Tutti sapevano e nessuno ha parlato.

Lo sapevano i sindacati.

Lo sapeva la direzione dell'azienda.

Lo sapeva l'assessorato alla sanità.

Lo sapevano tutti, e non gli operai ...

 

 

Visitate il sito del:

Centro di Iniziativa Proletaria

G. Tagarelli

sab

16

nov

2019

AMIANTO TEATRO ALLA SCALA -MILANO

Da ZONANOVE novembre 2019. GIORNALE DI NIGUARDA – CA’ GRANDA – BICOCCA – PRATO CENTENARO – ISOLA. (MI) 32.000 COPIE DISTRIBUITE..

 

CONTINUA IL PROCESSO PER I MORTI PER AMIANTO AL TEATRO ALLA SCALA DI MILANO. Il 20 novembre 2019 ci sarà una nuova udienza del processo per i morti d’amianto.
Il giudice nell’udienza del 16 ottobre ha cancellato tutte le udienze previste per dicembre per la mancanza di aule giudiziarie e per il sovraccarico dei giudici sotto organico. Il ritardo come sempre avvantaggia solo i dirigenti del Teatro imputati e accusati di omicidio colposo per la morte di 10 lavoratori che avrebbero respirato le fibre killer al Piermarini, prima delle bonifiche dei locali, ma non ferma prescrizione che corre con il rischio di lasciare imputi gli assassini.

Nelle ultime udienze sono stati ascoltati come testimoni i lavoratori del teatro.
I loro racconti sono stati concordi nel riferire le condizioni concrete del lavoro, che prevedevano l’uso di attrezzature costituite da amianto (in particolare il sipario e le coperte antincendio) o che lo contenevano in modo significativo.

L’amianto era diffuso anche nella struttura del teatro, e le bonifiche sono avvenute in fasi successive all’entrata in vigore della legge che proibiva l’uso dell’amianto, come la volta della platea avvenuta nel 2010.
Dalle testimonianze è emerso un dato sconcertante: per anni i lavoratori sono stati esposti all’amianto, senza avere le dovute informazioni sui rischi e senza i dovuti dispositivi di protezione, sia personali che ambientali. Quando nel 1991 il grande sipario ignifugo (detto “pattona”) si ruppe precipitando rovinosamente, i lavoratori furono costretti a un intervento di emergenza a mani nude. Le testimonianze dei lavoratori e famigliari delle vittime stanno facendo emergere gravi responsabilità penali a carico della Direzione del Teatro.

Nell’udienza del 16 ottobre hanno testimoniato Debora Caterina e Alessandro Asta, figli di Demetrio Asta, attrezzista, macchinista e siparista del Teatro alla Scala, morto nel 2015 di asbestosi, malattia polmonare tipica dell'esposizione all'amianto.
Hanno raccontato del padre che era “addetto all'apertura del sipario in velluto” sempre impregnato di polvere". E ancora: "Da quando è stata diagnosticata la malattia a papà, che all'epoca aveva 63 anni, la sua qualità della vita è peggiorata notevolmente, con continui ricoveri in ospedale".

Rilevante anche la testimonianza in aula anche di Marcello Menegatti, figlio della corista lirica Luciana Patelli, morta nel 2013 di mesotelioma pleurico. "Quando tornava a casa, si lamentava del fatto che sul palco, soprattutto nei pressi della cosiddetta 'pattona' (una parte del sipario) c'era moltissima polvere".

Dal processo sta emergendo un quadro preoccupante, dove per anni i lavoratori sono stati esposti all’amianto, senza avere le dovute informazioni sui rischi e senza dispositivi di protezione, sia personali sia ambientali. Dalle testimonianze si è evidenziato come l’amianto era diffuso anche nella struttura del teatro e che le bonifiche sono avvenute in fasi successive all'entrata in vigore della legge che proibiva l'uso dell'amianto.

 

Michele Michelino (michele.mi@inwind.it)

mar

05

nov

2019

ILVA TARANTO. IL PROFITTO PRIMA DELLA SALUTE

 

Ex Ilva Taranto, ArcelorMittal il profitto prima della salute dei lavoratori e dei cittadini.

 

 

Dopo aver espulso dalla fabbrica migliaia di lavoratori e spremuto come limoni quelli in produzione agevolati dallo scudo penale, cioè l’impunità penale per i padroni e dirigenti responsabili per infortuni e morti sul lavoro che sono successi nel frattempo, concesso dal governo Renzi e da tutti i governi succeduti fino ad oggi, la società ha annunciato di voler recedere dal contratto se viene meno questa immunità.

 

Ora tutti i politici, sindacalisti, istituzioni finora complici del disastro ambientale, sociale, sanitario, del massacro lento degli operai e della popolazione si stracciano le vesti e si prostrano davanti ai padroni del colosso mondiale dell’acciaio cercando soluzioni favorevoli ad ArcelorMittal.

 

Per loro il profitto vale più della salute e della vita umana, fregandosene della salute dei lavatori. ILVA come tutte le industrie inquinanti vanno bonificate.

 

Non si può lavorare e morire per arrochire il padrone di turno. La salute viene prima dei bilanci aziendali o dello stato. A CONDIZIONE DÌ MORTENIENTE LAVORO. CHIUDERE LE FONTI INQUINANTI PER METTERLE IN SICUREZZA CON GLI OPERAI A SALARIO INTERO.

 

lun

04

nov

2019

AMIANTO: CONDANNATA LA PIRELLI

dom

03

nov

2019

PILLOLE DI STORIA OPERAIA. 13 APRILE 2019 – TARANTO. CONVEGNO "SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO E DI VITA"

mer

30

ott

2019

BOLLETTINO DEL COMITATO

Sabato 9 novembre 2019 - ore 15,30 - ASSEMBLEA

presso il CENTRO DI INIZIATIVA PROLETARIA “G. TAGARELLI”

Via Magenta 88 Sesto San Giovanni

 

O.d.G.:

1)     Bilancio e resoconto delle attività del Comitato, informazione sulle prossime iniziative e sulle cause penali

2)     Informazioni sul contenzioso legale contro il Comune di Sesto San Giovanni rispetto alla sede.

3)     Manifestazione contro morti sul lavoro e malattie professionali. Iniziativa a Torino il 7 dicembre, anniversario della morte dei 7 operai  bruciati vivi alla Thyssenkrupp.

4)    Varie. 

 

Segue bollettino. 

 

 

 

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sab

26

ott

2019

IL COMITATO AL CORTEO DEL 25 OTTOBRE A MILANO

mer

23

ott

2019

MORTE DI UN BIMBO

 

In morte di un bimbo.

 

A Milano, ieri, è morto Leonardo, un bimbo di quasi 6 anni. Era caduto venerdì mattina dal secondo piano delle scale della sua scuola elementare, mentre la bidella del piano accompagnava in bagno altri due bambini.

Negli articoli dei giornali ricorre nuovamente una parola che di solito la stampa usa per i morti sul lavoro: fatalità.
La fatalità non c’entra proprio niente: questo è il risultato di anni e anni di privatizzazioni, di tagli alle scuole pubbliche e della pioggia di milioni dati invece alle scuole private. Ma chi vogliono prendere in giro?

Nelle scuole pubbliche, soprattutto nelle elementari dove i bimbi cominciano il loro cammino per diventare “grandi”, il disastro è sotto gli occhi di tutti: strutture fatiscenti che si allagano, come ieri, per le piogge, controsoffitti che cadono e, soprattutto un affollamento assurdo. Classi da 25 o 30 bambini, a cui maestri (due per classe se si è fortunati) mal pagati o precari dovrebbero insegnare e che dovrebbero sorvegliare (come non ce lo dicono, provateci voi), taglio del personale ATA (bidelli) ecc. 

Ora qualcuno verrà indagato per “mancata custodia” e qualcun altro dovrebbe invece dirci come si possono “ben” custodire i bambini in questa situazione. 

E’ orribile – e nauseante - dover ripetere, per la morte di un bimbo che poteva essere nostro figlio o nostro nipote, quello che ripetiamo per le migliaia di morti sul lavoro: questo sistema, il capitalismo, è morte.
E’ morte un sistema che per il profitto spazza via ogni condizione di sicurezza e ci priva così, in particolare in questo caso, anche del nostro futuro.
 

 

Daniela Trollio 

Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli”
Via Magenta 88, Sesto San Giovanni

 

 

 

mar

22

ott

2019

CORTEO CONTRO I MORTI SUL LAVORO

CORTEO Venerdì 25 ottobre 2019 - Ore 9,30 Largo Cairoli, Milano CONTRO I MORTI SUL LAVORO e di MALATTIE PROFESSIONALI, CONTRO LA PRECARIETA’ E LO SFRUTTAMENTO, per il SALARIO E LA DEMOCRAZIA . Il nostro Comitato con lo striscione e i cartelli contro i morti sul lavoro sarà presente in uno spezzone del corteo con altri lavoratori per porre all’attenzione pubblica il problema della sicurezza sul lavoro la continua strage di operai e lavoratori. I MORTI SUL LAVORO SONO ORMAI DIVENTATI UNA STRAGE INARRESTABILE.

Ogni giorno andare al lavoro è peggio che in guerra. Dal nord al sud il bollettino di guerra riporta il numero dei morti e dei feriti operai massacrati per il profitto, fra l’indignazione, la rabbia di alcuni e l’indifferenza di molti. I padroni e i governi, considerano normale che dei lavoratori ogni giorno muoiano per il profitto. Nell’ultimo decennio sono stati registrati più di 17.000 lavoratori morti sul luogo di lavoro. Numeri impressionanti, drammatici; più morti sul lavoro che in una guerra. Nella crisi sono diminuiti i lavoratori occupati, ma i morti sul lavoro aumentano. 

 I dati INAIL (sottostimati perché non tengono conto dei lavoratori senza contratto, in nero) nel 2018 registrano 1.133 vittime, 104 morti in più del 2017.

Una strage di lavoratori di quasi 100 persone al mese, e sono in aumento anche le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 59.585 (+2,5%). Solo per amianto in Italia ogni anno perdono la vita più di 4000 persone.

Dall’inizio dell’anno a oggi 21 ottobre 2019 sono già 1178 i lavoratori morti (compresi i morti sulle strade e in itinere).

Per questo il nostro Comitato parteciperà con il suo striscione “PER RICORDARE TUTTI I LAVORATORI UCCISI IN NOME DEL PROFITTO” al Corteo delle lavoratrici e dei lavoratori in sciopero venerdì 25 ottobre 2019 alle ORE 9,30/10,00 da Largo Cairoli a Milano CONTRO I MORTI SUL LAVORO, CONTRO LA PRECARIETA’ E LO SFRUTTAMENTO, PER IL SALARIO E LA DEMOCRAZIA.
L’unità delle lotte dei lavoratori, dei disoccupati, dei pensionati e di tutti gli sfruttati si rafforza anche tramite questa importante mobilitazione nazionale. ROMPIAMO IL SILENZIO: BASTA MORTI SUL LAVORO. Invitiamo tutti gli associati del Comitato e gli amici a partecipare con noi al CORTEO Venerdì 25 ottobre 2019 - Ore 9,30 da Largo Cairoli Milano. L’UNITA’ E’ LA NOSTRA FORZA.

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio,

 

 


 


 


 


 


 


 

 

 

lun

14

ott

2019

MORTI SUL LAVORO: UNA STRAGE INARRESTABILE

MORTI SUL LAVORO UNA STRAGE INARRESTABILE.

Al lavoro peggio che in guerra.

Michele Michelino (*)

Ogni giorno dal nord al sud il bollettino di guerra riporta il numero dei morti e dei feriti operai massacrati per il profitto, fra l’indignazione, la rabbia di alcuni e l’indifferenza di molti. Il potere borghese, i capitalisti, considerano normale che un certo numero di lavoratori ogni giorno muoia per il profitto e ritengono questi omicidi effetti collaterali della guerra di classe che conducono contro gli sfruttati.

La realtà dimostra che la contraddizione fra capitale e lavoro si manifesta in tutta la sua brutalità nello sfruttamento e nell’aumento continuo dei morti sul lavoro e nell’indifferenza delle istituzioni.

 

Nell’ultimo decennio sono stati registrati più di 17.000 lavoratori morti sul luogo di lavoro. Numeri impressionanti, drammatici; più morti sul lavoro che in una guerra.

 

Gli incidenti sul lavoro in Italia hanno fatto più morti fra i lavoratori che fra i soldati della coalizione occidentale della 2° guerra del Golfo. L’Eurispes ha calcolato che dall’aprile 2003 all’aprile 2007 i militari della coalizione imperialista che hanno perso la vita sono stati 3.520, mentre dal 2003 al 2006 in Italia i morti sul lavoro sono stati ben 5.252 e l’età media di chi perde la vita è intorno ai 37 anni.

 

Nella crisi si riducono i posti di lavoro e se i lavoratori occupati diminuiscono, i morti sul lavoro aumentano. I dati INAIL (sottostimati perché non tengono conto dei lavoratori senza contratto, in nero) nel 2018 registrano 1.133 vittime, 104 morti in più del 2017.

Una strage di lavoratori di quasi 100 persone al mese, e sono in aumento anche le patologie di origine professionale denunciate, che sono state 59.585 (+2,5%). 

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sab

12

ott

2019

INCIDENTE FERROVIARIO DI PIOLTELLO

Incidente di Pioltello, indagato l’ex direttore di Agenzia per la sicurezza ferroviaria: “Non ci fu alcun controllo sulla tratta”

 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/10/10/incidente-di-pioltello-indagato-lex-direttore-di-agenzia-per-la-sicurezza-ferroviaria-non-ci-fu-alcun-controllo-sulla-tratta/5508644/

Sotto inchiesta Amedeo Gargiulo, che nel momento dell'incidente era a capo dell'Ansf: l'accusa nei suoi confronti è di disastro ferroviario colposo. Iscritto nel registro degli indagati anche il suo vice di allora, nonché caposettore. La procura di Milano chiuderà l'inchiesta nei prossimi giorni: indagati anche due manager e 7 tra dipendenti e tecnici di Rete ferroviaria italiana, oltre a due manager di Trenord

di F. Q. | 10 OTTOBRE 2019

 

L’indagine della procura di Milano sull’incidente ferroviario di Pioltelloin cui il 25 gennaio 2018 morirono 3 persone, colpisce l’allora direttore dell’Agenzia nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie, Amedeo Gargiulo, sostituito 6 mesi dopo il deragliamento.

 

L’accusa nei suoi confronti è di disastro ferroviario colposo e sotto inchiesta risulta anche il suo vice di allora, nonché caposettore. Per i magistrati milanesi, stando a quanto riporta l’Ansa, l’Ansf non avrebbe effettuatoalcun controllo nella tratta. Così si spiegherebbe l’iscrizione di Gargiulo nel registro degli indagati. Per l’incidente – nel quale, oltre alla morte di Pierangela Tadini, Ida Maddalena Milanesi e Alessandra Pirri, rimasero ferite 50 persone – sono sotto inchiesta anche dirigenti e tecnici di Rete ferroviaria italiana e Trenord.:

 

 Le indagini dei pubblici ministeri Maura Ripamonti e Leonardo Lesti, coordinati dall’aggiunto Tiziana Siciliano, puntano sulla manutenzione di un giunto tra due sezioni di rotaia che avrebbe ceduto al passaggio del treno causando il deragliamentoDanneggiato da tempo, nelle settimane precedenti era stato in qualche modo ‘tamponato’ con l’inserimento di una traversina di legno per evitare che ‘battesse’ direttamente sul pietrisco sottostante e si rompesse prima della manutenzione che era stata già programmata. Nella relazione tecnica di parte, si parla di “un danneggiamento ciclico irreversibile generato da condizioni di insufficiente manutenzione”.

 

Nel fascicolo, con al centro i reati di disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni colpose, sono indagati anche, come era già noto, 2 manager e 7 tra dipendenti e tecnici di Rete ferroviaria italiana e 2 manager di Trenord.

 

Secondo la relazione finale dei consulenti tecnici nominati dai pm, depositata lo scorso marzo, il disastro ferroviario di Pioltello è stato causato dallo “spezzone di rotaia” di 23 centimetri che “si è fratturato”, nel cosiddetto ‘punto zero’.

 

L’assenza dei controlli ultrasonori, scrivevano ancora, non ha consentito di monitorare la “progressione irreversibile del danneggiamento del giunto” in cattive condizioni, anzi ci sono stati “ritardi” nella “sostituzione” proprio di quest’ultimo.

La causa del deragliamento, infatti, fu “la sopraelevazione della ruota destra” del terzo vagone del convoglio dovuta alla “interposizione dello spezzone di rotaia”, quello da 23 centimetri che si staccò, “tra il binario di corsa e la ruota stessa”.

 

E la mancata “istruzione delle richieste di sostituzione” del giunto nel ‘punto zero’ – il cui problema era noto da almeno 11 mesi – “secondo quanto le procedure Rfi imponevano” e i “ritardi nella programmazione delle attività di sostituzione” ha permesso “all’irreversibile ammaloramento del giunto di procedere fino al cedimento finale”. L’inchiesta è ormai prossima alla chiusura: gli avvisi di conclusione delle indagini dovrebbero partite dalla procura nei prossimi giorni.

 

 

 

 

gio

03

ott

2019

ANCORA UNA VOLTA INGIUSTIZIA E' FATTA

ANCORA UNA VOLTA INGIUSTIZIA E' FATTA. Decine di morti per amianto e nessun colpevole. Depositate le motivazioni con cui la Corte d'Appello di Milano lo scorso 24 giugno aveva confermato le assoluzioni per gli ex manager FIAT, Alfa Romeo e Lancia. Il PM aveva chiesto pene fino 8 anni di reclusione, per i giudici esistono dubbi che l'amianto abbia ucciso, quindi NESSUN COLPEVOLE egli assassini continuano a restare impuniti. Bisogna organizzarci per farla finita con questo sistema economico, politico, giuridico e queste istruzioni che continua concedere la licenza di uccidere per il profitto.

Nella foto IL GIORNO di oggi 3 ottobre 2019


gio

26

set

2019

LE ASSOCIAZIONI DELLE VITTIME DELL’AMIANTO IN PIAZZA PER LA DIFESA DELL’AMBIENTE

LE ASSOCIAZIONI DELLE VITTIME DELL’AMIANTO IN PIAZZA PER LA DIFESA DELL’AMBIENTE

Le vittime dell’amianto a fianco dei giovani, studenti, operai, lavoratori e pensionati che il 27 settembre manifestano con scioperi e cortei in tutto il mondo in difesa dell’ambiente. Il Comitato Amianto Lombardia parteciperà allo sciopero e ai cortei da Largo Cairoli alle 9,30 alle 18,00.

La ricerca del massimo profitto, lo sfruttamento degli esseri umani e della natura, il non rispetto della salute in fabbrica, sui luoghi di lavoro e nel territorio hanno ucciso prima i lavoratori - che nei processi di produzione lavoravano o usavano l’amianto e altre sostanze cancerogene - e poi i loro famigliari e i cittadini.

Le sostanze inquinanti, uscendo dai luoghi di lavoro, hanno poi avvelenato il territorio.

Il “progresso” ha provocato guerre di rapina delle nazioni ricche, imperialiste, contro i paesi più poveri rubando le loro risorse.

Il modello di sviluppo capitalista - con la distruzione di foreste, montagne, laghi, mari e oceani, gli scioglimenti dei ghiacciai, la desertificazione di interi continenti dovuto all’accumulazione - sta distruggendo il pianeta e spinge milioni esseri umani, affamati dalle sue politiche economiche, all’emigrazione.

Noi vittime dell’amianto abbiamo vissuto direttamente e viviamo insieme alle nostre famiglie sulla nostra pelle le conseguenze di questo modo di produzione, che non esita a mandare a morte milioni di persone,risparmiando anche pochi centesimi sulla sicurezza per il profitto.

Il principale nemico dell’umanità responsabile dell’inquinamento, del cambiamento climatico, della fame, della miseria crescente è il capitalismo, un sistema che considera normale che - per il guadagno di pochi - miliardi di persone muoiano di stenti.

Solo in Italia questo modello di “sviluppo” causa ed è responsabile di più di mille morti sul lavoro e di decine di miglia di morti per malattie professionali (più di 4000mila persone ogni anno vengono uccise dall’amianto, 120.000 nel mondo). Un sistema economico, politico sociale e legislativo che riconosce come unico diritto quello della ricerca del massimo profitto, subordinandovi tutti gli altri diritti previsti dalla Costituzione (al lavoro, alla salute, alla scuola, giustizia ecc), che considera normale che degli esseri umani siano sfruttati e muoiano per il profitto, è un sistema barbaro e inumano.

Le stragi, i morti sul lavoro e di lavoro, i crimini ambientali, i morti del profitto sono crimini contro l’umanità e come tale andrebbero perseguiti senza prescrizioni o impunità.

Il capitalismo, le multinazionali e le grandi potenze imperialiste, sostenuti dagli stati, con il suo sistema di accumulazione che fa del profitto lo scopo della sua produzione, il motore della sua esistenza a discapito degli esseri umani e della natura, sono i responsabili della lenta morte del pianeta e dei suoi abitanti, allo stesso modo dei morti d’amianto e dello sfruttamento. La lotta per difendere il clima è prima di tutto lotta contro il capitalismo, per il rischio zero nei luoghi di lavoro, di vita e nel territorio, per cambiare questo modo di produzione. Tocca ai lavoratori in prima

persona, alle associazioni delle vittime, mobilitarsi nei luoghi di lavoro per migliorare le condizioni di vita.

Se davvero vogliamo salvare il pianeta, e gli esseri viventi che ci vivono, dobbiamo lottare contro questo sistema di distruzione e di morte. Non esiste, né mai esisterà,  un capitalismo “buono o verde”.

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

 

Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli”

                                                                                    Sesto San Giovanni, 26 settembre 2019

 

e-mail: cip.mi@tiscali.it                        web:   http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com

ven

20

set

2019

FRAMMENTI DI STORIA OPERAIA

IL FORTINO DEI CASSINTEGRATI
All’interno di Cascina Novella occupata dai cassaintegrati nel 1994 nasce il “Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel territorio”. Con la legge 223 del 1991, che legittimava i licenziamenti attraverso la cassa integrazione a zero ore e la mobilità, alla fine del 1994 i disoccupati in Italia raggiunsero il numero di tre milioni e seicentomila; i lavoratori in cassa integrazione arrivarono a seicentomila. La forte ondata di cassa integrazione, preludio della chiusura di tutte le grandi fabbriche di Sesto San Giovanni che sarebbe avvenuta nell’arco di una decina d’anni, colpì massicciamente la classe operaia sestese. Espulsi dalle fabbriche, abbandonati da tutti - a cominciare dal sindacato - gli operai della Breda e quelli della Magneti Marelli, con una forte presenza di donne operaie (la Magneti era sempre stata caratterizzata dalla presenza di mano d’opera prevalentemente femminile) si organizzarono facendosi promotori del “Coordinamento Cassintegrati Milanese”, unendo a sé nella lotta altri lavoratori che vivevano la stessa condizione economico-sociale.
Dopo aver chiesto – inutilmente – prima al sindacato e poi a varie istituzioni un luogo dove riunirsi, il 23 aprile del 1994 il gruppo di cassintegrati delle fabbriche “storiche” di Sesto San Giovanni (Breda, Magneti Marelli, Ansaldo, Oerlikon) occupa una vecchia cascina abbandonata, situata in viale Marelli 225, nel cuore del Quartiere 3 Isola del Bosco, territorio su cui sorgevano anche gli stabilimenti Breda.
Con questa azione noi operai, sfruttati per anni in nome del profitto e poi espulsi dal ciclo produttivo in quanto “esuberi”, riacquistavamo una dimensione collettiva, vivendo il nostro problema non più a livello individuale ma come problema sociale.

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gio

12

set

2019

ANCHE OGGI QUATTRO OPERAI SONO MORTI

ANCHE OGGI QUATTRO OPERAI SONO MORTI IN UNA AZIENDA AGRICOLA DEL PAVESE.

IL PROFITTO VIENE PRIMA DELLA VITA UMANA.

 

Quattro operai sono annegati oggi in una vasca di liquami di un'azienda agricola di Arena Po, in provincia di Pavia.

Uno di essi è caduto in una fossa di liquami e gli altri tre compagni di lavoro, probabilmente, sono morti nel tentativo di salvarlo. Non ci hanno pensato neanche un secondo, non hanno esitato ad andare in suo soccorso pur senza  avere a disposizione alcun dispositivo di protezione.

 

La vita degli operai per i padroni non vale niente; per ottenere il massimo profitto risparmiano anche i pochi euro necessari a fornire misure di protezione individuali e collettive, mandandoli consapevolmente a morte certa. Il peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita, il ricatto occupazionale, la mancanza di un’organizzazione politica e sindacale di classe, proletaria, lascia i lavoratori alla completamente alla mercé dei padroni. Per i capitalisti gli operai e i lavoratori sono solo merce-forza lavoro, carne da macello e ci sono tanti disoccupati pronti a prendere il loro posto per lavorare in cambio di un tozzo di pane.

Per i padroni gli investimenti devono essere produttivi, ciò che non rende profitto è capitale morto.

Muoia dunque l’operaio purché si valorizzi il capitale!

 

E che dire di governo e istituzioni, che si professano al servizio di tutti i cittadini? Anche per loro, di destra o di presunta “sinistra”, i problemi sono altri, gli operai e i lavoratori non esistono. Meritano solo qualche lacrima di coccodrillo.

 

Per i proletari, per i quattro operai che non hanno esitato a dare la loro vita nel disperato tentativo di salvare un compagno, i valori morali, sociali e gli interessi di classe e umani sono altri. Quando non si ha proprietà dei mezzi di produzione da difendere, quando si è costretti a vendere quotidianamente le proprie braccia per vivere, quando la solidarietà con i propri compagni diventa l’unica possibilità di difendersi dallo sfruttamento, ci si può anche gettare in una fossa piena di veleni per allungare un braccio al proprio compagno di sventura.

 

Purtroppo anche oggi come ogni giorno sui posti di lavoro, gli operai e i lavoratori muoiono per il profitto, 4 lavoratori vengono assassinati e-  a parte gli onori della cronaca per un giorno perché sono morti tutti insieme - e le lacrime di coccodrillo del capo dello stato, del governo e di Confindustria (complici di questa mattanza) per loro restano solo il dolore e i drammi delle famiglie che piangeranno i loro morti nell’oblio, in attesa di una giustizia che non arriverà mai.

Nel sistema capitalista, tutte le istituzioni, compresi i sindacati che “rappresentano i lavoratori” che considerano legittimo e legale lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, l’umanità si distingue per il valore della pelle:  ci sono quelle pregiate e quelle che non valgono nulla se non una protesta formale.

D’altra parte ogni giorno ci sono decine di morti sul lavoro e per malattie professionali, migliaia gli operai e i lavoratori che ogni anno vengono assassinati sul posto di lavoro e scioperare per ciascuno significherebbe far perdere ai padroni decine di migliaia di ore di profitti. Dove andrebbe a finire la solidarietà nazionale per salvare i padroni dalla crisi?

 

La contraddizione fra capitale e lavoro fa morti, feriti e invalidi ogni giorno.

Oggi listiamo a lutto le nostre bandiere rosse per il sangue proletario versato. Ancora una volta il capitalismo dimostra che è morte per gli sfruttati.

BASTA LACRIME: ORGANIZZIAMO ASSEMBLEE NEI POSTI DÌ LAVORO E NEL TERRITORIO, SCENDIAMO IN PIAZZA IN OGNI LUOGO MANIFESTANDO LA NOSTRA OPPOZIONE.

LAVORIAMO PER ORGANIZZARE UNA ASSEMBLEA NAZIONALE OPERAIA E PROLETARIA E UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO IL SISTEMA DÌ SFRUTTAMENTO CAPITALISTA CHE UCCIDE GLI ESSERI UMANI E LA NATURA.

ONORE AI QUATTRO FRATELLI DÌ CLASSE MORTI E SOLIDARIETA ALLE LORO FAMIGLIE .

 

 

Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli”

gio

12

set

2019

IL GIORNO di oggi 12 settembre 2019

ven

06

set

2019

AMIANTO ALLA SCALA: PARLANO GLI OPERAI

ven

06

set

2019

AMIANTO: MORTI DI "PROGRESSO", INTERVISTA AGLI AUTORI

 

AMIANTO: MORTI DI "PROGRESSO".

Intervista agli autori del libro da RADIO ARTICOLO 1

 

 

https://www.radioarticolo1.it/audio/2019/09/04/41752/amianto-morti-di-progresso

 

mar

03

set

2019

MORIRE DI SCUOLA, 39 VITTIME PER AMIANTO

Morire di scuola, 39 vittime per l’amianto: lo respirano 50 mila docenti, Ata, presidi e 350 mila alunni.


Di Alessandro Giuliani -

 

02/09/2019 - https://www.tecnicadellascuola.it 
Si parla da anni dell’amianto – sostanza micidiale che genera malattie mortali – da estirpare nelle strutture pubbliche, ad iniziare delle scuole. Poi, però, siccome si tratta di “bonifiche” molto onerose, che lo Stato non finanzia, tutto torna nel silenzio. Ciclicamente, il problema torna in auge. E l’inizio del nuovo anno scolastico è proprio uno di questi momenti.
Ancora 2.400 istituti lo contengono
A riproporre i numeri sull’amianto a scuola, è stato il Codacons, che è andato a rispolverare i dati resi pubblici, lo scorso maggio, dall’Osservatorio nazionale amianto (Ona) e dal Comitato nazionale italiano Fair play, ‘Sport e scuola, ambiente e sicurezza: via l’amianto’, che hanno realizzato un censimento sui materiali che contengono amianto, ben 2.400 istituti scolastici contengono amianto.
In quell’occasione, si rilevò che a frequentare le scuole con all’interno l’amianto sarebbero almeno 352.000 alunni, più 50.000 tra docenti, personale Ata e dirigenti scolastici.
Ed il fenomeno sarebbe peggiore di quello che si pensava: in Italia ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto: e le scuole sono tra gli edifici con maggiore presenza della sostanza killer, causa di “6.000 decessi ogni anno di mesotelioma (1.900), asbestosi (600), e tumori polmonari (3.600)”.
A scuola nulla è stato fatto?
L’associazione guidata da Carlo Rienzi, come se non bastasse, ha fatto sapere che il 46,8% degli edifici scolastici presenti sul territorio non possiede il certificato di collaudo statico, e il 53,8% non ha quello di agibilità o abitabilità, numeri che preoccupano ancor di più se consideriamo che nel 2018-2019 ogni tre giorni si sono registrati episodi di distacchi di intonaco e crolli all’interno di edifici scolastici.
Secondo l’associazione dei consumatori, “la mancanza di sicurezza delle scuole ha provocato, a partire dal 2001, 39 vittime: nonostante i piani annunciati a reti unificate dai vari governi, infatti, poco o nulla è stato fatto per garantire salute e sicurezza di studenti e personale scolastico”.
Codacons invierà una diffida ai dirigenti “faciloni” che riaprono le scuole
Il Codacons parla di “scandalo inaccettabile“, e fa sapere di essere è pronto ad inviare una diffida ai sindaci e ai dirigenti scolastici chiedendo di non aprire, in occasione del nuovo anno scolastico, gli istituti a rischio che possono rappresentare un pericolo per la sicurezza di studenti e docenti.
L’associazione ha inoltre pubblicato sul proprio sito un moduloattraverso il quale i genitori possono valutare il livello di sicurezza delle scuole frequentate dai propri figli e chiedere interventi urgenti per la riqualificazione degli edifici scolastici, ed in particolare attraverso la verifica su agibilità, collaudo statico, impianti elettrici, idraulici, verifica di vulnerabilità sismica, certificazione igienico-sanitaria, certificazione di conformità antincendio, ascensori, ecc., con i relativi rinnovi, coinvolgendo anche l’amministrazione comunale che – ai sensi dell’art. 3 c.1 della Ln. 23/1996 – è tenuta a essere garante della manutenzione ordinaria, straordinaria e impiantistica degli edifici adibiti a scuola.
Ben 40 milioni di tonnellate ancora presenti in Italia
Tornando all’amianto, la sostanza, messa al bando per legge 26 anni fa, è presente in modo ancora massiccio sul territorio italiano: dei 40 milioni di tonnellate di amianto presenti in Italia, si legge nella ricerca, ben “33 sono in matrice compatta e 7 friabile, in un milione di siti, di cui 50.000 industriali e 40 di interesse nazionale (di questi, 10 solo per amianto, da Fibronit di Broni e di Bari a Eternit di Casale Monferrato)”.
Tra l’altro, i dati sarebbero in sensibile difetto, perché nonostante le Regioni abbiano l’obbligo di trasmettere, entro il 30 giugno di ogni anno, al ministero della Salute i dati sulla presenza di amianto, questa comunicazione spesso non si realizza.
In alcune regioni, la situazione, a livello scolastico, è da allarme. Nel Lazio sono presenti ancora qualcosa come “64 tonnellate di amianto compatto e 150 chilogrammi di amianto friabile”, per le Marche di “amianto friabile in 89 istituti scolastici e di ricerca e in 24 impianti sportivi”, per la Sardegna “in 395, di cui 72 bonificati e 323 ancora da bonificare”.
Anche secondo Legambiente, come riportato di recente dalla Tecnica della Scuola, l’amianto si trova nel 10% degli edifici scolastici: una percentuale non molto distante da quella pubblicata a seguito dello studio.
Dove è “nascosto” l’amianto
La Tecnica della Scuola ha in passato spiegato quali che i principali prodotti contenenti amianto nelle scuole:
ricoprimenti a spruzzo e rivestimenti isolanti: fino all’85% di amianto (prevalentemente amosite spruzzata) e elevato potenziale di rilascio fibre;
• rivestimenti isolanti di tubazioni o caldaie: in tele, filtri, imbottiture in genere il contenuto di amianto è al 100%. Per altri rivestimenti in miscela al 6-10% con silicati di calcio. Elevato potenziale di rilascio fibre se i rivestimenti non sono ricoperti con strato sigillante uniforme e intatto;
• prodotti in amianto-cemento (coperture, tramezzi, cassoni dell’acqua, canne fumarie): 10-15% di amianto (crisotilo e anfiboli). Rilascio possibile solo se abrasi, segati o deteriorati;
• pavimenti vinilici: 10-15% di amianto crisotilo. In questo caso il rilascio di fibre è improbabile.
La presenza anche in altri “siti”
La scuola non è l’unica struttura pubblica dove è ancora presente l’amianto: la sostanza killer è situata anche in “1.000 biblioteche ed edifici culturali; 250 ospedali, 300.000 chilometri di tubature, che diventano 500.000 compresi gli allacciamenti”.
Pure negli “impianti sportivi, realizzati prima dell’entrata in vigore del divieto di utilizzo di amianto (1 aprile 1993), presentano materiali in amianto e contenenti amianto e necessitano quindi di bonifica”.
I casi di tumore da amianto
Di recente, è stato accertato che l’amianto è la causa principale del mesotelioma, un tumore maligno che colpisce il rivestimento di alcuni organi interni, in questo caso i polmoni (l’80% dei mesoteliomi è causato dall’amianto), guadagnandosi un posto nella lista 1 di IARC, quella che comprende i cancerogeni certi per l’uomo.

gio

29

ago

2019

MIRACOLI DEL CAPITALISMO

Miracoli del capitalismo
OPERAI SCHIACCIATI E TERRITORI DEVASTATI, UNA CRONACA DAL VENETO
“Avere a che fare con le macchine comporta sempre un certo rischio, perché la carne è carne, e le macchine, a volte, sembra che partano da sole … Le macchine in generale, ma le presse specialmente. Difficile che passi un anno senza che, sul “Giornale di Vicenza”, non ci sia almeno un articolo in cronaca che descrive come un operaio, più o meno esperto, addetto a una pressa, più o meno grande, sia rimasto inspiegabilmente schiacciato appunto sotto la pressa che stava pulendo, non senza prima averla opportunamente messa in sicurezza, ovvero disattivata, senza contare che, per attivarla, sempre così l’articolo, bisognava sempre premere non uno, ma due pulsanti contemporaneamente; eppure eccetera; e visto che non credo che le presse vicentine siano più maledette delle altre, presumo sia così più o meno ovunque, in Italia e anche fuori d’Italia. Personalmente, forse anche per la mia esperienza, delle macchine in generale, e delle presse in particolare, non mi sono mai fidato. Mi ci sono infilato sotto solo una volta, e una volta mi è bastata. Bruttissima esperienza. Stesi su una piastra d’acciaio, con sopra un’altra piastra d’acciaio, cioè dentro una macchina che è fatta apposta per schiacciarti non appena si presenti l’occasione, ci si sente esattamente così: una buona occasione.” 
E’ questa la testimonianza di un lavoratore divenuto scrittore, il vicentino Vitaliano 

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mar

13

ago

2019

SOLIDARIETA' OPERAIA

Venerdì 16 agosto ore 18.00, nella zona delle darsene, via Menini di fronte allo Stadio dei pini a Viareggio incontro con gli ex operai del Pignone di Massa e l'avvocata Cervia.


La Cassazione ha respinto il loro ricorso sull'amianto come danno morale. Le spese legali ammontano a 95mila € (oltre 4mila € per ogni singolo operaio).


Partecipano il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio di Sesto San Giovanni (Mi) e l'associazione Art.1-Camping Cig di Piombino (Li)


Ore 21.30 interventi di operai dal palco prima del concerto
L'utile della serata verrà destinato alla sottoscrizione per le spese legali.

sab

10

ago

2019

IL GIORNO, GIOVEDI 8 AGOSTO

ven

02

ago

2019

ITALIA PAESE DELLE STRAGI IMPUNITE

 

L’Italia è il paese delle stragi di stato e fasciste.

Oggi rendiamo onore ai morti della strage di Bologna e solidarietà ai loro famigliari. Il 2 agosto del 1980 alle 10,25 esplose una bomba nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna. L’esplosione investì il treno in sosta al binario uno tunnel sotto i binari e fece crollare l’ala sud-ovest della stazione, causando 85 morti e più di 200 feriti, il più alto numero di vittime in un attentato nella storia del Paese e come sempre dopo l a strage di Piazza Fontana (1969), e quella del treno Italicus (1974). Nel paese delle stragi di stato e industriali, molti documenti compromettenti per lo stato sono stati fatti sparire o nascosti in qualche cassetto o in qualche armadio.

 

Una delle stragi che si compie ogni giorno tuttora impunità è quella che riguardo i morti sul lavoro e di malattie professionali. Lo stato considera “normale che miglia di lavoratori ogni anno vengano assassinati per il profitto e la “giustizia” dei padroni lascia impuniti i colpevoli di questi reati.

 

Un esempio è quello delle stragi industriali, dell’amianto, che continua e continuerà ad uccidere ogni giorno, a mietere vittime se non si bonifica il territorio. 

Per anni i padroni, industriali e manager senza scrupoli, pur di risparmiare pochi centesimi e aumentare i profitti, non hanno esitato a far lavorare gli operai senza adeguate misure di sicurezza, non rispettando le misure minime di prevenzione e protezione individuali e collettive necessarie nelle lavorazione della fibra d'amianto.

Insieme ai lavoratori, migliaia di cittadini sono morti per mesotelioma, tumori polmonari, asbestosi e altre patologie dell’amianto, uomini e donne “colpevoli” di aver respirato la fibra killer senza nessuna protezione.

Una società civile non può accettare che padroni e manager rimangano impuniti e continuino ad arricchirsi sfruttando, avvelenando e inquinando il territorio, i lavoratori e i cittadini. 

 

 La sicurezza nelle fabbriche, nei territori e in tutti i luoghi di lavoro, obiettivo che perseguono con la mobilitazione e lotte le associazioni e i comitati da anni finora inascoltati, va fatta rispettare con sanzioni adeguate che servano a scoraggiare chi non la rispetta.

Questo sistema economico, politico, giudiziario basato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, concede l’impunità e la licenza di uccidere a chi ha soldi per comprarsela. Lo Stato italiano complice di tutte le stragi è complice di questa mattanza operaia.

 

Per le vittime al danno si aggiunge la beffa. Da anni i comitati e le associazioni si battono contro la prescrizione e l’immunità per gli assassini.

 

Anche oggi sentiremo belle parole di rappresentanti del governo alla commemorazione dei morti della strage di Bologna, tanto le parole non costano nulla. Noi in ogni caso non dimentichiamo che i governi che si sono avvicendati in Italia sono responsabili di avere coperto molte stragi fasciste e di stato e nei fatti continuano a mantenere il segreto su queste stragi.

 

 

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio
Mail:  cip.mi@tiscali.it                                                               
Web: 
http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com

 

 

 

 

 

lun

29

lug

2019

PILLOLE DI STORIA OPERAIA: BREDA

PILLOLE DI STORIA OPERAIA. Dal libro “Operai, carne da macello”. https://www.resistenze.org/…/…/di/sc/mdsc5f29/mdsc5f2901.htm
1. La condizione di vita e di lavoro in fabbrica
La Breda Fucine di Sesto San Giovanni negli anni ‘80 era una fabbrica parastatale del gruppo Efim (che aveva in tutta Italia 37.000 dipendenti), di proprietà del Ministero del Tesoro.
A Sesto San Giovanni gli stabilimenti del Gruppo Breda erano ubicati su una vasta area a cavallo fra Sesto e Milano, e una strada interna all’area delimitava il confine – oltre che delle due città - tra gli stabilimenti. Negli anni ‘60 ci lavoravano quasi 20.000 lavoratori che, per effetto delle varie ristrutturazioni del decennio 1970/1980, diminuirono a meno della metà.
La Breda Fucine contava 1.265 dipendenti, cui andavano aggiunti alcune centinaia di lavoratori delle imprese e dell’indotto.
Come tutte le industrie metalmeccaniche e siderurgiche dove si svolgevano lavorazioni a caldo, utilizzava con grande abbondanza l’amianto, considerato allora il più economico ed il migliore termodispersore al mondo.
La pericolosità per la salute dei lavoratori era comunque già conosciuta, da industriali, medici, legislatori, fin dal 1935.
Questo minerale era utilizzato nelle lavorazioni dell’acciaio sotto forma di coperte, cuscini, e usato come dispositivo di protezione individuale e collettivo dagli operai, nei guanti, parastinchi, grembiuli, paratie e divisori per ripararsi dalle schegge di acciaio incandescente. Nelle lavorazioni a caldo l’amianto serviva per mantenere costante la temperatura dell’acciaio che - prima di essere messo nei forni e portato alla temperatura di1000/1200 gradi, lavorato e saldato - doveva essere preriscaldato con fiamme libere (grossi cannelli con fiamma a metano) poste sotto i bancali dei pezzi. Per evitare dispersioni di calore e il pericolo di rotture dell’acciaio, i pezzi venivano ricoperti o “protetti” con l’amianto, messi in grosse buche con pareti e tetti d’amianto per impedire che un brusco raffreddamento potesse causare rotture dei manufatti.
Con la privatizzazione dell’azienda, avvenuta nel dicembre 1989, la Breda Fucine fu divisa e smembrata in tre unità distinte e, di conseguenza, anche i lavoratori vennero dislocati nelle tre nuove fabbriche: la Nuova Breda Fucine, la Breda Energia e la Breda Techint Macchine. La divisione in tre fabbriche corrispondeva grosso modo alle lavorazioni che si effettuavano nei tre più grandi reparti in cui era divisa la fabbrica originaria.
Per tutto un periodo, gli spazi che dividevano gli operai - spogliatoi, mensa, portinerie – continuarono ad essere comuni, e l’infermeria - con relativa ambulanza privata situata nel “vialone Breda”, all’altezza del n. 336 di viale Sarca 336 (Mi) - era in comune anche con l’Ansaldo.

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gio

18

lug

2019

PROCESSO MORTI SCALA: IL GIUDICE LIMITA LE TESTIMONIANZE DEI LAVORATORI

Amianto: giudice in Aula, no a domande su 'ufo' o 'area 51'

 

Processo morti Scala. "Non far parlare testimoni a ruota libera"

 

17 Luglio , 14:52
(ANSA) - MILANO, 17 LUG - C'è stata un'accesa discussione questa mattina in aula tra il giudice, il pubblico ministero e i legali di parte civile questa mattina in aula a Milano, durante la testimonianza di un lavoratore del Teatro alla Scala, nel processo con al centro la morte di una decina di persone che avrebbero respirato, secondo l'accusa, fibre di amianto al Piermarini prima delle bonifiche dei locali.

 

Durante l'esame di Roberto D'Ambrosio, elettricista e dipendente del teatro dal 2000, nonché rappresentante sindacale del Comitato ambiente e salute del Cub, il giudice della nona sezione penale del Tribunale, Mariolina Panasiti ha invitato, in modo acceso il pm Maurizio Ascione e gli avvocati di parte civile a fare domande precise al testimone affinché "non parli a ruota libera".

Secondo il giudice, che più di una volta ha ripreso sia il pm che il teste, invitando quest'ultimo a essere più preciso nelle sue dichiarazioni, ha detto che non si può parlare di "amianto e polveri in modo vago in un'aula di giustizia".

E ancora: "Se chiediamo ai testimoni di parlare di ufo o dell'area 51 (l'area sperimentale militare negli Stati Uniti, ndr), poi le parti civili non dovrebbero lamentarsi che le udienze vanno troppo in là. E' inutile poi dire che un reato si è prescritto". E ancora: "Non abbiamo aule, non amiamo assistenti, non si può fare parlare i testimoni a ruota libera". (ANSA).

 

 

gio

18

lug

2019

UDIENZA MORTI AMIANTO TEATRO SCALA MILANO

Ieri  Mercoledì 17 luglio dalle 9,30 alle 17.30 al Palazzo di Giustizia di Milano si è tenuta l'udienza in cui sono stati sentiti come testimoni  i lavoratori della Scala .

 

Ricordiamo che il processo vuole accertare le responsabilità penali di quei dirigenti che non hanno prevenuto l'esposizione dei lavoratori all'amianto, causando quindi morti e malattie gravi. Ai nostri colleghi colpiti va sempre il nostro pensiero ed è per noi un dovere morale lottare per ottenere giustizia .

 

I testimoni hanno raccontato i fatti da loro vissuti in prima persona, con particolari che risultano agghiaccianti alla luce delle gravi conseguenze sulla salute di decine di lavoratoriCi riferiamo al sipario, manufatto di m 17x12, costituito di fibre di amianto friabile e quindi origine di dispersione di fibre ad ogni suo movimento.

Anche gli spettatori, per anni, ne hanno respirato le fibre. I testimoni oggi hanno raccontato come è stato "smontato"  nel 1992: con flessibili , senza protezioni, a mani nude. Elettricisti, vigili del fuoco e meccanici hanno usato per anni coperte di amianto friabile per evitare incendi provocati dal surriscaldamento dei proiettori di luce sulle scene.

 

Gli spettatori hanno appoggiato le braccia nei palchi  sulle coperte dove a fianco erano sistemati i proiettori roventi durante gli spettacoli.

 

Dalle testimonianze, è emerso un dato epidemiologico inconfutabile: in nessun teatro italiano si sono verificati tanti decessi e malattie asbestocorrelate come alla Scala di Milano.

 

Nonostante la giudice Panasiti abbia cercato  di ridimensionare le testimonianze  attenenti precisi fatti documentati dai lavoratori, gli avvocati di parte civile hanno difeso i testi dalle vili provocazioni delle controparti e le insinuazioni del giudice.

 

In complesso una positiva giornata  in cui è stata rafforzata e articolata l'accusa a carico degli imputati. Il processo riprenderà  con l'audizione di altri testimoni dell'accusa il 5 settembre 2019.

 

Saluti i portavoce del Comitato Ambiente Salute Teatro Scala

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

mer

17

lug

2019

AMIANTO TEATRO SCALA: UN MERCOLEDI' DA LEONI

Processo morti per amianto Scala : Un mercoledì da leoni.

 

Oggi mercoledì 17 luglio dalle 9,30 alle 17.00  nell'aula N piano terra del palazzo di giustizia  ci sarà l'udienza in cui verranno sentiti come testimoni  i lavoratori della Scala .

Gli avvocati della difesa cercheranno, come semprein tutti i modi e con tutti i mezzi, di metterli in difficoltà al fine di ottenere l'impunità verso chi aveva responsabilità per la morte di dieci colleghi deceduti  per le conseguenze di  anni di esposizione  all'amianto sul posto di lavoro .

A questi colleghi va sempre il nostro pensiero ed è per noi un dovere morale lottare per ottenere giustizia . Massimo sostegno ai testimoni  che con coraggio affrontano un processo dal così alto valore simbolico per il nostro paese.

Si invitano i soci del comitato,tutti gli scaligeri, amici e parenti  delle vittime  a presenziare all'udienza. L'ingresso del palazzo di giustizia è dal lato di via Freguglia.

 

 I portavoce del comitato ambiente salute del teatro Scala
Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

dom

07

lug

2019

IL GIORNO di sabato 6 luglio 2019

lun

01

lug

2019

INTERVENTO DEL COMITATO A VIAREGGIO

Assemblea Nazionale delle Associazioni e Comitati delle stragi

Per la difesa della vita, per la salute, la sicurezza, l’ambiente

Viareggio 29 giugno 2019

 

Alcune note dopo la sentenza d’Appello di condanna dei responsabili della strage ferroviaria di Viareggio (32 morti).

 

La sicurezza e la vita umana non si monetizzano.

 

Contributo di Michele Michelino (*) 

 

I morti sul lavoro, le malattie professionali e del profitto non sono mai una fatalità.

Gli infortuni sul lavoro, le malattie professionali, e le stragi del profitto sono sempre il risultato della mancanza di adeguate misure di sicurezza, che provocano condizioni di vita e di lavoro insicure in ambienti insalubri, a contatto con sostanze nocive e cancerogene, senza adeguate protezioni per i lavoratori che coinvolgono sempre più spesso anche la popolazione.

 

Secondo l’ILO (l’International Labour Office), ogni giorno muoiono nel mondo più di seimila persone per infortuni e malattie professionali, mentre le stragi provocati da disastri ambientali a tutt’oggi non sono conteggiate.

Le stragi di lavoratori morti per infortuni sul lavoro e malattie professionali sono sempre da bollettino di guerra, nonostante la diminuzione dei posti di lavoro dovuti alla crisi economica che dura dal 2008.

 

Le malattie professionali diluiscono semplicemente le morti nel tempo: per esposizione o contatto con sostanze nocive e cancerogene nel processo di produzione, l’ILO stima che ogni anno perdano la vita circa 438.000 lavoratori, cifra senz’altro in difetto rispetto alla realtà.

 

L’amianto, in particolare, è responsabile della morte di 100.000 persone l’anno (più di 4.000 nella sola Italia, 11 al giorno, uno ogni due ore).

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dom

30

giu

2019

LA NAZIONE DOMENICA 30 GIUGNO 2019

ven

14

giu

2019

AMIANTO ILVA, NESSUNA GIUSTIZIA PER LE VITTIME

ANCORA UNA VOLTA LA GIUSTIZIA DEI PADRONI E’ CONTRO LE VITTIME. ..E LA PRESCRIZIONE CHE LASCIA IMPUNITI GLI ASSASSINI SI AVVICINA

Comunicato stampa

Ci sarà mai giustizia per i morti di amianto all'ex ITALSIDER- ILVA di Taranto? Forte delusione di AIEA, parte civile nel processo, per la decisione di ieri della Suprema Corte di Cassazione di annullamento della sentenza di condanna e di rinvio alla Corte d'Appello di Lecce del procedimento contro gli ex dirigenti aziendali

“Esprimiamo la nostra profonda delusione e preoccupazione per la decisione di ieri della Corte Suprema di Cassazione di rinviare alla Corte d'Appello di Lecce, Sezione Distaccata di Taranto, il procedimento contro gli ex dirigenti ITALSIDER-ILVA di Taranto: ci aspettavamo una conferma delle condanne dei due ex dirigenti ritenuti responsabili della morte per mesotelioma di 11 lavoratori, per un atto di giustizia da troppo tempo attesa, ma che ci appare sempre più come una chimera inafferrabile”, è quanto ha dichiarato Maura Crudeli, presidente nazionale di AIEA, Associazione Nazionale Esposti Amianto, parte civile nl processo, presente all'udienza con Fulvio Aurora, responsabile nazionale vertenze giudiziarie AIEA, Sabina Contu, segretaria Nazionale, Valentino Gritta vicepresidente nazionale e l'avvocato di parte civile Stefano Palmisano.

 

In Cassazione, IV Sezione Penale, ieri sono arrivati in due, rispetto ai 27 imputati condannati in primo grado nel 2014 a ben 189 anni complessivi, perché ritenuti responsabili della morte di 31 lavoratori. Nello specifico si tratta di Sergio Noce, condannato a 2 anni e 4 mesi (9 anni e 6 mesi in primo grado) e Attilio Angelini a 2 anni (9 anni e 2 mesi in primo grado): l'accusa è di omicidio colposo e di omissione dolosa di cautele. C'era un terzo imputato, Giambattista Spallanzani, condannato in appello a 2 anni e 8 mesi (9 anni in primo grado), che nel frattempo è deceduto e su cui la Corte ha dichiarato il non luogo a procedere. 

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COMUNICATO ASSOCIAZIONI E COMITATO

AMIANTO: QUESTI PROCESSI NON SAN DA FARE!

Sembrerebbe lo slogan della Quinta sezione penale del Tribunale di Milano. Per la verità nel giro di pochi giorni sono arrivate due sentenze di assoluzione da  parte di questa Corte d'Appello, ambedue per amianto: la prima riguardava la Fibronit di Broni , la seconda -  quella di oggi -  si riferiva ai 27 morti della Pirelli di Milano, i cui imputati sono stati mandati assolti per non aver commesso il fatto.


Eppure il Tribunale di Torino in due processi analoghi contro i vertici Pirelli ha emesso sentenza di condanna, confermata dalla Corte d'Appello di Torino, in relazione ai medesimi reati. 

 

Perché' queste differenze? Perché la Cassazione, nella gran parti dei casi, ha confermato le condanne inflitte dalle Corti di merito? Perché invece anche in primo grado la quinta sezione del Tribunale di Milano assolve? Perché la Suprema Corte di Cassazione ha affermato e riaffermato nel tempo solidi principi giuridici - (in punto di anti-scientificità della trigger dose, di antigiuridicità dei TLV, di affermazione della teoria multistadio nei casi di mesotelioma come la più autorevole e accredita nella comunità scientifica, di prevenibilità e prevedibilità dell’evento, di accelerazione della latenza, di posizioni di garanzia dei componenti del CDA quali effettivi datori di lavoro sui quali gravava, anche in caso di delega, un dovere di vigilanza e di intervento sostitutivo non demandabile a nessuno, di piena conoscenza da parte del mondo industriale italiano della cancerogenicità dell’amianto quanto meno a partire dal 1964, anno in cui si celebrò la Conferenza di New York) - che vengono sistematicamente disattesi dalla Corte d’Appello di Milano?

 

E' una posizione giuridica o è una posizione politica?

Pensiamo opportuno chiederlo al Consiglio Superiore della Magistratura.

Ma intanto parliamo dei morti per amianto; morti prematuri, morti con grandi sofferenze. Grande dolore di famigliari ed amici. Morti due volte per mancata giustizia.  Veramente inaccettabile.

 

Lo renderemo noto anche alla Commissione del Senato  per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali che il 29 novembre p.v. ha invitato le associazioni alla presentazione della bozza di Testo Unico delle leggi sull'amianto (Senato della Repubblica, Palazzo Giustiniani – Sala Zuccari ore 9,30).

 

Sarà una legge che aiuterà a fare giustizia? Toglierà la prescrizione per i reati contro la salute e sicurezza sul lavoro? promuoverà un piano per l'eliminazione totale dell'amianto? Renderà semplice e automatico il riconoscimento delle malattie professionali e delle esposizioni all'amianto? Sottoporrà gli ex esposti a sorveglianza sanitaria? Aiuterà le vittime e i loro famigliari a denunciare e ne sosterrà le spese?

BASTA AMIANTO E GIUSTIZIA PER LE VITTIME

 

COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO, ASSOCIAZIONE ITALIANA ESPOSTI AMIANTO, MEDICINA DEMOCRATICA

 

Milano, 24 novembre 2016

 

 

AMIANTO PIRELLI. PER I MORTI NESSUNA GIUSTIZIA

Amianto:Comitato vittime,morta giustizia

Presidente Michelino critica la sentenza di assoluzione

 (ANSA) - MILANO, 24 NOV - "La giustizia che assolve gli assassini significa la morte dei Tribunali, significa che sui luoghi di lavoro c'è licenza di uccidere e impunità". Lo ha detto Michele Michelino, presidente del Comitato per la difesa della Salute nei luoghi di lavoro (parte civile), commentando la sentenza con cui oggi, ribaltando il verdetto di primo grado, la Corte d'Appello di Milano ha assolto 11 ex manager della Pirelli imputati per omicidio colposo in relazione alla morte di una ventina di operai per forme tumorali, secondo l'accusa, causate dall'esposizione all'amianto.
    "Non si può accettare che si continui a morire sui luoghi di lavoro, siamo arrabbiati e non ci arrendiamo", ha spiegato Michelino con a fianco Silvestro Capelli, esponente del comitato e ex operaio che, come ha spiegato, ha lavorato "per 17 anni in un'altra fabbrica, la Breda a Milano, e poi mi sono ammalato".
 

ANCORA UN'INGIUSTIZIA

161124 COMUNICATO PIRELLI b.pdf
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ROMA: II° ASSEMBLEA NAZIONALE AMIANTO

Nelle sezione Archivio - sentenze - pubblichiamo la sentenza di condanna del Tribunale di Milano - Sezione Lavoro contro la società Pirelli costretta a risarcire gli eredi.

Riportiamo le motivazioni della sentenza Pirelli bis, Milano, per morti amianto. (vedere sopra sezione archivio)

ULTIMI VIDEO E FOTO

Pubblichiamo nella sezione archivio le motivazioni della sentenza di condanna dei dirigenti Pirelli nel processo di 1° grado decisa dal Tribunale di Milano - Giudice Martorelli per i lavoratori morti d'amianto. (gennaio 2016).

Video del corteo contro l'amianto e i morti sul lavoro- 28 aprile 2018 a Sesto San Giovanni e articoli dei giornali nella sezione stampa in alto sulla pagina.

Servizio TG RAI sulla protesta per l'assoluzione dei dirigenti Enel.

Assemblea del Comitato del 31 gennaio 2015.

Corteo contro i morti per amianto e lo sfruttamento del 26 aprile 2014

Marzo 2014. Video - intervista al Comitato di Altraeconomia sulla responsabilità dei dirigenti per le morti operaie per amianto e sul processo contro i dirigenti Pirelli in corso a Milano

FOTO DEL CORTEO A LUCCA IN SOLIDARIETA' ALLE VITTIME DELLA STRAGE DI VIAREGGIO.

video e foto della manifestazione a Roma l'8 ottobre 2013 alla Camera dei Deputati delle associazioni e comitati contro l'amianto

Video della presentazione de "La fabbrica del panico" con gli operai della Breda Fucine, l'autore del romanzo Stefano Valenti, Guido Viale e Michele Michelino  

nella sezione video riportiamo immagini della protesta contro l'Inail del 15 maggio 2013 e l'incontro fra la nostra delegazione e quella dell'Inail

Intervista del nostro Comitato a Sky tg24 del 21 novembre 2012

Pubblichiamo nella sezione "Leggi" (in alto sulla pagina)

 

 

il Decreto interministeriale sul Fondo per le Vittime dell'amianto del 13 gennaio 2011

 

News

Foto del corteo del 27 aprile 2013 a Sesto San Giovanni contro l'amianto e lo sfruttamento.

Nuove foto e video del presido operaio contro l'Inail del 16/01/2013

Nella sezione video immagini della conferenza stampa sull'amianto nel palazzo Comunale di via Larga a Milano e servizio di RAI 3 del 2 aprile 2012

nella sezione stampa, nuovi articoli sul processo Pirelli a Milano

Nella sezione foto, nuove fotografie del presidio al Tribunale di Trento del 12 dicembre 2011 e nella sezione video le immagini.

Nella sezione foto immagini dell'assemblea dell'8 ottobre 2011.

 

 Nella sezione foto, nuove immagini delle iniziative fatte nel mese di agosto 2011.

Nella sezione foto, immagini della conferenza stampa del 15 giugno 2011 a Bassano del Grappa (Vi)

NELLA SEZIONE FOTO IMMAGINI DELLA FIACCOLATA A L'AQUILA DEL 6 APRILE 2011

Nella finestra stampa ci sono nuovi articoli apparsi sui giornali.

 

Nella sezione foto ci sono le ultime e tante altre.

Nella finestra Archivio, ci sono le ultime sentenze di importanza Nazionale

Nella sezione video potete trovare i filmati della II Conferenza Nazionale sull'Amianto del 6-7-8 novembre 2009 a Torino.

Nella sezione libri trovate i nostri testi