Tutti sapevano e nessuno ha parlato.

Lo sapevano i sindacati.

Lo sapeva la direzione dell'azienda.

Lo sapeva l'assessorato alla sanità.

Lo sapevano tutti, e non gli operai ...

 

 

Visitate il sito del:

Centro di Iniziativa Proletaria

G. Tagarelli

mar

17

gen

2017

DALLA RIVISTA MEDICINA DEMOCRATICA GENNAIO 2017

CRISI ECONOMICA E AUMENTO DELLA POVERTA’

 

Michele Michelino (*)

 

La crisi non colpisce tutte le classi sociali allo stesso modo.

 

Secondo una fotografia scattata da Oxfam International alla vigilia del World Economic Forum di Davos, aggiornata alla fine dello scorso anno, i 62 super-miliardari più ricchi del mondo hanno un patrimonio che equivale a quello della metà più povera della popolazione globale.

 

L’Italia non è da meno: i dati del 2015 mostrano che l’1% più abbiente degli italiani detiene il 23,4% della ricchezza nazionale netta, una quota che in valori assoluti è pari a 39 volte la ricchezza del 20% più povero dei nostri connazionali. Nel corso degli ultimi 15 anni oltre metà della ricchezza è finita a ingrossare i patrimoni del 10% più possidente.

 

Con la crisi economica (2008-2016) la povertà in Italia è in continua crescita.

 

Gli ultimi dati Istat evidenziano che negli scorsi 3 anni, in Italia le persone in condizioni di povertà assoluta sono 4,6 milioni, comprese in 1,6 milioni di famiglie.

 

Peggiorano le condizioni sia dei nuclei familiari operai che degli impiegati. In particolare, soprattutto nell’Italia meridionale, sono relativamente indigenti quasi quattro famiglie su dieci. La povertà è in aumento anche al Nord sia in termini di famiglie (da 4,2 del 2014 a 5,0% attuale), sia di persone (da 5,7 a 6,7%), e anche tra le famiglie con persona di riferimento tra i 45 e i 54 anni di età (da 6,0 a 7,5%).

 

Inoltre secondo dati Eurostat riferiti al 2015, in Italia vi sarebbero a rischio povertà 17,4 milioni di persone, in crescita di 2,4 milioni di unità rispetto al 2008, anno d’inizio della crisi. In valore percentuale, il +3,2% segnato in questi anni ci pone al quarto posto, dopo Grecia (+7,6%), Cipro (5,6%) e Spagna (+4,8%), ma in valore assoluto siamo primi in Europa.

 

Anche sul fronte dell’occupazione l’Italia è agli ultimi posti in Europa con una disoccupazione giovanile superiore al 37% (mentre in Germania è intorno al 6%).

 

Dopo tante chiacchiere sull’efficacia del Jobs Act, i dati dicono l’Italia è tra i tre paesi UE con il più basso tasso di occupazione nella fascia di età tra i 20 e i 64 anni, dati questi confermati anche dall’Osservatorio sul precariato dell’Inps, che rilevano un rallentamento delle assunzioni, dopo il boom dello scorso anno stimolato dagli incentivi fiscali previsti dal Jobs Act.

 

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mer

11

gen

2017

DAL GIORNALE MENSILE ZONA NOVE - GENNAIO

Dal giornale mensile ZONA NOVE di NIGUARDA – CA’ GRANDA – BICOCCA – PRATOCENTENARO – ISOLA (IX municipio di Milano) distribuito in 32000 copie

Morti d’amianto: assolti gli imputati

Cosa succede al Tribunale di Milano?

Michele Michelino

Operai morti per amianto: il 19 dicembre assolti i nove manager imputati nel processo Pirelli bis.

 Ancora una volta per il tribunale di Milano nessuno è colpevole della morte e delle lesioni gravissime per i 28 casi di operai morti o ammalatisi a causa dell'amianto, che hanno lavorato negli stabilimenti milanesi dell'azienda tra gli anni '70 e '80. L’ha deciso il giudice della V Sezione Penale, Anna Maria Gatto, che ha assolto i nove manager Pirelli accusati di omicidio colposo "perché il fatto non sussiste” e per “non aver commesso il fatto”.

Una decisione definita “antioperaia” dal Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro, parte civile nel processo insieme a Medicina Democratica, l’Associazione Italiana Esposti Amianto e la Camera del Lavoro (CGIL) perché, andando anche contro la perizia del consulente nominato dalla stessa giudice, ha sancito l’impunità per i responsabili della morte di 28 lavoratori.

Alla lettura della sentenza i presenti hanno gridato ripetutamente “vergogna” e dopo le proteste in aula, alcune decine di persone, vittime e solidali, hanno sfilato per i corridoi del Palazzo di Giustizia con due striscioni, uno  che recitava "gli operai sono stati uccisi due volte: dai padroni e dai giudici"." e un altro che ricordava le vittime del profitto.

Ancora una volta la verità storica è stata diversa da quella giuridica.

Le testimonianze degli opera nel processo, dell’ASL, dei consulenti del pm Ascione, e di quelli delle parti hanno ampiamente ricostruito e dimostrato la verità storica delle condizioni di lavoro alla Pirelli e delle ragioni di tutte queste morti a causa dell'inalazione delle fibre di amianto presenti negli stabilimenti milanesi tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta, l’inesistenza di protezioni adeguate e di tutele antinfortunistiche e di protezione della salute.

Tuttavia ancora una volta la verità giuridica, in un paese che conta più di 1.000 morti l’anno sul lavoro (4.000 altre provocate solo dall’amianto e altre decine di migliaia di malattie professionali) è stata un’altra.

Le aziende devono poter continuare a produrre senza lacci e lacciuoli e le morti operaie non devono essere un costo, neppure giudiziario.

I processi giunti a sentenza con le assoluzioni dei padroni e manager alla Pirelli come all’Enel, alla Franco Tosi o alla Fibronit di Broni, non sono di buon auspicio per i processi in corso alla Breda/Ansaldo di Viale Sarca, all’Alfa Romeo, al Teatro alla Scala, dove l’amianto era persino nel sipario, e in Atm, dove la fibra rivestiva le pareti dei depositi e le volte delle gallerie della metropolitana-.

Affermano il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio e le associazioni “ noi non ci fermeremo. Non accettiamo che la legge sia sempre con i padroni; anche se sappiamo di vivere in un paese dove la legge è di classe, noi continueremo a lottare perché vogliamo giustizia, una giustizia vera che dica chi e perché ha ucciso questi operai e non fermeremo la nostra lotta finché i responsabili di questo genocidio non saranno fermati e puniti. Questo non riporterà in vita i morti e non guarirà il dolore dei loro famigliari e dei malati ma senz’altro ne eviterà altri”.

L’amianto non è un problema del passato, ma del presente e del futuro e lo ricorda ogni giorno la lista degli ex lavoratori e cittadini che si ammalano e muoiono. 

L’amianto non è solo un problema giudiziario ma ambientale, sociale, medico. La bonifica del territorio, dei luoghi di lavoro e degli stabili contenenti manufatti di amianto va avanti molto a rilento mentre le vittime dell’amianto continuano ad ammalarsi e morire aspettando una giustizia che non arriva mai. In Italia, secondo stime del ministero dell’ambiente, ci sono ancora 32 milioni di tonnellate  d’amianto solo per quello che riguarda i tetti di Eternit

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dom

08

gen

2017

articolo di LA REPUBBLICA

Da La Repubblica del 8/1/2017

In Lombardia dieci processi ma nessuna condanna ai manager delle aziende

Franco Vanni

La sentenza da cui tutto è cominciato risale al febbraio 2005 e riguarda dodici ex dirigenti della Breda Ansaldo. Sul caso della morte per mesotelioma pleurico dell’operaio Giancarlo Mangione – in Breda per quarant’anni, deceduto nel 1995 - per la prima volta il tribunale riconosceva responsabilità ai manager di una fabbrica che non produceva amianto, ma usava la fibra negli stabilimenti. Il giudice Ambrogio Moccia assolse tre imputati. Per altri nove, emise una sentenza di non luogo a procedere “per intervenuta prescrizione”. Nessun colpevole. Ma le motivazioni contengono alcuni degli elementi che hanno poi spinto i familiari degli operai deceduti a fare cause contro i manager delle aziende negli anni Settanta e i Novanta. Pirelli come Enel, ’Alfa Romeo come la Franco Tosi. Ma anche al teatro alla Scala, dove d’amianto era foderato persino il sipario, e in Atm, dove la fibra rivestiva le pareti dei depositi e le volte delle gallerie del metrò.

 

Scrive Moccia: “La nocività dell’amianto era nota da tempo immemorabile. E solo l’amianto respirato sul luogo di lavoro può qualificarsi causa del mesotelioma letale”….se il dovere di sicurezza è a carico del datore di lavoro, dirigenti e preposti, allora è indubbio che avevano l’obbligo giuridico di attivarsi, obbligo del tutto disatteso”. Nella sentenza è però affermato un principio che sarà alla base di assoluzioni e sentenze di non luogo a procedere. Per Moccia, infatti, “agli imputati non possono essere addebitate oltre misura  responsabilità  …. che hanno affondato le loro radici nel sistema industriale dell’epoca, e che non tocca a un organo giurisdizionale giudicare”.

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mer

04

gen

2017

DAL QUOTIDIANO IL GIORNO DI OGGI 4 GENNAIO

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lun

02

gen

2017

CIAO DANIELA

La compagna Daniela Cavallotti ci ha lasciato

 

Questa notte Daniela Cavallotti, ex lavoratrice del Comune di Milano e storica delegata RSU e della RdB, è morta a 67 anni stroncata da un mesotelioma pleurico causato dall’esposizione professionale all’amianto.

 

Daniela si è ammalata lavorando per 25 anni nel Palazzo Pirelli di via M.Gioia a Milano chiuso da circa tre anni per amianto, e fino all’ultimo ha lottato contro la malattia e contro le istituzioni - Comune di Milano, ASL di p.le Accursio e Magistratura - per ottenere una giustizia che le è stata negata. Lei è l’ennesima vittima del profitto e dell’indifferenza  di chi del profitto è servo.

 

Daniela, da sempre in prima fila nelle lotte per la difesa dei lavoratori e per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro insieme a un piccolo gruppo di delegati, ha condotto tante battaglie, oltre a quelle sindacali, per la bonifica dei siti del comune contenente amianto a cominciare dalle scuole.

Fra queste sue tante battaglie vogliamo ricordarne alcune, quelle fatte assieme a pochi delegati RSU:  la bonifica dall’amianto del Museo di Storia Naturale (metà di tantissime persone, in maggioranza bambini), della sede di Via Larga (sottotetto e altre stanze), di Palazzo Marino (spogliatoi dei vigili e dei commessi), del Museo Egizio e di tante altre sedi, compreso il palazzo in cui lavorava, dove i dirigenti avevano sempre negato la presenza d’amianto.

 

Oggi siamo colmi di tristezza e di rabbia.

Con Daniela se ne va una parte di tutti noi che abbiamo condiviso vittorie, sconfitte, desideri e tante lotte.

La sua vita, fin da giovanissima, bella ragazza dai capelli rossi sempre impegnata, il suo esempio di combattente determinata e caparbia, di persona senza pregiudizi che ha fatto una scelta di campo senza compromessi, di partigiana perché sempre schierata dalla parte dei lavoratori, ne fanno un esempio di cosa significa la parola tanto abusata “umanità”. L’umanità che l’ha portata a lottare fino all’ultimo, non certo per se stessa ma perché anche gli altri suoi colleghi di tanti anni fossero consapevoli di cosa rischiavano. Agli altri ha pensato fino alla fine.

 

Ciao Daniela,

per noi è un onore averti conosciuto e aver lottato al tuo fianco. Ci mancherai.

 

 

 

    Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

 

e-mail: cip.mi@tiscali.it               

web:   http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com       

                                                 

 

per contatti. 3357850799                                                           Sesto San Giovanni, 02/01/2017

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Il nostro sito

Da repubblica.it

Amianto alla Pirelli, in appello assolti tutti i dirigenti. La parte civile: "Giustizia di classe"

Ribaltata la sentenza di primo grado. Il procedimento sulla morte per tumore di

una ventina di operai

 

24 novembre 2016

Tutti assolti "per non aver commesso Il fatto". Si è chiuso così, con una sentenza che ha ribaltato il verdetto del primo grado, il processo d'appello sulla morte di 24 operai che avevano lavorato nei due stabilimenti milanesi della Pirelli di viale Sarca e di via Ripamonti tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Ottanna.
Decessi provocati dalla presenza di fibre di amianto nelle due fabbriche, secondo il pm Maurizio Ascione che in primo grado era riuscito a ottenere la condanna di 11 ex dirigenti della multinazionale degli pneumatici per omicidio colposo. Accusa che i giudici della quinta corte d'appello di Milano hanno fatto cadere con una sentenza di assoluzione per tutti gli imputati, molti dei quali ultraottantenni.

Sul banco degli imputati erano finiti, tra gli altri, gli ex amministratori delegati Ludovico Grandi e Piero Giorgio Sierra (che, tra l'altro, è stato presidente dell'associazione italiana per la ricerca sul cancro), gli ex consiglieri d'amministrazione Gabriele Battaglioli, Carlo Pedone e Roberto Picco. E ancora: gli ex manager Luciano Isola, Gavino Manca, Gianfranco Bellingeri e Omar Liberati.
Sotto processo insieme a loro c'era anche Guido Veronesi, fratello dell'oncologo Umberto, ma la sua posizione processuale è stata stralciata per le sue precarie condizioni di salute. La sentenza di assoluzione riguarda anche l'ex dirigente Armando Moroni che nel frattempo è deceduto. In primo grado, erano stati tutti condannati a pene comprese tra un massimo 
di 7 anni e un minimo di 3 anni di carcere.
Duro il commento di Michele Michelino, presidente del comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio che si era costituito parte civile: "E' una sentenza gravissima che significa licenza di uccidere e impunità. Questa è giustizia di classe contro i lavoratori. E' incredibile che in questo Paese si continui a morire sui luoghi di lavoro"

 

 

 

ROMA: II° ASSEMBLEA NAZIONALE AMIANTO

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COMUNICATO ASSOCIAZIONI E COMITATO

AMIANTO PIRELLI. PER I MORTI NESSUNA GIUSTIZIA

Amianto:Comitato vittime,morta giustizia

Presidente Michelino critica la sentenza di assoluzione

 (ANSA) - MILANO, 24 NOV - "La giustizia che assolve gli assassini significa la morte dei Tribunali, significa che sui luoghi di lavoro c'è licenza di uccidere e impunità". Lo ha detto Michele Michelino, presidente del Comitato per la difesa della Salute nei luoghi di lavoro (parte civile), commentando la sentenza con cui oggi, ribaltando il verdetto di primo grado, la Corte d'Appello di Milano ha assolto 11 ex manager della Pirelli imputati per omicidio colposo in relazione alla morte di una ventina di operai per forme tumorali, secondo l'accusa, causate dall'esposizione all'amianto.
    "Non si può accettare che si continui a morire sui luoghi di lavoro, siamo arrabbiati e non ci arrendiamo", ha spiegato Michelino con a fianco Silvestro Capelli, esponente del comitato e ex operaio che, come ha spiegato, ha lavorato "per 17 anni in un'altra fabbrica, la Breda a Milano, e poi mi sono ammalato".
 

AMIANTO: QUESTI PROCESSI NON SAN DA FARE!

Sembrerebbe lo slogan della Quinta sezione penale del Tribunale di Milano. Per la verità nel giro di pochi giorni sono arrivate due sentenze di assoluzione da  parte di questa Corte d'Appello, ambedue per amianto: la prima riguardava la Fibronit di Broni , la seconda -  quella di oggi -  si riferiva ai 27 morti della Pirelli di Milano, i cui imputati sono stati mandati assolti per non aver commesso il fatto.


Eppure il Tribunale di Torino in due processi analoghi contro i vertici Pirelli ha emesso sentenza di condanna, confermata dalla Corte d'Appello di Torino, in relazione ai medesimi reati. 

 

Perché' queste differenze? Perché la Cassazione, nella gran parti dei casi, ha confermato le condanne inflitte dalle Corti di merito? Perché invece anche in primo grado la quinta sezione del Tribunale di Milano assolve? Perché la Suprema Corte di Cassazione ha affermato e riaffermato nel tempo solidi principi giuridici - (in punto di anti-scientificità della trigger dose, di antigiuridicità dei TLV, di affermazione della teoria multistadio nei casi di mesotelioma come la più autorevole e accredita nella comunità scientifica, di prevenibilità e prevedibilità dell’evento, di accelerazione della latenza, di posizioni di garanzia dei componenti del CDA quali effettivi datori di lavoro sui quali gravava, anche in caso di delega, un dovere di vigilanza e di intervento sostitutivo non demandabile a nessuno, di piena conoscenza da parte del mondo industriale italiano della cancerogenicità dell’amianto quanto meno a partire dal 1964, anno in cui si celebrò la Conferenza di New York) - che vengono sistematicamente disattesi dalla Corte d’Appello di Milano?

 

E' una posizione giuridica o è una posizione politica?

Pensiamo opportuno chiederlo al Consiglio Superiore della Magistratura.

Ma intanto parliamo dei morti per amianto; morti prematuri, morti con grandi sofferenze. Grande dolore di famigliari ed amici. Morti due volte per mancata giustizia.  Veramente inaccettabile.

 

Lo renderemo noto anche alla Commissione del Senato  per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali che il 29 novembre p.v. ha invitato le associazioni alla presentazione della bozza di Testo Unico delle leggi sull'amianto (Senato della Repubblica, Palazzo Giustiniani – Sala Zuccari ore 9,30).

 

Sarà una legge che aiuterà a fare giustizia? Toglierà la prescrizione per i reati contro la salute e sicurezza sul lavoro? promuoverà un piano per l'eliminazione totale dell'amianto? Renderà semplice e automatico il riconoscimento delle malattie professionali e delle esposizioni all'amianto? Sottoporrà gli ex esposti a sorveglianza sanitaria? Aiuterà le vittime e i loro famigliari a denunciare e ne sosterrà le spese?

BASTA AMIANTO E GIUSTIZIA PER LE VITTIME

 

COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO, ASSOCIAZIONE ITALIANA ESPOSTI AMIANTO, MEDICINA DEMOCRATICA

 

Milano, 24 novembre 2016

 

 

161124 COMUNICATO PIRELLI b.pdf
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ANCORA UN'INGIUSTIZIA

ULTIMI VIDEO E FOTO

Pubblichiamo nella sezione archivio le motivazioni della sentenza di condanna dei dirigenti Pirelli nel processo di 1° grado decisa dal Tribunale di Milano - Giudice Martorelli per i lavoratori morti d'amianto. (gennaio 2016).

Video del corteo contro l'amianto e i morti sul lavoro- 18 aprile 2015 a Sesto san Giovanni.

Servizio TG RAI sulla protesta per l'assoluzione dei dirigenti Enel.

Assemblea del Comitato del 31 gennaio 2015.

Corteo contro i morti per amianto e lo sfruttamento del 26 aprile 2014

Marzo 2014. Video - intervista al Comitato di Altraeconomia sulla responsabilità dei dirigenti per le morti operaie per amianto e sul processo contro i dirigenti Pirelli in corso a Milano

FOTO DEL CORTEO A LUCCA IN SOLIDARIETA' ALLE VITTIME DELLA STRAGE DI VIAREGGIO.

video e foto della manifestazione a Roma l'8 ottobre 2013 alla Camera dei Deputati delle associazioni e comitati contro l'amianto

Video della presentazione de "La fabbrica del panico" con gli operai della Breda Fucine, l'autore del romanzo Stefano Valenti, Guido Viale e Michele Michelino  

nella sezione video riportiamo immagini della protesta contro l'Inail del 15 maggio 2013 e l'incontro fra la nostra delegazione e quella dell'Inail

Intervista del nostro Comitato a Sky tg24 del 21 novembre 2012

Pubblichiamo nella sezione "Leggi" (in alto sulla pagina)

 

 

il Decreto interministeriale sul Fondo per le Vittime dell'amianto del 13 gennaio 2011

 

News

Foto del corteo del 27 aprile 2013 a Sesto San Giovanni contro l'amianto e lo sfruttamento.

Nuove foto e video del presido operaio contro l'Inail del 16/01/2013

Nella sezione video immagini della conferenza stampa sull'amianto nel palazzo Comunale di via Larga a Milano e servizio di RAI 3 del 2 aprile 2012

nella sezione stampa, nuovi articoli sul processo Pirelli a Milano

Nella sezione foto, nuove fotografie del presidio al Tribunale di Trento del 12 dicembre 2011 e nella sezione video le immagini.

Nella sezione foto immagini dell'assemblea dell'8 ottobre 2011.

 

 Nella sezione foto, nuove immagini delle iniziative fatte nel mese di agosto 2011.

Nella sezione foto, immagini della conferenza stampa del 15 giugno 2011 a Bassano del Grappa (Vi)

NELLA SEZIONE FOTO IMMAGINI DELLA FIACCOLATA A L'AQUILA DEL 6 APRILE 2011

Nella finestra stampa ci sono nuovi articoli apparsi sui giornali.

 

Nella sezione foto ci sono le ultime e tante altre.

Nella finestra Archivio, ci sono le ultime sentenze di importanza Nazionale

Nella sezione video potete trovare i filmati della II Conferenza Nazionale sull'Amianto del 6-7-8 novembre 2009 a Torino.

Nella sezione libri trovate i nostri testi