Il nostro sito

Tutti sapevano e nessuno ha parlato.

Lo sapevano i sindacati.

Lo sapeva la direzione dell'azienda.

Lo sapeva l'assessorato alla sanità.

Lo sapevano tutti, e non gli operai ...

 

 

Visitate il sito del:

Centro di Iniziativa Proletaria

G. Tagarelli

ven

19

dic

2014

MORTI ALLA MARLANE: NESSUN COLPEVOLE

Processo Marlane: tutti assolti gli imputati.

Ancora una volta il diritto di uccidere in nome del profitto viene prima della giustizia per le vittime. 


Sono stati tutti assolti gli imputati nel processo Marlane che si è tenuto oggi a Paola (Cs). La vicenda ha visto coinvolti 13 imputati, che all’epoca dei fatti lavoravano a vario titolo in quella che per anni è stata definita la “Fabbrica dei veleni” e che secondo la pubblica accusa ha causato la morte di più di 100 persone tra dipendenti e cittadini di Praia a Mare, comune dove si trova l’ex lanificio. 


Cromo esavalente, vanadio, piombo, arsenico, zinco, rame, mercurio, amianto sono stati alcuni degli elementi cancerogeni ritrovati nell’area circostante la “Fabbrica dei veleni”, come ha testimoniato nel processo l’ex addetto all’impianto di smaltimento della fabbrica.

Vittorio Cicero, addetto all’impianto di smaltimento della fabbrica come operatore d’impianto delle acque reflue per un certo periodo, in una testimonianza, ha spiegato alla corte i metodi usati per smaltire le sostanze tossiche della lavorazione tessile

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ven

19

dic

2014

AMIANTO: LETTERA AI GRUPPI PARLAMENTARI

Al Presidente del Senato

Ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari 


E’ PROSSIMO IL VOTO FINALE DEL SENATO SULLA LEGGE DI STABILITA’.


LE ASSOCIAZIONI ADERENTI AL COORDINAMENTO NAZIONALE AMIANTO, RIUNITE A MILANO IL 18 DICEMBRE   CHIEDONO AI SIGNORI SENATORI DI VOTARE GLI EMENDAMENTI GIA’ APPROVATI IN COMMISSIONE BILANCIO CONSIDERANDO CHE IL FONDO PER LE VITTIME DELL’AMIANTO NON PROFESSIONALI (EX ESPOSTI DOMESTICI E AMBIENTALI) DEBBA ESSERE FINANZIATO A CARICO DELL’INAIL IN MISURA PARI A QUELLO STABILITO PER LE VITTIME PROFESSIONALI; ED ALTRESI CHE INSIEME ALLO STANZIAMENTO PER LE    BONIFICHE DI ETERNIT CASALE M. E ETERNIT BAGNOLI SIA DEFINITA UNA PARI CIFRA PER LE BONIFICHE DEGLI ALTRI STABILIMENTI CON IL MEDESIMO PROBLEMA: FIBRONIT DI BRONI, CEMAMIT DI FERENTINO, MATERIT DI MATERA, SACELIT DI SAN FILIPPO DEL MELA, SARDIT DI ORISTANO.

 

Ringraziamo per l’attenzione

 

Sottoscrivono la lettera:

 

Ass. Diritti dei Lavoratori – Varese

Ass.Italiana Esposti Amianto (AIEA) Nazionale

Avani - Broni

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio– Sesto San Giovanni (Mi)

Comitato Amianto Lombardia – Milano

ISDE (Medici per l’Ambiente) - Milano

Medicina Democratica Nazionale

Rete per la Difesa della Salute – Lombardia

Unione Sindacale di Base - Milano

 

Milano, 19 gennaio 2014

 

 

 


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mar

16

dic

2014

AMIANTO IN LOMBARDIA E PROCESSO ETERNIT

INVITO: INCONTRO RIUNIONE - PROCESSO ETERNIT E PROCESSI SU AMIANTO A MILANO E IN LOMBARDIA

 

"annullato senza rinvio per prescrizione" Sono le gelide parole pronunciate dal presidente della 1 sezione di Cassazione il 19 novembre scorso che hanno cancellato un enorme lavoro fatto in precedenza dal Procuratore Guariniello, da tanti altri giudici, avvocati, consulenti tecnici. Sono stati cancellati 18 anni di carcere, inflitti nel processo di appello a Stephan Schmidheiny, uno degli uomini più ricchi de mondo, della più grande multinazionale del cemento.amianto, presente in molte parti del mondo sotto vari nomi, principalmente conosciuta come ETERNIT.

In questo momento in Lombardia sono in atto diversi processi che hanno come oggetto l'amianto e come soggetti accusati i principali responsabili e come soggetti coinvolti le vittime e i loro famigliari  di diverse aziende: Montedison (Mantova), Fibronit (Broni), Enel (Turbigo), Pirelli (Milano), Breda (Sesto), Alfa Romeo (Arese).

A partire dall'Eternit vogliamo discutere anche di questi processi, per capire il significato, studiare e decidere delle possibili iniziativi ulteriori da attuare il prossimo anno.

 

INTERVERRA' ALL'INIZIO LUIGI MARA, CONSULENTE DELLE ASSOCIAZIONI DEGLI EX ESPOSTI E DELLE VITTIME IN TUTTI I PROCESSI INDICATI e in successione  gli consulenti e rappresentanti delle associazioni che ci saranno.

 

Le associazioni che organizzano sono: AIEA, Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio, Medicina Democratica, la Rete per il diritto alla salute di Milano e zona

 

L'INCONTRO SI SVOLGERA' IL 18 DICEMBRE ORE 15 ALLA STAZIONE CENTRALE DI MILANO, BINARIO 21 SCALA E  4 PIANO

 

Milano, 16 dic. 2014 

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gio

11

dic

2014

Dalla Rivista DOPPIOZERO

Prescrizione Eternit: questa storia non può finire così


Stefano Valenti, Michele Michelino

 

Era stato definito il processo del secolo per l'enorme quantità di vittime (duemiladuecento morti, ottocento malati) e perché per la prima volta era previsto il dolo in una causa di morti sul lavoro. L'accusa nei confronti dell'imputato, "disastro doloso e inosservanza delle norme in materia di sicurezza", giustificava l'enorme interesse da parte dei media di tutto il mondo. Un processo, quello contro la multinazionale svizzera Eternit che si è concluso con un nulla di fatto. Che cosa questo voglia dire ben lo racconta qui di seguito Michele Michelino, portavoce del Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio di Sesto San Giovanni, e protagonista, insieme agli altri membri del Comitato, del mio romanzo La fabbrica del panico.

 L'11 ottobre 2013 abbiamo presentato il romanzo a Casale. E mai come in quella occasione l'emozione è stata enorme. Era come se nel comune dell'alessandrino ci fosse stata una guerra. L'Eternit si era portata via tutto, tranne il desiderio di ribellarsi.

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mar

09

dic

2014

INCONTRO - CONVEGNO

Rete per la Salute Milano – MERCOLEDÌ 10 DICEMBRE DALLE ORE 17.00 ALLE 20.00

PER LA DIFESA E AFFERMAZIONE DEL DIRITTO ALLA SALUTE

UN TESTO DI ANALISI E PROPOSTE

La situazione strutturale del comparto della sanità è oggi caratterizzata da una formidabile messa in discussione del diritto alla salute garantito dalla Costituzione (art. 3, 32 e 41 Cost.): un sistema (SSN) pubblico, universale, gratuito, finanziato dalla fiscalità generale, ugualitario, comprensivo di prevenzione e riabilitazione.

Tale diritto è indebolito dal sistema corruttivo e clientelare, dalla forza delle corporazioni mediche, dalle riduzioni di personale, dalla debolezza dei contratti e dal loro mancato rinnovo. Hanno operato in questo senso l’introduzione dei ticket, l’invadenza partitica e la corruzione, l’approvazione del nuovo titolo V della costituzione (2001) che affida la Sanità alle Regioni, la scelta dell’aziendalizzazione che comporta una sanità fondata su logiche di bilancio, la progressiva esternalizzazione dei servizi, l’introduzione della libera professione intramoenia, il blocco del turn over con le conseguenze sulle condizioni di lavoro, gli interventi di limitazione di bilancio e la Spending review.

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mer

03

dic

2014

MORTI PER AMIANTO BREDA/ANSALDO


Amianto: nel processo  contro 10 dirigenti della BredaTermomeccanica di Milano imputati della morte per amianto di 11 lavoratori e lesioni gravissime  di uno ancora vivo, chiamati in causa come responsabili civili anche Ansaldo Energia e Finmeccanica

 

Si è svolta oggi 3 dicembre (con la partecipazione di numerosi famigliari dei lavoratori morti e la presenza del nostro Comitato), l’udienza che doveva decidere sulla richiesta degli avvocati di parte  civile di citare nel processo come responsabili civili anche le aziende Ansaldo Energia SpA e Finmeccanica SpA, che nei vari passaggi societari hanno incorporato la BredaTermomeccanica.

 

L’avvocato di Finmeccanica ha contestato la chiamata in causa della società da lui difesa sostenendo che non era mai successo che fossero chiamati in solido due responsabili civili, contestando anche i capi d’imputazione del P.M. dott. Nicola Balice contro i dirigenti della BredaTermomeccanica imputati di omicidio colposo e lesioni gravissime, tesi fatta propria anche dal difensore di Ansaldo Energia.

 

Subito dopo c’è stata la replica dell’avvocata Laura Mara (difensore dei famigliari dei lavoratori morti, di Medicina Democratica, dell’Associazione Italiana Esposti amianto e del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio.) che, documentando in aula i vari passaggi di proprietà documentati dalla Camera di Commercio, ha evidenziato e dimostrato la responsabilità civile delle due aziende.

All’avv. Mara si sono associati tutti gli avvocati delle altre parti civili, FIOM-CGIL, INAIL e Regione Lombardia.

Dopo la Camera di Consiglio il Giudice Dr.ssa Anna Introini, Presidente della 9° Sezione Penale del Tribunale di Milano, ha respinto tutte le argomentazioni degli avvocati di Ansaldo e Finmeccanica citando in giudizio le due società in solido come responsabili civili.

 

Intanto mentre i processi continuano nel tentativo di ottenere almeno un po’ di giustizia, per quanto tardiva, gli ex lavoratori continuano a morire. Qualche settimana fa è morto un altro ex lavoratore della BredaTermomeccanica di Viale Sarca 336 a Milano per mesotelioma pleurico.

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

                                                                                                        Milano 3 dicembre  2014

e-mail: cip.mi@tiscali.it

 

web:   http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com

 

per contatti. 3357850799


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lun

01

dic

2014

MORTI SUL LAVORO E DI LAVORO

Questa settimana è densa d’impegni per il nostro Comitato:

 

Martedì 2 dicembre dalle ore 9,30 saremo impegnati a Palazzo di Giustizia (terzo piano aula 5) nel processo Pirelli contro 10 dirigenti responsabili della morte di decine di lavoratori per amianto. 

 

Mercoledì 3 dicembre saremo impegnati ancora in tribunale nel processo contro i dirigenti della BredaTermomeccanica/Ansaldo rinviati a giudizio per la morte di 11 lavoratori e lesioni gravi di un altro ancora vivo.

 

A queste due udienza parteciperà, come sempre, una delegazione del nostro comitato che ha denunciato le morti sospette ed è stato riconosciuto parte civile in entrambi i processi. 

  

 il nostro Comitato inoltre parteciperà a due importanti iniziative: la prima è venerdì 5 dicembre 2014 alle ore 17.00 a Bresso davanti al comune in memoria dei morti sul lavoro.

 

 La seconda è sabato 6 dicembre ore 20.45 al Teatro della Cooperativa in via Hermada a Milano Niguarda. Alla fine dello spettacolo CHICAGO BOYS di Renato Sarti con la collaborazione di Bebo Storti, Elena Novoselova, data l'attualità e la forza comunicativa Il Teatro ha deciso di coinvolgere diverse associazioni a vario titolo legate ai temi trattati nello spettacolo.

 

 sabato 6 dicembre: intervento di Michele Michelino, Presidente del Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro, che parlerà dell’ultima sentenza sul Caso Eternit.

Invitiamo gli associati e gli amici a partecipare alle iniziative.

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio


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dom

30

nov

2014

JOBS ACT: E CANCELLAZIONE DELL'ART. 18

JOBS ACT:

ABROGARE L’ART. 18

OVVERO “IL BELLO, IL BRUTTO, IL CATTIVO”



Mirco Rizzoglio (avvocato in Milano).

 

In questo periodo in cui il diritto del lavoro è l’oggetto della cronaca di tutti i giorni, mi piace ricordare un vecchio film di Sergio Leone in cui i valori in campo trovavano una personalizzazione e semplificazione accessibile a tutti. Rispetto ai protagonisti attuali del dibattito, attribuirei al Jobs Act il ruolo del “bello”. Basta accendere la televisione, non importa la rete, per sentirsi ripetere che la riforma proposta dal Governo Renzi è la più avanzata, la più democratica e, ultimamente, anche, la più di sinistra. Quello che non viene spiegato – così come per ogni tema politico quotidianamente sfornato- è a che cosa quel “di più” si riferisca, mancando sempre qualsiasi dato oggettivo di partenza, in quanto l’obiettivo strombazzato risulta essere sempre lo stesso: efficienza del mercato del lavoro ed aumento dei posti di lavoro.

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mer

26

nov

2014

ASSEMBLEA-DIBATTITO

Per discutere della sentenza beffa della Cassazione sul caso Eternit, nella quale è stato dichiarato prescritto il reato e annullati i risarcimenti alle vittime – nessun colpevole per i morti, hanno di fatto detto i giudici.

Venerdì 28 novembre 18:30 nella storica palestra dell'Arci Bellezza via Bellezza 16/A - Milano

 

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sab

22

nov

2014

ETERNIT E AMIANTO IN LOMBARDIA

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mer

19

nov

2014

CASSAZIONE: PROCESSO ETERNIT

 

INGIUSTIZIA E’ FATTA: UCCIDERE PER IL PROFITTO E’ UN DIRITTO DEL PADRONE

ANNULLATA PER PRESCRIZIONE LA CONDANNA DEL PADRONE ETERNIT

 

La Corte di Cassazione, accogliendo la tesi del procuratore generale Francesco Iacoviello, ha annullato la condanna a 18 anni di reclusione del magnate svizzero Stephan Schmidheiny, padrone e Amministratore Delegato della fabbrica Eternit, (uno degli uomini più ricchi del mondo) che si è arricchito sulle pelle di decine di migliaia di operai, lavoratori e cittadini nel mondo.

La ‘giustizia’ ha stabilito che, pur avendo provocato la morte di migliaia di lavoratori e cittadini, essendo passato troppo tempo, il reato è prescritto.

Così il responsabile della morte – solo in Italia - di centinaia di lavoratori nei 5 stabilimenti dell’Eternit italiana (Casale Monferrato, Cavagnolo, Rubiera, Bagnoli e Siracusa) e di migliaia di cittadini rimane impunito e se la cava senza neanche aver chiesto scusa.

Facendo propria la tesi del procuratore generale della Cassazione, che aveva chiesto l’annullamento della sentenza d’appello per prescrizione affermando che «Anche se oggi qui si viene a chiedere giustizia, un giudice tra diritto e giustizia deve scegliere il diritto», il Tribunale assolve il colpevole e condanna le vittime, che non saranno neanche risarcite.

Per la Corte di Cassazione il diritto di vita e di morte del padrone viene prima della giustizia dovuta alle vittime di un crimine contro l’umanità – di cui tanti si riempiono la bocca -  che a Casale come in tanti altri luoghi non solo ha ucciso, ma continua e continuerà ad uccidere ogni giorno.

 

Per anni Schmidheiny, industriali e manager senza scrupoli, pur di risparmiare pochi centesimi e aumentare i profitti, non hanno esitato a far lavorare gli operai senza adeguate misure di sicurezza, non hanno rispettato le minime misure di prevenzione e di protezione individuale e collettiva che la lavorazione della fibra killer amianto necessitava. Insieme ai lavoratori, sono morti migliaia di cittadini per mesotelioma, tumori polmonari, asbestosi e altre patologie dell’amianto, uomini e donne “colpevoli” solo di aver respirato la fibra killer senza nessuna protezione, e purtroppo altre ne moriranno.

 

Ora questa sentenza dice che il “diritto” dei padroni vale di più della giustizia. Così tanti industriali come Stephan Schmidheiny, vedranno legittimato il loro “diritto” a continuare ad arricchirsi sfruttando, avvelenando e inquinando i lavoratori e cittadini con le loro fabbriche di morte.

Questo sistema economico, politico, giudiziario basato sullo sfruttamento dell’uomo concede l’impunità e la licenza di uccidere a chi ha soldi per comprarsela. Al danno si aggiunge la beffa.

 

ANCORA UNA VOLTA GLI INTERESSI DEL PADRONE VENGONO PRIMA DELLE VITTIME E DEL DOLORE DEI FAMIGLIARI E DEGLI AMICI.

Da anni ci battiamo contro la prescrizione e per la sicurezza nelle fabbriche e nei territori in tutte le fabbriche e luoghi di lavoro. Ora è giunto il momento della lotta dura, organizzata, contro un sistema che protegge i carnefici contro le vittime.

Senza delegare più a nessuno la difesa dei nostri diritti e interessi.

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

                                                                                         Sesto San Giovanni 19 novembre 2014

e-mail: cip.mi@tiscali.it

 

web:   http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com

per contatti. 3357850799


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mar

11

nov

2014

FESTA AL CIP "G. TAGARELLI" DEL COMITATO

Immagini della Festa di domenica 2 novembre al Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli”via Magenta 88, Sesto San Giovanni (Mi).

 

Riportiamo il video della bella giornata passata in allegria fra amici e compagni di lotta con musica e canzoni popolari e di lotta con il gruppo musicale “I CARRETTIERI”

(per vederlo cliccare  qui sotto)

 

http://youtu.be/o4ObdLsSDd8  

 


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mar

11

nov

2014

AMIANTO: PRESENTAZIONE LIBRO

Domenica 16 novembre 2014 ore 10.30

presso salone del Circolo PRC “Saverio Nigretti” di Sesto San Giovanni, via Don Minzoni 129

presentazione del libro vincitore del Premio Campiello – Opera prima

 


LA FABBRICA DEL PANICO

di Stefano Valenti

Un libro sulle morti d’amianto alla Breda Fucine

L’autore si è avvalso della documentazione raccolta e prodotta dal Comitato per la Difesa della Salute nei luoghi di lavoro - formato dagli ex operai della Breda di Sesto San Giovanni - che sarà presente con M. Michelino e altri compagni di lavoro.


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sab

08

nov

2014

AMIANTO: PARLAMENTO EUROPEO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulle minacce per la salute sul luogo di lavoro legate all'amianto e le prospettive di eliminazione di tutto l'amianto esistente

(2012/2065(INI))

Il Parlamento europeo,

    visto il trattato sull'Unione europea, in particolare il preambolo e gli articoli 3 e 6,

    visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare gli articoli 6, 9, 151, 153, 156 e 168,

    vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare gli articoli 1, 3, 6, 31, 37 e 35[1],

    vista la risoluzione dell'OIL del 1° giugno 2006 sull'amianto,

    vista la convenzione dell'OIL del 16 giugno 1989 relativa alla sicurezza nell'utilizzazione dell'amianto,

    viste le dichiarazioni dell'OMS sull'amianto,

    vista la dichiarazione sulla protezione dei lavoratori adottata in occasione della Conferenza di Dresda sull'amianto del 2003,

    vista la risoluzione del Consiglio del 29 giugno 1978 relativa ad un programma d'azione delle Comunità europee in materia di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro, in particolare il paragrafo 4[2],

    vista la direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro (direttiva quadro)[3],

    vista la direttiva 92/57/CEE del Consiglio, del 24 giugno 1992, riguardante le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili[4],

          vista la direttiva 2009/148/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un'esposizione



[1] GU C 303 del 14.12.2007, pag. 1.

[2] Sviluppare un'azione di prevenzione e di protezione nei confronti delle sostanze riconosciute come cancerogene, fissando limiti di esposizione, le modalità di campionatura e i metodi di misurazione, nonché condizioni igieniche soddisfacenti sul luogo di lavoro e, in caso di necessità, stabilendo divieti.

[3] GU L 183 del 29.6.1989, pag. 1.

[4] GU L 245 del 26.8.1992, pag. 6.


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gio

06

nov

2014

dal quotidiano IL GIORNO

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sab

01

nov

2014

PER NON DIMENTICARE LE VITTIME DELLO SFRUTTAMENTO CAPITALISTA

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ven

31

ott

2014

INGIUSTIZIA: dal quotidiano IL GIORNO

Il sopravvissuto dell’Eureco dimenticato:

dopo il lavoro perderà la casa

Paderno, avviso di sfratto per Ferit Meshi, il superstite dell'incidente che il 4 novembre 2010 portò alla morte di quattro operai

di Simona Ballatore

Ferit Meshi (Spf)  

Paderno Dugnano, 26 ottobre 2014 - Il campanello di Ferit Meshi, uno dei quattro sopravvissuti dell’Eureco, suona alle 7.30: «Avviso di sfratto». L’ultimo. Entro il 27 novembre dovrà lasciare l’appartamento in cui l’albanese vive con la moglie e i tre figli. Non ce la fa a pagare l’affitto. Dal 4 novembre 2010 la sua vita è stata stravolta: è scampato per miracolo alle fiamme che divamparono nel piazzale dell’azienda di stoccaggio rifiuti di Paderno Dugnano, in cui persero la vita quattro colleghi, Sergio Scapolan, Harun Zeqiri, Salvatore Catalano e Leonard Shehu.

Era stato battezzato «l’eroe dell’Eureco» perché aveva strappato dal rogo Shehu, deceduto quattro mesi dopo, ferendosi alle mani. Meshi ha dovuto convivere con i ricordi, ha perso il lavoro. Avrebbe diritto – secondo il processo di primo grado che si è chiuso nell’aprile 2013 - a un risarcimento, è stata stabilita una previsionale, mai arrivata. «Non so cosa fare, sto perdendo la speranza – racconta, con un filo di voce -. Siamo stati dimenticati».

«La situazione è estremamente complicata – spiega il suo legale, l’avvocato Laura Mara -. Merlino (l’imprenditore condannato, con rito abbreviato, in primo grado a cinque anni di reclusione per omicidio colposo plurimo,ndr) e sua figlia hanno avanzato appello ma non è stato ancora fissato. Con gli altri difensori abbiamo sollecitato per le previsionali». L’assicurazione dell’Eureco intanto non versa nulla ai quattro operai che formalmente lavoravano per la cooperativa Tnt, oggi in fallimento a Napoli. «Speriamo di trovare una sistemazione con l’aiuto dell’amministrazione, abbiamo un mese di tempo - sottolinea Mario Petazzini, del comitato per i lavoratori Eureco -. La situazione è paradossale: a quattro anni di distanza le vittime della tragedia soffrono ancora e non possono far valere i loro diritti».

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mar

28

ott

2014

PRANZO AL CIP


DOMENICA 2 NOVEMBRE

           

            ORE 12,30

 

Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” via Magenta 88,


Sesto San Giovanni (Mi)

 

PRANZO LATINOAMERICANO

 

(euro 15 -  sottoscrizione per il Comitato)

 

E NON SOLO…….

 

      Il pranzo è anche un’occasione per stare insieme in allegria a                  chiacchierare fra amici e compagni di lotta

 

Nel pomeriggio musica e canzoni popolari e di lotta

 

con il gruppo musicale “I CARRETTIERI”

 

Invitiamo gli associati e gli amici del Comitato a prenotare


al 02 26224099  o al 3357850799

  

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

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mar

21

ott

2014

PRESENTAZIONE ROMANZO 

  

 

 

 

 venerdì 24 ottobre 2014 ore 17,30

 

Incontro con

Stefano Valenti

autore del romanzo

 

La fabbrica del panico

 (Feltrinelli 2013)

Premio Campiello Opera Prima 2014

 

Conversano con l’autore

Roberto Carusi

Michele Michelino

del "Comitato per la Difesa della Salute

nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio"

 

Legge pagine del libro

Francesco Orlando

Spazio Scopricoop

via Arona 15/7 – Milano

angolo via Giovanni da Procida

(1° piano, stesso ascensore del parcheggio)

 

La fabbrica del panico è la storia di un giovane (il padre dell'autore), amante della pittura, che arriva a Milano dalla Valtellina per lavorare come operaio nella Breda Fucine,la fabbrica più grande di Sesto San Giovanni, in un reparto dove si respira amianto.

Tra turni sfiancanti gli operai lottavano per maggiore dignità, senza sapere che quel reparto sarebbe diventata la loro tomba. Dopo i primi casi di malattia, affrontati come fosse semplice bronchite, la dirigenza non fa che nasconderne le vere ragioni.

Diviso in due parti, il libro racconta la fine di un’epoca industriale e delle sue promesse progressive.

Libro quanto mai attuale, essendo proprio in questo periodo in corso il processo per le responsabilità delle morti per amianto alla Breda.

 

Sull'attribuzione del Premio Campiello al suo libro, in un'intervista Valenti ha risposto:

"Sono molto felice del Premio Campiello Opera Prima, tanto più felice perché credo che con questa decisione la giuria abbia voluto premiare una tendenza nella  produzione narrativa italiana: la narrazione sociale –  narrativa d'inchiesta o romanzo civile – una forma di narrazione che conferisce nuovo valore al romanzo e al racconto, un racconto che tenti di colmare il vuoto lasciato dall'informazione giornalistica e dalla narrativa commerciale uniformate al mercato. La narrazione sociale racconta le storie che non hanno voce."

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mer

15

ott

2014

Nuovo articolo

SENTENZA MONTEDISON MANTOVA

 In data odierna si è svolta l’ultima udienza del Processo contro i 13 imputati del processo Montedison.

Alle ore 19 il Tribunale ha pronunciato la sentenza

La sentenza arriva dopo 4 anni dall’inizio del processo e 15 dalle prime denunce  si è giunti a questo processo per la caparbietà di alcuni cittadini, esperti, lavoratori e famigliari di lavoratori. Ciò sulla scia del processo contro la Montedison di Marghera che ha segnato lo spartiacque dei procedimenti giudiziari sulla salute e sicurezza sul lavoro.

La sentenza per quanto abbia pronunciato una condanna, non è stata del tutto soddisfacente. Ha segnato comunque un’ulteriore progresso sulla definizione delle responsabilità di chi per anni ha inquinato ed è stato l’artefice della morte di decine di lavoratori e di cittadini inquinati, anche se il processo ne ha interessati solo alcuni. Sono infatti stati riconosciuti i lavoratori morti per esposizione all’amianto (mesotelioma e qualcuno per tumore del polmone. Solo2 per leucemia da esposizione a benzene. Non riconosciti i morti per tumore del pancreas.

Ci sono state anche assoluzioni per avvenuta prescrizione.

I famigliari delle vittime hanno avuto consistenti risarcimenti come provisionale (nel senso che dovranno fare una causa civile per avere il resto)

Anche MD e AIEA sono state risarcite come le altre parti civili associazioni e sindacati

Medicina Democratica e l’Associazione Italiana Esposti Amianto, difese ambedue dall’avv. Laura Mara,  è stata protagonista di questo processo. E’ stato fatto un grande lavoro tecnico-ambientale e giuridico che si è affiancato a quello compiuto da altri nel corso dell’istruttoria.

Una sentenza complessivamente buona,  ma continuiamo a lottare perché:

-         I tempi di prescrizione che ha tagliato fuori molte vittime e loro famigliari vengano eliminati o almeno   fortemente aumentati

-         Le vittime e i loro famigliari vengano sempre  risarciti;

-         Tutti i tumori professionali vengano riconosciuti

-         Che vi sia la considerazione dei delitti dolosi e non solo quelli colposi

-         Infine e in particolare l’ambiente interno ed esterno al Petrolchimico venga risanato a carico degli inquinatori e non della collettività

Per MD e AIEA

Fulvio Aurora

Alberto Alberti

 


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mar

14

ott

2014

Nuovo articolo

In Italia si continua a morire sul lavoro.

Un Tir investe 4 operai operai sull’autostrada Catania-Siracusa: tre morti e un ferito.

Lunedì 13 ottobre stavano eseguendo lavori di manutenzione nella corsia di emergenza per conto dell'Anas quando improvvisamente sono stati travolti da un Tir sull'autostrada Catania - Siracusa.

Dei cinque operai operanti sulla strada, della Covir, uno è rimasto illeso mentre degli altri quattro tre sono morti sul colpo e uno è stato ferito gravemente.

I morti sono Giuseppe Leanza di 45 anni di San Teodoro (Messina), Silvestro Cerro di 48 anni e Salvatore Cristaudo di 57. Mentre Angelo Virzì, 45 anni è stato ricoverato in prognosi riservata e si trova sotto choc, ma illeso, all'ospedale di Augusta, Corrado Spadaro, 36 anni.

Secondo una prima ricostruzione della polizia stradale di Siracusa, l'autotreno ha invaso la corsia di emergenza a causa di una distrazione del conducente.

Come sempre davanti ai morti si parla di “tragica fatalità”, di “folle velocità” del Tir ed “errore umano” dell’autista, senza ricercare se ci sono anche responsabilità dell’azienda che ha aperto il cantiere sull’autostrada, e del governo. Molti assassinii sul lavoro sarebbero evitabili se si attuassero misure preventive di sicurezza per i lavoratori costretti a lavorare sulla strada e per chi guida i Tir, che spesso diventano vere bombe senza controllo.

Invece di si preferisce mettere il profitto prima della vita dei lavoratori e versare poi lacrime di coccodrillo quando i lavoratori perdono la vita.

Sfruttamento non è solo lavorare in condizioni nocive, con salari insufficienti alla necessità della vita, con allungamento della giornata lavorativa senza adeguate misure di sicurezza, ma anche lo stress di uscire da casa al mattino per lavorare e non sapere se si tornerà alla sera.

Esprimiamo il nostro cordoglio e la nostra solidarietà alle famiglie delle vittime e ai feriti.

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

Sesto San Giovanni 14/10/2014

mail: cip.mi@tiscali.it

http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com


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lun

13

ott

2014

INTERVENTO DEL GIUDICE RIVERSO

 

Viaggio di un lavoratore esposto all'amianto all'interno del pianeta giustizia  

 

Articolo 13.10.2014 (Roberto Riverso)

 

Il tema della Giustizia deve essere considerato centrale nell’approccio al problema amianto, anche in vista dell’articolazione di soluzioni operative che dovrebbe costituire lo scopo principale di questo convegno. La Conferenza governativa di Venezia del novembre 2012 risultava invece carente proprio per la mancanza di una sessione dedicata alla Giustizia; e carente sul tema si rivela anche il Piano Amianto che è stato approntato dopo la Conferenza.

Se questa esigenza prioritaria di Giustizia, connaturata all’argomento, viene rimossa, ogni iniziativa e riflessione in materia nasce monca; perché le legittime esigenze di protezione terapeutica, ambientale, previdenziale, risarcitoria non possono essere neppure concepite se non alla luce delle ingiustizie che sono state praticate ai danni delle persone, del lavoro e dei territori dove esse sono vissute. Tutto viene distorto: anche a livello tecnico e scientifico.

Su questa esigenza, qualche anno fa, tirando le fila di alcune osservazioni (in materia civile, penale e previdenziale) scrissi di una difficile giustizia per i lavoratori esposti. Era un eufemismo; avrei dovuto, ed oggi comunque, scriverei di una giustizia impossibile: perchè pur non dovendo dimenticare lodevoli eccezioni, sono tanti e tali gli accidenti cui vanno incontro le persone esposte, talmente tante le storture praticate nell’applicazione delle norme, che non basterebbe il tempo di tutta questa conferenza per darvene conto.


 

Sommario

 

 


 

Qualche notizia storica

 

La storia dell’amianto è  segnata fin dalle sue origini da un’impressionante serie di diritti negati e di omissioni: di misure di protezione; rilevazioni e controlli; adeguate previsioni nel sistema assicurativo obbligatorio; pagamenti di premi da parte dei datori di lavoro; mancanza di norme e processi; violazione di norme perfino costituzionali, oltre che interne e comunitarie, come è a tutti noto. Un buco nero di omissioni che ha prodotto e continua a produrre – da sola - la più elevata cifra di morti sul lavoro ogni anno, infortuni compresi, come accertò la Commissione lavoro del Senato (c.d. Smuraglia) con la relazione 22 luglio 1997. Ecco perché le istituzioni sono tenute ad occuparsene; non per una pietosa concessione nei confronti di nessuno, ma per cercare di riparare ad un torto ampiamente consumato, che ha radice in un’enorme colpa collettiva ed interroga la responsabilità politica di un’intera classa dirigente del nostro Paese; come ricordano gli atti parlamentari, nel corso di un dibattito alla Camera nel 1993. Ed ecco perché è assurdo che ad ingiustizia si aggiunga ingiustizia; alle vecchie quelle nuove; l’ingiustizie praticate negli uffici dell’Inail o dell’INPS o del Ministero del lavoro o della Difesa o nelle aule dei tribunali (civili del lavoro ed amministrativi) sono le più difficile da digerire; perché è ingiustizia al quadrato. Volendo operare una brevissima rassegna (anche ai fini propositivi di cui si dirà) e cercare di rimanere comprensibili a tutti, occorre mettersi nei panni di un lavoratore esposto (o di una vittima) o di un suo familiare; ed iniziare un ipotetico viaggio processuale all’interno del pianeta giustizia…

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mer

01

ott

2014

Amianto. TG3 Regionale Lombardia 26/9

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lun

29

set

2014

PROCESSO BREDA/ANSALDO - MILANO

 

Pubblichiamo un video di circa 6 minuti sul presidio al Tribunale di Milano il 26 settembre per la prima udienza del processo contro i dirigenti Breda/Ansaldo imputati per le morti di amianto dei lavoratori.

Buona visione cliccando qui sotto.                                                                    http://youtu.be/L39H_jH6UCY

 

 

 

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dom

28

set

2014

ANCORA MORTI SUL LAVORO

 

Il profitto e lo sfruttamento uccide tutti i giorni.

 

 

Ancora 2 operai morti sul lavoro in provincia di Cremona

 

Sono usciti al mattino come altre migliaia di lavoratori per guadagnare il salario necessario alle loro alle famiglie e a causa di un “incidente” sul lavoro sono finiti dentro una bara.

 

I due operai, Francesco Lissignoli di 48 anni e Giuseppe Vezzoli di 54, dipendenti della ditta Ferraroni Mangimi di Bonemerse (Cremona), sono morti schiacciati sotto tonnellate di mais fuoriuscito da un silos su cui stavano lavorando. 

 

I due lavoratori erano addetti alla manutenzione dell’essiccatoio di un Silos e secondo le prime ricostruzioni sarebbero stati investiti dal mais quando la lamiera del gigantesco cilindro si è aperta, squarciata, nella parte superiore ed una valanga di mais caldo, perché appena essiccato, si è riversata sui due uomini sommergendoli tanto che i vigili del fuoco hanno impiegato un’ora e mezza per estrarre i cadaveri sepolti sotto il mais. 

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sab

27

set

2014

PRESIDIO-PROTESTA IN TRIBUNALE

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ven

26

set

2014

BREDA/ANSALDO DI MILANO

 Video del presidio  cliccare qui   http://youtu.be/tDa9az6M_4w

Amianto: alla sbarra i dirigenti Breda/Ansaldo imputati della morte per amianto di decine di lavoratori

 

 Si è svolto oggi 26 settembre davanti alla nona sezione penale (Il Giudice designato è la Presidente della 9° Sezione Penale del Tribunale di Milano, Dr.ssa Anna Introini, il P.M. il dott. Nicola Balice), nell’Aula n. 9 la prima udienza del processo contro i dirigenti della BredaTermomeccanica/Ansaldo imputati della morte per amianto di 11 lavoratori e lesioni gravissime di un 12° (ancora vivo).

 

Nell’udienza di oggi si sono costituiti come parti civili la FIOM-CGIL di Milano e l’Associazione Italiana Esposti Amianto, mentre erano stati già ammessi come parti civili i famigliari e gli eredi dei lavoratori deceduti, il nostro Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio e Medicina Democratica, entrambi difesi e assistiti dall’avvocata Laura Mara, oltreall’Inail e Regione Lombardia. 

 

Prima dell’udienza gli ex compagni di lavoro degli operai assassinati hanno manifestato insieme ai parenti delle vittime attuando un presidio davanti alla scalinata del Palazzo di Giustizia dalle ore 9,30 alle 11.00 con striscioni e cartelli in sostegno dei famigliari dei lavoratori uccisi dalla fibra killer, chiedendo giustizia e distribuendo volantini ai passanti in cui illustravano i motivi della protesta.

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ven

26

set

2014

AMIANTO: INIZIA UN NUOVO PROCESSO

 

 

Oggi venerdì 26 settembre 2014 presidio al Tribunale di Milano

a sostegno dei famigliari dei lavoratori della Breda/Ansaldo.

 

 

 

Oggi 26 settembre davanti alla. nona sezione penale si tiene la prima udienza del processo contro i dirigenti della BredaTermomeccanica/Ansaldo imputati della morte per amianto di 11 lavoratori e lesioni gravissime di un 12° (ancora vivo). 

 

Per esprimere solidarietà alle vittime e sostenere la loro voglia di giustizia il nostro Comitato manifesta oggi con un PRESIDIO davanti al Palazzo di Giustizia.

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mar

23

set

2014

video dell'assemblea del 20 settembre 2014 del comitato.

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lun

22

set

2014

MORTI DI PROFITTO

 

Rovigo. Altre quattro vittime del profitto

 

Nella democratica Italia si continua a morire per il lavoro e a causa del lavoro.

 

Quattro operai sono morti e uno è rimasto ferito in modo grave nell'incidente che si è verificato presso la ditta Co.Im.Po di Adria, in provincia di Rovigo, azienda che si occupa del trattamento dei rifiuti industriali. Secondo le prime informazioni dei vigili del fuoco, gli operai sarebbero stati investiti dalle esalazioni di acido solforico.

 

Nicolò Bellato, 28 anni, Paolo Valesella di 53, e Marco Berti di 47, erano dipendenti della ditta, il quarto, Giuseppe Valdan, 47, di Campolongo Maggiore (Venezia), l'autista, era dipendente di un’altra  ditta. Inoltre c’è stato anche un ferito grave di 41 anni, anch'egli di Adria.

 

In questo caso, come già è successo in passato, due delle vittime hanno cercatodi soccorrere un compagno di lavoro che si era sentito male, e uno dopo l’altro sono morti a causa delle esalazioni dell’acido solforico mentre stavano pulendo l’autocisterna.

 

Ancora una volta, come spesso accade, la solidarietà fra compagni di lavoro, fra chi si guadagna da vivere ogni giorno per un salario miserabile, la solidarietà di classe e umana  di persone  che cercano di aiutarsi nel momento del pericolo a rischio della propria stessa vita -  anche se il padrone non li ha forniti di mezzi di protezione adeguati - è costata la vita a tutti.  Nella crisi i padroni risparmiano anche i pochi centesimi che riguardano la sicurezza dei lavoratori e gli “incidenti” sul lavoro sono all’ordine del giorno.

 

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ven

19

set

2014

INIZIATIVE DI LOTTA

 

 Sabato 20 settembre 2014 – ore 15,30 ASSEMBLEA presso il Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli” di via Magenta 88, Sesto San Giovanni                                                             O.d.g.:

1) Bilancio di un anno di lotte e informazione sul contenzioso con l’INAIL: riconosciuti con la lotta anche gli ultimi sei ex lavoratori Breda.
2) Prossime scadenze di lotta e informazione sulle cause in corso contro i dirigenti Breda e Pirelli
3) Organizzazione del presidio al Tribunale di Milano (Palazzo di Giustizia) per la prima udienza del Processo Breda-Ansaldo
4) Varie

INOLTRE RICORDIAMO CHE:

Venerdì 26 settembre 2014 in occasione del nuovo processo che si apre contro i dirigenti della BredaTermomeccanica/Ansaldo, il Comitato ha deciso di fare un PRESIDIO al Tribunale di Milano (Palazzo di Giustizia), dalle ore 9,30 alle 11.00 (inizio del processo) e invita tutti gli associati e amici ad organizzarsi per partecipare a sostegno dei famigliari dei lavoratori Breda/Ansaldo, morti per amianto comunicando la presenza al n. 0
2 26224099 o al 3357850799.

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

 

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mer

17

set

2014

RESPONSABILITA' AMMINISTRATIVA

 

Riportiamo un interessante articolo da Il Fatto Quotidiano uscito in agosto utile a tutti.

Morti sul lavoro, la leva del pm sulle assicurazioni che incentiva i controlli

La procura di Milano ha ottenuto il versamento di 850mila euro alla vedova di un operaio morto per il mancato rispetto delle norme anti infortunistiche. L'azienda ha così evitato sanzioni accessorie come il blocco dell'attività per via della contestazione per violazione della legge sulla responsabilità amministrativa degli enti

di Alfredo Faieta | 13 agosto 2014

Molti, benedetti e subito. E’ la sintesi per descrivere il finale positivo di una storia tragica, che dimostra l’utilità della giustizia quando è attenta non solo a perseguire il reato, ma anche alla persona offesa. La storia è quella di W., una donna egiziana residente da tempo in Italia con il marito e due figli piccoli, che si è vista riconoscere un maxi risarcimento da ben 850mila euro per la perdita del coniuge morto sul lavoro. Il tutto senza dover affrontare una lunghissima e costosa causa civile, che avrebbe richiesto magari quattro anni per arrivare a una sentenza solo di primo grado, senza nessuna certezza sulla somma che avrebbe poi ottenuto. Soprattutto se l’azienda avesse fatto ricorso allungando ulteriormente i tempi.

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ven

12

set

2014

PREMIO AL ROMANZO OPERAIO

 

Sabato 13 settembre ci sarà la serata finale del Premio Campiello 2014 (Il “Campiello” è un premio letterario, istituito nel 1962 per volontà degli Industriali del Veneto, che viene assegnato a opere di narrativa italiana) con la cerimonia di premiazione del libro vincitore. La cerimonia, com’è tradizione, si terrà al Gran Teatro la Fenice di Venezia sabato 13 settembre. e sarà trasmessa da La7 in differita, quattro giorni dopo, cioè il 17 settembre, alle ore 23.

Il riconoscimento Premio Campiello Opera Prima, attribuito dalla Giuria dei Letterati nel 2014 va a : La fabbrica del panico di Stefano Valenti pubblicato daFeltrinelli che saràpremiato nel corso della cerimonia di premiazione del Premio Campiello. premiando La fabbrica del panico di Stefano Valenti , romanzo che racconta la storia dei nostri compagni, del nostro Comitato con le sue lotte e le sofferenze, la Confindustria Veneto forse cerca di salvare la sua coscienza sporca e le mani grondanti di sangue operaio, ma non ci riesce.

In occasione della premiazione abbiamo inviato le nostre felicitazioni a Stefano Valenti con un breve commento che riportiamo in allegato.

Caro Stefano, ti inviamo queste quattro righe di commento al Premio Campiello e le nostre felicitazioni.

"Fatica, sudore, sfruttamento, rischi per la salute e la vita ogni giorno, questo il prezzo pagato dagli operai in cambio di un salario miserabile.

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gio

11

set

2014

ILVA

 

Riportiamo da: IlFattoQuotidiano.it

 

Ilva: morire in fabbrica per ‘lucida e consapevole omissione’

 

di Alessandro Marescotti | 9 settembre 2014

 

 Amianto, Ilva, Motivazioni, Quartiere Tamburi, Taranto.

 

La sentenza parla di “situazione di consapevole e lucida omissione”. Per la magistratura non si è fatto tempestivamente ciò che si poteva fare. E di conseguenza non si sono salvate vite umane. Dall’Italsider all’Ilva il filo conduttore è questo.

 

Così si potrebbe riassumere in buona sostanza la sentenza, le cui motivazioni sono state rese note oggi.Parliamo della sentenza con cui il 27 maggio scorso sono stati condannati 27 ex dirigenti di questa fabbrica pubblica fino al 1995 e poi venduta ai Riva.

 

Una sentenza centrata sull’amianto ma che allarga l’orizzonte alla questione della responsabilità di coloro hanno governato la fabbrica.”Erano a conoscenza delle inaccettabili condizioni in cui costringevano a lavorare i dipendenti”, si legge nella sentenza. 

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mar

09

set

2014

Bollettino del Comitato

 

Pubblichiamo il bollettino del nostro Comitato (anche in PDF) ricordando due importanti appuntamenti:
1) l'assemblea di Sabato 20 settembre
2) il presidio di venerdì 26 settembre 2014 al Tribunale di Milano dalle ore 9,30 alle 11.00 a sostegno dei famigliari dei lavoratori Breda/Ansaldo, morti per amianto, in occasione del nuovo processo che si apre contro i dirigenti della fabbrica. Ciao a tutti e buona lettura.

 

Sabato 20 settembre 2014

                                            ore 15,30 ASSEMBLEA

 

presso il Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli”

 

di via Magenta 88,Sesto San Giovanni

 

                       O.d.g.:

 

  1. Bilancio di un anno di lotte e informazione sul contenzioso con l’INAIL: riconosciuti con la lotta anche gli ultimi sei ex lavoratori Breda.

  2. Prossime scadenze di lotta e informazione sulle cause in corso contro i dirigenti Breda e Pirelli

  3. Organizzazione del presidio al Tribunale di Milano (Palazzo di Giustizia) per la prima udienza del Processo Breda-Ansaldo

  4. Varie

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sab

06

set

2014

Pensiamo all’Africa più che all’Ebola

 

Pensiamo all’Africa più che all’Ebola

 

di Manuel F. Yepe (*)

 

Il continente africano figura poche volte nelle notizie dei grandi mezzi di monunicazione occidentali. Questo succede solo se l’informazion è legata ad un focolaio epidemico o a una situazione terroristica che minacci gli Stati Uniti o alcuni altri paesi ricchi, loro stretti alleati. Il recente scoppio di ebola in Africa occidentale si è trasformato in una di quelle eccezioni che mettono il continente sulla carta geografica dei grandi mezzi di informazione corporativi. 

 

E’ chiaro che dobbiamo preoccuparci del focolaio dell’ebola, non tanto per la minaccia che può rappresentare per l’Occidente, ma per quello che rivela circa lo stato attuale del sistema sanitario in Africa e circa le molto limitate risorse di cui si dispone in tutto il mondo per affrontare la situazione” ha riconosciuto Adam levine, professore assistente dell’Università statunitense di Brown, che attualemnte collabora in Ruanda come consigliere clinico per le emergenze e le cure posttraumatiche in un articolo che ritengo importante e opportuno, suprattutto per chi lo esprime.

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gio

04

set

2014

SIN (SITI DI INTERESSE NAZIONALE)

COMUNICATO STAMPA

AMBIENTE: GALLETTI, NOI VELOCI SU BONIFICHE, ORA REGOLE PIU SEMPLICI

Dati del ministero dell'Ambiente: 62 decreti aree Sin nei primi sette mesi 2014, circa 600 ettari interessati. Il ministro: ma tutti collaborino *Roma, 19 ago* – Quasi una Conferenza dei Servizi al giorno, 62 decreti, progetti per circa  600 ettari: il ministero dell'Ambiente accelera e imprime una marcia sostenuta alle attività istruttorie per la bonifica dei Siti di  Interesse Nazionale.

Nei primi sette mesi dell'anno, dal 1° gennaio al 1° agosto sono stati predisposti 62 decreti per progetti di bonifica delle aree 'SIN': 51 di approvazione, 8 di autorizzazione di avvio dei  lavori, 3 di approvazione dei progetti di dragaggio. Oltre il doppio, dunque, rispetto all'intero  2013, in cui i decreti erano stati 26 (11 di approvazione, 12 di autorizzazione avvio lavori e 3 di approvazione progetti di dragaggio).
E ancora più significativo è il confronto dal 2000 ad oggi: in questi primi sette mesi, infatti, è stato predisposto il 23% della totalità dei decreti.

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ven

29

ago

2014

EBOLA E CAPITALISMO

 

L’Ebola, o la bancarotta morale del capitalismo

di Jean Batou (*)

Sembra non vi sia dubbio che una varietà di pipistrelli africani (pipistrelli fruttaioli, della famiglia Pteropodidae) costituisca la nicchia del virus dell’Ebola (tipo Filoviridae); un germe formato da una decina di proteine e identificato per la prima volta nel 1976. Oggi si conoscono cinque tipi di Ebola; tra di essi quello che apparve per la prima volta in Zaire (attualmente Repubblica Democratica del Congo-RDC) e che attualmente colpisce l’Africa occidentale.

Sono questi mammiferi volanti che lo trasmettono alle scimmie e ad altri animali, compreso – può essere direttamente – agli esseri umani, prima che questo agente patogeno provochi epidemie ricorrenti di febbre mortale. I primi sintomi dell’Ebola sono di tipo influenzale e precedono l’astenia (stato di debolezza sia psichica che muscolare, caratterizzata da una mancanza di energia e dalla perdita di entusiamo), le diarree, il vomito e, spesso, le emorragie, in che non impedisca di confonderlo con altre malattie. In più del 50% dei casi provoca la morte in circa 10 giorni (ma dipende dalla zona geografica).

 

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gio

21

ago

2014

EBOLA

 

Ebola, il nuovo affare delle società farmaceutiche

 

di Marcos Roitman Rosenmann (*)

 

Finchè il virus ha rispettato le frontiere, laggiù in Africa, quel infra-mondo abitato da paria, l’ordine delle cose ha seguito il suo corso. I morti non contavano, salvo quelli appartenenti a organizzazioni religiose, missionari, medici, infermieri e ausiliari di organizzazioni di pelle bianca, trapiantati nell’eufemisticamente chiamato Continente Nero. 

 

Molte vittime dell’Ebola e di altre malattie infettive sono passate alla categoria di Santi e martiri. Religiosi altruisti che danno la loro vita per aiutare il malato. Un modo come un altro di salvare l’anima e redimere il sentimento di colpa proprio dei peccatori.

 

Egualmente medici, sportivi, attori e gente del bel mondo fanno campagne per adottare un bambino, costruire una scuola o un ospedale. L’Africa è un bel posto dove mettere in pratica la condizione di buon samaritano. Persino le Nazioni Unite hanno i loro ambasciatori, gente per bene al servizio di cause umanitarie. Azioni che nobilitano e rivendicano l’homo sapiens sapiens come un essere riflessivo e cosciente, che si affligge per la disgrazia altrui, secondo Adam Smith.

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dom

17

ago

2014

AMIANTO IN CAMPAGNA

 

Niscemi, padre e figlio volevano scaricare 300 chili di amianto in campagna: denunciati per reati ambientali

 

NISCEMI – Volevano scaricare 300 chilogrammi di eternit-amianto nelle campagne di Niscemi. S.S. 68 anni, e il figlio S.M., 34 anni, entrambi niscemesi, sono stati denunciati a piede libero dalla polizia. Il più anziano, poiché gravemente indiziato del reato di trasporto di materiale pericoloso, amianto-eternit, violando il disposto dell’art. 212/5° e degli artt. 256/1° lett.b), del dlgs n. 152/2006, il codice dei reati ambientali, per trasporto abusivo illecito di materiale pericoloso, per un quantitativo di circa 300 Kg. Il figlio, in quanto custode del veicolo sottoposto a sequestro, invece, veniva denunciato per omessa custodia, nonché, in quanto sorvegliato speciale di P.S., per violazione alla medesima misura di prevenzione.

I due manigoldi sono stati bloccati dalle forze dell’ordine per essere sottoposti ad un controllo; gli agenti si erano insospettiti per il carico di elevate dimensioni.

L’anziano tentava di giustificarsi affermando che si stava recando presso l’isola ecologica per conferire detto materiale, cosa impossibile trattandosi di materiale altamente inquinante, che può essere ricevuto solo da centri specializzati.

Inoltre, si appurava che il veicolo condotto era già stato sequestrato al figlio, in relazione ad altri fatti, per cui anche il congiunto veniva denunciato per omessa custodia, e violazione delle prescrizioni alla Sorveglianza Speciale di P.S. a cui risulta sottoposto.

Alla luce di quanto acquisito, ovvero numerosi indizi in merito all’avvenuta al trasporto del materiale altamente inquinante, stesso senza alcun titolo autorizzativo, i poliziotti niscemesi hanno proceduto alla denuncia in stato di libertà dell’uomo, segnalandolo, pertanto, in stato di libertà, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Gela, mentre il materiale amianto-eternit rinvenuto veniva sequestrato per il successivo smaltimento. L’autocarro – già sequestrato penalmente per altri fatti – altresì, veniva sottoposta a sequestro perché oggetto di confisca obbligatoria ai sensi dell’art. 259 comma 2, Dlgs nr. 152/2006.

dal Giornale online Il Fatto Nisseno

 

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mar

05

ago

2014

ANCORA UN MORTO SUL LAVORO

 

Stamattina un altro ferroviere è morto sul lavoro.
Alessio Corradini, ferroviere di 34 anni, dipendente da Rfi Spa, è morto stamattina, 5 agosto 2014, folgorato alle 11.20 mentre stava lavorando sui fili dell'alta tensione della linea ferroviaria Firenze Roma, nella stazione di Fabro-Ficulle, in provincia di Terni.
La tragedia è avvenuta durante la manutenzione programmata della linea elettrica di alimentazione dei treni.
In Rfi le cautele le procedure di sicurezza per la manutenzione - sulla carta pressoché perfette - si continuano a rivelare tragicamente inadeguate.
Solo pochi giorni fa in Sicilia tre colleghi sono morti sotto ad un
treno mentre lavoravano in linea.
Il tragico elenco dei morti sui binari continua ad allungati.

Ogni commento appare insufficiente ad esprimere i sentimenti di rabbia e di impotenza che si provano di fronte a infortuni così prevedibili e ripetitivi.
Ma qualcuno dovrà pure costringere Rfi, a interrompere questa strage ed a far rispettare le precauzioni necessarie.
Il governo si gingilla con 'le riforme'  costituzionali ignorando
colpevolmente che la Costituzione deve essere ancora applicata.

L'ansf scrive decreti senza preoccuparsi di controllare se vengono
applicati.

Gli organi di vigilanza delle ASL e delle DPL vengono depotenziati e demotivati.

La magistratura apre le inchieste sempre dopo.....

  Anche se sarebbe meglio per tutti che si intervenisse prima....

Il ministro sta per fare un altro bel comunicato di cordoglio....
E così i sindacati.

E se siamo fortunati, anche il presidente della Repubblica ne farà uno solenne.

Tanto domani i giornali parleranno d'altro.

E noi assieme a madri, vedove e orfani continueremo a piangere quando un compagno di lavoro non torna a casa.

Ma non basta, occorre reagire e rimettere al centro della discussione, almeno tra i lavoratori, le iniziative e le azioni necessarie a salvarsi.

Una vera riforma sarebbe quella che... La sera tutti tornano a casa dal lavoro!

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ven

01

ago

2014

INTERVISTA A RADIO BLACKOUT

 

Pubblichiamo per chi ha voglia di ascoltare, alcuni minuti della chiacchierata fatta in diretta con radio blackout sui risultati delle lotte del nostro “Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio”.

Per sentirla cliccare qui sotto.  

 

http://radioblackout.org/2014/07/amianto-epilogo-positivo-per-le-vertenze-milanesi/

 

 

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gio

31

lug

2014

DAL QUOTIDIANO "IL GIORNO"

 

"In Breda lavoravano con l'amianto".

Altri sei ex operai avranno i benefici pensionistici

 

Dopo anni di lotte e proteste, anche gli ultimi ex operai amianto hanno ottenuto il certificato di esposizione amianto 

di Patrizia Longo 

Sesto San Giovanni, 31 luglio 2014 -

Ci sono voluti anni di lotte, innumerevoli manifestazioni e proteste contro i dirigenti Breda e Inail, cause legali contro l’Inps. Ma finalmente anche gli ultimi ex esposti all’amianto, che reclamavano il riconoscimento dei loro diritti, ce l’hanno fatta: «Il contenzioso si è risolto favorevolmente per tutti, anche per quelli che avevano perso le cause contro l’Inps — rimarca Michele Michelino, presidente del Comitato per la difesa nella salute nei luoghi di lavoro e nel territorio —: gli ultimi sei lavoratori della Breda Fucine hanno ottenuto il certificato di esposizione amianto».

A oggi sono centinaia gli ex lavoratori che tramite la lotta organizzata dal Comitato hanno ottenuto i «benefici pensionistici»: «Meglio sarebbe chiamarli risarcimenti, visto che chi è stato esposto all’amianto muore prima», sottolinea Michelino. Non solo: centinaia sono anche ex lavoratori e familiari sottoposti a sorveglianza sanitaria e visite gratuite. «E poi decine sono i lavoratori e i loro familiari che hanno ottenuto il risarcimento previsto dal Fondo vittime amianto che il nostro Comitato, insieme con altre associazioni, è riuscito ad ottenere.

Altre decine di ex lavoratori ammalati hanno avuto il riconoscimento di malattia professionale dopo continue manifestazioni, per far valere un diritto che dovrebbe essere riconosciuto pacificamente dalle leggi. La nostra lotta continua anche per i nostri ex compagni di lavoro uccisi dalle sostanze cancerogene in fabbrica e le loro famiglie». 
Ai processi penali contro i dirigenti Breda, Pirelli e Ansaldo, il Comitato è stato ammesso come parte civile. «In questi anni abbiamo combattuto contro nemici potenti — sottolinea Michelino —: i padroni, le istituzioni, i partiti e i sindacati dicevano che eravamo “estremisti” che volevano far chiudere le fabbriche, “terroristi” perché spaventavamo la popolazione ingigantendo i pericoli. Oggi il clima è cambiato. La lotta continua per attuare la prevenzione primaria, le bonifiche e il risarcimento di tutti gli ex esposti alla fibra killer; ci battiamo contro la prescrizione per gli infortuni e i morti sul lavoro e le malattie professionali e per il miglioramento della legge sull’amianto».

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mar

29

lug

2014

LOTTARE SENZA DELEGARE PAGA

Uno dei tanti presidi contro l'INAIL
Uno dei tanti presidi contro l'INAIL

 

Amianto: La lotta paga. Riconosciuti anche gli ultimi 6 lavoratori esposti amianto

 

Dopo anni di lotte con innumerevoli manifestazioni e proteste contro i dirigenti Breda, l’Inail e cause legali contro l’Inps, il contenzioso si è risolto favorevolmente per tutti i lavoratori, anche per quelli che avevano perso le cause contro l’Inps e in cui i giudici avevano applicato la decadenza (prescrizione). ANCORA UNA VOLTA LA LOTTA E LA RESISTENZA PAGA.

 

Anche gli ultimi sei lavoratori della Breda Fucine che avevano lavorato a contatto con l’amianto hanno ottenuto il certificato di esposizione amianto.

 

Con loro tutti i lavoratori che avevano fatto la domanda entro il 15 giugno 2005, sono stati riconosciuti.

 

A oggi sono centinaia gli ex lavoratori che tramite la lotta organizzata dal nostro comitato, hanno ottenuto i cosiddetti “benefici pensionistici” (meglio chiamarli risarcimenti, visto che chi è stato esposto all’amianto muore prima) previsti dalla legge 257 del 1992 sulla messa al bando dell’amianto.

 

Centinaia sono anche gli ex lavoratori esposti amianto e i loro famigliari che hanno ottenuto la sorveglianza sanitaria e le visite gratuite alla clinica del Lavoro di Milano e negli Ospedali della Regione Lombardia.

 

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ven

25

lug

2014

SCHMIDHEINY PADRONE DI ETERNIT

 

SENTENZA AMERICANA CONDANNA SCHMIDHEINY

 

UNA SENTENZA IMPORTANTE

 

Stephan Schmidheiny condannato a risarcire 90 milioni di dollari per morti amianto in New Jersey.

Aiea e Medicina Democratica insieme al Coordinamento Nazionale Amianto informano che due società costituite con parte dei profitti dell’allora Eternit di proprietà di Schmidheiny , Anova Holding e Becon che si occupano di gestione patrimoniale, sono state condannate a inizio luglio da un tribunale del New Jersey – Stati Uniti – al risarcimento ai famigliari di diverse vittime dell’amianto con oltre 90 milioni di dollari.

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mer

23

lug

2014

PRANZO DI SOTTOSCRIZIONE

Una cena del Comitato
Una cena del Comitato

 

 

 

 

 

Domenica 27 luglio 2014 ore 12.00

 

pranzo di sottoscrizione per il Comitato (15 euro)

 

 

al Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli”

 

via Magenta 88,Sesto San Giovanni (Mi)

 

Il pranzo, come sempre, oltre che una sottoscrizione per le iniziative del Comitato è un’occasione per stare insieme in modo conviviale, in allegria con compagni e amici con cui abbiamo condiviso un altro un anno di lotte e tante battaglie.

 

Invitiamo tutti a partecipare prenotando allo 02. 26224099, al 3357850799  o scrivendo alla mail:   cip.mi@tiscali.it

 

 Per l’occasione insieme a specialità cucinate dai nostri cuochi, si potrà degustare insieme al buon vino anche l’ottima birra fatta in casa fornita per l’occasione da un nostro associato.

 

 Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

 

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mar

22

lug

2014

CONDANNATO PADRON RIVA PER TRUFFA

 

Il Fatto Quotidiano

 

Ilva, Fabio Riva condannato per truffa allo Stato da 100 milioni di euro

 

Il Tribunale di Milano infligge al figlio di Felice sei anni e mezzo di reclusione e una provvisionale di 15 milioni per il ministero dell'Economia. La Holding Riva Fire avrebbe creato una società in Svizzera per aggirare la norma sui contributi all'export

di Redazione Il Fatto Quotidiano | 21luglio 2014

 

Fabio Riva, figlio dell’ex patron dell’Ilva Emilio morto qualche tempo fa, è stato condannato a sei anni e mezzo di carcere per una presunta truffa allo Stato da circa cento milioni di euro. La sentenza è stata letta dal giudice della terza sezione del Tribunale di Milano, che ha anche condannato Riva Fire Spa a una sanzione di 1,5 milioni. Cinque anni di reclusione sono stati inflitti ad Alfredo Lomonaco, ex presidente della finanziaria elvetica Eufintrade, e tre anni ad Agostino Alberti, allora consigliere delegato di Riva Fire. 

Il Tribunale ha disposto il versamento, in solido tra tutti gli imputati, di una provvisionale di 15 milioni al ministero dello Sviluppo Economico, e ha ordinato la confisca per equivalente della presunta truffa fino a una concorrenza di circa 91 milioni di euro di beni mobili e immobili a tutti gli imputati. 

Il pm Stefano Civardi aveva chiesto per Fabio Riva e per Alfredo Lomonaco 5 anni e 4 mesi di carcere, mentre per Agostino Alberti, consigliere delegato di Ilva Sa, tre anni e 4 mesi. Secondo l’accusa, Riva e gli altri avrebbero creato una società in Svizzera, la Riva Sa, per aggirare la normativa sull’erogazione dei contributi pubblici per le imprese che esportano. Il giro contabile avrebbe permesso a Riva Fire di truffare lo Stato italiano per circa 100 milioni di euro.

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ven

18

lug

2014

ANCORA MORTI SUL LAVORO

 

Riceviamo da Dante De Angelis (MACSIMAIl@macchinistisicuri.info) la notizia dell'ennesima strage di lavoratori. Alle famiglie delle vittime esprimiamo la nostra solidarietà e il nostro cordoglio, ai dirigenti assassini la nostra rabbia. 

 

Altri 3 operai oggi hanno perso la vita sui binari mentre lavoravano alla manutenzione.
Sono stati investiti da un treno nei pressi di Butera, sulla linea Licata-Gela, in provincia di Caltanissetta.

Sono, Vincenzo Riccobono, 54 anni, di Agrigento, Antonio La Porta, 55 anni, di Porto Empedocle, Luigi Gazziano, 57 anni, di Aragona.
Il macchinista è stato formalmente indagato  per garantirgli la possibilità di partecipare agli accertamenti necessari, nominando legali e consulenti.

Una tragedia che si ripete (sempre in Sicilia, il primo settembre del 2008, a Motta S. Anastasia, morirono nello stesso modo, Giuseppe Virgillito e Fortunato Calabrese e molti altri ferrovieri sono deceduti sui binari di tutta Italia).
Sembra un 'rito sacrificale' che nasconde la crudele realtà di un Paese in cui il trasporto ferroviario per gran parte del territorio è ridotto di quantità e qualità e dove la sicurezza annunciata - "siamo la ferrovia più sicura del mondo", dicono i vertici delle Fs - non corrisponde alle reali condizioni di lavoro.

Una strage sul lavoro che fa rabbia e urla la contraddizione tra le troppe chiacchere - annunci di risanamento economico, mercato, separazioni societarie, pubblicità accattivanti dell'alta velocità - e la scarsa sicurezza concreta per i lavoratori. Nonostante le rassicurazioni e le dichiarazioni trionfanti su risanamento dei bilanci delle ferrovie (anzi forse a causa di esso), sui binari si continua a morire.

La costituzione dell'Agenzia Nazionale per la sicurezza (ANSF) - sulla carta il controllore di Rfi  e delle imprese ferroviarie - non è risucita a scalfire il tragico e ripetitivo fenomeno delle morti per investimento.

Come si spiega alle vedove e agli orfani che le misure di sicurezza - teoriche - nella pratica non si applicano ?

Ciao
Dante

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mar

15

lug

2014

AMIANTO ALL'ANSALDO DI GENOVA

 

COMUNICATO STAMPA: L’ASSOCIZIONE ITALIANA ESPOSTI AMIANTO E’ SCONVOLTA DAI FATTI SOTTO RIPORTATI.

 

IERI L’AIEA HA ANNUNCIATO DI ESSERE STATA ACCOLTA COME PARTE CIVILE IN UN PROCESSO CONTRO ALCUNI DIRIGENTI DELL’ANSALDO-FRANCO TOSI DI LEGNANO DAL TRIBUNALE DI MILANO, OGGI VIENE A SAPERE CHE OPERAI EX ESPOSTI ALL’AMIANTO DELL’ANSALDO DI GENOVA SONO INDAGATI PER TRUFFA PER AVERE INDEBITAMENTE USUFRUITO DEI CD “BENEFICI PREVIDENZIALI” DOVUTI AGLI ESPOSTI ALL’AMIANTO CHE ABBIANO LAVORATO PER ALMENO 10 ANNI IN UN’AZIENDA DOVE LA FIBRA KILLER ERA UTILIZZATA.SONO CENTINAIA, E SE ANDIAMO INDIETRO NEL TEMPO FORSE MIGLIAIA, I MALATI E I MORTI PER AMIANTO A GENOVA, MA NON CI SEMBRA CHE VI SIA UN PROCESSO PENALE IN CORSO NEI CONFRONTI DEI DIRIGENTI DI UNA O PIU’ AZIENDE CHE HANNO ESPOSTO I LAVORATORI (E I CITTADINI) ALL’AMIANTO. EPPURE IN ITALIA   I PROCESSI PER QUESTA RAGIONE SONO MOLTISSIMI: A PALERMO, A TARANTO, A ROMA, A RAVENNA A PADOVA, A BELLUNO,  A VENEZIA, A MONFALCONE, A MANTOVA, MILANO, A IVREA, A TORINO…..DOPO IL PROCESSO DI TORINO SEMBRAVA A TUTTI CHIARO CHE L’AFFERMAZIONE SCIENTIFICA (RIPRESA ANCHE NELLA CONFERENZA NAZIONALE AMIANTO VOLUTA DAL GOVERNO NEL 2012)  CHE STABILISCE  NON ESISTERE ALCUNA SOGLIA MINIMA DI AMIANTO AL DI SOTTO DELLA QUALE LA SALUTE DEGLI ESPOSTI POSSA ESSERE SALVAGUARDATA”. VEDIAMO, INVECE, CHE IN CERTI TRIBUNALI SI PARLA ANCORA DI SOGLIE O VALORI LIMITE. –INACCETTABILE- PER NON DIRE ALTRO. INTERVENGA IL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA.

 

AIEA NAZIONALE Milano 8 luglio 2014

 

Da “Il fatto Quotidiano”

 

“Siamo tutti indagati per truffa, vogliono lasciarci senza pensione e dovremmo pure restituire quanto ci hanno pagato in questi anni”. Sono più di 800 gli ex metalmeccanici dell’Ansaldo inquisiti dalla procura di Genova. Per i pm gli operai avrebbero usufruito di un beneficio contributivo per chi lavora a contatto con l’amianto senza però averne i requisiti. “Secondo i tecnici della procura eravamo esposti a 0,98 invece che a 1, che è il limite fissato per legge – spiega uno degli operai, che precisa: “Questo 0,98 ci sta uccidendo, l’ultimo collega è morto pochi giorni fa: 58 anni, mesotelioma pleurico”. Per i dati raccolti da Giancarlo Bonifai, l’avvocato che segue gli ex metalmeccanici, sono quasi 250 i morti dal 2005 per malattie legate all’amianto che lavoravano all’Ansaldo. “Mentre in tutta Italia si celebrano i processi contro i dirigenti – conclude Bonifai – delle ditte dove si utilizzava amianto senza le dovute precauzioni, a Genova si fa il contrario, si processano gli operai” . di Cosimo Caridi

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mer

09

lug

2014

AMIANTO

 

Riportiamo un articolo de LA NAZIONE

 Prato. Ricerca shock, fra gli stracci esposti all'amianto come alla Breda.

 

Ricerca shock, fra gli stracci esposti all'amianto come alla Breda

 

Lo studio shock dell'Ispo evidenzia un'alta incidenza del mesotelioma sui cenciaioli

- Uno studio shock dell'Ispo, l'Istituto per lo studio e la prevenzione oncologica, indica che gli stracciaioli pratesi sono considerati una categoria a rischio esposizione all'amianto. In pratica, chi ha fatto per anni il cenciaiolo è stato esposto in maniera continuativa alle fibre di amianto come i lavoratori dell'Eternit. La notizia, riportata oggi su La Repubblica, risale a fine maggio, quando a Roma è stata diffusa nell'ambito di una riunione del Registro italiano mesoteliomi. Il mesotelioma pleurico è infatti la gravissima e mortale malattia respiratoria che colpisce soprattutto chi ha avuto una continuativa esposizione alle fibre di amianto, come accaduto a tanti lavoratori della Breda di Pistoia, della Eternit di Casale Monferrato, ma che ha fatto tante vittime anche a Larderello, per restare in Toscana.

La ricerca di Elisabetta Chellini di Ispo (fra gli altri vi hanno partecipato anche i pratesi Aldo Danti e Luigi Mauro della Asl 4) evidenszia come il mesotelioma abbia avuto un'alta incidenza fra gli stracciaioli nel periodo 1988-2012: tra i 74 e i 166 casi per 100mila abitanti. Come la Breda, come la Eternit. Impressionante. Molto più bassa l'incidenza negli altri settori del tessile; questo perché chi faceva la cernita degli stracci aveva a che fare con sacchi e tessuti rimasti a stretto contatto con l'amianto. Con i cenci, insomma, si mettevano in casa (anzi, nel magazzino) un pericolo mortale.

Prato, 15 giugno 2014

 

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lun

30

giu

2014

5 ANNI DALLA STRAGE DI VIAREGGIO

 

Dal quotidiano Il Tirreno. La strage di Viareggio

Le voci di tutte le stragi d’Italia strette intorno a Viareggio

Dalla Thyssen alla scuola di San Giuliano di Puglia passando per l’Aquila le storie di un'Italia che crolla, esplode, brucia per la follia e la negligenza dell'uomo. Grande commozione al corteo per reclamare la verità a cinque anni dalle strage di Viareggio in cui hanno perso la vita 32 persone

di Donatella Francesconi 
 

 

VIAREGGIO. "I nostri figli sono stati ammazzati per risparmiare"; "Mio figlio è morto sotto le macerie del terremoto e per due volte la giustizia italiana mi ha negato il diritto a costituirmi parte civile"; "C'è chi ha dato a chi causa tutto questo la patente dell'impunibilità"; "A San Giuliano di Puglia è la scuola l'unico edificio crollato nel terremoto"; "In quella classe di Casalecchio sul Reno avevano tutti la media dell'otto…giovani che al loro paese avrebbero potuto dare molto": voci da dentro l'Italia che crolla, esplode, brucia per la follia e la negligenza dell'uomo.Storie di gente di casa nostra. Rosina Plati, madre di Giuseppe De Masi, morto a 26 anni nel rogo della Thyssen di Torino, Sergio Bianchi, padre di Nicola, 22 anni, studente di biotecnologie, Loris Rispoli, fratello di Liana, morta a 29 anni nella tragedia del Moby Prince, traghetto in fiamme nelle acque di Livorno, Antonio Morelli, padre di Morena, che a sei anni era andata a scuola come tutti i giorni, a San Giuliano di Puglia e a casa non è più tornata, Roberto Alutto, padre di Deborah che una aereo crollato su una scuola s'è portata via insieme a dodici altri studenti a Casalecchio sul Reno.

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gio

19

giu

2014

MOZIONE APPROVATA ALLA CAMERA

 

Amianto: pubblichiamo la mozione approvata in Aula alla Camera dei Deputati, il 18 giugno 2014 e il video della dichiarazione di voto dell’ on. Fabio Lavagno  (SEL). 

 

La Camera, richiamando le premesse delle mozioni oggi all’ordine del giorno impegna il Governo:

 

- ad approvare definitivamente il Piano nazionale amianto, prevedendo i finanziamenti necessari alla sua completa attuazione;  

 

- ad attivarsi, per quanto di competenza, in accordo con le regioni, affinché entro un anno sia concluso il programma dettagliato di censimento, bonifica e smaltimento dei materiali contaminati, anche tramite i piani regionali amianto;  

 

- ad assumere iniziative per incrementare, compatibilmente con gli attuali vincoli di finanza pubblica, le risorse assegnate al Fondo per le vittime dell'amianto, istituito dalla legge finanziaria 2008, e rivedere l'attuale legge pensionistica, per garantire benefici ai lavoratori colpiti da patologie amianto-correlate; 

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lun

16

giu

2014

LA CAMERA DISCUTE D'AMIANTO

 

 L’amianto torna in Parlamento 

 

32 milioni di tonnellate sul territorio nazionale ancora da bonificare, le misure attuate fino ad oggi non sono bastate. La Camera chiede al governo interventi certi e immediati Il governo deve intervenire al più presto per mettere in sicurezza il Paese.

 

La richiesta arriva stavolta dai gruppi di Pd, Ncd, M5s e Sel alla Camera dei Deputati, dove in questi giorni si stanno discutendo una serie di mozioni concernenti iniziative a favore delle vittime dell’amianto.

 

Oltre 22 anni fa, il parlamento italiano ha varato una legge (257/1992) che vieta estrazione, importazione, commercio ed esportazione di amianto. Eppure da allora, nonostante questo materiale fosse di fatto messo al bando, non sarebbero stati realizzati i necessari interventi di messa in sicurezza e bonifica.

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mer

11

giu

2014

MORTI PER AMIANTO ALLA PIRELLI

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lun

09

giu

2014

AMIANTO: EX PRESIDENTE AIRC INDAGATO

 Da anni denunciamo inascoltati ai mass media, giornali, TV che uno dei dieci manager della Pirelli imputati della morte di oltre 50 lavoratori per amianto dal tribunale di Milano è Piero Sierra presidente dell’Associazione Italiana di Ricerca sul Cancro. Finora i mass media foraggiati dalla pubblicità di Pirelli per non perdere i finanziamenti hanno sempre nascosto la notizia e l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro non ha mai voluto sostituirlo, anzi l’ha sempre difeso. Questo signore, uomo di Pirelli, imputato di omicidio colposo insieme agli altri dirigenti sotto processo dal 28 maggio 2014 non è più presidente, ma rimane sempre VERGOGNOSAMENTE nel consiglio di amministrazione dell’AIRC. Ora però il muro di complicità e omertà di cui finora ha goduto Piero Sierra sta vacillando. Pubblichiamo quindi con piacere l’articolo del Fatto Quotidiano criportato sotto che consigliamo a tutti di leggere. 

 

Amianto, tra gli imputati del processo Pirelli anche l’ex presidente dell’Airc 

di Alfredo Faieta | 5giugno 2014

 

Piero Sierra, ex amministratore delegato di Pirelli, ha guidato l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) per nove anni, fino al 28 maggio. E' accusato, con altri ex dirigenti della società degli pneumatici, di omicidio colposo per le morti degli operai colpiti da tumori e altri malattie dopo essere stati esposti all'amianto negli stabilimenti di viale Sarca e via Ripamonti 

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sab

07

giu

2014

da IL GIORNO

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ven

06

giu

2014

AMIANTO: BREDA-ANSALDO A PROCESSO

 

NOVE DIRIGENTI DELLA BREDA TERMOCCANICA-ANSALDO DI MILANO RINVIATI A GIUDIZIO PER LA MORTE DI 11 OPERAI PER MESOTELIOMA PLEURICO E LESIONI GRAVISSIME PER UN ALTRO ANCORA VIVO.

 

 

 

Il 26 settembre comincerà il processo alla nona sezione del Tribunale di Milano. 

 

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Milano, dott. Manuela Scudieri ha rinviato a giudizio 9 componenti del consiglio di amministrazione della Breda Termomeccanica – Ansaldo  di viale Sarca a Milano e chiesto lo stralcio per altri 2 (come richiesto dalle difese degli imputati) per sottoporli a perizia medica il 26 giugno.  

 

L’accusa è di omicidio colposo per “colpa negligenza, imprudenza, imperizia e inosservanza delle leggi, omettendo di adottore nella direzione e nell’esercizio dell’impresa, le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica dei lavoratori operanti all’interno dei capannoni nei reparti produttivi Convenzionale e Nucleare”.

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lun

02

giu

2014

PRESENTAZIONE LIBRO

Foto della presentazione del libro “ATTUALITA’ SU AMBIENTE E SALUTE” presentato il 31 maggio a Sesto San Giovanni presso il Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli”dal Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio.

Altre immagini nella sezione foto in alto sulla pagina.

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sab

24

mag

2014

AMIANTO E CANCEROGENI ALL'ILVA

 

Ilva di Taranto, condannati 27 ex dirigenti per la morte di 28 operai.

I lavoratori deceduti per essere stati esposti alle fibre d'amianto e altri cancerogeni

Il giudice monocratico di Taranto, Simone Orazio, ha riconosciuto il nesso di causalità tra il decesso e l’esposizione al pericoloso cancerogeno. I dirigenti Ilva per quasi quarant’anni, hanno costretto i lavoratori a lavorare senza essere avvertiti dei rischi e pericoli e senza dispositivi di protezione individuali e collettivi. I lavoratori dunque hanno inalato le micidiali fibre dell’asbesto, contraendo il mesotelioma pleurico e altri tumori.

 

La sentenza del tribunale di Taranto ha stabilito il massimo della pena, 9 anni e mezzo, per l'ex direttore dell'Italsider Sergio Nocee  pene più alte sono state inflitte anche agli ex manager della vecchia Italsider pubblica (alla quale subentrò poi il gruppo Riva).

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mer

21

mag

2014

Bollettino n. 71 del Comitato

 

Sabato 31 maggio 2014 – ore 15,30 ASSEMBLEA

 

presso il Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” di via Magenta 88, Sesto San Giovanni

 

O.d.g.

 

1) Informazione sullo stato delle vertenze legali e del contenzioso con l’INAIL e INPS, dopo che una delegazione del Comitato si è recata a Roma incontrandosi con il direttore della Breda.

 

2) Informazione sulle cause in corso contro i dirigenti Breda, Pirelli e molte altre ancora promosse dal nostro Comitato

 

3) presentazione del libro ATTUALITA’ SU AMBIENTE E SALUTE con domande e risposte con gli autori (sarà presente il prof. Giancarlo Ugazio, socio onorario del nostro Comitato, che ha curato l’opera) e altri co-autori.

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gio

15

mag

2014

Dal quotidiano IL GIORNO 15 maggio 2014

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gio

15

mag

2014

STRAGE DI MINATORI IN TURCHIA

 

IL CAPITALISMO CONTINUA A UCCIDERE I LAVORATORI IN TUTTO IL MONDO

 

Michele Michelino (*)

 

Un’esplosione nella miniera di carbone di Soma, in Turchia ha provocato la morte, finora accertata, di 274 operai e tuttora sono dispersi 120 minatori. L’esplosione si è verificata a 420 metri di profondità quando i 787 lavoratori erano al lavoro e il fuoco e le fiamme hanno bruciato corpi vivi e poi il fumo non ha lasciato scampo a chi era sopravvissuto alle fiamme. In questa miniera come avviene ormai ovunque nel mondo capitalista, i propri profitti s’incrementano sulla pelle dei lavoratori, risparmiando sulla manutenzione e sulla sicurezza. Questo lo sanno bene i lavoratori e i loro famigliari che hanno preso a calci l’auto del primo ministro turco Erdogan gridandogli ”ladro”, “assassino”, “dimettiti”, costringendo il primo ministro e la sue guardie del corpo a scappare come topi e a rifugiarsi in un vicino supermercato.

 

Subito la protesta operaia e popolare e scoppiata in varie parti del paese. A Istanbul ci sono stati duri scontro fra manifestanti e polizia e la protesta si sta estendendo in tutto il paese.

 

Questo ennesimo crimine del capitale, questa strage di operai bruciati vivi come se fossimo ancora nell’800, è la “modernità” del capitalismo.

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ven

09

mag

2014

PROCESSO BREDA-ANSALDO AMIANTO

 

 

IL NOSTRO COMITATO AMMESSO COME PARTE CIVILE NEL NUOVO PROCESSO CONTRO I DIRIGENTI DELLA BREDA TERMOCCANICA-ANSALDO. 

 

Questa mattina si è tenuta la 2° udienza davanti al Giudice per le Udienze Preliminari (GUP) del Tribunale di Milano, dott. Manuela Scudieri. Il giudice ha deciso stamattina di accogliere le richieste di costituzione di tutte le parti civili.

 

Oltre a l’Inail e Regione Lombardia, sono ammessi come parti civili anche Medicina Democratica e il nostro Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, difeso e assistito dall’avvocata Laura Mara.

 

 Nella prossima udienza, fissata per il 6 giugno, il giudice deciderà se rinviare a giudizio o meno gli imputati.

 

Una delle parole d’ordine che abbiamo sempre sostenuto in fabbrica fin dagli anni ‘70 è stata: “La salute non si paga – la nocività si elimina”, scontrandoci con il padrone (che dava la paga di posto più alta per i lavori nocivi e mezzo litro di latte), con il sindacato che barattava salario e salute, alcuni sindacalisti sul libro paga del padrone, e con alcuni nostri compagni di lavoro che vedevano nell’indennità di nocività la possibilità di arrotondare il salario (anche se di poche lire).

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ven

09

mag

2014

SERATA INFORMATIVA

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gio

08

mag

2014

da IL GIORNO 8 MAGGIO 2014

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mer

07

mag

2014

FRAMMENTI DELLA NOSTRA STORIA

 

Pubblicato su PeaceLink, un pò della nostra storia

 

Lotte operaie e popolari, verità storica e verità giuridica. 

 

Michele Michelino(*)
La nostra storia per molti aspetti è simile a quella dei lavoratori. di Porto Marghera, della ThyssenKrupp, dell’Eternit di Casale Monferrato, della Fibronit di Broni (Pv), dell’Ilva di Taranto e di moltissime altre fabbriche. E simile anche nelle responsabilità d’imprenditori senza scrupoli, di padroni e istituzioni complici di un sistema industriale capitalista che favorendo il profitto a scapito della salute della vita umana hanno avvelenato interi territori condannando a morte anche le future generazioni.


E’ simile nelle responsabilità dei vertici aziendali, che sapevano in anticipo di questi omicidi annunciati e dei crimini ambientali provocati, dal cloruro di vinile monomero alla Montedison, dall’amianto, cromo e altre sostanze cancerogene all’Ilva, all’Eternit, alla Fibronit e alla Breda e nulla hanno fatto per impedirli.
Il killer in Breda e nelle fabbriche di Sesto San Giovanni si chiamava amianto, ma anche, cromo, nichel, arsenico, piombo e altri ancora.

 

La nostra esperienza di lotta nasce e si sviluppa a Sesto San Giovanni (Milano), una delle più grandi concentrazioni operaie italiane.
L’ex Stalingrado d’Italia è stata e continua a essere una delle città più inquinate d’Europa. Anche oggi che i 42.000 posti di lavoro delle sue fabbriche sono stati eliminati, continuano a persistere gravi problemi ambientali con danni alla salute dei lavoratori e alla popolazione.


Una delle parole d’ordine che abbiamo sempre sostenuto in fabbrica fin dagli anni ‘70 è stata: “La salute non si paga – la nocività si elimina”, scontrandoci con il padrone (che dava la paga di posto più alta per i lavori nocivi e mezzo litro di latte), il sindacato che barattava salario e salute, alcuni sindacalisti sul libro paga del padrone, e anche alcuni nostri compagni di lavoro che vedevano nell’indennità di nocività la possibilità di arrotondare il salario (anche se di poche lire) senza essere coscienti pienamente dei pericoli per la salute. 

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mar

06

mag

2014

AMIANTO: PROCESSO DIRIGENTI PIRELLI

 Annamaria Gatto. Presidente V sezione penale
Annamaria Gatto. Presidente V sezione penale

 

Morti per amianto alla Pirelli: al via il 2° processo

 

Ammesso come parte civile il nostro Comitato: ci viene riconosciuta la legittimità fra i malumori dei difensori degli imputati che avevano chiesto l’esclusione di tutte le parti civili – e in particolare del nostro Comitato - e subito comincia la compravendita.  

 

Oggi il Giudice dott.sa Annamaria Gatto si è pronunciata sulle costituzioni delle parti civili respingendo le motivazioni degli avvocati dei dirigenti Pirelli, legittimando e facendo entrare nel processo tutte le parti civili.

 

Dopo l’unificazione dei processi 2 e 3 in un unico procedimento contro 10 dirigenti della Pirelli - imputati di omicidio colposo e lesioni gravi di decine di lavoratorimorti per mesotelioma pleurico o che si sono ammalati di tumore – il dibattimento può cosi entrare nel vivo. Per l’accusa i dirigenti sapevano che l’amianto avrebbe causato danni agli operai, ma nulla hanno fatto per impedire che lavoratori che hanno lavorato negli anni '80 negli stabilimenti della Pirelli a Milano in viale Sarca o in via Ripamonti si ammalassero e morissero.  

 

Nel processo si sono costituiti parte civile la Regione Lombardia, l’ASL, la Camera del Lavoro Metropolitana e, difesi dall’avvocato Laura Mara, Medicina Democratica, l’Associazione Italiana Esposti Amianto e il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, tutti riconosciuti.

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lun

05

mag

2014

AMIANTO: MORTI ALLA SCALA DI MILANO

 

Riceviamo e pubblichiamo 

 

Milano 26.04.2014 - La CUB Spettacolo ha indetto uno sciopero e tenuto un presidio accanto al teatro La Scala di Milano per denunziare le gravi condizioni di lavoro e di discriminazione dei lavoratori e per chiedere il cambio della dirigenza.

 

I lavoratori del Teatro La Scala hanno anche denunziato i morti per amianto riscontrato negli ambienti della struttura e che negli anni hanno denunziato senza attenzione delle istituzioni.

 

Solo ricorrendo alle denunzie hanno ottenuto nel 2002 l'intervento della giunta comunale per la bonifica di un settore, senza però, debellare del tutto il pericolo.

 

Simbolicamente è stata apposta e svelata una lapide in marmo che ricorda i morti per amianto a causa dell'ignavia delle istituzioni.

 

Parlano Pippo Fiorito, Cub Spettacolo; Michele Michelino, Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro.

 

Suona la Banda degli Ottoni.

 

CLANDESTINO 2014 

 

InfoCLANDESTINO 

 

https://www.youtube.com/watch?v=keHOfb4hE1A&list=UUZvb97g6pwFF7dqktAdVgSQ 

 

Alfredo

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ven

02

mag

2014

Da Associazione per i Diritti Umani

 

giovedì 1 maggio 2014

 

La fabbrica del panico: il lavoro, il dolore   

 

Un uomo tira pietre piatte in riva a un fiume mentre il figlio lo osserva. L'uomo è tornato lì per dipingere ora che il male oscuro si sta impossessando del corpo. Un male vigliacco che si è inoculato in quel corpo forte di padre tanti anni prima, negli anni'70, quando quel padre ha iniziato a lavorare in fabbrica.  

 

Fuori dall'edificio si lotta per turni di lavoro più umani e per una paga giusta, si lotta per i diritti di base, ma tra questi c'è anche il diritto alla salute: dentro, infatti, si respira amianto e si muore, lentamente. 

 

Questa è ala storia-denuncia del romanzo La fabbrica del panico di Stefano Valenti, edito da Feltrinelli.

 

 Abbiamo intervistato l'autore che, gentilmente, ci ha concesso un po' del suo tempo e noi lo ringraziamo. Non a caso, abbiamo concordato con lui di pubblicare oggi, 1 maggio 2014, queste parole.  

 

Nel romanzo si racconta la storia dell'Italia operaia dagli anni cinquanta ad oggi: cosa è cambiato nelle condizioni di vita delle persone che lavorano in fabbrica?

 

 

 

Poco o niente, per molti versi la crisi mondiale ha aggravato la condizione operaia. Con il ricatto della disoccupazione padroni e sindacati confederali obbligano a turni e a ritmi sempre più pesanti. Esistono oltre tre milioni di disoccupati e tuttavia chi ha la 'fortuna' di avere un lavoro è costretto a fare straordinari con turni anche di dodici ore al giorno come è successo alla ThyssenKrupp nel 2007. Così i padroni alimentano la concorrenza fra lavoratori e incrementano i profitti risparmiando sulla manutenzione e sulla sicurezza, come è accaduto all’ Eternit di Casale Monferrato, alla Fibronit di Broni, alla Breda di Sesto San Giovanni e in moltissime fabbriche. La 'normalità' dei morti sul lavoro e di lavoro a causa delle malattie professionali non è un residuo ottocentesco, ma rappresenta semmai la 'modernità' del capitalismo che continua a uccidere. Le morti sul lavoro non sono una fatalità, ma il tributo degli operai alla realizzazione del profitto.

 

 

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mer

30

apr

2014

Amianto. Dichiarazione convegno di Helsinki

 

Finnish Institute of Occupational Health ICOH 

 

Dichiarazione di Helsinki sulla gestione ed eliminazione delle malattie amianto Correlate Adottata dalla Conferenza Internazionale sul Monitoraggio e Sorveglianza delle malattie asbesto correlate, 10-13 febbraio 2014, Espo, Finlandia 

 

 

Premessa 

 

Oltre due milioni di tonnellate di amianto vengono ancora prodotte, immesse sul mercato, esportate ed usate annualmente in alcune parti del mondo, utilizzate soprattutto per materiali in edilizia, cemento amianto, coibentazione e protezione dal fuoco. La produzione e l’uso di amianto si è fortemente spostata dai paesi industrializzati ai paesi in via di sviluppo e a quelli in rapida industrializzazione. Si stima che nel mondo siano esposti ad amianto un totale di 125 milioni di lavoratori .

 

Si dispone di un’evidenza convincente per affermare che l’amianto in tutte le sue forme, anche a basse dosi, è dimostrato essere un cancerogeno per l’uomo. E’ associato ad un rischio aumentato di tumore del polmone, laringe, ovaio e mesotelioma (tumore della pleura) tra i lavoratori esposti. Con uguale evidenza risultano associati con l’esposizione ad amianto altri effetti dannosi per la salute, fibrosi polmonare (asbestosi), danni alla pleura (ispessimenti), disfunzioni respiratorie a queste associate. Per un’alta proporzione di casi la diagnosi di una malattia asbesto-correlata (ARD) avviene quando la malattia è ad uno stadio avanzato, con conseguenti limitate possibilità di una cura effettiva. Assistiamo allo sviluppo continuo di nuovi metodi diagnostici e terapeutici nuovi, che possono quindi permettere diagnosi migliori e più precoci.

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mar

29

apr

2014

28/4/ Giornata mondiale contro l'amianto

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lun

28

apr

2014

Amianto: Servizio RAI 3 Regione Lombardia

 

Servizio del telegiornale della RAI Regione Lombardia su corteo di sabato 26 aprile 2014 a Sesto San Giovanni (Mi).

Per vederlo cliccare sul link qui sotto.

http://youtu.be/CmyLT7-wHH0

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lun

28

apr

2014

Silvestro Capelli, operaio Breda

Silvestro capelli, operato nel '96 per un tumore alla laringe: ha recuperato la voce grazie a una grande forza di volontà
Silvestro capelli, operato nel '96 per un tumore alla laringe: ha recuperato la voce grazie a una grande forza di volontà

 

IL GIORNO 28 aprile 2014

 

Malato d’amianto, carattere di ferro: "Sono un sopravvissuto alla fabbrica"

 

Silvestro Capelli ha 70 anni ed è uno dei pochi lavoratori a cui è stata riconosciuta l’esposizione all’amianto. Sabato pomeriggio c’era anche lui alla sede di via Magenta del "Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio"

di Laura Lana

Silvestro Capelli, operato nel ’96 per un tumore alla laringe: ha recuperato la voce grazie a una grande forza di volontà (Spf)

Sesto San Giovanni, 28 aprile 2014 - Un lavoro che debilita, che può anche uccidere e di cui ci si ammala. E giornate come queste, in cui si ricordano i compagni scomparsi, che diventano le più lunghe. Silvestro Capelli ha 70 anni, «71 tra 20 giorni, per la precisione», ed è uno dei pochi lavoratori a cui è stata riconosciuta l’esposizione all’amianto. Sabato pomeriggio c’era anche lui alla sede di via Magenta del «Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio», dopo il tradizionale corteo fino alla lapide di via Carducci dedicata ai caduti in fabbrica.
«Mi si chiude la gola. È troppo difficile ricordare. Quanti amici persi. Io sono uno dei sopravvissuti», racconta seduto vicino al suo cane, Barry White, in omaggio alla sua passaione per il jazz. Nostalgia e mito negli anni si sono sedimentati nel raccontare l’ex Stalingrado d’Italia. Eppure per loro, per gli ex bredini, la fabbrica è stata altro. «Un luogo di fatica e dolore, un ambiente malsano, un posto anche di morte e di malattia. La fabbrica per noi rappresenta tutto questo».

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dom

27

apr

2014

Dal quotidiano IL GIORNO del 27/04/2014

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dom

27

apr

2014

MANIFESTAZIONE CONTRO L'AMIANTO

un momento del corteo
un momento del corteo

 Corteo contro l’amianto e

contro lo sfruttamento 

 

Come avviene da quasi 20 anni, un lungo corteo composto da centinaia di lavoratori delle ex grandi fabbriche di Sesto San Giovanni (Breda, Marelli, Falck, Pirelli) e da cittadini ha manifestato per le vie della città per ricordare tutti i lavoratori assassinati in nome del profitto, contro lo sfruttamento degli esseri umani, contro l’uso dell’amianto e di tutte le sostanze cancerogene che uccidono l’uomo e distruggono la natura.

 

Nel mondo, secondo i calcoli dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) ogni anno muoiono per amianto oltre 100.000 persone/anno, una ogni 5 minuti; in Italia poco più di 10 al giorno, e nonostante le chiacchiere sulla sicurezza del lavoro, nell’ultimo anno gli infortuni mortali sul lavoro e le malattie professionali sono aumentati nonostante siano stati espulsi dalle fabbriche un milione di lavoratori. 

 

In testa al corteo - partito dal Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” di via Magenta 88, Sesto San Giovanni - gli associati del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio. Il corteo è sfilato compatto con le parole d’ordine “storiche”che hanno guidato tante battaglie del Comitato fino alla lapide di via Carducci,

 

Il corteo qui si è fermato per una breve commemorazione. Il presidente del Comitato Michele Michelino, davanti alla lapide che recita “A PERENNE RICORDO DI TUTTI I LAVORATORI MORTI A CAUSA DELLO SFRUTTAMENTO CAPITALISTA . ORA E SEMPRE RESISTENZA” ha ricordato gli ultimi due compagni morti pochi mesi fa, denunciando che le malattie da amianto sono ancora in crescendo. 

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gio

24

apr

2014

CONTRO L'AMIANTO CORTEO IL 26 E...

 

GIORNATA MONDIALE DELLE VITTIME SUL LAVORO  E MOBILITAZIONE PER IL PIANO AMIANTO

27 e 28 APRILE 2014

TROVIAMOCI E MANIFESTIAMO DAVANTI ALLA NUOVA SEDE DELLA REGIONE LOMBARDIA (LATO VIA GALVANI)

 

 

 

L’amianto è un materiale tossico e cancerogeno i cui effetti dannosi sono noti fin dall’antichità.

 

Una fibra con grandi possibilità di impiego, che ha iniziato ad essere utilizzata dagli inizi del secolo scorso, e su larga scala dal dopoguerra, quando era ormai nota con certezza la sua cancerogenicità, fino alla fine degli anni ‘80. La sua produzione è stata interdetta in modo tardivo in Europa, mentre in molti paesi del mondo a tutt’oggi prosegue.

 

Non esiste una possibilità di uso sicuro dell’amianto, come non esiste un quantitativo minimo di esposizione al di sotto del quale la salute di coloro che sono esposti sia garantita, anche se va sottolineato che  più elevata e continua è l’esposizione, maggiore è la probabilità di contaminazione e tanto più alto è il rischio di sviluppare una malattia. Le malattie da amianto sono gravi o gravissime. Nel mondo, calcola l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) muoiono per amianto oltre 100.000 persone/anno, una ogni 5 minuti; in Italia poco più di 10 al giorno.

 

DOBBIAMO LIBERARCI DALL’AMIANTO

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sab

19

apr

2014

MANIFESTAZIONE - CORTEO -ASSEMBLEA

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gio

10

apr

2014

AMIANTO IN BREDA

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mer

09

apr

2014

MORTI PER AMIANTO

 

NUOVO PROCESSO CONTRO I DIRIGENTI BREDA. 

 

Dopo innumerevoli denunce da parte del nostro Comitato e anni d’indagini della polizia giudiziaria, oggi 9 aprile c’è tata la 1° udienza davanti al Giudice per le Udienze Preliminari (GUP) del Tribunale di Milano, dott. Manuela Scudieri che deve decidere se rinviare a giudizio o meno 12 dirigenti della Breda Termomeccanica, responsabili della morte per amianto di 11 lavoratori e lesioni gravissime di un'altro. 

 

La richiesta di rinvio a giudizio per i dirigenti della fabbrica facenti parte del Consiglio di Amministrazione della Breda Termomeccanica, successivamente divenuta Ansaldo, di Viale Sarca 336 a Milano è stata richiesta dal Procuratore della Repubblica N. Balice. Essa arriva al termine delle indagini sulla morte per mesotelioma pleurico di 11 lavoratori e lesioni gravissime di un altro ex lavoratore ancora vivo. 

 

L’accusa formulata dal P.M. è di omicidio colposo per “colpa negligenza, imprudenza, imperizia e inosservanza delle leggi, omettendo di adottore nella direzione e nell’esercizio dell’impresa, le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica dei lavoratori operanti all’interno dei capannoni nei reparti produttivi Convenzionale e Nucleare”. 

 

In particolare i dirigenti sono accusati di “aver omesso, in presenza di lavorazioni insalubri che comportavano esposizione sia diretta che indiretta all’inalazione di polveri e fibre di amianto, usato in tutte le fasi delle lavorazioni a caldo quale coibente termico e impiegato addirittura quale giaciglio su cui riposavano tra un turno e l’altro”. Inoltre sono accusati di non aver informato i lavoratori “circa i rischi esistenti già conosciuti dalla direzione” e di non aver fornito ai lavoratori mezzi di protezione individuali e collettivi. Secondo il P.M. le morti sono certamente riconducibili a inalazione di fibre di amianto subite nel periodo 1973-1985. 

 

Nell’udienza di stamani si sono presentati come parte civile alcuni dei famigliari dei lavoratori morti, e l’Inail, la Regione Lombardia, Medicina Democratica, e il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio. Dopo le formalità di rito, il giudice ha rinviato all’udienza del 9 maggio ogni decisione. 

 

Il nostro Comitato è stato creato da operai, lavoratori, famigliari e cittadini vittime dell’amianto, che da decenni si battono per ottenere giustizia per le vittime.

 

I tempi lunghi della “giustizia” vanificano spesso il bisogno di verità e risarcimento per le vittime, e anche in caso di condanna degli imputati, la “giustizia”, quando arriva, è tardiva e la prescrizione prevista dalle leggi vigenti concede l’impunità agli assassini, favorendo gli assassini contro le vittime.  

 

 

 

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

Sesto San Giovanni, 9 aprile 2014

Per contatti: 335.7850799

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gio

03

apr

2014

ATTUALITA' SU AMBIENTE E SALUTE

E’ uscito un nuovo libro, molto interessante, che consigliamo a tutti gli associati di leggere. Il libro, scritto a più mani e curato dal nostro socio onorario prof. Ugazio, medico non pentito e scienziato non in vendita, nel 1° capitolo racconta la lotta del nostro Comitato, delle associazioni e del movimento operaio contro la nocività in fabbrica e sul territorio. Il libro di 260 pagine e disponibile presso il Centro di Iniziativa Proletaria “G: Tagarelli”, mail: cip.mi@tiscali.it al costo di 15 euro.

  

Co-autori:  Giulia Lo Pinto, Michele Michelino, Svetlana Pinta, Xenia Tkacovà, Daniela Trollio, Giancarlo Ugazio 

 

 Il titolo, nel termine “attualità”, implica l’importanza delle conoscenze scientifiche del passato per la tutela della salute nel presente e nel futuro. L’opera si compone di sei capitoli. Il primo evoca le proficue lotte di comitati di cittadini contro lo sfruttamento della salute dei lavoratori per il profitto imprenditoriale. Il secondo interpreta le ragioni socio-economiche per cui, tuttora, i malati di Sensibilità Chimica Multipla sono ritenuti mentecatti, dai curanti che operano pervicacemente in combutta con gli interessi degli imprenditori, contro i pazienti. Il terzo tratta l’endometriosi, una condizione clinica devastante, a eziologia multifattoriale, anche ambientale, le cui malate sono spesso soggette alla congiura del silenzio. Il quarto fornisce un quadro sintetico delle conseguenze per la salute legate a pratiche forsennate nelle mansioni dei lavoratori edili, con elementari suggerimenti per la prevenzione dei rischi. Il quinto è una summa di ciò che non si sarebbe mai dovuto fare se si fosse inteso produrre con guadagni leciti, senza esasperare il profitto imprenditoriale a spese della carne da macello, i prestatori d‘opera: vero Nadir della civiltà umana. Il sesto, al contrario, è uno Zenith offerto ai sanitari orientati verso interventi diagnostici e preventivi a favore della salute della collettività, che ha le sue radici in esperienze mediche di mezzo secolo fa.

 

 

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mar

01

apr

2014

CONTESTATO MORETTI

 

Il Fatto Quotidiano

Strage di Viareggio, congresso Filt annulla intervento Moretti. “Possibili tensioni”

Cancellata la presenza dell'ad di Ferrovie, imputato nel processo per il disastro del 2009. La sigla Cgil: "Evitare problemi estranei al congresso". Ma le associazioni dei familiari delle vittime replicano: "Non siamo 'tensioni', ci hanno ammazzato i figli col fuoco. Si vergognino, sono indegni"

di Ilaria Lonigro | 31 marzo 2014

Mauro Moretti rinuncia a partecipare al decimo congresso nazionale della Filt Cgil, la Federazione dei lavoratori dei trasporti, in programma a Firenze da domani (1 aprile) fino a venerdì 4. La decisione è arrivata dopo le proteste di Assemblea 29 giugno e del Mondo che Vorrei, le associazioni dei cittadini e dei familiari delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio del 29 giugno 2009, costata la vita a 32 persone e per la quale l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato - che in passato è stato dirigente della Cgil – è a processo, insieme ad altri, con accuse che vanno dal disastro ferroviario colposo all’incendio colposo, passando per l’omicidio colposo plurimo.

L’intervento di Moretti, inizialmente previsto per mercoledì alle 14, non ci sarà. Lo ha annunciato con un comunicato stampa la stessa Filt. L’ad, infatti, ha deciso di non presenziare, accogliendo così la richiesta degli organizzatori. L’intento di Filt Cgil, infatti, è di evitare “possibili tensioni a livello locale, estranee al congresso”.

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lun

31

mar

2014

MORTI PER AMIANTO ALL'ALFA DI ARESE

 

Morti per amianto nei capannoni Alfa  Romeo di Arese

Processo penale contro alcuni ex dirigenti Fiat per 21 decessi legati all’esposizione all’amianto negli anni Ottanta e Novanta all’Alfa Romeo di Arese.

Oggi 31 marzo è iniziato il processo penale contro sette ex dirigenti Fiat per ventuno decessi legati all’esposizione all’amianto negli anni Ottanta e Novanta all’Alfa Romeo di Arese.

Gli ex manager Fiat, tra cui l’Ad Paolo Cantarella, sono accusati in relazione alla morte per forme tumorali di 21 operai dello stabilimento automobilistico, decessi avvenuti a metà degli anni 2000 e che secondo l’accusa sarebbero stati provocati dalla presenza di amianto nello stabilimento milanese.

Cantarella risponde di omicidio colposo in relazione alle sue cariche di ex presidente di Alfa Lancia spa e Lancia Industriale nel 1991 e amministratore delegato di Fiat Auto tra il 1991 e il 1996. Gli altri indagati sono Corrado Innocenti (ex amministratore delegato di Alfa Romeo), Piero Fusaro (ex presidente ed ex ad di Lancia Industriale spa), Luigi Francione (ex presidente di Lancia spa), Giorgio Garuzzo (ex presidente di Fiat Auto spa), Vincenzo Moro (ex ad di Alfa Romeo), Giovanni Battista Razelli (ex ad di Lancia Industriale spa). Per tutti l’accusa è omicidio colposo.

Per anni la salute dei lavoratori è stata sacrificata in nome del profitto provocando morti e gravi malattie professionali, ma oggi la maggior consapevolezza dei lavoratori e dei cittadini chiede giustizia per chi ha causato danni agli esseri umani e alla natura.

 La salute sui luoghi di lavoro e il rispetto delle norme di sicurezza fanno parte delle conquiste di civiltà e coinvolgono in prima persona i lavoratori e i cittadini ed è interesse della società farla rispettare.

 

 

 

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gio

27

mar

2014

AMIANTO: MORTI BREDA. art. de IL GIORNO

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mar

25

mar

2014

CIAO MICHELE

 

Un altro compagno

ci ha lasciato.

 

Michele Merafina, compagno di tante battaglie ci ha lasciato ieri, dopo un anno di sofferenze, stroncato dal killer amianto che ha ucciso tanti altri nostri compagni di lavoro. Ancora una volta il dolore la per la perdita di un nostro compagno si associa alla rabbia contro gli assassini che continuano a rimanere impuniti. Michele era un operaio della manutenzione al reparto aste della Breda Fucine e ha sempre lottato in prima fila. Militante della prima ora del nostro Comitato ha lottato fino all’ultimo consapevole del suo male. Ogni settimana, quando andavamo a trovarlo in ospedale mentre si vedeva che peggiorava giornalmente, il suo viso s’illuminava vedendo che noi, i suoi compagni, non l’avevano dimenticato.

Ciao Michele

 

 

 Oggi 25 marzo 2014 alle ore 15 a Cormano (Mi) nella parrocchia del buon pastore si terra la funzione funebre .

 

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sab

22

mar

2014

AMIANTO: INTERVENTO GIUDICE RIVERSO

Roberto Riverso
Roberto Riverso

Pubblichiamo l'intervento integrale

 

INCONTRO-CONVEGNO: Senato della Repubblica

 

Sala Santa Maria in Aquiro

 

Piazza Capranica 72, ROMA

 

13 marzo 2014 ore 10-17

 

AMIANTO:

 

 

QUALE GIUSTIZIA PER LE VITTIME E PER GLI EX ESPOSTI

 

 

 (ddl Casson n. 8 e Doc. XXII n. 2) 

 

(intervento al convegno al Senato, Roma 13.3.2014)  

 

Roberto Riverso

giudice del lavoro tribunale di Ravenna

 

1.- IL tema della Giustizia deve essere considerato centrale nell’approccio al problema amianto, ovviamente in vista dell’articolazione di soluzioni operative che dovrebbe essere lo scopo principale di questo convegno.  

 

La conferenza governativa di Venezia del novembre 2012 risultava invece carente proprio per la mancanza di una sessione dedicata alla Giustizia; e carente sul tema si rivela anche il Piano Amianto che è stato approntato dopo la Conferenza. 

 

Se questa esigenza prioritaria di Giustizia  connatura all’argomento, viene rimossa ogni iniziativa e riflessione in materia nasce monca; perché le legittime esigenze di protezione terapeutica, ambientale, previdenziale non possono essere neppure concepite se non alla luce delle ingiustizie che sono state praticate ai danni delle persone, nel lavoro e nei territori dove sono vissute.   

 

Tutto viene distorto: anche a livello tecnico e scientifico.

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dom

16

mar

2014

ASSEMBLEA SULLA SICUREZZA

IL GIORNO, domenica  16 marzo 2014
IL GIORNO, domenica 16 marzo 2014
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sab

15

mar

2014

DECISIONI CONVEGNO AMIANTO SENATO

 

Comunicato stampa

Amianto: quale giustizia per le vittime

 

13 marzo 2014 - Senato della Repubblica
Santa Maria in Aquiro p.za Capranica, 72 - Roma


Il  13 marzo si  è svolto il  convegno organizzato dal Coordinamento Nazionale Amianto (CNA) in collaborazione con  senatore Felice Casson, vice presidente della Commissione Giustizia del Senato.
Al convegno hanno partecipato insieme ai rappresentanti di quasi tutte le associazioni   delle vittime e degli ex esposti all'amianto, i rappresentanti dei sindacati confederali,  esperti del diritto (28 avvocati), delle bonifiche ambientali, dell'epidemiologia descrittiva.
Sono interventi portando i loro importanti contributi: il dott. Roberto Riverso, giudice del lavoro a Ravenna; la dott.ssa Sara Panelli e il dott. Gianfranco Colace (Pubblici Ministeri a Torino). Ha introdotto il  senatore Felice Casson. E’  intervenuta, mostrando la sua più  ampia disponibilità ad affrontare l’argomento l'on. Franca Biondelli, recentemente nominata sottosegretaria al Lavoro.
 

 Successivamente si è sviluppata un'ampia discussione fra i rappresentanti delle vittime e degli ex esposti – essi stessi   vittime ed ex esposti all'amianto ) con gli esperti giuristi e tecnici, che ha portato a prendere le seguenti decisioni:

 Chiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri l'approvazione - entro la fine del mese di maggio - del Piano Nazionale Amianto PNA) , predisposto dal governo Monti al seguito della
Conferenza Nazionale del novembre 2012 a Venezia. Tale  Piano è  rimasto sulla carta per mancanza di adeguato finanziamento, quindi non approvato dalla Conferenza delle Regioni.

  1. Fondi che ora si possono trovare considerando che pure si possono spalmare su tre anni.

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mar

11

mar

2014

CODOGNO (LO) ASSEMBLEA

VENERDI 14 MARZO ALLE ORE 20,30, PRESSO LA SALA “EX CULTURA” AL PIANO TERRENO DEL  MUNICIPIO DI CODOGNO – VIA VITTORIO EMANUELE, 4

ASSEMBLEA PUBBLICA 

Intervengono: Esponenti dell'Assemblea “29 Giugno” di Viareggio fra cui Riccardo ANTONINI ferroviere licenziato da FS per “conflitto di interessi” 

 Michele MICHELINO presidente del "Comitato per la Difesa della Salute nei  Luoghi di Lavoro e nel Territorio

  Conclude Ivo BATA' dell'Associazione Culturale “Spazio Popolare La forgia” 

No alla politica dell'abbandono

Sì alla sicurezza del trasporto ferroviario  

La tragica morte di un ragazzo di sedici anni, travolto da un treno il 21 dicembre  scorso alla stazione di Santo Stefano Lodigiano non è, purtroppo, che uno degli episodi causati dalle drammatica condizione in cui versano le ferrovie italiane. Fatti tragici di questo tipo che colpiscono utenti, cittadini inermi e lavoratori del trasporto ferroviario sono all'ordine del giorno e lasciano dietro una scia di morti, feriti e invalidi che i responsabili nascondono dietro la scusa dell'errore umano.

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sab

08

mar

2014

AMIANTO ROMA: CONVEGNO AL SENATO

 

INCONTRO-CONVEGNO:

Senato della Repubblica

 

Sala Santa Maria in Aquiro Piazza Capranica 72, ROMA

 

13 marzo 2014 ore 10-17 

 

AMIANTO: QUALE GIUSTIZIA PER LE VITTIME

 

E PER GLI EX ESPOSTI

 

(ddl Casson n. 8 e Doc. XXII n. 2) 

 

Introduce:

il senatore Felice Casson (v.Presidente della Commissione Giustizia). 

 

Intervengono esperti giuristi: 

 

- Sara Panelli (PM Torino)

 

- Gianfranco Colace (PM Torino) 

 

- Roberto Riverso (giudice del lavoro- Ravenna)
- Stefano Palmisano (avvocato - foro di Brindisi)
- Laura Mara (avvocato - foro di busto Arsizio)
- Edoardo Bortolotto (avvocato - foro di Vicenza)
- Sergio Bonetto (avvocato - foro di Torino)

 

esperti tecnici e medici:
- Luigi Mara (Medicina Democratica nazionale)
- Marco Giangrasso (ISPRA - Roma)

 

- Edoardo Bai (ISDE - Milano)

 

- Stefano  Silvestri (Igienista del Lavoro - Epidemiologia Ambientale - Occupazionale)

 

 

fra le Associazioni:
- Antonio Pizzinato (Copal - Lombardia)
- Maria Chiara Rodeghiero (Aiea Vicenza)
- Andrea Minutolo - (Legambiente)
- Silava Zambonini (Aiea Lazio)
- Maura Crudeli (Aiea Lazio)
- Armando Vanotto (Aiea nazionale)
- Michele Michelino (Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio Sesto San Giovanni)

 

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ven

07

mar

2014

L'ERA DELL'AMIANTO

 

Pubblichiamo, un articolo di Altraeconomia sull'amianto e sul nostro Comitato

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mer

05

mar

2014

ENEL DI TURBIGO

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lun

03

mar

2014

AMIANTO ASSASSINO

 

 

 

  

 

IL SIMBOLO CHE L’A.R.P.A. (Agenzia Regionale di Protezione dell’Ambiente) IMPIEGA SPESSO PER METTERE IN SICUREZZA L’AMBIENTE INQUINATO DALL’ASBESTO.

 

 

OGGI  500 indagati per terrorismo contro il TAV

 

DOMANI: piu’ di 500 malati o deceduti per patologie toraciche e/o extra-toraciche causate da fibrille d’asbesto assunte per esposizione  in condizioni      occupazionali o extralavorative, potrebbero essere contati in eccesso rispetto alle attese dell’epidemiologia ufficiale.  

 

L’asbesto può entrare nel nostro organismo per via respiratoria, intestinale e/o per il tramite di mucose, quindi si diffonde per via circolatoria in tutti i tessuti, poi esprime la sua azione patogena (cancerogena) con un meccanismo molecolare pro-ossidante, che è aggravato dal sinergismo tossicologico con molti altri agenti patogeni, inorganici (metalli pesanti: As, Cr, Pb, Hg) o microrganismici (Helicobacter pilori, Candida albicans, Clamidia Trachomatis, Citomegalovirus). Le conseguenze del sinergismo rendono privi di significato i cosiddetti “limiti di legge” che sono prescritti per ogni singolo veleno ambientale, stabiliti senza tenere conto della presenza contemporanea di molti agenti patogeni e dalla suscettibilità congenita o acquisita dell’organismo. Le patologie da asbesto sono irreversibili e non sono sempre trattabili proficuamente, pertanto l’unico rimedio agli effetti nocivi del minerale killer è la prevenzione primaria (= rischio zero) che impone di evitare l’inquinamento dell’ambiente nelle tre principali fasi operative: PRIMA (mineraria), DURANTE (uso dei prodotti) e DOPO (lo smaltimento dei manufatti, smarino compreso).

 

 Secondo la letteratura biomedica, i principali organi bersaglio dell’azione patogena dell’asbesto, cancerogena e/o non tumorale, sono localizzati non solo nella cassa toracica [polmone, pleura, cuore, pericardio], ma anche in altri distretti dell’organismo [cervello, laringe, esofago, mammella, rene, stomaco, pancreas, peritoneo, intestino tenue, colon-retto, pene, prostata, ovaio, testicolo, timo, tonaca vaginale del testicolo, vescica, vagina]. Tra le più importanti affezioni non tumorali si annoverano: il morbo di Alzheimer e l‘autismo, e la Sclerosi Laterale Amiotrofica.

 

Oltre all’evitamento delle operazioni produttive che causano dispersione di asbesto, nell’ambiente di lavoro e/o di vita, e all’accurato controllo di esse, le istituzioni pubbliche deputate al mantenimento della salubrità dell’ambiente hanno l’obbligo di verificare qualitativamente la presenza e di determinare quantitativamente i vari veleni ambientali.  Quanto alle ricadute sulla salute pubblica, l’omissione di questi doveri d’ufficio equivale all’elusione, dolosa o colposa, degli interventi richiesti dall’inquinamento dell’ambiente.

 

 La strage da asbesto, una vera e propria shoah per l’umanità, dura da piu’ di un secolo, sostenuta dall’ingordigia umana per il potere e per il profitto (sfruttamento dell’uomo sull’uomo) e con il parziale contributo del “silenzio” d’istituzioni di controllo, di certi sanitari, e di molti imprenditori del ramo.

 

 

 

 

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dom

02

mar

2014

INTERVISTA AL COMITATO

Silvestro Capelli
Silvestro Capelli

 

Pubblichiamo un video intervista sulle responsabilità dei padroni e dei dirigenti aziendali sui morti per amianto. Nel video il nostro Comitato denuncia anche l'omertà e la complicità dei mass-media nazionali che nascondono la notizia che Piero Sierra, uno degli undici dirigenti della Pirelli imputato nel processo in corso a Milano per morte di decine di operai,  è anche presidente dal 2005 ed è tutt'ora in carica, dell'Associazione Italiana di Ricerca sul Cancro. (AIRC)

 

Invitiamo tutti i nostri compagni di lotta, agli associati e amici, a visionare questo breve ma significativo video di pochi minuti che fa parte di una più lunga intervista al Comitato, realizzato da Duccio Facchini della rivista Altraeconomia.   

 

Per vedere il video cliccare in alto alla pagina nella finestra video

 

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dom

02

mar

2014

LOTTA CONTRO L'AMIANTO

una foto dell'assemblea del 1° marzo
una foto dell'assemblea del 1° marzo

 

immagini dell’assemblea del “Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio” di - SABATO 1° marzo 2014 - ore 15,30 presso il CENTRO DI INIZIATIVA PROLETARIA “G. TAGARELLI” Via Magenta 88 Sesto San Giovanni (Mi).

 

L'assemblea ha deciso di intensificare la lotta contro la prescrizione e la decanza che l'INPS chiede in tutti i processi per vanificare i giusti diritti delle vittime dell'amianto e contro l'INAIL. Nella finestra foto (in alto sulla barra) si possono vedere le foto dell'assemblea.

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lun

24

feb

2014

GIUSTIZIA

Il diritto alla vita appeso al ramo e la svolta risarcitoria.

 

 

 

Roberto Riverso

 

giudice del lavoro tribunale di Ravenna

 

 

 

Fino alla sentenza 1361/2014 della Cassazione, la giurisprudenza offriva l’opportunità di effettuare “il delitto perfetto” a livello civilistico (s’intende) e di non pagare nulla nel rispetto dell’ordinamento; bastava uccidere immediatamente e scegliere una persona che non avesse una occupazione, nè prossimi congiunti; e non si rischiava assolutamente niente. 

 

Da circa un secolo la giurisprudenza dominante (dalla Cassazione alla Corte Costituzionale) sosteneva infatti che chi muore immediatamente per responsabilità altrui non subirebbe alcun danno civilistico  perché - questo il paradosso del diritto alla vita - quando è arrivata la morte il soggetto più non esisteva per maturare il diritto al risarcimento e trasmetterlo iure hereditatis. In sostanza l’ordinamento non avrebbe potuto risarcire il danno alla vita perché per il diritto non c’era nulla da risarcire e non essendoci nessuno su cui potesse agire una riparazione civilistica il risarcimento avrebbe avuto una funzione esclusivamente punitiva.

 

Contro questa concezione – a dir poco inquietante - poteva bastare lo stesso senso comune ed  il sentimento di giustizia che rifiutano di ammettere che chi ha perso la vita non abbia subito nessuna perdita. Oggi contro questa concezione si è espressa finalmente la Corte di Cassazione (sentenza n.1361/2014) con dovizia di argomenti logici e giuridici.

 

 

 

 

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mar

18

feb

2014

Bollettino del Comitato - assemblea

un'assemblea del Comitato
un'assemblea del Comitato

 

 Per discutere delle prossime iniziative di lotta e fare il punto sullo stato attuale:

 

SABATO 1° marzo 2014 - ore 15,30 - ASSEMBLEA

 

presso il CENTRO DI INIZIATIVA PROLETARIA “G. TAGARELLI”

 

Via Magenta 88 Sesto San Giovanni

 

O.d.G.:

 

1) informazioni sugli incontri con i parlamentari a sostegno del Piano Amianto Nazionale, sullo stato delle proposte di legge (una al Senato e due Camera) sull’amianto;

 

2) stato della trattativa con l’Inail, contenzioso con il liquidatore della Breda e informazioni sulle cause legali contro l’INPS;

 

3) informazioni sulla Giornata Mondiale contro l’amianto e sul corteo in ricordo dei nostri compagni morti;

 

4) varie.

 

DIRITTI DEI LAVORATORI: la lotta continua.

La lotta per il riconoscimento dell’esposizione all’amianto degli ultimi sette lavoratori (Pierino B. è recentemente andato in pensione dopo aver vinto la causa) che avevano presentato domanda entro i termini di legge (15.6.2005) e contro il liquidatore della Breda Fucine per il rilascio dei curriculum con le mansioni svolte continua.

L’assemblea dovrà decidere le risposte contro l’Inail che continua a negare i diritti ai lavoratori.

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ven

14

feb

2014

MORTI IN AGRICOLTURA

 

Riceviamo e pubblichiamo

MORTI IN AGRICOLTURA: L’EMERGENZA CRESCIUTA NEGLI ULTIMI TRE ANNI.

NEL 2013 QUASI LA META’ DI TUTTE LE VITTIME DEL PAESE LAVORAVA NEI CAMPI. COMPLICE LA SOTTOVALUTAZIONE DEL RISCHIO E I TRATTORI TROPPO VECCHI E POCO SICURI.
SERVONO PIANI DI INCENTIVAZIONE PER IL RINNOVO DEI MEZZI
AGRICOLI.

Intervento Di  Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering

Il numero di incidenti mortali nel settore agricolo continua a crescere in modo preoccupante. Nel 2013 l’incidenza delle morti bianche in questo settore è arrivata al 46 per cento di tutte le vittime del Paese. Stiamo parlando di 208 vite spezzate nei campi su un totale di 452 morti nei luoghi di lavoro. Numeri che inquietano ancor più pensando ai numeri delle morti rilevate del 2012 quando gli agricoltori che avevano perso la vita erano 179 e rappresentavano il 35,2 per cento degli incidenti mortali sul lavoro nel Paese. In termini di incidenza, poi, il 2013 presenta una situazione più drammatica anche rispetto al 2011, quando la percentuale delle morti in agricoltura era pari al 39,6 per cento (219 vittime) su un totale di 553 morti sul lavoro.

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mar

11

feb

2014

AMIANTO: INCONTRO - CONVEGNO ROMA

 

INCONTRO-CONVEGNO – Roma Senato della Repubblica
13 MARZO 2014   ore 10-17  -   Sala Santa Maria in Aquiro -  Piazza Capranica 72, ROMA     

AMIANTO: QUALE GIUSTIZIA PER LE VITTIME E PER GLI EX ESPOSTI 

 

Non pensiamo di discutere di un problemaparticolare che non coinvolge interessi generali. Quello della giustizia per esempio. Per questo abbiamo chiesto al senatore Felice Casson, vice presidente della Commissione Giustizia del Senato,  con il quale collaboriamo da anni,  di organizzare un incontro finalizzato a promuovere interventi legislativi per risolvere quelle situazioni che quotidianamente incontriamo come ex esposti e come vittime. In un modo indiretto o diretto tutti abbiamo a che fare con la giustizia: quando chiediamo il riconoscimento di una malattia professionale, quando facciamo domanda per avere risposta ai diritti previdenziali sanciti, quando ci presentiamo come associazioni parte civile nei processi penali. Non siamo giuristi, ma abbiamo imparato che cosa è la prescrizione, il termine di decadenza. Conosciamo gli scontri tecnici e scientifici e i conflitti di interesse che li sottendono. Per questo abbiamo invitato alcuni giuristi, magistrati ed avvocati a darci il loro contributo.  
INTERVERRANNO:
 

 

il Senatore Felice Casson – vice presidente Commissione Giustizia
la Dott.ssa Sara Panelli   magistrato, Torino

il  Dott. Gian Franco Colace - magistrato, Torino
il  Dott. Roberto Riverso – magistrato, Ravenna
gli avvocati: Laura Mara (Busto Arsizio), Sergio Bonetto (Torino), Edoardo Bortolotto (Vicenza),  Stefano Palmisano (Brindisi) 
e, il dott. Lugi Mara, consulente tecnico in diversi processi
 

 

Parteciperanno con domande, richieste e riflessioni, i responsabili delle associazioni che costituiscono il coordinamento ed eventuali altri invitati. 

 

NB.: è necessario che chi parteciperà comunichi il proprio nome (gli uomini devono indossare giacca e cravatta). 

 

p. il CNA: Fulvio Aurora                                             Milano, 9 febbraio 2014 

 

(associazioni e comitati aderenti al CNA): AEA FVG, AEA MONFALCONE, ANMIL, AIEA, AREA ORISTANO, AVANI BRONI, BAN ASBESTO ITALIA, CAVEALLAMIANTONOGRAZIE PARMA, COMITATO PERMANENTE EX ESPOSTI MILAZZO, COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E SUL TERRITORIO SESTO SG, COPAL SESTO SG, EARA TRIESTE, ISDE, LEGAMBIENTE, MEDICINA DEMOCRATICA,.

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lun

10

feb

2014

AMIANTO: LETTERA A LETTA

Pubblichiamo la lettera del COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE ASSOCIAZIONI E DELLE VITTIME DELL’AMIANTO, di cui  il nostro Comitato fa parte, inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Presidente della Camera e del Senato e altre autorità. 

COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE ASSOCIAZIONI E DELLE VITTIME DELL’AMIANTO 

c/o Associazione Italiana esposti Amianto (AIEA) via dei Carracci, 2  20149 Milano 024984678/3392516050 

Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri Dott. Enrico Letta - Roma

E p. c. 

Sig. Presidente del Senato della Repubblica Dott. Pietro  Grasso  

Senato della Repubblica - Roma 

Sig.ra Presidente della Camera dei deputati Dott.ssa Laura Boldrini  

Camera dei Deputati - Roma 

Sigg. Presidenti dei Gruppi politici di Senato e Camera 

Loro sedi 

Sig. Ministri del Lavoro, Sig. ra Ministro della Salute, Sig. Ministro dell’Ambiente  

Loro sedi 

Oggetto: richiesta di inserimento nel programma di Governo il Piano Nazionale Amianto 

 

Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri,

 le associazioni firmatarie della presente, si rivolgono a Lei, in questo particolare momento in cui il Governo sta rinegoziando e riformulando il suo programma. 

Si tratta di una semplice richiesta: di inserire in questo programma tutte le iniziative atte ad approvare definitivamente il Piano Nazionale Amianto  definito al seguito della Conferenza nazionale promossa dal Governo a Venezia dal 22 al 24 novembre 2012. Il Piano è stato sospeso dalle Regioni in quanto  non sufficientemente finanziato dal Ministero dell’Economia del precedente Governo Monti.

Da allora non se ne è più parlato in termini concreti. Per la verità, durante la sessione parlamentare per l’approvazione della legge di stabilità sono stati presentati degli emendamenti (Senato della Repubblica: Casson e altri);  Camera dei Deputati: Antezza e altri. Tali  emendamenti sono stati respinti, mentre alla Camera è stato approvato un ordine del giorno (n. C 1865)

 Le associazioni sono ben coscienti delle difficoltà che oggi si presentano davanti a chi governa il paese e conoscono i problemi difficili che richiedono soluzioni efficaci ed in tempi rapidi; vorrebbero però che vi sia la dovuta considerazione anche per tutte le vittime da amianto, a partire  dagli ex esposti, in ordine ai risarcimenti (Fondo per le vittime non professionali), alle bonifiche (dei più importanti SIN contaminati da amianto), alla epidemiologia,  sorveglianza sanitaria e ricerca clinica amianto correlata.

 Le associazioni scriventi si permettono di suggerire che  i finanziamenti si devono trovare senza esitazioni, razionalizzando altre spese dello Stato, in quanto si tratta della salute pubblica dei cittadini della Repubblica. Il non intervento significa venir meno al principio costituzionale della tutela della salute come fondamentale diritto individuale e interesse della collettività, con la conseguenza di accollarsi costi sociali ben maggiori rispetto  a ciò che comporterebbe il finanziamento del Piano nazionale amianto.

 La ringraziamo per quanto potrà fare per ridurre la mortalità per amianto (circa 4.000 deceduti l’anno) eliminandolo  progressivamente e in via definitiva entro il 2020.

 Le inviamo i migliori saluti, in attesa di una Sua cortese risposta

Milano, 3 febbraio 2013

Elenco delle associazioni del coordinamento nazionale:

ASS. ESPOSTI AMIANTO - MONFALCONE, ASS.ESPOSTI AMIANTO FVG TRIESTE, ASS. REGIONALE  EX ESPOSTI -ORISTANO, ASS. REGIONALE FAMIGLIARI ESPOSTI AMIANTO-LA SPEZIA, ASS. VITTIME AMIANTO NAZIONALE ITALIANA – BRONI, ASS. ITALIANA ESPOSTI AMIANTO MILANO, ASS. VITTIME AMIANTO - BRONI, ASS. NAZIONALE MUTILATI ED INVALIDI  - ROMA, BAN ASBESTOS ITALIA - MILANO, COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E SUL TERRITORIO SESTO SAN GIOVANNI, COMITATO PERMANENTE EX ESPOSTI - MILAZZO, COMITATO PREVENZIONE AMIANTO LOMBARDIA, CAVE ALL’AMIANTO NO GRAZIE - PARMA, EUROPEAN ASBESTOS RISK  ASSOCIATION  - TRIESTE, LEGA AMBIENTE - ROMA, MEDICINA DEMOCRATICA - MILANO, ASSCIAZIONE MEDICI PER L’AMBIENTE - MILANO  

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dom

09

feb

2014

AMIANTO ANCHE A LECCO

 

Riportiamo da LECCO NEWS un articolo sulle presentazione a Lecco del romanzo

 “LA FABBRICA DEL PANICO”:
DALLA VALTELLINA A SESTO LA STRAGE DELL’AMIANTO

08/02/2014

LECCO – La fabbrica come speranza in una vita migliore, per chi viene dalla montagna, è la stessa che diventa una condanna, un pericolo, un problema più grande ancora della disoccupazione. E incomincia a diffondere la paura nei suoi operai che lentamente muoiono a causa dell’amianto.

Partendo dalla presentazione del romanzo,“La fabbrica del panico”, di Stefano Valenti, edito da Feltrinelli, Qui Lecco Libera ha organizzato ieri una vera e propria serata di approfondimento sul tema dell’amianto, in cui è intervenuto anche Michele Michelino, del Comitato della difesa della salute nei luoghi di lavoro di Sesto San Giovanni.

Proprio un libro dell’associazione, “Operai, carne da macello”, ha spinto l’autore valtellinese a scrivere: il romanzo racconta il tentativo di un figlio di ripercorrere la storia del padre ammalatosi di tumore a causa del lavoro in fabbrica, e che, grazie all’aiuto di un operaio sindacalista, scopre intrecciata a quelle delle tante altre vittime di questo male nascosto.

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ULTIMI VIDEO E FOTO

Corteo contro i morti per amianto e lo sfruttamento del 26 aprile 2014

Marzo 2014. Video - intervista al Comitato di Altraeconomia sulla responsabilità dei dirigenti per le morti operaie per amianto e sul processo contro i dirigenti Pirelli in corso a Milano

FOTO DEL CORTEO A LUCCA IN SOLIDARIETA' ALLE VITTIME DELLA STRAGE DI VIAREGGIO.

video e foto della manifestazione a Roma l'8 ottobre 2013 alla Camera dei Deputati delle associazioni e comitati contro l'amianto

Video della presentazione de "La fabbrica del panico" con gli operai della Breda Fucine, l'autore del romanzo Stefano Valenti, Guido Viale e Michele Michelino  

nella sezione video riportiamo immagini della protesta contro l'Inail del 15 maggio 2013 e l'incontro fra la nostra delegazione e quella dell'Inail

Intervista del nostro Comitato a Sky tg24 del 21 novembre 2012

Pubblichiamo nella sezione "Leggi" (in alto sulla pagina)

 

 

il Decreto interministeriale sul Fondo per le Vittime dell'amianto del 13 gennaio 2011

 

News

Foto del corteo del 27 aprile 2013 a Sesto San Giovanni contro l'amianto e lo sfruttamento.

Nuove foto e video del presido operaio contro l'Inail del 16/01/2013

Nella sezione video immagini della conferenza stampa sull'amianto nel palazzo Comunale di via Larga a Milano e servizio di RAI 3 del 2 aprile 2012

nella sezione stampa, nuovi articoli sul processo Pirelli a Milano

Nella sezione foto, nuove fotografie del presidio al Tribunale di Trento del 12 dicembre 2011 e nella sezione video le immagini.

Nella sezione foto immagini dell'assemblea dell'8 ottobre 2011.

 

 Nella sezione foto, nuove immagini delle iniziative fatte nel mese di agosto 2011.

Nella sezione foto, immagini della conferenza stampa del 15 giugno 2011 a Bassano del Grappa (Vi)

NELLA SEZIONE FOTO IMMAGINI DELLA FIACCOLATA A L'AQUILA DEL 6 APRILE 2011

Nella finestra stampa ci sono nuovi articoli apparsi sui giornali.

 

Nella sezione foto ci sono le ultime e tante altre.

Nella finestra Archivio, ci sono le ultime sentenze di importanza Nazionale

Nella sezione video potete trovare i filmati della II Conferenza Nazionale sull'Amianto del 6-7-8 novembre 2009 a Torino.

Nella sezione libri trovate i nostri testi