amianto e dei loro familiari, nonché delega al Governo per l’adozione del Testo Unico in materia di esposizione all’amianto”. (S. 173 - presentato il 29 aprile 2008).
Il 3 febbraio si consegneranno le firme raccolte.
Recentemente, al seguito di tutta la mobilitazione che ha visto coinvolto le associazioni e diversi parlamentari, il Governo ha finalmente emanato il decreto attuativo del Fondo delle Vittime dell’Amianto di cui alla legge 244/07 (articoli 241-246).
Si è pertanto pensato che sarebbe stato opportuno, d’accordo con altre associazioni, ampliare l’iniziativa aprendola a tutte le associazioni, gli esperti, i sindacati interessati, naturalmente i parlamentari, al fine di fare una discussione generale su “A che punto siamo in tema di amianto” e, in particolare sul Fondo per le Vittime testé emanato.
Pertanto
L’incontro si svolgerà a Roma, nell’ambito del Senato della Repubblica, presso l’ex Hotel Bologna, via Santa Chiara, 5 dalle ore 12 alle ore 15 del 3 febbraio 2010.
mar
18
gen
2011
Emanato il decreto sul Fondo Vittime dell’Amianto, ma la lotta continua.
E’ stato pubblicato il decreto emanato il 13 gennaio 2011 dai Ministri del Lavoro e dell’Economia che riporta le norme che regolano la legge istitutiva del Fondo per le Vittime dell’Amianto (Legge 24 Dicembre 2007, n. 244, pubblicata nella G.U. n. 300 del 28-12-2007 n. 244 art.1, commi 241-246).
La legge aveva stabilito che “il finanziamento del Fondo è a carico, per un quarto, delle imprese e, per tre quarti, del bilancio dello Stato. L’onere a carico dello Stato è determinato in 30 milioni di euro per gli anni 2008 e 2009 e 22 milioni di euro a decorrere dall’anno 2010. Agli oneri a carico delle imprese si provvede con una addizionale sui premi assicurativi relativi ai settori delle attività lavorative comportanti esposizione all’amianto”. Finora questi soldi sono stati congelati perché il decreto, che sarebbe dovuto essere emanato a 90 giorni dalla sua promulgazione, arriva dopo 3 anni solo grazie alle dure lotte dei lavoratori, dei Comitati e delle Associazioni delle vittime dell’amianto che - dopo ripetute manifestazioni davanti alla Camera dei Deputati e del Senato - hanno portato la loro protesta anche in incontri con il Presidente della Repubblica e il Presidente della Camera.
Tuttavia, entrando nel merito del decreto, dobbiamo dire che non siamo affatto soddisfatti. Il decreto accoglie solo in parte gli obiettivi che le organizzazioni delle vittime dell’amianto avevano richiesto.
1) Per il governo hanno diritto al Fondo solo ”i titolari di rendita…che hanno contratto patologie asbesto correlate per esposizione all’amianto e alla fibra fiberfrax riconosciute dall’INAIL”. Niente invece per gli altri. Coloro che sono stati esposti all’inquinamento ambientale non lavorativo, ma che non sono stati riconosciuti dall’INAIL (come i famigliari dei lavoratori esposti o i cittadini che vivendo vicino a fonti di contaminazione, hanno contratto una malattia asbesto-correlata), anche se sono stati avvelenati dalla fibra killer, secondo il decreto attuativo non hanno alcun diritto.
lun
17
gen
2011
Il fondo per le vittime amianto?
Lo aspettavamo da tre anni
Michele Michelino annuncia la firma per il Fondo nazionale vittime dell'amianto: sono passati tre anni dall'inizio di questa battaglia: ora il Comitato propone il censimento delle aree da bonificare.
Sesto San Giovanni, 16 gennaio 2011 – L’incontro con il presidente della Repubblica Napolitano, quello con il presidente della Camera Fini e la proposta di legge a nome dell’onorevole Domenico Scilipoti dell’Idv. Dopo tre anni di lotta, come ama definirla Michele Michelino, i lavoratori e le associazioni delle vittime dell’amianto ottengono una prima importante vittoria.
«È stato finalmente firmato dai ministri Sacconi e Tremonti il regolamento per il Fondo nazionale vittime dell’amianto — annuncia soddisfatto il portavoce del Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e del territorio — Aspettavamo questa firma da tre anni». Erano passati oltre 36 mesi, infatti, dal termine fissato dal Parlamento per l’emanazione del regolamento. Previsto dalla Finanziaria 2007 che aveva stanziato 50 milioni, mancava ancora il decreto attuativo che sarebbe dovuto essere emanato entro 90 giorni dall’approvazione. «Non conosciamo il testo definitivo — spiega Michelino — Insieme a tutte le associazioni lo valuteremo e decideremo come andare avanti per ottenere giustizia».
Tra le proposte del Comitato di via Magenta e degli altri gruppi, ci sono infatti «un censimento delle zone a rischio, la completa bonifica dell’amianto, la riduzione del rischio verso lo zero e la messa al bando di tutte le sostanze cancerogene». Oltre alla riapertura dei termini delle domande per chi è stato esposto alle fibre del minerale killer, e alla richiesta che l’inadempimento delle norme di tutela delle condizioni di lavoro costituisca una circostanza aggravante comune del reato. Ormai, solo tra gli ex bredini le vittime sono salite quasi a cento.
La lista nera è iniziata nel 1992 con il primo morto d’amianto: Franco Camporeale, mancato a 45 anni. La cifra non è però completa, come precisa Michelino, perché oltre agli operai sono scomparsi anche molti familiari. Proprio per questo il Comitato vorrebbe chiedere all’Asl di estendere i controlli sanitari anche alle persone più vicine agli ex lavoratori. «Sono molte le moglie ammalate che hanno respirato l’amianto e le altre sostanze cancerogene solo per aver lavato le tute blu dei mariti».
di Laura Lana
Da IL GIORNO del 16 gennaio 2011
ven
14
gen
2011
La lotta dei lavoratori, dei Comitati e delle associazioni delle vittime dell’amianto ottiene un importante risultato.
Sacconi e Tremonti firmano il regolamento sul “Fondo per le vittime dell'amianto”.
“Finalmente il governo e il ministro Sacconi hanno firmato il regolamento per il Fondo per le vittime dell’amianto”. L’ha detto il sen. Felice Casson, vicepresidente del gruppo Pd, intervenendo in aula nel corso della discussione sugli infortuni sul lavoro.
“Il 7 dicembre scorso –ha aggiunto - il Senato aveva invitato all’unanimità per la terza volta il ministro del lavoro e il governo a intervenire il più rapidamente possibile nell'emanazione del regolamento per avviare il Fondo a favore delle vittime dell'amianto. Il ministro Sacconi si era impegnato personalmente affermando che nel giro di pochissimi giorni tale regolamento sarebbe stato emanato e sarebbe stato reso operativo in breve tempo, ma da allora non se ne erano avute più notizie”.
Nuovamente sollecitato dal Senatore Casson, il ministro Sacconi ha finalmente fatto sapere che il regolamento è stato firmato. D’altra parte, erano passati quasi due anni dal termine fissato dal Parlamento per l'emanazione del regolamento ed era necessario dare una risposta alle decine di migliaia i lavoratori in tutta Italia aspettavano notizie in proposito”.
Non conosciamo ancora il testo definitivo e insieme a tutte le associazioni lo valuteremo e decideremo insieme come continuare la lotta per ottenere giustizia per tutte le vittime.
La nostra lotta per la completa bonifica dell’amianto, il rischio zero e la messa al bando di tutte le sostanze cancerogene continua.
Pubblichiamo l’interpellanza del Senatore Casson e la risposta del ministro.
gio
13
gen
2011
LA STRAGE NASCOSTA DELL'AMIANTO. DICIANNOVE MORTI ALL'ENEL
di Fasano Giusi
________________________________________
Dattilo Fedeli era un autista, guidava pullman. Per 35 anni ha portato avanti e indietro gli operai della Val di Cecina, casa-lavoro e ritorno. Centinaia e centinaia di tute blu accompagnate per tutta una vita nel più grande impianto geotermico d'Italia, quello di Larderello, un tempo della «Larderello Spa» e dal 1963 dell'Enel (oggi Enel Green Power).1119 aprile del 2009 Danilo Fedeli è morto. Aveva 68 anni e un male che non perdona mai: mesotelioma pleurico, cioè un tumore che si sviluppa attorno alle fibre di amianto nei polmoni. Non c'è stato bisogno che lavorasse ogni santo giorno a contatto diretto con l'amianto. A lui è bastato avere a che fare con gli operai che caricava sul pullman da mattina a sera Ecco. Ci sono tante storie come questa nelle carte che la procura generale di Firenze ha messo assieme in un anno di lavoro. Ci sono quantomeno le vite di 19 lavoratori morti a causa dell'amianto da quando a Larderello è entrata in scena l'EneL Di questi, dieci sono deceduti troppo in là neI tempo quindi nel loro caso sarebbe prescritto il reato di omicidio colposo ipotizzato, invece, per gli altri nove casi (per ora nessun indaga- II presidente dell'Osservatorio Mi sono ammalato, è terribile vivere con l'ansia addosso).
lun
10
gen
2011
di TIZIANA DE GIORGIO
Le 136 tonnellate di amianto sono ancora tutte lì, a fasciare fino all'ottavo piano le quattro palazzine dell'Aler di via Russoli. Le vittime della fibra fuori legge, nel frattempo, continuano a
crescere all'interno delle case: dopo gli otto morti di tumore al polmone nel giro di pochissimo tempo, l'ultimo mesotelioma è stato ora diagnosticato a una signora che abita al numero 18,
facendo salire a nove il bilancio di 20 anni di esposizione. Ma dopo più di un anno dall'annuncio della partenza dei lavori di bonifica, lì non è cambiato nulla. "Ci avevano promesso che
avrebbero iniziato a liberarci dall'amianto la primavera scorsa - dicono gli abitanti - siamo a gennaio e tutto è esattamente come prima. E noi continuiamo ad ammalarci".
I quattro edifici a due passi dallo Iulm, quando sono stati costruiti negli anni 70, sono stati letteralmente imbottiti del materiale killer. L'amianto è stato utilizzato non solo per condotti di
aerazione degli ascensori, ma soprattutto per le coperture degli edifici: enormi pannelli bianchi che rivestono l'intero profilo delle palazzine. Una convivenza durata due decenni senza che gli
abitanti ne sapessero nulla. Nel 2008, però, l'allarme di uno dei medici di base della zona, Giuseppe Fagone, che si è accorto di un'anomalia fra i suoi pazienti: fra chi abitava ai numeri pari
di via Russoli, ovvero nelle palazzine dell'Aler, il numero dei decessi per cancro ai polmoni aumentava in maniera che non aveva nulla a che vedere con chi abitava ai numeri dispari, senza
amianto.
dom
19
dic
2010
L’amianto (o asbesto), minerale di origine naturale, costituito da microfibrille, ha prerogative chimico-fisiche che l’hanno reso utile ed utiizzabile gia’ dai tempi antichi. Dati storici ci parlano del suo uso nel Medio Evo e nei tempi moderni, ingigantito a seguito della rivoluzione industriale. Nel 1901, Ludwig Hatschek brevetta il cemento-amianto, chiamandolo eternit, che diventa subito popolare, nel 1911 la produzione di lastre e tegole raggiunge i massimi livelli. Nel 1915 vengono prodotte le fioriere in eternit. Nel 1928 inizia la produzione di tubi in fibrocemento, che fino agli anni settanta sono stati la base della costruzione di acquedotti. Nel 1933 fanno la loro comparsa le lastre ondulate, in seguito usate spesso per tetti e capannoni. Negli anni '40 e ‘50 l'eternit trova impiego in parecchi oggetti di uso quotidiano, tra cui la sedia da spiaggia di Willy Guhl, dal 1963 l'eternit può essere prodotto in varie colorazioni. Poiche’ le fibrille sono patogene, la loro dispersione nei giacimenti durante le attivita’ minerarie, nelle successive lavorazioni produttive, poi nell’impiego dei manufatti, infine nello smaltimento di essi al termine della vita d’uso, provoca serie alterazioni della salute. Questa scoperta risale all’inizio del XX secolo, ma da subito si e’ verificato un tiro-alla-fune tra i produttori del minerale ed i primi testimoni della patologia: i sanitari. Le vittime, sia i lavoratori, sia la gente comune, sono stati gli ultimi ad essere informati. Infine, nei primi anni ’90, l’uso dell’amianto e’ stato bandito in diversi paesi, ciononostante molti altri continuano ad estrarlo ed a commerciarlo. Soprattutto l’ambiente di molti paesi, industrializzati o in via di sviluppo, ospita tuttora manufatti in disuso o fabbriche dismesse, con grave rischio per la salute della gente.
gio
16
dic
2010
OSSERVATORIO SICUREZZA SUL LAVORO VEGA ENGINEERING
MORTI BIANCHE IN EDILIZIA
SONO 135 LE VITTIME DEL SETTORE DELLE COSTRUZIONI RILEVATE DA GENNAIO A FINE NOVEMBRE DALL’OSSERVATORIO SICUREZZA SUL LAVORO DI VEGA ENGINEERING. LA CAMPANIA LA REGIONE PIU’ COLPITA CON 18 DECESSI, SEGUITA DA Lazio e Lombardia (14), da Veneto ed Emilia Romagna (12). e dalla Sicilia (11).. SEI INCIDENTI MORTALI SU DIECI SONO PROVOCATI DA UNA CADUTA DALL’ALTO. E VEGA ENGINEERING LANCIA L’ALLARME: “IL PRESSAPOCHISMO SUL FRONTE DELLA SICUREZZA UCCIDE I LAVORATORI”.
Vengono esposti quotidianamente a rischi mortali senza imbragature nè protetti da parapetti. Molto spesso non indossano gli elmetti e le scarpe antinfortunistiche. Questa è molto spesso la prassi lavorativa per chi opera nell’edilizia. Ed ecco che sei decessi su dieci sono dovuti proprio ad una caduta dall’alto. Intanto, dall’inizio dell’anno a fine novembre, i morti nel settore sono stati 135 (il 28 per cento di tutte le morti bianche del Paese).
lun
13
dic
2010
Sabato 18 dicembre 2010 – ore 15,30
Incontro
presso il Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” via Magenta 88, Sesto San Giovanni, con il dott. Giancarlo Ugazio, già professore ordinario di “Patologia Generale” all’università di Torino, medico e nostro consulente esperto di sostanze cancerogene, che risponderà ai quesiti illustranti i risultati di nuove ricerche sui tumori prodotti dall’amianto.
Alle ore 19,30 CENA di AUTOFINANZIAMENTO DEL COMITATO
(prenotazione ai numeri 02.26224099 e 3357850799).
gio
02
dic
2010
Di lavoro si muore ogni giorno nelle fabbriche, nei cantieri, nelle campagne. I responsabili degli assassinii dei lavoratori, protetti da leggi che mettono il profitto prima della vita umana, continuano a rimanere impuniti, cavandosela al massimo con un risarcimento economico.
Grande scalpore suscitò nel paese la tragedia che il 4 novembre colpì 7 operai investiti da uno scoppio e bruciati alla Eureco di Paderno Dugnano. 5 di loro riportarono gravissime ustioni su tutto il corpo. I lavoratori, tutti dipendenti di una cooperativa specializzata nel trattamento e stoccaggio di rifiuti, finirono su tutti i giornali, furono oggetto di dotte analisi dei soliti addetti ai lavori e delle lacrime di coccodrillo di circostanza di governo e Confindustria, che sempre si sprecano in queste occasioni .
A distanza di molti giorni da questo gravissimo fatto, come succede sempre, 2 di loro, 2 esseri umani, sono morti uno dopo l’altro nel più assoluto silenzio dei media, e la notizia riportata solo da alcuni quotidiani in brevi notizie
ven
26
nov
2010
Augusto Contini è uno dei 700 operai della “OM” ancora vivi convocati per l`inchiesta della procura. "Così l' amianto usato alla Fiat mi ha intossicato i polmoni". Dopo 28 anni in fabbrica respiro solo con l'ossigeno " Spero che la magistratura faccia luce". Ma forse «quando succederà, io non ci sarò più». Augusto Contini, 77 anni, parla con affanno. «Ho i polmoni pieni d`amianto e senza ossigeno non respiro». E una delle vittime dell`amianto alla “OM” Fiat di via Pompeo Leoni, a Milano, l`ex fabbrica su cui la procura ha avviato una monumentale inchiesta: sul tavolo del pm Maurizio Ascione c`è un elenco di settecento lavoratori, acquisito dalla Asl, da sentire come testimoni.
mer
24
nov
2010
L'INCHIESTA (la repubblica, 23 novembre 2010)
Amianto, dalle officine all'informatica
la minaccia chiede ora il conto alla città
Ogni anno 30 nuovi casi di mesotelioma, E l''Asl lancia l'allarme: "Il fenomeno è in crescita"
Il problema ha colpito tutte le grandi imprese: in particolare quelle che operavano col calore
di DAVIDE CARLUCCI
A febbraio la Milano che ha dato lavoro a migliaia di persone avrà due occasioni per farsi un
esame di coscienza. Due udienze preliminari su due vicende diverse, ma entrambe emblematiche della strage silenziosa e discreta che l'amianto ha seminato in città. Una riguarda la ex Pirelli di
viale Sarca: quarantuno vittime, di cui diciotto deceduti. E undici ex dirigenti indagati. Pochi giorni fa la Asl ha depositato l'ultimo rapporto di una serie, nel quale vengono riassunte tutte
le relazioni che potrebbero inchiodare l'azienda. Si aggiungerà alle migliaia di pagine di atti che il gup Luigi Varanelli dovrà studiarsi per decidere se istruire o meno il processo.
mar
23
nov
2010
Una maxi indagine sull'amianto killer
la Procura convoca 700 operai dell'ex Om
Al via la più grande operazione verità sulla fabbrica milanese che ha contato fino a oggi 14
vittime
L'azienda è stata chiusa nel 1990: al suo posto è sorto in questi anni un quartiere residenziale
di DAVIDE CARLUCCI
Settecento operai da sentire come testimoni. Si profila come la più grande "operazione verità" sull’amianto a
Milano quella che la procura ha avviato da qualche giorno nell’inchiesta per omicidio colposo e lesioni colpose gravissime alla ex Om Fiat, l’azienda che produceva carrelli elevatori in via
Pompeo Leoni, un’area oggi trasformata in parco e quartiere residenziale dopo un progetto di riqualificazione urbana del Comune.
Il prato verde e le case nuove di zecca nascondono, ma non cancellano, le ferite che l’industria ha inferto alla Milano operaia. Il fascicolo aperto dal sostituto procuratore Maurizio Ascione
conta già venti parti lese: quattordici operai morti e sei malati gravi di mesotelioma pleurico. Il numero cresce man mano che si diffonde tra gli ex lavoratori il passaparola sugli accertamenti
in corso.
dom
21
nov
2010
a milano causa 300 morti all'anno per mesotelioma, asbestosi e carcinoma polmonare
Amianto, il killer invisibile
Nelle case dell'Aler e del Comune vivono 2500 famiglie esposte particolarmente al rischio. Che riguarda tutti
MILANO - Trecento morti all’anno, 10mila famiglie «esposte» al rischio di mesotelioma pleurico, asbestosi e carcinoma polmonare. Sono i numeri prodotti da un assassino silenzioso di nome amianto nel solo capoluogo lombardo. Il pericolosissimo minerale, bandito dal 1992 in Italia, è presente, in particolar modo, nelle case di proprietà del Comune (1504) e dell’Aler (1000). In tutto 2500 famiglie esposte al rischio di cancro ai polmoni, all’intestino, alla laringe e allo stomaco. Il caso più grave è quello di via Russoli, a pochi passi dallo IULM, dove 200 famiglie vivono in 4 palazzoni di otto piani, di proprietà dell’Aler, completamente rivestiti in amianto. I dati degli ultimi 6 anni parlano di otto decessi imputabili al «killer invisibile» ma, nonostante ciò, Palazzo Marino continua a rimandare i lavori di smaltimento e messa in sicurezza. Nel frattempo i lastroni velenosi, lasciati alle intemperie da circa 30 anni senza manutenzione, cominciano a gonfiarsi, sbriciolarsi e cadere. Proprio accanto alle finestre da cui i condomini dovrebbero ricevere una boccata di aria fresca.
ven
19
nov
2010
A 30 mesi dall’istituzione del fondo per le vittime dell’amianto ai lavoratori e cittadini colpiti dalle fibre killer, al danno continua ad aggiungersi la beffa. Nascondendosi dietro la copertura finanziaria il governo continua a negare i diritti alle vittime.
Contro la disparità di trattamento riservato alle vittime dell’amianto, le associazioni a difesa delle vittime dell'amianto (Associazione vittime amianto nazionale italiana, il Comitato per la Difesa della Salute nei luoghi di lavoro e nel territorio, l'Associazione Contramianto ed altri rischi Onlus, l'Osservatorio nazionale amianto e l'Associazione Esposti Amianto Friuli-Venezia Giulia), in data 19 marzo 2010, hanno inoltrato un ricorso alla Commissione europea contro la norma di cui all'art. 6, comma 9-bis, che proroga i termini per le domande riguardanti i “risarcimenti pensionistici” fino al 30 giugno 2010, proroga limitata solo a pochi lavoratori, mentre per gli altri i termini rimangono fermi al 15 giugno 2005.
ven
12
nov
2010
A FIANCO DEI CITTADINI DE L’AQUILA CONTRO IL GOVERNO, GLI AFFARISTI E GLI SPECULATORI
Il territorio italiano, devastato e saccheggiato dal cemento e da imprenditori alla ricerca solo del massimo profitto, continua a crollare provocando tragedie e vittime in fretta dimenticate.
Verità, giustizia, messa in sicurezza del territorio, ricostruzione, condizioni di vita decenti, obiettivi per cui si battono le popolazioni colpite, rimangono parole vuote in bocca ai governanti e ai responsabili di queste stragi, che le usano solo quando devono apparire in televisione o sui giornali.
Ai morti sul lavoro e di lavoro di cui l’Italia gode in Europa del triste e non invidiabile primato, si aggiungono i morti causati dalle cosiddette “catastrofi naturali” che di naturale non hanno niente.
Sempre più spesso chi protesta per affermare i propri diritti viene manganellato, denunciato, arrestato dalle forze dell’ordine, diventate in molti casi “forze del disordine”, pretoriani al servizio del governo che rappresenta sempre più solo una parte del paese, quella che difende gli interessi degli sfruttatori , degli speculatori e degli affaristi di ogni risma.
mar
09
nov
2010
Articolo del quotidiano IL GIORNO
ven
05
nov
2010
LA SICUREZZA SUL LAVORO NON PUO' ESSERE A DISCREZIONE.
GLI OPERAI NON SONO CARNE DA MACELLO
Ogni giorno si muore sul lavoro e di lavoro, e continua inarrestabile la mattanza operaia. Ieri 4 novembre e stata una giornata di fuoco. Due lavoratori sono morti sul lavoro, un
operaio schiacciato da una gru e un contadino sotto il trattore. Sempre ieri 7 operai (5 italiani e due immigrati), dipendenti di una cooperativa che stavano lavorando in
un'azienda alle porte di Milano, la Eureco di Paderno Dugnano, specializzata nel trattamento e stoccaggio di rifiuti sono stati investiti dalle fiamme e cinque di loro versano
in condizioni particolarmente gravi.
gio
04
nov
2010
Obbligo vigilanza per tutti componenti consiglio amministrazione
04 novembre, 18:57
ROMA - La Cassazione mette fine allo 'scaricabarile' delle responsabilità per la mancata predisposizione delle misure di sicurezza nelle fabbriche e nei posti di lavoro e afferma che, in caso di violazione della normativa sulla sicurezza, ne risponde l'intero Consiglio di amministrazione, nessuno escluso.
E il principio - pronunciato con riferimento alla responsabilità dei vertici 'Montefibre' dello stabilimento piemontese di Verbania, dove undici operai sono morti per aver inalato amianto - vale anche nel caso in cui le deleghe sulla salute e l'igiene, negli stabilimenti o negli uffici, siano state affidate a un singolo componente.
MORTI DA AMIANTO, SINDACATO SEMPRE PARTE LESA - Quando i morti in uno stesso posto di lavoro sono tanti e si susseguono negli anni, il datore di lavoro responsabile del mancato rispetto delle misure di sicurezza, deve risarcire economicamente anche il sindacato e gli enti di fatto che si occupano di tutelare i diritti e la salute dei lavoratori. Lo ha stabilito la Cassazione - nella sentenza 38991 depositata oggi - confermando il diritto al risarcimento per la 'Camera del lavoro' della Cgil di Verbania e per 'Medicina democratica', costituitesi parte civile nel processo a 'Montefibre' e a 14 dirigenti dello stabilimento di Verbania dove 11 operai sono morti per l'amianto.
http://ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/11/04/visualizza_new.html_1704947280.html
mer
03
nov
2010
Pubblichiamo uno scritto che ci è pervenuto.
MORTI BIANCHE IN AGRICOLTURA: 146 LE VITTIME REGISTRATE DA GENNAIO A SETTEMBRE 2010.
IL TRATTORE KILLER COLPISCE QUASI QUOTIDIANAMENTE (52 PER CENTO DELLE MORTI NEI CAMPI). LOMBARDIA, VENETO, TRENTINO E PUGLIA IN CIMA ALLA GRADUATORIA. COSI’ VEGA ENGINEERING COSTRUISCE LA MAPPATURA DELL’EMERGENZA CON CAUSE, LUOGHI E FASCE D’ETÀ.
E’ ancora il settore che colpisce più duramente la vita dei lavoratori. Gli errori e le morti potrebbero essere evitati, eppure il bollettino nero in agricoltura continua con 146 decessi registrati sui campi nei primi nove mesi dell’anno. Il 35 per cento circa di tutte le morti bianche rilevate nel Paese.
lun
01
nov
2010
gio
28
ott
2010
Morti per amianto
Si allunga la lista nera
Si allunga la lista nera delle morti per amianto nell'ex Breda: a breve potrebbero aprirsi nuovi procedimenti penali. Michele Michelino, che guida il Comitato di protesta, fa il tragico bilancio: "Quota 100 scomparsi"
Amianto
Sesto San Giovanni, 28 ottobre 2010 – Da una parte i controlli sanitari, dall’altra i procedimenti che si potrebbero aprire a breve. In mezzo un altro ex bredino scomparso nei giorni scorsi, che fa allungare quella lista nera iniziata nel 1992 con il primo morto d’amianto: Franco Camporeale, mancato a 45 anni. Michele Michelino, portavoce del Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e del territorio, è davvero stanco di continuare a fare la conta dei compagni che non ci sono più.
«Ormai siamo arrivati a quota cento persone scomparse. Ogni anno siamo sempre meno». I vivi, intanto, proprio in questi giorni stanno continuando la sorveglianza sanitaria: esami e controlli presso la clinica del lavoro a Milano. «Il nostro gruppo è diventato un punto di riferimento non solo per gli ex operai della Breda, ma anche per quelli di altri stabilimenti, come l’Ansaldo o la Marelli — spiega Michelino —. Stiamo discutendo in questi giorni, perché vogliamo portare una proposta all’Asl per chiedere di estendere i controlli sanitari anche ai familiari più stretti dei lavoratori. Sono molte, infatti, le moglie ammalate, che hanno respirato l’amianto e le altre sostanze cancerogene solo per aver lavato le tute blu dei mariti».
Al centro del Comitato sestese in via Magenta, che raccoglie quasi 500 tesserati, vanno intanto avanti le iniziative di prevenzione primaria, realizzate con la collaborazione di Giancarlo Ugazio, medico, professore all’Università degli Studi di Torino e fondatore del Gruppo di ricerca per la prevenzione della patologia ambientale. Insieme alle altre associazioni sparse sul territorio nazionale, il Comitato continua poi a chiedere l’attivazione del Fondo Vittime d’Amianto, previsto dalla finanziaria 2007 ma ancora sguarnito di decreto attuativo. «Dovevano farlo in 90 giorni, sono passati tre anni e ancora aspettiamo — chiosa Michelino —. È una vergogna, perché si sta parlando della salute sui luoghi di lavoro. Erano stati messi a disposizione 50 milioni di euro, ma quei fondi sono tutti bloccati».
Sul fronte penale, invece, potrebbero aprirsi a breve dei procedimenti che vedono protagonisti due ex bredini ancora viventi. Entrambi ex saldatori sotto i sessant’anni - lavoravano uno al reparto Forgia e l’altro al reparto Aste leggere - l’Inail ha riconosciuto loro la malattia dovuta all’esposizione all’amianto. Il primo è stato operato per un carcinoma polmonare, l’altro invece è affetto da morbo di Parkinson dovuto al manganese. «C’è un’inchiesta ancora in corso. Il Gip ha chiesto un supplemento di indagine, ma crediamo che si andrà a processo» commenta il portavoce sestese. Un mese fa cinque deputati avevano interrogato il ministro del Lavoro per avere notizie sui processi Breda e su quelli che hanno al centro altre fabbriche italiane. «Non c’è stata ancora nessuna risposta. Ovviamente restiamo in ascolto anche noi».
di Laura Lana
mer
27
ott
2010
Contro i morti sul lavoro e di lavoro
Per il diritto:
- Al lavoro e al reddito, attraverso la tassazione dei grandi patrimoni, il taglio delle spese militari, la lotta all’evasione fiscale
- Al lavoro stabile per i precari
- Alla casa, alla sanità, all’istruzione
Contro: tutti gli sfruttatori per i diritti e la dignità
Per
- L’asilo ai rifugiati in fuga dalle guerre, dalla fame e dalle dittature
- Permesso di soggiorno per chi denuncia il lavoro in nero e a colf e badanti per la “sanatoria truffa”
- Allungamento della durata del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro
- La chiusura dei centri di identificazione ed espulsione
- La cittadinanza per chi è nato in Italia e il diritto di voto per gli immigrati che vi risiedono da 5 anni
L’ unità e la solidarietà sono la nostra forza.
dom
24
ott
2010
Con i lavoratori licenziati dalla Cooperativa Il Papavero di Cerro al Lambro.
Con i proletari di qualunque paese che sono un’unica classe con gli stessi interessi.
La solidarietà e l’unità di classe sono la nostra forza.
Cari compagni,
il nostro Comitato – e il Centro di Iniziativa Proletaria -da decenni impegnati nella lotta contro lo sfruttamento in fabbrica e nella società e nella solidarietà di classe internazionale, ha deciso di sostenere la vostra lotta con un modesto contributo economico di 150 euro.
Col pretesto della crisi economica, i padroni espellono dalle fabbriche con i licenziamenti e la cassa integrazione centinaia di migliaia di lavoratori, e spesso i primi sono i lavoratori che lottano per difendere i loro diritti. Anche diversi nostri compagni sono stati licenziati e mandati ad ingrossare l’esercito dei disoccupati.
La vostra lotta è quindi la nostra e siamo solidali con voi lavoratori licenziati dalla cooperativa Papavero (GLS Italy), che in seguito alle lotte ed agli scioperi dello scorso inverno non vi siete arresi e continuate la lotta.
I lavoratori da soli sono in balia dei padroni, uniti e solidali possono allargare il fronte di lotta a tutti i proletari che hanno gli stessi interessi.
La solidarietà è l’arma vincente che consente di resistere e, in certe circostanze, di vincere. La cassa di resistenza, per sostenere nell’immediato i lavoratori licenziati , è il primo passo.
Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio"
di Sesto San Giovanni,
Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli”
Sesto S.Giovanni, 23 ottobre 2010
gio
21
ott
2010
lun
11
ott
2010
Egregio Sig. Yuri Maderloni
direttore responsabile di Nuova Sesto
Prendiamo atto con rammarico che il vostro giornale, dopo aver pubblicato nella rubrica “lettere alla redazione” del 9 luglio scorso una rettifica in merito all’articolo ”Amianto: gli ex Breda al maxiprocesso Eternit”, a firma del direttore responsabile Yuri Maderloni e di Matteo Del Fabbro, ora si rifiuta di pubblicare la replica degli operai. In quella lettera, alcuni ex delegati del Consiglio di Fabbrica Breda dell’epoca- nascondendosi dietro l’anonimato - criticavano a mezzo dei suddetti giornalisti il nostro Comitato. Ora il giornale rifiuta di pubblicare una replica firmata di proprio pugno, con nome e cognome, da 41 operai ex Breda Fucine in cui si risponde punto per punto alle loro argomentazioni, non condividendo le argomentazioni e le critiche poste e venendo meno a qualsiasi regola democratica.
Il vostro giornale, che scrive spesso a difesa della democrazia e si vanta di appartenere ad un’area progressista, si comporta nello stesso modo dei padroni del vapore di area conservatrice. Ormai sembra che, a destra come a sinistra, la democrazia sia una parola vuota che vale solo se si pensa come vuole il padrone del vapore di turno, altrimenti “democraticamente” si censurano le posizioni scomode.
lun
11
ott
2010
Spettabili
Ex Operai Breda,
Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio,
Vi ringrazio per l'attenzione che sempre mostrate verso Nuovasesto e rinnovando i ringraziamenti per le vostre precisazioni, al tempo stesso volevo informarvi che, dopo meditata riflessione, ho
ritenuto opportuno comunicarvi che non sarà possibile pubblicare la vostra lunga lettera.
Al tempo stesso, credo che giunti a questo punto delle vicende legate alla gestione della salute in Breda, sia più opportuno organizzare una tavola rotonda dedicata a questo tema a cui possano
partecipare tutti gli attori protagonisti allora ed oggi, affinché si possa chiarire in modo univoco come sia evoluta la situazione dagli anni settanta ad oggi.
Sono certo che un confronto siffatto possa dare a tutti i presenti la possibilità di comprendere e conoscere un problema ancora oggi presente nella vita di molte persone, un contributo di
chiarezza che non potrebbero cenrto ottenere mille continue precisazioni, che andrebbero sempre più a strigere su particolari facendo perdere il senso generale della questione.
Nella speranza di vedervi sostenitori di un'iniziativa come questa, vi ringrazio per l'attenzione mostrata e resto in attesa di un vostro cortese riscontro.
cordiali saluti
yuri maderloni via mail il 7 ottobre 2010
dom
10
ott
2010
poco prima dell'assemblea
lun
04
ott
2010
gio
30
set
2010
L’AVVELENAMENTO DEL TERRITORIO, GLI INFORTUNI E LE MORTI SUL LAVORO E DI LAVORO HANNO RESPONSABILITÀ PRECISE.
NON SONO MAI UNA FATALITÀ MA OMICIDI
Il nostro paese sta diventando un luogo di conquista per tutti coloro che fanno soldi sulla pelle degli esseri umani. Interi territori sono rovinati e avvelenati dall’inquinamento e l’interesse di pochi provoca gravi conseguenze sulla popolazione. Come lo scempio del territorio, anche gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali sono quasi sempre il risultato di una intensificazione dello sfruttamento, di ritmi di lavoro inumani che provocano condizioni di vita e di lavoro insicuro in ambienti insalubri, a contatto con sostanze nocive e cancerogene senza adeguate protezioni per i lavoratori.
gio
23
set
2010
25 Settembre 2010 ore 9,00
Sala ARCI Bellaria, Via Bellaria 7
San Lazzaro di Savena (BO)
-
Intervengono:
Comune di San Lazzaro di Savena
Dott. Vito Totire AEA rs
Michele Michelino e Daniela Trollio ComitatoperlaDifesadellaSaluteneiLuoghidiLavoroenelTerritorioSestoSan Giovanni
Silvio Mingrino A.V.A.N.I.
Dott. Massimo Vignoli ClinicaVeterinariadell'Orologio-CentroOncologicoVeterinarioSassoMarconi(BO)
Dott. Fabio Paterniti Comitato parmense per la chiusura delle cave di ofioliti
Tore Garau AIEA
Edoardo Bai di Legambiente Lombardia
Mariella Megna Cittadini contro l’amianto
Salvatore Nania Comitato permanente ex esposti Amianto e Ambiente
Aurelio Pischianz e Nicolò Di Stefano AEA FVG
Luciano Orio ComitatoperlaDifesadellaSaluteneiLuoghidiLavoroenelTerritoriodiTezzesulBrentaeBassanodelGrappa
Alberto Alberti ONA Emilia Romagna
Ignazio Barbuto Federazione Intesa
Luciano Carleo Contramianto e altri rischi onlus
Per informazioni relazioni esterne:
Luciano Carleo cell.3288228177
e-mail contramianto@libero.it
ven
17
set
2010
Spettabile Redazione “Nuova Sesto”
Sul n. 13 del 9 luglio 2010 il vostro giornale pubblica una “rettifica” a firma del Direttore Responsabile Yuri Maderloni e di Matteo Del Fabbro (autore del pezzo pubblicato su Nuova sesto n. 3 del 19 febbraio 2010 col titolo “Amianto, gli ex Breda al maxiprocesso Eternit”), in cui si segnalano alcune imprecisioni e si riportano precisazioni da parte di alcuni membri, non identificabili, del Consiglio di Fabbrica Breda relativi a quegli anni.
mar
14
set
2010
Da La Repubblica del 13 settembre 2010
INQUINAMENTO
Amianto, indagini su 60 morti
cresce la Spoon River del lavoro
Dalla Breda all’Om, si moltiplicano le inchieste. Verifiche anche all’Ibm per una vittima del mesotelioma
di DAVIDE CARLUCCI
L'ultimo a finire nel registro degli indagati, con l'accusa di "omicidio colposo" è il cavaliere del lavoro
Renato Riverso. Il settantaquattrenne ex presidente di Alitalia, Fintecna e altre società deve rispondere della morte di Eraldo Pagella, un suo dipendente che lavorava alla Ibm di Segrate, di cui
Riverso è stato presidente del consiglio d'amministrazione tra il 1982 e il 1984. Pagella avrebbe inalato fibre d'amianto in locali che si penserebbero insospettabili: la reception, la mensa, i
locali tecnici, gli uffici, interamente imbottiti di amosite, sostanza che gli avrebbe provocato la morte per mesotelioma nell'agosto del 2006.
ven
03
set
2010
Mentre il livello di disoccupazione ha raggiunto cifre record, a luglio l’occupazione e’ diminuita di 172 mila unita’ rispetto a luglio 2009 (-0,7%). Lo rileva l’Istat sottolineando che - rispetto a giugno - si e’ registrato un calo di 18 mila unita’ (-0,1%), aumenta in maniera consistente il numero degli inattivi nel complesso (+76.000 unita’ rispetto a giugno e +153.000 rispetto a luglio 2009).
Nel complesso le persone inattive tra i 15 e i 64 anni sono quasi 15 milioni (14 milioni e 948 mila). Gli occupati complessivi sono 22 milioni 886 mila mentre le persone in cerca di occupazione sono 2 milioni 105 mila.
gio
29
lug
2010
Interviene e modera:
Avv. EZIO BONANNI
- Legale delle Associazioni dei Lavoratori e delle Vittime dell’Amianto
- Autore del libro: “Lo Stato dimentica l’amianto killer”
Relatori:
ven
23
lug
2010
CONSIDERAZIONI SULLA DECISIONE DEL GIUDICE RISPETTO ALL'UDIENZA
TENUTASI A BASSANO IL 20/07/2010 PER IL PROCESSO SULLE MORTI DEGLI
OPERAI DELLA EX-GALVANICA DI TEZZE
Il 20 luglio 2010 si è svolta la prima delle tre udienze che avrebbero dovuto mettere la parola fine al processo per l'indagine sulle numerose morti avvenute all'interno della Ex-Galvanica di Tezze sul Brenta. Il giudice, come noto, ha deciso di incaricare periti e medici per eseguire due ulteriori perizie, in quanto, a suo avviso, il caso non risultava decidibile con le carte in suo possesso.
lun
19
lug
2010
Dopo anni di iniziative e di lotta siamo riusciti a portare sul banco degli imputati i padroni: il 20,22,26 luglio prossimo si svolgeranno le ultime 3 udienze pubbliche del processo ai dirigenti
della TRICOM GALVANICA PM di Tezze sul Brenta imputati di omicidio colposo nei confronti di diversi lavoratori dell’azienda.
gio
08
lug
2010
Ancora una volta il padrone, sostenuto dal governo, si è avvalso delle “forze dell’ordine” per reprimere i lavoratori dell’ex Ansaldo Breda ora Mangiarotti che manifestavano davanti alla
prefettura di Milano per rivendicare il diritto al lavoro e al salario.
gio
17
giu
2010
Pubblichiamo il testo del nostro intervento:
Conferenza Regionale Amianto della Toscana non governativa
AMIANTO UN KILLER DA SCONFIGGERE
19 giugno 2010 – Teatro dei Coraggiosi, Pomarance (Pi)
Vittime del profitto e medicina preventiva
Ogni anno nel mondo si verificano 360 mila infortuni mortali e circa due milioni di persone muoiono a causa di malattie dovute o correlate al lavoro.
mar
15
giu
2010
lun
07
giu
2010
nella nostra sede presso il Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli”
via Magenta 88, Sesto San Giovanni,
Ordine del giorno:
Alle ore 19,30 CENA di AUTOFINANZIAMENTO DEL COMITATO
(prenotazione ai numeri 02.26224099 e 3357850799).
dom
06
giu
2010
Pubblichiamo il documento conclusivo del convegno “AMIANTO FUORI: Diritti degli Esposti e Bonifiche Ambientali” tenutosi a Taranto il 5 giugno 2010.
sab
05
giu
2010
Convegno amianto: Taranto, 5 giugno 2010
FONDO VITTIME AMIANTO E RISCHIO ZERO
Quarant’anni fa, nel 1970, il movimento operaio dopo dure lotte riuscì a far approvare lo Statuto dei Lavoratori (legge 300/70, peraltro mai completamente ed effettivamente applicata) per
tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro.
La lotta per la salute è ormai diventata patrimonio delle lotte operaie, anche se nella crisi molti datori di lavoro, pur di fare lauti profitti, non si fanno scrupoli a tagliare per primi gli
investimenti per ridurre i rischi dei lavoratori, risparmiando sulle protezioni antinfortunistiche e sulla sicurezza.
gio
20
mag
2010
Ci permettiamo richiamare la Sentenza del Supremo Collegio, Sez. Lav. 11.07.02, n. 10114, in forza della quale per “esposizione all’amianto” o come “lavoratori che siano stati esposti
all’amianto”, senza alcuna limitazione, e detto termine, quello di “esposizione” non può che essere inteso nel suo significato ampio, riferito a tutto l’ambiente di lavoro, in una palese logica
del rischio ambientale, “per cui è esposto al rischio non solo l’operaio che è addetto o a contatto con le lavorazioni che utilizzano amianto, ma anche chi (a qualunque categoria lavorativa
appartenga) svolga la sua attività in ambienti nei quali vi sia comunque diffusione e concentrazione di amianto, addetto o meno a specifiche lavorazioni dell’amianto” (Cass. 11.07.02, n.
10114).
Conseguentemente, come è di tutta evidenza, non si può discriminare in base alle mansioni ed alle categorie merciologiche (conforme Corte Costituzionale Sentenza 127/02).
Avv. Ezio Bonanni
mer
19
mag
2010
Pubblichiamo il comunicato dell'avv. Ezio Bonanni
Dopo mesi di immobilismo anche la FIOM-CIGL intraprende la strada del ricorso al TAR del Lazio, che questo studio aveva già avviato nel 2008, su mandato delle associazioni e dei lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto, e che aveva portato, pur in via solitaria, all’accoglimento del ricorso con la Sentenza n°5750/09.
mar
04
mag
2010
Informativa: Consiglio di Stato, udienza 04.05.2010, Proc. n. 8054/2009, istanza di sospensiva; Tribunale Penale di Roma – Ufficio Gip – udienza discussione opposizione richiesta di archiviazione per il reato di omicidio colposo in danno di lavoratore italiano esposto all’amianto in Svizzera
Con la presente, mi pregio informoVi, che in data odierna, 04.05.2010, innanzi il Consiglio di Stato, è stata posta in discussione l’istanza di sospensiva della Sentenza del Tar del Lazio, avanzata dall’Avvocatura Generale dello Stato, sul presupposto del cosidetto emendamento Battaglia (art. 6 comma 9 bis legge 25/2010) e del presunto accordo sindacale del 17.07.2007, tra Fim-Cisl, Fiom CGIL, Uilm-Uil, teso a circoscrivere a pochi siti l’operatività del diritto al prolungamento del riconoscimento dei benefici contributivi per esposizione all’amianto fino all’inizio delle bonifiche e/o al 02.10.2003.
dom
25
apr
2010
Un lungo serpentone composto da centinaia di persone ha sfilato dietro lo striscione “ PER RICORDARE TUTTI I LAVORATORI UCCISI IN NOME DEL PROFITTO” portato da mogli e figlie degli operai morti per il lavoro e di lavoro. Il corteo dopo aver attraversato le vie della città ha sostato davanti alla lapide che i loro compagni di lavoro e i famigliari delle vittime hanno voluto mettere nell’aprile 1997, sul terreno dove una volta sorgeva la Breda, per ricordare che le morti sul lavoro e di lavoro non sono mai dovute a fatalità o a disgrazie, non sono tragedie imprevedibili.
lun
19
apr
2010
CONTRO LO SFRUTTAMENTO DELL’UOMO SULL’UOMO
per ricordare i nostri compagni di lavoro e tutti i lavoratori
uccisi in nome del profitto
partenza dal Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” di via Magenta 88,
Sesto San Giovanni, fino alla lapide di via Carducci
In Italia ogni anno 1.300 lavoratori vengono uccisi sul lavoro. Per l’amianto e altre sostanze cancerogene, altre migliaia sono condannati a morte dalle malattie professionali e si spengono in silenzio.
ven
16
apr
2010
IL PRESIDENTE DELLA CAMERA INCONTRA
LE VITTIME DELL’AMIANTO
Questa mattina una delegazione dei Comitati e delle Associazioni degli operai e lavoratori esposti e famigliari delle vittime dell’amianto, accompagnati dal loro legale avv. Ezio Bonanni e dai sindaci di Bassiano (Lt) e di Pomarance (PI), hanno consegnato una lettera in cui ribadivano le richieste delle vittime.
mer
14
apr
2010
A che punto è la lotta per ottenere giustizia
per gli operai deceduti
e per l’ambiente compromesso?
Presso SALA BELLAVITIS
Via Beata Giovanna
Bassano del Grappa
“I morti sul lavoro e di lavoro
non sono mai una fatalità”
gio
01
apr
2010
Amianto: il Presidente della Repubblica
bacchetta il Ministro Sacconi.
Non approvata la norma che avrebbe assicurato l’impunità
per i responsabili delle morti da amianto
nella marina militare (e negli altri settori).
Se le associazioni degli esposti e vittime dell’amianto (Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, Associazione Vittime Amianto Nazionale Italiana, Osservatorio Nazionale Amianto Associazione Esposti Amianto - Friuli Venezia Giulia, Contramianto ed altri rischi, Amianto e geotermia) quando (in data 05.03.2010) sono state ricevute in Quirinale dal segretario generale Consigliere Dott. Marra ed hanno consegnato la lettera con la quale evidenziavano la necessità di non affievolire le tutele costituzionali delle parti deboli (vittime dell’amianto, piuttosto che lavoratori licenziati senza giusta causa, etc.), salvo poi ricorrere alla Commissione Europea ed alla Corte Europea non potevano certo immaginare che il Presidente della Repubblica, ai sensi dell’art. 74, comma 1, della Costituzione rinviasse questo complesso normativo (quello relativo all’arbitrato nel diritto del lavoro, all’amianto, ed all’impunità, etc.) ad una nuova deliberazione, più rispettosa della “parte debole”.
gio
25
mar
2010
ven
19
mar
2010
Ricorso Corte Europea per i Diritti dell’Uomo - Necessità di deposito delle domande - curricula lavorativi - entro il 30.06.2010 - ex art. 6, comma 9 bis, legge 26.02.2010, n. 25. Azione di risarcimento dei danni per disparità di trattamento e violazione della legge di cui all’art. 1, commi 20, 21 e 22, legge 247/07, e per violazione del disposto di cui alla Sentenza del TAR del Lazio 5750/09 [che ha accolto il ricorso dell’Avv. Ezio Bonanni, annullando l’art. 1, lettera b), D.M. 12.03.2008 e l’elenco Inail dei 15 siti]
Le Associazioni OSSERVATORIO NAZIONALE SULL’AMIANTO, il COMITATO AMIANTO E GEOTERMIA, CONTRAMIANTO ED ALTRI RISCHI ONLUS, COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO, L’ASSOCIAZIONE ESPOSTI AMIANTO - FRIULI VENEZIA GIULIA, ASSOCIAZIONE VITTIME AMIANTO NAZIONALE ITALIANA, le formazioni sindacali CONF.A.I.L.- CONFEDERAZIONE AUTONOMA ITALIANA DEL LAVORO, CISAL FEDERENERGIA, altri Comitati e singoli Lavoratori hanno presentato ricorso, inoltrando in data 19.03.2010, alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo per impugnare l’art. 6, comma 9 bis, della legge 26.02.2010 n. 25, che (I) proroga al 30.06.2010 il termine per il deposito dei curricula lavorativi al fine di ottenere il beneficio contributivo per esposizione ad amianto, ex art. 13, comma 8, legge 257/92.
gio
11
mar
2010
Le norme discriminatorie del Decreto “milleproroghe”
in tema di amianto sotto la lente di ingrandimento
della Commissione Europeacon il ricorso proposto
dalle associazioni dei lavoratori e cittadini
esposti e vittime dell’amianto
Le Associazioni (Associazione Vittime Amianto Nazionale Italiana, il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, l’Associazione Contramianto ed altri Rischi ONLUS, L’Osservatorio Nazionale Amianto, e l’Associazione Esposti Amianto Friuli Venezia Giulia) hanno in data 08.03.2010 inoltrato un ricorso alla commissione europea per denunciare la violazione delle norme del diritto comunitario, da parte del Legislatore nazionale, in tema di amianto.
sab
06
mar
2010
Manifestazione Nazionale - Legalità, Verità, Giustizia.
L’Aquila 6 marzo 2010.
Condividiamo le preoccupazioni che come Comitato Famigliari Vittime Casa dello Studente e altre associazioni denunciate rispetto al progetto governativo di cancellare, con
un colpo di spugna, le responsabilità degli assassini di centinaia di migliaia di lavoratori e cittadini con quello che viene chiamato “processo breve”.
La nostra esperienza di lotta contro gli assassini di tanti nostri compagni di lavoro - costretti a lavorare senza protezione con l’amianto nelle fabbriche da dirigenti e datori di lavoro che,
pur sapendo della pericolosità dell’amianto e delle sostanze cancerogene, hanno lasciato morire consapevolmente degli esseri umani pur di fare soldi - ci vede al fianco vostro e di tutti coloro
che lottano per avere giustizia.
ven
05
mar
2010
Comunicato Stampa
Le associazioni delle vittime dell’amianto esprimono la loro soddisfazione per l’interessamento dimostrato dal Capo dello Stato, il cui segretario generale Consigliere Marra ha ricevuto in data odierna una delegazione.
mer
03
mar
2010
Manifestazione nazionale dei lavoratori, dei cittadini
e delle vittime dell’amianto a Roma il 5/3/2010
La protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dall’esposizione all’amianto richiede un adeguamento della attuale legge sull’amianto, in modo da rendere pienamente esigibile anche
l’applicazione dell’art. 32 della Costituzione Italiana nella parte che dice : “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.
Quarant’anni fa, con l’articolo 9 dello Statuto dei Lavoratori, la legge 300/70, il legislatore ha riconosciuto e recepito la battaglia intrapresa dal movimento operaio per tutelare la salubrità,
la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, anche se questa norma non è quasi mai stata completamente applicata e per questo nel passato la Repubblica Italiana è stata più volte
condannata dalla Corte di Giustizia Europea.
ven
26
feb
2010
Riportiamo il testo dell'intervento fatto in occasione della Conferenza Regionale del Lazio sull'amianto, svoltosi nei giorni del 26-27 febbraio a Bassiano (Lt):
Gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali sono quasi sempre il risultato di una intensificazione dello sfruttamento, di ritmi di lavoro inumani che provocano condizioni di vita e di
lavoro insicuro in ambienti insalubri, a contatto con sostanze nocive e cancerogene senza adeguate protezioni per i lavoratori.
In mancanza di serie e certe sanzioni, molti datori di lavoro, che si arricchiscono attraverso lo sfruttamento degli esseri umani, quando si verificano infortuni mortali parlano dei morti sul
lavoro come di “tragedie imprevedibili”. Le chiamano “morti bianche”, come se i lavoratori assassinati fossero morti per caso, senza responsabilità di nessuno, arrivando in alcuni casi a
sostenere che la colpa degli infortuni sarebbe la causa della disattenzione degli operai stessi.
lun
15
feb
2010
Approvato emendamento Sen. Battaglia (PDL) per sterilizzare gli effetti della Sentenza del TAR del Lazio n°5750/09. Necessarie precisazioni in ordine a dichiarazioni errate in ambiente politico, circa l’ambito dell’emendamento.
La compagine governativa, con l’emendamento Battaglia, si prefigge unicamente di sterilizzare gli effetti della Sentenza del TAR del Lazio n°5750/09, che ha accolto il ricorso dello scrivente procuratore per l’annullamento dell’art. 1, comma b), D.M. 12.03.2008, Ministro On.le Damiano (Partito Democratico), il quale voleva applicare i benefici contributivi della Legge n°247/07, art. 1, commi 20, 21 e 22, a 15 dei 500 siti oggetto di atto di indirizzo del Ministro del Lavoro.
mar
09
feb
2010
non governativa,
organizzata dal Comune di Bassiano (Lt).
mar
09
feb
2010
nella nostra sede presso il Centro di Iniziativa Proletaria "G.Tagarelli"
via Magenta 88, Sesto San Giovanni,
per decidere le prossime iniziative di lotta.
O.d.g:
mer
03
feb
2010
On.le Sig. Presidente della Repubblica,
il recepimento della Direttiva 2009/148/CEE del Parlamento Europeo del 30/11/2009 sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dall’esposizione all’amianto richiede un
adeguamento della attuale legge sull’amianto, in modo da rendere pienamente esigibile anche l’applicazione dell’art. 32 della Costituzione Italiana nella parte che dice : “La Repubblica
tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.
mar
02
feb
2010
Lo Stato condanna sé stesso: la Corte di Appello di Genova accoglie il ricorso di un lavoratore esposto all’amianto che ha denunciato l’eccessiva durata del procedimento di riconoscimento dei
benefici contributivi per esposizione all’amianto.
Condannato il Ministero della Giustizia per “il ritardo ingiustificato” che è risultato “pari ad un anno” ed al “ricorrente spetta la somma di € 1.000,00”: così il dispositivo della Corte di
Appello di Genova che ha deciso la causa promossa da un lavoratore esposto all’amianto nella centrale geo termo elettrica di Larderello, per il risarcimento dei danni per eccessiva durata
del processo, per il riconoscimento dei benefici contribuiti per esposizione all’amianto, inizialmente negati dall’INPS e che invece sono stati riconosciuti prima dal Tribunale di Pisa e
poi dalla Corte di Appello di Firenze, che ha rigettato il ricorso dell’INPS (per competenza territoriale, il ricorso per risarcimento danni è stato inoltrato alla Corte di Appello di Genova:
decreto di condanna n. 192, che ha deciso il ricorso numero 1123/2009).