Dal libro AMIANTO: MORTI DI "PROGRESSO"

Dal libro AMIANTO: MORTI DI “PROGRESSO”, riportiamo Il calvario di un malato di mesotelioma pleurico raccontato dalla figlia nel rapporto con l’INAIL.

 

Gentilissimo Michele, volevo informarti che dopo aver portato tutta la documentazione aggiornata all'Inail, ho ricevuto la telefonata dalla segretaria dell'Inail che mi spiegava che non avrei mandato loro nella mia domanda di opposizione il certificato del medico ...mi chiedo come mai non mi è stato detto quando l'ho consegnata ...visto che il certificato c'era ed era dell'oncologo maggior esperto nel campo mesotelioma e del dott. Sala che segue mio padre .

 

Nessuno mi ha detto che ne andava presentato un altro nuovo, visto che l'opposizione era sulla domanda presentata il 1° maggio (dall'Inail ho avuto risposta dopo 2 mesi !!! ) ed inoltre come allegato la risposta dell'Inail è stata tardiva in quanto mi è arrivata a dicembre e mi si rimprovera di essere seguita da un patronato !!! Mi sembra che la legge non preveda che per forza io debba andarci !

 

 Infine volevo dirti che venerdì si è presentato il medico che ha visionato ....sì, forse questa è la parola più adatta ....è stato davvero mortificante per me e per mia madre che, attonite, abbiamo assistito a un vero infierire su una persona ormai morente quasi togliendo anche la poca dignità .... : per circa mezz'ora (dopo avergli alzato la maglia e mentre gli faceva un sacco di domande su di lui e il suo passato per verificare se fosse lucido -  ha un mesotelioma in fase terminale, mica una malattia di mente !!!) nonostante il respiro affannoso e noncurante del suo stato e della fatica l'ha sottoposto sotto sollecito a rispondere a molteplici domande, poi lo ha ispezionato con attenzione, prima tutte le cicatrici, i buchi, i tagli , poi lo ha auscultato e palpato premendo sui bozzi che già fanno male e, non contento, ha persino premuto senza nemmeno chiedere se poteva o scusarsi, sulla pancia piena di liquido, che anche a occhio nudo si vedeva tanto è ingrossata ....( premetto che prima della visita gli ho mostrato l'originale di tutta la documentazione comprese le ecografie e visita nefrologo e infine diario delle cure domiciliari palliative e mostrate le terapie ecc.

 

Infine, non contento, gli ha chiesto di alzarsi perché voleva vedere come camminava. Chiaramente non sta in piedi e lui però ha fatto un grandissimo sforzo perché di solito c'è mio fratello che lo aiuta, mentre così da solo si è sforzato ( poi infatti il dolore è aumentato e ho dovuto aumentare gli antidolorifici !).

 

Tutto ciò per sentirmi dire: " Signora, riconosco che suo padre avrebbe diritto ora al 100% di invalidità perché in evidente stato di cachessia ecc., ma non so se burocraticamente siamo nei termini visto che questa visita si riferirebbe all'opposizione di maggio". Io ho replicato piangendo che il medico delle cure gli ha prognosticato al massimo 1 mese di vita e che quindi avrei voluto almeno che prima di chiudere gli occhi avesse il 100%, ma lui mi ha detto che non dipendeva da lui, che ci sono delle tabelle e dei tempi tecnici e devono verificare se l'aggravamento va presentato 1 volta all'anno o se dopo sei mesi .... mi ha confermato che gli ammalati di mesotelioma prima vivevano 6-9 mesi mentre ora di media 2 anni e che anche a un signore del mio paese lui aveva dato il 90 % e dopo 15 giorni è deceduto perché la malattia ha dei tracolli anche improvvisi.

 

E' pazzesco tutto ciò !!!!

 

Non ci sono parole ...provo tanta tristezza per questo paese che ormai va sempre più dalla parte del lucro e dall'avarizia e non tiene conto di persone come il mio povero papà che purtroppo hanno lavorato giorno, notte, sabato e domeniche ignari della polvere d'amianto che era attorno e che hanno provocato il mesotelioma !!!

 

Ho davvero ribrezzo per un paese che, con le sue regole dettate da chi sta in poltrona tranquillo, obbliga un ammalato di mesotelioma a essere esaminato ...ogni anno o forse 6 mesi ... con fogli di burocrazia, spesso di difficile interpretazione,....,con tabelle assurde....

 

Tutto ciò è come una pugnalata per me e  mia mamma, ma anche per lui !!!

 

Grazie mille per ciò che hai fatto ...tu sei una persona fantastica ma ho paura che tutto ciò sia davvero incambiabile !!!

 

 ps . ti farò sapere e inoltre ti invierò anche le lettere e ricevute per la richiesta fatta all'Inail per la quale non si sono degnati di rispondere.

 

Con tanta stima Cinzia Manzoni

 

 

Intanto Angelo Manzoni muore e il Comitato scrive al Direttore regionale INAIL Lombardia.

 

 

Mercoledì 21 gennaio 2015, ore 7.53

 

A: lombardia@inail.it

 

Oggetto: Il sig. Manzoni è deceduto ieri.

 

Buongiorno dott. Traficante, dopo la sua telefonata volevo informarla con tanta tristezza e rabbia che il Sig. Manzoni Angelo è deceduto ieri sera dopo un calvario che è durato fino all'ultimo senza mai ottenere giustizia. Le invio l'ultima mail che ho ricevuto dalla figlia che descrive cosa prova e deve subire una persona che sta morendo di mesotelioma e la sua famiglia.

 

Cordiali saluti.

 

Per il Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio, Michele Michelino

 

 

 

Il direttore generale della Lombardia risponde al presidente del Comitato:

 

Gentile signor Michelino,

 

riscontro con vero rammarico la Sua nota, mi dispiace sinceramente apprendere della tragica fine del signor Manzoni, purtroppo, a volte, la rigida applicazione delle norme ci espone anche al rischio di apparire cinici ed insensibili di fronte al calvario delle persone malate di mesotelioma e delle loro famiglie. Nel caso del signor Manzoni, purtroppo l'intervento da Lei sollecitato, ancorché effettuato nel più breve tempo possibile, è arrivato in ritardo, anche per questo, Le chiedo scusa, sperando che analoghe situazioni non si ripetano in futuro.

 

In ogni caso le allego la corrispondenza intercorsa in questi giorni con l'Inail di Lecco, a dimostrazione che il Suo sollecito non è caduto nel vuoto.

 

Cordiali saluti. Antonio Traficante

 

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