Tutti sapevano e nessuno ha parlato.

Lo sapevano i sindacati.

Lo sapeva la direzione dell'azienda.

Lo sapeva l'assessorato alla sanità.

Lo sapevano tutti, e non gli operai ...

 

 

Visitate il sito del:

Centro di Iniziativa Proletaria

G. Tagarelli

mar

26

set

2017

PRESENTAZIONE LIBRO SULLA STRAGE VIAREGGIO

 

 

Sabato 30 settembre

 

2017 – ore 16.30 

 

CENTRO DI INIZIATIVA PROLETARIA “G. TAGARELLI”

 

Via Magenta 88, Sesto San Giovanni

 

 

Presentazione del libro

 

 

 

 

VIAREGGIO, 29 GIUGNO 2009 “I bambini ci ricordano”

 

 

A gennaio 2017 è arrivata la sentenza del processo di primo grado per la strage ferroviaria che il 29 giugno 2009 costò la vita a 32 persone bruciate vive (molte nelle loro case). Se quel treno-cisterna deragliò in stazione e prese fuoco non fu soltanto per fatalità.

 

Lo hanno stabilito i giudici che hanno condannato 23 dei 33 imputati, tra cui anche Mauro Moretti, all'epoca amministratore delegato di Ferrovie dello Stato

 

Quegli 8 anni di lotta dei famigliari delle vittime, e delle persone e organizzazioni solidali nella lotta, per ottenere giustizia hanno raggiunto – con queste condanne - un primo risultato.

 

Una battaglia raccontata in un libro che raccoglie gli articoli pubblicati su “Lotta e Unità”, che le autrici ed alcuni familiari della strage ferroviaria di Viareggio presenteranno e discuteranno con le vittime dell’amianto e delle stragi del profitto.

 

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                              

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

lun

25

set

2017

MORTI PER AMIANTO ALLA SCALA DI MILANO: COMINCIA IL PROCESSO

 

MORTI PER AMIANTO ALLA SCALA DI MILANO: COMINCIA IL PROCESSO

 

Il nostro Comitato insieme con altre associazioni farà un presidio davanti al Tribunale dalle 10.00.

 

Domani 26 settembre, si apre la fase dibattimentale del processo contro 5 dirigenti del Teatro, accusati della morte di 10 lavoratori e saranno chiamati a testimoniare davanti al giudice Gloria Maria Gambitta i primi due testi del PM dott. Maurizio Ascione

 

Nella scorsa udienza dell’8 settembre la giudice ha sciolto le riserve sulla richiesta di ammissione delle parti civili.

 

 Il nostro Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, Medicina Democratica e l’Associazione Italiana Esposti amianto difesi dall’avvocata Laura Mara, sono stati ammessi come parti civili insieme con altre associazioni (il Comitato Ambiente e Salute del Teatro alla Scala, il sindacato CUB Informazione Spettacolo, la CGIL, L’ANMIL, INAIL e ATS (ex ASL) chiamando in causa anche i responsabili civili (Fondazione Teatro Scala e Centro Diagnostico Italiano) come richiesto dagli avvocati delle vittime e delle associazioni.

  

Anche se tutte le recenti sentenze del Tribunale di Milano hanno assolto i colpevoli di questa strage che continua a uccidere ex lavoratori e cittadini innocenti condannando chi chiede giustizia anche alle spese legali, noi non ci arrendiamo. Non abbiamo nessuna fiducia nello stato e nelle sue istituzioni, ma continuiamo la lotta, nei luoghi di lavoro, nel territorio e anche nelle istituzioni (compresa la magistratura) complici di questa mattanza per noi i nostri figli e nipoti e per salvaguardare la salute e la vita umana di tutti. Contro l’ingiustizia combattere e resistere non è solo un diritto, ma un dovere.

 

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

 

 

 

per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

  

mer

20

set

2017

SOLIDARIETA' OPERAIA

 

Gli operai dell’INNSE di Milano da mesi in lotta contro i licenziamenti e la cassa integrazione continuano il presidio davanti ai cancelli della fabbrica.

Stamattina hanno portato la loro solidarietà il direttore del Teatro della Cooperativa, l’attore e regista Renato Sarti , e il regista teatrale Marco di Stefano.

Il nostro Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio è al fianco degli operai dell’INNSE e di tutti quelli che lottano contro lo sfruttamento capitalista.

ORA E SEMPRE RESISTENZA

mer

13

set

2017

ZONA NOVE. GIORNALE DI NIGUARDA - MILANO - settembre 2017 - 32.000 copie distribuite

ven

08

set

2017

AMIANTO AL TEATRO LA SCALA DI MILANO

 

AMIANTO ALLA SCALA DI MILANO: IL NOSTRO COMITATO AMMESSO COME PARTE CIVILE 

 

Oggi 8 settembre al Palazzo di Giustizia si è tenuta l’udienza del processo Amianto al Teatro alla Scala che vede come imputati rinviati a giudizio 5 dirigenti del Teatro, accusati della morte di 10 lavoratori a causa dell’amianto.

 

Fra i deceduti a causa della fibra killer insieme agli operai, anche l’ex pianista e celebre direttore d’orchestra Edoardo Muller e una cantante, entrambi morti per mesotelioma pleurico. Il giudice Gloria Maria Gambitta all’inizio dell’udienza ha sciolto le riserve sulla richiesta di ammissione delle parti civili nel processo che si erano presentate nell’udienza del 31 maggio e ha letto l’ordinanza con cui ammetteva le parti civili. 

 

Il nostro Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, Medicina Democratica e l’Associazione Italiana Esposti amianto difesi dall’avvocata Laura Mara, sono stati ammessi come parti civili insieme con altre associazioni (il Comitato Ambiente e Salute del Teatro alla Scala, il sindacato CUB Informazione Spettacolo, la CGIL, INAIL e ATS (ex ASL).

 

Durante l’udienza sono stati formalizzati anche i responsabili civili (Fondazione Teatro Scala e Centro Diagnostico Italiano).

 

 Ora il processo dovrà accertare le responsabilità personali degli imputati. L’accusa formulata dal Pm Maurizio Ascione contro i dirigenti è di omicidio colposo plurimo. Secondo il Pm i dirigenti pur essendo a conoscenza della presenza dell’amianto nel Teatro e conoscendo la pericolosità mortale di queste fibre, non hanno protetto adeguatamente i lavoratori: negando le informazioni obbligatorie, non bonificando tempestivamente gli ambienti di lavoro, non fornendo adeguati mezzi di protezione. Inoltre le ristrutturazioni avvenute senza la bonifica completa di tutti gli ambienti e delle attrezzature nonché le cartelle cliniche hanno reso evidente l’origine “professionale certa” di malattie mortali come il mesotelioma della pleura o il carcinoma polmonare e hanno portato all’imputazione di omicidio colposo per i manager.

 

Nella prossima udienza del 26 settembre, ci sarà apertura della fase dibattimentale e saranno sentiti i primi due testi del PM

 

Anche se tutte le recenti sentenze del Tribunale di Milano hanno assolto i colpevoli di questa strage che continua a uccidere ex lavoratori e cittadini innocenti condannando chi chiede giustizia anche alle spese legali, noi non ci arrendiamo. Non abbiamo nessuna fiducia nello stato e nelle sue istituzioni, ma continuiamo la lotta, nei luoghi di lavoro, nel territorio e anche nelle istituzioni (compresa la magistratura) complici di questa mattanza per noi i nostri figli e nipoti e per salvaguardare la salute e la vita umana di tutti. Contro l’ingiustizia combattere e resistere non è solo un diritto, ma un dovere.

 

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel TerritorioSesto San Giovanni 8 settembre 2017

 

-mail: cip.mi@tiscali.it  web:   http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com

 

lun

04

set

2017

GIUSTIZIA DI CLASSE

In una società divisa in classi, sotto la dittatura del capitale dove lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e legale, la giustizia dei padroni continua a concedere l'impunità e la licenza di uccidere a padroni e manager responsabili della morte di migliaia di operai e lavoratori.

 

ILGIORNO.IT

 

Amianto ex Alfa, le motivazioni della sentenza: "Impossibile accertare responsabilità"

 

I dirigenti delle case automobilistiche erano accusati di omicidio colposo nel processo con al centro una quindicina di casi di operai morti per forme tumorali provocate, secondo l'accusa, dall'esposizione all'amianto

 

Arese, 4 settembre 2017 - Depositate le motivazioni della sentenza con cui, nel mese di maggio, il Tribunale di Milano ha assolto con formula piena Paolo Cantarella e Giorgio Garuzzo, rispettivamente ex amministratore delegato e presidente di Fiat Auto, e altri tre ex manager Alfa e Lancia. I dirigenti delle case automobilistiche erano accusati di omicidio colposo nel processo con al centro una quindicina di casi di operai morti per forme tumorali provocate, secondo l'accusa, dall'esposizione all'amianto. Un passaggio delle motivazioni spiega come non sia stato "possibile accertare" se l'amianto, presente nello stabilimento dell'Alfa Romeo di Arese tra la metà degli anni '70 e metà anni '90, "abbia causato o concorso a causare i decessi per tumore polmonare o mesotelioma pleurico dei 15 lavoratori che" in quella fabbrica "hanno prestato per molti anni la loro attività, né a chi siano attribuibili tali decessi". 
Il verdetto di assoluzione, emesso dal giudice della nona sezione Paola Braggion, era stato in linea con gli altri recenti verdetti del Tribunale milanese che hanno assolto manager di grandi imprese che erano imputati per omicidio colposo e lesioni colpose per casi di lavoratori morti o ammalati per mesotelioma o altre forme tumorali dopo essere stati esposti senza misure di prevenzione, secondo l'accusa, all' amianto.

 

Come si legge nelle motivazioni del giudice Braggion, il processo ha dimostrato che "nel caso dei lavoratori deceduti per neoplasie polmonari di varia natura o di mesotelioma non verificabile con sufficiente certezza", non è stato «accertato, oltre ogni ragionevole dubbio, il nesso causale tra l'esposizione ad asbesto e la patologia che li ha condotti a morte". In altri casi, poi, si legge ancora nelle motivazioni, "verosimilmente e presuntivamente l'amianto aerodisperso nello stabilimento di Arese e inalato dai lavoratori ha contribuito a farli ammalare, ma non è possibile attribuire causalmente la responsabilità per tali patologie e i conseguenti decessi alle condotte dell'uno o all'altro degli imputati che, in determinati e non lunghi periodi di tempo, hanno rivestito posizioni di vertice nelle società Alfa Romeo e Fiat". I lavoratori, prosegue il giudice, "sono stati esposti indirettamente ad amianto nello stabilimento di Arese" e anche in "altre esperienze extralavorative" o "occupazionali prima dell'assunzione in Alfa" e "non si è potuto acclarare in alcun modo, quando ciascuno di essi abbia contratto irrimediabilmente e irreversibilmente la malattia, cioè quando si sia conclusa la fase di induzione, non determinabile in termini di mesi o anni dalla prima esposizione". 

 

 

 

mar

29

ago

2017

VIOLENZA POLIZIESCA DI REGIME

 

Pubblichiamo e condividiamo.

 

IlFattoQuotidiano.it / BLOG / di Francesca Fornario

 

Migranti Roma, agli sgomberi io c’ero e ho visto chi sono i violenti

 

di Francesca Fornario | 26 agosto 2017 

 

Giornalista e autrice satirica

 

Devono sparire, peggio per loro. Se tirano qualcosa spaccategli un braccio“, grida il poliziotto durante lo sgombero. Il bilancio delle cariche a piazza Indipendenza sarà infatti di piedi e nasi rotti, lividi che passeranno e ferite che no, perché si cancella il sangue dall’asfalto ma non il segno che lascia assistere, da bambino, alle manganellate inflitte a tuo padre dai poliziotti armati che irrompono in casa all’alba (è questo che ricorderanno le decine di bambini portati via a forza dallo stabile in cui vivevano da cinque anni).

 

E tutti, sui social, a prendere le parti, convinti da una narrazione giornalistica sciatta e in malafede che le parti in campo fossero poliziotti contro migranti, “Che però uno ha lanciato una bombola del gas”. “Che però era vuota”. Convinti che tra loro vadano cercati i violenti. Le testimonianze dei presenti circolano secondo la risonanza che trovano: “Ma quella donna l’hanno sbattuta a terra con l’idrante e poi le usciva il sangue dal naso e da un’orecchio!” (commento su Facebook). “La carezza del poliziotto a una migrante disperata” (home page di Repubblica).

 

A piazza indipendenza io c’ero. Avrei potuto scrivere ieri di quello che ho visto, ho preferito scrivere oggi di quello che so, perché temo che si scriva solo degli effetti e non delle cause; solo della violenza in piazza – raccontata con parole sbagliate: “gli scontri”, che in realtà sono cariche, una parte armata ne carica una disarmata – e non, invece, della violenza più impetuosa e virulenta che innesca le cariche, generando l’esclusione sociale che porta alle occupazioni abusive e agli sgomberi.

 

Il termine “violenza” ha, sul vocabolario, due sfumature di senso. Violenza è la furia aggressiva delle cariche e dei manganelli, quella di quando chi la esercita e chi la subisce vengono immortalati nella stessa inquadratura, consentendo a chi commenta la foto sui social di discettare su chi ha aggredito chi. Ma questa violenza di piazza non esisterebbe senza quell’altra, più esecrabile perché esercitata da chi avrebbe il compito di “rimuovere gli ostacoli che limitano l’uguaglianza tra i cittadini e impediscono il pieno di sviluppo della persona”, come recita la Costituzione. La violenza dei poliziotti non si abbatterebbe sui profughi, sugli studenti, sui lavoratori in sciopero se non fosse preceduta dalla violenza dei governanti: dall’abuso, la prevaricazione, la violazione del diritto. “Violenza” è violare la Costituzione che contempla la casa e il lavoro tra i diritti fondamentali – come il diritto dell’esule a ricevere protezione – bloccando l’assegnazione delle case popolari e sbloccando le concessioni edilizie ai palazzinari.

leggi di più

ven

11

ago

2017

Intervista a Michele e Daniela sulla nostra lotta e sul Coordinamento Nazionale Amianto, qui sotto dai 44 minuti fino a un’ora e sei minuti.

mar

01

ago

2017

AMIANTO LA STRAGE INVISIBILE

STRAGE DI VIAREGGIO

 

Il 4 agosto durante la festa in ricordo dei GIORNI DELLA MEMORIA E DELLA SOLIDARIETA’ organizzata dai Famigliari dei morti della strage ferroviaria di Viareggio ci sarà il dibattito “AMIANTO LA STRAGE INVISIBILE”, parteciperanno: Michele Michelino presidente del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio di Sesto San Giovanni (Mi), Vito Totire, medico del lavoro, presidente dell'Associazione Esposti Amianto di Bologna, e Armando Vanotto presidente dell'Associazione Italiana Contro l’Amianto di Savigliano (Cn) e altri

ven

21

lug

2017

RIUNIONE COORDINAMENTO NAZIONALE AMIANTO

RIUNIONE COORDINAMENTO NAZIONALE AMIANTO

 

Si è svolta  in data 20/21 luglio 2017 nei locali del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi  di Lavoro e nel  Territorio di Sesto San Giovanni , la riunione del Coordinamento Nazionale Amianto per esaminare e discutere la bozza del DDL N. 2602 ( Testo Unico in materia d’amianto ) elaborato su iniziativa della commissione d’inchiesta sugli infortuni sul lavoro e malattie professionali .

Erano presenti le seguenti associazioni :

AEA di Bologna ; EARA di Trieste ; ContrAmianto di Taranto ; AICA di Savigliano CN ; Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio di Sesto San Giovanni , Comitato Permanente Esposti Amianto e Ambiente di Milazzo , Gruppo Aiuto Mesotelioma di Lecco , un rappresentante SI Cobas del Piccolo Teatro di Milano;  Sportello Amianto.

 

Sulla base delle osservazioni inviate da altre associazioni e in base alla discussione dei presenti rappresentanti delle Associazioni, emerge quanto segue.

 

La nostra valutazione è  assolutamente negativa in quanto il T.U. non rispecchia quanto negli anni richiesto dalle Associazioni e Comitati delle vittime; costituisce un arretramento rispetto ad alcune normative vigenti conquistate.

In particolare il nostro giudizio negativo si incentra su:

1)     Ruolo dell’INAIL per il suo evidente conflitto di interessi, essendo sia ente accertatore delle malattie professionali che ente erogatore; quindi noi chiediamo che sia un altro ente ad accertare e certificare le malattie professionali.

2)     Il TU non specifica la necessità di un protocollo di sorveglianza sanitaria nazionale, cosa che ha già dato luogo a grandi sperequazioni tra regione e regione, provincia e provincia, con gravi danni per i lavoratori coinvolti; la nostra richiesta è quindi un protocollo nazionale uguale per tutto il paese;

3)     Il TU mantiene l’ammissibilità del limite delle 100 fibre litro per l’esposizione all’amianto; noi chiediamo invece che si operi per giungere al rischio zero; per noi “Amianto zero = rischio zero”;

4)     Per quanto riguarda il tema della giustizia verso le vittime dell’amianto e non solo, noi chiediamo:

a) abolizione dei termini della prescrizione per i procedimenti che li riguardano;

b) esenzione e abolizione del contributo unificato indifferentemente dal reddito sia per i ricorsi previdenziali ed assistenziali che per i risarcimenti danni;

c) modifica delle norme procedurali relative all’onere probatorio a tutela vittime;

d) gratuito patrocinio per tutti i soggetti ed esenzione dalla condanna alle spese processuali e legali in caso di sentenza negativa o di rigetto.

 

Per questi motivi le Associazioni ritengono necessario svolgere alcune iniziative di lotta per rivendicare un’equa giustizia per le vittime. Sui punti di cui sopra chiederemo quindi un incontro alla Commissione che ha redatto il TU. 

Inoltre, in considerazione delle numerose sentenze di assoluzione dei responsabili della morte di centinaia di lavoratori e della reiterata negazione dei diritti degli esposti ed ex esposti, chiederemo quindi anche un incontro urgente al Ministro della Giustizia e al Consiglio Superiore della Magistratura.   

 

AEA di Bologna ; EARA di Trieste ; ContrAmianto di Taranto ; AICA di Savigliano CN ; Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio di Sesto San Giovanni , Comitato Permanente Esposti Amianto e Ambiente di Milazzo , Gruppo Aiuto Mesotelioma di Lecco , un rappresentante SI Cobas del Piccolo Teatro di Milano;  Sportello Amianto.  

mer

19

lug

2017

IL GIORNO di oggi 19 luglio 2017

mar

18

lug

2017

Amianto al Comune di Milano: per l’ennesima volta il Tribunale di Milano ARCHIVIA

Amianto al Comune di Milano: per l’ennesima volta il Tribunale di Milano ARCHIVIA

 

un altro caso di omicidio sul lavoro per amianto

 

Ieri, 17 luglio 2017, il Giudice per le Indagini Preliminari dott. Gennaro Mastrangelo ha disposto l’archiviazione della “denuncia contro ignoti” (in realtà alcuni ex sindaci di Milano e l’attuale Sindaco Sala come passato General Manager dell’amministrazione) per la morte per mesotelioma pleurico di Daniela Cavallotti, che aveva lavorato per 25 anni per il Comune di Milano nell’edificio di via Pirelli 39, chiuso per la presenta accertata di amianto, proprio sulla base di denunce fatte da  Daniela quale rappresentante sindacale.

 

Queste le motivazioni, in sintesi,  dell’archiviazione:

 

-          Per meno di un mese all’anno Daniela andava in ferie in una località dove c’è una vecchia cava di serpentinite (chiusa!). Il giudice – sulla base della ridicola relazione dell’ATS  (ex ASL) di p.le Accursio - ha ritenuto evidentemente del tutto trascurabile che per gli altri 11 mesi all’anno lavorasse ogni giorno in un ambiente contaminato dal pericoloso materiale cancerogeno.

 

-          Nell’ordinanza di archiviazione il giudice scrive: “La Responsabile U.O.T., in particolare, segnala familiarità per tumore”. Nel corso degli anni in cui il problema amianto è emerso nella società e nei tribunali nessuno, e sottolineiamo nessuno, ha mai osato sostenere che per il mesotelioma esista una “familiarità”, perché si tratta di una bestialità anti-scientifica, degna solo di chi non sa neppure di cosa parla.

 

-          Il giudice sostiene anche che: a) “non si può affermare,né sulla base di leggi scientifiche né attraverso l’applicazione di leggi causali statistiche che esista un legame eziologico certo tra l’eventuale omessa adozione di misure antinfortunistiche e l’insorgenza, l’aggravamento o l’accelerazione della patologia. Né è possibile affermare che le condotte dei diversi soggetti succedutisi con ruoli datoriali e dirigenziali nel periodo dei 15 anni di lavoro svolto da Daniela cavallotti abbiano tenuto condotte colpose, in quanto violative di regole di diligenza, prudenza o perizia riconosciute idonee ad evitare l’insorgenza o l’aggravamento della patologia”;  b) “Deve peraltro porsi l’attenzione sulla circostanza per cui, allo stato delle attuali conoscenze scientifiche, non si possa identificare una soglia minima di esposizione al di sotto della quale possa escludersi il rischio di ammalarsi”. C) “Sebbene si possa verosimilmente ritenere che nel corso dello svolgimento dell’attività lavorativa si sia verificato l’innesto del morbo, in quanto l’asbesto era presente negli uffici presso i quali la donna era impiegata, non è comunque in alcun modo  possibile individuare il momento preciso né il soggetto cui imputare la responsabilità per l’innesco”.

 

Con queste identiche motivazioni il Tribunale di Milano, a differenza di altri Tribunali, negli ultimi anni ha assolto datori di lavoro e dirigenti responsabili della morte di centinaia di operai e cittadini.  Un bel coraggio e una bella responsabilità, visto che gli effetti cancerogeni dell’amianto sono noti dall’inizio del secolo scorso e – dato che siamo in una società capitalistica - non sono stati certo i lavoratori deceduti a scegliere di lavorare con questo materiale.

 

A questo punto affermiamo in piena coscienza che

 

. Il tribunale di Milano ha deciso da tempo di schierarsi con i poteri forti, passando sopra all’uccisione di centinaia e centinaia di lavoratori ( e dei cittadini che si ammalano, perché l’amianto non rimane confinato nei luoghi di lavoro). In tempi in cui l’unico diritto è quello di fare profitti, non si disturba il manovratore!

 

. Milano (e dintorni) è stata la sede delle più grandi fabbriche d’Italia, luoghi dove si usava massicciamente l’amianto. Riconoscere la responsabilità di padroni e dirigenti nella morte di centinaia e centinaia di lavoratori significherebbe  aprire la porta ad un fiume di cause penali: così per difendere il potere economico-politico si fanno affermazioni ridicole e soprattutto antiscientifiche per giustificare la licenza di uccidere e l’impunità concessa ai capitalisti.

 

 

 

Avviso a tutti i lavoratori e cittadini danneggiati, ammalatisi, deceduti: QUI NON TROVERETE GIUSTIZIA.

 

Ma non finisce qui: noi che lottiamo per il diritto alla salute, per una società in cui i lavoratori non siano più carne da macello, non ci fermeremo.

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio       Milano 18 luglio 2017-                        email: cip.mi@tiscali.it                          http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com

gio

13

lug

2017

AMIANTO: RISCHIO TERREMOTO POLITICO A MILANO

AMIANTO: RISCHIO TERREMOTO POLITICO A MILANO

TRE SINDACI POTREBBERO ANDARE SOTTO PROCESSO

 

Questa mattina, davanti al Tribunale di Milano, lavoratori del Comune di Milano, associati del nostro Comitato e membri del Sindacato Generale di Base (SGB) hanno fatto un presidio, in attesa della decisione del Giudice per le Indagini Preliminari  dott. Mastrangelo riguardo alla morte per mesotelioma pleurico causato dall’amianto di una ex lavoratrice del Comune di Milano.

 

Daniela Cavallotti, deceduta dopo mesi di sofferenze il 2 gennaio 2017, aveva lavorato dal 1985 al 2010 presso il palazzo comunale di via Pirelli 39, edificio pieno d’amianto, attualmente in fase di bonifica. Aveva presentato, ancora in vita, un esposto-denuncia, ma il Pubblico Ministero incaricato aveva richiesto l’archiviazione del caso, basandosi sulla relazione dell’ATS (ex ASL Milano) di Piazzale Accursio in cui si sosteneva che la lavoratrice si sarebbe ammalata per aver trascorso meno di 1 mese all’anno in una località ligure dove c’era una presunta presenza di amianto, e non durante i rimanenti 11 mesi in cui lavorava nell’edificio di via Pirelli 39.

 

Il GIP si è riservato di decidere nelle prossime settimane.

Se decidesse di richiedere ulteriori indagini e di aprire quindi un procedimento, questo rappresenterebbe un terremoto politico: i responsabili chiamati in giudizio, infatti, per legge in quanto datori di lavoro e responsabili della salute dei lavoratori e dei cittadini, sarebbero vari ex sindaci e il sindaco attualmente in carica, coinvolto in quanto General Manager del Comune di Milano delle giunte precedenti.

 

Nel palazzo comunale di via Pirelli lavoravano ben 800 lavoratori e c’erano centinaia di cittadini che ogni giorno vi accedevano. Quindi, ad essere stati messi in pericolo, non sono solo i lavoratori ma anche tutti quei cittadini della cui salute i responsabili non si sono fatti minimamente carico, visto che del rischio amianto non hanno informato né i lavoratori stessi – che non sono neanche sottoposti a sorveglianza sanitaria - né i cittadini.

Il Comune di Milano non è nuovo a queste vicende: ricordiamo solo che la bonifica dall’amianto del Museo di Storia Naturale di Via Palestro (frequentato tra l’altro da migliaia di bambini), di Palazzo Marino, della sede di Via Larga e del Museo Egizio è avvenuta alcuni anni fa proprio su segnalazione di Daniela Cavallotti e di alcuni delegati e lavoratori del Comune presenti questa mattina al presidio.

 

Sappiamo bene che il Tribunale di Milano, in materia di lavoratori morti per amianto, preferisce lavarsene le mani e assolvere padroni e managers, come successo negli ultimi processi Pirelli, Enel di Turbigo, Franco Tosi, Alfa Romeo, Fibronit, Breda.

Ma noi, anche in caso negativo, non rimarremo con le mani in mano. La salute dei lavoratori e dei cittadini è un diritto e la giustizia (che è altra cosa rispetto alla legge, evidentemente) sono valori che una società si definisce civile non può calpestare e che vengono ben prima dei tagli dei costi delle società e dei pareggi di bilancio.

 

Per Daniela che è morta, per i suoi colleghi che rischiano di ammalarsi, per tutti gli ignari cittadini che corrono lo stesso pericolo, noi continueremo a lottare.

Milano, 13 luglio 2017

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, cell. 3357850799

 

Sindacato Generale di Base (SGB), cell. 3388847315

 

 

e-mail: cip.mi@tiscali.it                                                 web:   http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com

mer

12

lug

2017

Da ZONA NOVE-luglio 2017-32000 copie distribuite

lun

10

lug

2017

AMIANTO AL COMUNE DI MILANO

 

Amianto al Comune di Milano: udienza davanti al GIP per la morte di una lavoratrice.

 

Il 13 luglio 2017 alle ore 11.15 il Giudice per le Indagini Preliminari, Dott. Gennaro Mastrangelo, deciderà se istruire un processo contro i responsabili della morte per amianto di Daniela Cavallotti, lavoratrice del Comune di Milano, o archiviare il caso come proposto dal PM.

 

Daniela Cavallotti ha lavorato dal 1985 al 2010 presso il palazzo comunale di via Pirelli 39, edificio pieno d’amianto, attualmente in fase di bonifica, malata di mesotelioma pleurico è deceduta il 2 gennaio 2017 dopo mesi di sofferenze. 

 

Dopo l’esposto-denuncia della lavoratrice e delle associazioni che si sono schierate al suo fianco, esposto depositato prima della morte, si è alzato il solito muro di omertà e di complicità.

 

 Il Pubblico Ministero ha chiesto al GIP l’archiviazione di tale esposto contro ignoti condividendo le conclusioni della relazione svolta dell’ATS di Piazzale Accursio di Milano -  Città Metropolitana della Regione Lombardia (ex ASL di Milano), sostenendo, in sintesi,  che la lavoratrice durante le ferie (meno di un mese l’anno) si recava in una località in cui c’è una forte presenza di eternit e che quindi la lavoratrice non si sarebbe ammalata nei 25 anni lavorati nel palazzo pieno d’amianto, bensì quando andava in ferie. 

 

Contro questa ingiustizia il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, insieme alla diretta interessata, a Medicina Democratica e l’Associazione Italiana Esposti Amianto, rappresentati dall’avvocata Laura Mara, hanno depositato l’opposizione al provvedimento di archiviazione.

 

Il GIP, Dott. Gennaro Mastrangelo, il 13 luglio 2017 alle ore 11.15 deciderà se istruire un processo contro i responsabili della morte di Daniela o archiviare come proposto dal PM.

 

Intanto d’amianto si continua ad ammalarsi e a morire, nell’indifferenza e nel silenzio delle istituzioni.

 

A fronte di questa drammatica realtà gli anni di lotte per la sicurezza dei lavoratori e dell’ambiente non sono stati vani, perché la bonifica del palazzo di via Pirelli è partita. 

 

Molti degli 800 lavoratori a rischio, ex colleghi di Daniela Cavallotti, che hanno lavorato a fianco a lei negli stessi locali, vivono nella paura di ammalarsi e hanno chiesto al Comune di Milano, tramite le RSU e i RLS, di essere sottoposti a sorveglianza sanitaria, come prevede la legge 257/92 per gli ex esposti amianto. 

 

Durante l’udienza del 13 luglio il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, il Sindacato Generale di Base (SGB), insieme a i lavoratori del Comune di Milano ex colleghi di Daniela Cavallotti, saranno in presidio dalle ore 11,00 alle 12,30 all’ingresso del tribunale in C.so di porta Vittoria per informare i cittadini di Milano quanto si sta discutendo nelle aule della Procura della Repubblica e reclamare verità e giustizia su tutta questa vicenda

 

Per info e contatti

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, Michelino Michelino 3357850799

 

Sindacato Generale di Base (SGB), Massimo Chiodaroli 3388847315

 

e-mail: cip.mi@tiscali.it    

web:   http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com

 

mer

28

giu

2017

SOLIDARIETA’ CON TUTTE LE VITTIME DEL PROFITTO

 

SOLIDARIETA’ CON TUTTE LE VITTIME DELLE STRAGI DEL PROFITTO

 

Il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio partecipa all'assemblea indetta da tutte le vittime delle stragi e al corteo in ricordo e in solidarietà con i famigliari delle 32 morti della strage ferroviaria.

 

VIII Anniversario strage di Viareggio - Giovedì 29 giugno presso il Comune di Viareggio assemblea-dibattito organizzata dal Coordinamento dei Comitati e dalle Associazioni NOI NON DIMENTICHIAMO . “La sicurezza nei luoghi di lavoro e nell’ambiente con l’intervento dell’ex Procuratore Generale di Firenze dott. Beniamino Deidda

 

Ore 21.00 CORTEO DI COMMEMORAZIONE – partenza da via Ponchielli

 

Ore 23.48 LETTURA DEI  32 NOMI DELLE VITTIME

lun

26

giu

2017

SULLA SICUREZZA NON SI GIOCA

  

Sulla sicurezza non si gioca.

 

Contributo di Michele Michelino (*) 

 

I morti sul lavoro e di lavoro non sono mai una fatalità 

 

Gli infortuni sul lavoro, le malattie professionali, e le stragi del profitto  sono sempre il risultato della mancanza di adeguate misure di sicurezza, che provocano condizioni di vita e di lavoro insicure in ambienti insalubri, a contatto con sostanze nocive e cancerogene, senza adeguate protezioni per i lavoratori che coinvolgono sempre più spesso anche la popolazione. 

Secondo l’ILO (l’International Labour Office), ogni giorno muoiono nel mondo più di seimila persone per infortuni e malattie professionali, mentre le stragi provocati da disastri ambientali a tutt’oggi non sono conteggiate.

 

Le stragi di lavoratori morti per infortuni sul lavoro e malattie professionali sono sempre da bollettino di guerra, nonostante la diminuzione dei posti di lavoro dovuti alla crisi economica che dura dal 2008. 

 

Le malattie professionali diluiscono semplicemente le morti nel tempo: per esposizione o contatto con sostanze nocive e cancerogene nel processo di produzione, l’ILO stima che ogni anno perdano la vita circa 438.000 lavoratori, cifra senz’altro in difetto rispetto alla realtà.

 

L’amianto, in particolare, è responsabile della morte di 100.000 persone l’anno (più di 4.000 nella sola Italia, 11 al giorno, uno ogni due ore), mentre la silicosi continua a colpire milioni di lavoratori e pensionati nel mondo.

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gio

22

giu

2017

FILM - DIBATTITO

 

Film dibattito-

 

 

 

Sabato 24 giugno ORE 15,00 al Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli” in via Magenta 88 a Sesto San Giovanni proietteremo un film sulla nascita e la lotta del nostro Comitato autoprodotto da noi con materiale inedito (filmati realizzati da nostri compagni sulle lotte delle fabbriche di Sesto San Giovanni e spezzoni di telegiornali montati da noi) in cui compaiono anche tanti nostri compagni che nel frattempo ci hanno lasciato. Dopo il film della durata di circa un’ora, ASSEMBLEA-DIBATTITO per fare il punto sulla situazione delle lotte, dei processi e informazioni varie.

 

sab

17

giu

2017

Tutti assolti. Si è concluso così il processo a carico di otto ex manager dell'Ansaldo Breda

Angela Calzoni
Tutti assolti. Si è concluso così il processo a carico di otto ex manager dell'Ansaldo Breda di Sesto San Giovanni per la morte di 12 ex operai che per anni hanno lavorato in stretto contatto con l'amianto dagli anni Settanta al 1985.
Gli ex dipendenti del gruppo sono morti per patologie come mesotelioma pleurico o tumori polmonari, causate dalla prolungata esposizione all'amianto negli stabilimenti della Stalingrado d'Italia.
Il pm Nicola Balice aveva chiesto di condannare a pene che andavano dai 4 e 11 mesi ai 2 anni di carcere tutti gli imputati, che facevano parte del consiglio di amministrazione della Breda e l'ex direttore di produzione della fabbrica di Sesto San Giovanni, accusati a vario titolo di omicidio colposo e lesioni. I giudici della nona sezione penale, invece, hanno deciso di assolvere tutti e otto gli ex dirigenti. Si tratta di un verdetto in linea con altre sentenze prese da altre sezioni del Tribunale di Milano in casi analoghi di ex dipendenti di grandi gruppi deceduti per malattie correlate all'esposizione all'asbesto.
Reazioni forte da parte dei parenti delle vittime hanno accompagnato la lettura della sentenza. I familiari degli operai morti, i rappresentanti delle associazioni a difesa dei morti di amianto hanno protestato gridando: «Vergognatevi, ancora un'ingiustizia». In aula è stato anche esposto uno striscione con scritto: «Per ricordare tutti i lavoratori uccisi in nome del profitto».
Presente in aula anche Michele Michelino, portavoce del comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro. «Questa - ha detto - è giustizia di classe. La legge è uguale solo per chi ha i soldi. Al Tribunale di Milano le vittime pagano e gli assassini restano impuniti. Chi muore per l'amianto può continuare a morire, tanto nessuno pagherà mai».

 


Venerdì 16 Giugno

ven

16

giu

2017

VIDEO INTERVISTA A MICHELE MICHELINO

ven

16

giu

2017

AMIANTO BREDA/ANSALDO

gio

15

giu

2017

Morti per amianto alla BredaTermomeccanica /Ansaldo: assolti i dirigenti

 

Morti per amianto alla BredaTermomeccanica Ansaldo: assolti i dirigenti

 

Per il Tribunale di Milano uccidere i lavoratori per il profitto non è reato. 

 

Anche il processo contro i dirigenti della Breda Termomeccanica/Ansaldo di Milano, imputati della morte per amianto di 12 lavoratori, si è concluso con l’assoluzione dei manager. Per la morte di questi operai nessun manager e nessun padrone pagherà, com’è ormai prassi al Tribunale di Milano.

 

Il giudice dr. Simone Luerti della 9° Sezione Penale del Tribunale di Milano ha assolto tutti gli imputati, con la formula “il fatto non sussiste” e per  “non aver commesso il fatto” come chiesto dalle difese degli imputati e dai responsabili civili Breda/Ansaldo/Finmeccanica, nonostante il P.M Nicola Balice avesse chiesto pene dai 2 ai 4 anni e 11 mesi.

 

Ancora una volta l’impunità è scattata a salvare chi non ha rispettato le misure di sicurezza in fabbrica. Questa sentenza è solo l’ultima di una serie di assoluzioni: la Franco Tosi, l’Enel di Turbigo, la Pirelli, la Fibronit (in appello), l’Alfa Romeo. 

 

Mentre nell’opinione pubblica aumenta la consapevolezza del pericolo amianto e si chiede la bonifica dei siti e dei territori contaminati dai veleni, la magistratura, e in particolare il Tribunale di Milano, concede l’impunità e la licenza di uccidere a imprenditori, manager, faccendieri, padroni che per fare più profitti non esitano a mandare a morte consapevolmente miglia di lavoratori e cittadini. 

Per la magistratura nessuno è colpevole per i morti d’amianto.

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mar

13

giu

2017

Morti d’amianto al Comune di Milano: fissata l’udienza davanti al GIP

 

Morti d’amianto al Comune di Milano: fissata l’udienza davanti al GIP

 

Di amianto si continua ad ammalarsi e a morire nell’indifferenza e nel silenzio delle istituzioni.

 

 Il 2 gennaio 2017 Daniela Cavallotti, ex lavoratrice malata di mesotelioma che aveva lavorato per anni nel palazzo del Comune di Milano di via Pirelli 39 ora dismesso e chiuso da anni per amianto e in fase di bonifica, dove era stata esposta dal 1985 al 2010 alle fibre killer, è deceduta dopo mesi di sofferenze.

 

Nei mesi precedenti si era vista respingere il riconoscimento della malattia professionale, prima dall’ATS (ex ASL), poi dall’INAIL.

 

A seguito dell’esposto-denuncia che aveva presentato, anche il Pubblico Ministero ha chiesto al GIP l’archiviazione di tale esposto contro ignoti, condividendo le conclusioni della relazione svolta dalla Dr.ssa Canti e dalla Dr.ssa Colombo dell’ATS di Milano Città Metropolitana della Regione Lombardia (ex ASL di Milano),  sostenendo, in sintesi, che la lavoratrice - durante le ferie (meno di un mese l’anno) - andava in una località in cui c’è una forte presenza di eternit.  Secondo l’ATS e il PM dr.ssa M.L. Mocciaro, la lavoratrice non si sarebbe quindi ammalata nei 25 anni in cui era stata esposta alla sostanza cancerogena, ma quando andava in ferie.

 

Contro questa ingiustizia il nostro Comitato, insieme all’ex lavoratrice (quando era ancora in vita), a Medicina Democratica e l’Associazione Italiana Esposti Amianto che aveva fatto l’esposto-denuncia, non si è mai rassegnato nè arreso all’ingiustizia e tramite la nostra avvocata Laura Mara, si è opposto all’archiviazione.

 

Così il Giudice per le Indagini preliminari, Dott. Gennaro Mastrangelo, il 13 luglio 2017 alle ore 11.15 deciderà se istruire un processo contro i responsabili della sua morte o archiviare come proposto dal PM.

 

Dopo anni di lotte per la sicurezza dei lavoratori e dell’ambiente la bonifica del palazzo di via Pirelli è partita.

 

Nel frattempo molti altri lavoratori ex colleghi di Daniela Cavallotti (circa 700), che hanno lavorato a fianco e negli stessi locali, vivono nella paura di ammalarsi e hanno chiesto al Comune di Milano, tramite i RLS, di essere sottoposti a sorveglianza sanitaria, come prevede la legge 257/92 per gli ex esposti amianto. La lotta per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio continua e quella per la giustizia continua anche nelle aule di tribunale.

 

All’udienza del 13 luglio  davanti al GIP il nostro Comitato e le altre associazioni saranno presenti per ricordare il sacrificio di Daniela e manifestare la loro voglia di giustizia.

 

 

 Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

 

 

 

Milano 13 giugno 2017

 

e-mail: cip.mi@tiscali.it                                                 web:   http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com

 

per contatti. 3357850799

 

dom

04

giu

2017

8 GIUGNO MASSA. ASSEMBLEA - DIBATTITO

ven

12

mag

2017

SOLIDARIETA' OPERAIA

I fratelli Sandro e Marino Severini dei Gang al Centro di Iniziativa Proletaria "G. Tagarelli" ieri pomeriggio 11 maggio 2017 a Sesto San Giovanni dopo il concerto di solidarietà con i lavoratori della General Elettric ex Alstom in lotta per il posto di lavoro.

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sab

06

mag

2017

Dal settimanale Sestoweek del 6/5/2017

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sab

06

mag

2017

AMIANTO: CONVEGNO A LECCO

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ven

05

mag

2017

FILM I VAJONT A MILANO E DIBATTITO

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mer

03

mag

2017

STOP AMIANTO

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mar

02

mag

2017

MORTI PER AMIANTO AL TEATRO SCALA

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COMUNICATO ASSOCIAZIONI E COMITATO

AMIANTO: QUESTI PROCESSI NON SAN DA FARE!

Sembrerebbe lo slogan della Quinta sezione penale del Tribunale di Milano. Per la verità nel giro di pochi giorni sono arrivate due sentenze di assoluzione da  parte di questa Corte d'Appello, ambedue per amianto: la prima riguardava la Fibronit di Broni , la seconda -  quella di oggi -  si riferiva ai 27 morti della Pirelli di Milano, i cui imputati sono stati mandati assolti per non aver commesso il fatto.


Eppure il Tribunale di Torino in due processi analoghi contro i vertici Pirelli ha emesso sentenza di condanna, confermata dalla Corte d'Appello di Torino, in relazione ai medesimi reati. 

 

Perché' queste differenze? Perché la Cassazione, nella gran parti dei casi, ha confermato le condanne inflitte dalle Corti di merito? Perché invece anche in primo grado la quinta sezione del Tribunale di Milano assolve? Perché la Suprema Corte di Cassazione ha affermato e riaffermato nel tempo solidi principi giuridici - (in punto di anti-scientificità della trigger dose, di antigiuridicità dei TLV, di affermazione della teoria multistadio nei casi di mesotelioma come la più autorevole e accredita nella comunità scientifica, di prevenibilità e prevedibilità dell’evento, di accelerazione della latenza, di posizioni di garanzia dei componenti del CDA quali effettivi datori di lavoro sui quali gravava, anche in caso di delega, un dovere di vigilanza e di intervento sostitutivo non demandabile a nessuno, di piena conoscenza da parte del mondo industriale italiano della cancerogenicità dell’amianto quanto meno a partire dal 1964, anno in cui si celebrò la Conferenza di New York) - che vengono sistematicamente disattesi dalla Corte d’Appello di Milano?

 

E' una posizione giuridica o è una posizione politica?

Pensiamo opportuno chiederlo al Consiglio Superiore della Magistratura.

Ma intanto parliamo dei morti per amianto; morti prematuri, morti con grandi sofferenze. Grande dolore di famigliari ed amici. Morti due volte per mancata giustizia.  Veramente inaccettabile.

 

Lo renderemo noto anche alla Commissione del Senato  per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali che il 29 novembre p.v. ha invitato le associazioni alla presentazione della bozza di Testo Unico delle leggi sull'amianto (Senato della Repubblica, Palazzo Giustiniani – Sala Zuccari ore 9,30).

 

Sarà una legge che aiuterà a fare giustizia? Toglierà la prescrizione per i reati contro la salute e sicurezza sul lavoro? promuoverà un piano per l'eliminazione totale dell'amianto? Renderà semplice e automatico il riconoscimento delle malattie professionali e delle esposizioni all'amianto? Sottoporrà gli ex esposti a sorveglianza sanitaria? Aiuterà le vittime e i loro famigliari a denunciare e ne sosterrà le spese?

BASTA AMIANTO E GIUSTIZIA PER LE VITTIME

 

COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO, ASSOCIAZIONE ITALIANA ESPOSTI AMIANTO, MEDICINA DEMOCRATICA

 

Milano, 24 novembre 2016

 

 

AMIANTO PIRELLI. PER I MORTI NESSUNA GIUSTIZIA

Amianto:Comitato vittime,morta giustizia

Presidente Michelino critica la sentenza di assoluzione

 (ANSA) - MILANO, 24 NOV - "La giustizia che assolve gli assassini significa la morte dei Tribunali, significa che sui luoghi di lavoro c'è licenza di uccidere e impunità". Lo ha detto Michele Michelino, presidente del Comitato per la difesa della Salute nei luoghi di lavoro (parte civile), commentando la sentenza con cui oggi, ribaltando il verdetto di primo grado, la Corte d'Appello di Milano ha assolto 11 ex manager della Pirelli imputati per omicidio colposo in relazione alla morte di una ventina di operai per forme tumorali, secondo l'accusa, causate dall'esposizione all'amianto.
    "Non si può accettare che si continui a morire sui luoghi di lavoro, siamo arrabbiati e non ci arrendiamo", ha spiegato Michelino con a fianco Silvestro Capelli, esponente del comitato e ex operaio che, come ha spiegato, ha lavorato "per 17 anni in un'altra fabbrica, la Breda a Milano, e poi mi sono ammalato".
 

ANCORA UN'INGIUSTIZIA

161124 COMUNICATO PIRELLI b.pdf
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ROMA: II° ASSEMBLEA NAZIONALE AMIANTO

ULTIMI VIDEO E FOTO

Pubblichiamo nella sezione archivio le motivazioni della sentenza di condanna dei dirigenti Pirelli nel processo di 1° grado decisa dal Tribunale di Milano - Giudice Martorelli per i lavoratori morti d'amianto. (gennaio 2016).

Video del corteo contro l'amianto e i morti sul lavoro- 18 aprile 2015 a Sesto san Giovanni.

Servizio TG RAI sulla protesta per l'assoluzione dei dirigenti Enel.

Assemblea del Comitato del 31 gennaio 2015.

Corteo contro i morti per amianto e lo sfruttamento del 26 aprile 2014

Marzo 2014. Video - intervista al Comitato di Altraeconomia sulla responsabilità dei dirigenti per le morti operaie per amianto e sul processo contro i dirigenti Pirelli in corso a Milano

FOTO DEL CORTEO A LUCCA IN SOLIDARIETA' ALLE VITTIME DELLA STRAGE DI VIAREGGIO.

video e foto della manifestazione a Roma l'8 ottobre 2013 alla Camera dei Deputati delle associazioni e comitati contro l'amianto

Video della presentazione de "La fabbrica del panico" con gli operai della Breda Fucine, l'autore del romanzo Stefano Valenti, Guido Viale e Michele Michelino  

nella sezione video riportiamo immagini della protesta contro l'Inail del 15 maggio 2013 e l'incontro fra la nostra delegazione e quella dell'Inail

Intervista del nostro Comitato a Sky tg24 del 21 novembre 2012

Pubblichiamo nella sezione "Leggi" (in alto sulla pagina)

 

 

il Decreto interministeriale sul Fondo per le Vittime dell'amianto del 13 gennaio 2011

 

News

Foto del corteo del 27 aprile 2013 a Sesto San Giovanni contro l'amianto e lo sfruttamento.

Nuove foto e video del presido operaio contro l'Inail del 16/01/2013

Nella sezione video immagini della conferenza stampa sull'amianto nel palazzo Comunale di via Larga a Milano e servizio di RAI 3 del 2 aprile 2012

nella sezione stampa, nuovi articoli sul processo Pirelli a Milano

Nella sezione foto, nuove fotografie del presidio al Tribunale di Trento del 12 dicembre 2011 e nella sezione video le immagini.

Nella sezione foto immagini dell'assemblea dell'8 ottobre 2011.

 

 Nella sezione foto, nuove immagini delle iniziative fatte nel mese di agosto 2011.

Nella sezione foto, immagini della conferenza stampa del 15 giugno 2011 a Bassano del Grappa (Vi)

NELLA SEZIONE FOTO IMMAGINI DELLA FIACCOLATA A L'AQUILA DEL 6 APRILE 2011

Nella finestra stampa ci sono nuovi articoli apparsi sui giornali.

 

Nella sezione foto ci sono le ultime e tante altre.

Nella finestra Archivio, ci sono le ultime sentenze di importanza Nazionale

Nella sezione video potete trovare i filmati della II Conferenza Nazionale sull'Amianto del 6-7-8 novembre 2009 a Torino.

Nella sezione libri trovate i nostri testi