Tutti sapevano e nessuno ha parlato.

Lo sapevano i sindacati.

Lo sapeva la direzione dell'azienda.

Lo sapeva l'assessorato alla sanità.

Lo sapevano tutti, e non gli operai ...

 

 

Visitate il sito del:

Centro di Iniziativa Proletaria

G. Tagarelli

gio

23

feb

2017

CENTRALE EX ENEL DI TURBIGO

AMIANTO – UNA NUOVA SENTENZA ASSOLUTORIA DELLA V SEZIONE PENALE  DELLA CORTE D’APPELLO DI MILANO

Dopo 40 minuti di Camera di Consiglio, la Corte d’Appello di Milano, Sez. V Penale, ha emanato una nuova sentenza assolutoria, confermando la pronuncia di primo di grado emessa dalla V Sez. Penale del Tribunale di Milano. Come in un altro caso (sentenza Franco Tosi) le parti civili sono state condannate al pagamento delle spese processuali. Di segno opposto è la sentenza Fibronit emessa dal Tribunale di Pavia il 10 Febbraio 2017 che ha condannato i vertici della società di Broni, nonostante l’assoluzione di altri due imputati della stessa azienda avvenuta sempre ad opera della stessa V Sezione Penale della Corte d’Appello di Milano.

Parliamo degli imputati della ex ENEL di Turbigo, la grande centrale termica che produce elettricità. In essa è stato dimostrato che veniva impiegata una grande quantità di amianto. Da qui 8 lavoratori morti per una gravissima malattia: il mesotelioma pleurico (speranza di vita media: un anno!), malattia tipica dell’esposizione all’amianto. Non esistono sostanzialmente altre cause possibili.

Medicina Democratica e l’Ass. italiana esposti amianto (AIEA) hanno seguito il processo facendo un grande e puntuale lavoro di ricerca scientifica e giuridica, insieme ad alcuni dipendenti ENEL e con il contributo di esperti quali il dott. Luigi Mara, l’ing. Bruno Thieme avendo come difensore l’avvocato Laura Mara.

Si pensi che i lavoratori della Centrale si sono impegnati negli anni anche con la Regione Lombardia ed hanno ottenuto una delibera per sottoporre gli ex esposti all’amianto a sorveglianza sanitaria. Sono stati i primi con i loro famigliari a usufruire di questo servizio (counceling, visite specialistiche gratuite e periodiche). L’AIEA è stata particolarmente colpita perché fra i deceduti era presente uno dei suoi fondatori, Oscar Misin. I suoi famigliari molto tristi e delusi hanno ascoltato la sentenza piangendo: ancora una volta ingiustizia è stata fatta. Non possiamo che attendere il responso della Corte di Cassazione che non sarà a breve termine. Allo stato, prendiamo atto ancora una volta che questa pronuncia si pone in netto contrasto con la giurisprudenza di legittimità, che in casi analoghi ha confermato la responsabilità delle aziende e dei loro dirigenti che avevano esposto colposamente i lavoratori all’amianto.

Ciò che ci stupisce e ci fa pensare sono le sentenze di assoluzione pressoché uguali della V sezione del Tribunale e della Corte d’Appello di Milano che, contro l’evidenza scientifica e giuridica, continuano a negare le responsabilità di coloro che avevano l’obbligo di proteggere la salute dei propri dipendenti. Domani saremo in una sala del Senato della Repubblica (Santa Maria in Aquiro- Piazza Capranica 72) e lì segnaleremo con forza la singolare presa di posizione dei giudici milanesi.

Fulvio Aurora

(responsabile delle vertenze giuridiche di Medicina Democratica)

21 febbraio 2017

 

 

 

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sab

18

feb

2017

AMIANTO ALLA BREDA/ANSALDO - MILANO

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gio

16

feb

2017

MORTI PER AMIANTO ALLA BREDA/ANSALDO

Dal quotidiano IL GIORNO

Amianto, "i manager della Breda sapevano e se ne sono infischiati"

La requisitoria del pm al processo per la morte di una decina di operai alla Breda di Sesto San Giovanni

di RAFFAELLA FOLETTI

 

Sesto San Giovanni (Milano), 16 febbraio 2017 - La Breda Termomeccanica - Ansaldo "se n'è infischiata fino al 1985» delle norme sull'amianto e i suoi ex manager «sapevano di mettere a rischio i lavoratori". È uno dei passaggi della requisitoria di oggi del pm di Milano Nicola Balice, davanti ai giudici della nona sezione penale, nel processo a carico di otto ex amministratori dell'azienda (altri due ex membri del cda sono nel frattempo deceduti) accusati di omicidio colposo per la morte di una decina di operai causata, secondo l'accusa, dall'esposizione all'amianto nello stabilimento milanese di viale Sarca tra gli anni '70 e il 1985.

I giudici hanno rinviato l'udienza al 1 marzo, giorno in cui si concluderà la requisitoria con le richieste del pubblico ministero e, dopo le arringhe delle difese, potrebbe arrivare la sentenza. Presenti in aula oggi anche una decina di operai, tra cui Michele Michelino, ex operaio della Breda Ansaldo e portavoce del Comitato per la Difesa della salute nei luoghi di lavoro.

Per il rappresentante della pubblica accusa non ci sono dubbi. Quelle morti, ha ricostruito il magistrato, state tutte provocate da mesiotelioma pleurico o tumori polmonari, patologie a loro volta causate dalla presenza di amianto all'interno dello stabilimento: "Oltre il 70% dei manufatti della fabbrica conteneva amianto. Gli operai lavoravano in un ambiente scarsamente ventilato ed è pacifico che siano stati esposti all'amianto". 

La maggior parte di loro sono poi stati colpiti da mesiotelioma pleurico, "patologia - l'ha definita il magistrato - sentinella d'amianto". Secondo la letteratura medico scientifica, citata dal pm Balice nel corso del suo intervento in aula, 80 volte su 100 il mesiotelioma pleurico è causato dalla prolungata esposizione alle fibre di amianto e soltanto nel 20% dei casi è dovuto ad altri fattori. Ma alla Breda Termomeccanica di Sesto San Giovanni "il nesso causale tra patologia ed esposizione alle fibre di amianto è ampiamente provato".

Sul banco degli imputati ci sono 9 componenti del consiglio di amministrazione e un ex direttore di produzione della fabbrica, tutti in carica nel periodo compreso tra il 1973 e il 1985. "All'epoca - ha sottolineato ancora il magistrato - i pericoli provocati dall'amianto erano ampiamente noti". E la Breda Termomeccanica era "un grande gruppo industriale, non stiamo parlando di un piccolo imprenditore". Ma responsabili dello stabilimento di Sesto "se ne sono infischiati" della normativa vigente all'epoca sul rischio amianto. Hanno comunque messo a rischio la vita delle tute blu e "sapevano" di farlo. Il pm Balice terminerà la sua requisitoria nell'udienza del 1 marzo: quel giorno arriveranno le eventuali richieste di condanna.

 

 

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mer

15

feb

2017

RICORDO DI DANIELA CAVALLOTTI A UN MESE DALLA SCOMPARSA

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dom

12

feb

2017

dal settimanale Sestoweek

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Da repubblica.it

Amianto alla Pirelli, in appello assolti tutti i dirigenti. La parte civile: "Giustizia di classe"

Ribaltata la sentenza di primo grado. Il procedimento sulla morte per tumore di

una ventina di operai

 

24 novembre 2016

Tutti assolti "per non aver commesso Il fatto". Si è chiuso così, con una sentenza che ha ribaltato il verdetto del primo grado, il processo d'appello sulla morte di 24 operai che avevano lavorato nei due stabilimenti milanesi della Pirelli di viale Sarca e di via Ripamonti tra la fine degli anni Settanta e la fine degli anni Ottanna.
Decessi provocati dalla presenza di fibre di amianto nelle due fabbriche, secondo il pm Maurizio Ascione che in primo grado era riuscito a ottenere la condanna di 11 ex dirigenti della multinazionale degli pneumatici per omicidio colposo. Accusa che i giudici della quinta corte d'appello di Milano hanno fatto cadere con una sentenza di assoluzione per tutti gli imputati, molti dei quali ultraottantenni.

Sul banco degli imputati erano finiti, tra gli altri, gli ex amministratori delegati Ludovico Grandi e Piero Giorgio Sierra (che, tra l'altro, è stato presidente dell'associazione italiana per la ricerca sul cancro), gli ex consiglieri d'amministrazione Gabriele Battaglioli, Carlo Pedone e Roberto Picco. E ancora: gli ex manager Luciano Isola, Gavino Manca, Gianfranco Bellingeri e Omar Liberati.
Sotto processo insieme a loro c'era anche Guido Veronesi, fratello dell'oncologo Umberto, ma la sua posizione processuale è stata stralciata per le sue precarie condizioni di salute. La sentenza di assoluzione riguarda anche l'ex dirigente Armando Moroni che nel frattempo è deceduto. In primo grado, erano stati tutti condannati a pene comprese tra un massimo 
di 7 anni e un minimo di 3 anni di carcere.
Duro il commento di Michele Michelino, presidente del comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio che si era costituito parte civile: "E' una sentenza gravissima che significa licenza di uccidere e impunità. Questa è giustizia di classe contro i lavoratori. E' incredibile che in questo Paese si continui a morire sui luoghi di lavoro"

 

 

 

ROMA: II° ASSEMBLEA NAZIONALE AMIANTO

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COMUNICATO ASSOCIAZIONI E COMITATO

AMIANTO PIRELLI. PER I MORTI NESSUNA GIUSTIZIA

Amianto:Comitato vittime,morta giustizia

Presidente Michelino critica la sentenza di assoluzione

 (ANSA) - MILANO, 24 NOV - "La giustizia che assolve gli assassini significa la morte dei Tribunali, significa che sui luoghi di lavoro c'è licenza di uccidere e impunità". Lo ha detto Michele Michelino, presidente del Comitato per la difesa della Salute nei luoghi di lavoro (parte civile), commentando la sentenza con cui oggi, ribaltando il verdetto di primo grado, la Corte d'Appello di Milano ha assolto 11 ex manager della Pirelli imputati per omicidio colposo in relazione alla morte di una ventina di operai per forme tumorali, secondo l'accusa, causate dall'esposizione all'amianto.
    "Non si può accettare che si continui a morire sui luoghi di lavoro, siamo arrabbiati e non ci arrendiamo", ha spiegato Michelino con a fianco Silvestro Capelli, esponente del comitato e ex operaio che, come ha spiegato, ha lavorato "per 17 anni in un'altra fabbrica, la Breda a Milano, e poi mi sono ammalato".
 

AMIANTO: QUESTI PROCESSI NON SAN DA FARE!

Sembrerebbe lo slogan della Quinta sezione penale del Tribunale di Milano. Per la verità nel giro di pochi giorni sono arrivate due sentenze di assoluzione da  parte di questa Corte d'Appello, ambedue per amianto: la prima riguardava la Fibronit di Broni , la seconda -  quella di oggi -  si riferiva ai 27 morti della Pirelli di Milano, i cui imputati sono stati mandati assolti per non aver commesso il fatto.


Eppure il Tribunale di Torino in due processi analoghi contro i vertici Pirelli ha emesso sentenza di condanna, confermata dalla Corte d'Appello di Torino, in relazione ai medesimi reati. 

 

Perché' queste differenze? Perché la Cassazione, nella gran parti dei casi, ha confermato le condanne inflitte dalle Corti di merito? Perché invece anche in primo grado la quinta sezione del Tribunale di Milano assolve? Perché la Suprema Corte di Cassazione ha affermato e riaffermato nel tempo solidi principi giuridici - (in punto di anti-scientificità della trigger dose, di antigiuridicità dei TLV, di affermazione della teoria multistadio nei casi di mesotelioma come la più autorevole e accredita nella comunità scientifica, di prevenibilità e prevedibilità dell’evento, di accelerazione della latenza, di posizioni di garanzia dei componenti del CDA quali effettivi datori di lavoro sui quali gravava, anche in caso di delega, un dovere di vigilanza e di intervento sostitutivo non demandabile a nessuno, di piena conoscenza da parte del mondo industriale italiano della cancerogenicità dell’amianto quanto meno a partire dal 1964, anno in cui si celebrò la Conferenza di New York) - che vengono sistematicamente disattesi dalla Corte d’Appello di Milano?

 

E' una posizione giuridica o è una posizione politica?

Pensiamo opportuno chiederlo al Consiglio Superiore della Magistratura.

Ma intanto parliamo dei morti per amianto; morti prematuri, morti con grandi sofferenze. Grande dolore di famigliari ed amici. Morti due volte per mancata giustizia.  Veramente inaccettabile.

 

Lo renderemo noto anche alla Commissione del Senato  per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali che il 29 novembre p.v. ha invitato le associazioni alla presentazione della bozza di Testo Unico delle leggi sull'amianto (Senato della Repubblica, Palazzo Giustiniani – Sala Zuccari ore 9,30).

 

Sarà una legge che aiuterà a fare giustizia? Toglierà la prescrizione per i reati contro la salute e sicurezza sul lavoro? promuoverà un piano per l'eliminazione totale dell'amianto? Renderà semplice e automatico il riconoscimento delle malattie professionali e delle esposizioni all'amianto? Sottoporrà gli ex esposti a sorveglianza sanitaria? Aiuterà le vittime e i loro famigliari a denunciare e ne sosterrà le spese?

BASTA AMIANTO E GIUSTIZIA PER LE VITTIME

 

COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO, ASSOCIAZIONE ITALIANA ESPOSTI AMIANTO, MEDICINA DEMOCRATICA

 

Milano, 24 novembre 2016

 

 

161124 COMUNICATO PIRELLI b.pdf
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ANCORA UN'INGIUSTIZIA

ULTIMI VIDEO E FOTO

Pubblichiamo nella sezione archivio le motivazioni della sentenza di condanna dei dirigenti Pirelli nel processo di 1° grado decisa dal Tribunale di Milano - Giudice Martorelli per i lavoratori morti d'amianto. (gennaio 2016).

Video del corteo contro l'amianto e i morti sul lavoro- 18 aprile 2015 a Sesto san Giovanni.

Servizio TG RAI sulla protesta per l'assoluzione dei dirigenti Enel.

Assemblea del Comitato del 31 gennaio 2015.

Corteo contro i morti per amianto e lo sfruttamento del 26 aprile 2014

Marzo 2014. Video - intervista al Comitato di Altraeconomia sulla responsabilità dei dirigenti per le morti operaie per amianto e sul processo contro i dirigenti Pirelli in corso a Milano

FOTO DEL CORTEO A LUCCA IN SOLIDARIETA' ALLE VITTIME DELLA STRAGE DI VIAREGGIO.

video e foto della manifestazione a Roma l'8 ottobre 2013 alla Camera dei Deputati delle associazioni e comitati contro l'amianto

Video della presentazione de "La fabbrica del panico" con gli operai della Breda Fucine, l'autore del romanzo Stefano Valenti, Guido Viale e Michele Michelino  

nella sezione video riportiamo immagini della protesta contro l'Inail del 15 maggio 2013 e l'incontro fra la nostra delegazione e quella dell'Inail

Intervista del nostro Comitato a Sky tg24 del 21 novembre 2012

Pubblichiamo nella sezione "Leggi" (in alto sulla pagina)

 

 

il Decreto interministeriale sul Fondo per le Vittime dell'amianto del 13 gennaio 2011

 

News

Foto del corteo del 27 aprile 2013 a Sesto San Giovanni contro l'amianto e lo sfruttamento.

Nuove foto e video del presido operaio contro l'Inail del 16/01/2013

Nella sezione video immagini della conferenza stampa sull'amianto nel palazzo Comunale di via Larga a Milano e servizio di RAI 3 del 2 aprile 2012

nella sezione stampa, nuovi articoli sul processo Pirelli a Milano

Nella sezione foto, nuove fotografie del presidio al Tribunale di Trento del 12 dicembre 2011 e nella sezione video le immagini.

Nella sezione foto immagini dell'assemblea dell'8 ottobre 2011.

 

 Nella sezione foto, nuove immagini delle iniziative fatte nel mese di agosto 2011.

Nella sezione foto, immagini della conferenza stampa del 15 giugno 2011 a Bassano del Grappa (Vi)

NELLA SEZIONE FOTO IMMAGINI DELLA FIACCOLATA A L'AQUILA DEL 6 APRILE 2011

Nella finestra stampa ci sono nuovi articoli apparsi sui giornali.

 

Nella sezione foto ci sono le ultime e tante altre.

Nella finestra Archivio, ci sono le ultime sentenze di importanza Nazionale

Nella sezione video potete trovare i filmati della II Conferenza Nazionale sull'Amianto del 6-7-8 novembre 2009 a Torino.

Nella sezione libri trovate i nostri testi