RELAZIONE DEL CONVEGNO DEL 15. 2. 2013

Relazione introduttiva

al Convegno sulla Sanità del 15.2.2013

(Sala EXPO Stazione Garibaldi)

 

NON LASCIAMO SPEZZARE IL CUORE ALLA SANITA’.

Buon Convegno a tutte/i.

1. QUESTO CONVEGNO, CHE NON A CASO ABBIAMO TITOLATO “PER UNA SANITA’PUBBLICA E SOCIALE”, è promosso perché siamo consapevoli che intorno al tema più ampio della Salute-Sanità verte e verterà una delle principali e più importanti questioni del prossimo periodo.

Abbiamo convenuto di farlo alla vigilia della tornata elettorale non perché fosse una delle innumerevoli passerelle di propaganda elettorale per qualche candidato, ma con la precisa volontà che al centro del dibattito vi debbano esclusivamente essere i temi, le denunce e le proposte.

Per cui dichiariamo sin da ora che ci sottraiamo volentieri ad inutili riferimenti elettoralistici assolutamente inefficaci al convegno, avendo però chiaro che i possibili interlocutori istituzionali e politici saranno riconoscibili dopo il 26/2 e che di conseguenza si potrà aprire con essi un confronto solo se saremo in grado di mobilitare la classe operaia, i lavoratori, i ceti popolari, i cittadini.

Dichiariamo tutto questo anche consapevoli che se ciò non avvenisse la promozione del Convegno stesso avrebbe un risultato di scarso rilievo.

Il Comitato No Debito di Milano, Medicina Democratica e il Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio, di Sesto San Giovanni intendono lanciare e proporre un appello, un invito, una proposta a tutti i partecipanti , ma anche a coloro che non hanno potuto partecipare al Convegno, siano essi associazioni, movimenti, forze sindacali, singoli lavoratori.

Proponiamo l’avvio di un programma di lavoro comune e concreto e una linea politica mobilitante e di lotta sul terreno della Sanità.

 

A) DA CHE COSA PARTIAMO ?

1°. Per occuparsi di sanità bisogna partire dagli innumerevoli casi di degrado e di imbarbarimento, di scandali e corruzioni, di furti e ladrocini di parte degli amministratori regionali della Lombardia, di infiltrazioni mafiose e camorristiche promosse nel settore da alcuni politici locali, di scippi e sottrazioni sistematiche di prestazioni al “servizio pubblico” per darle al “servizio privato” (con grave danno per gli utenti soprattutto più poveri), di tracolli sul piano politico, istituzionale, amministrativo, sindacale e morale.

Il tutto è stato causato e reso possibile in questi vent’ anni dalle giunte regionali presiedute da Formigoni e dalle classi, dal ceto politico, dai partiti (in primo luogo la Lega), nonché dalle organizzazioni sindacali che lo hanno sostenuto a livello regionale e nazionale.

In Lombardia Formigoni e la Lega hanno messo in piedi un potente “sistema di potere” (un instrumentum regni), teorizzato già alla metà degli anni ’80 con gli scritti “Verso una nuova Costituzione” dal “Gruppo di Milano”dei professori dell’Università Cattolica, diretti dall’ispiratore e parlamentare della Lega Gianfranco Miglio.

Sarebbe interessante indagare a fondo questi problemi.

Per raggiungere i risultati voluti Formigoni e la Lega si sono serviti di assessori e consiglieri regionali e di una rete ramificatissima di dirigenti e operatori piazzati nei gangli nevralgici dell’Assessorato alla sanità (ma non solo in esso), delle Aziende ospedaliere pubbliche e private e delle ASL, dei servizi ambulatoriali e socio-sanitari territoriali, delle altre strutture sanitarie e assistenziali, delle cooperative di Comunione e liberazione e della Compagnia delle opere.

E’ stato calcolato che l’”occupazione della Regione” da parte di Formigoni è stata più totale dell’”occupazione dello Stato” praticata dalla Democrazia Cristiana nella Prima Repubblica e che – sul piano giudiziario – la mole di reati per sottrazione di denaro pubblico, per denunce, rinvii a giudizio e condanne è di gran lunga più pesante di quella provocata dalla mafia.

Il centro-sinistra non è esente da questo sistema di corruttela; ha beneficiato delle briciole della degenerazione.

Oggi Formigoni è travolto dagli scandali, ma Maroni candidamente si presenta alla presidenza di questa Regione.

  

2°. Di fronte a queste cose, l’ambizione e il proposito di questo Convegno è di creare sull’”emergenza sanitaria”, sul “debito pubblico” e sulla “spending review” un’area di interesse, di discussione, di dibattito nei militanti politici, sindacali, nelle realtà di movimento, nelle associazioni, nella società civile, nei cittadini e nell’opinione pubblica.

Ma soprattutto di costruire un collettivo di attivisti e un gruppo di lavoro di militanti dei partiti, sindacati, associazioni, movimenti (interessati alla sanità) che si impegnino a dare avvio a un movimento e a organizzare a livello cittadino, regionale e nazionale iniziative, mobilitazioni e lotte aventi come obiettivo il trinomio “debito pubblico-sistema sanitario-spending review”, tre realtà indissolubilmente collegate tra loro.

 

B) Il Comitato No Debito di Milano, Medicina Democratica e il Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio di Sesto San Giovanni, ritengono che bisogna coinvolgere, in un programma di cambiamento radicale del sistema, in primo luogo gli operatori degli ospedali e dei servizi socio-sanitari territoriali, insieme a una serie di altre forze organizzate interessate al cambiamento.

Vogliano mettere insieme un Forum militante di lavoratori addetti, di soggetti politico-sociali e di utenti.

Bisogna partire dai problemi materiali e di lavoro degli addetti, per arrivare a contattare i cittadini, i pazienti e le loro famiglie, i lavoratori di altre realtà produttive, i ricercatori, gli specializzandi medici e laureati non medici , gli studenti (soprattutto delle facoltà di medicina, di filosofia e delle professioni infermieristiche), i movimenti, le associazioni, il volontariato solidale, le comunità del territorio.

I medicirappresentano la parte del sistema più restia al cambiamento, con forti contraddizioni interne.

Le organizzazioni sindacali possono dare un contributo decisivo e insostituibile.

E’ stato dimostrato che la Sanità come Servizio sanitario nazionale è più efficace e meno dispendiosa di quella privata.

Quando però intervengono i “tagli” è facile che il sistema pubblico venga soppresso nella sostanza, anche se rimane nella forma. 

Senza cancellare il lavoro passato, dobbiamo partire dalle contraddizioni attuali per innescare un processo positivo e farlo avanzare.

Occorre battersi per ottenere una vera medicina preventiva, che deve porsi l’obiettivo del rischio zero per tutti i cancerogeni.

In Italia sono presenti 32 milioni di tonnellate di amianto che sono una reale emergenza nazionale, sociale, ambientale e sanitaria.

In Lombardia ci sono circa 3 milioni di tonnellate d’amianto che secondo il Piano regionale amianto Lombardia (PRAL) doveva essere totalmente bonificato entro il 2016.

Ciò è assolutamente impossibile con i ritmi di bonifica attualmente impiegati.

La prevenzione non deve intervenire solo per rischi e malattie tradizionali, ma anche per pericoli e malattie nuove come lo stress quotidiano e l’uranio impoverito delle guerre che provocano tumori, o per patologie legate ai flussi migratori, o per altre malattie che ritornano, come la tbc e la poliomielite.

 

Altro aspetto sicuramente non trascurabile è quello riguardante i disabili, le malattie mentali e i cosiddetti malati cronici, gli anziani.

E’ del tutto evidente che siamo di fronte ad un quadro insoluto sia a livello nazionale che regionale.

La sostenibilità dei servizi offerti nel pubblico è del tutto insufficiente alla massiccia domanda che perviene dalla popolazione.

Il privato, spesso nella sua forma assistenziale, è subentrato al pubblico offrendo servizi quasi esclusivamente assistenziali con rette esorbitanti che spesso ricadono in maniera considerevole nell’economia dell’utente e della sua famiglia.

Le politiche complessive, ovvero i campi prioritari d’azione, non si conciliano nella maniera più assoluta con l’organizzazione del lavoro delle aziende ospedaliere (strutturalmente inadeguate).

Nel privato per es. si richiede agli operatori (siano essi infermieri, operatori socio sanitari-o.s.s., medici, tecnici) una super flessibilità mansionaria, oraria, di turni, ecc.

L’utilizzo dei denari pubblici, anche questi inadeguati, sono privi di un pur ragionevole e rigoroso controllo da parte di quelli che dovrebbero essere gli organi competenti.

Se a tutto questo aggiungiamo le condizioni vetuste delle strutture destinate a ogni tipo di assistenza, si comprende la causa della non conformità dei servizi

La cura con farmaci chimici o omeopatici rappresenta un’opzione terapeutica, collegata al più ridotto sconto praticato dalle farmacie al SSN e quindi ai minori risparmi che quest’ultimo può realizzare in conseguenza della spending réview.

Le future elezioni regionali costituiscono una scelta cruciale.

In Lombardia, o si continua con la logica della salute come merce, o si imbocca un percorso totalmente alternativo, antagonistico.  

 

C) Cosa fare e come agire per fermare la corruzione, gli scandali, la rovina e l’affossamento del sistema della sanità pubblica e rilanciare il sistema sanitario pubblico e universale.

Nelle battaglie fatte per l’attuazione della sanità pubblica nel secondo dopoguerra e con la legge di riforma del ‘78, determinante è stata la classe operaia, massa critica che si è mobilitata e ha lottato, ma certamente è mancata una direzione politica e una lotta sindacale capaci di ottenere lo scopo.

Le ultime misure del governo Monti hanno peggiorato enormemente la situazione.

Si tratta di tagli lineari e riduzioni di diritti in tutti gli ambiti della sanità e del welfare.

I provvedimenti hanno ulteriormente depotenziato la volontà di mantenere in vita un servizio sanitario e sociale universale, pubblico e gratuito.

La “sinistra” o non fa una politica di vero cambiamento, oppure non prende sul serio il problema, perché non vuole.

Ai sindacati confederali manca la volontà di intervenire.

I sindacati di base, salvo eccezioni, non scelgono questo problema come terreno di lotta permanente.

Agli stessi operatori della sanità, la Sanità “intesa come questione politica nazionale”, viene tenuta separata e considerata problema autonomo rispetto alle basse condizioni salariali, o rispetto alle dure condizioni di lavoro, mai abbastanza protette e difese.

Gli unici rimasti a lottare per difendere un ospedale, un poliambulatorio o un servizio territoriale sono alcuni movimenti a carattere locale.

A Milano e in Lombardia, oltre ai partiti del centro-sinistra e alla Cgil, entrambi colpevolmente inefficienti a livello di base della Sanità, oltre ai partiti della sinistra conflittuale e alternativa, oltre ai sindacati di base, esistono altri soggetti sociali e movimenti di lotta che si battono per questi problemi.

Nelle riunioni fatte in preparazione di questo Convegno sono emerse tante realtà che lottano per una Sanità democratica, progressiva e totalmente alternativa all’attuale.

Elenchiamo quelle realtà nella “Scheda integrativa” allegata a questa introduzione.

Comitati, associazioni e sindacati devono mettere la salute sempre prima del profitto.

 

D) Il Comitato No Debito di Milano, Medicina Democratica e il Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio di Sesto San Giovanni propongono di costruire un coordinamento milanese delle realtà politiche, sindacali, associative e di movimento che si occupano di Sanità, delle Rappresentanze sindacali unitarie, per sviluppare un’indispensabile e improcrastinabile lotta comune contro le azioni governative e regionali che attaccano la sanità pubblica e riducono il diritto alla salute.

Un simile progetto richiede un lavoro di coinvolgimento e di partecipazione di tutte le realtà che già lavorano o che sceglieranno di impegnarsi sui problemi della sanità e della salute , oltre che di selezione dei contenuti e degli obiettivi di lavoro.

            

E) Per il Comitato No Debito di Milano, per Medicina Democratica e per il Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio di Sesto San Giovanni lottare per cambiare il sistema della sanità in Lombardia significa nell’immediato alcune cose precise.

a) Significa elaborare e darsi un programma di lavoro e di azione (attuandolo poi concretamente), promuovere, incoraggiare, essere presenti e intervenire nelle lotte per la Sanità, contribuire con tutti i mezzi perché la Regione risolva la questione del San Raffaele, salvando tutti i posti di lavoro e accettando le condizioni richieste dagli operatori.

b) I lavoratori del San Raffaele sono tra i promotori e i protagonisti di questo Convegno.

La lotta che stanno sostenendo e il presidio organizzato dalla fine di ottobre davanti all’Ospedale contro gli esuberi, la minaccia di licenziamento di 244 lavoratori e contro altre scelte scellerate di Rotelli sono un esempio di lotta per tutti i lavoratori della Sanità e per tutta la classe lavoratrice.

I lavoratori hanno respinto un accordo capestro e dimostrano che non piegano la testa, neanche quanto il padrone li ricatta e li minaccia.

Moltissimi cittadini sono convinti che la crisi del San Raffaele debba essere risolta dalla Regione.

La Regione deve intimare al San Raffaele di ritirare tutti i licenziamenti.

Se l’Ospedale non lo farà, la Regione deve revocare l’accreditamento.

A quel punto, se l’Ospedale rescinde le convenzioni, dovrebbe scattare l’esproprio senza indennizzo e la nazionalizzazione (secondo gli articoli 42, 43 e l’art. 2 della Costituzione).

Il Comitato No Debito, Medicina Democratica e il Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio di Sesto San Giovanni concordano sulla tesi per cui la “sanità privata” e tutte le “forme di privato” che esistono anche nel pubblico non hanno ragione di esistere perché sono sostanzialmente sostenute dal pubblico.

c) Inoltre, è proprio di queste settimane la scelta della Regione Lombardia di chiudere e di trasferire alcuni Sert ed altri servizi sociali e ambulatoriali territoriali della città di Milano.

Contro questa decisione, il Comitato No Debito, Medicina Democratica e il Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio, propongono che la nuova giunta regionale, i partiti, i sindacati, le associazioni, i movimenti, gli operatori della sanità insieme alla popolazione si mobilitino con forza contro questa decisione e rispediscano al mittente la decisione della Regione.

Il Comitato No Debito, Medicina Democratica e il Comitato per la difesa della salute di Sesto devono lavorare con tutte quelle forze che lottano per salvare e potenziare la rete di ospedali, poliambulatori, servizi sanitari e sociali pubblici territoriali del sistema sanitario di Milano.

 

2. LA SANITA’ E LA SPENDING REVIEW.

Per la Sanità dal 2011 al 2015 è stato previsto di ridurre la spesa di 31 miliardi.

Monti ha sostenuto perfino che il rafforzamento della linea deflazionistica europea contenuta nel “Fiscal Compact” (patto fiscale) – voluto dal governo tedesco e approvato dal Parlamento italiano e che costringe al pareggio di bilancio come obbligo della Costituzione – costituirebbe un successo per l’Italia.

I documenti del governo sulla spending réview prevedono per la sola spesa sanitaria una revisione su 97 miliardi di euro, pari all’89 % della spesa sanitaria totale.

Il governo parla esplicitamente di “aggressione dei confini pubblici”.

Lo sprofondamento che da anni sta avvenendo nella Sanità pubblica sarà fortemente aggravato da una politica di austerità, attuata da governi ispirati dalla filosofia del governo Monti.

Saranno costretti a chiudere ospedali, ambulatori, altre strutture sanitarie; verrà aumentato il numero di pazienti in carico ai medici e al personale infermieristico; verranno tagliate le risorse per la prevenzione, la cura, la riabilitazione, l’assistenza, i farmaci, la ricerca; aumenteranno i ticket e diminuiranno le prestazioni; si faranno licenziamenti di massa di infermieri, tecnici, ausiliari, operai degli ospedali e degli ambulatori pubblici, oltre che di operai e lavoratori addetti all’industria farmaceutica e a tutte le altre industrie che forniscono dispositivi medici, attrezzature, beni e servizi ad ospedali, ambulatori ed altre strutture.

Ma le politiche di austerità e di recessione, la disoccupazione, la precarietà, lo sfruttamento del lavoro, l’impoverimento della popolazione, la cancellazione della Sanità e dello Stato sociale sono i grandi assenti, argomenti su cui i partiti vogliono confrontarsi il meno possibile in questa sconcertante campagna elettorale.

Secondo Marx “la causa ultima di tutte le crisi è pur sempre la povertà e la limitazione del consumo delle masse in contrasto con la tendenza della produzione capitalistica … che pone come unico suo limite la capacità di consumo assoluta della società”.

L’austerità è un’ideologia reazionaria che penalizza i più deboli; un’ideologia restauratrice e di destra non solo in senso parlamentare, ma anche ideologico e pratico. L’austerità è in antitesi al superamento del capitalismo.

I capitalisti prima provocano la crisi, poi impongono alle masse l’austerità, infine le costringono a fare sacrifici per far pagare alle masse la crisi che essi hanno provocato.

L’ultima manovra stabilita dal governo sulla spending réview dovrà “fruttare” un risparmio previsto fra i 4 e 5 miliardi di euro.

Nell’ultima manovra aggiuntiva del 10 ottobre 2012 è stato annunciato un ulteriore taglio di 1 miliardo alla Sanità.

Dal 2015 scattano 100 milioni di tagli in aggiunta a quelli già previsti.  

Lo sconto sui farmaci che le farmacie devono praticare a favore del Servizio sanitario nazionale sarà più ridotto. Quindi verrà meno una parte dei risparmi previsti per il SSN.

Ciò significa che le singole regioni dovranno fronteggiare il mancato risparmio con altri risparmi/tagli.

 

3. DIRITTO ALLA SALUTE, SPENDING REVIEW, UNIVERSALISMO.

La spending réview è il contrario di ciò che rende più appropriate le prestazioni del welfare socio sanitario.

Essa diminuisce la copertura pubblica e universale e quindi i “Livelli essenziali” riguardanti i diritti sociali previsti dalla Costituzione.

Per “universalismo” si intende che tutti i cittadini, con il pagamento delle imposte e per diritto costituzionale, sono salvaguardati nella loro condizione di salute.

L’obiettivo che le forze organizzatrici di questo Convegno si pongono non sono solo le cure dovute in caso di malattia, ma un sistema che previene le malattie e prevede una condizione di benessere.

Dall’iniziativa di oggi vorremmo che nascesse una mobilitazione sempre più organizzata di tutti i soggetti interessati, a partire dai lavoratori addetti al servizio, fino ai lavoratori utenti.

L’organizzazione sanitaria è una parte (la più importante) del sistema di salute.

Un sistema basato sulla prevenzione, partecipazione e programmazione.

Nella Sanità la prevenzione è la malata più grave.

I tagli in corso non consentono non solo di svilupparla, ma neppure di difenderla mettendo in forse quanto di buono gli operatori hanno fatto.

Monti, i liberisti, il centro sinistra (le destre populista, fascista e leghista non sono comprese nel nostro ragionamento) dicono che lo Stato deve risparmiare e potrebbe essere volto a dismettere l’imponente attività sanitaria, devolvendo tutto al privato e dedicando il frutto delle tasse al pagamento del “debito sovrano”.

In realtà il sistema socio-sanitario italiano – considerato tra i più avanzati nel mondo, ricco di eccellenza e di professionalità a tutti i livelli (infermieristico, medico, tecnico, professionale, della ricerca, ausiliario e operaio) – è funzionale alla logica del profitto e non alla tutela della salute.

Il suo segno distintivo è il carattere sociale e la proprietà pubblica del sistema che punta a un’idea di sanità universale, gratuita, efficace, di alta qualità al servizio dei lavoratori e dei cittadini.

Il capitale finanziario vuole approfittare per creare ulteriori fonti di profitto, speculazione, sfruttamento.

Se non ci fosse il Sistema nazionale i cittadini non potrebbero far fronte alle spese per la prevenzione, le cure e l’assistenza sanitaria.

La spesa sanitaria è stata fortemente ridotta. I cittadini hanno dovuto pagare di più sia per i ticket, sia per essersi rivolti al privato per prestazioni di diverso genere.

Ultimamente la partecipazione dei lavoratori e dei cittadini sia sui temi della sanità che della prevenzione è fortemente diminuita.

 

4 . IL GOVERNO MONTI E L’EUROPA GIUSTIFICANO I TAGLI   DELLA SANITA’ BASANDOSI SU UN’IDEOLOGIA RETRIVA DI DESTRA.

La loro tesi è che avremmo vissuto al di sopra delle nostre possibilità e non possiamo più permetterci di avere lo “Stato sociale”.

Secondo Monti le enormi concessioni dei governi passati ci hanno portato in una situazione di fallimento dello Stato e dei cittadini.

Ma le misure che Monti ha preso aumentano e accelerano il fallimento (anche nella sanità).

La crisi finanziaria è legata alla crisi di sovrapproduzione capitalista.

Il capitale finanziario produce denaro dal denaro e lo brucia istantaneamente.

Oggi la finanza si identifica con la speculazione finanziaria.

I possessori di capitali hanno in poco tempo accumulato enormi quantità di ricchezze e trasferito come debito il denaro accumulato sulla gran parte della popolazione.

Pensioni ridotte, età pensionabile aumentata, occupazione crollata, lavoro precario dilatato e consolidato aumentano i livelli di povertà.

Di fronte ai redditi abbattuti e a una popolazione impoverita è impossibile rilanciare l’economia.

Il giudizio sulle misure prese nella Sanità è drasticamente negativo.

Nella Sanità si tratta di sprechi solo all’apparenza; in realtà sono tagli lineari.

Si dice: il deficit deve essere ridotto, i benefici devono venire rimossi. Alla fine il welfare scomparirà completamente.

Questa crisi economico-finanziaria ha offerto al governo e ai capitalisti l’opportunità di abolire il Welfare .

Essa sta imponendo al welfare del nostro paese tagli che vanno oltre il ridimensionamento delle inefficienze.

I tagli non risanano la finanza pubblica, ma danno un colpo mortale all’economia.

 

5. NON PRETENDIAMO DI CHIUDERE QUESTA INTRODUZIONE FACENDO PROPOSTE COMPLETE E DEFINITIVE.

Esse emergeranno dal dibattito, dalla discussione e dalle conclusioni del Convegno.

Oltre a tutto quanto segnalato, sostenuto, sollecitato e proposto in questa relazione ci sentiamo di sottolineare alcune esigenze fondamentali e imprescindibili.

Proprio partendo dalla situazione in cui si trova la Sanità a Milano e in Lombardia, il Comitato No Debito, Medicina Democratica e il Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio di Sesto San Giovanni sostengono che è necessario impegnarsi in un lavoro comune e in una linea unitaria e mobilitante di lotta e propongono di inasprire il conflitto contro tutte quelle azioni governative e regionali che attaccano la Sanità pubblica e riducono il diritto alla salute.

Prospettano quindi l’esigenza di un programma di lavoro concreto, avente come obiettivo il trinomio “debito pubblico-sistema sanitario-spending réview”, tre realtà indissolubilmente collegate tra loro.

La partecipazione è la chiave di volta per risolvere molti dei problemi indicati (ciò vale ovviamente non solo per la Sanità).

L’appuntamento e l’obiettivo immediatamente successivo a questo Convegno è l’”Assemblea pubblica cittadina aperta alla popolazione, operatori, associazioni, studenti, precari”, convocata per sabato 23 febbraio alle ore 9.30 (del mattino) presso il CAM di Zona 3 (Lambrate), in Via Valvassori Peroni n. 56 – Milano e organizzata dal “Coordinamento milanese ospedalieri”.

L’argomento dell’Assemblea del 23 febbraio è “L’Ospedale San Raffaele è un bene pubblico. Aiutiamo i lavoratori a resistere. Fermiamo i 244 licenziamenti. Fermiamo la devastazione del S.S.N.”

Il Comitato No Debito di Milano, Medicina Democratica, il Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio di Sesto San Giovanni parteciperanno alla iniziativa invitando formazioni sociali, associazioni, movimenti, singoli lavoratori e cittadini ad essere presenti

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