Tutti sapevano e nessuno ha parlato.

Lo sapevano i sindacati.

Lo sapeva la direzione dell'azienda.

Lo sapeva l'assessorato alla sanità.

Lo sapevano tutti, e non gli operai ...

 

 

Visitate il sito del:

Centro di Iniziativa Proletaria

G. Tagarelli

sab

21

apr

2018

CONTRO L'AMIANTO: OGGI FILM, SABATO 28 IL CORTEO

gio

19

apr

2018

FILM “LA RIVINCITA DI CASALE MONFERRATO”

Sabato 21 aprile film LA RIVINCITA DI CASALE MONFERRATO”, documentario/inchiesta di Rosy Battaglia ore 15, 30, al Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli” in Via Magenta 88 Sesto San Giovanni (Mi)

 

 

Il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio,

invita tutti gli associati e gli amici alla proiezione del

 

film (inedito) “LA RIVINCITA DI CASALE

 

MONFERRATO”, documentario/inchiesta di Rosy Battaglia.

 

Dopo la vergognosa sentenza della Corte d’Appello che ha assolto i padroni e i manager dell’Olivetti imputati di omicidio colposo per i morti d’amianto (già condannati con pene fino a 5 anni e 2 mesi in primo grado) concedendo ancora una volta l’impunità ai padroni, seguirà il dibattito con gli operai delle ex fabbriche Breda, Pirelli, Marelli, Falck e cittadini.

 

mer

18

apr

2018

AMIANTO ALL'OLIVETTI: I PADRONI ANCORA IMPUNITI

LA GIUSTIZIA DEI PADRONI: IL PROFITTO PRIMA DI TUTTO

 

Operai morti per amianto all’Olivetti; nessuno è stato. I padroni ancora una volta assolti.

 

Oggi 18 aprile 2018 I giudici della Corte d’Appello ribaltando la sentenza di primo grado del luglio 2016 emessa dal tribunale di Ivrea che aveva condannato 13 imputati per la morte degli operai, hanno assolto i padroni, De Benedetti, l’ex ministro Passera e tutti gli imputati.

Le tredici condanne si sono trasformate in altrettante assoluzioni. Il processo riguardava casi di dipendenti dell'azienda eporediese che si erano ammalati o erano deceduti per il contatto con sostanze nocive sul luogo di lavoro a Ivrea come in altri stabilimenti Olivetti del Canavese.

 

La Corte d'Appello è andata contro la Procura Generale di Torino, che invece, aveva chiesto la conferma della sentenza di primo grado per tutti gli imputati. Inoltre come ormai succede spesso, i giudici non solo hanno assolto i padroni della fabbrica, ma hanno condannato le parti civili, Associazioni e famigliari, compreso il Comune di Ivrea, al pagamento delle spese processuali mandando un segnale chiaro a chi si ribella alle morti sul lavoro e di lavoro.

 

Nella società capitalista attuale, in cui lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo è legale e regolato dalle leggi fatte dai politici al loro servizio, questi processi non si devono più da fare perche ricercare la verità e la “giustizia” in una società che mette il profitto prima della salute e della vita umana, può costare caro anche in termini economici.

 

Ora la Procura nel gioco delle parti della democrazia borghese annuncia ricorso in Cassazione, intanto gli operai e i lavoratori continuano a morire, mentre i malati e i famigliari aspettano una “giustizia” che non arriverà mai.

 

Abbiamo perso un’altra battaglia ma la lotta contro lo sfruttamento e le morti “innaturali” continua.

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

 

sab

14

apr

2018

CENTRALE A CARBONE DI VADO LIGURE.

COMUNICATO STAMPA DI MEDICINA DEMOCRATICA ONLUS RELATIVO AL RINVIO A GIUDIZIO PER 26 PERSONE, TRA DIRIGENTI E MEMBRI DEL CDA DELLA CENTRALE A  CARBONE TIRRENO POWER (EX ENEL) DI VADO LIGURE.

Un altro importante passaggio, dopo l'inchiesta, le perizie dei tecnici della Procura ed il sequestro dei gruppi a carbone, conferma che la denuncia da parte delle associazioni ambientaliste e dei cittadini relativa agli  enormi danni alla salute ed all'ambiente causati dalla centrale di Vado Ligure nei 40 anni di attività si poggiava su basi concrete.     
Chi e in che misura è stato individualmente responsabile di questo disastro ambientale, delle malattie e delle morti premature, lo deciderà il procedimento penale che prenderà il via il 11 dicembre prossimo, anche se cavilli burocratici e prescrizioni sono sempre dietro l'angolo per favorire i poteri forti, ma un giudizio politico su quanto è avvenuto, sulle connivenze trasversali e sulle responsabilità della politica e delle istituzioni nel coprire i comportamenti dolosi ed omissivi operati dalle direzioni succedutesi nel gestire la Centrale ci sentiamo di darlo già adesso, ed in parte lo hanno già dato le elezioni appena passate nonostante che in questo procedimento siano state archiviate le posizioni dei politici, degli amministratori, di chi doveva controllare e non lo ha fatto.

SE NON ALLORA, ADESSO!

Medicina Democratica si è già costituita nel procedimento quale parte civile, ed assisterà con i propri legali  quanti, a causa di questa esposizione, si trovano a vivere in uno stato di  incertezza e di angoscia per il timore di contrarre quelle patologie che hanno già causato le centinaia e centinaia di malattie e decessi segnalate recentemente da nuovi studi epidemiologici, ma la speranza è che anche I Comuni nei dintorni della centrale Tirreno Power di Vado Ligure, la Provincia di Savona, la Regione Liguria e l’Asl 2, oltre al Ministero della Salute,  si costituiscano parte civile.

Se non dovesse avvenire sarebbe inspiegabile, dato che i rappresentanti delle popolazioni esposte sono anche coloro che poi dovranno intervenire economicamente per curare ed assistere le persone ammalate per colpa di questa esposizione, oltre a doversi sobbarcare i costi delle bonifiche che, in Italia, ben difficilmente vengono fatte pagare a chi ha inquinato.

Non si capisce quindi perché non debbano intervenire nel procedimento e chiedere di essere risarciti da coloro che hanno causato il disastro, per recuperare almeno parzialmente quello che hanno dovuto o dovranno spendere.

Per Medicina Democratica Onlus il referente locale Loschi Maurizio

12/4/18

 

 

mer

11

apr

2018

AMIANTO AL TEATRO SCALA. DA ZONANOVE - APRILE

gio

05

apr

2018

TELELOMBARDIA

gio

05

apr

2018

9° ANNIVERSARIO DEL TERREMOTO DELL'AQUILA

Saluto al Comitato Familiari Vittime Casa dello Studente dell’Aquila e a tutte le associazioni.

 

In ricordo delle vittime in occasione del 9° anniversario del sisma del 6 aprile 2009.

Cari compagne e compagni di lotta,purtroppo per una serie di impegni non riusciamo a essere presenti fisicamente all’incontro delle associazioni e dei comitati.

Con questo messaggio vogliamo però portare il nostro saluto alla vostra assemblea e a tutti coloro che – comitati, associazioni, familiari, cittadini – da anni si battono per ottenere giustizia.

 

Le vittime dell’Aquila, quelle degli altri disastri ambientali e i morti di lavoro come le vittime dell’amianto, sono vittime del profitto, non di un destino contro cui non si può fare nulla.

 

Siamo insieme a voi nella vostra lotta, e insieme a tutti coloro che non si arrendono, che hanno saputo trasformare il loro dolore in organizzazione e ferma determinazione per ottenere giustizia, una giustizia che non arriva mai.

 

La vostra resistenza è un esempio di civiltà: donne e uomini che si battono contro la barbarie di una società che, in nome del dio denaro, mercifica tutto facendo soldi sulla salute e sulla vita e la morte degli esseri umani.

 

 

E voi, come noi, vi battete non solo per il passato, ma per il presente e per il futuro: perché altri non subiscano quello che hanno subito i nostro cari, perché non ci siano più stragi, impunite o no, perché la vita umana diventi davvero la cosa più importante da salvaguardare in una società che, invece del profitto, metta al primo posto la salute e la vita.

 

 

 

Vi auguriamo quindi buon lavoro, perché il vostro dolore è il nostro, e la vostra lotta è la nostra.

 

 

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

 

Il Presidente

 

Michele Michelino

 

 

 

 

 

per contatti: cell. 3357850799   

 

                                                  mail: cip.mi@tiscali.it

 

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gio

29

mar

2018

CONTINUA LA GUERRA DI CLASSE

 

 

DI LAVORO SI CONTINUA A MORIRE: IL CAPITALISMO E’ UN VAMPIRO CHE SI ALIMENTA E PROSPERA’ SUL SANGUE OPERAIO.

 

Un’esplosione, scoppio in un serbatoio nel porto industriale di Livorno ha provocato la morte di due operai di 25 e 52 anni. Altri operai sono rimasti feriti. Ora ci sarà l’ennesima inchiesta e un processo che si concluderà come sempre dopo anni e vari gradi di giudizio. I tempi lunghi dei processi e la prescrizione concedono l’impunità ai padroni assassini. La giustizia dei padroni tende sempre a proteggere gli sfruttatori, per i padroni nessuno è responsabile se non gli operai che si sono trovati al posto sbagliato nel momento sbagliato.

 

Il 28 marzo Alla Sanac di Massa, atri tre operai sono rimasti feriti nell'esplosione, all'interno dell'azienda, che tratta materiale edile refrattario.

 

Dal 1° gennaio 143 morti sui luoghi di lavoro in Italia. Almeno altrettanti muoiono sulle strade e in itinere.

 

Nel 2017 il dato dell’Inail (ancora provvisorio in attesa dei dati definitivi che arriveranno con la relazione annuale di luglio) sale a 1.029 ‘casi mortali’, +1,1%.

 

I dati dell’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro ci dicono che dal 1° gennaio sono 143 morti sui luoghi di lavoro in Italia, e almeno altrettanti muoiono sulle strade e in itinere.

 

 

 

mar

20

mar

2018

MORTI AMIANTO: da IL GIORNO di oggi

gio

15

mar

2018

MORTI PER AMIANTO: PRESIDIO IN TRIBUNALE

Lunedì 19 marzo ore 10.00 presidio al Palazzo di Giustizia di Milano per i morti d’amianto al Teatro alla Scala e conferenza stampa.

 

Invitiamo tutti gli associati e amici a partecipare.

 

Il nostro Comitato insieme ai famigliari delle vittime, il Comitato Ambiente Teatro Scala, altre associazioni e sindacati si è presentato come parte civile nel processo per essere al fianco delle vittime. Il Tribunale di Milano in questi processi finora ha dimostrato un orientamento favorevole ai padroni e manager assassini assolvendoli e lasciandoli impuniti.

 

In questo processo sono imputati 5 dirigenti del Teatro la Scala, accusati della morte di 10 lavoratori a causa dell’amianto. Il processo davanti al giudice Mariolina Panasiti, Presidente della 9° Sezione Penale, e al PM Maurizio Ascione riparte dopo un anno e mezzo di rinvii, cambio di giudice, altri cavilli e, finalmente comincia con le prime 5 testimonianze del PM

 

L’udienza del 19 marzo avverrà nell’aula 9 bis al piano terreno mentre si terrà il presidio.

 

 

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

 

mer

14

mar

2018

DI SFRUTTAMENTO SI CONTINUA A MORIRE

DI LAVORO E SFRUTTAMENTO SI CONTINUA A MORIRE

 

Ieri 13 marzo a Cavriana, (MN) verso le ore 13.30 è morto un operaio 51enne nel cantiere di costruzione della tangenziale di Guidizzolo, in località San Giacomo di Cavriana.

 

L’operaio è stato colpito da un pezzo di gru che ha improvvisamente ceduto, schiacciando. Mercoledì scorso un altro operaio, aveva perso la vita, in quel caso per un infarto mentre era al lavoro per la realizzazione della tangenziale.

 

Secondo l’Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro dal 1° gennaio 2018 al 13 marzo sono 107 i morti sui luoghi di lavoro in Italia, di cui 12 in Lombardia (ricordiamo che sono almeno altrettanti i lavoratori morti sulle strade e in itinere nelle province e non sono conteggiati i morti sulle autostrade). 

 

Nel 2017 i morti sui luoghi di lavoro sono stati 632, oltre 1350 con le morti per infortunio con i mezzi di trasporto.

 

In una società in cui l’unico diritto riconosciuto è quello del profitto a scapito della sicurezza e della salute gli operai continuano a essere carne da macello. Ora come sempre si aprirà la solita inchiesta con avvisi di garanzia ai manager che come sempre finirà con l’impunità dei responsabili.

 

O noi operai ci organizziamo contro questo sistema sociale, dove i borghesi si appropriano e arrochiscono sul nostro lavoro e sulla nostra pelle o continueremo a essere sfruttati e morire per il profitto.

gio

08

mar

2018

8 MARZO

8 marzo, giornata internazionale della donna lavoratrice

 

Per noi… niente mimose, grazie!

 

Svegliamoci, svegliamoci umanità, non c’è più tempo! Le nostre coscienze saranno scosse dal fatto di stare soltanto contemplando l’autodistruzione basata sulla depredazione capitalista, razzista e patriarcale!”.

 

Sono le parole di Berta Càceres, leader del popolo indigeno Lenca e co-fondatrice del Consiglio delle organizzazioni popolari ed indigene dell'Honduras (COPINH). Con una dura lotta riuscì, insieme al suo popolo, ad evitare  la costruzione di una diga sul Rio Gualcarque, sacro ai Lenca, ad opera di una joint venture tra la compagnia honduregna DESA e la cinese Sinohydro, il più grande costruttore di dighe al mondo. Dopo anni di minacce, è stata assassinata nella sua casa il 2 marzo 2016. Pochi giorni fa è stato arrestato il mandante del suo assassinio: il presidente della DESA. Berta è una dei 130 ambientalisti uccisi in Honduras.

 

 

 

L’8 marzo è una giornata di lotta “internazionale”:  così vogliamo ricordare alcuni nomi delle donne proletarie, rivoluzionarie, comuniste che nel corso dei decenni hanno lottato in prima fila per un mondo senza sfruttatori, senza oppressori, contro il colonialismo, il capitalismo, l’imperialismo.

 

Solo alcuni nomi, ma dietro a questi ci sono migliaia e migliaia di donne invisibili che continuano la loro lotta, nelle condizioni più difficili, in tutti i continenti, per un mondo diverso e contro le menzogne imperiali sulle guerre, fatte per “ragioni umanitarie” e per difendere ”i diritti delle donne”, nascondendo il fatto che in Afganistan, in Iraq, in Libia le donne godevano di diritti e condizioni di vita incomparabilmente migliori prima che l’aggressione imperialisti precipitasse i loro paesi in un caos di violenza e di oscurantismo.

 

 

 

 

Prima di partire nel nostro giro intorno al mondo, un pensiero va a Rosa Luxemburg, ad Alexandra Kollontaj, a Nadezda Krupskaja e alle operaie russe che il 23 febbraio 1917 (l’8 marzo per il nostro calendario) scesero in sciopero trasformando la giornata in una vera e propria insurrezione.

E, tra le 35.000 donne partigiane, a Onorina Brambilla Pesce, Carla Capponi, Gisella Floreanini e Gina Galeotti Bianchi, la partigiana “Lia”.

 

 

 

 

Fu Nwanyeruwa, una donna Ibo della Nigeria, a scatenare la prima, anche se breve, sfida alle autorità britanniche nell’Africa Occidentale. Nel novembre 1929, organizzata da lei, scoppiò la Guerra delle Donne: circa 25.000 donne di tutta la regione protestarono, manifestarono e lottarono contro l’imposizione delle tasse applicata anche alle donne che, tradizionalmente, ne erano esenti. Dopo qualche mese piegarono l’Impero Britannico.

 

E Lakshmi Sehgal, rivoluzionaria del Movimento per l’Indipendenza dell’India, capitano in un reggimento composto interamente da donne che lottavano - nel decennio del 1940 - contro l’Impero Britannico per la liberazione dell’India.

 

Cuba, marzo 1952: colpo di Stato di Fulgencio Batista. Una ragazza di nome Celia Sànchez, nata a a Media Luna, figlia di un medico, entra a far parte della guerriglia. Grazie alle sue doti di organizzatrice, i superstiti del Granma riescono a raggiungere la Sierra Maestra da dove partirà l’offensiva che si concluderà il 1° gennaio 1959 con l’entrata dell’Esercito Ribelle di Fidel Castro e Ernesto Che Guevara all’Avana. Prima donna combattente, fino alla morte lavorerà per la Rivoluzione.

 

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gio

01

mar

2018

3 MARZO ASSEMBLEA COMITATO

 

Sabato 3 marzo 2018- ore

 

15,30 - ASSEMBLEA

 

 presso il

 

CENTRO DI INIZIATIVA

PROLETARIA “G. TAGARELLI”

 

Via Magenta 88 Sesto San Giovanni

 

 

O.d.G.:

 

1)     Bilancio delle attività del Comitato e resoconto delle iniziative fatte.

 

2)    .Informazione sulle cause penali

 

3)     Corteo del 28 aprile, giornata mondiale contro l’amianto

 

4)    Varie.

 

 

 

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mer

28

feb

2018

LETTERA PUBBLICATA SU ZONANOVE

Perché i cortei per Macerata?

 

Anche a Milano tanti cittadini del IX municipio (ex zona 9) hanno partecipato alla manifestazione antirazzista e antifascista nel lungo corteo che si è svolto sabato 10 febbraio per le vie della città.

I fatti sono noti: un nazista dichiarato, ex candidato della Lega, a Macerata il 3 febbraio ha sparato a 6 persone, 6 africani. Saluto romano, avvolto nella bandiera italiana, all’arresto ha gridato “Viva l’Italia”. I nazifascisti di Forza Nuova si sono subito mobilitati a difendere l’autore della sparatoria esponendo uno striscione in cui c’era scritto: “Pieno sostegno a Luca Traini”.

 

In molti, sia a destra che a sinistra, dopo aver “deprecato” l’accaduto, hanno comunque ripetuto che “l’immigrazione è un problema”, ma è proprio vero?

 

E’ arrivato il momento di fare chiarezza su alcuni slogan che sentiamo ripetere sempre più spesso, in televisione, sui mass-media e anche nei bar di Niguarda quando andiamo a prendere un caffè.

 

Gli immigrati ci rubano il lavoro”: balle spaziali, il lavoro ce l’hanno rubato i nostri padroni “italianissimi” che, tra i primi al mondo, per massimizzare i loro profitti hanno delocalizzato la produzione, chiudendo le fabbriche e portandole nei paesi poveri, guadagnandoci così due volte. Paghe da fame all’estero e in Italia e cancellazione di ogni diritto conquistato dai lavoratori nel nostro paese, col ricatto del licenziamento.

 

Dobbiamo difendere i nostri valori”: ma quali sono questi valori? Prima di tutto il valore assoluto è, da decenni, “il mercato”. In nome del mercato sono stati tagliati sanità, scuola, assistenza e la possibilità di avere un futuro da tutti i giovani, italiani e non, con misure come il Job Act. E quando ci si ribella, com’è avvenuto a Rosarno nel 2010, dove i raccoglitori di arance e pomodori vivono tuttora in condizioni di schiavitù, ecco il solito “folle” che spara e uccide.

 

Di sfruttamento non muoiono solo gli “immigrati”, perché i padroni non sono razzisti, sfruttano allo stesso modo bianchi e neri. Nel 2015 e nel 2017 due donne italiane, braccianti nelle campagne di Andria e di Taranto, sono morte - letteralmente - di sfinimento.

 

Prima di tutto gli italiani”: noi e loro, ma chi sono questi “noi” e questi “loro”? Con chi condividiamo le nostre condizioni di vita e di lavoro, di precariato, di disoccupazione, di sfruttamento, con i “nostri” padroni italiani o con gli altri lavoratori, di qualsiasi colore e provenienza siano? Dietro le frasi di politici, padroni che si lanciano contro gli immigrati al grido “Prima gli italiani”, si nasconde l’interresse economico di chi sfrutta in modo sempre più intensivo sia gli operai italiani che quelli “stranieri”.

 

Chi sono i nostri veri nemici?  

 

Viva l’Italia”, ha gridato il nazista: quale Italia, quella degli industriali e dei banchieri, per salvare i quali i soldi ci sono sempre? Quell’Italia che spende 64 milioni di euro al giorno per le forze armate, per partecipare in prima fila alle guerre che portano fame e morte nei paesi da cui gli “immigrati” sono costretti a fuggire e lauti profitti a petrolieri, industrie degli armamenti?

 

Anche fra “italiani” esistono oppressi e oppressori, sfruttati e sfruttatori.

 

Infine oggi si dice spesso che “non esistono più destra e sinistra”.

 

Ma i fatti come quello di Macerata dimostrano che la battaglia contro il fascismo non è cosa del passato: così come alla sua nascita servì agli agrari emiliani per reprimere le lotte degli operai e dei contadini, anche oggi il fascismo è finanziato e usato contro i lavoratori di qualsiasi colore e nazionalità, dagli sfruttatori che hanno interesse a dividere i lavoratori e gli esseri umani per mantenere lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo.

 

Michele Michelino (febbraio)

 

 

 

dom

25

feb

2018

PILLOLE DI STORIA OPERAIA

Pubblichiamo il capitolo 1.

Lo sfruttamento dell’uomo imprenditore sull’uomo lavoratore, le lotte dei comitati spontanei di cittadini, le attività sindacali, le controversie legali, la prestazione sanitaria.

 

Chi vuole leggerlo puoi cliccare qui sotto, o nella rubrica i nostri libri in alto nel nostro blog.

 

www.resistenze.org/sito/te/pr/sa/prsage22-017957a001.pdf

gio

22

feb

2018

PER NON DIMENTICARE

Pillole di storia operaia e popolare, per non dimenticare che la lotta continua.

 

 

PER SCARICARE O LEGGERE GRATUITAMENTE IL LIBRO CLICCARE QUI SOTTO.

 

.http://www.resistenze.org/sito/ma/di/sc/mdsc5f29/mdsc5f29.htm

sab

17

feb

2018

INDUSTRIA 4.0 A LARI (PISA)

sab

10

feb

2018

AMIANTO A SESTO SAN GIOVANNI

lun

05

feb

2018

AMIANTO IMPORTANTE SENTENZA CASSAZIONE

IMPORTANTE SENTENZA della CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Sez. TERZA PENALE Sentenza n. 4560 del 31.01.2018 In allegato PDF

 

CONDANNATI DIRIGENTI PER MORTE MESOTELIOMA TUMORE E’ DOSE-DIPENDENTE .

TUTTE LE ESPOSIZIONI AMIANTO ACCELERANO IL CANCRO

 

RITENGO CHE LA SENTENZA SIA UTILE DA RICHIAMARE E DEPOSITARE IN TUTTI I PROCEDIMENTI PENALI IN CORSO PER LE MORTI DA AMIANTO PER MESOTELIOMA E TUMORI POLMONARI

 

La Corte di Cassazione conferma la Sentenza di Appello è condanna i dirigenti per la morte da mesotelioma bocciata la c.d. dose killer vale il periodo di induzione e latenza. Secondo la Suprema Corte “ va, infatti, sottolineato che il superamento, alla stregua della letteratura scientifica ormai consolidata, della teoria della cd. dose killer non può che comportare, sul piano logico, l'adesione all'ipotesi scientifica, avente fondamento epidemiologico, secondo cui l'aumento della esposizione produce effetti nel periodo di induzione e di latenza.” La Corte di Cassazione nella Sentenza ripercorrendo quanto deciso in Appello dice che “Sotto un primo profilo, è stato osservato come secondo una legge di copertura scientifica, di natura probabilistica, al protrarsi della esposizione ad amianto consegua l'aumento del rischio di mesotelioma o di altri tumori polmonari, nel senso che nei confronti di un cospicuo numero di soggetti tale esposizione determina una anticipazione del momento dell'insorgenza della malattia (e, dunque, della morte), accelerandone la progressione e portando più rapidamente all'avvio del periodo di latenza (teoria dell'effetto acceleratore, accolta in occasione della III Consensus Conference di Helsinki del 2015). In altre parole, anche il mesotelioma pleurico, così come altre patologie asbesto correlate, sarebbe una affezione dose-dipendente. “

Segue sentenza.

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mar

30

gen

2018

MORTI D' AMIANTO AL TEATRO LA SCALA

 

 

Morti per amianto al Teatro La Scala di Milano

 

 

 

Di amianto si continua a morire, i processi ritardano, e l’ingiustizia continua.

 

 

 

Dopo ripetuti rinvii e cambiamenti di giudici oggi al Palazzo di Giustizia di Milano (che noi, vittime  dell’amianto il Palazzo consideriamo “il palazzo dell’ingiustizia” per le continue assoluzioni dei manager imputati delle morti d’amianto) si è tenuta finalmente l’udienza del processo per l’amianto al Teatro alla Scala,  che vede come imputati rinviati a giudizio 5 dirigenti del Teatro, accusati della morte di 10 lavoratori a causa dell’amianto. Davanti al PM Maurizio Ascione e al nuovo giudice Mariolina Panasiti, Presidente della 9° sezione penale, si è finalmente aperto il processo, subito rinviato dopo che la giudice ha giustificato i ritardi con la mancanza di organico. La prossima udienza si terrà il 19 marzo alle ore 9,30 nell’aula 9 bis.

 

 

 

Anche nel Teatro alla Scala, il tempio della musica noto in tutto il mondo, era presente una grande quantità di amianto che ha avvelenato diversi lavoratori uccidendone 10, fra cui macchinisti di scena, un orchestrale, un cantante del coro e un vigile del fuoco. Data la massiccia presenza della sostanza cancerogena, è probabile che siano stati contaminati, negli anni, anche spettatori del Teatro.

 

 

 

Quali parti civili in questo processo, oltre al nostro Comitato (sempre presente a tutte le udienze), Medicina Democratica e Associazione Italiana Esposti Amianto – difese dall’avvocata Laura Mara - sono state ammesse altre associazioni (il Comitato Ambiente e Salute del Teatro alla Scala, il sindacato CUB Informazione Spettacolo, la CGIL, INAIL e ATS (ex ASL), ANMIL. Presenti all’udienza anche i responsabili civili (Fondazione Teatro Scala e Centro Diagnostico Italiano).

 

 

 

In questi giorni in cui è tornato alle cronache con drammaticità il tema delle morti sul lavoro – con gli operai della Lamina Spa asfissiati e le tre vittime dell’incidente ferroviario di Pioltello – vogliamo ricordare come, al di là delle lacrime di circostanza, i tempi lunghi della “giustizia” da anni favoriscano  i dirigenti che hanno anteposto il profitto alla sicurezza dei lavoratori, beffando le vittime e le loro famiglie.

 

 

 

Così le recenti sentenze del Tribunale di Milano, che hanno ripetutamente assolto chi non ha rispettato la salute e la vita umana, sono un grave precedente anche per questo processo.

 

Ormai per la “giustizia” italiana questi processi non s’hanno più da fare: il profitto è più importante della vita degli operai. con buona pace di tutti quelli che si riempiono la bocca di stato di diritto e di uguaglianza dei diritti previsti dalla Costituzione nata dalla Resistenza.

 

Intanto di amianto migliaia di persone continuano ad ammalarsi e morire fra l’indifferenza generale delle Istituzioni e dei partiti, le bonifiche ritardano e la “giustizia” assolve gli assassini e condanna le vittime e le associazioni a pagare le spese processuali. Senza bonifiche si continuerà a morire-

 

Il picco dei morti è previsto per il 2020/2030.

 

La lotta per ottenere giustizia e impedire che queste morti si ripetano è sempre più difficile, ma non ci arrendiamo. Lo dobbiamo ai nostri compagni assassinati, ai malati e quanti purtroppo si ammaleranno in futuro. La lotta continua-

 

 

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

 

 

 

Milano 30 Gennaio 2018

 

e-mail: cip.mi@tiscali.it            web: http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com         per contatti: 3357850799

 

sab

27

gen

2018

GIORNO DELLA MEMORIA

MANIFESTAZIONE AL MONUMENTO AL DEPORTATO POSTO IN CIMA ALLA COLLINETTA DEL PARCO NORD.

 

 

SABATO 27 GENNAIO ORE 14.15 INGRESSO PARCO NORD

 

 

Ritrovo ore 14.00 precise al Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli” Via Magenta 88 Sesto San Giovanni-

 

 

 

Centinaia di lavoratori delle fabbriche di Sesto San Giovanni Breda, Falck, Marelli, Pirelli e di Milano furono deportati nei campi nazifascisti e non ritornarono.

 

Noi come sempre ricorderemo e onoreremo questi operai e lavoratori Partecipando al corteo con il nostro striscione.

 

lA RESISTENZA CONTINUA.

 

 

Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli

 

ven

26

gen

2018

ANCORA MORTI PER IL PROFITTO

Ancora morti per il profitto a Milano

 

Il bilancio del deragliamento del treno carico di pendolari e studenti deragliato a Pioltello alle porte di Milano ieri è di tre morti e una cinquantina di feriti di cui 5 gravi.


Da anni i pendolari denunciano disservizi e carenze del trasporto ferroviario locale a loro danno in Lombardia, e più volte hanno lanciato allarmi sul fronte della sicurezza di treni e infrastrutture Trenord.


Da una prima ricostruzione, sembra che il convoglio formato da cinque carrozze sia deragliato vicino a uno scambio tra Segrate e Pioltello. Le prime due carrozze sono passate mentre le altre tre sono uscite dai binari “per un cedimento tra i vagoni“ come ha affermato il questore di Milano Marcello Cardona subito dopo l’incidente, mentre un passeggero intervistato ha parlato di una vibrazione, fortissima, che ha preceduto il deragliamento, causata evidentemente dal cedimento.
Questo è’ uno dei tanti incidenti che avvengono nelle ferrovie, anche se questi assurgono alle cronache solo quando ci sono dei morti, come a Crevalcore in Emilia, tra a Andria e Corato in Puglia, a Viareggio in Toscana.

 

Come sempre prima si muore al lavoro o in itinere e poi la magistratura interverrà con i tempi lunghi della giustizia di classe mentre i responsabili, grazie alla prescrizione, continuano a rimanere impuniti.


I dati Inail del 2017 parlano di 1.029 lavoratori morti (con un aumento del + 5,2% le morti avvenute in itinere) e per questi omicidi nessuno ha pagato, nessuno è in galera per questi morti di lavoro.

 

 

Non serve piangere oggi lacrime di coccodrillo se ogni giorno, in nome dell’aumento della produttività e del profitto, in nome del mercato, si costringono milioni di lavoratori a lavorare in condizioni pericolose.


Una società in cui il profitto vale più della vita degli esseri umani è una società incivile e barbara. Una società civile deve garantire la sicurezza sui posti di lavoro, affinché un lavoratore che esce al mattino per lavorare possa tranquillamente tornare a casa dalla propria famiglia la sera.

 

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

 

 

 

mer

24

gen

2018

MORTI SUL LAVORO. IL "MANIFESTO" DI OGGI

sab

20

gen

2018

SFRUTTAMENTO, MORTI SUL LAVORO E LOTTE OPERAIE

Sfruttamento capitalista, morti sul lavoro e lotte operaie.

 

Documenti e testimonianze nel libro disponibile gratuitamente nella rubrica  “i nostri libri” su questo sito.

 

 

gio

18

gen

2018

PADRONI ASSASSINI E MORTI IMPUNITE

 

LA VITA DEGLI OPERAI?

VALE ZERO

 

Ieri l’altro, il 17 gennaio 2018, a Milano sono morti di lavoro 3 operai alla “Lamina S.p.a.” Oggi i giornali ci informano che il fratello di uno di essi - Giuseppe Barbieri, sceso nel forno per cercare di salvare il fratello Arrigo - è in stato di “morte cerebrale”. Oggi il giovane operaio diciannovenne Luca Lecci il che Ieri, a Rovato (BS), è stato stritolato da un tornio ha perso la vita.

 

Ma non è finita.

 

Proprio il 17 gennaio la Corte di Cassazione ha confermato i proscioglimenti di 7 ex manager della Pirelli di Milano accusati di omicidio colposo per la morte di 24 operai e di lesioni gravissime nei confronti di altri 4 lavoratori degli stabilimenti milanesi di Viale Sarca e Via Ripamonti. Le vittime avevano lavorato nell'azienda tra gli anni '70 e gli anni '80 e si sono ammalati di forme tumorali causate dall'amianto presente sul posto di lavoro – presenza dimostrata oltre ogni dubbio nel corso dei processi. Così i dirigenti Pirelli - Luciano Isola, Ludovico Grandi, Gavino Manca, Carlo Pedone, Piero Sierra, Omar Liberati e Gianfranco Bellingeri – già assolti in appello con l’assurda motivazione che gli operai morti “avevano già lavorato in settori fortemente caratterizzati dalla presenza di amianto” prima di essere esposti alla stessa sostanza alla Pirelli, non hanno alcuna responsabilità, come del resto non l’hanno mai, in particolare nel tribunale di Milano, i responsabili della morte dei 591 lavoratori (cifra sempre per difetto) morti di lavoro nel 2017.

 

 

 

Oggi i soliti ‘noti’ – governo, istituzioni varie, padroni e sindacati (che hanno indetto per venerdì uno sciopero di 2 ore… mezz’ora per ogni morto!) – si stracciano le vesti e invocano “più sicurezza”. Quando ce l’avremo questa “sicurezza” di non morire più sul posto di lavoro? Quando il diritto alla vita spetterà anche agli operai?

 

Siamo stanchi di essere solo la carne da macello, siamo stanchi  di doverci limitare a piangere i nostri compagni di lavoro che perdono la vita e allora guardiamoci in faccia e diciamocelo chiaramente: MAI, finché ciò che conta è il profitto dei padroni, l’unico diritto riconosciuto – e difeso a spada tratta anche da chi dovrebbe fare ‘giustizia’ - nella nostra società capitalista.

 

Domani i titoli dei giornali torneranno ai problemi “veri”, in particolare le elezioni.

 

Ma le elezioni passano, i padroni restano e per noi lavoratori non cambierà niente, neppure il fatto che continueremo a rischiare di non tornare a casa nostra la sera, dopo una giornata di lavoro che per noi significa un salario da fame e per altri la ricchezza.

 

Nessuno oggi rappresenta gli operai e - anche se siamo coscienti che solo abolendo lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, la classe operaia può liberarsi - è arrivato il momento in cui gli operai stessi, invece di delegare al politico di turno, si auto-organizzino per difendere la loro vita, i loro interessi, rivendicando che senza sicurezza non si può lavorare.

 

 

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

 

 

 

Sesto San Giovanni, 18 gennaio 2018

e-mail: cip.mi@tiscali.it                                                web:   http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com

mer

17

gen

2018

STRAGE OPERAIA A MILANO

AL LAVORO COME IN GUERRA: IL NEMICO E’ IN CASA NOSTRA

 

 Ancora una volta, ieri a Milano, tre operai sono morti sul lavoro.

 

Secondo le prime ricostruzioni sembra che i primi due lavoratori - Arrigo Barbieri, 57 anni, responsabile di produzione e Marco Santamaria, 42 anni, elettricista - appena scesi nel locale sotterraneo, profondo due metri, che contiene il forno in cui si scalda l’acciaio; abbiano perso subito i sensi a causa dell’aria satura di gas. Un altro operaio - Giuseppe Barbieri, fratello di Arrigo - resosi conto del pericolo, ha chiamato aiuto e con Giuseppe Setzu, 48 anni, nel tentativo di salvarli scende nella camera sotterranea: i due, a loro volta, rimagono intossicati. Altri due lavoratori cercano di portare aiuto ma l’ambiente saturo di gas li costringe a indietreggiare (rimarranno intossicati). In quattro rimangono intrappolati nella camera a gas nella fabbrica . «Lamina Spa» di via Rho 9 a Milano. Tre sono uccisi subito e uno è in condizione gravissima.

 

Quando si lavora e si vive quotidianamente fianco a fianco per un salario da fame, quando la solidarietà con i propri compagni resta l’unica possibilità di difendersi dallo sfruttamento, può anche succedere che non si esiti a portare aiuto anche in situazioni di pericolo.

 

Ancora una volta, nel disperato, generoso, tentativo di salvare la vita ai compagni di lavoro degli operai perdono la vita. Al momento non sappiamo se la strage operaia poteva essere evitata con adeguate misure di sicurezza o se i padroni, come spesso accade, hanno risparmiato anche sulle misure antinfortunistiche.

 

I morti sul lavoro non sono mai una fatalità e non dipendono dal destino, sono parte della brutalità e della violenza del sistema capitalista.

 

Davanti a questo ennesimo omicidio di massa ora si sprecano le solite lacrime dei rappresentanti di governo, istituzioni, padroni  e sindacati, che parlano di morti bianche: come ricorda oggi il Corriere della Sera, nel 2017 (dati Inail, per difetto)  591 lavoratori: e noi ci chiediamo quanti padroni sono in galera per questi morti di lavoro.

 

Coloro che piangono oggi lacrime di coccodrillo sono gli stessi che ogni giorno, in nome dell’aumento della produttività e del profitto, in nome del mercato, costringono milioni di lavoratori a lavorare in condizioni pericolose. 

 

Al di là delle chiacchiere istituzionali di circostanza è sempre l’aumento dello sfruttamento la causa principale dell’aumento degli infortuni e dei morti sul lavoro, perché nel sistema capitalista il profitto vale più della vita degli esseri umani e gli operai non sono altro che carne da macello. Il nemico è in casa nostra e si chiama profitto, non fatalità. 

 

Nessuno oggi rappresenta gli operai e - anche se siamo coscienti che solo abolendo lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, la classe operaia può liberarsi - è arrivato il momento in cui gli operai stessi si auto-organizzino per difendere la loro vita, i loro interessi, rivendicando che senza sicurezza non si può lavorare. 

 

Le nostre più sentite condoglianze ai famigliari dei lavoratori uccisi dal capitalismo.

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio 

 

Sesto San Giovanni 17 gennaio 2018

 

e-mail: cip.mi@tiscali.it     

 

web:   http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com

 

gio

11

gen

2018

AUMENTA LA POVERTA'

Aumento della povertà: in Italia i poveri sono 10,5 milioni

  

Nel mese di dicembre 2017 l'Ufficio Statistico dell'Unione Europea (Eurostat) ha comunicato i dati sulla povertà in Europa, confermando un dato che vediamo spesso anche a Niguarda e nel IX Municipio del Comune di Milano. Basta percorrere nel  pomeriggio le strade in cui si tengono i mercati del nostro quartiere per vedere persone che passano prima degli addetti dell’Amsa, con un coltellino in mano, a raccogliere e mondare parti di frutta e verdura scartata dai commercianti. Ancor più evidente è la povertà se si passa da Viale Monza (MM Villa San Giovanni) dove c’è l’Associazione Pane Quotidiano che ogni giorno offre, gratuitamente, cibo alle fasce più povere della popolazione, distribuendo generi alimentari e beni di conforto a chiunque si presenti presso le proprie sedi e versi in stato di bisogno e vulnerabilità, senza alcun tipo di distinzione, alla sede della Caritas o di altri enti.

 

Contrariamente a quello che molti pensavano, gli italiani sono sempre più numerosi e ora anche i dati EUROSTAT lo confermano.

 

L’Italia è il Paese europeo in cui vivono più poveri. Sono 10,5 milioni, su un totale a livello Ue di 75 milioni, i cittadini che hanno difficoltà a fare un pasto proteico ogni due giorni, a sostenere spese impreviste, a riscaldare a sufficienza la casa, a pagare in tempo l’affitto e a comprarsi un paio di scarpe per stagione o abiti decorosi. 

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mar

19

dic

2017

OPERAI MORTI PER AMIANTO IN LOMBARDIA

INVITO SENATO.pdf
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COMUNICATO ASSOCIAZIONI E COMITATO

AMIANTO: QUESTI PROCESSI NON SAN DA FARE!

Sembrerebbe lo slogan della Quinta sezione penale del Tribunale di Milano. Per la verità nel giro di pochi giorni sono arrivate due sentenze di assoluzione da  parte di questa Corte d'Appello, ambedue per amianto: la prima riguardava la Fibronit di Broni , la seconda -  quella di oggi -  si riferiva ai 27 morti della Pirelli di Milano, i cui imputati sono stati mandati assolti per non aver commesso il fatto.


Eppure il Tribunale di Torino in due processi analoghi contro i vertici Pirelli ha emesso sentenza di condanna, confermata dalla Corte d'Appello di Torino, in relazione ai medesimi reati. 

 

Perché' queste differenze? Perché la Cassazione, nella gran parti dei casi, ha confermato le condanne inflitte dalle Corti di merito? Perché invece anche in primo grado la quinta sezione del Tribunale di Milano assolve? Perché la Suprema Corte di Cassazione ha affermato e riaffermato nel tempo solidi principi giuridici - (in punto di anti-scientificità della trigger dose, di antigiuridicità dei TLV, di affermazione della teoria multistadio nei casi di mesotelioma come la più autorevole e accredita nella comunità scientifica, di prevenibilità e prevedibilità dell’evento, di accelerazione della latenza, di posizioni di garanzia dei componenti del CDA quali effettivi datori di lavoro sui quali gravava, anche in caso di delega, un dovere di vigilanza e di intervento sostitutivo non demandabile a nessuno, di piena conoscenza da parte del mondo industriale italiano della cancerogenicità dell’amianto quanto meno a partire dal 1964, anno in cui si celebrò la Conferenza di New York) - che vengono sistematicamente disattesi dalla Corte d’Appello di Milano?

 

E' una posizione giuridica o è una posizione politica?

Pensiamo opportuno chiederlo al Consiglio Superiore della Magistratura.

Ma intanto parliamo dei morti per amianto; morti prematuri, morti con grandi sofferenze. Grande dolore di famigliari ed amici. Morti due volte per mancata giustizia.  Veramente inaccettabile.

 

Lo renderemo noto anche alla Commissione del Senato  per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali che il 29 novembre p.v. ha invitato le associazioni alla presentazione della bozza di Testo Unico delle leggi sull'amianto (Senato della Repubblica, Palazzo Giustiniani – Sala Zuccari ore 9,30).

 

Sarà una legge che aiuterà a fare giustizia? Toglierà la prescrizione per i reati contro la salute e sicurezza sul lavoro? promuoverà un piano per l'eliminazione totale dell'amianto? Renderà semplice e automatico il riconoscimento delle malattie professionali e delle esposizioni all'amianto? Sottoporrà gli ex esposti a sorveglianza sanitaria? Aiuterà le vittime e i loro famigliari a denunciare e ne sosterrà le spese?

BASTA AMIANTO E GIUSTIZIA PER LE VITTIME

 

COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO, ASSOCIAZIONE ITALIANA ESPOSTI AMIANTO, MEDICINA DEMOCRATICA

 

Milano, 24 novembre 2016

 

 

AMIANTO PIRELLI. PER I MORTI NESSUNA GIUSTIZIA

Amianto:Comitato vittime,morta giustizia

Presidente Michelino critica la sentenza di assoluzione

 (ANSA) - MILANO, 24 NOV - "La giustizia che assolve gli assassini significa la morte dei Tribunali, significa che sui luoghi di lavoro c'è licenza di uccidere e impunità". Lo ha detto Michele Michelino, presidente del Comitato per la difesa della Salute nei luoghi di lavoro (parte civile), commentando la sentenza con cui oggi, ribaltando il verdetto di primo grado, la Corte d'Appello di Milano ha assolto 11 ex manager della Pirelli imputati per omicidio colposo in relazione alla morte di una ventina di operai per forme tumorali, secondo l'accusa, causate dall'esposizione all'amianto.
    "Non si può accettare che si continui a morire sui luoghi di lavoro, siamo arrabbiati e non ci arrendiamo", ha spiegato Michelino con a fianco Silvestro Capelli, esponente del comitato e ex operaio che, come ha spiegato, ha lavorato "per 17 anni in un'altra fabbrica, la Breda a Milano, e poi mi sono ammalato".
 

ANCORA UN'INGIUSTIZIA

161124 COMUNICATO PIRELLI b.pdf
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ROMA: II° ASSEMBLEA NAZIONALE AMIANTO

ULTIMI VIDEO E FOTO

Pubblichiamo nella sezione archivio le motivazioni della sentenza di condanna dei dirigenti Pirelli nel processo di 1° grado decisa dal Tribunale di Milano - Giudice Martorelli per i lavoratori morti d'amianto. (gennaio 2016).

Video del corteo contro l'amianto e i morti sul lavoro- 18 aprile 2015 a Sesto san Giovanni.

Servizio TG RAI sulla protesta per l'assoluzione dei dirigenti Enel.

Assemblea del Comitato del 31 gennaio 2015.

Corteo contro i morti per amianto e lo sfruttamento del 26 aprile 2014

Marzo 2014. Video - intervista al Comitato di Altraeconomia sulla responsabilità dei dirigenti per le morti operaie per amianto e sul processo contro i dirigenti Pirelli in corso a Milano

FOTO DEL CORTEO A LUCCA IN SOLIDARIETA' ALLE VITTIME DELLA STRAGE DI VIAREGGIO.

video e foto della manifestazione a Roma l'8 ottobre 2013 alla Camera dei Deputati delle associazioni e comitati contro l'amianto

Video della presentazione de "La fabbrica del panico" con gli operai della Breda Fucine, l'autore del romanzo Stefano Valenti, Guido Viale e Michele Michelino  

nella sezione video riportiamo immagini della protesta contro l'Inail del 15 maggio 2013 e l'incontro fra la nostra delegazione e quella dell'Inail

Intervista del nostro Comitato a Sky tg24 del 21 novembre 2012

Pubblichiamo nella sezione "Leggi" (in alto sulla pagina)

 

 

il Decreto interministeriale sul Fondo per le Vittime dell'amianto del 13 gennaio 2011

 

News

Foto del corteo del 27 aprile 2013 a Sesto San Giovanni contro l'amianto e lo sfruttamento.

Nuove foto e video del presido operaio contro l'Inail del 16/01/2013

Nella sezione video immagini della conferenza stampa sull'amianto nel palazzo Comunale di via Larga a Milano e servizio di RAI 3 del 2 aprile 2012

nella sezione stampa, nuovi articoli sul processo Pirelli a Milano

Nella sezione foto, nuove fotografie del presidio al Tribunale di Trento del 12 dicembre 2011 e nella sezione video le immagini.

Nella sezione foto immagini dell'assemblea dell'8 ottobre 2011.

 

 Nella sezione foto, nuove immagini delle iniziative fatte nel mese di agosto 2011.

Nella sezione foto, immagini della conferenza stampa del 15 giugno 2011 a Bassano del Grappa (Vi)

NELLA SEZIONE FOTO IMMAGINI DELLA FIACCOLATA A L'AQUILA DEL 6 APRILE 2011

Nella finestra stampa ci sono nuovi articoli apparsi sui giornali.

 

Nella sezione foto ci sono le ultime e tante altre.

Nella finestra Archivio, ci sono le ultime sentenze di importanza Nazionale

Nella sezione video potete trovare i filmati della II Conferenza Nazionale sull'Amianto del 6-7-8 novembre 2009 a Torino.

Nella sezione libri trovate i nostri testi