Tutti sapevano e nessuno ha parlato.

Lo sapevano i sindacati.

Lo sapeva la direzione dell'azienda.

Lo sapeva l'assessorato alla sanità.

Lo sapevano tutti, e non gli operai ...

 

 

Visitate il sito del:

Centro di Iniziativa Proletaria

G. Tagarelli

mar

12

giu

2018

POESIE E MUSICA

 SABATO 16 GIUGNO ALLE ORE 18.00 presso il Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli”, via Magenta 88, Sesto San Giovanni.

 

 

PRESENTAZIONE DEL LIBRO “la Memoria mastica l’Acqua

 

 

Poesie di ANTONIO RICCI, docente, poeta e musicista della Banda degli Ottoni.

Lo accompagnerà con il mandolino Franco Di Biase.

 

 

Introduce la lettura Giovanni Ribaldone, 

 

 

Alla fine della presentazione - alle ore 19.30 - spaghettata, vino e chiacchiere in compagnia dell’autore e degli amici.

 

gio

07

giu

2018

INIZIATIVE DEL MESE DI GIUGNO

Iniziative del Comitato per il mese di giugno .

 

 

 

Ieri al Tribunale di Milano – Palazzo di Giustizia - si è tenuta l’udienza del processo contro i dirigenti del Teatro alla Scala imputati della morte di 10 lavoratori. Dalle 9,30 alle 17, 00 e sono stati sentiti i due consulenti del PM sulla presenza di amianto nel Teatro e negli immobili. I testi sono stati sottoposti a un duro controinterrogatorio, dai numerosi avvocati che hanno cercato di metterli in contraddizione, seminando dubbie con toni anche forti. Anche la giudice ha già mostrato le sue simpatie per la difesa degli imputati redarguendo in alcuni momenti il PM e i suoi consulenti dell’accusa. Il nostro Comitato che è parte civile nel processo come sempre era presente per dimostrare al giudice e agli avvocati degli imputati che dietro i numeri ci sono persone e famiglie con i loro drammi, dolori e nostra voglia di giustizia. Il processo continuerà il 6 settembre.

 

  • Il 14 giugno il nostro Comitato è stato invitato all’Università della Terza Età per una lezione sui pericoli derivanti dall’amianto.

 

  • Sabato Il 16 giugno alle ore 18.00 ci sarà la presentazione del libro “la Memoria mastica l’Acqua” Poesie di ANTONIO RICCI, docente, poeta e musicista della Banda degli Ottoni. Lo accompagneranno chitarre e trombe. Alla fine della presentazione - alle ore 19.30 - spaghettata, vino e chiacchiere in compagnia dell’autore e degli amici-

 

  • Il 29 giugno è il 9° anniversario della strage ferroviaria di Viareggio in cui morirono bruciate 32 persone e come sempre nel pomeriggio alle ore 16.oo in Sala di Rappresentanza del palazzo comunale, ci sarà un’assemblea di tutte le associazioni a cui noi parteciperemo e alle 21 il corteo di commemorazione a cui parteciperemo con lo striscione del nostro Comitato. Partiremo il 29 mattina e pernotteremo a Viareggio

 

  • Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

 

gio

31

mag

2018

RELAZIONE AL SEMINARIO UNIVERSITA' DI PADOVA

Incontro seminariale

 

Nocività, salute, lavoro: esperienze italiane e internazionali

Università degli Studi di Padova – Dipartimento di Filosofia, Sociologia,Pedagogia e Psicologia Applicata

30 maggio 2018

 

 

LA LOTTA DEGLI ESPOSTI ALL’AMIANTO IN ITALIA

 

 

 

La storia della lotta contro l’amianto in Italia, - detto anche asbesto, il più economico e “ miglior termo-dispersore al mondo” - è una storia di anni di battaglie collettive di uomini e donne che spesso sono rimasti senza volto e senza nome, ma sono riusciti a sfondare il muro di omertà e di complicità eretto da un sistema industriale basato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo che, pur di realizzare il massimo profitto, non ha esitato consapevolmente di mandare a morte centinaia di miglia lavoratori nelle fabbriche, le loro mogli e figli e anche tanti cittadini che mai hanno visto una fabbrica.

La nostra è una storia che è costata enormi sacrifici economici e umani ed è tuttora costellata dalle conseguenze mortali sui lavoratori e sulla popolazione. Se non si bonificherà il territorio, continuerà l’inquinamento degli esseri umani, degli animali e della natura e si continuerà a morire.

Nonostante il ricatto fra occupazione e lavoro, la lotta dei lavoratori per la tutela dei loro diritti, della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro è stata una lunga lotta che non ha fine. Una lotta difficile e drammatica di sfruttati che hanno dovuto guadagnarsi il pane in luoghi di lavoro nocivi, esposti a sostanze cancerogene, dove si lavorava l’amianto o dove quest’agente killer era, ed è, presente.

 

La pericolosità dell’amianto e il danno letale che provocava alla salute di chi ne veniva in contatto era noto fin dall’inizio del Novecento.

In Italia fino agli anni 30’ la silicosi e l’asbestosi erano patologie non riconosciute come professionali, ma alla fine degli anni 30 - anche grazie agli studi del prof. Vigliani, oltre che per porre fine al contenzioso e per assecondare lo sforzo bellico in una fase particolare della 2° Guerra Mondiale, quando le sorti del conflitto sembravano ormai segnate - il legislatore approvò la legge 455 del 12/4/1943 con la quale era finalmente stabilita la “Estensione dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali alla silicosi e all’asbestosi”. Si trattava di un sia pur minimo riconoscimento per i lavoratori dell’amianto che si erano ammalati.

Lo Stato italiano era dunque consapevole, fin dagli inizi degli anni ’40, del rischio morbigeno legato all’esposizione a polveri e fibre di amianto aerodisperse nell’ambiente lavorativo.

 

Un ritardo, quello dello Stato Italiano, ingiustificato e colpevole, perché già nel 1983 l’allora Comunità Europea (Cee), tramite la direttiva 477, aveva dichiarato fuori legge l’amianto. Tuttavia per sei anni nessun governo accoglie le seppur timide indicazioni comunitarie e nel 1989 l’Italia viene giudicata inadempiente, ma la sanzione europea non comporta alcuna reazione immediata. Bisognerà attendere il 27 marzo di tre anni dopo perché la legge 257 venga approvata dal Parlamento. 

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sab

19

mag

2018

NIENTE PIU SPESE PER CHI PERDE CAUSE DI LAVORO

Corte costituzionale, niente più spese per chi perde le cause di lavoro

 

L’articolo 92 del Codice civile obbligava a far ricadere sui lavoratori le spese legali delle cause non vinte.

 

                                                             lorenzo pastuglia (*)

 

 

Un lavoratore che si rivolge al giudice per un contenzioso di lavoro non è più obbligato a pagare le spese legali in caso di una decisione sfavorevole. Tradotto: il rischio di un esborso economico (che spesso si aggiunge a un licenziamento) può limitare le possibilità di rivolgersi al giudice. Per questo la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo 92 del Codice di procedura civile, riformulato nel 2014.  

 

 

I diritti dei lavoratori si allargano così un po’ di più. O per lo meno non si possono restringere, stando almeno alle ultime decisioni della Corte costituzionale. Il principio può sembrare scontato ma il problema si è posto sempre più frequentemente durante le cause di lavoro. E proprio su questo la Suprema corte ha scritto la sua ultima sentenza, con una decisione che farà esultare avvocati e sindacalisti.  

 

 

«Una decisione che garantisce ancor ancora di più a tutti l’opportunità di far valere i propri diritti senza rischi – spiega l’avvocato Alberto Piccinini, presidente dell’associazione Comma2 –. La Suprema Corte afferma un principio importante: il lavoratore deve avere la possibilità di promuovere una causa senza poter conoscere elementi di fatto, rilevanti e decisivi, che sono nella disponibilità del solo datore di lavoro. Proprio quelli che spesso rischiano di determinare la sentenza finale». 

 

Cosa cambia di fatto per le cause di lavoro? Le regole sono le stesse, ma si riducono i rischi per i dipendenti che chiedono al giudice di riconoscere alcuni loro diritti. «La riforma della norma del 2014 aveva comportato e comporta - sottolinea il presidente dell’associazione di avvocati che si occupano di diritto del lavoro - un crollo del contenzioso di lavoro: una situazione non da imputare a una riduzione della violazione dei diritti dei dipendenti, ma perché si è terrorizzata la parte debole del rapporto, che spesso non può permettersi di “mettere nel conto” l’esborso di migliaia di euro in assenza della certezza di vincere la causa».  

 

(*) La Stampa

 

Pubblicato il 19/04/2018

 


 

 

mer

16

mag

2018

AMIANTO: STORICA SENTENZA DELLA CASSAZIONE

Roma, 16 maggio 2018

 

SENTENZA STORICA IN CASSAZIONE A ROMA PER I MORTI DI AMIANTO ALLA EX CENTRALE ENEL DI TURBIGO: ANNULLATA LA SENTENZA ASSOLUTORIA DELLE CORTE D’APPELLO DI MILANO!

 


Finalmente un po’ di giustizia e dignità per i lavoratori “uccisi” dall’amianto alla ex Centrale ENEL di Turbigo: la Corte di Cassazione Sezione  IV Penale ha annullato ieri a Roma la sentenza assolutoria della Corte d’Appello di Milano di un anno fa.

 

Soddisfazione di Medicina Democratica e di AIEA- Associazione Italiana Esposti Amianto, che con l’avvocato Laura Mara avevano fatto ricorso:” Con questa sentenza si aprono nuovi scenari per l’infinita serie di processi per i morti di amianto in Italia”!

 

Annullata in tarda serata ieri in Cassazione a Roma la sentenza della Corte d’Appello di Milano, Sez. V Penale, che un anno fa aveva mandato assolti gli imputati per gli 8 morti di mesotelioma pleurico alla Centrale ex ENEL di TURBIGO-Milano: “E’ una sentenza storica e unica nel suo genere, che arriva dopo interminabili anni di atti giudiziari e battaglie”, hanno dichiarato Maura Crudeli, presidente nazionale di AIEA e Fulvio Aurora, segretario nazionale di Medicina Democratica, che con l’avvocato Laura Mara avevano fatto ricorso contro le ingiuste sentenze emesse in primo grado dal Tribunale di Milano, Sez. V Penale e, in secondo grado, dalla Corte d’Appello di Milano, Sez. V Penale. ”

 

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lun

14

mag

2018

ROMA. PRESIDIO ALLA CORTE DI CASSAZIONE

C.N.A. COORDINAMENTO NAZIONALE AMIANTO

 

MARTEDI' 15 PRESIDIO CORTE DI CASSAZIONE ROMA

 

LA VITA COS’E’? I DIRITTI COSA SONO? SI PUO’ MORIRE PER IL LAVORO? E’ PIU’ IMPORTANTE IL PROFITTO O LA SALUTE? DEVONO PAGARE SEMPRE I PIU’ DEBOLI?

 

Eppure nelle aule dei Tribunali è scritto chiaro  

 

Quanti di noi hanno potuto rilevare, considerate le sentenze emanate nei confronti dei lavoratori ex esposti, dei lavoratori deceduti, per esposizione alle fibre Killer, dei familiari deceduti, che questa sia stata rispettata?

 

Quanti datori di lavoro sono stati condannati? 

 

- il processo Eternit, ad avviso dei giudici di legittimità, è iniziato quando il delitto di disastro innominato ex art. 434 c.p. era in effetti già prescritto.  - "nel caso in esame la consumazione del reato di disastro non può considerarsi protratta oltre il momento in cui ebbero fine le immissioni delle polveri e dei residui della lavorazione dell'amianto prodotti dagli stabilimenti della cui gestione è attribuita la responsabilità all'imputato: non oltre, perciò, il mese di giugno dell'anno 1986, in cui venne dichiarato il fallimento delle società del gruppo". - Il termine di prescrizione del delitto ex art. 434 c.p. - pari nel massimo a 15 anni, se si computano anche gli atti interruttivi - aveva dunque iniziato a decorrere nel 1986, ed era pertanto abbondantemente spirato prima che venisse pronunciata la condanna di primo grado, nel 2012. 

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ven

11

mag

2018

SUL CORTEO CONTRO L'AMIANTO A SESTO SAN GIOVANNI

sab

05

mag

2018

IN Sestoweek SABATO 5 MAGGIO 2018

gio

03

mag

2018

CORTEO CONTRO I MORTI D'AMIANTO E DEL PROFITTO

mar

01

mag

2018

CON I LAVORATORI SFRUTTATI DI TUTTO IL MONDO

 CON TUTTI GLI OPERAI E I POPOLI OPPRESSI DEL MONDO

 

1° maggio di lotta internazionale e corteo proletario a Milano

 

Concentramento ore. 15 in piazza Duca D’Aosta davanti alla Stazione Centrale

 

Contro le guerre imperialiste di rapina, lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, la precarietà di lavoro e di vita, gli omicidi sul lavoro, per l'unita di tutti i proletari del mondo.  Gli operai sono una classe internazionale e combattono lo stesso nemico: il capitalismo e l’imperialismo. Contro tutti i padroni e i governi a cominciare da quelli”italiani”. Il nemico è in casa nostra e sono i padroni e i loro governi.

 

 Contro razzismo, fascismo, e ogni discriminazione.

 

PER UNA SOCIETA SOCIALISTA IN CUI LO SFRUTTAMENTO SIA CONSIDERATO UN CRIMINE CONTRO L’UMANITA’

 

lun

30

apr

2018

DIRITTO ALLA SALUTE E AMIANTO A SESTO S.GIOVANNI (28 APRILE 2018):

COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO: PER RICORDARE TUTTE LE VITTIME DELL’AMIANTO E DELLO SFRUTTAMENTO.

 

 

Sabato 28 aprile 2018 manifestazione e corteo popolare organizzato dal CIP Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” con partenza dalla sede in via Magenta 88 a Sesto S.Giovanni ed arrivo alla lapide commemorativa posta in via Carducci: “A perenne ricordo di tutti i lavoratori morti a causa dello sfruttamento capitalista ora e sempre Resistenza! I compagni di lavoro di Sesto S.Giovanni. 24 aprile 1997”.

 

 

Esibizione della Banda musicale degli Ottoni a Scoppio, deposizione di omaggi floreali, interventi di Michele Michelino (CIP Tagarelli), un lavoratore del Teatro della Scala di Milano, Claudio Menichetti (padre di Emanuela, tra le vittime della strage di Viareggio), una rappresentante del Comune di Sesto, Lorena Tacco (AIEA, Associazione Italiana Esposti Amianto di Paderno Dugnano), Renato Sarti (Teatro della Cooperativa di Niguarda), il Presidente provinciale dell’ANMIL e Daniela Trollio (CIP “Tagarelli”) e rientro in via Magenta.

1.      https://www.youtube.com/watch?v=sFxWNbGq6TQ&t=13s

 

2.      https://www.youtube.com/watch?v=hvg4KdxIUh0&t=19s

 

BANDA MUSICALE DEGLI OTTONI A SCOPPIO:

 

https://www.youtube.com/watch?v=1pninurx1Ss

 

 

RICORDANDO LA STRAGE DI VIAREGGIO (RICCARDO ANTONINI):

 

https://www.youtube.com/watch?v=DQ5nZmwPKXU&t=19s

 


RICCARDO ANTONINI, FERROVIERE LICENZIATO PER AVER DENUNCIATO LE INADEMPIENZE CHE AVEVANO PORTATO ALLA STRAGE DI VIAREGGIO DEL 29 GIUGNO 2009 (32 VITTIME).

 

 

RICORDANDO LA STRAGE DI VIAREGGIO (CLAUDIO MENICHETTI):

 

https://www.youtube.com/watch?v=B78N1o9Txr4&t=37s

 


CLAUDIO MENICHETTI, PADRE DI EMANUELA, UNA DELLE 32 VITTIME DELLA STRAGE FERROVIARIA DI VIAREGGIO DEL 29 GIUGNO 2009.

 

DIRITTO ALLA SALUTE E AMIANTO A SESTO S.GIOVANNI (TG3 28 APRILE 2018):

 

 

https://www.youtube.com/watch?v=qJhLjHHAIfQ

 


L’INTERNAZIONALE (BANDA DEGLI OTTONI A SCOPPIO):

 

https://youtu.be/v6hjm1yrSvA

 

 

dom

29

apr

2018

Da IL GIORNO di oggi domenica 29 aprile

sab

28

apr

2018

MANIFESTAZIONE CONTRO I MORTI SUL LAVORO

Come ogni anno, oggi si è svolto il corteo, organizzato dal Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, in ricordo di tutti i lavoratori e i cittadini uccisi dall'amianto e dal profitto.

 

A ricordare tutti i morti sul lavoro e di lavoro, lavoratori e cittadini che hanno sfilato per le vie dell’ex Stalingrado d’Italia, fino alla lapide che li ricorda, posta dai lavoratori della Breda nel 1997 in via Carducci, sui terreni della fabbrica.

 

Al successivo comizio sono intervenuti:

 

Michele Michelino, presidente del Comitato; familiari dei lavoratori deceduti per l’amianto alla Scala di Milano; familiari dei lavoratori deceduti della ex Breda; “Associazione 29 Giugno” e “Associazione Il Mondo che vorrei” di Viareggio; lavoratori del Comune di Milano; Aiea e Comitato Vittime Eureco di Paderno Dugnano; Amnil (assoc. Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro); l’assessore all’Ambiente del Comune di Sesto S.G. Alessandra Magro; il regista e attore Renato Sarti;

 

tutti accompagnati dalla Banda degli Ottoni a Scoppio che ha chiuso la manifestazione.

 

Dall’inizio dell’anno ci sono stati 200 morti sul lavoro, 4.000 persone  muoiono ogni anni per amianto, decine di migliaia per malattie professionali; dal 1993 al 2012 in Italia, solo per mesotelioma, i morti censiti sono stati 21.463, fra l’indifferenza generale.

 

Andare al lavoro è peggio che andare in guerra! L’amianto è un crimine di pace, di cui sono responsabili padroni, governi, istituzioni e sindacati che, pur sapendo da decenni della pericolosità dell’amianto, nulla hanno fatto per impedire queste morti annunciate.

 

Per noi non si è trattato quindi di una semplice ricorrenza, ma di una giornata di lotta per ricordare non solo i nostri compagni morti, ma per rivendicare la messa al bando totale dell’amianto – prevista dalla legge e mai attuata -  per evitare che la strage continui anche in futuro. 

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio                                                                                             

 

Sesto San Giovanni (Mi) , 28 aprile 2018                      e-mail: cip.mi@tiscali.it

 

mar

24

apr

2018

CORTEO CONTRO I MORTI PER IL PROFITTO

 

Giustizia per le vittime dell’amianto

 

 

IN RICORDO DI TUTTI I LAVORATORI E I CITTADINI ASSASSINATI PER IL PROFITTO

 

 

 

Sabato 28 aprile 2018 – ore 16.00

 

corteo

 

partenza dal Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” di via Magenta 88, Sesto San Giovanni, fino alla lapide di via Carducci

 

 

In tutto il mondo il 28 aprile si celebra la giornata mondiale contro l’amianto. Una fibra killer che continua a uccidere nel mondo oltre 100 mila persone ogni anno. 

 

Secondo l’allarme lanciato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità ogni anno, in Europa, perdono la vita per patologie asbesto-correlate circa 15 mila persone (4mila in Italia) e una persona su tre è a rischio.

 

L’amianto non è un problema del passato ma del presente e del futuro.  Una vera emergenza sociale, ambientale e sanitaria.

 

A 26 anni dalla messa al bando dell’amianto in Italia ci sono ancora 32 milioni di tonnellate d’amianto e le bonifiche sono ancora da fare.

 

Per denunciare questo pericolo, rivendicando misure concrete per la tutela della salute degli esseri umani e per la messa in sicurezza del territorio, da anni molte associazioni e Comitati delle vittime dell’amianto hanno intrapreso campagne informative e contenziosi giudiziari per la difesa della salute e della vita umana.

 

La conoscenza è la prima forma di difesa. 

 

Comitato per la Difesa della salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

 

 

Sesto San Giovanni (Mi)  aprile 2018                                             e-mail: cip.mi@tiscali.it

 

                                                                                           

 

 

lun

23

apr

2018

LEZIONE, FILM CONTRO L'AMIANTO A SCUOLA

Sabato 21 aprile il nostro Comitato con la regista Rosy battaglia e le classi V all'istituto tecnico.

 

La prima lombarda di "La rivincita di Casale Monferrato" a scuola! A Sesto San Giovanni davanti ai ragazzi dell'Istituto Tecnico De Nicola grazie Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio.

Rosy Battaglia 

sab

21

apr

2018

CONTRO L'AMIANTO: OGGI FILM, SABATO 28 IL CORTEO

gio

19

apr

2018

FILM “LA RIVINCITA DI CASALE MONFERRATO”

Sabato 21 aprile film LA RIVINCITA DI CASALE MONFERRATO”, documentario/inchiesta di Rosy Battaglia ore 15, 30, al Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli” in Via Magenta 88 Sesto San Giovanni (Mi)

 

 

Il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio,

invita tutti gli associati e gli amici alla proiezione del

 

film (inedito) “LA RIVINCITA DI CASALE

 

MONFERRATO”, documentario/inchiesta di Rosy Battaglia.

 

Dopo la vergognosa sentenza della Corte d’Appello che ha assolto i padroni e i manager dell’Olivetti imputati di omicidio colposo per i morti d’amianto (già condannati con pene fino a 5 anni e 2 mesi in primo grado) concedendo ancora una volta l’impunità ai padroni, seguirà il dibattito con gli operai delle ex fabbriche Breda, Pirelli, Marelli, Falck e cittadini.

 

mer

18

apr

2018

AMIANTO ALL'OLIVETTI: I PADRONI ANCORA IMPUNITI

LA GIUSTIZIA DEI PADRONI: IL PROFITTO PRIMA DI TUTTO

 

Operai morti per amianto all’Olivetti; nessuno è stato. I padroni ancora una volta assolti.

 

Oggi 18 aprile 2018 I giudici della Corte d’Appello ribaltando la sentenza di primo grado del luglio 2016 emessa dal tribunale di Ivrea che aveva condannato 13 imputati per la morte degli operai, hanno assolto i padroni, De Benedetti, l’ex ministro Passera e tutti gli imputati.

Le tredici condanne si sono trasformate in altrettante assoluzioni. Il processo riguardava casi di dipendenti dell'azienda eporediese che si erano ammalati o erano deceduti per il contatto con sostanze nocive sul luogo di lavoro a Ivrea come in altri stabilimenti Olivetti del Canavese.

 

La Corte d'Appello è andata contro la Procura Generale di Torino, che invece, aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado per tutti gli imputati. Inoltre come ormai succede spesso, i giudici non solo hanno assolto i padroni della fabbrica, ma hanno condannato le parti civili, Associazioni e famigliari, compreso il Comune di Ivrea, al pagamento delle spese processuali mandando un segnale chiaro a chi si ribella alle morti sul lavoro e di lavoro.

 

Nella società capitalista attuale, in cui lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo è legale e regolato dalle leggi fatte dai politici al loro servizio, questi processi non si devono più da fare perche ricercare la verità e la “giustizia” in una società che mette il profitto prima della salute e della vita umana, può costare caro anche in termini economici.

 

Ora la Procura nel gioco delle parti della democrazia borghese annuncia ricorso in Cassazione, intanto gli operai e i lavoratori continuano a morire, mentre i malati e i famigliari aspettano una “giustizia” che non arriverà mai.

 

Abbiamo perso un’altra battaglia ma la lotta contro lo sfruttamento e le morti “innaturali” continua.

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

 

sab

14

apr

2018

CENTRALE A CARBONE DI VADO LIGURE.

COMUNICATO STAMPA DI MEDICINA DEMOCRATICA ONLUS RELATIVO AL RINVIO A GIUDIZIO PER 26 PERSONE, TRA DIRIGENTI E MEMBRI DEL CDA DELLA CENTRALE A  CARBONE TIRRENO POWER (EX ENEL) DI VADO LIGURE.

Un altro importante passaggio, dopo l'inchiesta, le perizie dei tecnici della Procura ed il sequestro dei gruppi a carbone, conferma che la denuncia da parte delle associazioni ambientaliste e dei cittadini relativa agli  enormi danni alla salute ed all'ambiente causati dalla centrale di Vado Ligure nei 40 anni di attività si poggiava su basi concrete.     
Chi e in che misura è stato individualmente responsabile di questo disastro ambientale, delle malattie e delle morti premature, lo deciderà il procedimento penale che prenderà il via il 11 dicembre prossimo, anche se cavilli burocratici e prescrizioni sono sempre dietro l'angolo per favorire i poteri forti, ma un giudizio politico su quanto è avvenuto, sulle connivenze trasversali e sulle responsabilità della politica e delle istituzioni nel coprire i comportamenti dolosi ed omissivi operati dalle direzioni succedutesi nel gestire la Centrale ci sentiamo di darlo già adesso, ed in parte lo hanno già dato le elezioni appena passate nonostante che in questo procedimento siano state archiviate le posizioni dei politici, degli amministratori, di chi doveva controllare e non lo ha fatto.

SE NON ALLORA, ADESSO!

Medicina Democratica si è già costituita nel procedimento quale parte civile, ed assisterà con i propri legali  quanti, a causa di questa esposizione, si trovano a vivere in uno stato di  incertezza e di angoscia per il timore di contrarre quelle patologie che hanno già causato le centinaia e centinaia di malattie e decessi segnalate recentemente da nuovi studi epidemiologici, ma la speranza è che anche I Comuni nei dintorni della centrale Tirreno Power di Vado Ligure, la Provincia di Savona, la Regione Liguria e l’Asl 2, oltre al Ministero della Salute,  si costituiscano parte civile.

Se non dovesse avvenire sarebbe inspiegabile, dato che i rappresentanti delle popolazioni esposte sono anche coloro che poi dovranno intervenire economicamente per curare ed assistere le persone ammalate per colpa di questa esposizione, oltre a doversi sobbarcare i costi delle bonifiche che, in Italia, ben difficilmente vengono fatte pagare a chi ha inquinato.

Non si capisce quindi perché non debbano intervenire nel procedimento e chiedere di essere risarciti da coloro che hanno causato il disastro, per recuperare almeno parzialmente quello che hanno dovuto o dovranno spendere.

Per Medicina Democratica Onlus il referente locale Loschi Maurizio

12/4/18

 

 

mer

11

apr

2018

AMIANTO AL TEATRO SCALA. DA ZONANOVE - APRILE

gio

05

apr

2018

TELELOMBARDIA

gio

05

apr

2018

9° ANNIVERSARIO DEL TERREMOTO DELL'AQUILA

Saluto al Comitato Familiari Vittime Casa dello Studente dell’Aquila e a tutte le associazioni.

 

In ricordo delle vittime in occasione del 9° anniversario del sisma del 6 aprile 2009.

Cari compagne e compagni di lotta,purtroppo per una serie di impegni non riusciamo a essere presenti fisicamente all’incontro delle associazioni e dei comitati.

Con questo messaggio vogliamo però portare il nostro saluto alla vostra assemblea e a tutti coloro che – comitati, associazioni, familiari, cittadini – da anni si battono per ottenere giustizia.

 

Le vittime dell’Aquila, quelle degli altri disastri ambientali e i morti di lavoro come le vittime dell’amianto, sono vittime del profitto, non di un destino contro cui non si può fare nulla.

 

Siamo insieme a voi nella vostra lotta, e insieme a tutti coloro che non si arrendono, che hanno saputo trasformare il loro dolore in organizzazione e ferma determinazione per ottenere giustizia, una giustizia che non arriva mai.

 

La vostra resistenza è un esempio di civiltà: donne e uomini che si battono contro la barbarie di una società che, in nome del dio denaro, mercifica tutto facendo soldi sulla salute e sulla vita e la morte degli esseri umani.

 

 

E voi, come noi, vi battete non solo per il passato, ma per il presente e per il futuro: perché altri non subiscano quello che hanno subito i nostro cari, perché non ci siano più stragi, impunite o no, perché la vita umana diventi davvero la cosa più importante da salvaguardare in una società che, invece del profitto, metta al primo posto la salute e la vita.

 

 

 

Vi auguriamo quindi buon lavoro, perché il vostro dolore è il nostro, e la vostra lotta è la nostra.

 

 

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

 

Il Presidente

 

Michele Michelino

 

 

 

 

 

per contatti: cell. 3357850799   

 

                                                  mail: cip.mi@tiscali.it

 

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gio

29

mar

2018

CONTINUA LA GUERRA DI CLASSE

 

 

DI LAVORO SI CONTINUA A MORIRE: IL CAPITALISMO E’ UN VAMPIRO CHE SI ALIMENTA E PROSPERA’ SUL SANGUE OPERAIO.

 

Un’esplosione, scoppio in un serbatoio nel porto industriale di Livorno ha provocato la morte di due operai di 25 e 52 anni. Altri operai sono rimasti feriti. Ora ci sarà l’ennesima inchiesta e un processo che si concluderà come sempre dopo anni e vari gradi di giudizio. I tempi lunghi dei processi e la prescrizione concedono l’impunità ai padroni assassini. La giustizia dei padroni tende sempre a proteggere gli sfruttatori, per i padroni nessuno è responsabile se non gli operai che si sono trovati al posto sbagliato nel momento sbagliato.

 

Il 28 marzo Alla Sanac di Massa, atri tre operai sono rimasti feriti nell'esplosione, all'interno dell'azienda, che tratta materiale edile refrattario.

 

Dal 1° gennaio 143 morti sui luoghi di lavoro in Italia. Almeno altrettanti muoiono sulle strade e in itinere.

 

Nel 2017 il dato dell’Inail (ancora provvisorio in attesa dei dati definitivi che arriveranno con la relazione annuale di luglio) sale a 1.029 ‘casi mortali’, +1,1%.

 

I dati dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro ci dicono che dal 1° gennaio sono 143 morti sui luoghi di lavoro in Italia, e almeno altrettanti muoiono sulle strade e in itinere.

 

 

 

mar

20

mar

2018

MORTI AMIANTO: da IL GIORNO di oggi

gio

15

mar

2018

MORTI PER AMIANTO: PRESIDIO IN TRIBUNALE

Lunedì 19 marzo ore 10.00 presidio al Palazzo di Giustizia di Milano per i morti d’amianto al Teatro alla Scala e conferenza stampa.

 

Invitiamo tutti gli associati e amici a partecipare.

 

Il nostro Comitato insieme ai famigliari delle vittime, il Comitato Ambiente Teatro Scala, altre associazioni e sindacati si è presentato come parte civile nel processo per essere al fianco delle vittime. Il Tribunale di Milano in questi processi finora ha dimostrato un orientamento favorevole ai padroni e manager assassini assolvendoli e lasciandoli impuniti.

 

In questo processo sono imputati 5 dirigenti del Teatro la Scala, accusati della morte di 10 lavoratori a causa dell’amianto. Il processo davanti al giudice Mariolina Panasiti, Presidente della 9° Sezione Penale, e al PM Maurizio Ascione riparte dopo un anno e mezzo di rinvii, cambio di giudice, altri cavilli e, finalmente comincia con le prime 5 testimonianze del PM

 

L’udienza del 19 marzo avverrà nell’aula 9 bis al piano terreno mentre si terrà il presidio.

 

 

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

 

mer

14

mar

2018

DI SFRUTTAMENTO SI CONTINUA A MORIRE

DI LAVORO E SFRUTTAMENTO SI CONTINUA A MORIRE

 

Ieri 13 marzo a Cavriana, (MN) verso le ore 13.30 è morto un operaio 51enne nel cantiere di costruzione della tangenziale di Guidizzolo, in località San Giacomo di Cavriana.

 

L’operaio è stato colpito da un pezzo di gru che ha improvvisamente ceduto, schiacciando. Mercoledì scorso un altro operaio, aveva perso la vita, in quel caso per un infarto mentre era al lavoro per la realizzazione della tangenziale.

 

Secondo l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro dal 1° gennaio 2018 al 13 marzo sono 107 i morti sui luoghi di lavoro in Italia, di cui 12 in Lombardia (ricordiamo che sono almeno altrettanti i lavoratori morti sulle strade e in itinere nelle province e non sono conteggiati i morti sulle autostrade). 

 

Nel 2017 i morti sui luoghi di lavoro sono stati 632, oltre 1350 con le morti per infortunio con i mezzi di trasporto.

 

In una società in cui l’unico diritto riconosciuto è quello del profitto a scapito della sicurezza e della salute gli operai continuano a essere carne da macello. Ora come sempre si aprirà la solita inchiesta con avvisi di garanzia ai manager che come sempre finirà con l’impunità dei responsabili.

 

O noi operai ci organizziamo contro questo sistema sociale, dove i borghesi si appropriano e arrochiscono sul nostro lavoro e sulla nostra pelle o continueremo a essere sfruttati e morire per il profitto.

gio

08

mar

2018

8 MARZO

8 marzo, giornata internazionale della donna lavoratrice

 

Per noi… niente mimose, grazie!

 

Svegliamoci, svegliamoci umanità, non c’è più tempo! Le nostre coscienze saranno scosse dal fatto di stare soltanto contemplando l’autodistruzione basata sulla depredazione capitalista, razzista e patriarcale!”.

 

Sono le parole di Berta Càceres, leader del popolo indigeno Lenca e co-fondatrice del Consiglio delle organizzazioni popolari ed indigene dell'Honduras (COPINH). Con una dura lotta riuscì, insieme al suo popolo, ad evitare  la costruzione di una diga sul Rio Gualcarque, sacro ai Lenca, ad opera di una joint venture tra la compagnia honduregna DESA e la cinese Sinohydro, il più grande costruttore di dighe al mondo. Dopo anni di minacce, è stata assassinata nella sua casa il 2 marzo 2016. Pochi giorni fa è stato arrestato il mandante del suo assassinio: il presidente della DESA. Berta è una dei 130 ambientalisti uccisi in Honduras.

 

 

 

L’8 marzo è una giornata di lotta “internazionale”:  così vogliamo ricordare alcuni nomi delle donne proletarie, rivoluzionarie, comuniste che nel corso dei decenni hanno lottato in prima fila per un mondo senza sfruttatori, senza oppressori, contro il colonialismo, il capitalismo, l’imperialismo.

 

Solo alcuni nomi, ma dietro a questi ci sono migliaia e migliaia di donne invisibili che continuano la loro lotta, nelle condizioni più difficili, in tutti i continenti, per un mondo diverso e contro le menzogne imperiali sulle guerre, fatte per “ragioni umanitarie” e per difendere ”i diritti delle donne”, nascondendo il fatto che in Afganistan, in Iraq, in Libia le donne godevano di diritti e condizioni di vita incomparabilmente migliori prima che l’aggressione imperialisti precipitasse i loro paesi in un caos di violenza e di oscurantismo.

 

 

 

 

Prima di partire nel nostro giro intorno al mondo, un pensiero va a Rosa Luxemburg, ad Alexandra Kollontaj, a Nadezda Krupskaja e alle operaie russe che il 23 febbraio 1917 (l’8 marzo per il nostro calendario) scesero in sciopero trasformando la giornata in una vera e propria insurrezione.

E, tra le 35.000 donne partigiane, a Onorina Brambilla Pesce, Carla Capponi, Gisella Floreanini e Gina Galeotti Bianchi, la partigiana “Lia”.

 

 

 

 

Fu Nwanyeruwa, una donna Ibo della Nigeria, a scatenare la prima, anche se breve, sfida alle autorità britanniche nell’Africa Occidentale. Nel novembre 1929, organizzata da lei, scoppiò la Guerra delle Donne: circa 25.000 donne di tutta la regione protestarono, manifestarono e lottarono contro l’imposizione delle tasse applicata anche alle donne che, tradizionalmente, ne erano esenti. Dopo qualche mese piegarono l’Impero Britannico.

 

E Lakshmi Sehgal, rivoluzionaria del Movimento per l’Indipendenza dell’India, capitano in un reggimento composto interamente da donne che lottavano - nel decennio del 1940 - contro l’Impero Britannico per la liberazione dell’India.

 

Cuba, marzo 1952: colpo di Stato di Fulgencio Batista. Una ragazza di nome Celia Sànchez, nata a a Media Luna, figlia di un medico, entra a far parte della guerriglia. Grazie alle sue doti di organizzatrice, i superstiti del Granma riescono a raggiungere la Sierra Maestra da dove partirà l’offensiva che si concluderà il 1° gennaio 1959 con l’entrata dell’Esercito Ribelle di Fidel Castro e Ernesto Che Guevara all’Avana. Prima donna combattente, fino alla morte lavorerà per la Rivoluzione.

 

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gio

01

mar

2018

3 MARZO ASSEMBLEA COMITATO

 

Sabato 3 marzo 2018- ore

 

15,30 - ASSEMBLEA

 

 presso il

 

CENTRO DI INIZIATIVA

PROLETARIA “G. TAGARELLI”

 

Via Magenta 88 Sesto San Giovanni

 

 

O.d.G.:

 

1)     Bilancio delle attività del Comitato e resoconto delle iniziative fatte.

 

2)    .Informazione sulle cause penali

 

3)     Corteo del 28 aprile, giornata mondiale contro l’amianto

 

4)    Varie.

 

 

 

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mer

28

feb

2018

LETTERA PUBBLICATA SU ZONANOVE

Perché i cortei per Macerata?

 

Anche a Milano tanti cittadini del IX municipio (ex zona 9) hanno partecipato alla manifestazione antirazzista e antifascista nel lungo corteo che si è svolto sabato 10 febbraio per le vie della città.

I fatti sono noti: un nazista dichiarato, ex candidato della Lega, a Macerata il 3 febbraio ha sparato a 6 persone, 6 africani. Saluto romano, avvolto nella bandiera italiana, all’arresto ha gridato “Viva l’Italia”. I nazifascisti di Forza Nuova si sono subito mobilitati a difendere l’autore della sparatoria esponendo uno striscione in cui c’era scritto: “Pieno sostegno a Luca Traini”.

 

In molti, sia a destra che a sinistra, dopo aver “deprecato” l’accaduto, hanno comunque ripetuto che “l’immigrazione è un problema”, ma è proprio vero?

 

E’ arrivato il momento di fare chiarezza su alcuni slogan che sentiamo ripetere sempre più spesso, in televisione, sui mass-media e anche nei bar di Niguarda quando andiamo a prendere un caffè.

 

Gli immigrati ci rubano il lavoro”: balle spaziali, il lavoro ce l’hanno rubato i nostri padroni “italianissimi” che, tra i primi al mondo, per massimizzare i loro profitti hanno delocalizzato la produzione, chiudendo le fabbriche e portandole nei paesi poveri, guadagnandoci così due volte. Paghe da fame all’estero e in Italia e cancellazione di ogni diritto conquistato dai lavoratori nel nostro paese, col ricatto del licenziamento.

 

Dobbiamo difendere i nostri valori”: ma quali sono questi valori? Prima di tutto il valore assoluto è, da decenni, “il mercato”. In nome del mercato sono stati tagliati sanità, scuola, assistenza e la possibilità di avere un futuro da tutti i giovani, italiani e non, con misure come il Job Act. E quando ci si ribella, com’è avvenuto a Rosarno nel 2010, dove i raccoglitori di arance e pomodori vivono tuttora in condizioni di schiavitù, ecco il solito “folle” che spara e uccide.

 

Di sfruttamento non muoiono solo gli “immigrati”, perché i padroni non sono razzisti, sfruttano allo stesso modo bianchi e neri. Nel 2015 e nel 2017 due donne italiane, braccianti nelle campagne di Andria e di Taranto, sono morte - letteralmente - di sfinimento.

 

Prima di tutto gli italiani”: noi e loro, ma chi sono questi “noi” e questi “loro”? Con chi condividiamo le nostre condizioni di vita e di lavoro, di precariato, di disoccupazione, di sfruttamento, con i “nostri” padroni italiani o con gli altri lavoratori, di qualsiasi colore e provenienza siano? Dietro le frasi di politici, padroni che si lanciano contro gli immigrati al grido “Prima gli italiani”, si nasconde l’interresse economico di chi sfrutta in modo sempre più intensivo sia gli operai italiani che quelli “stranieri”.

 

Chi sono i nostri veri nemici?  

 

Viva l’Italia”, ha gridato il nazista: quale Italia, quella degli industriali e dei banchieri, per salvare i quali i soldi ci sono sempre? Quell’Italia che spende 64 milioni di euro al giorno per le forze armate, per partecipare in prima fila alle guerre che portano fame e morte nei paesi da cui gli “immigrati” sono costretti a fuggire e lauti profitti a petrolieri, industrie degli armamenti?

 

Anche fra “italiani” esistono oppressi e oppressori, sfruttati e sfruttatori.

 

Infine oggi si dice spesso che “non esistono più destra e sinistra”.

 

Ma i fatti come quello di Macerata dimostrano che la battaglia contro il fascismo non è cosa del passato: così come alla sua nascita servì agli agrari emiliani per reprimere le lotte degli operai e dei contadini, anche oggi il fascismo è finanziato e usato contro i lavoratori di qualsiasi colore e nazionalità, dagli sfruttatori che hanno interesse a dividere i lavoratori e gli esseri umani per mantenere lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

 

Michele Michelino (febbraio)

 

 

 

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COMUNICATO ASSOCIAZIONI E COMITATO

AMIANTO: QUESTI PROCESSI NON SAN DA FARE!

Sembrerebbe lo slogan della Quinta sezione penale del Tribunale di Milano. Per la verità nel giro di pochi giorni sono arrivate due sentenze di assoluzione da  parte di questa Corte d'Appello, ambedue per amianto: la prima riguardava la Fibronit di Broni , la seconda -  quella di oggi -  si riferiva ai 27 morti della Pirelli di Milano, i cui imputati sono stati mandati assolti per non aver commesso il fatto.


Eppure il Tribunale di Torino in due processi analoghi contro i vertici Pirelli ha emesso sentenza di condanna, confermata dalla Corte d'Appello di Torino, in relazione ai medesimi reati. 

 

Perché' queste differenze? Perché la Cassazione, nella gran parti dei casi, ha confermato le condanne inflitte dalle Corti di merito? Perché invece anche in primo grado la quinta sezione del Tribunale di Milano assolve? Perché la Suprema Corte di Cassazione ha affermato e riaffermato nel tempo solidi principi giuridici - (in punto di anti-scientificità della trigger dose, di antigiuridicità dei TLV, di affermazione della teoria multistadio nei casi di mesotelioma come la più autorevole e accredita nella comunità scientifica, di prevenibilità e prevedibilità dell’evento, di accelerazione della latenza, di posizioni di garanzia dei componenti del CDA quali effettivi datori di lavoro sui quali gravava, anche in caso di delega, un dovere di vigilanza e di intervento sostitutivo non demandabile a nessuno, di piena conoscenza da parte del mondo industriale italiano della cancerogenicità dell’amianto quanto meno a partire dal 1964, anno in cui si celebrò la Conferenza di New York) - che vengono sistematicamente disattesi dalla Corte d’Appello di Milano?

 

E' una posizione giuridica o è una posizione politica?

Pensiamo opportuno chiederlo al Consiglio Superiore della Magistratura.

Ma intanto parliamo dei morti per amianto; morti prematuri, morti con grandi sofferenze. Grande dolore di famigliari ed amici. Morti due volte per mancata giustizia.  Veramente inaccettabile.

 

Lo renderemo noto anche alla Commissione del Senato  per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali che il 29 novembre p.v. ha invitato le associazioni alla presentazione della bozza di Testo Unico delle leggi sull'amianto (Senato della Repubblica, Palazzo Giustiniani – Sala Zuccari ore 9,30).

 

Sarà una legge che aiuterà a fare giustizia? Toglierà la prescrizione per i reati contro la salute e sicurezza sul lavoro? promuoverà un piano per l'eliminazione totale dell'amianto? Renderà semplice e automatico il riconoscimento delle malattie professionali e delle esposizioni all'amianto? Sottoporrà gli ex esposti a sorveglianza sanitaria? Aiuterà le vittime e i loro famigliari a denunciare e ne sosterrà le spese?

BASTA AMIANTO E GIUSTIZIA PER LE VITTIME

 

COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO, ASSOCIAZIONE ITALIANA ESPOSTI AMIANTO, MEDICINA DEMOCRATICA

 

Milano, 24 novembre 2016

 

 

AMIANTO PIRELLI. PER I MORTI NESSUNA GIUSTIZIA

Amianto:Comitato vittime,morta giustizia

Presidente Michelino critica la sentenza di assoluzione

 (ANSA) - MILANO, 24 NOV - "La giustizia che assolve gli assassini significa la morte dei Tribunali, significa che sui luoghi di lavoro c'è licenza di uccidere e impunità". Lo ha detto Michele Michelino, presidente del Comitato per la difesa della Salute nei luoghi di lavoro (parte civile), commentando la sentenza con cui oggi, ribaltando il verdetto di primo grado, la Corte d'Appello di Milano ha assolto 11 ex manager della Pirelli imputati per omicidio colposo in relazione alla morte di una ventina di operai per forme tumorali, secondo l'accusa, causate dall'esposizione all'amianto.
    "Non si può accettare che si continui a morire sui luoghi di lavoro, siamo arrabbiati e non ci arrendiamo", ha spiegato Michelino con a fianco Silvestro Capelli, esponente del comitato e ex operaio che, come ha spiegato, ha lavorato "per 17 anni in un'altra fabbrica, la Breda a Milano, e poi mi sono ammalato".
 

ANCORA UN'INGIUSTIZIA

161124 COMUNICATO PIRELLI b.pdf
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ROMA: II° ASSEMBLEA NAZIONALE AMIANTO

ULTIMI VIDEO E FOTO

Pubblichiamo nella sezione archivio le motivazioni della sentenza di condanna dei dirigenti Pirelli nel processo di 1° grado decisa dal Tribunale di Milano - Giudice Martorelli per i lavoratori morti d'amianto. (gennaio 2016).

Video del corteo contro l'amianto e i morti sul lavoro- 28 aprile 2018 a Sesto San Giovanni e articoli dei giornali nella sezione stampa in alto sulla pagina.

Servizio TG RAI sulla protesta per l'assoluzione dei dirigenti Enel.

Assemblea del Comitato del 31 gennaio 2015.

Corteo contro i morti per amianto e lo sfruttamento del 26 aprile 2014

Marzo 2014. Video - intervista al Comitato di Altraeconomia sulla responsabilità dei dirigenti per le morti operaie per amianto e sul processo contro i dirigenti Pirelli in corso a Milano

FOTO DEL CORTEO A LUCCA IN SOLIDARIETA' ALLE VITTIME DELLA STRAGE DI VIAREGGIO.

video e foto della manifestazione a Roma l'8 ottobre 2013 alla Camera dei Deputati delle associazioni e comitati contro l'amianto

Video della presentazione de "La fabbrica del panico" con gli operai della Breda Fucine, l'autore del romanzo Stefano Valenti, Guido Viale e Michele Michelino  

nella sezione video riportiamo immagini della protesta contro l'Inail del 15 maggio 2013 e l'incontro fra la nostra delegazione e quella dell'Inail

Intervista del nostro Comitato a Sky tg24 del 21 novembre 2012

Pubblichiamo nella sezione "Leggi" (in alto sulla pagina)

 

 

il Decreto interministeriale sul Fondo per le Vittime dell'amianto del 13 gennaio 2011

 

News

Foto del corteo del 27 aprile 2013 a Sesto San Giovanni contro l'amianto e lo sfruttamento.

Nuove foto e video del presido operaio contro l'Inail del 16/01/2013

Nella sezione video immagini della conferenza stampa sull'amianto nel palazzo Comunale di via Larga a Milano e servizio di RAI 3 del 2 aprile 2012

nella sezione stampa, nuovi articoli sul processo Pirelli a Milano

Nella sezione foto, nuove fotografie del presidio al Tribunale di Trento del 12 dicembre 2011 e nella sezione video le immagini.

Nella sezione foto immagini dell'assemblea dell'8 ottobre 2011.

 

 Nella sezione foto, nuove immagini delle iniziative fatte nel mese di agosto 2011.

Nella sezione foto, immagini della conferenza stampa del 15 giugno 2011 a Bassano del Grappa (Vi)

NELLA SEZIONE FOTO IMMAGINI DELLA FIACCOLATA A L'AQUILA DEL 6 APRILE 2011

Nella finestra stampa ci sono nuovi articoli apparsi sui giornali.

 

Nella sezione foto ci sono le ultime e tante altre.

Nella finestra Archivio, ci sono le ultime sentenze di importanza Nazionale

Nella sezione video potete trovare i filmati della II Conferenza Nazionale sull'Amianto del 6-7-8 novembre 2009 a Torino.

Nella sezione libri trovate i nostri testi