Tutti sapevano e nessuno ha parlato.
Lo sapevano i sindacati.
Lo sapeva la direzione dell'azienda.
Lo sapeva l'assessorato alla sanità.
Lo sapevano tutti, e non gli operai ...
Visitate il sito del:
dom
19
mag
2013
Lunedì 20 maggio dalle
ore 18.00 alle 18,30
su TELENOVA, canale 14, (in diretta), nella trasmissione:
IL FATTO DEL GIORNO (con telefonate dal PUBBLICO), ci saranno due rappresentanti del nostro Comitato.
IL VIDEO SI PUO' VEDERE CLICCANDO QUI SOTTO
http://www.youtube.com/watch?v=W7M1jXmX4to&feature=share&list=UUrUhwaU5UVuruuFON8WvWHg
mer
15
mag
2013
Forte protesta delle vittime dell’amianto
Le vittime protestano contro l’INAIL regionale della Lombardia
Un nutrito gruppo di lavoratori e vittime dell’amianto ha protestato questa mattina contro l’atteggiamento antioperaio dell’Inail, che da tempo nega i diritti ai lavoratori esposti all’amianto.
L’Inail e l’Inps costringono le vittime a lunghe e costose cause per il riconoscimento di quanto gli sarebbe dovuto con processi che arrivano fino in cassazione, con grave sperpero di denaro pubblico che paghiamo tutti noi e non i direttori e i burocrati di questi enti.
Stanche delle lungaggini burocratiche, le vittime dell’amianto hanno deciso di portare la loro rabbia e la loro protesta direttamente dentro il palazzo.
I lavoratori e le lavoratrici, insieme ai famigliari delle vittime, “armati” di fischietti, coperchi di pentole, campanacci e sirene hanno tentato di occupare l’atrio della sede regionale Inail in Corso di Porta Nuova, subito bloccati dalla polizia.
lun
13
mag
2013
15 maggio 2013: MANIFESTAZIONE OPERAIA CONTRO L’INAIL
Contro le vittime dell’amianto, l’INAIL si comporta peggio di un’assicurazione privata.
Con la legge 257 del 1992 l’amianto è stato messo fuorilegge.
Per i lavoratori ex esposti amianto a rischio di patologie asbesto correlate, con un’aspettativa di vita minore di circa 10 anni rispetto al resto della popolazione, la legge prevedeva insieme alla sorveglianza sanitaria gratuita, un risarcimento chiamato “benefici previdenziali” che permetteva loro andare in pensione un po’ prima perché morivano, e continuano a morire, prima degli altri cittadini. Ora con la riforma Fornero questa legge è stata vanificata.
L’INAIL, ente che deve riconoscere e indennizzare le malattie professionali derivanti dall’amianto, ha tutto l’interesse a non farlo agendo in palese conflitto di interessi. Comportandosi peggio di un’assicurazione privata l’INAIL risparmia sulla pelle dei lavoratori e costringe le vittime dell’amianto a lunghe e dispendiose cause legali. Infatti l’ammontare delle disponibilità liquide parcheggiate nella tesoreria di stato dall`Inail è un tesoretto di 17 mld (miliardi di euro). Per questo il nostro Comitato, insieme a tutte le associazioni e comitati delle vittime, da anni si batte per ottenere un organismo terzo che riconosca le malattie professionali.
mer
08
mag
2013
SABATO 11 maggio 2013 ore 15,30 ASSEMBLEA
Presso il CENTRO D’ INIZIATIVA PROLETARIA “G. TAGARELLI”
Via Magenta 88 Sesto San Giovanni
O.d.G.:
1) Preparazione della manifestazione contro l’Inail regionale (Corso di Porta Nuova 19, M.M.gialla fermata Turati) di mercoledì 15 maggio 2013
2) Informazioni sulle cause legali
3) Varie
Dopo mesi di lotte e di trattative in cui l’Inail si era dichiarata disponibile a risolvere il contenzioso sui “benefici previdenziali per gli ultimi 19 ex lavoratori esposti amianto è arrivata la risposta negativa. Per questi burocrati, le “sentenze prodotte non sono confortate da atti a valenza probatoria (rilevazioni, indagini ambientali, fatture di acquisto) ”, falsità che i processi hanno evidenziato riconoscendo le ragioni dei lavoratori.Per i lavoratori ex esposti al danno si aggiunge la beffa.
E’ giunto il momento di far sentire forte la nostra voce e la nostra presenza anche con forme di lotta eclatanti.
Per discutere di come organizzare nei dettagli la giornata di lotta contro l’Inail, di mercoledì 15 inviamo tutti gli associati (anche chi ha già ottenuto i benefici grazie alla lotta di tutti) a partecipare all’assemblea sabato 11 maggio.
La partecipazione e il contributo di tutti all’assemblea sono necessari per pianificare al meglio la lotta.
La solidarietà fra lavoratori è la nostra forza, usiamola!
Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio
ven
03
mag
2013
Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Amianto, dipendenti pubblici e militari: l’insostenibile disparità di trattamento
E’ noto che l’applicazione della normativa sui c.d. benefici previdenziali amianto sia divenuta una sorta di museo dell’assurdità, all’interno del quale si fa fatica a capire quando finisca l’ignoranza e dove inizi il dolo. Ciononostante era lo stesso difficile da immaginare che l’ordinamento potesse trattare in modo ottusamente sordo persino dipendenti pubblici ed organi dello Stato, come i militari, alla massa dei quali non disdegna trattamenti discriminatori nell’accesso ai benefici regolati dai commi 7 ed 8 dell’art.13 della legge 257/1992 (e succ. mod.).
Vero è che in questa materia quando uno pensa di aver già abbondantemente toccato il fondo, scopre che esiste un ulteriore fondo fatto di formalismo burocratico, disinteresse per il prossimo e per la giustizia. *
Roberto Riverso
giudice del lavoro tribunale di Ravenna
* si tratta del testo della relazione approntata per il convegno “Quale giustizia per gli esposti e le vittime dell’amianto?” organizzato da AFeVA Sardegna in occasione della GIORNATA MONDIALE DELLE VITTIME DELL’AMIANTO, Alghero 19 aprile 2013
1.- Premessa
Nella materia dell’amianto, quando uno pensa di aver esaurito tutta la propria meraviglia ed indignazione, per essersi già imbattuto in una intera galleria di deformità: dall’ “amianto respirabile” (Cass.21684/2004) ai malati d’amianto considerati non esposti all’amianto (Corte Cost. n. 290/2010); dai pensionati ante 1992 ai quali l’amianto non fa male (Corte Cost. 434/2002), agli atti di indirizzo ministeriali fatti ad hoc solo per alcuni siti (e non per altri del tutto identici); dalla decadenza dall’azione nella inedita versione tombale (Cass. 12685/2008 e ss. ) solo per lavoratori esposti, alla categoria della mancanza di interesse ad agire in corso di rapporto (col rischio di lasciare i lavoratori senza lavoro e senza pensione); dalla lotteria delle consulenze tecniche fatte purchessìa da medici legali, ingegneri, chimici, medici del lavoro, anatomo patologi, igienisti industriali (e persino da carabinieri), al limite delle 100 fibre litro dettato per riconoscere un indennizzo previdenziale per esposizione ad una sostanza che non conosce (per superiore dettato normativo di livello europeo) limiti di soglia nella salvaguardia della salute; dalla data del 15.6.2005 oltre il quale il diritto costituzionale all’indennizzo non vale più (come un prodotto ortofrutticolo con data di scadenza), alla norma salva ammiragli dettata dall’art.20 l. 132/2010, con la quale si è interpretata autenticamente una legge delega del 1955 (!); dalla tesi secondo cui le fibre di amianto “non sono polveri”, a quella che va alla ricerca di una fibra c.d. killer all’interno di condizioni di lavoro che esponevano i lavoratori a miliardi di fibre…
Ebbene, nonostante tutto questo, il tema dei benefici previdenziali amianto finisce ancora per riservare sorprese; ovviamente per chi abbia voglia di sorprendersi e di indignarsi (e non si è in tanti in questa materia)[1].
[1] Una soluzione di giustizia a tutte le incongruità prodotte da prassi amministrativa e giurisprudenziale e dalla miopia legislativa intervenuta successivamente alla legge 257/1992, potrebbe essere ritrovata con coerenza se venisse approvato dal Parlamento il progetto di legge, n. 8 del 15 marzo 2013, predisposto dal senatore Casson e altri.
[1] Come scrive Mauro Massimo Covello, dirigente medico legale dell’INPS, in Informazione Previdenziale, 2007, pag 589 ss., a proposito della ratio dei benefici previdenziali, evidenziando come già all’indomani della l.271/1993 dimar
30
apr
2013
Il Primo Maggio è nato come giornata di lotta dei lavoratori per le otto ore di lavoro, prima negli Stati Uniti, poi in tutto il mondo.
Il Primo Maggio è nato sul sangue dei lavoratori a Chicago nel 1886, dove quasi 100 mila operai scioperarono per le 8 ore e la polizia sparò sugli operai.
Nei "disordini" che seguirono, sette operai anarchici furono fatti impiccare dalla magistratura per una bomba lanciata da un agente provocatore.
Per onorare e ricordare la giornata di lotta mercoledì 1° maggio alle ore 13 presso la nostra sede, il Centro di Iniziativa proletaria "G. Tagarelli", ci sarà un pranzo di sottoscrizione organizzato dal nostro comitato. Sara un'occasione per stare insieme in allegria con i compagni con cui da anni lottiamo insieme. Il nostro Comitato ha messo insieme molti filmati e organizzerà prossimamente una RASSEGNA CINEMATOGRAFICA SULLE LOTTE OPERAIE A SESTO SAN GIOVANNI.
Intanto il 1° maggio 2013 il Comitato e il CIP Tagarelli proietteranno il primo film autoprodotto sulle lotte operaie degli ultimi 30 anni di cui insieme ad altri lavoratori molti di noi sono stati protagonisti. Per onorare il primo maggio con il titolo LA RESISTENZA OPERAIA IERI E OGGI alle ore 16. 00 proietteremo il FILM AUTOPRODOTTO “Storia del Coordinanento Cassintegrati Milanese” durata 1h 12 minuti.
Chi vuole partecipare al pranzo può prenotarsi al n. 02. 26224099 oppure al 3357850799.
lun
29
apr
2013
Pubblichiamo un articolo tratto dal quotidiano IL GIORNO del 29 aprile 2013
Paderno Dugnano, la fibra killer seppellita da un murales
La creatività dei ragazzi contro l’amianto: "Abbiamo voluto suscitare attraverso l’immagine non solo rabbia e tristezza ma un messaggio di speranza e solidarietà"
di Simona Ballatore
Paderno Dugnano, 29 aprile 2013 - Quattromila morti all’anno per amianto, un materiale messo al bando dal 1992 ma che ancora ricopre case e capannoni. Uccide. E anche Paderno piange i suoi morti: Vladimiro Tacco, Alberto Branà, Carlo Ferri, Oscar Misin. A loro è stata dedicata la giornata mondiale delle vittime dell’amianto. Un ricordo ma anche un impegno che quest’anno l’Aiea (associazione italiana esposti amianto) ha condiviso con i ragazzi
delle superiori. «Togliamocelo dalla testa e dai piedi»: è il grido lanciato dagli studenti del Gadda. Ieri mattina è stato presentato un murales: dopo aver incontrato esperti e
familiari di vittime, i ragazzi della III M hanno cercato di interpretare il tema, producendo un telo che servisse a «svegliare» la città. Tra otto disegni, tutti emblematici, è stata scelta
l’immagine realizzata da Emanuele d’Alessandro e Silvia Pantaleoni che sarà installata in città. Una seconda copia sarà invece itinerante.
sab
27
apr
2013
Centinaia di lavoratori e vittime dell’amianto hanno manifestato oggi a Sesto San Giovanni, sotto la pioggia, per ricordare tutti i lavoratori assassinati in nome del profitto e contro lo sfruttamento degli esseri umani e la distruzione della natura.
Il corteo - partito dalla nostra sede, il Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” dopo aver raggiunto la lapide in via Carducci posta dai lavoratori in ricordo dei compagni morti che recita: A PERENNE RICORDO DI TUTTI I LAVORATORI MORTI A CAUSA DELLO SFRUTTAMENTO CAPITALISTA ORA E SEMPRE RESISTENZA - si è fermato per commemorarli.
Il presidente del nostro Comitato, dopo aver commemorato tutte le vittime dello sfruttamento e chiesto un minuto di silenzio, ha ricordato come in Italia le cifre dei morti sul lavoro e di lavoro siano da bollettino di guerra ha ricordato che “ogni anno ci sono 4000 morti causati dalle patologie asbesto correlate, 120mila nel mondo (una ogni 5 minuti) mentre altre migliaia di esseri umani (lavoratori e cittadini) vengono uccisi a causa di infortuni e malattie professionali e inquinamento). Concludendo il suo intervento Michele Michelino ha affermando che in “una società civile non si può accettare che sia normale che si continui a morire per il profitto. I diritti vanno conquistati e difesi ogni giorno e la lotta contro lo sfruttamento e per la giustizia sociale continua: contro i padroni, le istituzioni, l’Inps e l’Inail, contro cui altre iniziative verranno messe in campo nei prossimi giorni”.
Subito dopo sono stati liberati dei palloncini bianchi a rappresentare i morti causati dall’amianto e dallo sfruttamento.
Il corteo è poi proseguito fino al Centro di Iniziativa Proletaria dove si è tenuta un’assemblea aperta sulla strada in cui hanno preso la parola i rappresenti delle associazioni e dei comitati.
Quest’anno - per la prima volta dal 1997, dopo 16 anni dal giorno in cui abbiamo messo la lapide in ricordo dei nostri morti - erano presenti anche l’amministrazione comunale di Sesto con il Vicesindaco Claudio Zucchi e una delegazione della CGIL regionale.
Nei vari interventi è stato denunciato come la strage provocata dall’amianto sia uno dei più grandi “crimini di pace” del XX° secolo.
Una società civile non può accettare che l’unico diritto riconosciuto sia quello di fare profitti a scapito di tutti gli altri “diritti umani”. Contro le morti sul lavoro, gli infortuni e le malattie professionali si deve alzare forte la voce di tutti i lavoratori e dei cittadini, perché la salute viene prima del profitto.
Sesto S. Giovanni, 27 aprile 2013
Cell. 3357850799
mail: cip.mi@tiscali.it
http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com
gio
25
apr
2013
In ricordo di tutti i lavoratori assassinati in nome del profitto
contro lo sfruttamento degli esseri umani e la distruzione della natura
Sabato 27 aprile 2013 – ore 16.00 corteo
partenza dal Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” di via Magenta 88,
Sesto San Giovanni, fino alla lapide di via Carducci
mer
24
apr
2013
Nelle società capitalista la vita degli operai vale poco. Ecco quanto costa per il Tribunale di Milano. VERGOGNA
Esplosione all'Eureco, quattro operai morti: cinque anni al titolare
Condannato Giovanni Merlino
Milano, 23 aprile 2013 - Il Gup di Milano, Antonella Bertoja, ha condannato col rito abbreviato a cinque anni di reclusione, Giovanni Merlino, titolare della Eureco, la società di smaltimento dei rifiuti di Paderno Dugnano, dove il 5 novembre del 2010 morirono quattro operai e altri tre rimasero ustionati in seguito a un'esplosione avvenuta nella fabbrica. Le accuse a suo carico sono di omicidio colposo plurimo aggravato (dal numero delle vittime e dalla violazione delle normative della sicurezza), lesioni colpose e incendio colposo.
Il pubblico ministero, Manuela Massenz, aveva chiesto la condanna a 6 anni, 5 mesi e 20 giorni di reclusione. Il giudice ha stabilito anche un rimborso all'Inail di 500 mila euro, sempre a carico di Merlino, e provvisionali dai 30mila ai 200mila euro per le parti civili. Inoltre, dovrà versare 20mila euro alla Cgil - Camera del lavoro e 48.638 euro al Comune di Paderno Dugnano. Infine la società Eureco è stata sanzionata con 180mila euro per la violazione della legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti. ''Faremo appello, andava approfondito il tema relativo alla causa dell'incendio''. E' quanto ha detto l'avvocato Giuseppe Fiorella, legale di Giovanni Merlino
mer
17
apr
2013
SOLIDARIETÀ AI LAVORATORI DEL SAN RAFFAELE
Esprimiamo la nostra totale solidarietà ai lavoratori del San Raffaele che il giorno 16 aprile durante la manifestazione in difesa del loro posto di lavoro sono stati caricati dalle forze dell’ordine.
Il San Raffaele, durante la vertenza è assurto a simbolo dell’avidità del mercato, della indecenza di una politica che si procura consensi e voti finanziando con i denari dei cittadini opere faraoniche e ricevendo tangenti.
La sua storia ha svelato ciò che tutti sappiamo, che non è vero cioè che il privato è meglio del pubblico, anzi è vero esattamente il contrario se il pubblico non è gestito come al San Raffaele.
Ma ora la proprietà vuol far pagare ai lavoratori colpe non loro. Vuol far ricadere sulle loro spalle e sulle loro vite, la crisi provocata dagli amministratori.
Oggi dopo non avere accettato i ricatti aziendali (cancellazione di 40 anni di accordi sindacali e applicazione del contratto della sanità privato più sfavorevole di quello della sanità pubblica da sempre adottato), sono in lotta per la difesa del loro posto di lavoro.
Ma ancora una volta le forze dell’ordine sono entrate in azione per difendere la “sacra” proprietà privata e che importa se duecentoquarantaquattro lavoratori vedono la loro vita andare a pezzi, bisogna salvaguardare gli interessi del sig. Rotelli monopolista della sanità privata.
Il sistema mostra il suo volto feroce, chi cerca di far valere i propri diritti deve essere fermato, anche con la violenza, oggi al San Raffaele ieri i lavoratori della logistica.
In questo dramma, CGIL, CISL e UIL ancora una volta si contraddistinguono per il servilismo dimostrato verso la dirigenza.
La lotta di questi lavoratori ci coinvolge non solo come delegati sindacali o lavoratori coscienti ma anche come cittadini, poiché ogni posto di lavoro perduto negli ospedali e nei servizi sanitari (diretti e in appalto) lede il diritto alla salute.
NESSUN POSTO DI LAVORO DEVE ESSERE PERDUTO
LA LORO LOTTA È LA NOSTRA LOTTA
16/04/2013
Cobas Pubblico Impiego
Collettivo Prendiamo la Parola
Slai Cobas Comune di Milano
Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio
lun
15
apr
2013
in ricordo di tutti i lavoratori assassinati
in nome del profitto
contro lo sfruttamento degli esseri umani e la distruzione della natura
Sabato 27 aprile 2013 – ore 16.00 corteo
partenza dal Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” di via Magenta 88,
Sesto San Giovanni
Giornata Mondiale contro l’amianto
Il 28 aprile di ogni anno si celebra la giornata mondiale contro l’amianto.
Ogni 5 minuti, una persona nel mondo muore a causa dell’amianto: 120.000 persone ogni anno nel mondo ne sono vittime. I danni provocati all’ambiente e agli esseri umani sono giganteschi. Questa strage avrà il suo picco massimo attorno al 2020 – 2030. In Italia ci sono circa 4.000 morti all'anno.
La strage provocata dall’amianto è uno dei più grandi “crimini di pace” del XX° secolo e in Italia sono ancora molte le questioni aperte. Le bonifiche delle coperture in cemento-amianto (si stima in circa 32 milioni di tonnellate), la bonifica delle reti degli acquedotti con migliaia di km. di tubazioni in cemento/amianto per l'acqua "potabile", delle scuole, degli edifici pubblici e dei siti industriali dismessi sono un problema non più rinviabile e una vera emergenza.
Una società civile non può accettare che l’unico diritto riconosciuto sia quello di fare profitti a scapito di tutti gli altri “diritti umani”. Contro le morti sul lavoro, gli infortuni e le malattie professionali si deve alzare forte la voce di tutti i lavoratori e dei cittadini, perché la salute viene prima del profitto.
Sono centinaia le vittime dell’amianto che hanno lavorato nei cantieri e in fabbrica, alla Breda, alla Falck, alla Pirelli, all’Ansaldo e alla Marelli. Per ricordare i lavoratori morti e impedire che altri continuino a morire dobbiamo alzare forte la nostra voce. Basta morti sul lavoro e di lavoro!
Le fibre d’amianto non guardano in faccia nessuno. Manifestare insieme alle vittime e alle loro famiglie per onorare tutti i morti d’amianto e dello sfruttamento è difendere la propria salute e la propria vita.
Il corteo, dopo la deposizione dei fiori alla lapide, terminerà alle ore 17,30 con un’assemblea aperta presso il Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” di Via Magenta 88, Sesto San Giovanni
mar
09
apr
2013
Piano Nazionale Amianto: buone intenzioni pochi fatti
Il Piano Amianto Nazionale, è stato presentato l’8 aprile a Casale Monferrato, in pompa magna alla presenza delle autorità civili, religiose, militari e delle Associazioni e Comitati delle vittime dell’amianto.
Il Piano Amianto, arrivato da anni di lotte delle Associazioni e dei Comitati contiene le linee per un’azione coordinata delle amministrazioni statali e territoriali ed è stato spiegato nel dibattito da vari interventi.
Il documento introdotto e concluso dal Ministro della Salute Renato Balduzzi (assenti il Ministro dell’ambiente Clini e quello del lavoro Fornero), ha lasciato a molte associazioni, fra cui noi, molto amaro in bocca. In alcuni aspetti non ha rispettato neanche le decisioni assunte dalla II Conferenza governativa sulle patologie asbesto correlate, che si è tenuta a Venezia dal 22 al 24 novembre 2012.
IL Ministero della salute riconosce che oggi l’amianto è una vera “emergenza nazionale e internazionale”, e per questo il piano su alcuni punti sarebbe potuto essere più concreto e ratificato dal governo, invece non va oltre la testimonianza e l’impegno di vedere risolti alcune problematiche. Ci saremmo aspettati più coraggio. Ora il piano è all’esame della conferenza Stato – regioni.
Il giorno 19 aprile alle ore 14.00 le Associazioni e i Comitati e i sindacati si riuniranno alla Camera del lavoro di Milano per approfondire il piano e decidere altre iniziative.
Riportiamo integralmente il Piano Nazionale Amianto.
dom
07
apr
2013
Ilva, "Il disastro ambientale è riconducibile ai Riva"
La Cassazione conferma
gli arresti dei padroni.
di Michele Michelino (*)
La mobilitazione dei lavoratori e dei cittadini contro la fabbrica di morte e lo sfruttamento capitalista che distrugge le vite degli operai e degli abitanti della città ha dimostrato che anche in una società capitalista che mette al primo posto il profitto, organizzandosi in modo indipendente dal padrone e dai suoi servi, sui propri interessi di classe è possibile lottare contro la nocività in fabbrica, per rivendicare il posto di lavoro e la salute.
Dopo le prime mobilitazioni reazionarie organizzate dal padrone e dai sindacati collaborazionisti Fim-Cisl. Fiom-Cgil. Uilm-Uil. a difesa dello sfruttamento operaio e della fabbrica che inquina e uccide così com’e, la presa di coscienza in gruppi sempre più numerosi di operai e la saldatura fra il movimento operaio e le manifestazioni popolari organizzate dal Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti ha pesato anche sulle istituzioni ”democratiche” a cominciare dalla magistratura.
gio
04
apr
2013
Amianto, il Piano nazionale
Ecco il testo in anteprima pubblicato su
il sole 24 ore del 2 aprile 2013
di Barbara Gobbi, Rosanna Magnano. Sara Todaro
L'Italia serra i ranghi contro l'asbesto: il Piano nazionale amianto, approvato dal Governo e attualmente all'esame della Conferenza Stato-Regioni, sarà presentato alla comunità scientifica e locale l'8 aprile prossimo, a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, «teatro» del Caso Eternit. Il documento, una sorta di tabella di marcia per affrontare l'emergenza, è stato elaborato dai ministeri della Salute, dell'Ambiente e del Lavoro. Qualcosa già si muove.
Lo scorso 28 marzo ha preso il via presso la sede dell'Inail il tavolo tecnico per i risarcimenti in esecuzione dei contenuti della sentenza Eternit. «Si tratta - spiega il ministero della Salute in una nota - di dare attuazione effettiva nella parte che riguarda "provvisionali immediatamente esecutive" nei confronti delle parti civili».
mar
26
mar
2013
Mercoledì 27 marzo dalle ore 9, in via Fabio Filzi 22, cittadini e lavoratori della sanità assedieranno il Pirellone, accogliendo con la "marea bianca" il nuovo Consiglio Regionale e portando all'attenzione dei neoeletti, fin dal giorno del loro insediamento, i temi caldi della sanità in Lombardia, a partire dal San Raffaele, con i 244 licenziamenti ancora minacciati.
Per il coordinamento cittadini e lavoratori della sanità
Margherita Napoletano
DIFENDIAMO IL SAN RAFFAELE E LA SANITÀ LOMBARDA
Dopo mesi di lotta contro i 244 licenziamenti, con un presidio permanente delle lavoratrici e dei lavoratori che dura ormai da quattro mesi, la vicenda del San Raffaele – ospedale privato ma che vive di soldi pubblici ed eroga per il 90% prestazioni pubbliche - è sempre più emblematica del disastroso governo della sanità nel nostro paese.
E' parte di un aggressione che colpisce tutti gli operatori della sanità pubblica e privata. Ovunque si può misurare il decadimento della tutela della salute e delle condizioni ambientali; la riduzione del personale, con aumento dei carichi di lavoro e la riduzione dei diritti.
Un attacco che colpisce anche gli utenti con l’aumento dei ticket; il peggioramento o la chiusura di posti letto e servizi; il ricorso a “dimissioni precoci” dopo il ricovero per favorire i bilanci degli ospedali; la discriminazione tra chi può pagare e chi deve subire lunghe e pericolose liste d’attesa.
mar
26
mar
2013
Riceviamo e pubblichiamo.
www.andreazanoni.it
Andrea Zanoni, deputato al Parlamento europeo
Amianto, il Parlamento europeo vuole ripulire l'Europa. Sgambetto alle discariche di amianto
Il Parlamento europeo ha approvato la relazione dell'eurodeputato Stephen Hughes (socialista, britannico) sulle “minacce alla salute dei lavoratori dovute all'amianto e prospettive di abolizione totale di tutto l'asbesto esistente” (558 favorevoli, 51 contrari, 5 astenuti). Il testo approvato era stato rafforzato dai 12 emendamenti presentati e approvati in commissione sia Ambiente che Occupazione e Affari sociali da parte dell'eurodeputato Andrea Zanoni. “Un passo avanti verso la messa in sicurezza dell'amianto in tutta Europa e misure concrete per ripulire tutti i siti, a partire dai posti di lavoro fino alle abitazioni e discariche pericolose”.
lun
25
mar
2013
Reseconto in video dell'assemblea dei LAVORATORI, ESPOSTI AMIANTO, E PER LA DIFESA DELLA SALUTE A SESTO S.GIOVANNI (23 MARZO 2013):
1.. http://www.youtube.com/watch?v=qF7lLP_K_ao
2.. http://www.youtube.com/watch?v=YNc6u2pXjG4
3.. http://www.youtube.com/watch?v=hR8QqHmyUIw
4.. http://www.youtube.com/watch?v=QE9XWXEdtOM
COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO.
Sabato 23 marzo 2013, presso il C.I.P. "G.Tagarelli" (Centro di Iniziativa Proletaria) di via Magenta 8 a Sesto S.Giovanni, provincia di Milano, Lombardia, assemblea popolare con ordine del giorno:
1) Stato della trattativa con l'INAIL e informazione sulle cause legali contro l'INPS;
2) Giornata mondiale contro l'amianto e preparazione del corteo manifestazione di sabato 27 aprile in ricordo dei morti per amianto e altre sostanze nocive;
3) Varie.
Coordinatore Michele Michelino ed interventi di Ettore Zilli (ex-deportato nei lager nazisti e rappresentante dell'ANED, Associazione Nazionale Ex-Deportati), di Daniela Trollio (Comitato per la difesa della salute), di vari cittadini e di una rappresentante dei lavoratori dell'Ospedale S.Raffaele.
mer
20
mar
2013
Il 15 marzo 2013 alla prima riunione del Senato della Repubblica è stato presentato nuovamente il Disegno di Legge sull’amianto che riportiamo integralmente.
SENATO DELLA REPUBBLICA
DISEGNO DI LEGGE
d’iniziativa dei senatori CASSON, FILIPPI MARCO, BUBBICO, FEDELI, IGNAZIO MARINO, AMATI, GRANAIOLA, FORNARO, BORIOLI, FABBRI,
Norme a tutela dei lavoratori, dei cittadini e dell'ambiente dall'amianto, nonché delega al Governo per l’adozione di un testo unico in materia di amianto.
Signori Senatori. – Già all'inizio della XVI legislatura, al fine di tenere sempre alta l’attenzione sui problemi causati dalla presenza dell’amianto nel nostro Paese e di offrire finalmente soluzioni alle drammatiche e a tutt’oggi irrisolte conseguenze derivanti dall’esposizione all’amianto, si era ritenuto opportuno presentare, in occasione della quarta «Giornata mondiale delle vittime dell’amianto», un nuovo disegno di legge, «in nuce» già presentato nelle precedenti legislature (v. atto Senato n. 3696 – XIV legislatura, presentato il 20 dicembre 2005, e atto Senato n. 23 – XV legislatura, presentato il 28 aprile 2006).
mar
19
mar
2013
Solidarietà militante ad Aldo Milani, coordinatore nazionale SiCobas, e agli altri 2 compagni colpiti dalla repressione
Al compagno Aldo Milani è stato notificato un provvedimento restrittivo con la proibizione di entrare nel territorio di Piacenza per i prossimi 3 anni.
La “colpa” di Aldo Milani è quella di aver sostenuto l’autorganizzazione dei lavoratori delle cooperative in lotta, in particolare quella dei lavoratori Ikea, e per questo viene colpito e represso dalla magistratura del sistema capitalista, che difende la proprietà privata dei padroni e la logica del profitto.
ven
15
mar
2013
trattative con l’INAIL, la lotta continua!
Dopo mesi di incontri infruttuosi, le lotte e le proteste contro l’Inail hanno conseguito alcuni primi risultati. La protesta contro l’INAIL di mercoledì 16 gennaio 2013 davanti alla sede regionale di Corso di Porta Nuova, 19 a Milano ha permesso di riaprire la trattativa per il riconoscimento dei contributi previdenziali agli ultimi 15 lavoratori della Breda Fucine ex esposti, investendo del problema il direttore generale Inail di Roma.
Sempre con la lotta abbiamo ottenuto che tre ex lavoratori - G. Sgrambiglia, A. Carbonaro e B. Russo- vincessero la causa al Tribunale di Milano, causa che è già passata in giudicato ed è definitiva. Anche A. Caputo ha vinto la causa a Monza. Ora la battaglia continua per far riconoscere tutti i lavoratori ancora in sospeso che hanno respirato fibre di amianto.
Per fare quindi il punto sulla trattativa
e decidere altre iniziative di lotta:
SABATO 23 marzo 2013 - ore 15,30 - ASSEMBLEA
presso il CENTRO D’ INIZIATIVA PROLETARIA “G. TAGARELLI”
Via Magenta 88 Sesto San Giovanni
O.d.G.:
1) Stato della trattativa con l’Inail e Informazione sulle cause legali contro l’INPS
2) Giornata mondiale contro l’amianto e preparazione del corteo-manifestazione di sabato 27 aprile in ricordo dei morti per amianto e altre sostanze nocive
3) Varie.
Chiediamo a tutti gli associati di partecipare numerosi insieme alle loro famiglie per onorare tutti i morti d’amianto e dello sfruttamento il prossimo 27 aprile 2013 (sabato), ore 16.00, Il corteo partirà dal Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli” di via Magenta 88, Sesto San Giovanni, fino alla lapide di Via Carducci.
mer
13
mar
2013
Pubblichiamo i dati dei morti sul lavoro, cioè degli incidenti mortali verificatisi in luogo di lavoro ordinario. Dai dati dell’Osservatorio, sono esclusi quelli in itinere che se conteggiati, fanno raddoppiare il numero dei morti, e quelli, ancor più numerosi, dovuti alla circolazione stradale.
OSSERVATORIO SICUREZZA SUL LAVORO VEGA ENGINEERING TRE ANNI DI MORTI BIANCHE. 1588 LE VITTIME.
ECCO IN ANTEPRIMA NAZIONALE TUTTI I DATI E LE ANALISI DEGLI INFORTUNI MORTALI IN ITALIA DELL’ULTIMO TRIENNIO IN UN DOSSIER ESCLUSIVO REDATTO DAGLI INGEGNERI DELL’OSSERVATORIO SICUREZZA SUL LAVORO DI VEGA ENGINEERING DI MESTRE.
GLI INCIDENTI DIMINUISCONO TRA IL 2010 E IL 2012. MA ANCHE IL NUMERO DEGLI OCCUPATI. PER QUESTO L’EMERGENZA RIMANE – E GRAVE – DA NORD A SUD DEL PAESE.
Tre anni di morti bianche: 1588 le vittime in un dramma che va da Nord a Sud del Paese. Sono 509 le vittime del
lavoro nel 2012, 553 nel 2011 e 526 nel 2010. Nell’ultimo anno il decremento è stato pari all’8 per cento. “Ma si tratta di una flessione apparente - spiega l’ingegner Mauro Rossato, Presidente
dell’Osservatorio Sicurezza Sul Lavoro di Vega Engineering - che deve fare i conti anche con la diminuzione dell’occupazione”.
Ed in effetti secondo i dati Istat a fine dicembre 2012 il tasso di disoccupazione si attestava all’11,2%, contro il 9,4% rilevato a fine del 2011.
sab
02
mar
2013
ThissenKrupp ridotte in appello
le condanne ai dirigenti.
Continua l’ingiustizia
Per la Corte d’Appello di Torino i responsabili dell’azienda in cui morirono il 6 dicembre 2007 bruciati vivi 7 operai sono colpevoli di omicidio colposo con colpa cosciente, ma non di dolo eventuale.
Con questa motivazione sono state ridotte le condanne per l’amministratore delegato Herald Espenhaln (da 16 anni e mezzo a 10) e degli altri cinque dirigenti a nove, otto e sette anni.
Immediatamente i famigliari, al grido di “che schifo”, “non c’è giustizia” hanno occupato per protesta l’aula per tre ore, lasciandola solo dopo le rassicurazioni del PM Guariniello che ripresenterà in cassazione la richiesta del dolo eventuale.
In un paese come l’Italia dove i morti sul lavoro sono da bollettino da guerra come dimostrano i dati, le istituzioni, la magistratura e l’Inail tendono a minimizzare il dramma della guerra di classe con sentenze accondiscendenti verso i padroni e i dirigenti assassini.
gio
28
feb
2013
Ancora incidenti all'Ilva di Taranto: muore un operaio e un altro rimane gravemente ferito.
All’Ilva di sfruttamento e inquinamento si continua a morire.
Ciro Moccia operaio dell’Ilva è morto questa mattina a 42 anni.
Un altro lavoratore, Antonio Liddi, operaio di 46 anni della ditta esterna MR. è rimasto ferito gravemente ed è ricoverato nell'ospedale SS. Annunziata di Taranto "in condizioni che sono in corso di valutazione". I lavoratori sono caduti da impalcatura mentre erano impegnati in un lavoro di manutenzione nella batteria 9 delle cokerie dell'Ilva alle 04.40.
Lo sfruttamento dei lavoratori e la logica del profitto vengono prima di tutto.
Dopo tante chiacchiere della famiglia Riva (padroni dell’acciaieria) e dei sindacati sulla sicurezza per i lavoratori e i cittadini, la realtà dimostra che finora nulla è stato fatto.
In pochi mesi 3 operai sono morti sul lavoro mentre continuano ad ammalarsi e morire lavoratori, cittadini e animali sottoposti all’inquinamento diretto, indiretto e ambientale della più grande acciaieria d’Italia che pur di risparmiare sulle misure di sicurezza non esita a condannare a morte operai e cittadini.
Le lacrime di coccodrillo versate sui morti e sui malati non hanno mai salvato vite umane.
dom
24
feb
2013
Riceviamo, condividiamo e pubblichiamo
A RIVA I PROFITTI
AI TARANTINI MORTE E INQUINAMENTO
La storia si ripete ..
Come più volte denunciato dal Comitato Cittadini. Lavoratori Liberi e Pensanti, siamo davanti all'ennesimo ricatto: 2009, Ilva s.p.a. formalizza la richiesta di cassa integrazione per più di 6000
dipendenti per fronteggiare la crisi del mercato dell'acciaio 2013, Ilva s.p. a. formalizza la richiesta di cassa integrazione per più di 6000 dipendenti ... risanamento ambientale o nuova crisi
di mercato?
Dopo mesi di dubbi è finalmente chiaro dove i Riva vogliono reperire i fondi per l'adeguamento degli impianti: dai cittadini e dagli operai, scaricando sugli stessi il peso di scelte aziendali
sbagliate. Socializzare le perdite dopo aver privatizzato gli utili: non è la prima volta che in Italia ci si trova di fronte ad una situazione simile. La FIAT è stata pioniera di questa
strategia in cui ricchissimi imprenditori, spalleggiati da governi e sindacati addomesticati a suon di quattrini, hanno permesso l'impoverimento costante di un intero paese.
gio
21
feb
2013
Pubblichiamo lo scritto del Dott.
Roberto Riverso – Giudice del Lavoro -.
Allarme rosso per i lavoratori esposti all’amianto
1.- Dando ulteriore prova di una risalente, quasi incoercibile, idiosincrasia nei confronti della normativa in materia previdenziale per i lavoratori esposti all’amianto, la nostra Corte di Cassazione (seguita a ruota da quasi tutta la giurisprudenza di merito) si è inventata di sana pianta l’istituto della c.d. decadenza tombale dall’azione, con perdita definitiva del diritto alla rivalutazione contributiva (e pesanti condanne alle spese per i lavoratori; in un ultimo esempio il caso è stato deciso addirittura con ordinanza n. 1629/2012 ). Si tratta di un istituto giuridico che però non esiste nell’ordinamento, il quale conosce invece la decadenza dalla domanda processuale che non può mai seppellire però il diritto sostanziale!
Si tratta pure di una soluzione che comporta pesanti ed incongrue conseguenze sui lavoratori esposti, soprattutto perché l’applicazione della normativa in materia previdenziale ha conosciuto sotto il profilo temporale un recepimento assai differenziato a seconda delle province italiane; e ciò principalmente per l’atteggiamento temporeggiatore messo in atto dagli istituti previdenziali con il noto palleggiamento delle responsabilità e delle pratiche da un istituto pubblico all’altro (dalla direzione provinciale per i curricula; all’INAIL per la certificazione; all’INPS per la maggiorazione contributiva).
sab
16
feb
2013
“PER UNA SANITA’PUBBLICA E SOCIALE”
15 febbraio 2013
(Sala EXPO Stazione Garibaldi, Milano)
Intervento- relazione di Michele Michelino
Per una medicina preventiva, contro la logica del profitto che distrugge la salute degli esseri umani, il territorio e la natura.
Lo sfruttamento legale degli esseri umani sancito e legalizzato dalle leggi, è una delle cause degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali. Nuovi materiali non testati e collaudati preventivamente, entrati nei processi di produzione, provocano nuove malattie che il Sistema Sanitario Nazionale non riconosce a scapito della salute dei lavoratori e dei cittadini.
Nella crisi, con IL RICATTO DEL POSTO DÌ LAVORO, con l’intensificazione dei RITMI di lavoro inumani i padroni costringono e impongono ai lavoratori condizioni di vita e di lavoro sempre più insicuri, in ambienti insalubri, a contatto con sostanze nocive e cancerogene.
La mancanza di sanzioni adeguate a dissuadere i datori di lavoro, che si arricchiscono attraverso lo sfruttamento degli esseri
umani, fa si che questi pur di risparmiare pochi centesimi sulle misure di sicurezza non esitano a mandare al macello ogni anno circa mille lavoratori. La CONFINDUSTRIA, i sindacati e le
istituzioni, quando accadono infortuni mortali parlano dei morti sul lavoro come di “tragedie imprevedibili”. Le chiamano “morti bianche”, come se i lavoratori assassinati fossero morti per caso,
senza responsabilità di nessuno, arrivando in alcuni casi a sostenere che la colpa degli infortuni sarebbe la causa della disattenzione degli operai stessi, di “un errore umano del
lavoratore”.
Nonostante le campagne pubblicitarie, a livello mondiale il numero dei lavoratori morti per infortuni sul lavoro e malattie professionali sono sempre da bollettino di guerra.
Ogni giorno muoiono nel mondo più di seimila persone per infortuni e malattie professionali, dati dell’ILO (l’International Labour Office). AI MORTI SUL LAVORO VANNO AGGIUNTI I MORTI DÌ LAVORO COMPLETAMENTE IGNORATI.
Le malattie professionali diluiscono le morti nel tempo. Solo per esposizione o contatto con sostanze nocive e cancerogene nel
processo di produzione l’ILO stima che ogni anno perdano la vita circa 438.000 lavoratori, cifra senz’altro in difetto rispetto alla realtà.
L’amianto, in particolare, è responsabile della morte di 100.000 persone l’anno (più di 4.000 nella sola Italia), mentre la silicosi continua a colpire milioni di lavoratori e pensionati nel
mondo.
In un libro del 1972 "La salute nella fabbrica" edizioni Italia – URSS, Roma 1972, pag, 32, così scriveva G. Berlinguer in: “Nel
ventennio1946–1966 si sono verificati in Italia 22.860.964 casi di infortunio e di malattia professionale, con 82.557 morti e con 966.880 invalidi. Quasi un milione di invalidi, il doppio di
quelli causati in Italia dalle due guerre mondiali, che furono circa mezzo milione. Mentre la media degli infortuni e malattie professionali nel ventennio 1946–1966 è stata lievemente superiore
ad 1 milione di casi annui, negli anni dal 1967 al 1969 la cifra è salita ad oltre 1,5 milioni di casi e nel 1970 ad 1.650.000 casi”.
Sono passati molti anni da questo studio ma la condizione della classe operaia italiana non è per niente migliorata.
Nella crisi si riducono i posti di lavoro, ci sono meno lavoratori occupati, e per questo diminuiscono lievemente i morti e gli infortuni, anche se le cifre sono sempre spaventose.
Gli incidenti sul lavoro in Italia hanno fatto più morti fra i lavoratori che fra i soldati della coalizione occidentale della 2°
guerra del Golfo. L’Eurispes ha calcolato che dall’aprile 2003 all’aprile 2007 i militari che hanno perso la vita sono stati 3.520, mentre dal 2003 al 2006 in Italia i morti sul lavoro sono stati
ben 5.252 e l’età media di chi perde la vita, è intorno ai 37 anni. Secondo dati Eurostat (del 2005) ogni anno 5.700 persone muoiono a causa di incidenti sul lavoro.
L’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) stima che altri 159.500 lavoratori perdano la vita a causa di malattie professionali. Sommando i dati si stima che ogni 3 minuti e mezzo nell’UE
ci sia un decesso per cause legate all’attività lavorativa.
Dai dati dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti
per infortuni sul lavoro, risulta che nel 2012 sono morti 1180 lavoratori (stima minima) di cui 625 SUI LUOGHI DI LAVORO
( tutti documentati). Si arriva a superare il numero totale di oltre 1180 vittime se si aggiungono i lavoratori deceduti in
itinere e sulle strade che sono considerati (giustamente), per le normative vigenti, morti per infortuni sul lavoro a tutti gli effetti
Questi dati ci dicono che avremmo bisogno di prevenire gli “incidenti” con leggi, sanzioni e una medicina preventiva in grado di
rintracciare le cause che producono malattie e morte e di eliminarli. Purtroppo questo non succede perché non è interesse della società del profitto. In questa società gli esseri umani sono
trattati come merce, come cose e la natura ridotta a qualcosa da saccheggiare selvaggiamente; da qui la causa delle “catastrofi naturali” che di naturale non hanno niente.
Una società che ha il suo fondamento nella Costituzione Repubblicana, che all’art. 32 recita “La Repubblica Italiana tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e della
collettività”, arrivando a dichiarare che la stessa iniziativa privata - pur essendo libera - “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla
sicurezza, alla libertà, alla dignità umana” (art. 41 II comma cost.) richiederebbe delle leggi, un sistema sociale e una medicina veramente al servizio degli esseri umani per
prevenire.
Per esempio, l’amianto come tutte le sostanze cancerogene provoca danni che sono all’origine di numerosi tumori. Non esistono soglie
di sicurezza o di tolleranza alle sostanze cancerogene. Anche per le altre sostanze cancerogene, sebbene sia necessario, non basta predisporre dispositivi di protezione individuali o collettivi
per la riduzione del rischio, ma bisogna adoperarsi affinché il rischio sia ridotto a zero. L’esposizione alle fibre di amianto riduce l’aspettativa di vita di chi è stato esposto facendo vivere
lui e la sua famiglia nel terrore di ammalarsi.
L’esposizione alle sostanze cancerogene nei luoghi di lavoro e nella società colpisce generalmente gli strati più sfruttati. Infatti, sono i più poveri che vedono ridursi i servizi gratuiti dal
Servizio Sanitario Nazionale a “rinunciare” anche a curarsi.
Il movimento operaio e popolare si deve battere per un Servizio Sanitario Nazionale pubblico ed efficiente e per il rischio zero.
Deve lottare per imporlo alle associazioni padronali e allo stato. Non possiamo accettare, sotto il ricatto del posto di lavoro, dei costi aziendali o statali di rimetterci la salute e la vita, e
ipotecare il futuro alle nuove generazioni inquinando il pianeta.
Le lotte del movimento operaio, dei lavoratori e cittadini organizzati in Comitati e Associazioni hanno contribuito a rompere il muro di omertà e complicità con i responsabili di questi
assassinii, facendo pressione sulle istituzioni, “costringendole” in alcuni casi, vedi ThyssenKrupp ed Eternit, a perseguire e condannare in primo grado i responsabili.
Nel nostro paese i diritti sanciti nella Costituzione sono tuttora subordinati ai poteri forti e applicati solo se compatibili con essi. Non si può subordinare la salute e la vita umana alla
logica del profitto, ai costi economici aziendali o ai bilanci dello stato. Senza rispetto per la vita umana, gli operai, i lavoratori, i pensionati, continueranno a morire sul lavoro e di
lavoro, e se le sostanze cancerogene presenti sul territorio, se non si eliminano, continueranno ad uccidere i cittadini, gli esseri umani e la natura.
“Libertà, legalità, giustizia per tutti” rimangono parole astratte, principi vuoti di significato se le classi sottomesse non hanno i mezzi economici e politici per farli rispettare.
I limiti legali imposti per legge alle sostanze cancerogene non danno nessuna garanzia alla tutela della
Lottare per una Sanità Pubblica e Sociale, per il diritto gratuito alle cure, per ambienti salubri e un mondo pulito significa lottare contro chi - pur di fare soldi sulla pelle dei lavoratori e cittadini - condanna a morte migliaia di esseri umani, anteponendo i suoi interessi privati a quelli collettivi della società. Per finire non possiamo dimenticare un altro aspetto della sanità che riguarda le malattie professionali, cioè l’Inail. Questo è un ente in palese conflitto di interessi, essendo quello che deve riconoscere l’esposizione all’amianto e le malattie professionali ma anche quello che deve indennizzarle, per cui bisogna risolvere questo problema.
In una società civile la salute viene prima di tutto.
Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio
ven
15
feb
2013
Relazione introduttiva
al Convegno sulla Sanità del 15.2.2013
(Sala EXPO Stazione Garibaldi)
NON LASCIAMO SPEZZARE IL CUORE ALLA SANITA’.
Buon Convegno a tutte/i.
1. QUESTO CONVEGNO, CHE NON A CASO ABBIAMO TITOLATO “PER UNA SANITA’PUBBLICA E SOCIALE”, è promosso perché siamo consapevoli che intorno al tema più ampio della Salute-Sanità verte e verterà una delle principali e più importanti questioni del prossimo periodo.
Abbiamo convenuto di farlo alla vigilia della tornata elettorale non perché fosse una delle innumerevoli passerelle di propaganda elettorale per qualche candidato, ma con la precisa volontà che al centro del dibattito vi debbano esclusivamente essere i temi, le denunce e le proposte.
Per cui dichiariamo sin da ora che ci sottraiamo volentieri ad inutili riferimenti elettoralistici assolutamente inefficaci al convegno, avendo però chiaro che i possibili interlocutori istituzionali e politici saranno riconoscibili dopo il 26/2 e che di conseguenza si potrà aprire con essi un confronto solo se saremo in grado di mobilitare la classe operaia, i lavoratori, i ceti popolari, i cittadini.
Dichiariamo tutto questo anche consapevoli che se ciò non avvenisse la promozione del Convegno stesso avrebbe un risultato di scarso rilievo.
Il Comitato No Debito di Milano, Medicina Democratica e il Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio, di Sesto San Giovanni intendono lanciare e proporre un appello, un invito, una proposta a tutti i partecipanti , ma anche a coloro che non hanno potuto partecipare al Convegno, siano essi associazioni, movimenti, forze sindacali, singoli lavoratori.
Proponiamo l’avvio di un programma di lavoro comune e concreto e una linea politica mobilitante e di lotta sul terreno della Sanità.
mar
12
feb
2013
Il Comitato No Debito di Milano insieme a Medicina Democratica e al Comitato per la
Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio hanno promosso il Convegno il cui tema è " Per una Sanità pubblica e sociale " che si terrà
venerdì 15/02 dalle h 14 alle h 19 alla Sala Expo della
Stazione Garibaldi ( al mezzanino).
E' ora che le politiche sanitarie siano rimesse in mano dei Lavoratori del settore, dell'utenza,dei pensionati, dei
giovani, delle donne, dei cittadini !!!
mar
05
feb
2013
Visto le numerose richieste che il nostro Comitato riceve quotidianamente, pubblichiamo riprendendo dal sito dell’Amsa la notizia e le procedure per la raccolta gratuita di piccole quantità di amianto.
RACCOLTA PICCOLI MANUFATTI IN AMIANTO
Il Comune di Milano tramite
Amsa offre un servizio gratuito di raccolta di manufatti in AMIANTO di uso domestico e di dimensioni limitate, come fioriere, davanzali, piccole tettoie, lastre e pannelli.
I limiti previsti per il servizio gratuito sono:
Il ritiro avviene a domicilio su appuntamento. Le richieste devono essere inoltrate al Servizio Clienti Amsa – Numero Verde
800332299.
Il personale specializzato Amsa, dotato di mezzo opportunamente attrezzato, provvederà allo smontaggio, al confezionamento del materiale (irrorazione di liquidi e impacchettamento con pellicola
protettiva) ed alla sua raccolta. Il materiale sarà smaltito in discariche specificatamente autorizzate.
lun
28
gen
2013
Solidarietà militante a Fulvio Di Giorgio e a tutti coloro che lottano contro lo sfruttamento capitalista.
Fulvio Di Giorgio, militante del SI Cobas è stato condannato a 4 mesi di carcere per resistenza a pubblico ufficiale, per aver partecipato insieme ai lavoratori delle cooperative in sciopero ad un picchetto durante uno sciopero nel 2009.
I lavoratori delle cooperative alla FIEGE BORRUSO di Brembio (Lo) erano scesi in lotta per difendere il salario, il posto di lavoro e la dignità in un settore di lavoro dove l'illegalità continua a regnare sovrana.
La polizia, chiamata a difendere i diritti dei padroni e la loro “proprietà privata”, commise violenze contro i lavoratori e le lavoratrici documentate da registrazioni effettuate da una nostra compagna e trasmesse anche dalla RAI, sbugiardando le tesi poliziesche.
ven
25
gen
2013
Riportiamo la locandina della conferenza organizzata dall’Associazione Esposti Amianto regione F.V.G.a trieste a cui è stato inviato come relatore anche il presidente del nostro Comitato.
CONFERENZA MEDICA
NOVITA’IN TEMA DI MESOTELIOMA
SABATO 26 GENNAIO 2013 SALA "OCEANIA" STAZIONE MARITTIMA DALLE ORE 9.00 ALLE ORE 13.00.
mer
23
gen
2013
Pubblichiamo un articolo del Cittadino di Monza e Brianza sul processo contro i dirigenti di Breda Energia.
Operaio con il morbo di Parkinson
Processo a Monza contro la Breda.
Monza
- L'accusa è pesantissima: hanno fatto lavorare un operaio affetto dal morbo di Parkinson in
un ambiente ideale all'avanzamento della malattia. Lo scorso 27 dicembre è entrato nel vivo il processo aperto alla Procura della Repubblica del tribunale penale di Monza davanti al giudice
Emanuela Giovanna Corbetta, contro tre responsabili della Breda Energia di Sesto San Giovanni, acquistata dopo la privatizzazione dalla famiglia Pasini nel 1996.
Dopo continui ritardi determinati dalla competenza territoriale fra Milano e Monza, a più di un anno dal rinvio a giudizio «per negligenza, imperizia, imprudenza, oltre che per violazione delle
norme specifiche», è cominciato il processo a tre dirigenti della Breda Energia: alla sbarra ci sono il datore di lavoro, il 65enne milanese Marco Schiatti, il delegato per la sicurezza
dell'azienda Marco Bergna (55 anni, che risiede a Monza), e il medico aziendale Pierluigi Piantoni, storico medico di Sesto San Giovanni.
mar
22
gen
2013
Morti sul lavoro, morti bianche, infortuni mortali nel 2013
Sono documentati 17 lavoratori morti per infortuni sui luoghi di lavoro dall'inizio dell'anno e 25 (stima minima) se si aggiungono i morti sulle strade e in itinere
22 gennaio
Nel 2012 sono morti 1180 lavoratori (stima minima) di cui 624 SUI LUOGHI DI LAVORO ( tutti documentati). Si arriva a superare il numero totale di oltre 1180 vittime se si aggiungono i lavoratori deceduti in itinere e sulle strade che sono considerati (giustamente), per le normative vigenti, morti per infortuni sul lavoro a tutti gli effetti. L'Osservatorio considera "morti sul lavoro" tutte le persone che perdono la vita mentre svolgono un'attività lavorativa, indipendentemente dalla loro posizione assicurativa e dalla loro età. Molte vittime non hanno nessuna assicurazione e muoiono lavorando in "nero"ed intere categorie non sono considerate morti sul lavoro. Praticamente sono morti sul lavoro invisibili. Vedrete quante di queste morti, come gli anni scorsi, spariranno dalle statistiche ufficiali quando ci sarà il resoconto del 2012, che è sempre intorno a -20% rispetto ai rilevamenti dell'osservatorio.
mer
16
gen
2013
I LAVORATORI CONTRO L’INAIL
Un centinaio di lavoratori delle ex grandi fabbriche di Sesto San Giovanni (Breda, Marelli, Falck) hanno protestando questa mattina contro l’atteggiamento antioperaio dell’INAIL, davanti alla sede regionale INAIL della Lombardia.
Gli ex lavoratori esposti all’amianto costretti a lavorare in reparti lager, come altri lavoratori e cittadini sottoposti alle fibre killer, hanno un’aspettativa di vita minore di circa 10 anni rispetto al resto della popolazione. Per questo, dopo dure lotte dei lavoratori, fu approvata nel 1992 la legge 257 che metteva al bando l’amianto, stabiliva la sorveglianza sanitaria e risarciva i lavoratori concedendo loro alcune agevolazioni in materia pensionistica poiché morivano prima.
Con cavilli burocratici di ogni genere, l’INAIL finora ha continuato a non applicare la legge, negando la certificazione che permetterebbe ai lavoratori ex esposti amianto di andare prima in pensione, nonostante la loro esposizione sia certificata dai documenti del datore di lavoro e dall’ASL.
Contro l’atteggiamento dell‘INAIL lesivo della dignità, della salute, e dei diritti dei lavoratori abbiamo, rumorosamente, protestato.
mar
15
gen
2013
Pensioni invalidi civili.
Le proteste, la mobilitazione e le pressioni degli invalidi e delle associazioni fa fare dietrofront Inps.
Gli Assegni agli invalidi civili al 100% nuovamente calcolati senza il reddito del coniuge.
Ancora una volta la mobilitazione ottiene risultati. Le proteste hanno costretto l'Inps ha ritirare il provvedimento precedente contro gli invalidi. Ora sia per la liquidazione dell'assegno d’invalidità civile parziale, sia per la pensione d’inabilità si continuerà a far riferimento al reddito personale dell'invalido e non anche a quello del coniuge. Il limite di reddito da non superare che l'Inps fissa per le invalidità civili è di 16.127.30 lordi per il 2013.
Tuttavia ‘inps non rinuncia nel suo accanimento contro gli invalidi, considerando forse troppo “ricco” l’assegno di invalidità civile di 275.87 euro al mese.
Infatti, come scrive il direttore generale dell'Inps Mauro Nori: "In attesa della preannunziata nota ministeriale a
chiarimento della complessa materia dei limiti reddituali delle pensioni di inabilità civile e in considerazione di un’interpretazione costituzionalmente orientata degli art.12 e 13 della legge
118/1971 (sulla pensione di inabilità e l'assegno mensile per gli invalidi civili, ndr) si ritiene di non modificare l'orientamento amministrativo assunto a suo tempo dal Ministero dell'Interno e
successivamente confermato nel tempo da questo Istituto". Pertanto - prosegue la nota-, “sia nella liquidazione dell'assegno ordinario mensile di invalidità civile parziale, sia per la
pensione di inabilità civile si continuerà a far riferimento al reddito personale dell'invalido".
lun
14
gen
2013
Il Giudice, Dott.ssa Pipponzi stamattina nella causa di Caputo Anselmo contro l’INPS ha emesso la sentenza a favore del lavoratore ex esposto all’amianto alla Breda Fucine di Sesto San Giovanni condannando l’Inps al riconoscimento dei contributi previdenziali previsti dalla legge 257/92, e alla rivalutazione con il coefficiente del 1,5. Riportiamo le conclusioni del Ctu del tribunale fatte proprie dal giudice e riportiamo il comunicato stampa sulla manifestazione contro l’INAIL che faremo mercoledì 16 gennaio. Anselmo è il 4° lavoratore dei 15 casi in esame all’INAIL,
che pur essendo stato respinto dall'Inail, ottiene il riconoscimento amianto con la causa legale contro l'INPS assistito dal nostro avvocato Nicola Coccìa, mentre l’Inail continua a negarlo.
Conclusioni del CTU
Riassumendo e concludendo, gli elementi tecnici disponibili inducono a ritenere altamente probabile un’esposizione ad amianto eccedente la soglia qualificata delle 100 ff/l, di cui all’art.24 del D.lgs. n.° 277/1991, come modificato dal punto 4 del II comma dell’art. 16, L. N.° 128, per l’intero periodo ultradecennale, 1/12/1989 - 31/03/1996 (13 anni, un mese e una settimana, al netto delle 118 settimane di CIG desunte dall’estratto conto contributivo in atti)
Indisponibili rilievi relativi all’ambiente lavorativo, una stima per ampio difetto accredita infatti il ricorrente di concentrazioni inalatorie cumulative medie annue, su otto ore, mai inferiori alle 300 ff/l durante detto lasso temporale.
Comunicato stampa
INAIL contro i lavoratori!
Manifestazione degli ex operai Breda e delle fabbriche di Sesto San Giovanni
Per protestare contro l’atteggiamento antioperaio dell’INAIL il giorno 16 gennaio presidio di protesta davanti alla sede Regionale INAIL di Corso di Porta Nuova, 19 a Milano dalle ore 10.00 alle 12,30 e conferenza stampa.
I lavoratori ex esposti amianto hanno un’aspettativa di vita minore di circa dieci anni rispetto al resto della popolazione. Per questo il legislatore dopo dure lotte dei lavoratori approvò nel 1992 la legge 257 che metteva al bando l’amianto, stabiliva la sorveglianza sanitaria e risarciva i lavoratori concedendogli alcune agevolazioni poiché morivano prima.
L’INAIL, l’ente che deve riconoscere l’esposizione all’amianto e le malattie professionali spesso si comporta peggio di un’assicurazione privata non riconoscendo alle vittime nessun risarcimento.
Aggrappandosi a cavilli l’Inail continua a non applicare la legge 257 del 92 che prevede la certificazione per i lavoratori ex esposti amianto.
Ai lavoratori esposti all’amianto che facevano le stesse mansioni e lavoravano nello stesso reparto, o al più erano divisi a un metro di distanza da una riga gialla che delimitava l’appartenenza da un reparto all’altro, l’Inail riserva trattamenti diversi riconoscendo come esposti amianto alcuni e altri no, dividendo arbitrariamente i lavoratori.
Non possiamo subire oltre al danno la beffa.
Non possiamo accettare in silenzio che il diritto dei chi ha lavorato per anni esposto a sostanze cancerogene, in particolare l’amianto, sia impunemente calpestato costringendo i lavoratori a lunghe e costose cause.
Cell. 3357850799 Sesto S. Giovanni, 14 gennaio 2013
mar
08
gen
2013
Pensioni per invalidità totale addio
Ora va considerato il reddito coniugale, non quello personale
Il 2013, pur non essendo un anno bisestile, si preannuncia “funesto” almeno per tutti gli invalidi civili al 100%
titolari di pensione di invalidità. Nella Circolare n. 149 del 28 dicembre 2012, intitolata “Rivalutazione delle pensioni per l’anno 2013”, si nasconde infatti una presa di posizione
dell’Istituto in merito ai limiti di reddito da considerare per attribuire o meno il diritto all’assegno in questione: dal 2013 la soglia non si riferirà più al reddito personale del soggetto ma a quello coniugale. Così facendo, questa previsione mette a repentaglio le pensioni di tutti quegli invalidi “colpevoli” di essere sposati e che
per tale ragione presentano entrate cumulate maggiori.
“È un atto gravissimo” commenta Pietro Barbieri, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (FISH), “INPS si sostituisce al Parlamento, assume decisioni politiche,
incidendo sulla vita delle persone, revocando pensioni di 270 euro al mese”.
lun
07
gen
2013
SABATO 12 gennaio 2013 ore 15,30 ASSEMBLEA
AL CENTRO D’ INIZIATIVA PROLETARIA “G. TAGARELLI”
Via Magenta 88 Sesto San Giovanni
O.d.G.:
1) Informazione sulle cause legali e trattativa con l’INAIL
2) Manifestazione il 16 gennaio contro l’Inail regionale
a Milano Porta Nuova
3) Denuncia del ruolo antioperaio di Inail e Inps
4) Varie.
trattative con l’INAIL, un nulla di fatto. serve la lotta!
Dopo mesi di incontri con l’Inail e la consegna della nuova documentazione prodotta per il riconoscimento dei contributi previdenziali agli ultimi 15 lavoratori della Breda Fucine ex esposti (nel frattempo 3 ex lavoratori, G. Sgrambiglia, A. Carbonaro e B. Russo, hanno vinto la causa in tribunale che è già passata in giudicato ed è definitiva), l’istituto ha comunicato le prime risposte che sono negative.
L’INAIL continua a comportarsi peggio di un’assicurazione privata negando agli ex lavoratori esposti amianto il giusto riconoscimento, risparmiando soldi (dei lavoratori) sulla pelle dei lavoratori e sperperandoli per altri scopi nel più totale silenzio complice di partiti e sindacati. L’Inail ha accumulato un “tesoretto” di 25 miliardi di euro, depositati in un conto infruttifero presso il Tesoro e invece di usarli per i lavoratori aumentando le quote previste per le malattie professionali e gli infortuni, li utilizza per altri scopi.
Per protestare contro l’atteggiamento antioperaio dell’INAIL il giorno 16 gennaio faremo una manifestazione di protesta davanti alla sede regionale INAIL di Corso di Porta Nuova, 19 a Milano dalle ore 10.00 alle 13.00 e una conferenza stampa: invitiamo tutti gli associati ad essere presenti.
Rassegnarsi o deprimersi non serve a niente, solo con la lotta si cambia la realtà negativa. La lotta è di tutti e la solidarietà è un’arma vincente per far cambiare atteggiamento all’INAIL, come si è dimostrato nel passato.
L’INPS e lo spreco di denaro pubblico
Nel 2005 sette lavoratori del rep. Forgia della Breda Fucine, assistiti dal nostro “storico” avvocato Nicola Coccia, vinsero al tribunale di Monza (giudice dott.ssa Cella) la causa per il riconoscimento dei contributi previdenziali per esposizione all’amianto.
L’Inps ricorse in appello e nel 2007 la Corte d’appello del Tribunale di Milano confermò la sentenza dando ragione ai lavoratori. Nel frattempo la trattativa aperta dal Comitato con l’Inail portò al riconoscimento per tutti e sette i lavoratori dell’ esposizione ultradecennale all’amianto, e i lavoratori sono ormai da tempo in pensione. L’INPS nel frattempo, accanendosi contro i sette lavoratori, è ricorso in Cassazione e il 22 gennaio 2013 si terrà la causa a Roma.
Non tutti i lavoratori interessati, anche se avvisati, si sono fatti vivi con la documentazione necessaria per contrastare l’Inps; tuttavia tramite il nostro legale abbiamo inviato la documentazione in nostro possesso a Roma alla Corte di Cassazione, per chi non si è fatto vivo possiamo solo sperare in bene.
L’Inps al pari dell’Inail continua nella politica antioperaia appellandosi a cavilli per non riconoscere i lavoratori esposti all’amianto che facevano le stesse mansioni e lavoravano nello stesso reparto, o al più erano divisi ad un metro di distanza da una riga gialla che delimitava l’appartenenza da un reparto all’altro.
Questo è un altro esempio di come vengono calpestati i diritti dei lavoratori e sperperato il denaro pubblico, caricando di ulteriori spese i lavoratori e il Comitato.
mer
02
gen
2013
Non si uccidono così neanche i cavalli?
(e i proiezionisti)
Dal 1 gennaio 2013 l'ippodromo del Trotto a San Siro, ha chiuso i battenti. Domenica 30 dicembre 2012, come ricorda il quotidiano "la Repubblica" di venerdì 28 dicembre, si è svolta alle ore 14 l'ultima gara di trotto, e poi senza grandi cerimonie è calato il sipario. Lo stesso articolo ricorda, "che le prime gare del trotto a Milano risalgono alla fine dell'800, mentre l'ippodromo del Trotto è stato ultimato nel 1925, su progetto dell'architetto ( e non archistar) Paolo Vietti Violi."
Era una fine già annunciata da tempo, i cavalli erano stati sfrattati in autunno dalle loro scuderie, senza poter fare nessuna resistenza allo sgombero, le tribune erano sempre più desolatamente deserte, i grandi media non davano più nessuna notizia su questo sport,tutti impegnati a raccontare le imprese... (e anche ultimamente le loro scommesse) dei dei miliardari del dio pallone.
Quale è stata la causa di tutto questo?
Secondo la società Trenno srl, che gestisce l'ippica a San Siro e responsabile della chiusura del trotto, la principale causa è il calo delle scommesse ippiche (le scommesse ritornano...) stimato in oltre il 25% nel solo 2012. Gli altri killer, sempre secondo Trenno, sono stati il "Ministero dell'Agricoltura e l'Agenzia italiana per lo sviluppo del settore ippico" che, come riportato sempre nello stesso articolo, "ha ridotto il numero di corse in calendario rispetto agli anni precedenti, rendendo più onerosa la gestione dell'ippodromo".
mar
01
gen
2013
A distanza di un mese dalla sua scomparsa.
Ricordo di Nicoletta Delfino
In morte di una comunista
di Daniela Trollio (*)
Nicoletta se n’è andata, a 59 anni, lo scorso 29 novembre. Vittima, tra le altre cose, della mercificazione ormai galoppante della sanità. Curata con cortisone e antibiotici per quella che sembrava un’infezione intestinale dopo un viaggio in Palestina, mentre il tumore che l’avrebbe uccisa in tre mesi la divorava velocemente, indisturbato.
La Palestina, il suo grande – ma non unico – amore; non ha fatto in tempo neppure a vederla riconosciuta “Stato osservatore” all’ONU. La Palestina dove lei, quest’estate, era andata a portare non solo medicinali ma se stessa perché la solidarietà per lei era una cosa concreta, fatta di carne e ossa. Così come – per tutta la durata della battaglia – era al binario 21 della Stazione Centrale, dove erano saliti i lavoratori licenziati dei “treni della notte” soppressi da Trenitalia. Ed era anche, già molto malata, alla manifestazione per tenutasi a Milano il 27 ottobre – anniversario della morte di Giovanni Ardizzone - in solidarietà con Cuba.
dom
30
dic
2012
Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Daniela Rombi Presidente dell’Associazione “Il Mondo che Vorrei” dei familiari delle vittime della strage di Viareggio del 29 giugno 2009.
Dal “Corriere della Sera” al nostro infinito dolore!
Giovedì 27 dicembre, a pag. 9 del “Corriere della Sera” è partito, forte come non mai, il pressing nei
confronti di Moretti. Il massimo per il Pd sarebbe avere in lista l’Ad delle Fs. Ma se ciò non fosse possibile, il Pd non dispera di poter avere Moretti nella compagine governativa.
Per lui sarebbe già pronta la poltrona oggi occupata da Passera: quella di super ministro dello Sviluppo economico e delle Infrastrutture. Ma si tratta di un'impresa difficile: i vertici del Pd non sono ancora riusciti a strappare un sì all'Ad delle Fs. Il cav. Moretti, indagato da sempre per la strage di Viareggio del 29 giugno 2009 e dal 18 dicembre 2012 imputato per la stessa, è diventato piatto prelibato per il Partito democratico .
Finalmente, anche il Partito "democratico" non vede l'ora di avere nel (suo) governo un imputato per la
strage di Viareggio, un imputato che familiari e cittadini di Viareggio ritengono uno dei massimi responsabili delle 32 vittime e dei feriti gravissimi che per tutta la vita avranno addosso i
segni di quella tragica notte. La realtà, troppo spesso, riesce a superare, di gran lunga, la fantasia!
gio
27
dic
2012
Comunicato stampa
Questa mattina è entrato nel vivo il processo - alla Procura della Repubblica del tribunale penale di Monza - contro tre responsabili della Breda Energia di Sesto San Giovanni, acquistata dopo la privatizzazione dalla famiglia Pasini nel 1996.
Dopo continui ritardi determinati dalla competenza territoriale fra Milano e Monza, a più di un anno dal rinvio a giudizio“per negligenza, imperizia, imprudenza, oltre che per violazione delle norme specifiche”, è cominciato stamane il processo a tre dirigenti della Breda Energia, il datore di lavoro, il delegato per la sicurezza dell’azienda e il medico aziendale (assenti come sempre gli imputati, rappresentati dai loro difensori).
I tre dirigenti sono accusati di aver “cagionato al lavoratore R. G., operaio specializzato con mansioni di saldatore, l’aggravamento della condizione patologica di parkinsonismo (diagnosticato al lavoratore sin dal 2000) esponendolo con continuità a fumi di manganese scaturenti dalle attività di saldature fino al collocamento a riposo (30 settembre 2007) ”. Inoltre gli imputati, come specificato dal decreto di citazione in giudizio, “omettevano di adottare, pur a conoscenza della patologia lamentata dal lavoratore, le misure organizzative idonee ad allontanare il lavoratore da ambienti interessati da inquinamento di fumi di manganese”.
Alle ore 9,30 di oggi sono stati sentiti i primi 5 testimoni dell’accusa (testi del P.M. a favore della parte lesa), e poi i famigliari (i due figli e la moglie costituitisi parte civile).
Particolarmente interessanti sono state le testimonianze dei compagni di lavoro dell’operaio ammalato che hanno confermato che - anche se a conoscenza della malattia - i dirigenti e il medico di fabbrica non hanno mai spostato l’operaio, esponendolo a continuità ai fumi finché questi è andato in pensione.
Dopo le testimonianze, il giudice ha calendarizzato le prossime udienze a fino ai primi di maggio del 2013, data in cui ci sarà presumibilmente la sentenza.
Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio
Sesto San Giovanni, 27 dicembre 2012
mer
26
dic
2012
Breda Energia: a giudizio 2 dirigenti e il medico di fabbrica per non aver rispettato la sicurezza sul lavoro.
Dopo continui rinvii determinati dalla competenza territoriale fra Milano e Monza a più di un anno dal rinvio a giudizio“per negligenza, imperizia, imprudenza, oltre che per violazione delle norme specifiche” di tre dirigenti della Breda Energia, il datore di lavoro, il delegato per la sicurezza dell’azienda e il medico aziendale, il 27 dicembre 2012 si entrerà nel vivo. Davanti al Tribunale di Monza in composizione monocratica alle ore 9,30 saranno sentiti tre testimoni,
I tre dirigenti sono accusati di aver “cagionato al lavoratore R. G., operaio specializzato con mansioni di saldatore, l’aggravamento della condizione patologica di parkinsonismo (diagnosticato al lavoratore sin dal 2000) esponendolo con continuità a fumi di manganese scaturenti dalle attività di saldature”. Inoltre, come specificato dal decreto di citazione in giudizio “omettevano di adottare, pur a conoscenza della patologia lamentata dal lavoratore, le misure organizzative idonee ad allontanare il lavoratore da ambienti interessati da inquinamento di fumi di manganese”.
lun
24
dic
2012
Riceviamo e pubblichiamo uno scritto Massimo Passamani, un nostro compagno di lotta, attualmente in detenzione domiciliare per aver lottato contro la Tav e la logica del profitto. A lui e a tutti i compagni NO TAV esprimiamo la nostra solidarietà militante e la nostra stima perché la loro lotta è la nostra lotta. Ciao Massimo, ciao compagni valsusini, un abbraccio da tutti noi
Un fatto
Pensierini su repressione, solidarietà e movimento NO TAV
29 novembre 2012. Un'altra ondata di arresti e provvedimenti repressivi contro il movimento NO TAV. Non si può certo dire che al ministero dell'Interno dormano. Le varie Procure continuano a sfornare richieste di arresti che i giudici accettano oppure ridimensionano nel numero o nelle forme, non lasciando però quasi mai i pm a mani vuote. Si finisce oggi in carcere o ai domiciliari con accuse per le quali in passato si sarebbe stati processati a piede libero. La ragione non è casuale e non ha nulla che vedere con questioni giuridiche. (Come sa bene il movimento NO TAV, sottoposto a innumerevoli provvedimenti extragiudiziali di restrizione della libertà: dalla costante creazione di zone rosse permanenti al profluvio di fogli di via distribuiti negli ultimi tempi, fino ad arrivare alla "sorveglianza speciale" riservata ai NO TAV durante la recente trasferta a Lione).
mer
19
dic
2012
Zonino d’oro 2012
Zona Nove (il giornale di Milano Niguarda) lunedì 17 dicembre presso, il Teatro della Cooperativa di via Hermada 8, a Milano in una sala affollata, ha organizzato la diciassettesima edizione del premio alle personalità e alle associazioni della zona.
Fra i premiati, alla memoria, quest’anno il premio è stato assegnato anche ai morti d’amianto della Pirelli, una delle tante ex fabbriche della zona, e consegnato al nostro Comitato, che ha contribuito all’avvio dei processi. Il presidente del nostro comitato Michele Michelino, ritirando il premio, ha ricordato tutti i morti sul lavoro e i morti causati dalle malattie professionali, denunciando il clima di omertà e complicità di cui hanno goduto per anni padroni e dirigenti assassini sostenuti dai governi e istituzioni complici di questa mattanza operaia e popolare. Riportiamo le motivazioni del premio.
Alla memoria
Degli operai della Pirelli morti negli anni ’80 per probabile esposizione all’amianto. Circa un anno fa sono stati rinviati a giudizio per omicidio colposo, presso la sesta sezione penale del Tribunale di Milano, undici ex dirigenti degli stabilimenti Pirelli di viale Sarca e via Ripamonti. L’accusa è di avere lasciato esposti all’amianto senza avere preso contromisure di sicurezza negli anni ottanta 24 lavoratori, provocando l’insorgere di gravi malattie professionali che nella maggioranza dei casi, li hanno portati alla morte nell’ultimo decennio. Da anni i famigliari delle vittime chiedono giustizia per gli operai che si sono ammalati di forme tumorali gravi o sono morti per mesotelioma pleurico per aver lavorato negli stabilimenti milanesi senza alcuna protezione.
mar
18
dic
2012
Riportiamo un'altro interessante intervento sulla condizione operaia e della popolazione di Taranto.
Il 28 novembre scorso a Taranto si è abbattuto un vero e proprio uragano, che ha puntato diritto dal mare
verso la città prendendo di mira l’ILVA. Quasi fosse il presagio di una dannazione divina. Crollato un camino di 80 metri, spolverati i parchi minerali, ammazzato un operaio.
Il governo su questa vicenda è rimasto in silenzio, ha fatto calare il velo della censura, non ha convocato l’azienda né è andato direttamente sul posto. La velina aziendale ha comunicato che
tutto era sotto controllo, niente rischi di esplosione, tutto ha funzionato alla perfezione compreso il piano di emergenza esterno che a Taranto non esiste, perché non sono stati presentati i
piani di sicurezza. Una condizione di vergognosa illegalità!
Nonostante quest’apparente tranquillità però i danni sempre secondo l’azienda ammonterebbero a circa 15 milioni di euro.
Il Fondo Antidiossina di Taranto ha denunciato attraverso un video la presenza di amianto. Si vedono operai che con le tute integrali e sacchetti bianchi tipizzati con la “A” che sta per
amianto.
mar
11
dic
2012
Assemblea Giovedi 13 dicembre ore 21 a Rho (Mi)
RICATTO SALUTE O LAVORO
L’ILVA DI TARANTO PONE OGGI IN MODO CHIARO LA CONTRADDIZIONE TRA SALUTE E LAVORO COME UN RICATTO IMPOSTO A LAVORATORI E ABITANTI DELLE CITTA’. QUESTO RICATTO E’ ULTERIORMENTE AGGRAVATO DALLA CRISI CHE RENDE LA DISOCCUPAZIONE UN TIMORE CONCRETO PER CHI LAVORA.
A BENEFICIARE DI QUESTA SITUAZIONE TROVIAMO CHI DAL NOSTRO LAVORO
TRAE I PROPRI PROFITTI, COPERTO DALLE POLITICHE DI CONCERTAZIONE AL RIBASSO DEI SINDACATI CONFEDERALI E DA POLITICANTI COMPIACENTI.
COME USCIRE DA QUESTA SITUAZIONE?
CON QUALI STRUMENTI COLLETTIVI DI CONFLITTO POSSIAMO RESTITUIRE AI RESPONSABILI IL PESO E LE CONSEGUENZE DI QUESTO RICATTO?
NE PARLIAMO CON:
MICHELE MICHELINO
(COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO)
FULVIO AURORA
(SEGR. AIEA E VICEPRESIDENTE DI MEDICINA DEMOCRATICA)
COLLEGAMENTO SKYPE CON I LAVORATORI DELL’ILVA
(COMITATO LAVORATORI E CITTADINI LIBERI E PENSANTI)
ORE 21.00 GIOVEDI 13 DICEMBRE RHO CORTE POPOLARE
VIA UMBRIA N. 8 N (LOC. BIRINGHELLO)
LASCILORIA.NOBLOGS.ORG
gio
06
dic
2012
Oggi 6 dicembre ricorre l’anniversario della strage alla ThyssenKrupp di Torino in cui morirono bruciati vivi 7 operai. Li ricordiamo attraverso un comunicato dei loro compagni.
5° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE THYSSENKRUPP DI TORINO
LA CLASSE OPERAIA NON DIMENTICA...
Domani ricorre il 5° Anniversario della strage alla ThyssenKrupp di Torino che ha barbaramente ucciso i nostri compagni di lavoro Antonio, Roberto, Bruno, Angelo, Rocco, Saro e Giuseppe, sacrificati in nome del profitto. Cinque anni che non hanno minimamente scalfito il loro ricordo nei familiari, nei compagni di lavoro, in tutti quelli che li hanno conosciuti.
Ancora una volta rinnoviamo la nostra solidarietà e vicinanza alle famiglie dei nostri compagni e a quelle di tutti i morti sul lavoro nel nostro Paese, una vera e propria piaga sociale causata da chi non si fa scrupoli a fare profitti sulla pelle dei lavoratori. Da quel 6 dicembre 2007 non è cambiato nulla, si continua a morire nei cantieri, nelle strade, nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro.
mar
04
dic
2012
Emanato dal presidente Napolitano il decreto salva Ilva
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha emanato il 3 dicembre il decreto legge sull’Ilva recante "disposizioni urgenti a tutela della salute, dell'ambiente e dei livelli di occupazione in caso di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale", salvando gli interessi di padron Riva e di tutti gli industriali che continuano a sfruttare i lavoratori, inquinando e avvelenando il territorio. Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, n. 282, il decreto composto di cinque articoli è già legge.
Con questo decreto il Presidente Napolitano e il governo allargano a tutte le imprese di interesse strategico nazionale con più di 200 addetti, compresi quelli in Cassa Integrazione, l’autorizzazione integrata ambientale (AIA). Vediamo nel dettaglio i punti salienti.
Al punto 1. il decreto prevede che il ministro dell'Ambiente "può autorizzare, in sede di riesame dell'autorizzazione integrata ambientale, la prosecuzione dell'attività produttiva per un periodo di tempo determinato non superiore a 36 mesi ed a condizione che vengano adempiute le prescrizioni contenute nel provvedimento di riesame.”. In questo modo le aziende possono produrre, anche se inquinano, e continuare a fare profitti sulla pelle dei lavoratori e della popolazione al di fuori delle leggi dello stato, dalle sentenze della magistratura e della Costituzione della Repubblica Italiana che all’art. 41 recita “L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”.
lun
03
dic
2012
Il Comune di Bresso (Mi) ha organizzato una giornata in memoria dei morti su lavoro e di lavoro, invitando il nostro Comitato a prendere la parola per ricordare le vittime dell’amianto e delle sostanze cancerogene. Riportiamo la locandina dell’iniziativa.
GIORNATA IN MEMORIA DEI MORTI
SUL LAVORO DEDICATA A LIN LULI
Giovedì 6 dicembre 2012
PROGRAMMA
ORE 17.30 Parrocchia SS. Nazaro e Celso
S. Messa in sufragio e ricordo delle
Vittime del lavoro
Ore 18.00 Cerimonia di deposizione della corona
al monumento alle Vittime del Lavoro
davanti al Palazzo Comunale
alla presenza del Gonfalone della Città
e delle Associazioni.
Interverranno:
Vittorio Faedda
Presidente Associazione Nazionale fra
Lavoratori Mutilati e invalidi del Lavoro
Michele Michelino
Presidente Comitato per la difesa della salute
nei luoghi di lavoro e nel territorio.
Il Vice Sindaco Rita Parozzi.
Il Sindaco
Fortunato Zinni
LA CITTADINANZA E’ INVITATA
ven
30
nov
2012
Per i compagni che vorranno ricordare Nicoletta, il funerale sarà sabato 1 dicembre alle ore 14,30 al Cimitero di Bruzzano, Milano (zona Niguarda).
Ciao, Nicoletta
La nostra compagna Nicoletta Delfino è morta oggi a 59 anni, stroncata da un tumore fulminante.
Nel mese di agosto di quest’anno, al ritorno da un viaggio in Palestina (faceva parte di una delegazione italiana che aveva portato solidarietà e medicinali al martoriato popolo palestinese costretto a subire l’apartheid dal governo israeliano) ha accusato disturbi ed è stata curata dal suo medico di famiglia per infezione intestinale con antibiotici e cortisone, mentre il tumore che l’avrebbe uccisa la divorava velocemente, indisturbato.
Il 27 ottobre scorso Nicoletta stava già male, ma non ha voluto mancare alla manifestazione in solidarietà al popolo cubano indetta dall’ANPI e da Italia- Cuba, era in piazza con noi e con altre migliaia di persone.
Nicoletta è stata una compagna che ha sempre lottato in prima fila per gli interessi degli sfruttati, nelle lotte in fabbrica, sostenitrice della causa palestinese, militante antifascista dell’ANPI di Niguarda e del nostro Comitato.
mar
27
nov
2012
Riportiamo il documento inviato al Ministro della Salute Renato Balduzzi e consegnato anche alla presidenza della commissione Sanità pubblica e ricerca epidemiologica della seconda Conferenza Nazionale Governativa Amianto di Venezia del 22/24 novembre 2012.
ASBESTO-AMIANTO, Ieri-Oggi-Domani
Catena di Ritardi, tra Verità, Ipocrisie, Reticenze & Dolore
Giancarlo Ugazio* & Michele Michelino**
* Professore ordinario dei Patologia Generale presso la Scuola Medica dell’Università di Torino (1976-2007), Presidente del Gruppo di Ricerca per la Prevenzione della Patologia Ambientale.
** Operaio nel reparto Cavi della ditta Pirelli S.P.A. (Mi) (1968-1974), poi nel reparto Forgia della ditta Breda Fucine S.p.A. (1976-1997) di Sesto San Giovanni (Mi), Presidente del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio.
PREMESSA
Gli autori si sono incontrati la prima volta il 18 gennaio 2010 a Palazzo San Macuto, a Roma, in occasione dell’incontro delle Associazioni di lavoratori esposti all’amianto e di familiari delle vittime dell’amianto.
In un breve intervento, GU si dichiarò solidale con i principi morali, oltre che scientifici, che animavano i convenuti, ma riteneva di dover rammentare loro che i gestori della cosa pubblica - nazionali e regionali -avevano deciso di scavare un tunnel nella roccia del Rocciamelone per allestire il tunnel per il TAV Torino-Lione. Segnalò anche che, secondo una perizia dei Geologi dell’Università di Siena (2003) quella roccia contiene qualche percento di asbesto T. Q. [1], destinato ad essere veicolato verso l’esterno, prima con lo smarino, poi coi venti che soffiano costantemente da ovest a est. Tale programma non avrebbe contribuito a risolvere il problema della diffusione del minerale cancerogeno nel nostro paese, ma l’avrebbe reso più grave, spostando di alcuni anni il picco della morbilità-mortalità da asbesto, con un considerevole aumento delle vittime, con le nuove.
dom
25
nov
2012
COMUNICATO STAMPA
Luci e ombre della 2° Conferenza governativa sull’amianto
Dal 22 al 24 novembre 2012 si è svolta a Venezia la 2° Conferenza governativa nazionale sull’Amianto presenti i Ministri della Salute, dell’Ambiente e del Lavoro.
La Conferenza è stata indetta su particolare sollecitazione delle Associazioni e dei Comitati delle vittime dell’amianto, anche se lo spazio ad essi concesso è stato molto limitato (solo tre brevi interventi): si è così parlato “sulle” vittime e non “con” le vittime; la conferenza non voleva essere una passerella politico-tecnico-scientifica, ma, a volte, così è apparsa.
In ogni caso, forti della loro numerosa presenza, associazioni e comitati sono riusciti a far sentire la loro voce, prendendo la parola nelle tre sessioni. E’ stato pure rilevato che è mancata una quarta sessione che avrebbe dovuto essere dovuto dedicata ai temi della relazione amianto e giustizia. Il Ministro della salute Renato Balduzzi ha riconosciuto il ruolo fondamentale delle associazioni, ma le loro proposte sono state nelle conclusioni solo poco prese in considerazione.
Si aspettava una prima presentazione del Piano nazionale Amianto, dopo i 13 anni passati dalla 1° Conferenza Nazionale e dopo 20 dalla legge 257, o delle linee guida di lavoro, almeno sulle carenze nella applicazione della legge 257/92 nei confronti di tutti i cittadini (compresi i militari), una bozza di protocollo unitario sulla sorveglianza sanitaria e sull’adozione dei Registri degli Esposti valido per tutte le Regioni.
mer
21
nov
2012
Dal 22 al 24 novembre si tiene a Venezia la Seconda Conferenza nazionale governativa sull’amianto. Riportiamo il comunicato stampa delle associazioni e dei Comitati (fra cui il nostro) che denunciano il poco spazio concesso alle associazioni delle vittime della fibra killer e il rischio, aggiungiamo noi, che si trasformi un una passerella elettorale di ministri, politici, ed “esperti” vari senza risultati concreti per le vittime e la popolazione.
COMUNICATO STAMPA: UNA CONFERENZA NAZIONALE ROVESCIATA
(Roma 21 novembre ore 11,30 - 14 Senato, via degli Staderari, 4 sala direttivo PD, introdurrà il sen. Felice Casson)
Il Ministero della Salute, congiuntamente al Ministero dell’Ambiente ha organizzato la Seconda Conferenza governativa sull’Amianto (la prima è stata celebrata nel 1999), dal 22 al 24 novembre, a Venezia. Ne prendiamo positivamente atto considerando che la proposta è stata espressa proprio dalla gran parte delle associazioni delle vittime e degli ex esposti all’amianto.
Purtroppo, però, ci siamo accorti che alla conferenza sono invitati esperti e rappresentanti politici, accordando ai diretti interessati (le vittime o chi li rappresenta e gli ex esposti) uno spazio alquanto scarso più che altro come testimonianza. Non era questo quello che intendevamo. Noi volevamo una conferenza “con gli esposti”, non una conferenza “sugli esposti”,
Non solo ma chiedevamo che questa fosse l’occasione per discutere delle decisioni che devono essere prese per salvaguardare la salute degli ex esposti, per trovare le forme migliori di cura per chi è stato colpito da una malattia derivante dall’amianto, per risarcire le vittime.
lun
19
nov
2012
Riportiamo la risoluzione finale del Comitato Prevenzione Amianto Lombardia (Co.P.A.L.), adottata dopo un ampio dibattito alla Conferenza Amianto Lombardia del 8/9 novembre 2012.
Conferenza prevenzione amianto Lombardia
Milano, 9 novembre 2012
Documento programmatico
A 20 anni dalla Legge n. 257 che disciplina la cessazione dell’utilizzo dell’amianto nelle produzioni e della successiva normativa, è doveroso fare un bilancio per confermare quelle prassi che si sono rivelate utili, aggiornare prassi superate dalle nuove tecnologie e dai nuovi contesti, accelerare azioni di tutela che si sono arenate, promuovere lo studio di soluzioni per i nuovi problemi emersi.
E’ in tal senso che si è costituito il Comitato Prevenzione Amianto Lombardia (Co.P.A.L.), promotori CGIL Lombardia, INCA Lombardia e Associazione Ambiente e Lavoro. Stante il ritardo della Regione Lombardia, il Comitato si prefigge, anche in sinergia con altri soggetti, di raggiungere l’obiettivo, entro un tempo programmato di pochi anni (il 2020), di eliminare tutto l’amianto dall'ambiente di vita e di lavoro sul territorio regionale e dagli edifici civili ed industriali (obiettivo: amianto zero).
lun
12
nov
2012
Lavoratori del Comune di Milano
Collettivo Prendiamo la Parola
14 novembre 2012
(tutta la giornata)
SCIOPERO GENERALE EUROPEO - UNITI NELLA LOTTA
Il Collettivo Prendiamo la Parola/Slai Cobas del Comune di Milano aderisce allo sciopero generale indetto dalla Confederazione Cobas in occasione della giornata di lotta europea del 14 novembre. Lottiamo tutti insieme a fianco dei lavoratori Spagnoli, Greci, Portoghesi e degli altri lavoratori europei.
Il governo Monti prosegue nella demolizione di redditi, servizi pubblici e Beni comuni, triturando implaca-bilmente salari e pensioni, scuola e sanità, posti di lavoro e diritti, giovani e precari.
Come se non fosse bastata la manovra “salva-Italia” e il furto delle pensioni, la legge Fornero e la spending review, Monti colpisce ancora con la “legge di in-stabilità” che accelera l’ingresso dell’Italia nella “spirale gre-ca” di tagli e recessione, a cui seguono altri tagli fino alla catastrofe. Tocca di nuovo alla scuola, alla sanità, al Pubblico impiego e ai servizi sociali fare da agnelli sacrificali, malgrado l’evidente inutilità dei sacrifici visto che il debito pubblico continua ad aumentare così come la disoccupazione, la chiusura delle fabbriche e i li-cenziamenti; mentre spread e interessi sui titoli di Stato proseguono il saccheggio delle casse pubbliche, già devastate da una corruzione istituzionale senza freni né pudori e dalla dilagante evasione fiscale.
mar
06
nov
2012
Salute e sicurezza sul lavoro: a processo i dirigenti della Breda Energia.
Dopo continui rinvii determinati dai cavilli della competenza territoriale fra Milano e Monza, a più di un anno dal rinvio a giudizio si è aperto il processo “per negligenza, imperizia, imprudenza, oltre che per violazione delle norme specifiche” contro tre dirigenti della Breda Energia S.p.A. con sede produttiva a Milano in Viale Sarca 336. Sul banco degli imputati, il datore di lavoro S. M., il delegato per la sicurezza dell’azienda B. M. e il medico aziendale P. P. Il 27 dicembre 2012 il processo entrerà nel vivo. Davanti al Tribunale di Monza in composizione monocratica, giudice dott. Corbetta, alle ore 9,30 saranno sentiti come testimoni tre operai compagni di lavoro del lavoratore gravemente ammalato.
I tre dirigenti sono imputati di non aver rispettato le norme di sicurezza e accusati di aver “cagionato al lavoratore R. G., operaio specializzato con mansioni di saldatore, l’aggravamento della condizione patologica di parkinsonismo (diagnosticato al lavoratore sin dal 2000) esponendolo con continuità a fumi di manganese scaturenti dalle attività di saldatura fino al collocamento a riposo (30 settembre 2007) ”.
lun
05
nov
2012
Pubblichiamo l’articolo de IL GIORNO di lunedì 5 novembre 2012
Due anni dopo il rogo l’incubo non è finito
Paderno, il ricordo delle vittime di parenti e sopravvissuti. Senza le istituzioni
di Simona Ballatore
Paderno Dugnano, 4 novembre 2012 - Piove sul piazzale di via Mazzini che il 4 novembre del 2010 fu divorato dalle fiamme. 2Sono loro. Leo, Salvo, Sergio e Harun stanno piangendo, come l’anno scorso2. Non ha dubbi Antonella Riunno, ex custode dell’Eureco. In quel rogo ha perso il padre di sua figlia nonché promesso sposo, Salvatore Catalano.
Guarda il cielo grigio, sembra uno strascico di quella colonna di fumo che uccise quattro operai, ne ferì altri quattro. Ieri i familiari delle vittime e i sopravvissuti — accompagnati dal comitato nato per sostenerli e da associazioni come l’Aiea, Medicina Democratica, l’Anmil, la Rete nazionale contro gli infortuni e il Comitato per la salute sui luoghi di lavoro di Sesto — si sono radunati davanti al municipio di Paderno per poi spostarsi davanti ai cancelli della fabbrica e successivamente nel salone dell’ex cinema Splendor dove, dopo una lettura teatrale dal titolo "Il mare non esiste", è intervenuto Moni Ovadia ed è stato proiettato il documentario sulla loro storia, "Uomini da bruciare".
dom
04
nov
2012
Comitato Prevenzione AmiantoLombardia
COMUNICATO STAMPA
“ZERO AMIANTO IN LOMBARDIA:CENSIRE, BONIFICARE, SMALTIRE LA FIBRA KILLER”: CONFERENZA REGIONALE SULL’AMIANTO- MILANO, 8 E 9 NOVEMBRE, SALA FAST
Nel mese di novembre, dal 22 al 24, si terrà a Venezia la Conferenza governativa nazionale sull’amianto. La Lombardia, con 3 milioni di metri cubi ancora da smaltire, un significativo aumento di morti e di malattie correlate, territori, siti, abitazioni, strutture pubbliche e private da bonificare, è la regione con la più cospicua presenza della fibra letale, e molte sono state in questi anni le iniziative sindacali, dei vari comitati sorti nei luoghi del lavoro e sul territorio, delle istituzioni, in termini legislativi e normativi, in difesa della salute dei lavoratori e dell’ambiente. Proprio per le caratteristiche allarmanti che il fenomeno assume nel nostro territorio regionale, si è costituito - su iniziativa della Cgil Lombardia, dell’Associazione Ambiente Lavoro, dell’Inca regionale, di alcuni medici e di tecnici della medicina del lavoro di Milano - il Còpal, Comitato prevenzione Amianto Lombardia, presieduto da Antonio Pizzinato.
La sua prima iniziativa pubblica sarà la
Conferenza Regionale sull’Amianto
Milano, 8 e 9 novembre
Sala Fast
Piazza Morandi, 2
che si preannuncia un evento importante, aperto, condiviso, con contributi di grande qualità.
sab
03
nov
2012
Riceviamo e pubblichiamo la lettera dei genitori di un lavoratore, assassinato sul posto di lavoro, inviata al Giornale di Vicenza.
DIRITTO DI REPLICA
Siamo i genitori di Sorgato Raffaele deceduto il 5 aprile 2011, un operatore ecologico della Greta Alto Vicentino.
Vogliamo far sentire anche la nostra voce in merito all'articolo pubblicato sul Giornale di Vicenza del 26 ottobre 2012.
Ricordiamo che la vita non ha prezzo, soprattutto quando una tragedia avviene sul luogo di lavoro. Non c'è niente al mondo che possa in alcun modo sostituire la perdita di nostro figlio morto a 26 anni schiacciato contro un pilastro di cemento, niente che possa colmare il vuoto che c'è dentro di noi.
A chi ancora pensa che la vita delle persone sia da paragonare a cifre, per favore si fermi a riflettere per qualche minuto.
LA VITA E' UN DONO PREZIOSO che Dio ci ha dato al di sopra di ogni cosa di questo mondo e quindi NON HA PREZZO.
mar
30
ott
2012
ILVA TARANTO – si continua a morire per il lavoro.
un operaio di 29 anni di Ilva, Claudio Marsella di Oria (Br), locomotorista, è stato schiacciato mentre agganciava alla motrice dei vagoni, riportando lesioni al torace e la frattura del femore ed morto poco dopo il ricovero in ospedale. L'incidente è avvenuto "intorno alle 8.45 circa, in prossimità del 5 sporgente". L'operaio dipendeva dal reparto movimento ferroviario. Ancora una volta dopo il morto, i sindacati collaborazionisti, complici di padron Riva nel peggiorare le condizioni di vita e di lavoro dei lavoratori, dopo aver versato lacrime di coccodrillo, nel tentativo di salvarsi la faccia hanno subito dichiarato sciopero. Fim, Fiom e Uilm, e le Rappresentanze sindacali unitarie (RSU) di stabilimento, hanno proclamato uno sciopero immediato che terminerà alle 7 di domani mattina Anche l’azienda Ilva contestata da operai e popolazione ha “espresso rammarico”. Come si legge in una nota dell’azienda, la direzione di Ilva di Taranto "nell'esprimere piena vicinanza ai parenti" dell’operaio morto questa mattina, "ha deciso di sospendere le attività dello stabilimento, relative al primo turno, in segno di cordoglio.
lun
29
ott
2012
Alle ore 6,00 di questa mattina polizia e carabinieri hanno attaccato il picchetto e ferito dei lavoratori. Uno è in ospedale con la testa rotta. Alle ore 8,00 il picchetto resiste ancora e ai poliziotti non resta che schierarsi per intimidire minacciosi gli operai che continuano a resistere. Pubblichiamo il loro comunicato del 27/10/2012, esprimendo la nostra totale solidarietà con i lavoratori in lotta, i facchini dell'Ikea.
Comunicato stampa
IKEA: politica antisindacale e dignità operaia
Nonostante ipotesi e false intenzioni di ricomporre la vertenza IKEA con un confronto serio per metter mano ai problemi, la strada intrapresa da IKEA e Consorzio CGS, è stata quella di puntare ad estromettere il SI-Cobas dal Deposito Centrale di Piacenza per continuare come sempre han fatto: il proprio comodo.
Il tentativo di estromissione è portato avanti con liste di proscrizione IKEA/CGS che vietano l’ingresso al Deposito dei lavoratori “insubordinati” con sanzioni disciplinari con sospensiva dal lavoro da parte delle cooperative per arrivare ai licenziamenti (politici), con ricatti ai lavoratori iscritti al nostro sindacato del tipo “se vuoi lavorare per noi devi dare disdetta al SI-Cobas”, attraverso provocazioni di alcuni “zelanti lavoratori” intenti a sfondare la protesta davanti ai cancelli con le proprie automobili e che fingono di farsi male (come è il caso del signor Collis che per ben due volte si è presentato a provocare ed è stato allontanato dalla stessa Digos che lo ha caricato nell’auto di servizio) per denunciare aggressioni inesistenti, con minacce dirette di alcuni responsabili delle cooperative che rivolgendosi ai lavoratori in lotta han detto loro “non lavorerete mai più in questa città”….
ven
26
ott
2012
EX ENEL DI TURBIGO: MORTI PER AMIANTO
I morti per amianto sono una realtà sempre più consistente.
Questa mattina, al Tribunale di Milano, si è svolta la prima udienza del procedimento n. procedimento penale N° 53190/11 R.G.N.R., e N° 5722/12, davanti al Giudice dell’Udienza Preliminare (GUP) dott.ssa Elisabetta Meyer.
Un procedimento a carico di 7 imputati accusati di omicidio colposo per la morte per amianto di 8 lavoratori, operai e tecnici della Centrale Termica ex ENEL di Turbigo (MI).
mer
24
ott
2012
Noi siamo da sempre contro la monetizzazione della salute e della vita umana, per la prevenzione primaria, il rischio zero e la messa al bando di tutti i cancerogeni. Riportiamo questo articolo sulla sentenza che per quanto non riporti in vita e non ripaghi le sofferenze del lavoratore ucciso dall’amianto e dalla logica del profitto contribuisce in parte a ristabilire un briciolo di giustizia alle vittime e ai loro famigliari.
Importante sentenza della
Cassazione: il risarcimento per morte da amianto va in base al grado di sofferenza.
Il risarcimento dei danni al lavoratore morto per amianto, non va determinato in misura fissa ma, deve essere rapportato al grado di sofferenza patita.
Di Massima Di
Paolo
La Cassazione, con sentenza nr. 17092 dello scorso 8 ottobre 2012, torna a decidere sul triste tema delle morti per esposizione all’amianto; affermando che, il risarcimento del
danno biologico e morale, da riconoscere ai lavoratori esposti all’amianto non può essere determinato in misura fissa sulla base della durata della malattia ma, deve essere apportato
“all’intensità della sofferenza provata”.
Così, gli Ermellini hanno dato ragione agli eredi di un lavoratore del Porto di Venezia, morto per un mesotelioma pleurico, contratto per inalazione ed esposizione a fibre di amianto. La Corte
d’appello, aveva riconosciuto ai famigliari della vittima, una somma a titolo di risarcimento, a dir poco ridicola, pari a 19.800,00 € di cui 13 200 per danno biologico e 6000 per danno
morale.
In pratica, il danno biologico veniva quantificato solo sulla base dei giorni di malattia del lavoratore, nella misura di 150,00€ giornalieri.
lun
22
ott
2012
Taranto, 22 ott. (Adnkronos/Ign) - ''Peggiorano i dati della mortalità. Il ministro Balduzzi ci ha consegnato i nuovi dati dello studio Sentieri su Taranto aggiornato al 2009. I valori sono peggiorati rispetto al 2008: l'eccesso di mortalità passa da +10% a +11% per tutte le cause, maschi e femmine''. Lo riferisce Alessandro Marescotti, presidente di Peacelink, che ha incontrato il ministro della Salute Renato Balduzzi in prefettura a Taranto.
Dall'analisi di incidenza dei tumori a Taranto sulla popolazione adulta emerge che per gli uomini c'è un eccesso rispetto al resto della provincia del +30% su tutti i tumori e del +50% del tumore maligno del polmone.
Sempre negli uomini dallo studio Sentieri emerge un più 100% per il mesotelioma e per i tumori maligni del rene e delle altre vie urinarie (esclusa la vescica). Per i bambini i dati del progetto Sentieri mostrano incrementi significativi per tutte le cause nel primo anno di vita. Per le donne residenti nei comuni di Taranto e Satte, sempre a confronto con il resto della provincia, si rileva un eccesso di incidenza per tutti i tumori di circa il 20%.
In particolare l'eccesso di tumori al fegato per le donne è +75%; +43% per il linfoma non Hodgkin; +80% per il corpo dell'utero superiore; +48% polmone; tumore alla mammella +24%; superiore al 100% l'incidenza del tumore allo stomaco nelle donne.
lun
22
ott
2012
Il governo sostenuto da tutti i partiti di centrodestra e centrosinistra, con la “riforma” Fornero ha allungato l’età pensionabile. I più penalizzati, come sempre, sono gli invalidi e gli ammalati. Al riguardo pubblichiamo l’interrogazione parlamentare al governo del Senatore Felice Casson che riguarda un ammalato di mesotelioma. La risposta data al lavoratore dai burocrati del ministero (come si legge nell’interrogazione) sono di un esemplare cinismo da parte del Ministro del Lavoro e del governo Monti.
INTERROGAZIONE
Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.
- Per sapere - premesso che:
la legge del 27 marzo 1992, n. 257 «Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto», è stata approvata per bandire l'uso dell'amianto in Italia e, specificatamente al capo IV «Misure di
sostegno per i lavoratori», articolo 13 «Trattamento straordinario di integrazione salariale e pensionamento anticipato», per intervenire a favore di chi ha un'aspettativa di vita ridotta a causa
dell'esposizione al cemento amianto, che nei peggiori dei casi può causare un mesotelioma, aggravando la situazione e riducendo ulteriormente l'aspettativa di vita;
statisticamente, per il mesotelioma la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi si ferma poco al di sotto del 20 per cento nella fascia di età compresa tra i 45 e i 54 anni e diminuisce
progressivamente con l'aumentare dell'età, ed attualmente non esistono cure per estirparlo definitivamente;
l'intervenuta riforma delle pensioni, contenuta nel decreto legge n. 201 del 6 dicembre 2011, cosiddetto «Salva Italia», recita, all'articolo 24, comma 1: «Le disposizioni del presente articolo
sono dirette a garantire il rispetto, degli impegni internazionali e con l'Unione europea, dei vincoli di bilancio, la stabilità economico-finanziaria e a rafforzare la sostenibilità di lungo
periodo del sistema pensionistico in termini di incidenza della spesa previdenziale sul prodotto interno lordo, in conformità dei seguenti principi e criteri:
ven
19
ott
2012
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato
del Comitato spontaneo contro le nocività
Eravamo lì dai primi giorni di ottobre, di sentinella, per controllare e informare tutti di cosa stava avvenendo.
Abbiamo controllato l'andirivieni dei camion nella proprietà Faustini; abbiamo visto gli operatori Profacta stoccare l'amianto in modo non corretto,in una discarica dove l'acqua piovana, non drenata, si raccoglieva in grosse pozzanghere sul fondo; infine abbiamo visto e documentato pacchi di amianto non correttamente imballati che presentavano evidenti lacerazioni.
gio
18
ott
2012
Continua lo stillicidio di morti sul lavoro
Mercoledì 17 ottobre tre incidenti mortali sul lavoro in Lombardia
Due degli incidenti riguardano lavoratori stagionali, giardinieri impiegati nel lavoro di potatura e nel taglio degli alberi.
A Rodano a causa di un ramo staccatosi da una pianta, è rimasto ucciso il titolare di un’impresa di giardinaggio di 73 anni ed è rimasto ferito il figlio 39enne, stavano potando alcuni dei grandi alberi di una tenuta. Il 73enne è morto sul colpo. Il figlio ha riportato ferite ma non sarebbe in pericolo di vita.
A Varese un altro lavoratore è rimasto schiacciato da una pianta che stava tagliando nel giardino di una villa a Leggiuno ed è morto. La vittima è un giardiniere di 49 che stava lavorando in un giardino di una villa privata. L‘albero gli è caduto addosso colpendolo alla testa e ferendolo gravemente. E' morto pochi minuti dopo l’arrivo dei soccorsi.
A Pieve Fissiraga (Lo) un operaio di 29 anni, è precipitato all’interno del silo nel quale stava lavorando, cadendo da più di dieci metri.
Questo il bilancio del mercoledì nero.
Con il ricatto della perdita del posto di lavoro, il contenimento dei costi, e risparmiando sui dispositivi di protezioni individuali e collettivi si costringono i lavoratori a operare senza misure di sicurezza adeguate. Diminuiscono i lavoratori occupati ma, in percentuale il numero dei morti sul lavoro e le malattie professionali continuano ad aumentare. Invece di occuparsi dei problemi reali delle persone, del lavoro, di come fermare la mattanza di operai e lavoratori, tutti i partiti si preocupano solo della legge elettorale. La predica della coesione sociale, del "siamo tutti nella stessa barca", non fa dimunire gli incidenti mortali sul lavoro.
Per i proletari le condizioni di vita e di lavoro peggiorano costantemente sotto i colpi dei padroni e del governo Monti, mentre i ricchi borghesi diventano sempre più ricchi e insieme alla casta politica rubano a man bassa i nostri soldi restando impunti. Nonostante il ricatto occupazionale accettare di lavorare senza adeguate misure antinfortunistiche, anche se costretti dal bisogno, significa continuare a essere carne da macello che esce da casa al mattino senza sapere se rientrerà a casa la sera.
Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio
mer
17
ott
2012
SCM & PATOLOGIE CORRELATE CON L’ASBESTO:
DUE ESEMPI DELLE CONSEGUENZE SOCIO-SANITARIE DELLO SFRUTTAMENTI DELL’UOMO SULL’UOMO.
MCS & ASBESTOS RELATED HUMAN PATHOLOGIES: TWO EXAMPLES OF EXPLOITATION OF MAN BY MAN.
Giancarlo Ugazio1) & Michele Michelino2)
1) Già Professore Ordinario di Patologia Generale nella Scuola Medica di Torino,
Presidente del Gruppo di Ricerca per la Prevenzione della Patologia Ambientale.
2) Presidente del Comitato di Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio,
Sesto San Giovanni (MI)
RIASSUNTO
Ora, nel 2012, per uno sviluppo sostenibile a favore dei nostri
discendenti, la collettività nazionale italiana, i cittadini dei paesi
sviluppati e quelli dei paesi in via di sviluppo - miliardi di esseri umani -
hanno assoluto bisogno che i poteri forti internazionali, che sognano e
agiscono per realizzare un N.W.O. (Nuovo Ordine Mondiale) a nome ed
a pro di: banchieri e alta finanza, petrolieri, produttori d’armamenti,
produttori di farmaci e di strumentazioni sanitarie, detentori dei mass
media (su etere e su carta), cartelli della grande imprenditoria, non
continuino ad accumulare i loro lauti profitti, che datano dai tempi della
rivoluzione industriale (tra il XIX e il XX secolo), a scapito dei lavoratori
ed ai comuni cittadini, grazie alla congiura del silenzio.
ven
12
ott
2012
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge contenente le disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità) e il disegno di legge contenente il bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2013 e bilancio pluriennale per il triennio 2013-2015.
In sintesi i provvedimenti varati dal Governo.
IRPEF. Riduzione di un punto percentuale (da 23 a 22 punti e da 27 a 26) dell'aliquota sui primi due scaglioni di reddito (da 0 a 15mila euro e da 15mila a 28mila euro).
Aumento dell'Iva di un punto percentuale
sulle aliquote del 10 e del 21 per cento.
TOBIN TAX. Viene Introdotta una tassa sulle transazioni finanziarie da cui saranno esclusi i titoli di Stato.
PENSIONI DI GUERRA E INVALIDITA’. Le pensioni di guerra e di invalidità (finora esenti dalle tasse) saranno soggette ad Irpef.
RIORDINO AGEVOLAZIONI. Per i redditi superiori ai 15mila euro s’introduce una franchigia di 250 euro per alcune deduzioni e detrazioni Irpef e, per le sole detrazioni, si fissa il tetto massimo di detraibilità a 3000 euro.
STATALI - Confermato il blocco dei contratti fino al 2014. Per il 2013-2014 non sarà erogata neanche l'indennità' di vacanza contrattuale. L'indennità' di vacanza contrattuale tornerà nel 2015 calcolata sulla base dell'inflazione programmata.
SALARIO PRODUTTIVITA' - Gli aumenti salariali aziendali saranno tassati nel 2013 al 10% entro il limite di 3.000 euro lordi, per una spesa di oltre un miliardo nel 2013 e poco meno della metà nel 2014.
TAGLIO SULL’ ASSISTENZA AI DISABILI – TAGLIO sui permessi previsti dalla legge 104/1992 per il disabile o per la cura di parenti affetti da handicap. La retribuzione per i giorni di permesso (tre al mese) scende al 50% a meno che i permessi non siano fruiti per le patologie del dipendente stesso della P. A o per l'assistenza ai figli o al coniuge. Sono esclusi dal pagamento intero quindi i permessi fruiti per prendersi cura dei genitori disabili.
dom
07
ott
2012
Taranto, ultimatum della procura all’Ilva: “Cinque giorni per avviare lo spegnimento”
I pm notificano un nuovo documento ai custodi e al presidente Ferrante: "Entro cinque giorni dovranno essere avviate le operazioni". Altrimenti, si legge, i custodi potranno affidarsi a terzi per le operazioni. Previsto lo spegnimento degli altiforni 1 e 5, bonifica e dismissione del 3 e il fermo di sette batterie del reparto Cokeria. Da il Fatto Quotidiano
L’Ilva ha cinque giorni per avviare lo spegnimento degli impianti inquinanti, non c’è più tempo. La procura di Taranto nel nuovo documento notificato ai custodi e al presidente del cda Ilva, Bruno Ferrante, non usa mezzi termini. I magistrati hanno invitato “il custode amministratore Bruno Ferrante ad individuare e ad adibire con la massima urgenza possibile e, comunque, entro cinque giorni dalla comunicazione della presente direttiva, le maestranze necessarie, destinandole alle effettuazioni delle operazioni di cui sopra con relativi oneri finanziari, in piena collaborazione con gli altri custodi e sulla base delle loro direttive operative”.
gio
04
ott
2012
IN 6 MESI A TARANTO + 50% DI RICOVERI PER TUMORE
Nel primo semestre del 2012 si registra un drastico aumento di ricoveri per patologie tumorali su tutto il
territorio della Asl di Taranto, pari a un +50% rispetto al primo semestre del 2011. Questi i dati resi
noti dalla responsabile controllo spesa farmaceutica della Asl, Rossella Moscogiuri.
Nel corso del congresso della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) a Villasimius la funzionaria Asl di Taranto ha anche rilevato che in oncologia si registra inoltre un
aumento del 60% di day hospital e del 40% di accessi ambulatoriali.
A Taranto - spiega Moscagiuri -
registriamo un’alta percentuale di patologie respiratorie, così come una più alta spesa farmaceutica rispetto alla media nazionale. Abbiamo avviato uno studio comparativo con
altre Asl del Veneto, della Toscana e dell’Abruzzo, da cui avremo un quadro più completo”. Dai dati Risulta, che a Taranto il 3,3% della popolazione soffre di bpco, grave
malattia respiratoria, contro l’1,8% di Verona e il 2,3% registrato nella Asl di Teramo.
mar
25
set
2012
Peggiorano le condizioni di vita e di lavoro. Aumentano i licenziamenti, i disoccupati e coloro che non trovano lavoro. Basta sfruttamento e morti sul lavoro e di lavoro causati dalla logica del profitto.Riceviamo e pubblichiamo i dati dell’ Osservatorio sicurezza lavoro Vega Engineering.
MORTI BIANCHE:
L’AGOSTO PIU’ NERO DEGLI ULTIMI TRE ANNI.
51 VITTIME IN UN MESE. E SALE A + 3,2 PER CENTO L ’INCREMENTO DI MORTALITA’ NEL 2012.
Dovrebbe essere il mese delle vacanze per eccellenza, ma non lo è per il bollettino delle morti bianche. E’ stato, in effetti, l’agosto più nero degli ultimi tre anni con 51 vittime del lavoro, contro le 48 del 2011 e le 45 del 2010. Si peggiora, quindi, e a confermarlo è anche l’incremento della mortalità nei primi otto mesi del 2012 rispetto allo stesso periodo del 2011: + 3,2 per cento; addirittura in ulteriore aumento, se confrontato con quello registrato a luglio e pari a + 2,7 per cento.
Questi i numeri sconfortanti che giungono dalle elaborazioni degli esperti dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering con un monitoraggio puntuale e dettagliato sull’emergenza nel nostro Paese.
Sale così a 359 il bilancio delle vittime nei luoghi di lavoro in Italia e a contare il maggior numero di morti bianche non è più la Lombardia, bensì l’Emilia Romagna con 49 infortuni mortali. Ben 9 solo nel mese di agosto: 5 di queste vittime erano occupate nel settore agricolo; seguono la Lombardia (46), la Toscana (34), la Campania (27), il Veneto e la Sicilia (26), il Piemonte (23) e l’Abruzzo (20).
dom
23
set
2012
Grande partecipazione all’assemblea del Comitato e alla presentazione del libro AMIANTO/ASBESTO Ieri, oggi, domani.
Il salone del Centro di Iniziativa Proletaria sabato 22 settembre era strapieno come nelle grandi occasioni, con persone che non sono riuscite ad entrare per la presentazione del libro del prof. Giancarlo Ugazio.
Dopo l’illustrazione dell’autore si è aperto il dibattito con domande di approfondimento e considerazioni molto interessanti a cui il prof Ugazio ha dato prontamente risposta. Una giornata all’insegna dell’approfondimento sulle malattie derivanti dall’amianto che ha dimostrato come queste siano molte (non solo il mesotelioma) e che le fibre d’amianto siano cancerogene non solo se respirate, ma anche se ingerite con il cibo e l’acqua.
Il dialogo e lo scambio reciproco fra le vittime e gli ex esposti amianto con il dott. Ugazio sono stati un momento importante sul terreno della prevenzione primaria.
mar
18
set
2012
COORDINAMENTO DELLE ASSOCIAZIONI,
DEI MOVIMENTI, DEI SINDACATI
DELLE VITTIME DELL’AMIANTO
Casale Monferrato è diventata la città simbolo, a livello mondiale, delle vittime dell’amianto.
La sentenza del 13 febbraio al tribunale di Torino lo ha evidenziato. Le condanna dell’ETERNIT va oltre i 3000 morti e malati considerati, l’epidemia a Casale prosegue con 40/50 vittime/anno.
Si è svolta ieri, 17 settembre, a Casale Monferrato, la presentazione da parte dei Ministri della Salute, dell’Ambiente e del Lavoro, della Conferenza Nazionale sull’amianto che si terrà a Venezia nei giorni 22/23/24 novembre a Venezia. Il Ministro della Salute, Renato Balduzzi, che ha particolarmente accolto la proposta della sua celebrazione da parte delle associazioni, dei movimenti e dei sindacati, unitamente ai direttori generali del Ministero Fabrizio Oleari e Giuseppe Ruocco, nonché al prof. Benedetto Terracini, ha presieduto la riunione pomeridiana delle associazioni dove sì sono enucleati gli argomenti oggetto della Conferenza e la metodologia del suo svolgimento.
ven
14
set
2012
SABATO 22 settembre ore 15,30
ASSEMBLEA
al CENTRO D’ INIZIATIVA
PROLETARIA “G. TAGARELLI”
Via Magenta 88 Sesto San Giovanni
O.d.G.:
1) Informazione sulle cause legali e sul processo Pirelli;
2) Resoconto sulle conclusioni del processo a Trento del 27 giugno;
3) Presentazione del libro del prof. Giancarlo Ugazio “ASBESTO/AMIANTO: IERI-OGGI-DOMANI”;
4 ) Varie.
gio
13
set
2012
Pubblichiamo l’intervento e la mozione sull’amianto presentata dal senatore Felice Casson e altri senatori al
Senato.
Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 1-00680
Atto n. 1-00680
Pubblicato il 12 settembre 2012, nella seduta n. 792
Esame concluso nella seduta n. 680 dell'Assemblea (13/09/2012)
CASSON , BLAZINA , FONTANA , GALPERTI , ROILO , ANTEZZA , FILIPPI Marco , MARINO Ignazio , GARRAFFA , DI GIOVAN PAOLO , PEGORER , DE LUCA Vincenzo , DONAGGIO , ADRAGNA , ADAMO , NEROZZI , VITA , GRANAIOLA , BIONDELLI , SCANU , MARITATI , CHIURAZZI , PASSONI , CARLONI
Premesso che:
nel novembre 2004 si è svolta a Monfalcone (Gorizia) la Conferenza nazionale sull'amianto, nel corso della quale sono stati indicati gli obiettivi da perseguire in questa, al contempo, nuova e ultima fase della lotta per la completa eliminazione della fibra killer dall'Italia entro il 2015;
secondo l'Ufficio internazionale del lavoro, sono circa 120.000 i decessi causati nel mondo ogni anno da tumori provocati dall'esposizione all'amianto e sono circa 4.000 quelli risultanti in Italia;
nei prossimi decenni, stante il lungo periodo di latenza della malattia, che può superare anche i 30 anni, si avrà, anche in Italia, un ulteriore forte incremento dei decessi provocati dall'amianto, incremento che raggiungerà l'apice tra il 2015 e il 2025 (e, secondo alcuni esperti, addirittura nel 2040);
gio
13
set
2012
8 marzo in quel di settembre
Non è successo l’8 marzo ma il 12 settembre. Non a Chicago ma a Karachi, Pakistan.
I morti sono, per il momento, 289 operai bruciati vivi, che lavoravano in una fabbrica tessile, la Ali Enterprise. La fabbrica, un edificio di 4 piani nel quartiere di Baldia Town, occupava circa 2.000 lavoratori; gli operai lavoravano in vasti scantinati con le finestre chiuse da sbarre e come unica via d’uscita una piccola porta che si è bloccata subito. Il grande generatore elettrico che ha dato il via all’incendio si trovava all’entrata principale. Sono riusciti a salvarsi quelli che si sono buttati dalle finestre, scardinando le sbarre o gettandosi dai piani superiori. Molti di questi hanno avuto le gambe rotte.
mar
11
set
2012
ALCOA: SFRUTTATI, LICENZIATI E MANGANELLATI
Roma, 10 settembre
La polizia “democratica” e i carabinieri del governo Monti, sostenuto da tutte le forze politiche di centrodestra e centrosinistra, sono intervenuti ancora una volta brutalmente contro gli operai che lottavano contro i Padroni e il governo per difendere il posto di lavoro.
Per il governo, i partiti che lo sostengono e, i sindacati confederali collaborazionisti, il profitto viene prima tutto, gli interessi dei capitalisti vanno salvaguardati e difesi. Chi protesta e non accetta pacificamente licenziamenti e cassa integrazione è considerato un nemico dell’ordine costituito.
Reprimere, denunciare, bastonare, arrestare chi protesta e ostacola la “libera”, e “pacifica” accumulazione dei profitti usando le “forze dell’ordine” è legale. Difendersi dalle manganellate è considerata azione sovversiva. Noi la pensiamo diversamente ed esprimiamo la nostra solidarietà incondizionata ai lavoratori dell’Alcoa, ai minatori del Sulcis, agli operai di Ilva che lottano contro la nocività e per la difesa del posto di lavoro, ai NO TAV e a tutti quelli che lottano contro lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.
Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio
mar
04
set
2012
Riportiamo la lettera di invito a tutte le Associazioni e Comitati per la pertecipazione al
COORDINAMENTO DEL17 SETTEMBRE 2012 IN PREPARAZIONE DELLA CONFERENZA DEL 22 24 NOVEMBRE 2012 A VENEZIA.
Cari amici delle associazioni, concordiamo sulla necessità di effettuare una
riunione di coordinamento in occasione della presentazione della conferenza nazionale governativa sull’amianto, che si svolgerà a Venezia dal 22 al 24 Novembre.
Tale presentazione avverrà a Casale Monferrato da parte del Ministro della Salute Balduzzi con il Ministro Clini dell’Ambiente ed il Ministro Fornero del Lavoro, con la partecipazione di altre Autorità, di Raffaele Guariniello, del Presidente Inail De Felice, Benedetto Terracini, ecc…
il 17 Settembre 2012 alle ore 11, presso il Teatro Municipale,
Piazza Castello.
Pertanto proponiamo che in tale giornata si svolga il
coordinamento delle associazioni che presenzieranno a questa
occasione, presso la Camera del Lavoro P.zza Castello n.31
Casale Monf.to, alle ore 15.00, fermo restando la verifica sul
posto dei tempi occorrenti per l’iniziativa istituzionale.
Nella prima parte del pomeriggio parteciperanno all’incontro
anche alcuni Dirigenti del Ministero della Sanità ed esperti
nominati dal Ministro Balduzzi per la preparazione della
Conferenza di Venezia, ai quali potremo richiedere eventuali
chiarimenti o formulare proposte.
Grazie.
Cordiali saluti.
Per l’AFEVA, il Coordinatore
Bruno Pesce
Piazza Castello, 31 –
15033 Casale Monferrato -Tel. 0142 336817 –
e-mail vertenzamianto@gmail.com
dom
02
set
2012
Massimo e Daniela
liberi subito!!
Ancora una volta chi lotta e si oppone alla logica del profitto, che distrugge gli esseri umani e la natura, ostacolando gli affari del grande capitale, viene perseguito e arrestato.
Questa volta è toccato a Massimo Passamani e Daniela Battisti, accusati anche di associazione sovversiva. Hanno partecipato alla lotta contro la TAV: un’opera inutile, dannosa alla salute dei cittadini e del territorio, costosissima, contro cui da anni si battono le popolazioni coinvolte da questa maxi-opera, che persino la Francia, per bocca del suo presidente, sta ripensando.
mer
29
ago
2012
Finalmente chiarezza e giustizia per le vittime dell’amianto!!!
Finalmente la Corte di Cassazione, IV^ Sezione Penale, con la Sentenza n. 33311 del 2012 dichiara che la teoria della “trigger dose” si fonda su “una vera e propria distorsione dell'intuizione del Selikoff”.
Alcune conclusioni scientificamente ineccepibili del Prof. Selikoff erano state utilizzate dagli imputati e dalle società chiamate a rispondere dell’operato di loro dirigenti, dai lavoratori malati di mesotelioma, e dai loro familiari, per sfuggire alle responsabilità, sul presupposto che questa patologia sarebbe innescata da una sola fibra killer, secondo la teoria della “trigger dose”, priva di qualsiasi dignità e fondamento scientifico, e sostenuta dai soli consulenti tecnici dei datori di lavoro, come già l’Osservatorio Nazionale Amianto, con l’Avv. Ezio Bonanni aveva messo in evidenza, rendendo noti gli studi eseguiti anche in Italia dal Prof. Giancarlo Ugazio, dal Prof. Luciano Mutti e da altri scienziati.
mar
28
ago
2012
l’estate rallenta i ritmi del lavoro ma non arresta LA TRAGEDIA delle morti bianche. tra giugno e luglio sono state 100 le vittime nel nostro paese. 308 dall’inizio dell’anno.
Nonostante l’estate e il rallentamento del ritmo delle attività produttive, il bilancio delle morti bianche non si arresta. Sono 308 le vittime del lavoro registrate nei primi sette mesi del 2012 contro le 300 del 2011 con un incremento del 2,7 per cento. E ancora: nei soli mesi di giugno e luglio sono morti 100 lavoratori. Come fossero deceduti in due mesi tutti i dipendenti di una media azienda.
Questi i primi dati che emergono nella più recente indagine condotta dagli ingegneri dell’Osservatorio Vega Engineering di Mestre.
ven
24
ago
2012
Dal quotidiano on-line affaritaliani.it
Per 31 anni operaio all'Ilva: "Un inferno dantesco. I sindacati? Con Riva sono spariti"
Martedì, 21 agosto 2012 -
di Lorenzo Lamperti
"Clini e il governo stanno facendo allarmismo. Cercano di metterci l'uno contro l'altro ma non attacca. Taranto non si beve più le loro bugie". Francesco Maresca ha lavorato per 31 anni all'Ilva di Taranto, reparto parchi minerali. Insieme ad altri ex operai in pensione e a un tecnico di Legambiente sta lavorando a un documento ("Produrre acciaio pulito è possibile") e racconta la sua esperienza in azienda ad Affaritaliani.it: "Non è vero che un altoforno si riaccende in otto mesi. Bastano tre settimane. Non inquinare è possibile, ma ci vuole la volontà a spendere soldi. I milioni di Ferrante e del governo? Una barzelletta. Se non si investe lo Stato espropri".
Forte la critica ai sindacati: "Nel periodo della gestione pubblica era forte. Quando c'erano problemi per la sicurezza non si andava a lavorare. Con i Riva invece è stato lasciato tutto in mano all'azienda e nessuno ha avuto più il coraggio di dire niente". Sulla salute: "Non è mai stato fatto niente per tutelarla. Là dentro è un macello, quando si fanno le colate è un inferno". E sulle istituzioni: "Siamo delusi da tutti, da Vendola al governo. Fanno accordi, sono tutti contenti e poi cade tutto nel dimenticatoio".
mer
22
ago
2012
Ilva: La salute si difende eliminando la nocività.
di Michele Michelino (*)
All’Ilva, come in molte fabbriche, esiste la necessità immediata e l’urgenza di intervenire con misure di protezione per bonificare la fabbrica e l’ambiente, sottraendo i lavoratori e i cittadini al lento - ma inevitabile - massacro cui sono sottoposti. Le prime vittime dell’Ilva sono gli operai che ci lavorano e le loro famiglie.
Come scrive il Tribunale del Riesame di Taranto “Inquinare fu una scelta” che impone “l’interruzione della catena dei reati ancora in atto”. Inquinamento attuato coscientemente con la complicità di istituzioni comprate a suon di “mazzette”.
La contrapposizione fra difesa del posto di lavoro e del salario e salute in fabbrica e nel territorio da sempre attraversa il movimento sindacale e operaio.
mar
21
ago
2012
ILVA, INQUINARE UNA SCELTA DEI PADRONI
(21 agosto 2012)
Il "disastro" prodotto dall'Ilva a Taranto è stato "determinato nel corso degli anni, sino ad oggi, attraverso una
costante reiterata attività inquinante posta in essere con coscienza e volontà, per la deliberata scelta della proprietà e dei gruppi dirigenti". E' quanto si legge nelle motivazioni del
Tribunale del Riesame sul provvedimento che il 7 agosto scorso ha confermato il sequestro degli impianti a caldo dell'Ilva, 'senza concedere la facoltà d'uso'. "
I politici, i dirigenti sindacali, i vari controllori, che hanno preso le mazzette non rompano.
Proprietà e gruppi dirigenti "che si sono avvicendati alla guida dell'Ilva", secondo i giudici del tribunale del riesame di Taranto, "hanno continuato a produrre massicciamente nella inosservanza
delle norme di sicurezza dettate dalla legge e di quelle prescritte, nello specifico dai provvedimenti autorizzativi".
Compagni, l'unica osservazione è che fino ad oggi i magistrati hanno anche loro prese le mazzette.
Devono pagarci per intero il salario fino alla fine della bonifica.
Noi operai dell'ILVA non produrremo con la morte sulle spalle.
Non ci faremo massacrare come pecore.
Un operaio dell'ILVA incazzato
Numero162-12
Pubblicato il mar, 21 ago @ 08:15
Redazione di Operai Contro,
mar
21
ago
2012
Pubblichiamo le motivazioni del Tribunale di Taranto – Sezione Feriale – in funzione di Giudice del Riesame e un articolo del quotidiano La Stampa che lo commenta.
ILVA, DUBBI SUI RILIEVI. "INQUINARE FU UNA SCELTA. DISASTRO RISOLVIBILE CON MISURE IMPONENTI"
Lunedì, 20 agosto 2012 - 14:39:00
di Paolo Fiore e Lorenzo Lamperti
"Non sono esistenti, per l'attività produttiva d'impresa, interessi che possano bilanciare e legittimare una compromissione del superiore interesse della pubblica incolumità". Il tribunale del Riesame conferma l'anticipazione di Affaritaliani.it: "La chiusura dell'impianto non è l'unica strada perseguibile". Ma accusa: "Inquinare fu una scelta" e impone "l'interruzione della catena dei reati". La produzione potrà continuare solo se resa ecocompatibile: "Adeguamento ineludibile, necessarie misure imponenti".
Secondo il Riesame, l'attività criminosa non è confinata al passato ma è "ancora in atto" e sugli indagati "sussistono gravi indizi di colpevolezza". Le emissioni di polveri si verificano "in maniera incontrollata". Dubbi sui rilievi: "Quasi tutte le misurazioni prese in considerazione dai periti derivano da controlli effettuati dalla stessa Ilva, sulla cui bontà appare lecito nutrire qualche dubbio". E sulla presunta "mazzetta" al professor Liberti: "L'episodio rilevato dal gip si inserisce nell'ambito di una precisa politica aziendale". In una telefonata Fabio Riva dice al padre di aver visto la perizia prima che fosse depositata: "Va tutto bene".
LE MOTIVAZIONI DEL RIESAME
Il Riesame, nelle motivazioni depositate lo scorso 7 agosto, conferma le conclusioni del gip Patrizia Todisco, ottenute con "estremo rigore metodologico". Fiducia anche nelle conclusioni delle perizie, le cui conclusioni godono secondo i giudici del Riesame di "piena attendibilità".
ven
17
ago
2012
Sudafrica: massacro di minatori in sciopero,
decine di morti e centinaia di feriti.
Il 10 agosto circa 3mila lavoratori della miniera di platino di Marikana, nel nordovest del Sud Africa - gestita dalla società Lonmin, il terzo più grande produttore di platino del mondo - hanno incrociato le braccia nell'ambito di una disputa sui salari. I minatori erano entrati in sciopero rivendicando un aumento salariale del 300%, scontrandosi con i crumiri spalleggiati da un sindacato filo-padronale. I lavoratori delle miniera di platino, che producono ricchezze di cui si appropriano i padroni, vivono in condizioni disumane, in baracche e strutture prive di acqua corrente, e percepiscono una paga media di circa 400 euro mensili. "Siamo sfruttati, e né il governo né i sindacati ci sono venuti in aiuto: le società minerarie guadagnano grazie al nostro lavoro, e non ci pagano quasi nulla", aveva spiegato un rappresentante degli scioperanti.
Secondo il bilancio fornito dal sindacato dei minatori Num, sono 36 le persone uccise giovedì 16 agosto, quando la polizia sudafricana ha aperto il fuoco contro centinaia di lavoratori, alcuni dei quali, secondo la polizia, armati.
Secondo i testimoni, la polizia ha aperto il fuoco contro i manifestanti armati di bastoni e machete che protestavano per avere paghe più alte davanti alla miniera, un centinaio di chilometri a nord di Johannesburg.
ven
10
ago
2012
Pubblichiamo il testo integrale della Legge Regionale lombarda appena approvata. Anche se con un linguaggio politichese a burocratico, per il 2012 è stata assicurata alla legge una copertura finanziaria di 1 milione di euro. Tuttavia la legge, presenta una carenza finanziaria, perché prevede solo 2 milioni di euro all'anno per tre anni, cifra assolutamente insufficiente e non interviene sul problema dello smaltimento in sicurezza come riportato nel primo comunicato del nostro Comitato che si può leggere nel sito .
Legge Regionale 31 luglio 2012 , n. 14
Modifiche e integrazioni alla legge regionale 29 settembre 2003, n. 17 (Norme per il risanamento dell'ambiente, bonifica e smaltimento dell'amianto)(1)
(BURL n. 31, suppl. del 03 Agosto 2012 )
urn:nir:regione.lombardia:legge:2012-07-31;14
Art. 1
(Modifiche all'articolo 1 della l.r. 17/2003)
1. All'articolo 1 della legge regionale 29 settembre 2003, n. 17 (Norme per il risanamento dell'ambiente, bonifica e smaltimento dell'amianto) sono apportate le seguenti modifiche:
a) la lettera c) del comma 2 è così sostituita:
'c) la promozione di iniziative di educazione e informazione finalizzate a ridurre la presenza dell'amianto, anche attraverso il coinvolgimento delle Aziende sanitarie locali (ASL) e dei medici di medicina generale;';
b) dopo la lettera c) del comma 2 sono inserite le seguenti:
'c bis) la promozione di politiche di sostegno per l'assistenza dei soggetti ex esposti all'amianto, colpiti da malattie
asbesto correlate;
c ter) la conoscenza epidemiologica e prevenzionale nella popolazione e la sorveglianza sanitaria dei soggetti ex esposti a fibre d'amianto;
c quater) la formazione e l'aggiornamento degli operatori delle ASL, dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Lombardia (ARPA) e delle imprese che si occupano di attività di
bonifica e smaltimento dell'amianto;
c quinquies) la promozione di finanziamenti agevolati per la bonifica di edifici con presenza di manufatti contenenti amianto.';
c) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:
'2 bis. La Regione favorisce la rimozione dell'amianto e la sostituzione di manufatti contenenti amianto
con materiali e sistemi ecologici. In particolare promuove, in collaborazione con le province, la sostituzione delle coperture in eternit o contenenti amianto con coperture dotate di pannelli
solari fotovoltaici.
mer
01
ago
2012
Un nuovo libro con nuove conoscenze sull’amianto.
ASBESTO/AMIANTO
IERI-OGGI-DOMANI
Una catena di ritardi: viaggio tra verità, ipocrisia, reticenza, dolore.
di Giancarlo Ugazio.
Abbiamo il piacere di segnalare questo libro appena uscito nel mese di luglio 2012, pubblicato da Aracne editrice S.r.l. Ariccia (Rm).Il prezzo di copertina è stato stabilito dall’editore in 28,00 euro. Copie dell’opera possono essere acquistate presso le librerie di cui al link: http://95.110.202.188/aracneweb/index.php/rete-vendita.html.
Il dott. Ugazio “essendo certo che solo la conoscenza può contribuire alla prevenzione primaria dei rischi dell’inquinamento dell’ambiente, quale autore dell’opera, oltre che fondatore e presidente dell’associazione G.Ri.P.P.A. onlus (Gruppo di Ricerca per la Prevenzione della Patologia Ambientale)” si dichiara “ disponibile per svolgere attività divulgativa sui quesiti che i lettori vorranno proporre. Allo scopo di facilitare i contatti tra i lettori e l’autore, riportiamo i recapiti: Giancarlo Ugazio, piazzetta Madonna degli Angeli 2/D, 10123 Torino. Tel: 011-7640356; 335-5938275; e-mail: giancarlo.ugazio@grippa.org o ugazio.giancarlo@libero.it ; sito web: www.grippa.org.
Riportiamo la prefazione al libro di Michele Michelino e la presentazione dell'autore prof. Giancarlo Ugazio (medico non pentito).
mar
31
lug
2012
AFFINITA’ / DIVERGENZE _ CARROPONTE - SESTO SAN GIOVANNI 2 AGOSTO
I luoghi della cultura occupati oggi e le fabbriche occupate negli anni settanta/ottanta: un confronto visivo e una discussione
Il Teatro Valle e
Macao si confrontano con
Michele Michelino e Luigi Consonni (ex operai Breda - protagonisti delle lotte e delle occupazioni operaie in fabbrica e nel territorio).
L’incontro è ideato e coordinato dall’artista Fabrizio Bellomo, autore dell'installazione Abbi cura della macchina su cui lavori. È il tuo pane!
Saranno inoltre presenti:
Matteo Balduzzi, Museo di Fotografia Contemporanea, curatore del progetto Art Around
Emanuele Patti, presidente Arci Milano
L’installazione presso il Carroponte è realizzata nell’ambito del progetto
ART AROUND_IMMAGINI PER LO SPAZIO PUBBLICO, promosso dal Museo di
Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo - Milano
In collaborazione con: Archivio Giovanni Sacchi, Archivio del Lavoro
c/o Spazio Dibattiti Uniabita 20:00
mar
24
lug
2012
Il Consiglio regionale con la sola astensione dell’Italia dei Valori (61 voti a favore, 3 astenuti) ha approvato il provvedimento che modifica e integra la legge 17/2003 relativa al risanamento dell’ambiente, alla bonifica e allo smaltimento dell’amianto. La battaglia delle Associazioni e dei Comitati che da anni si battono contro le fibre killer denunciando che l’amianto è una grave emergenza ambientale, sociale, umana e sanitaria, ha ottenuto un importante risultato. Finora in Lombardia la sorveglianza sanitaria era riservata ai lavoratori e famigliari di poche realtà lavorative, quelle che con la lotta erano riuscite a imporre rapporti di forza tali da far rispettare le norme già previste dalla legge regionale (n. 1 del 29 settembre 2003 e dalla Direttiva CE n. 18 del 27 marzo 2003 recepita con D. Lgs, n. 257 del 25 luglio 2006), che dispongono di proseguire la sorveglianza sanitaria anche dopo la cessazione dell’esposizione all’amianto, ora, si spera con la nuova legge questo diritto sarà esteso a tutti.
In Italia ci sono ancora 32 milioni di tonnellate di amianto da smaltire. In Lombardia sulla base del telerilevamento effettuato dall’Arpa risulta che ci sono ancora 3 milioni di metri cubi di amianto, a cominciare dai tetti di eternit da mettere in sicurezza, a cui vanno, aggiunti i manufatti interni alle abitazioni che con la dispersione di fibre fanno della regione una bomba ecologica a cielo aperto. Secondo stime recenti in Lombardia sono migliaia i lavoratori e cittadini colpiti da malattie derivanti dall’amianto: 3mila i malati di mesotelioma, ma il picco è atteso fra 15-20 anni.
dom
22
lug
2012
Dopo l'esclusione del nostro Comitato come parte civile nel processo, grazie anche alle nostre segnalazioni si allarga il processo.
Riportiamo due articoli; dal Quotidiano IL GIORNO e dal giornale telematico PeaceLink
Dal Quotidiano IL GIORNO
Amianto, inchiesta su ex manger della Pirelli si allarga
Undici persone a processo
Il pm di Milano, Maurizio Ascione, ha fatto riferimento agli sviluppi dell’inchiesta. I casi in totale salirebbero a 50 circa, tra cui una quarantina di decessi per mesotelioma pleurico
Milano, 19 luglio 2012 - Operai morti o che si sono ammalati di forme tumorali a causa dell’amianto dopo aver lavorato negli stabilimenti milanesi dell’azienda tra la fine degli anni ‘70 e la fine degli anni ‘80: si allargano le indagini a carico di 11 ex dirigenti della Pirelli. Oggi nel corso del processo nei confronti degli ex manager, che devono rispondere già di 24 casi, il pm di Milano, Maurizio Ascione, ha fatto riferimento agli sviluppi dell’inchiesta. Da quanto si è saputo, i casi in totale salirebbero a 50 circa, tra cui una quarantina di decessi per mesotelioma pleurico.
gio
19
lug
2012
Morti d’amianto alla Pirelli
Il giudice respinge la costituzione di parte civile del nostro Comitato accogliendo le tesi degli avvocati dei dirigenti Pirelli. La verità giuridica si fa beffe di quella storica, ma la lotta continua e noi non ci arrediamo.
Il giudice Tremolada nel processo degli 11 dirigenti della Pirelli imputati per la morte e di lesioni gravi a 24 lavoratori ha accolto le tesi della difesa dei dirigenti imputati di omicidio colposo escludendo dal processo il nostro Comitato. La motivazione letta in aula nell’ordinanza è che il nostro Comitato si “è costituito nel 1997 come si rileva dallo statuto”, cioè successivamente all’epoca dei fatti in giudizio e che “l’attività del Comitato è nota solo dal 2004” (cosa assolutamente non vera!).
Il nostro Comitato, che raggruppa centinaia di lavoratori e cittadini, è attivo dagli anni 80 nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro di Sesto San Giovanni e Milano con i suoi esponenti nei Consigli di Fabbrica prima e poi nelle RSU. La lotta per la salute in fabbrica e nel territorio è sempre stata il suo obiettivo. La prevenzione primaria e la lotta per messa al bando di tutti i cancerogeni sono dimostrate da centinaia di lotte e assemblee molto partecipate, come dimostrano gli allegati consegnati al giudice nella corposa documentazione delle attività svolte, attività che è stata completamente ignorata. Ancora una volta la verità processuale non coincide con quella storica provata dei fatti.
Tuttavia noi non ci arrendiamo e continueremo a lottare nelle fabbriche, nei cantieri, sui luoghi di lavoro, nelle piazze, nel territorio e nei tribunali, per cercare di impedire che in questo paese si continui a morire per infortuni sul lavoro e malattie professionali, per amianto e altre sostanze cancerogene.
lun
16
lug
2012
Seconda udienza per l'accoglimento delle parti civili
Tragedia Eureco
Il giudice rifiuta comitati e associazioni come parte civile e monetizza le vite dei lavoratori 16 luglio 2012 - Stefano Tibiletti
LA STORIA: Il 4 novembre 2010 a Paderno Dugnano (Milano) presso lo stabilimento di lavorazione di rifiuti infiammabili denominato Eureco, da un container di rifiuti speciali pericolosi (setacci molecolari) si è sprigionata una nube di gas che, venuta a contatto con le parti surriscaldate di un muletto a motore, ha provocato una prima fiammata che si è poi diffusa fino al predetto container e che subito dopo si estendeva ad altri materiali infiammabili (solventi e vernici) di cui gli operai stavano effettuando il travaso. Le fiamme hanno avvolto sei uomini cagionando loro gravissime ustioni e provocando a Meshi Ferit, che tentava di soccorrere i colleghi, ustioni alle mani e a Shuli Lulzim, che tentava anch’egli di soccorrere i colleghi, un disturbo psichiatrico post traumatico da stress dal quale è derivata una incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per 78 giorni. In conseguenza delle fiamme morivano Sergio Scapolan, Salvatore Catalano, Harun Zeqiri, Leonard Shehu. Erjon Nezha riportò ustioni di secondo grado profondo, estese al 50% del corpo dalla quali è derivato pericolo di vita e incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per 235 giorni. Kasem Xhani ha riportato ustioni di secondo e terzo grado estese al 40% del corpo dalla quali è derivato pericolo di vita e incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni per 253 giorni.
mar
10
lug
2012
Pubblichiamo i dati resi noti oggi dall’Inail alla Camera dei Deputati con una certa enfasi per il calo degli infortuni. Per correttezza vogliamo ricordare al lettore che dal 2008 ad oggi si sono persi più di due milioni di posti di lavoro. I disoccupati sono aumentati, il lavoro è sempre più precario e i lavoratori in nero o “irregolari”sono sempre di più. Ricordiamo inoltre che in molte aziende i datori di lavoro costringono i lavoratori infortunati ad andare in malattia per risparmiare sui contributi Inail, e le morti “bianche” non sono altro che omicidi: è quindi alla luce di questi dati che è possibile dare un giudizio.
Dati INAIL 2011, calo degli infortuni e “morti bianche” sotto quota mille.
In aumento delle malattie professionali.
L’Inail nel Rapporto annuale presentato il 10 luglio 2012 alla Camera ci comunica che per il secondo anno consecutivo che i morti a causa d’infortuni sul lavoro sono sotto quota mille.
Secondo l’Istituto “gli infortuni sul lavoro denunciati in Italia hanno segnato un calo tendenziale del 6,6% nel 2011, per un totale di 725 mila, con una flessione in termini assoluti di 51 mila casi”. Gli incidenti mortali hanno segnato una flessione tendenziale del 5,4% e si sono attestati a 920 contro i 973 del 2010.
In mancanza di dati certi, l’Inail avanza stime anche sul lavoro nero o “sommerso”, “presumendo l'esistenza di quasi 3 milioni di lavoratori "in nero", 164 mila infortuni in quest’ambito”, (la stima fu di 165 mila per l'anno precedente).
Continuano invece ad aumentare le malattie professionali. Anche nel 2011 aumentano le denunce (+9,6%). Gli incrementi maggiori nel settore dell’agricoltura. Boom delle osteo-articolari e muscolo-tendinee. Nel 2011 aumentano le denunce di malattie professionali, sono passate dalle 42.465 del 2010 a 46.558: 4mila in più in un anno (+9,6%) e oltre 17mila in più rispetto al 2007.