Tutti sapevano e nessuno ha parlato.

Lo sapevano i sindacati.

Lo sapeva la direzione dell'azienda.

Lo sapeva l'assessorato alla sanità.

Lo sapevano tutti, e non gli operai ...

 

 

Visitate il sito del:

Centro di Iniziativa Proletaria

G. Tagarelli

dom

16

set

2018

SESTO SAN GIOVANNI: LE ASSOCIAZIONI CONTRO LA GIUNTA COMUNALE

ven

14

set

2018

PILLOLE DI STORIA OPERAIA. ESPOSTI A MORTE

Pillole di storia operaia. Ci hanno esposto alla morte…
QUALCHE RIGA COME INTRODUZIONE… 

1981. Breda Fucine di Sesto San Giovanni. “A trenta metri dal mio posto di lavoro, nello stesso gigantesco capannone, c’era il “macchinone”, all’inizio della “seconda linea”. Vi si producevano aste per l’estrazione petrolifera su licenza americana. La “seconda linea” era stata acquistata nuova di pacca, perché nello stabilimento di Houston (Texas, USA) – stranamente – l’avevano accantonata subito dopo averla completata. Chissà perché?
Perché – lo abbiamo saputo parecchio tempo dopo – di morti ne avevano già seminati abbastanza gli impianti di quel genere montati in precedenza nella fabbrica americana.
Forse lo sapevano già da allora i dirigenti che avevano mandato negli USA a visionare l’impianto il tecnico Lazzati, che poi era diventato il caporeparto della seconda linea: è morto qualche mese fa, anche lui, per tumore ai polmoni, quel tumore che è causato dalle fibre di amianto che si diffondono nell’aria”. 

 

Questa vicenda ce la racconta così bene Ezio Partesana, che preferisco lasciare lo spazio a lui, riproducendo un suo scritto pubblicato nel febbraio ’98. Intanto, noi ex operai Breda, che abbiamo costituito il “Comitato di Difesa della Salute nei luoghi di Lavoro e nel Territorio”, ci incontriamo ogni giovedì sera nella sede provvisoria che il comune di Sesto ci ha dovuto concedere, in attesa che la ristrutturazione dell’area Breda si compia; allora ci metteranno a disposizione un pezzo dell’unico capannone che hanno progettato di tenere in piedi apposta per non dimenticare (?) che cos’era la Breda… Così ci hanno promesso; e potete scommettere che noi faremo di tutto per fargli mantenere la promessa…


 

LA LINEA DEL FUOCO 
Storia degli operai e del reparto aste

 

Sesto San Giovanni, periferia nord di Milano, città ridotta in frammenti sospesi tra la produzione e un futuro da tecnocity , agenzie per lo sviluppo, piani di conversione, tradizione operaia, civiche scuole d’arte, fabbriche che spariscono: Falck, Breda, Pirelli, Marelli… Chi abita adesso a Sesto è probabilmente qualcuno che non c’era trent'anni fa. La memoria che se ne conserva non è di nessuno, sono i capannoni con già sopra scritti i piani di ristrutturazione residenziale e i pensionati ai giardini che non possono essere ingannati. La giunta comunale riempì gli incroci vent'anni orsono con grandi cartelli stradali bianco, rossi e verdi con sopra scritte frasi della costituzione italiana; adesso vogliono far lo stesso per ricordare le grandi fabbriche e mettere delle insegne “qui sorsero le acciaierie”, “in questa piazza c’era l’ingresso delle tute blu verso le catene di montaggio” e “ecco il reparto dove su trenta operai trenta entrarono nelle squadre di azione partigiana”.

leggi di più

lun

10

set

2018

SERATA IN ALLEGRIA FRA COMPAGNI E AMICI

sab

08

set

2018

ACCORDO ILVA: IL PROFITTO E' GARANTITO

ACCORDO ILVA: IL PROFITTO E’ GARANTITO, IL POSTO DÌ LAVORO NO, LA SALUTE NEANCHE, FORSE IN FUTURO SE COMPATIBILE CON L’AUMENTO DEI PROFITTI.

 

Tutti i sindacati confederali – FIOM/CGIL-FIM/CISL-UILM/UIL, a cui si aggiunta USB- si dichiarano soddisfatti per l’accordo firmato con Am Investco, la cordata guidata da Arcelor Mittal, concordando con il viceministro Di Maio che “sull'Ilva è stato raggiunto il miglior risultato possibile nelle peggiori condizioni possibili”, la stessa, solita, frase che sentiamo ogni volta che i sindacalisti firmano accordi antioperai.

In attesa di leggere il testo integrale definitivo facciamo alcune considerazioni basandoci su quanto pubblicato sugli organi di stampa.

Gli stessi sindacati firmatari dell’accordo non possono fare a meno di ammettere che “si tratta comunque di circa 3.000 esuberi con una clausola di salvaguardia (sic!) che prevede che ‘dal 2023 i lavoratori in esubero possano essere riassorbiti se nel frattempo non hanno usato gli ammortizzatori”. In teoria, come prevede  l’accordo, chi accetta il licenziamento senza chiedere nemmeno un euro di FIS (ex cassa integrazione), fra 5 anni può forse cominciare a sperare che lo riassumano, un sogno destinato a rimanere tale.

 

Anche sull’ambiente il risultato è pessimo. Come ha dichiarato il presidente del Consiglio Conte “Se Ilva vuole produrre 8 milioni di tonnellate di acciaio lo deve fare senza aumentare di nulla le emissioni che ci sono”. Non c’è che dire, una bella difesa dell’ambiente in questo stabilimento dove gli infortuni e i morti sul  lavoro sono all’ordine del giorno, non solo fra gli operai costretti a lavorare senza sicurezza, ma anche tra i loro famigliari e la popolazione, che protesta da decenni. Si può continuare a morire, basta “non aumentare le emissioni” di sostanze cancerogene.

Con quest’accordo i padroni possono continuare a fare il massimo profitto risparmiando sulla sicurezza, ma anche con garanzia d’impunità!.

 

La popolazione della città da anni protesta – insieme a molti operai, ma non tutti - contro l’inquinamento provocato dalla fabbrica; ma non si difende il salario difendendo il posto di lavoro così com’è, con i suoi veleni per tutti e i profitti per il solo padrone di turno, che in cambio da loro un misero salario.

La storia insegna che gli operai, senza un’organizzazione di classe che difenda i loro interessi immediati e futuri, sono alla mercé del padrone: lavorano finché il loro lavoro valorizza il capitale e sono licenziati appena non servono più.

 

L’esperienza ci insegna che la monetizzazione della salute, della vita umana, del posto di lavoro e dei licenziamenti va a vantaggio solo dei padroni. LA SALUTE NON SI PAGA, LA NOCIVITA’ SI ELIMINA E LA SICUREZZA DEVE ESSERE GARANTITA, anche se questo obiettivo si scontra con il mercato, con la logica del profitto che sono i fondamenti della società capitalista.

La mancanza di sicurezza in fabbrica e l’inquinamento, le sostanze cancerogene, uccidono prima gli operai che sono a diretto contatto in fabbrica, ma uscendo nel territorio anche i loro famigliari e tutta la popolazione. E questo è ciò che accade da sempre in molti luoghi, prima di tutto a Taranto.

Per difendersi bisogna intervenire sull’ambiente di lavoro e sulla società con una posizione anticapitalista, e questo è possibile imporlo solo con un’organizzazione indipendente che unifichi le lotte in fabbrica e nella società.

 

L’unità di classe fra i proletari che lottano in fabbrica e nel territorio, l’unione degli sfruttati, fa ritornare più che mai di attualità la famosa esortazione: "Proletari di tutti i paesi, unitevi!".

 

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

 

Sesto San Giovanni, 8 settembre 2018

 

mail: cip.mi@tiscali.it                                                 web:  http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com

 

 

https://www.facebook.com/cip.tagarelli

gio

06

set

2018

MORTI PER AMIANTO ALLA SCALA DI MILANO

MORTI PER AMIANTO ALLA SCALA DI MILANO

 

Il 27 settembre a Palazzo di Giustizia dalle 11.30 alle 17.00 nell’aula 9 (piano terreno), convocati come testi quattro ex sindaci: Carlo Tognoli, Gian Paolo Pillitteri, Giampiero Borghini e Marco Formentini. 

 

Il 6 settembre, alle 9,30, è ripreso il processo contro 5 dirigenti del Teatro La Scala, accusati della morte di 9 lavoratori (nel frattempo uno è andato in prescrizione) con le deposizioni (esame e controesame) di due consulenti della Procura, PM dott Maurizio Ascione, davanti alla giudice Mariolina Panasiti, Presidente della 9° sezione penale, udienza durata fino al tardo pomeriggio, perchè sottoposti al fuoco di sbarramento delle difese degli imputati.

 

Il primo consulente Dott. Munnari ha ricostruito la catena di comando, gli incarichi e le responsabilità dei singoli imputati e dell’azienda Teatro alla Scala di Milano.

Il secondo consulente, la dottoressa Bellis, medico, ha esaminato e relazionato sui casi di mesotelioma accertati nel teatro delle otto vittime decedute e del lavoratore ancora in vita.

 

Il nostro comitato come sempre era presente in aula per far sentire al giudice la voglia di giustizia in un tribunale come quello di Milano che finora ha assolto gli assassini condannando le vittime.

Presenti come sempre gli avvocati delle parti civili, a cominciare dall’avvocato Laura Mara che difende varie parti civili fra cui il nostro Comitato.

Le parti civili sono, oltre ai famigliari dei lavoratori morti, il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, Medicina Democratica e l’Associazione Italiana Esposti Amianto, il Comitato Ambiente e Salute del Teatro alla Scala, il sindacato CUB Informazione Spettacolo, la SLC (CGIL), L’ANMIL, INAIL e ATS (ex ASL). Presenti anche gli avvocati dei responsabili civili (Fondazione Teatro Scala e Centro Diagnostico Italiano).

 

Mentre il processo stancamente continua si allunga la conta dei morti fra chi ha lavorato nel Teatro. Nel mese di giugno l’amianto ha provocato un’altra vittima, il soprano Edith Martelli, morta  anch’essa per il mesotelioma, tumore della pleura causato dalle fibre di amianto respirato forse nei 25 anni trascorsi nel tempio della musica milanese, la Scala.

L’amianto ha un periodo di latenza molto lungo, arriva anche a 40/50 anni. Nel frattempo, aspettando una giustizia che non arriva mai, altri lavoratori si sono ammalati e  due sono deceduti.

L’amianto ha ucciso prima gli operai - gli elettricisti, i siparisti - poi anche cantanti e un direttore d’orchestra e, non si esclude, anche qualche assiduo frequentare del Teatro.

 

L’amianto, se non bonificato, è un killer silenzioso che non guarda in faccia nessuno e colpisce, indistintamente, tutti quelli che vi sono esposti. Oltre alla necessità di fare giustizia per le vittime, questa è la ragione per di avviare al più presto le bonifiche.

La prossima udienza si terrà il 27 settembre a Palazzo della Giustizia dalle 11.30 alle 17.00 nell’aula 9 (piano terreno), come testi quattro ex sindaci: Carlo Tognoli, Gian Paolo Pillitteri, Giampiero Borghini e Marco Formentini.

 

Sesto San Giovanni 6 settembre 2018

Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

Sesto San Giovanni, 6 settembre 2018

 

mail: cip.mi@tiscali.it          

 

 web:  http://comitatodifesasalutessg.jimdo.com 

 

 

https://www.facebook.com/cip.tagarelli

lun

03

set

2018

CIAO BEPO

Giovedì 30 abbiamo salutato Bepo all’obitorio dell’ospedale di Castelfranco Veneto.

 

Oltre a noi, una decina, c’erano parecchie persone. La loro età era piuttosto avanzata, ma abbiamo visto anche bambini e giovani.

Persone che non conoscevamo, molti di Castel di Godego, il suo paese, parenti, amici.

 

Il nostro obiettivo era di salutarlo nel modo migliore, da compagni, mettendo una bandiera rossa con falce e martello sulla bara, dedicandogli un breve ricordo. Ma avrebbe capito quella gente cosa intendevamo, o meglio chi era Bepo per noi?

Dovevamo spiegarlo.

Proprio quella bandiera poteva aiutarci a spiegare: quei simboli, falce e martello, a rappresentare il riscatto operaio dalla fatica e dallo sfruttamento sul lavoro. Lui con quei simboli aveva molto a che fare.

 

Da quando lo abbiamo conosciuto, all’inizio degli ’80, qualcuno di noi, da subito, lo battezzò: era Bepo “l’operaio”.  Niente da dire, un soggetto difficile, del quale si narravano le epiche gesta di pugni e sbronze.  

Se I primi, potenzialmente letali, diventavano ricordo, le seconde erano attualissime e frequenti. Beveva, e avrebbe sempre bevuto. Ma questo è un tema che riprenderemo.

Di mestiere faceva il tubista: una specie di idraulico, saldatore per grandi impianti industriali, con un curriculum di tutto rispetto. Il Superphenix, di Cray-Melville, in Francia, la centrale più potente dell’epoca, e le centrali, pure nucleari, di Montalto di Castro e Caorso, il petrolchimico di Marghera, raffinerie di mezzo mondo, nelle sue amate Russie, come nei Paesi Arabi, in Libia, com’era capitato, a mettere in sicurezza i pozzi di estrazione del petrolio, poco prima dei bombardamenti Nato, o dove capitava.

Lo si vedeva poco, era spesso all’estero. Negli intervalli tra questi lavori, era sempre con noi; alla Riva, l’osteria, ritrovo dell’epoca, e poi allo Stella Rossa, il centro sociale occupato, e soprattutto davanti ai tribunali a difendere la causa degli operai morti di cromo esavalente alla Tricom (non mancò ad una sola udienza), e nelle manifestazioni, quelle che lui sentiva come sue, quelle operaie, con i compagni di Sesto, i nostri compagni, come gli piaceva dire, ma anche antifasciste, lui che andava giustamente fiero del babbo, con quelli di Masaccio, il capo partigiano. 

Questo della lotta partigiana era un altro dei suoi marchi di fabbrica, che curò negli anni, attraverso una lettura assidua di testi storici sulla Resistenza, soprattutto locale, che si sciroppava senza paura per lo spessore in cm del testo.

Insomma, operaio e antifascista. Due circostanze di base per la sua immedesimazione nella classe, quella operaia e storica, fosse a Reggio Emilia o a Sesto S. Giovanni

leggi di più

mar

28

ago

2018

PILLOLE DI STORIA OPERAIA : AMIANTO

PILLOLE DI STORIA OPERAIA, il presente e’ frutto del passato, da https://www.resistenze.org/si…/…/di/sc/mdsc5f29/mdsc5f29.htm, carne da macello: la lotta contro l’amianto a Sesto San Giovanni. 
6 Lo sgombero di Cascina Novella Occupata. Dopo tre anni e mezzo di occupazione, di iniziative di lotta sindacali, politiche, sociali e culturali, l’esperienza di Cascina Novella - il “fortino del Coordinamento cassintegrati milanese” l’aveva definito il quotidiano Il Giorno - verrà interrotta dalle forze del… disordine nell'estate del 1997, su mandato di un’amministrazione comunale di “sinistra”.Questa esperienza indipendente, che cresceva e godeva del sostegno dei lavoratori e della popolazione era una spina nel fianco per istituzioni, partiti e sindacati confederali, responsabili di aver sostenuto e firmato accordi che avevano portato alla perdita di migliaia di posti di lavoro nel territorio di Sesto.
La giunta “progressista” di Sesto San Giovanni, con sindaco del PDS e vicesindaco di Rifondazione Comunista, che in quei giorni si era allineata con il sindaco di Milano Albertini (del centro destra) nella lotta contro gli immigrati clandestini, diede un altro esempio della sua scelta di campo.
Giustificando lo sgombero “progressista” col fatto che entro il mese di agosto sarebbero iniziati i primi lavori per trasformare Cascina Novella in un centro per il recupero di persone con disturbi mentali l’ 8 agosto, alle ore 7,30, polizia, carabinieri e vigili urbani sfondano con un camion il portone d’ingresso, sgombrano l’edificio e portano fuori di peso i tre compagni che facevano il turno di notte (due donne e un uomo), facendo erigere intorno una imponente cesata di legno.
Anche se ad agosto la città è vuota, la lotta non si ferma e non va in ferie. Il conflitto rimane aperto. I pochi compagni rimasti in città, senza perdersi d’animo, montano una tenda di fronte alla cascina, la “tenda della resistenza”. Il presidio è permanente, mentre in città spuntano come funghi le scritte “Giunta di destra o di sinistra chi fa lo sgombero è sempre fascista” e ”Questo sgombero non ci fermerà: Cascina Novella in tutta la città”.

Il 23 agosto, su indicazione di alcuni abitanti del quartiere, dalle 8 del mattino alle l8 viene occupata per protesta l’ex Biblioteca “Renzo Del Riccio” all’interno di SpazioArte (una grossa struttura utilizzata per varie manifestazioni vicina a Cascina Novella), una proprietà comunale lasciata inutilizzata da oltre 4 anni.
Il 27 agosto, in un incontro con gli occupanti di Cascina Novella che rivendicano uno spazio interno al quartiere adeguato a garantire lo svolgimento di attività politico-sociali, il sindaco di Sesto San Giovanni prospetta una soluzione di una sede alternativa nei pressi del centro sportivo della Falck, una vecchia stalla. Proposta rifiutata.
Il 5 settembre, ormai gli operai ed i cassintegrati sono tutti tornati dalle ferie. I lavori per l’uso sociale di Cascina Novella non sono neanche iniziati e girano voci di possibili speculazioni sull’area: al termine di un’assemblea con la presenza di lavoratori, abitanti del quartiere e militanti dei centri sociali si decide di rioccuparla.

leggi di più

mer

22

ago

2018

ANCORA MORTI SUL LAVORO

 

Altri 4 morti sul lavoro ieri: dal nord al sud continua la guerra degli sfruttatori contro i lavoratori.

 

 

A Massa Carrara un portuale di 40 anni è rimasto schiacciato da un carrello elevatore, un altro di 33anni è rimasto folgorato nell'Aretino, un altro operaio di 62 anni è morto in seguito a una caduta dal tetto di un capannone industriale a Frosinone, un altro ancora travolto di un tubo ad alta pressione. Ad Aosta gravissimo operaio caduto da un'impalcatura

 

 

 

Ancora una volta si parla di quattro morti bianche per nascondere i morti del profitto e la brutalità del sistema capitalista di sfruttamento dell’uomo sull’uomo

Gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali sono sempre il risultato di un’intensificazione dello sfruttamento, di ritmi di lavoro inumani che provocano condizioni di vita e di lavoro insicuro in ambienti insalubri, senza adeguate protezioni per i lavoratori.

 

In mancanza di serie e certe sanzioni, molti datori di lavoro, che si arricchiscono attraverso lo sfruttamento degli esseri umani, quando si verificano infortuni mortali parlano dei morti sul lavoro come di “tragedie imprevedibili”, di errore umano, di disattenzione, di fatalità.

 

Le chiamano “morti bianche”, come se i lavoratori assassinati fossero morti per caso, senza responsabilità di nessuno, arrivando in alcuni casi a sostenere che la colpa degli infortuni sarebbe la causa della disattenzione degli operai stessi .

 

Secondo dati dell’Osservatorio Indipendente di Bologna, al 21 agosto si registrano 475 morti sui luoghi di lavoro dall’inizio dell’anno, cifra che va raddoppiata se aggiungiamo quelli in itinere. Alt

 

In Italia ci sono più di 800 mila invalidi del lavoro e 130 mila sono le vedove e gli orfani causati da capitalisti che, pur di aumentare i profitti, non esitano a risparmiare anche pochi centesimi sulle misure di sicurezza rischiando, consapevolmente, di mandare a morte i lavoratori, ben consci che le leggi che tutelano la proprietà privata dei mezzi di produzione si limitano a monetizzare la salute e la vita umana degli sfruttati. In ogni caso, con la prescrizione, i loro delitti contro i lavoratori continueranno a essere impuniti.

 

Gli operai, i lavoratori nella democrazia borghese, sono solo merce forza lavoro da usare quando l’industria tira e da licenziare quando non servono più a valorizzare il capitale. Senza organizzazione gli operai in questa società non sono che carne da macello dei padroni

 

All’indignazione, alla rabbia, dobbiamo unire la mobilitazione nelle fabbriche, nei cantieri, nelle campagne, nei luoghi di lavoro, contro lo sfruttamento e i morti sul lavoro che evidenziano la realtà della contraddizione capitale/lavoro. 

 

E’ ora di smettere di indignarci e passare all’azione. E’ ora di ricominciare a discutere come organizzarci come classe operaia con risposte unitarie alla barbarie capitalista.

 

Costruiamo momenti di discussione, organizzazione e lotte unitarie, partendo dai nostri interessi di classe a prescindere dalle sigle sindacali di appartenenza o politiche: basta lacrime, è il momento della lotta.

 

 

Centro di Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli”

 

 

 

Via Magenta 88, Sesto San Giovanni 

 

Mail: cip.mi@tiscali.it 

 

Sesto San Giovanni 22 agosto 2018

 

 

dom

19

ago

2018

AGOSTO NERO

IN QUEST’AGOSTO 2018, INSIEME ALLE STRAGI DI LAVORATORI E CITTADINI ASSASSINATI DAL PROFITTO VOGLIAMO RICORDARE ANCHE GLI OLTRE 4 MILA MORTI PER AMIANTO OIGNI ANNO.  

 La lotta per la difesa della salute nelle fabbriche e nel territorio attraverso le testimonianze degli operai, i documenti e gli atti processuali del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

 

Quando la legge difende l’ingiustizia, ribellarsi è giusto e la resistenza diventa un dovere.

 

La storia dell’amianto, i cui effetti mortiferi sulla salute sia dei lavoratori che dei cittadini erano noti dall’inizio del 1900, dimostra esattamente questo: il profitto dei capitalisti viene prima della vita e il sistema borghese in cui viviamo è strutturato per difendere unicamente questo “diritto” del capitale, che chiama “legalità”.

La grande menzogna secondo cui alla ricchezza dei padroni corrisponderebbe la prosperità di lavoratori e cittadini non è mai stata più sbugiardata che in questi anni:  decine di migliaia di persone hanno pagato, pagano e pagheranno sulla loro pelle questa ricchezza, oltre a lavorare e a vivere in condizioni sempre più inumane. Passato, presente e futuro …. perché è in questi tempi che l’amianto uccide.

C’è un’istituzione dello Stato che difende la “legalità”: la magistratura. Per noi i tribunali sono stati, oltre ai luoghi di lavoro e alle piazze, un altro “luogo” dove dimostrare che alla barbarie del capitale ci si può, e si deve, ribellarsi, oltre ad uno strumento per far conoscere la nostra voce, a lungo soffocata come tutte quelle degli sfruttati e degli oppressi. Abbiamo vinto, abbiamo perso, ma non ci siamo mai arresi e questo “altro luogo” ci è servito per arrivare dove difficilmente saremmo arrivati, alle coscienze di migliaia e migliaia di persone che dell’amianto sapevano poco o nulla.

leggi di più

sab

18

ago

2018

Lettera ai giovani

Lettera ai giovani

 

 

 

“Giovani, giovani ricordatevi delle sofferenze che i vostri padri hanno sopportato, delle terribili battaglie che hanno dovuto vincere per conquistare la libertà di cui ora godete.
Se vi sentite indipendenti, se potete andare e venire a vostro piacimento, scrivere sui giornali quello che pensate, avere un’opinione ed esprimerla pubblicamente, è perché i vostri padri hanno offerto intelligenza e sangue. Voi non siete nati sotto la tirannide, ignorate che cosa significhi svegliarsi ogni mattina con un calcio del padrone sul petto,  non vi siete battuti per sfuggire alla spada del dittatore, alle false decisioni d’un cattivo giudice. Ringraziate i vostri padri, e non commette il delitto di acclamare la menzogna, di unirvi con la forza bruta,  l’intolleranza dei fanatici e la voracità degli ambiziosi. La dittatura ne è lo sbocco. (…)
Giovani, giovani siate umani, siate generosi. Se anche ci ingannassimo, siate con noi quando diciamo che un innocente subisce una pena terribile, e che il nostro cuore si rivolta e si spezza per l’angoscia (…)
Chi dunque se non voi tenterà la sublime avventura, si lancerà in una causa pericolosa e superba, terrà testa a un popolo, nel nome dell’ideale della giustizia? E, infine, non vi vergognereste se  fossero i maggiori, i vecchi ad appassionarsi, a fare –oggi- quel che sarebbe il vostro compito di generosa follia”.

 

 

Emile Zola (1840-1908)
Estratti da: Lettre à la jeunesse, 1897.

 


Emile Zola, per i candidati-partecipanti ai quiz televisivi che sono soliti premiare l’ignoranza più o meno nella stessa misura in cui l’attuale governo DiMaio-Salvini premia l’incompetenza affidandole incarichi ministeriali e di sotto-potere, è autore di numerosi romanzi, fra i quali Germinal, Nana, La bestia umana, Il denaro, anche se la sua notorietà è legata al notissimo episodio dell’affare-Dreyfus e del suo (di Zola) J’accuse!

 

 

 

Dal sito:www.ilbuio.org/?p=19645

 

ven

10

ago

2018

Amianto: torna legale in Usa l’impiego in edilizia

Da www.corriere.it/ambiente/18 agosto

Amianto: torna legale in Usa l’impiego in edilizia

La decisione dell’Agenzia di protezione ambientale. La società russa che lo esporta negli Stati Uniti ha messo l’immagine di Trump sulle confezioni.

I sacchi di amianto dell'Uralasbest con l'immagine di Trump

di Paolo Virtuani

 

L’Epa (Agenzia di protezione dell’ambiente degli Stati Uniti) ha reso di nuovo legale l’utilizzo dell’amianto nei materiali per l’edilizia. L’impiego dell’amianto negli Usa è proibito dal 1989, così come in quasi tutti i Paesi del mondo. Secondo l'Associazione per le malattie legate all'amianto (Adao) ogni anno solo negli Stati Uniti sono 40 mila le persone che muoiono a causa di malattie riconducibili all'amianto.

 

Trump: «Il bando all’amianto voluto dalla malavita»

 

Trump ha sempre sostenuto di non credere che l’amianto non possa essere usato in assoluto, ma ci debba essere un limite minimo. In un libro del 1997, Art of Comeback, afferma testualmente che «il bando all’amianto è una cospirazione guidata dalla malavita, in quanto le società che effettuano la rimozione dell’amianto sono spesso legate alla malavita».

 

Stop ai controlli

 

L’Epa afferma che a partire da agosto non farà più controlli sull’amianto nell’ambiente, al contrario di quanto riaffermato nel 2016 sotto l’amministrazione Obama in cui si confermava che l’amianto era una delle dieci sostanze pericolose da tenere costantemente monitorate. Chelsea Clinton ha pubblicato un post su Twitter in cui riprende lo slogan di Trump: Maga, cioè Make America Great Again (Facciamo di nuovo l’America un grande Paese), trasformandolo in Make Asbestos Great Again (asbesto è il termine inglese per amianto).

 

«Trump è con noi»

 

Una delle poche società che ancora producono amianto, la russa Uralasbest, esporta negli Usa sacchi di amianto con l’immagine di Trump e la scritta «approvato dal Donald Trump, il 45mo presidente degli Stati Uniti». Sul proprio sito Facebook, la società ha postato un commento che afferma «Trump sta con noi». Il proprietario della Uralasbest, che produce il 21% dell’amianto mondiale, è un magnate considerato molto vicino al presidente russo Vladimir Putin. Oggi solo Russia e Brasile esportano amianto negli Usa (480 tonnellate all'anno, utilizzate per produrre acido cloridrico e candeggina), ma presto la produzione brasiliana cesserà per motivi sanitari e ambientali.

 

L'ultima vittima

 

Intanto in Italia a fine luglio è deceduta in Sicilia Maria Imbesi, 82 anni, da tempo in cura per asbestosi pleuro polmonare. Si tratta del 150mo operaio della Sacelit morto per malattie legate all'amianto. Nella fabbrica di Pace del Mela (in provincia di Messina) chiusa da anni, erano impiegati in tutto 220 persone. La donna ha lavorato per meno di tre anni nel reparto di produzione di tubazioni, canne fumarie e coperchi di serbatoi in eternit. Il marito era già deceduto per la stessa malattia.

 

8 agosto 2018

 

 

 

gio

09

ago

2018

PILLOLE DI STORIA OPERAIA. BREDA DI SESTO. La lotta contro lo sfruttamento capitalista, per la liberazione dell'uomo sull'uomo, e per il socialismo, continua.

lun

06

ago

2018

LAVORO: LA STRAGE INFINITA

La strage infinita

 

Dopo i quattro migranti morti in un incidente sul lavoro – che questo sia ben chiaro – sabato scorso, oggi ne sono morti altri 12, nelle campagne di Foggia. Anche questa è una strage di lavoro. 16 nostri fratelli di classe, sfruttati peggio delle bestie nei campi per pochi euro al giorno. Non sapremo mai i loro nomi.

 

Quello che sappiamo è che, dopo qualche indagine, ci diranno che si tratta di una fatalità, al massimo verrà alla luce, come negli anni scorsi, qualche squallida storia di caporalato. Come ogni estate. Ma succederà di nuovo, perché nessuno ha interesse a fermare lo sfruttamento bestiale che porta frutta e pomodori, insanguinati, sulle nostre tavole.

 

Così come si è ripetuta – sempre oggi – una riedizione della strage di Viareggio (29 giugno 2009): questa volta sul raccordo stradale di Borgo Panigale, Bologna. Un Tir carico di materiale infiammabile, 2 morti e una settantina di feriti finora. Merci pericolose che viaggiano senza alcuna misura di sicurezza, autisti costretti a guidare fino allo sfinimento (tutti sanno che le schede che registrano il chilometraggio si taroccano) perché gli affari, il mercato, non si possono fermare, le misure di sicurezza sono un impedimento, sono i “lacci e lacciuoli” tanto deprecati negli scorsi anni da industriali e politici, che frenano il “progresso”.

 

Qui l’unico progresso è quello dei capitalisti. Noi possiamo solo sperare di non essere nel posto sbagliato al momento sbagliato. E, alla faccia di chi sbraita “prima gli italiani”, oggi si  dimostra, una volta ancora, che non c’è alcuna differenza, i padroni sfruttano e ammazzano italiani e stranieri, bianchi e neri, senza alcuno scrupolo, perché, a loro interessa solo il profitto.

 

Ma, per una volta, facciamoci una domanda: vogliamo davvero – noi, i nostri cari, i compagni di lavoro, gli sconosciuti che incontriamo tutti i giorni, qualunque sia il colore della loro pelle - essere la carne da macello che permette agli sfruttatori di arricchirsi ancora di più sul nostro sangue e sulla nostra vita?

 

Se la risposta è no, ricominciamo a pensare di unirci, organizzarci e lottare per rovesciare questo sistema sociale, barbaro e inumano, che si chiama capitalismo.

 

 

Centro di Iniziativa Proletaria “G: Tagarelli” , Via Magenta 88 Sesto San Giovanni (Mi)

 

mail: cip.mi@tiscali.it

 

www.facebook.com/cip.tagarelli

 

Sesto San Giovanni,  6 Agosto 2018

 

lun

06

ago

2018

STRAGE DI BRACCIANTI IN PUGLIA

Riceviamo e pubblichiamo

 

Puglia: strage di braccianti nel Foggiano sabato 4 agosto 2018

 

Sabato pomeriggio, 4 agosto, quattro braccianti sono morti nel primo pomeriggio in un incidente a un incrocio sulla strada tra Ascoli Satriano e Castelluccio dei Sauri (Foggia), travolti  da un Tir carico di pomodori lungo la strada che percorrevano per tornare alle loro baracche. Intrappolati in un furgone per il trasporto merci; altri quattro sono rimasti feriti, due di loro sono in rianimazione. Tutti provenivano dall’Africa, tutti giovanissimi.

I lavoratori, dopo una giornata di 12 ore di lavoro, tornavano alle loro fatiscenti baracche, in cui lo stato e i padroni costringono a vivere degli esseri umani.

 

Non la fatalità, ma l’aumento dello sfruttamento è la causa principale degli infortuni e dei morti sul lavoro.

Dietro la politica dell’“unità nazionale” e del “prima gli italiani” si nasconde lo sfruttamento di chi si arricchisce sulla pelle dei lavoratori, la lotta di classe e il contrasto tra oppressi ed oppressori.

 

Nel 2018 il bracciante, “l’operaio moderno” - al contrario degli oppressi di altri periodi storici, con l’affermarsi dell’industrializzazione “4.0” e dell’aumento della concorrenza fra proletari - non solo non ha possibilità di migliorare  le sue condizioni di vita e di lavoro, ma cade anzi sempre più in basso, al di sotto delle condizioni della sua classe di appartenenza.

Lo sfruttamento e i morti sul lavoro, di malattie professionali o a causa di lavoro come quelli in itinere dimostrano che l’esistenza della borghesia non è più compatibile con lo sviluppo della società. Quindi, non di costo del lavoro bisogna parlare, ma di costo del capitale che i proletari e le masse sfruttate del mondo pagano ogni giorno sulla propria pelle .

 

Non basta resistere agli attacchi dei padroni, bisogna organizzarsi per passare al contrattacco.

 

La lotta economica è un aspetto della lotta tra le classi, esprime un conflitto di interessi tra borghesia e proletariato. E’ una lotta necessaria per limitare lo sfruttamento capitalistico, ma per quanto efficace possa essere, da sola non basta

L’esperienza ricorda costantemente ai lavoratori che la classe operaia, nella difesa dei suoi interessi materiali, lotta contro gli effetti e non contro le cause del proprio sfruttamento.

Separare la lotta economica da quella politica per la presa del potere politico è sempre stato l’obiettivo della borghesia.

“L’emancipazione degli operai deve essere opera degli operai stessi” ed è giunto il momento in cui gli operai e gli sfruttati di tutto il mondo - se vogliono liberarsi dalle catene dello sfruttamento capitalistico – devono cominciare a organizzarsi con un loro partito per distruggere questo sistema di produzione inumano che continua a riprodurre gli operai come schiavi e i capitalisti come padroni.

 

Centro di Iniziativa Proletaria “G Tagarelli”

Via Magenta 88, Sesto San Giovanni (Mi)

 

Mail: cip.mi@tiscali.it

 

https://it-it.facebook.com/cip.tagarelli

 

 

https://ciptagarelli.jimdo.com/

gio

02

ago

2018

CONTRO L'AMIANTO: PILLOLE DI STORIA OPERAIA

mer

25

lug

2018

E' MORTO MARCHIONNE NON IL CAPITALE

E’ MORTO MARCHIONNE, NON IL CAPITALE. 
NESSUN CORDOGLIO PER GLI SFRUTTATORI E GLI OPPRESSORI.
NON UNA LACRIMA: OGNUNO PIANGE I SUOI MORTI E MARCHIONNE NON E’ UN MORTO NOSTRO. 
Anche se la morte di ogni essere umano crea dolore fra chi lo ama e, come dice il proverbio, non si augura a nessuno, tuttavia in questo caso noi non ci associamo alle fanfare che magnificano un rappresentante della classe sfruttatrice.
Il capitale è un rapporto sociale determinato che genera sfruttati e sfruttatori, qualcosa d’impersonale, inumano, che si alimenta dello sfruttamento e del sangue di miliardi di esseri umani, e la vita di Sergio Marchionne, a.d. di FCA, è la personificazione di questo rapporto, un mito per gli apologeti del capitalismo/imperialismo e un nemico per gli sfruttati di tutto il mondo. 
La morte di Marchionne, funzionario del capitale, è stata preceduta dalla riorganizzazione dei vertici della società - nuovo amministratore delegato e nuove cariche che continuano il lavoro al servizio del capitale, della famiglia Agnelli e soci - e da una lunga campagna mediatica che magnificava la persona e i suoi grandi meriti al servizio della FCA-FIAT. Meriti raggiunti attraverso licenziamenti, cassa integrazione, aumento dello sfruttamento operaio, morti sul lavoro, “suicidi” di lavoratori e lavoratrici ridotti alla fame, delocalizzazioni, oppressione e clima da caserma nelle fabbriche.

 

Lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo nella ricerca del massimo profitto, i grandi investimenti produttivi, i nuovi modelli, sono serviti solo ad aumentare i profitti, perché ciò che non rende profitto è capitale morto e ai capitalisti non interessano i lavoratori: muoiano pure gli operai purché si valorizzi il capitale e aumentino i profitti.
Se i padroni e i funzionari del capitale, dopo aver assicurato la continuità con la nomina dei nuovi manager, celebrano la sua morte come quella di un grande uomo, è solo perché nella società capitalista i borghesi detentori del potere sono anche i padroni dello stato e dei mezzi di comunicazione che capovolgono i valori della società, facendo dei parassiti capitalisti dei grandi uomini, relegando gli operai e i proletari che producono la ricchezza di cui loro si appropriano ai gradini più bassi della società. Per loro, che muoiono ogni giorno, non ci sono lacrime né titoloni sui giornali.
Nel sistema capitalista divisa in classi i borghesi detengono il potere economico e politico sfruttando e opprimendo i proletari e i singoli individui appartengono anche a loro insaputa a classi sociali determinati dai rapporti di produzione.

 

In questo momento in cui i borghesi piangono uno di loro, la nostra solidarietà e il nostro cordoglio vanno a tutte le vittime dello sfruttamento imperialista nel mondo, alle famiglie dei morti sul lavoro e di malattie professionali, alle vittime delle guerre quotidiane che vede contrapposti gli sfruttati agli sfruttatori, gli oppressi agli oppressori.

 

NON C’E’ ALCUNA COMPATIBILITA’ TRA I NOSTRI INTERESSI E QUELLI DEI PADRONI, OGNUNO PIANGE I SUOI MORTI

 

Centro di Iniziativa Proletaria “G: Tagarelli” 
Via Magenta 88 Sesto San Giovanni (Mi)
mail: cip.mi@tiscali.it
25.7.2018

 

 

 

dom

15

lug

2018

AMIANTO: RIPRENDE IL PROCESSO ALLA SCALA

Amianto: riprende il processo alla scala.Tra le vittime anche il soprano Edith Martelli.

 

In settembre riprendono le udienze del processo per i morti d’amianto al teatro alla scala con due udienze. Il 6 dalle ore 9.30 alle 17.00 ci sarà la deposizione del teste del PM e il controesame degli avvocati delle difese degli imputati.

 

Il 27 settembre a Palazzo della Giustizia dalle 11.30 alle 17.00 nell’aula 9 (piano terreno), sono convocati dal PM dott Maurizio Ascione davanti alla giudice Mariolina Panasiti, Presidente della 9° sezione penale, come testi quattro ex sindaci: Carlo Tognoli, Gian Paolo Pillitteri, Giampiero Borghini e Marco Formentini.

 

In questo processo sono imputati 5 dirigenti del Teatro alla Scala per omicidio colposo e lesioni colpose per 10 decessi e altri casi di malattia dovuti all'amianto presente nel “tempio della lirica”.  Secondo l’accusa i dirigenti erano a conoscenza della presenza nel Teatro dell’amianto, di cui era nota la pericolosità mortale, ma non hanno protetto adeguatamente i lavoratori, negando le informazioni obbligatorie e non fornendo adeguati mezzi di protezione e gli ex sindaci saranno sentiti su quanto è di loro conoscenza.

 

Intanto si allunga la conta dei morti fra chi ha lavorato nel Teatro. Nel mese di giugno l’amianto ha provocato un’altra vittima, il soprano Edith Martelli, morta  all’età di 86 anni a Legnano, anch’essa per il mesotelioma, tumore della pleura causato dalle fibre di amianto respirato forse nei 25 anni trascorsi nel tempio della musica milanese, la Scala.

 

Il tumore della soprano si è manifestato a distanza di decenni – il periodo di latenza è molto lungo, arriva anche a 40/50 anni – dopo aver respirato le invisibili fibre killer d’amianto di cui fino agli anni Ottanta erano pieni tutti i teatri, Scala compresa, dagli apparati scenici, ai sipari, alle quinte.

 

Nel frattempo altri lavoratori si sono ammalati e altri due sono deceduti.

 

In questo processo sono stati ammessi come parti civili i familiari dei deceduti, il Comitato Ambiente e Salute del Teatro alla Scala, il sindacato CUB Informazione Spettacolo, il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro di Sesto, Medicina Democratica, Associazione Italiana Esposti Amianto, la CGIL, INAIL e ATS (ex ASL), ANMIL.

 

L’amianto ha ucciso prima gli operai - gli elettricisti, i siparisti -  e poi anche cantanti e un direttore d’orchestra e, non si esclude, anche qualche assiduo frequentare del Teatro.

 

L’amianto, se non bonificato, è un killer silenzioso che non guarda in faccia nessuno e colpisce, indistintamente, tutti coloro che vi sono esposti. Oltre alla necessità di fare giustizia per le vittime, questa è la ragione per di avviare al più presto le bonifiche.

 

Michele Michelino

 

 

 

 

 

 

 

sab

30

giu

2018

STRAGE DI VIAREGGIO. ASSEMBLEA DELLE ASSOCIAZIONI

La nostra storia nella lotta contro l’amianto in Italia,

La nostra è una storia di anni di battaglie collettive di uomini e donne che spesso sono rimasti senza volto e senza nome, ma sono riusciti a sfondare il muro di omertà e di complicità eretto da un sistema industriale basato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo che, pur di realizzare il massimo profitto, non ha esitato consapevolmente di mandare a morte centinaia di miglia lavoratori nelle fabbriche, le loro mogli e figli e anche tanti cittadini che mai hanno visto una fabbrica.

Nonostante il ricatto fra occupazione e lavoro, la lotta dei lavoratori per la tutela dei loro diritti, della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro è stata una lunga lotta che non ha ancora fine. La pericolosità dell’amianto e il danno letale che provocava alla salute di chi ne veniva in contatto era noto fin dall’inizio del Novecento. Fin dagli inizi degli anni ’40 lo Stato italiano era dunque consapevole, del rischio legato all’esposizione a polveri e fibre di amianto aerodisperse nell’ambiente lavorativo. Un ritardo, quello dello Stato Italiano, ingiustificato e colpevole, perché già nel 1983 l’allora Comunità Europea (Cee), tramite la direttiva 477, aveva dichiarato fuori legge l’amianto. Tuttavia bisognerà attendere il 27 marzo del 1992, altri 9 anni perché la legge 257 venga approvata dal Parlamento.

 

Ci sono volute grandi mobilitazioni, battaglie politiche e sindacali, e solo dopo un lungo presidio di due giorni e due notti dei lavoratori dell’Eternit di Casale Monferrato, della Breda, e rappresentanti di molte altre fabbriche italiane sotto il parlamento, per varare una legge che mettesse al bando la produzione e la commercializzazione di questa sostanza killer e disponesse un insieme di norme rivolte a tutelare la salute degli esposti.

 

Purtroppo l’amianto provoca malattie e morte, anche molti anni dopo che si smesso di lavorarlo a causa dei lunghi tempi di latenza di tali patologie.

leggi di più

mer

27

giu

2018

29 GIUGNO, IX ANNIVERSARIO STRAGE DI VIAREGGIO

Venerdì 29 giugno 2018:

9° anniversario strage ferroviaria di Viareggio.

 

 

 Il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio di Sesto San Giovanni sarà presente anche quest’anno, con il suo striscione, e parteciperà portando il suo contributo alle iniziative a fianco delle vittime di tutte le stragi d’Italia.

 

Ore 16.00 in sala di Rappresentanza del Comune incontro i familiari di Associazioni e Comitati a livello nazionale.

 

 

Ore 21.00 appuntamento in via Ponchielli (luogo del disastro) per sfilare lungo le strade della città.

 

 

Ore 23.49 lettura dei nomi delle 32 vittime.

 

 

 

 

mar

19

giu

2018

MORTI PER AMIANTO AL TEATRO ALLA SCALA MILANO

mar

19

giu

2018

SABATO 16/06, SERATA AL CIP TAGARELLI

mar

12

giu

2018

POESIE E MUSICA

 SABATO 16 GIUGNO ALLE ORE 18.00 presso il Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli”, via Magenta 88, Sesto San Giovanni.

 

 

PRESENTAZIONE DEL LIBRO “la Memoria mastica l’Acqua

 

 

Poesie di ANTONIO RICCI, docente, poeta e musicista della Banda degli Ottoni.

Lo accompagnerà con il mandolino Franco Di Biase.

 

 

Introduce la lettura Giovanni Ribaldone, 

 

 

Alla fine della presentazione - alle ore 19.30 - spaghettata, vino e chiacchiere in compagnia dell’autore e degli amici.

 

gio

07

giu

2018

INIZIATIVE DEL MESE DI GIUGNO

Iniziative del Comitato per il mese di giugno .

 

 

 

Ieri al Tribunale di Milano – Palazzo di Giustizia - si è tenuta l’udienza del processo contro i dirigenti del Teatro alla Scala imputati della morte di 10 lavoratori. Dalle 9,30 alle 17, 00 e sono stati sentiti i due consulenti del PM sulla presenza di amianto nel Teatro e negli immobili. I testi sono stati sottoposti a un duro controinterrogatorio, dai numerosi avvocati che hanno cercato di metterli in contraddizione, seminando dubbie con toni anche forti. Anche la giudice ha già mostrato le sue simpatie per la difesa degli imputati redarguendo in alcuni momenti il PM e i suoi consulenti dell’accusa. Il nostro Comitato che è parte civile nel processo come sempre era presente per dimostrare al giudice e agli avvocati degli imputati che dietro i numeri ci sono persone e famiglie con i loro drammi, dolori e nostra voglia di giustizia. Il processo continuerà il 6 settembre.

 

  • Il 14 giugno il nostro Comitato è stato invitato all’Università della Terza Età per una lezione sui pericoli derivanti dall’amianto.

 

  • Sabato Il 16 giugno alle ore 18.00 ci sarà la presentazione del libro “la Memoria mastica l’Acqua” Poesie di ANTONIO RICCI, docente, poeta e musicista della Banda degli Ottoni. Lo accompagneranno chitarre e trombe. Alla fine della presentazione - alle ore 19.30 - spaghettata, vino e chiacchiere in compagnia dell’autore e degli amici-

 

  • Il 29 giugno è il 9° anniversario della strage ferroviaria di Viareggio in cui morirono bruciate 32 persone e come sempre nel pomeriggio alle ore 16.oo in Sala di Rappresentanza del palazzo comunale, ci sarà un’assemblea di tutte le associazioni a cui noi parteciperemo e alle 21 il corteo di commemorazione a cui parteciperemo con lo striscione del nostro Comitato. Partiremo il 29 mattina e pernotteremo a Viareggio

 

  • Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

 

gio

31

mag

2018

RELAZIONE AL SEMINARIO UNIVERSITA' DI PADOVA

Incontro seminariale

 

Nocività, salute, lavoro: esperienze italiane e internazionali

Università degli Studi di Padova – Dipartimento di Filosofia, Sociologia,Pedagogia e Psicologia Applicata

30 maggio 2018

 

 

LA LOTTA DEGLI ESPOSTI ALL’AMIANTO IN ITALIA

 

 

 

La storia della lotta contro l’amianto in Italia, - detto anche asbesto, il più economico e “ miglior termo-dispersore al mondo” - è una storia di anni di battaglie collettive di uomini e donne che spesso sono rimasti senza volto e senza nome, ma sono riusciti a sfondare il muro di omertà e di complicità eretto da un sistema industriale basato sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo che, pur di realizzare il massimo profitto, non ha esitato consapevolmente di mandare a morte centinaia di miglia lavoratori nelle fabbriche, le loro mogli e figli e anche tanti cittadini che mai hanno visto una fabbrica.

La nostra è una storia che è costata enormi sacrifici economici e umani ed è tuttora costellata dalle conseguenze mortali sui lavoratori e sulla popolazione. Se non si bonificherà il territorio, continuerà l’inquinamento degli esseri umani, degli animali e della natura e si continuerà a morire.

Nonostante il ricatto fra occupazione e lavoro, la lotta dei lavoratori per la tutela dei loro diritti, della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro è stata una lunga lotta che non ha fine. Una lotta difficile e drammatica di sfruttati che hanno dovuto guadagnarsi il pane in luoghi di lavoro nocivi, esposti a sostanze cancerogene, dove si lavorava l’amianto o dove quest’agente killer era, ed è, presente.

 

La pericolosità dell’amianto e il danno letale che provocava alla salute di chi ne veniva in contatto era noto fin dall’inizio del Novecento.

In Italia fino agli anni 30’ la silicosi e l’asbestosi erano patologie non riconosciute come professionali, ma alla fine degli anni 30 - anche grazie agli studi del prof. Vigliani, oltre che per porre fine al contenzioso e per assecondare lo sforzo bellico in una fase particolare della 2° Guerra Mondiale, quando le sorti del conflitto sembravano ormai segnate - il legislatore approvò la legge 455 del 12/4/1943 con la quale era finalmente stabilita la “Estensione dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali alla silicosi e all’asbestosi”. Si trattava di un sia pur minimo riconoscimento per i lavoratori dell’amianto che si erano ammalati.

Lo Stato italiano era dunque consapevole, fin dagli inizi degli anni ’40, del rischio morbigeno legato all’esposizione a polveri e fibre di amianto aerodisperse nell’ambiente lavorativo.

 

Un ritardo, quello dello Stato Italiano, ingiustificato e colpevole, perché già nel 1983 l’allora Comunità Europea (Cee), tramite la direttiva 477, aveva dichiarato fuori legge l’amianto. Tuttavia per sei anni nessun governo accoglie le seppur timide indicazioni comunitarie e nel 1989 l’Italia viene giudicata inadempiente, ma la sanzione europea non comporta alcuna reazione immediata. Bisognerà attendere il 27 marzo di tre anni dopo perché la legge 257 venga approvata dal Parlamento. 

leggi di più

sab

19

mag

2018

NIENTE PIU SPESE PER CHI PERDE CAUSE DI LAVORO

Corte costituzionale, niente più spese per chi perde le cause di lavoro

 

L’articolo 92 del Codice civile obbligava a far ricadere sui lavoratori le spese legali delle cause non vinte.

 

                                                             lorenzo pastuglia (*)

 

 

Un lavoratore che si rivolge al giudice per un contenzioso di lavoro non è più obbligato a pagare le spese legali in caso di una decisione sfavorevole. Tradotto: il rischio di un esborso economico (che spesso si aggiunge a un licenziamento) può limitare le possibilità di rivolgersi al giudice. Per questo la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo 92 del Codice di procedura civile, riformulato nel 2014.  

 

 

I diritti dei lavoratori si allargano così un po’ di più. O per lo meno non si possono restringere, stando almeno alle ultime decisioni della Corte costituzionale. Il principio può sembrare scontato ma il problema si è posto sempre più frequentemente durante le cause di lavoro. E proprio su questo la Suprema corte ha scritto la sua ultima sentenza, con una decisione che farà esultare avvocati e sindacalisti.  

 

 

«Una decisione che garantisce ancor ancora di più a tutti l’opportunità di far valere i propri diritti senza rischi – spiega l’avvocato Alberto Piccinini, presidente dell’associazione Comma2 –. La Suprema Corte afferma un principio importante: il lavoratore deve avere la possibilità di promuovere una causa senza poter conoscere elementi di fatto, rilevanti e decisivi, che sono nella disponibilità del solo datore di lavoro. Proprio quelli che spesso rischiano di determinare la sentenza finale». 

 

Cosa cambia di fatto per le cause di lavoro? Le regole sono le stesse, ma si riducono i rischi per i dipendenti che chiedono al giudice di riconoscere alcuni loro diritti. «La riforma della norma del 2014 aveva comportato e comporta - sottolinea il presidente dell’associazione di avvocati che si occupano di diritto del lavoro - un crollo del contenzioso di lavoro: una situazione non da imputare a una riduzione della violazione dei diritti dei dipendenti, ma perché si è terrorizzata la parte debole del rapporto, che spesso non può permettersi di “mettere nel conto” l’esborso di migliaia di euro in assenza della certezza di vincere la causa».  

 

(*) La Stampa

 

Pubblicato il 19/04/2018

 


 

 

mer

16

mag

2018

AMIANTO: STORICA SENTENZA DELLA CASSAZIONE

Roma, 16 maggio 2018

 

SENTENZA STORICA IN CASSAZIONE A ROMA PER I MORTI DI AMIANTO ALLA EX CENTRALE ENEL DI TURBIGO: ANNULLATA LA SENTENZA ASSOLUTORIA DELLE CORTE D’APPELLO DI MILANO!

 


Finalmente un po’ di giustizia e dignità per i lavoratori “uccisi” dall’amianto alla ex Centrale ENEL di Turbigo: la Corte di Cassazione Sezione  IV Penale ha annullato ieri a Roma la sentenza assolutoria della Corte d’Appello di Milano di un anno fa.

 

Soddisfazione di Medicina Democratica e di AIEA- Associazione Italiana Esposti Amianto, che con l’avvocato Laura Mara avevano fatto ricorso:” Con questa sentenza si aprono nuovi scenari per l’infinita serie di processi per i morti di amianto in Italia”!

 

Annullata in tarda serata ieri in Cassazione a Roma la sentenza della Corte d’Appello di Milano, Sez. V Penale, che un anno fa aveva mandato assolti gli imputati per gli 8 morti di mesotelioma pleurico alla Centrale ex ENEL di TURBIGO-Milano: “E’ una sentenza storica e unica nel suo genere, che arriva dopo interminabili anni di atti giudiziari e battaglie”, hanno dichiarato Maura Crudeli, presidente nazionale di AIEA e Fulvio Aurora, segretario nazionale di Medicina Democratica, che con l’avvocato Laura Mara avevano fatto ricorso contro le ingiuste sentenze emesse in primo grado dal Tribunale di Milano, Sez. V Penale e, in secondo grado, dalla Corte d’Appello di Milano, Sez. V Penale. ”

 

leggi di più

lun

14

mag

2018

ROMA. PRESIDIO ALLA CORTE DI CASSAZIONE

C.N.A. COORDINAMENTO NAZIONALE AMIANTO

 

MARTEDI' 15 PRESIDIO CORTE DI CASSAZIONE ROMA

 

LA VITA COS’E’? I DIRITTI COSA SONO? SI PUO’ MORIRE PER IL LAVORO? E’ PIU’ IMPORTANTE IL PROFITTO O LA SALUTE? DEVONO PAGARE SEMPRE I PIU’ DEBOLI?

 

Eppure nelle aule dei Tribunali è scritto chiaro  

 

Quanti di noi hanno potuto rilevare, considerate le sentenze emanate nei confronti dei lavoratori ex esposti, dei lavoratori deceduti, per esposizione alle fibre Killer, dei familiari deceduti, che questa sia stata rispettata?

 

Quanti datori di lavoro sono stati condannati? 

 

- il processo Eternit, ad avviso dei giudici di legittimità, è iniziato quando il delitto di disastro innominato ex art. 434 c.p. era in effetti già prescritto.  - "nel caso in esame la consumazione del reato di disastro non può considerarsi protratta oltre il momento in cui ebbero fine le immissioni delle polveri e dei residui della lavorazione dell'amianto prodotti dagli stabilimenti della cui gestione è attribuita la responsabilità all'imputato: non oltre, perciò, il mese di giugno dell'anno 1986, in cui venne dichiarato il fallimento delle società del gruppo". - Il termine di prescrizione del delitto ex art. 434 c.p. - pari nel massimo a 15 anni, se si computano anche gli atti interruttivi - aveva dunque iniziato a decorrere nel 1986, ed era pertanto abbondantemente spirato prima che venisse pronunciata la condanna di primo grado, nel 2012. 

leggi di più

ven

11

mag

2018

SUL CORTEO CONTRO L'AMIANTO A SESTO SAN GIOVANNI

sab

05

mag

2018

IN Sestoweek SABATO 5 MAGGIO 2018

gio

03

mag

2018

CORTEO CONTRO I MORTI D'AMIANTO E DEL PROFITTO

INVITO SENATO.pdf
Documento Adobe Acrobat 258.6 KB

COMUNICATO ASSOCIAZIONI E COMITATO

AMIANTO: QUESTI PROCESSI NON SAN DA FARE!

Sembrerebbe lo slogan della Quinta sezione penale del Tribunale di Milano. Per la verità nel giro di pochi giorni sono arrivate due sentenze di assoluzione da  parte di questa Corte d'Appello, ambedue per amianto: la prima riguardava la Fibronit di Broni , la seconda -  quella di oggi -  si riferiva ai 27 morti della Pirelli di Milano, i cui imputati sono stati mandati assolti per non aver commesso il fatto.


Eppure il Tribunale di Torino in due processi analoghi contro i vertici Pirelli ha emesso sentenza di condanna, confermata dalla Corte d'Appello di Torino, in relazione ai medesimi reati. 

 

Perché' queste differenze? Perché la Cassazione, nella gran parti dei casi, ha confermato le condanne inflitte dalle Corti di merito? Perché invece anche in primo grado la quinta sezione del Tribunale di Milano assolve? Perché la Suprema Corte di Cassazione ha affermato e riaffermato nel tempo solidi principi giuridici - (in punto di anti-scientificità della trigger dose, di antigiuridicità dei TLV, di affermazione della teoria multistadio nei casi di mesotelioma come la più autorevole e accredita nella comunità scientifica, di prevenibilità e prevedibilità dell’evento, di accelerazione della latenza, di posizioni di garanzia dei componenti del CDA quali effettivi datori di lavoro sui quali gravava, anche in caso di delega, un dovere di vigilanza e di intervento sostitutivo non demandabile a nessuno, di piena conoscenza da parte del mondo industriale italiano della cancerogenicità dell’amianto quanto meno a partire dal 1964, anno in cui si celebrò la Conferenza di New York) - che vengono sistematicamente disattesi dalla Corte d’Appello di Milano?

 

E' una posizione giuridica o è una posizione politica?

Pensiamo opportuno chiederlo al Consiglio Superiore della Magistratura.

Ma intanto parliamo dei morti per amianto; morti prematuri, morti con grandi sofferenze. Grande dolore di famigliari ed amici. Morti due volte per mancata giustizia.  Veramente inaccettabile.

 

Lo renderemo noto anche alla Commissione del Senato  per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali che il 29 novembre p.v. ha invitato le associazioni alla presentazione della bozza di Testo Unico delle leggi sull'amianto (Senato della Repubblica, Palazzo Giustiniani – Sala Zuccari ore 9,30).

 

Sarà una legge che aiuterà a fare giustizia? Toglierà la prescrizione per i reati contro la salute e sicurezza sul lavoro? promuoverà un piano per l'eliminazione totale dell'amianto? Renderà semplice e automatico il riconoscimento delle malattie professionali e delle esposizioni all'amianto? Sottoporrà gli ex esposti a sorveglianza sanitaria? Aiuterà le vittime e i loro famigliari a denunciare e ne sosterrà le spese?

BASTA AMIANTO E GIUSTIZIA PER LE VITTIME

 

COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO, ASSOCIAZIONE ITALIANA ESPOSTI AMIANTO, MEDICINA DEMOCRATICA

 

Milano, 24 novembre 2016

 

 

AMIANTO PIRELLI. PER I MORTI NESSUNA GIUSTIZIA

Amianto:Comitato vittime,morta giustizia

Presidente Michelino critica la sentenza di assoluzione

 (ANSA) - MILANO, 24 NOV - "La giustizia che assolve gli assassini significa la morte dei Tribunali, significa che sui luoghi di lavoro c'è licenza di uccidere e impunità". Lo ha detto Michele Michelino, presidente del Comitato per la difesa della Salute nei luoghi di lavoro (parte civile), commentando la sentenza con cui oggi, ribaltando il verdetto di primo grado, la Corte d'Appello di Milano ha assolto 11 ex manager della Pirelli imputati per omicidio colposo in relazione alla morte di una ventina di operai per forme tumorali, secondo l'accusa, causate dall'esposizione all'amianto.
    "Non si può accettare che si continui a morire sui luoghi di lavoro, siamo arrabbiati e non ci arrendiamo", ha spiegato Michelino con a fianco Silvestro Capelli, esponente del comitato e ex operaio che, come ha spiegato, ha lavorato "per 17 anni in un'altra fabbrica, la Breda a Milano, e poi mi sono ammalato".
 

ANCORA UN'INGIUSTIZIA

161124 COMUNICATO PIRELLI b.pdf
Documento Adobe Acrobat 231.1 KB

ROMA: II° ASSEMBLEA NAZIONALE AMIANTO

ULTIMI VIDEO E FOTO

Pubblichiamo nella sezione archivio le motivazioni della sentenza di condanna dei dirigenti Pirelli nel processo di 1° grado decisa dal Tribunale di Milano - Giudice Martorelli per i lavoratori morti d'amianto. (gennaio 2016).

Video del corteo contro l'amianto e i morti sul lavoro- 28 aprile 2018 a Sesto San Giovanni e articoli dei giornali nella sezione stampa in alto sulla pagina.

Servizio TG RAI sulla protesta per l'assoluzione dei dirigenti Enel.

Assemblea del Comitato del 31 gennaio 2015.

Corteo contro i morti per amianto e lo sfruttamento del 26 aprile 2014

Marzo 2014. Video - intervista al Comitato di Altraeconomia sulla responsabilità dei dirigenti per le morti operaie per amianto e sul processo contro i dirigenti Pirelli in corso a Milano

FOTO DEL CORTEO A LUCCA IN SOLIDARIETA' ALLE VITTIME DELLA STRAGE DI VIAREGGIO.

video e foto della manifestazione a Roma l'8 ottobre 2013 alla Camera dei Deputati delle associazioni e comitati contro l'amianto

Video della presentazione de "La fabbrica del panico" con gli operai della Breda Fucine, l'autore del romanzo Stefano Valenti, Guido Viale e Michele Michelino  

nella sezione video riportiamo immagini della protesta contro l'Inail del 15 maggio 2013 e l'incontro fra la nostra delegazione e quella dell'Inail

Intervista del nostro Comitato a Sky tg24 del 21 novembre 2012

Pubblichiamo nella sezione "Leggi" (in alto sulla pagina)

 

 

il Decreto interministeriale sul Fondo per le Vittime dell'amianto del 13 gennaio 2011

 

News

Foto del corteo del 27 aprile 2013 a Sesto San Giovanni contro l'amianto e lo sfruttamento.

Nuove foto e video del presido operaio contro l'Inail del 16/01/2013

Nella sezione video immagini della conferenza stampa sull'amianto nel palazzo Comunale di via Larga a Milano e servizio di RAI 3 del 2 aprile 2012

nella sezione stampa, nuovi articoli sul processo Pirelli a Milano

Nella sezione foto, nuove fotografie del presidio al Tribunale di Trento del 12 dicembre 2011 e nella sezione video le immagini.

Nella sezione foto immagini dell'assemblea dell'8 ottobre 2011.

 

 Nella sezione foto, nuove immagini delle iniziative fatte nel mese di agosto 2011.

Nella sezione foto, immagini della conferenza stampa del 15 giugno 2011 a Bassano del Grappa (Vi)

NELLA SEZIONE FOTO IMMAGINI DELLA FIACCOLATA A L'AQUILA DEL 6 APRILE 2011

Nella finestra stampa ci sono nuovi articoli apparsi sui giornali.

 

Nella sezione foto ci sono le ultime e tante altre.

Nella finestra Archivio, ci sono le ultime sentenze di importanza Nazionale

Nella sezione video potete trovare i filmati della II Conferenza Nazionale sull'Amianto del 6-7-8 novembre 2009 a Torino.

Nella sezione libri trovate i nostri testi