Convegno - amianto questione aperta

25 Settembre 2010 ore 9,00
Sala ARCI Bellaria, Via Bellaria 7
San Lazzaro di Savena (BO)

-
Intervengono:
Comune di San Lazzaro di Savena
Dott. Vito Totire AEA rs
Michele Michelino e Daniela Trollio ComitatoperlaDifesadellaSaluteneiLuoghidiLavoroenelTerritorioSestoSan Giovanni
Silvio Mingrino A.V.A.N.I.
Dott. Massimo Vignoli ClinicaVeterinariadell'Orologio-CentroOncologicoVeterinarioSassoMarconi(BO)
Dott. Fabio Paterniti Comitato parmense per la chiusura delle cave di ofioliti
Tore Garau AIEA
Edoardo Bai di Legambiente Lombardia
Mariella Megna Cittadini contro l’amianto
Salvatore Nania Comitato permanente ex esposti Amianto e Ambiente
Aurelio Pischianz e Nicolò Di Stefano AEA FVG
Luciano Orio ComitatoperlaDifesadellaSaluteneiLuoghidiLavoroenelTerritoriodiTezzesulBrentaeBassanodelGrappa
Alberto Alberti ONA Emilia Romagna
Ignazio Barbuto Federazione Intesa
Luciano Carleo Contramianto e altri rischi onlus

Per informazioni relazioni esterne:
Luciano Carleo cell.3288228177
e-mail contramianto@libero.it

COMUNICATO STAMPA

AMIANTO QUESTIONE APERTA

Sala ARCI di Bellaria -San Lazzaro di Savena (BO)
Sabato 25 settembre 2010 – ore 9,00


L’amianto non è un problema del passato. Ancor’oggi l’amianto, il killer silenzioso,
rappresenta una vera emergenza, umana, ambientale e sanitaria. L’amianto è presente nei
luoghi di lavoro, nelle scuole, negli edifici pubblici, sui tetti e nei capannoni industriali,
nelle nostre case ed in circa tremila prodotti di uso corrente, con effetti devastanti come
dimostrano le oltre 4.000 persone che muoiono ogni anno a causa di questo killer.

Ogni anno 1.300 lavoratori in Italia perdono la vita a causa degli infortuni sul lavoro.
Quasi 4 mila uomini e donne vengono uccisi dall’amianto, e si stima che siano oltre
4 mila le vittime delle malattie professionali prodotte da altri cancerogeni. In Italia
ogni anno 26mila persone muoiono per tumori all’apparato respiratorio, con un
incremento nell’ultimo decennio di oltre il 50%: un saldo di più di 36.000 morti
all’anno, fra l’indifferenza di associazioni padronali e istituzioni, spesso silenti e
complici.

Il governo, dopo aver concesso con denaro pubblico agevolazioni alle banche, alla finanza e
alle imprese e alleggerito -con il Decreto Sicurezza -le sanzioni previste ai datori di lavoro
che non rispettano le misure di sicurezza, per risparmiare sulle spese relative alla sicurezza
e alzare i profitti, attraverso il taglio dei fondi alle regioni che a loro volta tagliano la
sorveglianza sanitaria, si rende complice di questa mattanza operaia. In nome della ricerca
del massimo profitto molti imprenditori, amministratori pubblici, uomini politici,
sindacalisti e -fatto ancor più grave-i vari governi succedutisi negli anni -cioè lo Stato -
hanno accettato e continuano a considerare normale che in nome del “progresso” migliaia
di lavoratori e le loro famiglie siano distrutte da produzioni di morte e continuino ad essere
sottoposti al pericolo di contrarre malattie derivanti da sostanze cancerogene, come è stato
e, in molti casi, è ancora.

Le sostanze cancerogene continuano ad essere usate nei luoghi creando gravi danni
dal punto di vista umano, sanitario e ambientale, ma questo fatto trova molte
resistenze ad essere riconosciuto, sia nei tribunali che da parte degli enti come
l’Inail, l’Inps e l’Inpdap.

Non si può accettare che la salute sia subordinata ai costi economici e che si speculi sui
rimedi che riguardano la sicurezza come sulle discariche. Muovere l’amianto, portandolo in
giro per le regioni come si vuole fare in Lombardia, lo si fa in Puglia e in molti altri territori,
per stoccarlo in megadiscariche, non è una soluzione del problema, ma un aggravamento
che comporta una dispersione di amianto nell’ambiente, creando una situazione ancora più
pericolosa. Bisogna incoraggiare e sostenere tutti gli studi alternativi alle discariche, a
cominciare da quelli che stanno sperimentando i forni ad alte temperature. Rimane ancora
irrisolto il problema delle cave di ofioliti “pietre verdi“ e della necessità della loro chiusura.

Non esiste limite di tolleranza o ammissibili, né soglie di legge che tutelino per le
sostanze cancerogene; l’unica garanzia di non ammalarsi é quella di eliminare le
sostanze cancerogene, di battersi cioè per il “rischio zero”.

AEA rs – CONTRAMIANTO E ALTRI RISCHI ONLUS – AIEA
CITTADINI CONTRO L’AMIANTO – FEDERAZIONE INTESA -ONA
COMITATO PERMANENTE EX ESPOSTI E AMBIENTE – AEA FVG – AVANI
COMITATO PER LA DIFESA DELLA SALUTE NEI LUOGHI DI LAVORO E NEL TERRITORIO



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