INCONTRO - CONVEGNO

Rete per la Salute Milano – MERCOLEDÌ 10 DICEMBRE DALLE ORE 17.00 ALLE 20.00

PER LA DIFESA E AFFERMAZIONE DEL DIRITTO ALLA SALUTE

UN TESTO DI ANALISI E PROPOSTE

La situazione strutturale del comparto della sanità è oggi caratterizzata da una formidabile messa in discussione del diritto alla salute garantito dalla Costituzione (art. 3, 32 e 41 Cost.): un sistema (SSN) pubblico, universale, gratuito, finanziato dalla fiscalità generale, ugualitario, comprensivo di prevenzione e riabilitazione.

Tale diritto è indebolito dal sistema corruttivo e clientelare, dalla forza delle corporazioni mediche, dalle riduzioni di personale, dalla debolezza dei contratti e dal loro mancato rinnovo. Hanno operato in questo senso l’introduzione dei ticket, l’invadenza partitica e la corruzione, l’approvazione del nuovo titolo V della costituzione (2001) che affida la Sanità alle Regioni, la scelta dell’aziendalizzazione che comporta una sanità fondata su logiche di bilancio, la progressiva esternalizzazione dei servizi, l’introduzione della libera professione intramoenia, il blocco del turn over con le conseguenze sulle condizioni di lavoro, gli interventi di limitazione di bilancio e la Spending review.

Ora però il diritto stesso è messo in discussione dalle scelte e decisioni economiche del sistema – nello specifico dalle oligarchie capitalistiche che lo reggono a livello mondiale ed europeo. La crisi economica mondiale ha infatti orientato i possessori di capitali esuberanti a ricercare, in Italia come altrove, nuove occasioni di lucro nei servizi e nella Sanità privata sostenuta peraltro con il denaro pubblico.

Le proposte dei “nuovi” trattati: il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) e il TISA (Trade in Service Agreement), piegano i servizi, le strutture e quant’altro alle necessità di profitto dei produttori di beni e servizi. Non è da oggi che questo avviene, ma ora viene formalizzato fino a togliere i diritti rimasti e la possibilità di difenderli.

Il PATTO PER LA SALUTE (accordo Stato-Regioni del 2014) ne è un’espressione concreta. In esso si stabilisce il livello di finanziamento per i prossimi 3 anni per il Servizio Sanitario Nazionale – comunque passibile di ulteriore riduzione se le “esigenze di bilancio” lo determineranno – penalizzando le categorie più deboli: anziani cronici, malati mentali (adulti ed età evolutiva), disabili, minori, tossicodipendenti (art. 6 del Patto).

A questo stato di cose risulta difficile contrapporsi: l’attuale sistema medico-industriale è molto potente. E’ in grado non solo di influenzare le scelte delle oligarchie dominanti (economiche e politiche), ma è parte delle stesse. Le contraddizioni, peraltro secondarie rispetto alla ricerca di profitto, non mancano, ma non è semplice inserirsi per acuirle.

Le forze “di classe” in campo non sono nelle condizioni attuali in grado di contrastare in modo radicale tale sistema, anche se vi è un variegato movimento di lotta per la salute che però è molto frammentato e, salvo eccezioni, non pensa sia necessario unirsi per contrapporsi, per articolare la difesa. Anche perché non vi è unanimità di vedute.

E’ possibile ed è doveroso, quindi, organizzarsi per ottenere in primo luogo risultati parziali e, da questi, risalire ad un livello di coscienza più generale che induca le organizzazioni che si rifanno al “movimento” ad unirsi e maturare la stessa comprensione e la stessa teoria.

COSTITUIRE UNA RETE PER LA SALUTE. L’analisi della realtà ci dice che se in questo momento non è possibile costituire un movimento unitario, è forse possibile avere una relazione fra pari, stabilire obiettivi comuni e condivisi e operare con adeguate forme di lotta, per raggiungerli. Per costruire questa rete occorre stabilire delle regole, degli incontri periodici, dei temi comuni, dai quali fare discendere le iniziative e le lotte e per quanto possibile coordinarle.

Il punto di partenza è la concezione del diritto alla salute, piuttosto che quella, più limitata, del diritto alla sanità. Salute è la condizione di benessere fisico e psichico ma anche il nostro diritto di rimanere sani, di non venire avvelenati dall’inquinamento, e in genere di ottenere la garanzia della prevenzione primaria, ecc.

Sanità è l’insieme delle funzioni, delle strutture, delle procedure, e delle persone che hanno il compito di tutelare la salute. Sanità è solo una parte del diritto alla salute: contano di più il reddito, l’istruzione, il lavoro e le sue condizioni, la condizione ambientale, la situazione abitativa e quella culturale.

Difficile agire su tutto, ma è possibile scegliere temi ed iniziative di lotta legate al proprio territorio e ambiente. Occorre poi riflettere e opporsi alla sanità che contrasta con la salute: l’espansione continua di strutture, strumenti, prestazioni non giustificate, nuovi ospedali imposti dalla ricerca del profitto, tecnologie presunte più evolute, nuovi farmaci copia dei precedenti e non sufficientemente testati, prestazioni poco utili e addirittura dannose. Un altro nodo è quello di considerare secondari gli interventi sanitari e socio sanitari a favore di categorie che sono poco remunerative. Da qui la forza che assumono le compagnie di assicurazione e la necessità, espressa di nuovo dal patto per la Salute, ma già praticata, anche da diversi sindacati, di contrarre polizze di sanità integrativa.

DEVONO ESSERE MESSE IN DISCUSSIONE TUTTE LE FORME CHE SI DIRIGONO VERSO LA MERCIFICAZIONE DELLA SANITÀ E DI CONSEGUENZA DELLA SALUTE:

· NO AL FINANZIAMENTO A PRESTAZIONE (DRG E CREG),

· NO ALLA LIBERA PROFESSIONE INTRAMOENIA,

· NO ALLA SANITÀ INTEGRATIVA,

· NO ALLA TRASFORMAZIONE DELLA SANITÀ IN ASSISTENZA.

· NO ALLA MONETIZZAZIONE DELLA SALUTE (E DELLA SANITÀ): I TICKET, LE RETTE DELLE RSA/RSD, I VOUCHER MA RIPRISTINARE I SERVIZI DOMICILIARI.

LA SANITÀ DEVE ESSERE PUBBLICA, UNIVERSALE E GRATUITA (PAGATA DALLA FISCALITÀ GENERALE)

Restringendo il campo territoriale, limitandoci a Milano e Lombardia, si dovrebbe discutere di una piattaforma della nascente rete-movimento, entrando nel merito e definendo modalità e tempi, per cui occorre:

1. come per la scuola, difendere il servizio pubblico e pretendere che mantenga i necessari livelli di

2. organizzare incontri tematici tra Comitati e soggetti membri della rete e con chiunque altro per fare

3. opporsi alla chiusura/ridimensionamento degli ospedali e dei servizi territoriali, in particolare:

4. contrastare il taglio di posti letto (oltre 7000 posti persi in 3 anni e 45.000 dal 2000 al 2009);

5. denunciare le forme di privatizzazione dirette e indirette;

6. opporsi specie alle “dimissioni selvagge” dagli ospedali delle persone malate croniche e non

7. contrastare speculazioni come la costruzione della Città della Salute ;

8. rivendicare il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) per le donne che ne hanno

9. opporsi all’esautoramento delle funzioni di controllo dei Servizi di Prevenzione e sostenere

10. contrastare ogni peggioramento dei contratti, ogni attacco alle condizioni di lavoro del personale e

11. combattere le esternalizzazioni.

12. garantire l’applicazione delle leggi che devono assicurare un piano di bonifica e risanamento

PER DISCUTERE INSIEME QUESTO TESTO E CONFRONTARE LE PROPOSTE OPERATIVE ORGANIZZIAMO UN INCONTRO

MERCOLEDÌ 10 DICEMBRE DALLE ORE 17.00 ALLE 20.00

PRESSO LA SALA SINDACALE ALLA STAZIONE CENTRALE DI MILANO

(BINARIO 21, SCALA E , IV PIANO)

per una Rete per la Salute di Milano e Lombardia

MEDICINA DEMOCRATICA, Coordinamento Milanese di Solidarietà «DALLA PARTE DEI LAVORATORI»,Coordinamento Lavoratori e Utenti della Sanità di Milano e Provincia, CUB Sanità, ADL Varese, Comitato per la difesa della salute nei luoghi di lavoro e nel territorio di Sesto San Giovanni, ACU-Associazione Consumatori Utenti

 


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