SERATA CON IL NOSTRO AMICO MONI OVADIA, ATTORE TEATRALE, DRAMMATURGO, SCRITTORE, NELLA NOSTRA SEDE.

INTERVISTA A MONI OVADIA

di Michele Michelino

 1)  Che cosa pensi della crisi e dei provvedimenti presi dal governo Berlusconi? 

R. I provvedimenti del governo sono in coerenza con quello che ha fatto questo governo in tutti questi anni. Questo è il governo degli evasori, degli esportatori di capitali, questo è il governo dei privilegiati, della demagogia, della bugia, della falsità, ed è il governo di un solo uomo che ha fatto il solo vero lavoro di governo; arricchire se stesso a deperimento del paese.

2) Come giudichi le forze di opposizione in questa crisi generale?

R. Le forze di opposizione in generale non hanno saputo fare un’opposizione efficace, vera, profonda e coraggiosa, hanno accettato come scontato certe logiche che sono puramente ideologiche, per esempio il mito della privatizzazione non ha niente a che vedere con la prosperità economica e solo un mito ideologico. Che il mercato sia efficace in economia è un’ideologia non è una teoria economica. I teorici del iperliberismo Milton Friedman e i Chicago Boyis con un apparato di pseudoscienza molto sofisticata hanno travestito un’operazione ideologica ancora una volta a favore del privilegio, cioè i diritti del privilegio contro i diritti della democrazia, i diritti sociali. L’hanno travestita da formule economiche e una parte della nostra sinistra è cascata in questa grottesca trappola, un po’ per paura del proprio passato e perché manca il coraggio di sapere rivendicare i valori della giustizia, della libertà dell’uguaglianza della lotta allo sfruttamento e un po’ per opportunismo, per comodità perché lottare è scomodo.

3) Molte persone oggi pensano che centrodestra e centrosinistra siano due facce della stessa medaglia che rappresentano gli interessi del modo di produzione capitalista, delle cordate dei vari finanzieri d’assalto e quindi non è un caso che la Confindustria alternativamente sostenga ora l’uno ora l’altro degli schieramenti. Qual è la tua opinione?

R. La sinistra riformista ha sempre dichiarato di essere all’interno del sistema, di cercare una politica un po’ più equa all’interno di un sistema accettato. Non si è mai posta l’obiettivo di rimettere in discussione il sistema riprendendo le teorie di critica più radicali a una certa concezione dell’iperliberismo. Per altra bisogna smascherare una bugia. Il liberismo è morto prima del comunismo. Il liberismo è morto con le grandi crisi che hanno portato la grande crisi del 29’. Ciò che esiste oggi non è il liberismo, non ha niente a che vedere con le teorie di Adam Smith è semplicemente il potere di un pugno di oligarchi della finanza fuori controllo che fanno quello che vogliono loro e la politica conta pochissimo, si limita a dirigere il traffico. Purtroppo molta sinistra ha accettato questa logica e non si è data un unico lavoro serio da fare; quello di studiare e di elaborare, di capire qual è la direzione che stanno prendendo le forme del potere per poterle contrastare e ritornare a forme democratiche autentiche e non puramente formali da raccontare nei salotti televisivi.

4) Dopo una prima fase in cui si sono conquistati con le lotte i diritti sanciti dalla costituzione oggi con l’iperliberismo siamo passati dalla stagione dei diritti per i più deboli a quelli dei più forti. Ci sono in atto nel paese attacchi ai diritti fondamentali, a cominciare da quello al lavoro, allo Statuto dei Lavoratori (licenziamento con giusta causa, art. 18 della legge 300) concedendo ai datori di lavoro libertà di licenziare, alla salute, allo studio. Ormai l’unico diritto riconosciuto è il diritto al profitto, a cui tutti gli altri sono subordinati. Sembra che ormai l’unico dio riconosciuto in modo “bipartisan” sia il mercato, le grandi banche, i finanzieri, i capitalisti. Il paradosso è che mentre tutti parlano contro la speculazione, nascondono il dato più clamoroso; cioè che la speculazione è l’essenza del capitalismo. Questo processo non avviene solo in Italia ma è un processo mondiale che sta suscitando indignazione e ribellioni in tutti i paesi. Ormai Dall’africa, all’Asia; dall’America Latina all’Europa, dagli USA alla Cina l’indignazione contro un sistema sociale che toglie ai poveri per dare ai ricchi sta trasformandosi in rivolte e presto toccherà anche il nostro paese. In questa situazione di crisi mondiale, tu ritieni che la difesa dei diritti sanciti dalla costituzione venga prima della logica del profitto o che si debba mediare?

R. Per me è impossibile mediare sui principi affermati dalla Costituzione Repubblicana. Mediare su quei principi significa rinunciare alla democrazia, dire e accettare che la democrazia è morta e che quindi noi viviamo in una sorta di tirannia ragionevole. Ragionevole nei modi ma nella sostanza una tirannia, perché la distruzione dei diritti sul lavoro è la distruzione della democrazia.

Io sono sempre stato convinto che dei tre pilastri della rivoluzione borghese Francese: Libertè, Egalitè, Fraternitè , il vero motore di tutto è l’uguaglianza, perché ha senso parlare di libertà solo tra uomini uguali, altrimenti la parola libertà è un grande raggiro, e quello che si sta tentando di fare è di portare a compimento il raggiro. Se l’uguaglianza non diventa il principio fondante della nostra Costituzione, ribadito continuamente, non viene ribadito come inviolabile nel terreno più importante che è quello del lavoro, perché il lavoro rappresenta il motore della costruzione della vita sociale, se lì il diritto è attaccato vuol dire che lo si attacca dovunque. Allora ciò che è stato fatto sotto questo pretesto ridicolo ad esempio prendiamo il caso Marchionne. L’Amministratore delegato della Fiat dice: “questi provvedimenti sono importanti perché il mercato è sempre più competitivo”. La mia domanda è questa: e se il mercato diventa ancora più competitivo? Che cosa si darà agli operai una palla al piede e una ciotola di minestra? Che ragionamento è il mercato è competitivo?   Qual è il compito di un capitalismo mondializzato? Se si agisce in modo che il mercato venga regolato affinché i diritti dei lavoratori vengano rispettati, allora siamo in democrazia, ma se l’essere umano è subordinato al mercato allora siamo in una tirannia punto.

5) Oggi è considerato normale nella nostra società che più di mille persone in Italia ogni anno muoiano per infortuni sul lavoro e di lavoro, che decine di miglia rimangano invalidi e che circa un milione di persone sia vittime di infortuni sul lavoro e per il lavoro. Normale, che migliaia di lavoratori perdano la vita in silenzio a causa di malattie professionali contratte sui luoghi di lavoro. Il conflitto fra datori di lavoro e lavoratori è un bollettino di guerra, ma le istituzioni e gli enti preposti alla sicurezza spesso considerano tutto questo accettabile; basta che i numeri siano contenuti entro certi limiti, qual è il tuo pensiero?

R. Io ritengo che anche un solo morto sul lavoro sia un crimine, mille morti sul lavoro sono mille crimini, parliamo di strage, e la strage è un’aggravante. Io credo che la sicurezza sul lavoro in una società democratica dovrebbe essere sentita come un valore assoluto. Che un essere umano per portare a casa il pane per se e per i suoi figli debba rischiare la vita è come se noi ritornassimo alla logica del campi di sterminio. Un governo , un paese, un regime che permette una cosa del genere ha una natura criminale.

6) La crisi ha ricadute su tutti e il governo con i tagli alle regioni, province, comuni, sta imbarbarimento la società. Il governo Berlusconi che aveva coniato lo slogan “non metteremo le mani nelle tasche degli italiani”, sta immiserendo milioni di italiani degli strati meno abbienti. In realtà non ha messo le mani nelle tasche dei ricchi, in compenso ha completamente svuotato quelle dei lavoratori, pensionati proletari e del ceto medio e il governo Berlusconi passerà alla storia come il peggior governo. Le recenti elezioni comunali hanno dimostrato anche elettoralmente questo malcontento, sia con l’astensionismo, sia penalizzando le forze di governo.

A Milano grande aspettative ha suscitato il “vento nuovo” della giunta Pisapia, tuttavia i primi provvedimenti (aumento del 50% dei biglietti dell’ATM, introduzione dell’Irpef comunale, continuazione della politica expo senza grandi cambiamenti, annuncio di privatizzazioni e vendita di immobili comunali, aumenti dei servizi) hanno suscitato le prime delusioni e incomprensioni fra i suoi elettori, tant’è che ad alcuni sembra che il “vento nuovo” si sia fermato fuori dai cancelli di Palazzo Marino, mentre dentro il palazzo continua la politica di sempre. Cosa pensi al riguardo?

R. Io ho sostenuto Pisapia, sono amico personale del sindaco e ho fiducia nella persona. Onestamente devo dire che per il mio lavoro sto pochissimo a Milano. Ho saputo che alcuni provvedimenti iniziali sono andati nel senso giusto per aver in blocco liquidato strutture che non funzionavano e questo è la prima volta che succede in città. Strutture parassitate , non ho analizzato la politica nella fattispecie e mi riprometto di approfondire l’argomento, perché oltre al sostegno alla giunta Pisapia, sono amico personale di Giuliano di chiedere conto delle sue scelte politiche del perché e del percome e rimandiamo alla successiva intervista una seria di affermazioni, però noi abbiamo un problema in generale, questo lo dico a te come intervistatore e lo dico ai lettori ai lettori del vostro giornale e lo dico al mio amico Giuliano Pisapia. Il momento più difficile arriva dopo che si è vinto. Quello è il momento più difficile, perche governare è di una difficoltà bestiale in una società complessa e quindi si possono fare degli errori. L’importante è mantenere vivo il senso critico e saper riconoscere dove si fa bene e dove si sbaglia per correggere continuamente perché nessuno di noi è di Dio, non siamo perfetti. Mi auguro che dopo i 5 anni del governo Pisapia Milano torni ad essere quella grande città che era quando la cultura della classe operaia era l’humus di questa grande città che il governo Berlusconi e i leghisti hanno ridotto a un paesuculo in provincia di Monza.

 

Scrivi commento

Commenti: 0

ULTIMI VIDEO E FOTO

Pubblichiamo nella sezione archivio le motivazioni della sentenza di condanna dei dirigenti Pirelli nel processo di 1° grado decisa dal Tribunale di Milano - Giudice Martorelli per i lavoratori morti d'amianto. (gennaio 2016).

Video del corteo contro l'amianto e i morti sul lavoro- 18 aprile 2015 a Sesto san Giovanni.

Servizio TG RAI sulla protesta per l'assoluzione dei dirigenti Enel.

Assemblea del Comitato del 31 gennaio 2015.

Corteo contro i morti per amianto e lo sfruttamento del 26 aprile 2014

Marzo 2014. Video - intervista al Comitato di Altraeconomia sulla responsabilità dei dirigenti per le morti operaie per amianto e sul processo contro i dirigenti Pirelli in corso a Milano

FOTO DEL CORTEO A LUCCA IN SOLIDARIETA' ALLE VITTIME DELLA STRAGE DI VIAREGGIO.

video e foto della manifestazione a Roma l'8 ottobre 2013 alla Camera dei Deputati delle associazioni e comitati contro l'amianto

Video della presentazione de "La fabbrica del panico" con gli operai della Breda Fucine, l'autore del romanzo Stefano Valenti, Guido Viale e Michele Michelino  

nella sezione video riportiamo immagini della protesta contro l'Inail del 15 maggio 2013 e l'incontro fra la nostra delegazione e quella dell'Inail

Intervista del nostro Comitato a Sky tg24 del 21 novembre 2012

Pubblichiamo nella sezione "Leggi" (in alto sulla pagina)

 

 

il Decreto interministeriale sul Fondo per le Vittime dell'amianto del 13 gennaio 2011

 

News

Foto del corteo del 27 aprile 2013 a Sesto San Giovanni contro l'amianto e lo sfruttamento.

Nuove foto e video del presido operaio contro l'Inail del 16/01/2013

Nella sezione video immagini della conferenza stampa sull'amianto nel palazzo Comunale di via Larga a Milano e servizio di RAI 3 del 2 aprile 2012

nella sezione stampa, nuovi articoli sul processo Pirelli a Milano

Nella sezione foto, nuove fotografie del presidio al Tribunale di Trento del 12 dicembre 2011 e nella sezione video le immagini.

Nella sezione foto immagini dell'assemblea dell'8 ottobre 2011.

 

 Nella sezione foto, nuove immagini delle iniziative fatte nel mese di agosto 2011.

Nella sezione foto, immagini della conferenza stampa del 15 giugno 2011 a Bassano del Grappa (Vi)

NELLA SEZIONE FOTO IMMAGINI DELLA FIACCOLATA A L'AQUILA DEL 6 APRILE 2011

Nella finestra stampa ci sono nuovi articoli apparsi sui giornali.

 

Nella sezione foto ci sono le ultime e tante altre.

Nella finestra Archivio, ci sono le ultime sentenze di importanza Nazionale

Nella sezione video potete trovare i filmati della II Conferenza Nazionale sull'Amianto del 6-7-8 novembre 2009 a Torino.

Nella sezione libri trovate i nostri testi