1° APRILE 2017 ASSEMBLEA DEL COMITATO

Bollettino n. 79 – marzo 2017

 

Sabato 1° aprile 2017 - ore 15,30 - ASSEMBLEA

presso il CENTRO DI INIZIATIVA PROLETARIA “G. TAGARELLI”

Via Magenta 88 Sesto San Giovanni

 

O.d.G.:

1)     Bilancio delle attività del Comitato e resoconto delle iniziative fatte.

2)    .Informazione sulle cause penali che stanno andando a sentenza (contro i dirigenti Breda) e  quella iniziata contro il Teatro La Scala e il Comune di Milano.

3)     Corteo il 29 aprile in ricordo dei morti per amianto e dello sfruttamento

 

4)     Varie.

I processi in corso  

 

 

       Morti per amianto alla BredaTermomeccanica/Ansaldo

 

Il P.M. chiede condanne dai 2 ai 4 anni e 11 mesi per 8 managers

 

Al termine della sua requisitoria durata tre udienze, il Pubblico Ministero Nicola Balice - davanti al giudice dott. Simone Luerti della 9° Sezione Penale del Tribunale di Milano - ha formulato la richiesta di condanna contro 7 dirigenti del consiglio di amministrazione e un ex direttore di produzione della fabbrica, tutti in carica nel periodo compreso tra il 1973 e il 1985 della Breda Termomeccanica/Ansaldo/Finmeccanica di Milano, imputati della morte per amianto di 12 lavoratori.

Il P.M. ha chiesto la reclusione di 4 anni e 11 mesi per Leonardi Sebastiano, 4 anni e 6 mesi per Cenzato Lorenzo, 4 anni per Clavarino Giobatta e Gambardella Giovanni, 3 anni e 8 mesi per Bracco Giuseppe, Fabiani Fabiano e Massone Giorgio, 2 anni per Schmid Enrico

 

Nella sua requisitoria, durata 3 udienze, il P.M. Balice ha affermato che i manager della Breda sapevano e se ne sono infischiati” e che i pericoli provocati dall'amianto erano ampiamente noti".

La Breda Termomeccanica era "un grande gruppo industriale, non stiamo parlando di un piccolo imprenditore", ma i responsabili dello stabilimento "se ne sono infischiati della normativa vigente all'epoca sul rischio amianto. Anzi, almeno fino al 1985, hanno continuato ad acquistare componenti in amianto, invece di eliminarlo dal ciclo produttivo: ci sono le bolle a confermarlo”. Per il P.M. gli operai “lavoravano in ambienti non ben areati con ventole posizionate a 18 metri di altezza, usando manufatti composti in amianto: compresi i teli d’amianto che servivano a mantenere costante la temperatura dei pezzi appena forgiati” e ancora: “Gli imputati non hanno fatto informazione tra i lavoratori, non li hanno istruiti  su come alleviare la pericolosità legata alla movimentazione dei manufatti in amianto, e non hanno fornito loro gli strumenti di protezione, ad esclusione di semplici mascherine per la polvere generica che non servivano a nulla”. “Già dal 1977 le rappresentanze sindacali si erano attivate per far eliminare l’amianto dal ciclo produttivo, ma la dirigenza se ne era infischiata. Nel 1978 il Consiglio di fabbrica aveva richiesto l’introduzione di materiali alternativi, ma questa richiesta è rimasta inascoltata”.Per il P.M. i manager imputati, con la loro negligenza, hanno messo a rischio la vita delle tute blu e sapevano" di farlo. Per il rappresentante della pubblica accusa non ci sono dubbi. Quelle morti, sono state tutte provocate da mesotelioma pleurico o tumori polmonari, patologie a loro volta causate dalla presenza di amianto all'interno dello stabilimento: "Oltre il 70% dei manufatti della fabbrica conteneva amianto. La maggior parte dei lavoratori morti sono stati colpiti da mesotelioma pleurico, "patologia sentinella dell'amianto", e “Alla Breda Termomeccanica il nesso causale tra patologia ed esposizione alle fibre di amianto è ampiamente provato".

Alla fine della sua lunga arringa, durata 3 udienze, ha chiesto condanne da 2 a 4 anni e 11 mesi. In questo sistema sociale dove c’è chi sfrutta e si arricchisce grazie a chi lavora, la vita degli operai vale proprio poco!

 

Dopo il P.M. hanno preso la parola i legali delle parti civili. Primo a parlare l’avv. dell’INAIL che, in un intervento di pochi minuti, ha chiesto come risarcimento 1 milione 661mila euro e una provvisionale di 830mila euro.

E’ poi intervenuta l’avv Laura Mara che rappresenta, oltre ad alcuni famigliari dei morti, anche le associazioni Medicina Democratica (MD) e Associazione Italiana Esposti Amianto (AIEA) e il nostro Comitato.

Nel suo preciso, lungo e articolato intervento l’avv Mara ha criticato le tesi dei consulenti della Breda e alcune sentenze sfavorevoli ai lavoratori: Ha quindi quantificato le richieste risarcitorie, i danni patrimoniali e non patrimoniali, per le associazioni Medicina Democratica (250mila euro) e l’Associazione Italiana Esposti Amianto (210mila euro)

 

Per il nostro Comitato (che è stato presente a tutte le udienze) - da sempre contro la monetizzazione della salute e della vita umana - l’avv. Mara, come concordato con noi, ha chiesto al giudice che “il risarcimento per le spese sostenute sia quantificato dal Tribunale secondo giustizia”, affermando che in ogni caso l’eventuale risarcimento “sarà impiegato con specifico vincolo alla tutela e alla promozione del diritto alla salute, al conseguimento della salubrità dell’ambiente, nonché all’ informazione ed alla formazione delle professionalità all’interno ed all’esterno dei luoghi di lavoro”.

Il nostro Comitato, unitamente alle altre due associazioni MD e AIEA, ha chiesto che, in caso di condanna, il Tribunale ordini “la pubblicazione della sentenza, per estratto, a spese degli imputati e responsabili civili (Breda/Ansaldo e Finmeccanica) per due volte sui quotidiani diffusione nazionale, nonché regionale”.

 

Il processo continuerà il 20 aprile con le arringhe degli avvocati delle altre due parti civili, Fiom CGIL e Regione Lombardia, e responsabili civili (Breda/Ansaldo Energia S.p.A. e Finmeccanica S.p.A.). Il 5 e il 15 giugno la parola passerà alle difese degli imputati.

 

 

 

Scandalosa ‘giustizia’ di classe

AMIANTO: LE PARTI CIVILI - ASSOCIAZIONI E FAMIGLIARI - COSTRETTE

A PAGARE LE SPESE PROCESSUALI

 

Nel giro di pochi mesi sono arrivate 4 sentenze di assoluzione, in processi riguardanti l’uso dell’amianto, tutte da parte della 5° sezione penale della Corte d’Appello del Tribunale di Milano. La prima riguardava la Fibronit di Broni , la seconda –del 24 novembre 2016 - si riferiva ai 27 morti della Pirelli di Milano, i cui imputati sono stati mandati assolti per non aver commesso il fatto. Nei primi mesi del 2017 anche i manager della Franco Tosi di Legnano e dell’Enel di Turbigo (Mi), imputati della  morte per esposizione all’amianto di decine di lavoratori, sono stati tutti assolti anche in appello.

Per la 5° Sezione del Tribunale i manager accusati di omicidio colposo “non hanno alcuna responsabilità per la morte degli ex operai" e sono stati quindi assolti con le formule "perché il fatto non sussiste" o "per non aver commesso il fatto". Per giudici i lavoratori, che secondo l'accusa si erano ammalati di mesotelioma pleurico per aver lavorato negli anni '70 e '80 in queste fabbriche avrebbero sì respirato polveri di amianto ma, come è scritto nelle motivazioni della sentenza di 1° grado, “questa tragedia non può e non deve essere risolta sul piano penalistico". Su quale piano andrebbe risolto, le sentenze non lo dicono!

Ora questa interpretazione è confermata dalla 5°sezione della Corte d’Appello di Milano che addirittura va oltre. Per la prima volta vengono ”punite” in modo esemplare le associazioni che hanno sostenuto l’accusa, rimaste nel processo, Medicina Democratica (MD) e l’Associazione Italiana Esposti Amianto (AIEA): dovranno anche pagare le spese processuali.

 

Il 21 febbraio 2017, nel processo d’appello per morti amianto all’ENEL di Turbigo (Mi) la punizione si ripete. La Corte d’Appello del Tribunale di Milano, dopo soli 40 minuti in Camera di Consiglio, conferma la sentenza di primo di grado già pronunciata dalla stessa sezione, anche se nel processo è stato dimostrato che veniva impiegata una grande quantità di amianto che ha provocato la morte di 8 lavoratori per mesotelioma pleurico Anche in questo caso le parti civili, MD e AIEA, vengono condannate al pagamento delle spese processuali.

 

12 febbraio 2017: a Siracusa, difendere la bellezza costa caro.

Il circolo di Legambiente di Siracusa, per aver tentato di impedire la costruzione di un centro commerciale a due passi da un sito archeologico patrimonio dell’Unesco, viene punito.

La Cassazione, con una decisione che lascia sconcertati e che non ha precedenti nei confronti di associazioni di volontariato, condanna Legambiente Sicilia al pagamento delle spese processuali, 18.000 euro, per avere difeso le Mura Dionigiane e il Castello Eurialo dalla costruzione di un enorme centro commerciale.

 

Chiedere il pagamento delle spese processuali alle parti lese (cioè alle vittime, perché sono loro a cercare di ottenere giustizia nei tribunali) significa che questi processi, per il governo che fa le leggi ed i tribunali che le applicano, non devono più essere fatti. Significa che per avere ‘giustizia’ – se di giustizia si può parlare - bisogna avere i soldi (e tanti).

 

Ma queste sentenze non fermeranno la nostra lotta e non diminuiranno la nostra voglia di giustizia. Continueremo la lotta contro la prescrizione per i reati contro la salute e la sicurezza sul lavoro, per l'eliminazione totale dell'amianto, per rendere più semplice e automatico il riconoscimento delle malattie professionali e delle esposizioni all'amianto, per la sorveglianza sanitaria degli ex esposti. Nei luoghi di lavoro, nelle piazze e nei tribunali continueremo a batterci, anche se ormai lottare per la giustizia significherà pagare le spese processuali (soldi che non abbiamo): non ci siamo mai arresi e non ci arrenderemo.

 

SOLIDARIETA’

Ringraziamo i compagni de La Casa Rossa di via Monte Lungo 2, Milano, che hanno voluto dare un contributo economico al nostro Comitato per contribuire alle spese legali da noi sostenute nella lotta per ottenere giustizia per le vittime dell’amianto.

 

 

 

 

 

Giustizia per le vittime dell’amianto e dello sfruttamento

IN RICORDO DI TUTTI I LAVORATORI E I CITTADINI ASSASSINATI IN NOME DEL PROFITTO

 

Sabato 29 aprile 2017 – ore 16.30

corteo: partenza dal Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” di via Magenta 88, Sesto San Giovanni, fino alla lapide di via Carducci

 

 

L’amianto, uno dei tanti strumenti dello sfruttamento capitalistico: un assassino silenzioso che ha ucciso ieri, uccide oggi e continuerà a farlo anche domani. Solo la bonifica dei luoghi di lavoro, di vita e del territorio può arrestare la strage che colpisce ogni anno migliaia di lavoratori e di cittadini (in Italia e nel mondo) fra l’indifferenza dei governi e delle istituzioni.

Gli assassini: padroni e managers che, pur di fare profitti, con la complicità di tutte le istituzioni, non hanno esitato a produrre ed utilizzare questo cancerogeno di cui conoscevano gli effetti fin dall’inizio del 20° secolo.

Le vittime: decine di migliaia di operai, lavoratori e cittadini, che muoiono senza fare notizia.

 

La prescrizione e i tempi lunghi dei processi proteggono gli assassini dandogli l’impunità.

Una ‘giustizia’ di classe condanna inoltre le vittime e le loro associazioni a pagare le spese processuali, com’è successo nei processi contro la Franco Tosi di Legnano e l’Enel di Turbigo.

I poteri economici e politici mandano un segnale chiaro: questi processi non si devono più fare, l’unico diritto riconosciuto è quello del profitto. Ma noi non ci arrendiamo.

 

Dopo il corteo, la manifestazione terminerà alle ore 17,30 con un’assemblea aperta presso il Centro di Iniziativa Proletaria “G.Tagarelli” di Via Magenta 88, Sesto San Giovanni

 

 

Rinnovo tessera 2017

Non deleghiamo a nessuno la difesa dei nostri interessi: siamo noi stessi gli artefici del nostro destino. La tessera, insieme alla partecipazione alle iniziative è la forma di appartenenza minima al nostro Comitato. Insieme alle sottoscrizioni dei soci, ci permette di essere indipendenti e autonomi, politicamente ed economicamente, da istituzioni, partititi politici, sindacati, e organismi religiosi.

Il costo della tessera è sempre di € 25.

 

Bollettino n. 79 Marzo 2017.doc
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ULTIMI VIDEO E FOTO

Pubblichiamo nella sezione archivio le motivazioni della sentenza di condanna dei dirigenti Pirelli nel processo di 1° grado decisa dal Tribunale di Milano - Giudice Martorelli per i lavoratori morti d'amianto. (gennaio 2016).

Video del corteo contro l'amianto e i morti sul lavoro- 18 aprile 2015 a Sesto san Giovanni.

Servizio TG RAI sulla protesta per l'assoluzione dei dirigenti Enel.

Assemblea del Comitato del 31 gennaio 2015.

Corteo contro i morti per amianto e lo sfruttamento del 26 aprile 2014

Marzo 2014. Video - intervista al Comitato di Altraeconomia sulla responsabilità dei dirigenti per le morti operaie per amianto e sul processo contro i dirigenti Pirelli in corso a Milano

FOTO DEL CORTEO A LUCCA IN SOLIDARIETA' ALLE VITTIME DELLA STRAGE DI VIAREGGIO.

video e foto della manifestazione a Roma l'8 ottobre 2013 alla Camera dei Deputati delle associazioni e comitati contro l'amianto

Video della presentazione de "La fabbrica del panico" con gli operai della Breda Fucine, l'autore del romanzo Stefano Valenti, Guido Viale e Michele Michelino  

nella sezione video riportiamo immagini della protesta contro l'Inail del 15 maggio 2013 e l'incontro fra la nostra delegazione e quella dell'Inail

Intervista del nostro Comitato a Sky tg24 del 21 novembre 2012

Pubblichiamo nella sezione "Leggi" (in alto sulla pagina)

 

 

il Decreto interministeriale sul Fondo per le Vittime dell'amianto del 13 gennaio 2011

 

News

Foto del corteo del 27 aprile 2013 a Sesto San Giovanni contro l'amianto e lo sfruttamento.

Nuove foto e video del presido operaio contro l'Inail del 16/01/2013

Nella sezione video immagini della conferenza stampa sull'amianto nel palazzo Comunale di via Larga a Milano e servizio di RAI 3 del 2 aprile 2012

nella sezione stampa, nuovi articoli sul processo Pirelli a Milano

Nella sezione foto, nuove fotografie del presidio al Tribunale di Trento del 12 dicembre 2011 e nella sezione video le immagini.

Nella sezione foto immagini dell'assemblea dell'8 ottobre 2011.

 

 Nella sezione foto, nuove immagini delle iniziative fatte nel mese di agosto 2011.

Nella sezione foto, immagini della conferenza stampa del 15 giugno 2011 a Bassano del Grappa (Vi)

NELLA SEZIONE FOTO IMMAGINI DELLA FIACCOLATA A L'AQUILA DEL 6 APRILE 2011

Nella finestra stampa ci sono nuovi articoli apparsi sui giornali.

 

Nella sezione foto ci sono le ultime e tante altre.

Nella finestra Archivio, ci sono le ultime sentenze di importanza Nazionale

Nella sezione video potete trovare i filmati della II Conferenza Nazionale sull'Amianto del 6-7-8 novembre 2009 a Torino.

Nella sezione libri trovate i nostri testi