Tutti sapevano e nessuno ha parlato.

Lo sapevano i sindacati.

Lo sapeva la direzione dell'azienda.

Lo sapeva l'assessorato alla sanità.

Lo sapevano tutti, e non gli operai ...

 

 

Visitate il sito del:

Centro di Iniziativa Proletaria

G. Tagarelli

ven

12

mag

2017

SOLIDARIETA' OPERAIA

I fratelli Sandro e Marino Severini dei Gang al Centro di Iniziativa Proletaria "G. Tagarelli" ieri pomeriggio 11 maggio 2017 a Sesto San Giovanni dopo il concerto di solidarietà con i lavoratori della General Elettric ex Alstom in lotta per il posto di lavoro.

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sab

06

mag

2017

Dal settimanale Sestoweek del 6/5/2017

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sab

06

mag

2017

AMIANTO: CONVEGNO A LECCO

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ven

05

mag

2017

FILM I VAJONT A MILANO E DIBATTITO

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mer

03

mag

2017

STOP AMIANTO

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mar

02

mag

2017

MORTI PER AMIANTO AL TEATRO SCALA

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lun

01

mag

2017

DIRITTO ALLA SALUTE


DIRITTO ALLA SALUTE E AMIANTO A SESTO S.GIOVANNI (29 APRILE 2017):

  1. https://youtu.be/2ryhKEg_Z-0
  2. https://youtu.be/CRir74gSpz0

COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO: PER RICORDARE TUTTE LE VITTIME DELL’AMIANTO E DELLO SFRUTTAMENTO.

Sabato 29 aprile 2017 manifestazione e corteo popolare organizzato dal CIP Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” con partenza dalla sede in via Magenta 88 a Sesto S.Giovanni ed arrivo alla lapide commemorativa posta in via Carducci: “A perenne ricordo di tutti i lavoratori morti a causa dello sfruttamento capitalista ora e sempre Resistenza! I compagni di lavoro di Sesto S.Giovanni. 24 aprile 1997”.

Esibizione della Banda musicale degli Ottoni a Scoppio, deposizione di omaggi floreali e rientro in via Magenta dove si è tenuta un’assemblea aperta con interventi di Michele Michelino (CIP Tagarelli), Antonio Pizzinato, Massimo Gatti ed altri esponenti di varie associazioni.

GALLERIA FOTOGRAFICA:

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.1914573925488873.1073741969.1488831131396490&type=3

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dom

30

apr

2017

Dal quotidiano IL GIORNO di oggi

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sab

29

apr

2017

CORTEO CONTRO I MORTI PER AMIANTO E DEL PROFITTO

Corteo per ricordare tutte le vittime dell’amianto e del lavoro

Il corteo partito dal Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli”  ha visto sfilare tante persone.

Dietro lo storico striscione del Comitato che recita “Per ricordare tutti i lavoratori uccisi in nome del profitto” e la bandiera rossa listata a lutto portata da una vittima dell’amianto, tante persone.  Anche quest’anno la partecipazione è stata numerosa. Il corteo, accompagnato dalle note gioiose della Banda degli Ottoni a Scoppio, si è ingrossato sempre più. Dietro lo striscione portato dalle donne (mogli e famigliari delle vittime, fra cui la vedova di Tiberio Paolone operaio morto di mesotelioma) c’erano gli ex operai della Breda, Pirelli, Falck, Marelli. Insieme agli associati del nostro Comitato anche l’attore regista Renato Sarti (direttore del Teatro della Cooperativa) . A seguire anche diverse delegazioni di associazioni di vittime di stragi di altre città, dai lavoratori dell’amianto con il Gruppo Aiuto Mesotelioma (Lecco), l’Associazione Italiana Esposti Amianto, i lavoratori del Comune di Milano che portavano uno striscione in ricordo della lavoratrice Daniela Cavallotti morta di mesotelioma il 2 gennaio di quest’anno,il Comitato Ambiente Salute Teatro Scala, l’associazione “il mondo che vorrei” fondata dai famigliari delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio, l’ Associazione Nazionale Mutilati Invalidi del lavoro, lo striscione della RSU del’INNSE di Milano, dei sindacati SGB e CUB. Presenti anche l’amministrazione Comunale di Sesto San Giovanni con il vicesindaco,  insieme a Antonio Pizzinato ex segretario generale CGIL, il consigliere provinciale Massimo Gatti.

Davanti alla lapide che ricorda i lavoratori delle ex fabbriche vittime dell’amianto, con la scritta “ A PERENNE RICORDO DI TUTTI I LAVORATORI MORTI A CAUSA DELLO SFRUTTAMENTO CAPITALISTA ORA E SEMPRE RESISTENZA”, il vicesindaco ha portato il saluto dell’Amministrazione Comunale e il presidente del Comitato Michele Michelino ha ricordato gli ultimi compagni di lavoro uccisi dal killer amianto e dal profitto nei primi mesi del 2017, affermando: che tutti sapevano del pericolo e nessuno ha parlato. Lo sapevano i sindacati, l'azienda, l'assessorato alla sanità, Tutti sapevano, ma non gli operai ... , chiedendo giustizia per le vittime dell’amianto e per tutti i LAVORATORI E I CITTADINI ASSASSINATI IN NOME DEL PROFITTO. La ricerca del massimo profitto, il non rispetto della salute dei lavoratori, causa più di 1200 morti per infortuni sul lavoro e anche un aumento delle malattie professionali (+ del 24 per cento), facendo ammalare 44 mila i lavoratori sul luogo di lavoro l’anno scorso).

Ogni anno sono oltre 4000 i morti per amianto in Italia, 11 ogni giorno, una ogni due ore,  e più di 100 mila nel mondo che sommati alle malattie professionali causano ogni anno in Italia decine di miglia di morti per malattie professionali. Questi dati da bollettino di guerra dimostrano che esiste è una guerra di classe.

A distanza di  25 anni dalla sua messa al bando, nel 1992, l’amianto continua a uccidere e se non si procede con le bonifiche, metterà  a rischio anche la salute delle future generazioni. Tutti i governi finora non hanno trovato i soldi per le bonifiche eppure l’Italia spende per la Nato circa 70 milioni di euro al giorno, altri 20 miliardi per le cosiddette missioni di pace, e altri miliardi per coprire parlamentari e in pensione, ministri, dando milioni di compensi ai manager statali corrotti e speculatori anche se portano al fallimento le aziende. Subito dopo la Banda degli ottoni ha suonato l’Internazionale dei Lavoratori e Bella Ciao e il corteo è ripartito.

Alle 17,30 il corteo è finito con un’assemblea aperta presso il Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli” di Via Magenta 88, Sesto San Giovanni in cui hanno preso la parola tutti i rappresentanti delle associazioni e dei sindacati.

 

29 aprile 2017

e-mail: cip.mi@tiscali.it                                                 web:   http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com

 

per contatti. 3357850799

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ven

28

apr

2017

CORTEO CONTRO I MORTI SUL LAVORO E DI LAVORO

 

Giustizia per le vittime dell’amianto e dello sfruttamento

IN RICORDO DI TUTTI I LAVORATORI E I CITTADINI ASSASSINATI IN NOME DEL PROFITTO

 

Sabato 29 aprile 2017 – ore 16.30 corteo: partenza dal Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” di Via Magenta 88, Sesto San Giovanni,  fino alla lapide

di via Carducci

 

L’amianto, uno dei tanti strumenti dello sfruttamento capitalistico: un assassino silenzioso che ha ucciso ieri, uccide oggi e continuerà a farlo anche domani. Solo la bonifica dei luoghi di lavoro, di vita e del territorio può arrestare la strage che colpisce ogni anno migliaia di lavoratori e di cittadini (in Italia e nel mondo) fra l’indifferenza dei governi e delle istituzioni.

 

Gli assassini: padroni e managers che, pur di fare profitti, con la complicità di tutte le istituzioni, non hanno esitato a produrre ed utilizzare questo cancerogeno di cui conoscevano gli effetti fin dall’inizio del 20° secolo.

 

Le vittime: decine di migliaia di operai, lavoratori e cittadini, che muoiono senza fare notizia.

 

La prescrizione e i tempi lunghi dei processi proteggono gli assassini dandogli l’impunità.

Una ‘giustizia’ di classe condanna inoltre le vittime e le loro associazioni a pagare le spese processuali, com’è successo nei processi contro la Franco Tosi di Legnano e l’Enel di Turbigo.

 

I poteri economici e politici mandano un segnale chiaro: questi processi non si devono più fare, l’unico diritto riconosciuto è quello del profitto. Ma noi non ci arrendiamo.

 

Dopo il corteo, la manifestazione terminerà alle ore 17,30 con un’assemblea aperta presso il Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” di Via Magenta 88, Sesto San Giovanni

 

 

aprile 2017                                        web:  http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com

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sab

22

apr

2017

Dal settimanale Sestowwek del 22/4/217

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mar

18

apr

2017

D'AMIANTO SI CONTINUA A MORIRE

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mar

11

apr

2017

GIORNATA MONDIALE CONTRO L'AMIANTO

Giornata mondiale contro l’amianto

 

Il 28 aprile di ogni anno si celebra la Giornata mondiale contro l’amianto.

Sono oltre 4000 i morti per amianto in Italia, 11 ogni giorno, una ogni due ore che muoiono di mesotelioma pleurico o di uno degli altri tumori asbesto correlati.

Nonostante siano passati 25 anni dalla sua messa al bando, nel 1992, l’amianto continua a uccidere.

 Questa strage è solo la punta dell’iceberg. Il numero di vittime, infatti, mostra un trend in crescita che, se non si procede con le bonifiche, dal 2020 rischia di diventare uno stabile problema ambientale, sanitario e sociale, mettendo a rischio anche la salute delle future generazioni.

 

Il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio organizzerà un corteo a Sesto San Giovanni (Mi), sabato 29 aprile 2017 alle 16.30 corteo con partenza dal Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” di Via Magenta 88, fino alla lapide di Via Carducci.

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ven

07

apr

2017

GIUSTIZIA DI CLASSE

LA GIUSTIZIA DEI PADRONI COLPISCE ANCORA

La Cassazione conferma il licenziamento del compagno Riccardo Antonini.

 

La Corte di Cassazione ha confermato il licenziamento di Riccardo Antonini.

Riccardo, operaio ferroviere da più di trent’anni, è stato così punito perché, dopo la strage di Viareggio avvenuta il 29 giugno 2009, in cui persero la vita bruciate vive 32 persone,  ha prestato gratuitamente la propria consulenza all’associazione dei familiari delle vittime, testimoniando contro i vertici delle società coinvolte (da Rfi e Trenitalia), responsabili della mancata sicurezza dei ferrovieri e dei cittadini.

 

Riccardo era stato prima diffidato da Rfi nell’estate del 2011 e poi sospeso per 10 giorni. Infine, il 7 novembre 2011, è stato licenziato in tronco per essersi posto al servizio delle vittime della strage di Viareggio. Riccardo nel 2012 ha impugnato il licenziamento e RFI aveva cercato una conciliazione in cui, per la sua reintegrazione, chiedeva a Riccardo di sconfessare il suo sostegno ai familiari, cosa che Riccardo ha rifiutato di fare: ll 4 giugno 2013, nel processo d’appello, il tribunale di Lucca confermò il licenziamento. Il 6 aprile 2017 la Corte di Cassazione ha pronunciato la sentenza definitiva, confermando il suo licenziamento per “infedeltà” verso l’azienda.

 

Azienda che lo stesso Tribunale di Lucca ha recentemente condannato per “strage ferroviaria”, condannando alcuni dei suoi vertici tra cui Mauro Moretti (7 anni). 

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mar

04

apr

2017

4 OPERAI LICENZIATI ALL'INNSE DI MILANO

Gli operai INNSE Milano contro i licenziamenti di 4 lavoratori

Il 23 marzo al presidio dei lavoratori licenziati e solidali, davanti ai cancelli Dario Comotti racconta a "nuova unità" i motivi del conflitto.

 

 

Di Michele Michelino

 

                                               La storia

 

L’INNSE, nata dall'officina Innocenti Santeustacchio, è stata il simbolo dell'industria metalmeccanica all'interno della zona di Lambrate, nell'area ex Maserati.

Nel 2002 la messa in liquidazione e la successiva vendita, quattro anni più tardi al gruppo Genta, che nel 2008 dichiara la chiusura. Ma gli operai decidono di occuparla, dandosi i turni e continuando a lavorare, e lo scontro dura più di un anno.

La lotta operaia riconquista le prime pagine dei giornali, grazie a 49 lavoratori che per oltre un anno occupano l'INNSE Presse di Milano, "per salvarla dal fallimento". 

Il 5 agosto 2009 quattro operai e un funzionario sindacale della Fiom si barricano per più di una settimana su una gru all'interno della fabbrica scendendo solo dopo l’accordo che salvaguardia tutti i posti di lavoro.

Una cordata guidata dalla Camozzi di Brescia ha acquistato l'azienda milanese.

Il resto è storia di oggi che racconta nella intervista che abbiamo raccolto da uno degli operai licenziati.

 

Dario, tu sei uno degli operai licenziati, vuoi spiegare ai lettori di nuova unità perché vi hanno licenziato?

 

Siamo in lotta da ormai 14 giorni. C’è stato uno sciopero che è durato 8 ore al giorno per 11 giorni di tutti gli operai contro l’azienda che ha licenziato 4 lavoratori (3 operai e una impiegata). L’azienda ci ha licenziato con delle motivazioni che sono a dir poco scandalose: hanno dichiarato che i nostri posti venivano meno. Ad esempio il posto di elettricista veniva a mancare e scrivono addirittura nella lettera di licenziamento che il posto sarà affidato a un’impresa esterna di elettricisti, mentre gli altri tre posti, quello dell’impiegata viene fatto a Brescia e gli altri 2 posti che erano quelli di controllo della qualità, l’azienda intende farli fare direttamente dagli operai. Questa è la motivazione con cui ci ha licenziato.

 

In realtà noi siamo in mobilitazione da gennaio del 2016, cioè da quando l’azienda ha presentato un piano che chiamarlo industriale è una parola grossa, perché è un piano che fa veramente acqua da tutte le parti e non corrisponde nella sostanza a quello che, con la nostra lotta del 2009, gli ha fatto avere la fabbrica. Nel 2009 loro hanno preso dal comune di Milano, con uno scambio d’area d’uso, la fabbrica al prezzo di 1 euro. Avevano detto e dichiarato ai quattro venti che qui ci sarebbe stato un incremento dell’occupazione arrivando a 150 operai, per cui era una fabbrica che interessava realmente e che per farla funzionare a dovere avevano necessità di incrementare l’occupazione. Ora, a distanza di 7 anni, siamo ridotti della metà. Da 50 che eravamo, ci siamo ridotti a quasi la metà, 27/28 persone.  

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ven

31

mar

2017

ASSEMBLEA DEL COMITATO

 

Sabato 1° aprile 2017 - ore 15,30 - ASSEMBLEA

presso il CENTRO DI INIZIATIVA PROLETARIA “G. TAGARELLI”

Via Magenta 88 Sesto San Giovanni

 

O.d.G.:

1)     Bilancio delle attività del Comitato e resoconto delle iniziative fatte.

2)    .Informazione sulle cause penali che stanno andando a sentenza (contro i dirigenti Breda) e  quella iniziata contro il Teatro La Scala e il Comune di Milano.

3)     Corteo il 29 aprile in ricordo dei morti per amianto e dello sfruttamento

4)     Varie.

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio 

 

 

 

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mar

28

mar

2017

Ciao Sandro

Il compagno Sandro Artioli ci ha lasciato ieri pomeriggio.

 

Il funerale avverrà mercoledì 29 marzo, alle ore 14.45, nella Chiesa di Santa Francesca Romana (zona Porta Venezia).

 

Con profondo dolore abbiamo ricevuto la brutta notizia della morte del nostro compagno e amico Sandro Artioli, ex  operaio della Breda Termomeccanica/Ansaldo di Milano, avvenuta ieri 27 marzo all’età di 75 anni

 

Sandro era un prete ma aveva scelto di fare l’operaio, e da operaio ha vissuto. Sanguigno, senza peli sulla lingua, sempre pronto a battersi contro le ingiustizie, sempre presente nelle lotte a fianco degli strati più bassi dei lavoratori, è stato un punto di riferimento in fabbrica e nel territorio per tanti operai.

 

Con lui abbiamo organizzato le prime lotte per il riconoscimento delle malattie professionali causate dall’amianto. Perché anche lui era stato esposto a questo cancerogeno e ne portava i segni nei polmoni. Così come portava i segni del grave infortunio subito negli ultimi anni in fabbrica. Ma Sandro non si è mai lasciato abbattere: ad ogni caduta, ad ogni sconfitta, “ci si rimbocca le maniche e si riparte”, diceva.  Questo è uno degli insegnamenti che ci lascia.

 

Con lui se ne va un altro pezzo di noi, della nostra storia.

 

Ciao Sandro, con tanta stima e affetto. I tuoi compagni.

 

Sesto San Giovanni, 28 marzo 2017

 

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

 

 

Milano, 28 marzo 2017

 

 

e-mail: cip.mi@tiscali.it       

 

web:   http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com

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dom

26

mar

2017

1° APRILE 2017 ASSEMBLEA DEL COMITATO

Bollettino n. 79 – marzo 2017

 

Sabato 1° aprile 2017 - ore 15,30 - ASSEMBLEA

presso il CENTRO DI INIZIATIVA PROLETARIA “G. TAGARELLI”

Via Magenta 88 Sesto San Giovanni

 

O.d.G.:

1)     Bilancio delle attività del Comitato e resoconto delle iniziative fatte.

2)    .Informazione sulle cause penali che stanno andando a sentenza (contro i dirigenti Breda) e  quella iniziata contro il Teatro La Scala e il Comune di Milano.

3)     Corteo il 29 aprile in ricordo dei morti per amianto e dello sfruttamento

 

4)     Varie.

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sab

25

mar

2017

SOLIDARIETA' OPERAIA

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ven

17

mar

2017

BREDA/ANSALDO: IL PM CHIEDE CONDANNE

 

Morti per amianto alla BredaTermomeccanica /Ansaldo

Il PM chiede condanne dai 2 ai 4 anni e 11mesi per 8 manager

 

Al termine della sua requisitoria durata tre udienze, il PM Nicola Balice - davanti al giudice dott. Simone Luerti della 9° Sezione Penale del Tribunale di Milano ha formulato la richiesta di condanna contro 8 dirigenti della BredaTermomeccanica/Ansaldo/Finmeccanica di Milano, imputati della morte per amianto di 12 lavoratori.

 

Il PM ha chiesto la reclusione di 4 anni e 11 mesi per Leonardi Sebastiano, 4 anni e sei mesi per Cenzato Lorenzo, 4 anni per Clavarino Giò Batta e Gambardella Giovanni, 3 anni e otto mesi per Bracco Giuseppe, Fabiani Fabiano e Massone Giorgio, 2 anni per Schmid Enrico

 

In questa causa Breda/Ansaldo/Finmeccanica hanno già risarcito i famigliari che si erano costitute facendogli uscire dal processo.

 

Dopo il PM hanno preso la parola, i legali delle parti civili. Primo a parlare l’avv. dell’INAIL che con un breve intervento di pochi minuti, ha chiesto come risarcimento per le spese sostenute per curare i lavoratori malati, poi deceduti, 1 milione 661mila euro e una provvisionale di 830mila euro.

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sab

04

mar

2017

SESTOWEEK SUL PROCESSO BREDA/ANSALDO

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lun

27

feb

2017

AMIANTO: MORTI DI "PROGRESSO"

Presentazione del libro di Michele Michelino e Daniela Trollio

“Amianto: Morti di progresso” Ed. Del Faro, Trento 2016

venerdì 3 marzo | ore 20.30 - 22.30

sala Gandhi via Garibaldi,13 Torino

 


Assieme agli autori, interverranno:

  • Sergio Bonetto, avvocato
  • Armando Vanotto della Associazione Italiana Contro Amianto – AICA
  • Luigi Cecchetti del Centro Iniziative per Verità e Giustizia – CIVG

Modera Enzo Ferrara, Ecoistituto – Centro Studi Sereno Regis e Medicina Democratica

Il volume racconta – come recita la copertina – “La lotta per la difesa della salute nelle fabbriche e nel territorio attraverso le testimonianze degli operai, i documenti e gli atti processuali del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio”.

Ripercorrere le testimonianze, le storie e gli atti processuali permette, anche a un lettore non familiarizzato con le devastazioni prodotte dalla lavorazione dell’amianto, di prendere coscienza di quanti danni siano stati prodotti con feroce indifferenza a esseri umani impegnati nell’esercizio di un diritto primario: quello del lavoro. Solo grazie a decenni di lotte, il lavoro aveva conquistato una titolarità nel quadro della giustizia sociale: i lavoratori e le loro organizzazioni, avevano conquistato fra gli altri il diritto alla tutela della salute nei luoghi di lavoro, ma avevano anche edificato una cultura e un’etica che aveva fatto del lavoro, il fondamento stesso della democrazia. Ora Il capitalismo iperliberista, per l’arricchimento smisurato di un pugno di padroni con la complicità della politica, mette in discussione e distrugge il patrimonio di diritto edificato dalla classe operaia (da Moni Ovadia, Il Manifesto, 22/9/2016).

A cura di: Centro Studi Sereno Regis, Centro Iniziative per Verità e Giustizia, Medicina Democratica, Associazione Italiana Contro Amianto – AICA

 

 Per informazioni: Centro Studi Sereno Regis: 011532824 | Enzo Ferrara: 3398555744 enzoferrara@serenoregis.org

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gio

23

feb

2017

CENTRALE EX ENEL DI TURBIGO

AMIANTO – UNA NUOVA SENTENZA ASSOLUTORIA DELLA V SEZIONE PENALE  DELLA CORTE D’APPELLO DI MILANO

Dopo 40 minuti di Camera di Consiglio, la Corte d’Appello di Milano, Sez. V Penale, ha emanato una nuova sentenza assolutoria, confermando la pronuncia di primo di grado emessa dalla V Sez. Penale del Tribunale di Milano. Come in un altro caso (sentenza Franco Tosi) le parti civili sono state condannate al pagamento delle spese processuali. Di segno opposto è la sentenza Fibronit emessa dal Tribunale di Pavia il 10 Febbraio 2017 che ha condannato i vertici della società di Broni, nonostante l’assoluzione di altri due imputati della stessa azienda avvenuta sempre ad opera della stessa V Sezione Penale della Corte d’Appello di Milano.

Parliamo degli imputati della ex ENEL di Turbigo, la grande centrale termica che produce elettricità. In essa è stato dimostrato che veniva impiegata una grande quantità di amianto. Da qui 8 lavoratori morti per una gravissima malattia: il mesotelioma pleurico (speranza di vita media: un anno!), malattia tipica dell’esposizione all’amianto. Non esistono sostanzialmente altre cause possibili.

Medicina Democratica e l’Ass. italiana esposti amianto (AIEA) hanno seguito il processo facendo un grande e puntuale lavoro di ricerca scientifica e giuridica, insieme ad alcuni dipendenti ENEL e con il contributo di esperti quali il dott. Luigi Mara, l’ing. Bruno Thieme avendo come difensore l’avvocato Laura Mara.

Si pensi che i lavoratori della Centrale si sono impegnati negli anni anche con la Regione Lombardia ed hanno ottenuto una delibera per sottoporre gli ex esposti all’amianto a sorveglianza sanitaria. Sono stati i primi con i loro famigliari a usufruire di questo servizio (counceling, visite specialistiche gratuite e periodiche). L’AIEA è stata particolarmente colpita perché fra i deceduti era presente uno dei suoi fondatori, Oscar Misin. I suoi famigliari molto tristi e delusi hanno ascoltato la sentenza piangendo: ancora una volta ingiustizia è stata fatta. Non possiamo che attendere il responso della Corte di Cassazione che non sarà a breve termine. Allo stato, prendiamo atto ancora una volta che questa pronuncia si pone in netto contrasto con la giurisprudenza di legittimità, che in casi analoghi ha confermato la responsabilità delle aziende e dei loro dirigenti che avevano esposto colposamente i lavoratori all’amianto.

Ciò che ci stupisce e ci fa pensare sono le sentenze di assoluzione pressoché uguali della V sezione del Tribunale e della Corte d’Appello di Milano che, contro l’evidenza scientifica e giuridica, continuano a negare le responsabilità di coloro che avevano l’obbligo di proteggere la salute dei propri dipendenti. Domani saremo in una sala del Senato della Repubblica (Santa Maria in Aquiro- Piazza Capranica 72) e lì segnaleremo con forza la singolare presa di posizione dei giudici milanesi.

Fulvio Aurora

(responsabile delle vertenze giuridiche di Medicina Democratica)

21 febbraio 2017

 

 

 

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sab

18

feb

2017

AMIANTO ALLA BREDA/ANSALDO - MILANO

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gio

16

feb

2017

MORTI PER AMIANTO ALLA BREDA/ANSALDO

Dal quotidiano IL GIORNO

Amianto, "i manager della Breda sapevano e se ne sono infischiati"

La requisitoria del pm al processo per la morte di una decina di operai alla Breda di Sesto San Giovanni

di RAFFAELLA FOLETTI

 

Sesto San Giovanni (Milano), 16 febbraio 2017 - La Breda Termomeccanica - Ansaldo "se n'è infischiata fino al 1985» delle norme sull'amianto e i suoi ex manager «sapevano di mettere a rischio i lavoratori". È uno dei passaggi della requisitoria di oggi del pm di Milano Nicola Balice, davanti ai giudici della nona sezione penale, nel processo a carico di otto ex amministratori dell'azienda (altri due ex membri del cda sono nel frattempo deceduti) accusati di omicidio colposo per la morte di una decina di operai causata, secondo l'accusa, dall'esposizione all'amianto nello stabilimento milanese di viale Sarca tra gli anni '70 e il 1985.

I giudici hanno rinviato l'udienza al 1 marzo, giorno in cui si concluderà la requisitoria con le richieste del pubblico ministero e, dopo le arringhe delle difese, potrebbe arrivare la sentenza. Presenti in aula oggi anche una decina di operai, tra cui Michele Michelino, ex operaio della Breda Ansaldo e portavoce del Comitato per la Difesa della salute nei luoghi di lavoro.

Per il rappresentante della pubblica accusa non ci sono dubbi. Quelle morti, ha ricostruito il magistrato, state tutte provocate da mesiotelioma pleurico o tumori polmonari, patologie a loro volta causate dalla presenza di amianto all'interno dello stabilimento: "Oltre il 70% dei manufatti della fabbrica conteneva amianto. Gli operai lavoravano in un ambiente scarsamente ventilato ed è pacifico che siano stati esposti all'amianto". 

La maggior parte di loro sono poi stati colpiti da mesiotelioma pleurico, "patologia - l'ha definita il magistrato - sentinella d'amianto". Secondo la letteratura medico scientifica, citata dal pm Balice nel corso del suo intervento in aula, 80 volte su 100 il mesiotelioma pleurico è causato dalla prolungata esposizione alle fibre di amianto e soltanto nel 20% dei casi è dovuto ad altri fattori. Ma alla Breda Termomeccanica di Sesto San Giovanni "il nesso causale tra patologia ed esposizione alle fibre di amianto è ampiamente provato".

Sul banco degli imputati ci sono 9 componenti del consiglio di amministrazione e un ex direttore di produzione della fabbrica, tutti in carica nel periodo compreso tra il 1973 e il 1985. "All'epoca - ha sottolineato ancora il magistrato - i pericoli provocati dall'amianto erano ampiamente noti". E la Breda Termomeccanica era "un grande gruppo industriale, non stiamo parlando di un piccolo imprenditore". Ma responsabili dello stabilimento di Sesto "se ne sono infischiati" della normativa vigente all'epoca sul rischio amianto. Hanno comunque messo a rischio la vita delle tute blu e "sapevano" di farlo. Il pm Balice terminerà la sua requisitoria nell'udienza del 1 marzo: quel giorno arriveranno le eventuali richieste di condanna.

 

 

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mer

15

feb

2017

RICORDO DI DANIELA CAVALLOTTI A UN MESE DALLA SCOMPARSA

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dom

12

feb

2017

dal settimanale Sestoweek

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lun

06

feb

2017

9 febbraio presentazione del ddl omicidio sul lavoro

Il 9 febbraio alle ore 13,30 in occasione della conferenza stampa a Palazzo Madama di presentazione del ddl sull'omicidio sul lavoro (sen. Giovanni Barozzino e sen. Felice Casson il cui estensore è l'avv. Edoardo Bortolotto (foro di Vicenza).

Si presenterà anche il supplemento di MD che contiene gli atti del convegno che si è tenuto al Senato della Repubblica il 23 settembre 2016 dal titolo: " I Procedimenti penali per i tumori professionali: giustizia o ingiustizia?" .

Pubblichiamo per conoscenza l’intervento del nostro Comitato invitato come relatore al convegno presente nel supplemento.

 

Al lavoro è peggio che in guerra.

 

L’Italia è il paese che, subito dopo l’incendio che uccise 7 lavoratori bruciati vivi nel 2007, ha visto gli industriali applaudire i dirigenti assassini della ThissenKrupp.

 

Pochi giorni fa (il 14 settembre) un operaio egiziano di 53 anni padre di 5 figli, che stava partecipando a un picchetto all'esterno di un'azienda di logistica a Piacenza, è stato assassinato, travolto e ucciso dall'autista di un TIR. Un assassinio premeditato che, da quanto riferiscono testimoni, è avvenuto su istigazione di un dirigente della logistica, che incitava l’autista ad avanzare nonostante il picchetto. Ennesima dimostrazione di una giustizia padronale, di classe, che protegge i diritti dei carnefici e assassini a scapito delle vittime, non a caso l’assassino - dopo una notte in questura a Piacenza - è stato prontamente rimesso in libertà: è indagato a piede libero per omicidio “stradale”

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lun

30

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2017

STRAGE DI VIAREGGIO

 Martedì 31 gennaio sentenza del processo sulla strage ferroviaria di Viareggio (32 morti).

      Il nostro Comitato sarà presente solidale insieme ai familiari delle Vittime a questo importante appuntamento, dalle ore 09.30 al Tribunale di Lucca, allestito nell'aula del Polo fieristico, località Sorbano, per attendere insieme il pronunciamento del Collegio giudicante. La solidarietà di classe e umana, a fianco di tutte le vittime del profitto e dello sfruttamento capitalista, oltre che un principio è la nostra forza. Siamo al fianco dei famigliari delle vittime di Viareggio, e di chi combatte ogni giorno nel mondo per ottenere giustizia. Non possiamo accettare che il profitto venga prima della salute e della vita umana. Contro un sistema che distrugge l’uomo e la natura ORA E SEMPRE RESISTENZA.

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

 

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dom

29

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2017

SI SMONTANO LE ACCUSE CONTRO ALDO MILANI

Aldo Milani è libero!!! Crolla il teorema accusatorio della procura contro il SiCobas

Osservatorio REPRESSIONE - Radio Onda d’Urto

·        gennaio 28, 2017

 

Il giudice di Modena ha ritenuto Aldo Milani estraneo ai fatti a lui imputati, disponendo per lui la scarcerazione e il solo obbligo di dimora nel comune di Milano. Diversa la posizione di Danilo Piccinini, personaggio che – anche secondo il tribunale – nulla ha a che fare con il sindacato Si Cobas, per cui sono stati disposti gli arresti domiciliari con il divieto di comunicare con l’esterno.

«Aldo è fuori!», annuncia con emozione Marina Prosperi, «lo stiamo andando a prendere!». All’uscita dal carcere di Modena, poco dopo le 16, Milani sarà quasi soffocato dalla festosa accoglienza di chi lo ha sostenuto con lo sciopero e il presidio. «Mi hanno tirato un tranello – sono le prime parole del 63enne milanese – una persona s’era presentata dicendo che aveva collegamenti alla Levoni…»

 

Dunque Aldo Milanicoordinatore nazionale del SiCobas, arrestato per estorsione assieme a un personaggio estraneo al sindacato di base, torna a casa con decisione della gip di Modena Eleonora De Marco, sebbene con obbligo di dimora in Lombardia e l’obbligo di firma. L’altro va ai domiciliari sotto scorta. Nell’udienza preliminare si è avvalso della facoltà di non rispondere, a differenza di Milani che ha ribattuto punto per punto. Daniele Piccinini, questo il nome dell’uomo, è legato a una delle cooperative che forniscono manodopera all’azienda dei fratelli Levoni. Il suo ruolo nella vicenda è ancora oscuro ma già dalle prime ore dopo l’arresto, il SiCobas aveva smentito la sua appartenenza al sindacato e s’era chiesto che cosa ci stesse a fare al tavolo della complessa trattativa.

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COMUNICATO ASSOCIAZIONI E COMITATO

AMIANTO: QUESTI PROCESSI NON SAN DA FARE!

Sembrerebbe lo slogan della Quinta sezione penale del Tribunale di Milano. Per la verità nel giro di pochi giorni sono arrivate due sentenze di assoluzione da  parte di questa Corte d'Appello, ambedue per amianto: la prima riguardava la Fibronit di Broni , la seconda -  quella di oggi -  si riferiva ai 27 morti della Pirelli di Milano, i cui imputati sono stati mandati assolti per non aver commesso il fatto.


Eppure il Tribunale di Torino in due processi analoghi contro i vertici Pirelli ha emesso sentenza di condanna, confermata dalla Corte d'Appello di Torino, in relazione ai medesimi reati. 

 

Perché' queste differenze? Perché la Cassazione, nella gran parti dei casi, ha confermato le condanne inflitte dalle Corti di merito? Perché invece anche in primo grado la quinta sezione del Tribunale di Milano assolve? Perché la Suprema Corte di Cassazione ha affermato e riaffermato nel tempo solidi principi giuridici - (in punto di anti-scientificità della trigger dose, di antigiuridicità dei TLV, di affermazione della teoria multistadio nei casi di mesotelioma come la più autorevole e accredita nella comunità scientifica, di prevenibilità e prevedibilità dell’evento, di accelerazione della latenza, di posizioni di garanzia dei componenti del CDA quali effettivi datori di lavoro sui quali gravava, anche in caso di delega, un dovere di vigilanza e di intervento sostitutivo non demandabile a nessuno, di piena conoscenza da parte del mondo industriale italiano della cancerogenicità dell’amianto quanto meno a partire dal 1964, anno in cui si celebrò la Conferenza di New York) - che vengono sistematicamente disattesi dalla Corte d’Appello di Milano?

 

E' una posizione giuridica o è una posizione politica?

Pensiamo opportuno chiederlo al Consiglio Superiore della Magistratura.

Ma intanto parliamo dei morti per amianto; morti prematuri, morti con grandi sofferenze. Grande dolore di famigliari ed amici. Morti due volte per mancata giustizia.  Veramente inaccettabile.

 

Lo renderemo noto anche alla Commissione del Senato  per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali che il 29 novembre p.v. ha invitato le associazioni alla presentazione della bozza di Testo Unico delle leggi sull'amianto (Senato della Repubblica, Palazzo Giustiniani – Sala Zuccari ore 9,30).

 

Sarà una legge che aiuterà a fare giustizia? Toglierà la prescrizione per i reati contro la salute e sicurezza sul lavoro? promuoverà un piano per l'eliminazione totale dell'amianto? Renderà semplice e automatico il riconoscimento delle malattie professionali e delle esposizioni all'amianto? Sottoporrà gli ex esposti a sorveglianza sanitaria? Aiuterà le vittime e i loro famigliari a denunciare e ne sosterrà le spese?

BASTA AMIANTO E GIUSTIZIA PER LE VITTIME

 

COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO, ASSOCIAZIONE ITALIANA ESPOSTI AMIANTO, MEDICINA DEMOCRATICA

 

Milano, 24 novembre 2016

 

 

AMIANTO PIRELLI. PER I MORTI NESSUNA GIUSTIZIA

Amianto:Comitato vittime,morta giustizia

Presidente Michelino critica la sentenza di assoluzione

 (ANSA) - MILANO, 24 NOV - "La giustizia che assolve gli assassini significa la morte dei Tribunali, significa che sui luoghi di lavoro c'è licenza di uccidere e impunità". Lo ha detto Michele Michelino, presidente del Comitato per la difesa della Salute nei luoghi di lavoro (parte civile), commentando la sentenza con cui oggi, ribaltando il verdetto di primo grado, la Corte d'Appello di Milano ha assolto 11 ex manager della Pirelli imputati per omicidio colposo in relazione alla morte di una ventina di operai per forme tumorali, secondo l'accusa, causate dall'esposizione all'amianto.
    "Non si può accettare che si continui a morire sui luoghi di lavoro, siamo arrabbiati e non ci arrendiamo", ha spiegato Michelino con a fianco Silvestro Capelli, esponente del comitato e ex operaio che, come ha spiegato, ha lavorato "per 17 anni in un'altra fabbrica, la Breda a Milano, e poi mi sono ammalato".
 

ANCORA UN'INGIUSTIZIA

161124 COMUNICATO PIRELLI b.pdf
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ROMA: II° ASSEMBLEA NAZIONALE AMIANTO

ULTIMI VIDEO E FOTO

Pubblichiamo nella sezione archivio le motivazioni della sentenza di condanna dei dirigenti Pirelli nel processo di 1° grado decisa dal Tribunale di Milano - Giudice Martorelli per i lavoratori morti d'amianto. (gennaio 2016).

Video del corteo contro l'amianto e i morti sul lavoro- 18 aprile 2015 a Sesto san Giovanni.

Servizio TG RAI sulla protesta per l'assoluzione dei dirigenti Enel.

Assemblea del Comitato del 31 gennaio 2015.

Corteo contro i morti per amianto e lo sfruttamento del 26 aprile 2014

Marzo 2014. Video - intervista al Comitato di Altraeconomia sulla responsabilità dei dirigenti per le morti operaie per amianto e sul processo contro i dirigenti Pirelli in corso a Milano

FOTO DEL CORTEO A LUCCA IN SOLIDARIETA' ALLE VITTIME DELLA STRAGE DI VIAREGGIO.

video e foto della manifestazione a Roma l'8 ottobre 2013 alla Camera dei Deputati delle associazioni e comitati contro l'amianto

Video della presentazione de "La fabbrica del panico" con gli operai della Breda Fucine, l'autore del romanzo Stefano Valenti, Guido Viale e Michele Michelino  

nella sezione video riportiamo immagini della protesta contro l'Inail del 15 maggio 2013 e l'incontro fra la nostra delegazione e quella dell'Inail

Intervista del nostro Comitato a Sky tg24 del 21 novembre 2012

Pubblichiamo nella sezione "Leggi" (in alto sulla pagina)

 

 

il Decreto interministeriale sul Fondo per le Vittime dell'amianto del 13 gennaio 2011

 

News

Foto del corteo del 27 aprile 2013 a Sesto San Giovanni contro l'amianto e lo sfruttamento.

Nuove foto e video del presido operaio contro l'Inail del 16/01/2013

Nella sezione video immagini della conferenza stampa sull'amianto nel palazzo Comunale di via Larga a Milano e servizio di RAI 3 del 2 aprile 2012

nella sezione stampa, nuovi articoli sul processo Pirelli a Milano

Nella sezione foto, nuove fotografie del presidio al Tribunale di Trento del 12 dicembre 2011 e nella sezione video le immagini.

Nella sezione foto immagini dell'assemblea dell'8 ottobre 2011.

 

 Nella sezione foto, nuove immagini delle iniziative fatte nel mese di agosto 2011.

Nella sezione foto, immagini della conferenza stampa del 15 giugno 2011 a Bassano del Grappa (Vi)

NELLA SEZIONE FOTO IMMAGINI DELLA FIACCOLATA A L'AQUILA DEL 6 APRILE 2011

Nella finestra stampa ci sono nuovi articoli apparsi sui giornali.

 

Nella sezione foto ci sono le ultime e tante altre.

Nella finestra Archivio, ci sono le ultime sentenze di importanza Nazionale

Nella sezione video potete trovare i filmati della II Conferenza Nazionale sull'Amianto del 6-7-8 novembre 2009 a Torino.

Nella sezione libri trovate i nostri testi