GIUSTIZIA "DISTRATTA" PER LE VITTIME DELL'AMIANTO

C.N.A.  COORDINAMENTO NAZIONALE AMIANTO

Roma , 06 febbraio 2019

Comunicato stampa

Giustizia "distratta" per le vittime dell'amianto all'ILVA di Taranto: preoccupazione del CNA per il rinvio in Cassazione, a 24 ore dall'udienza prevista per martedì 5 febbraio. Troppi i processi "infiniti" per le vittime dell'amianto In tutta Italia.

"Esprimiamo viva preoccupazione per il rinvio dell'udienza in Cassazione del processo per le vittime dell'amianto all'ILVA di Taranto", ha detto Salvatore Nania, presidente del CNA, Coordinamento Nazionale Amianto, a cui fanno capo 18  associazioni-comitati-movimenti di lotta perchè venga fatta giustizia per i morti di amianto in Italia.

Il rinvio è stato infatti notificato, come da allegato, a meno di 24 ore dalla seduta della IV Sezione Penale della Corte di Cassazione a Roma, prevista per martedì 5 febbraio a partire dalle ore 9:00. La motivazione, stupefacente, di       "omessa notifica agli imputati non ricorrenti" come è scritto nella notifica del Presidente. "Quanto ancora bisognerà attendere-ha aggiunto Nania, al termine della riunione nazionale del CNA, indetta in giornata- per la convocazione di una nuova

udienza e per conoscere la sentenza per i 5 imputati, ex dirigenti dello stabilimento ex ITALSIDER, oggi ILVA di Taranto, ritenuti responsabili della morte per mesotelioma pleurico di 5 lavoratori?"

Si tratta, così sembrerebbe,           di un rinvio per "distrazione", una banale dimenticanza, che però si è abbattuta come una clava nel cuore dei familiari e delle persone già in viaggio per Roma, o già arrivate nella capitale per testimoniare con un sit-in la loro volontà di giustizia per i propri cari, deceduti a causa delle   fibre killer di amianto, respirate nel posto di lavoro.

 

"Questo rinvio in una vicenda processuale iniziata nel 2011- ha aggiunto Nania- è la fotocopia di troppe vicende processuali che riguardano le vittime dell'amianto nei luoghi di lavoro, la cui durata sembra dilatarsi all'infinito, fra tempi tecnici, veri e presunti, cavilli burocratici, alchimie giuridiche e/o dimenticanze: basti citarne alcuni, come FIBRONIT di Broni, Breda Termomeccanica di Milano, Franco Tosi di Legnano, FINCANTIERI di Palermo, Fonderie Valbruna, TEKSID di Torino, ex ENEL di Turbigo ed ex ENEL di Larderello (PI), Marina Militare 1 Padova e Venezia, Pirelli di Torino, Pirelli di Milano, di cui alcuni iniziati nel 2008, come quello della Marina Militare 1 e ancora in corso. Una situazione inaccettabile per questi nostri "morti senza riposo", per i quali non ci stancheremo di chiedere giustizia!"

"Esemplare", per certi versi la vicenda processuale ILVA di Taranto, in attesa di sentenza, su 27 imputati iniziali, sono rimasti soltanto in 5: Sergio Noce, condannato a giugno 2017         dalla Corte d'Appello di Taranto , sezione staccata di quella di Lecce, a 2 anni e 4 mesi (9 anni e 6 mesi in primo grado), Giambattista Spallanzani a 2 anni e 8 mesi (9 anni in primo grado), Attilio Angelini a 2 anni (9 anni e 2 mesi), Fabio Riva, l'ex vicepresidente di Riva Fire, e Luigi

Capogrosso: questi ultimi due precedentemente assolti in Corte d'Appello, sono stati richiamati in causa per ricorso del Procuratore della Repubblica, e sono proprio questi due ai quali non è stata inviata la notifica dell'udienza. L'accusa per la morte dei 5 operai, deceduti per mesotelioma pleurico, è di omicidio colposo e di omissione dolosa di cautele per i primi

quattro, e solo di omissione dolosa di cautele per il quinto . Una accusa che ha aperto un barlume di speranza in quanto, come sottolinea il CNA,     nonostante l'esiguità della pena,

la sentenza del 2017 della Corte di Appello di Taranto, ha riconosciuto il nesso di causalità fra l'esposizione all'amianto e il mesotelioma e quindi il nesso fra l'amianto e la morte

della gran parte degli operai, 31 in tutto per mesotelioma e patologie asbesto correlate. Una accusa che non ha impedito agli imputati, di essere ulteriormente "alleggeriti": per i primi due le pene in quanto dichiarate coperte da indulto e quindi di fatto condonate; per il terzo è stata dichiarata la sospensione condizionale della pena!

"Prescrizione, indulto e sospensione condizionale della pena: questo lo "spettro" che si aggira fra i tribunali italiani, pronto a "uccidere" per la seconda e terza volta chi è già morto e non può più difendersi- ha aggiunto Nania- ma contro cui ci opporremo con tutte le nostre forze, appellandoci alle massime autorità dello Stato, a partire dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, come abbiamo già fatto in passato. Riusciremo a farci ascoltare!" "Esemplare" il processo vittime dell'amianto all'ILVA di Taranto, nel suo percorso tortuoso e paradossale: erano 31 in tutto gli operai per cui si chiedeva giustizia, 16 morti per mesotelioma pleurico, il terribile cancro delle pleuri causato dalle fibre di amianto e 15    e per patologie asbesto correlate. 189 anni gli anni di reclusione in primo grado, comminati a 27 ex dirigenti Italsider-ILVA nel 2014 dal Tribunale di Taranto. Ma nel processo alla Corte di Appello di Taranto, a

giugno 2017, furono tutti assolti, tranne tre: una sentenza clamorosa,        che ribaltò in buona parte la sentenza di 1 grado. Di fatto la Corte d'Appello dichiarò l’estinzione del reato di "omissione dolosa di cautele antinfortunistiche per intervenuta prescrizione" già alla data del primo processo.       

 Su 31 operai morti il processo prosegue solo per 5 di essi. Per gli altri 26 nessuno mai pagherà e non avranno giustizia!

IL CNA sta mettendo in atto una serie di iniziative per contrastare e impedire che questo processo penale segua il trend di decine di altri processi, che stanno cancellando precise responsabilità di chi avrebbe dovuto tutelare la vita dei dipendenti e non lo ha fatto. Ripercorrendo solo gli ultimi giudizi si sta assistendo ad una serie di assoluzioni, dal Processo Marina Militare di Padova, con 8 ammiragli assolti per i decessi e le malattie causate dall’amianto di oltre 60 ex marinai perchè “ il fatto non sussiste “; al giudizio all’ Olivetti di Ivrea, con i 17 dirigenti rinviati a giudizio tutti dichiarati innocenti in Appello per la morte dovuta all’amianto di 14 operai, od ancora la sentenza di assoluzione per i vertici della Pirelli

accusati della morte e delle malattie asbesto-correlate di 28 operai della fabbrica milanese, esposti alle polveri cancerogene di amianto negli anni 70-80; degli ex esposti e delle vittime della Eternit, della Fibronit, dello Stabilimento Ferroviario ex SNOS, ex Fiat, oggi ALSTOM. Il Coordinamento Nazionale Amianto vuole ribadire e evidenziare che l’amianto uccide e che proseguendo l’esposizione all’amianto, tanto più saranno le morti per mesotelioma, una verità

sostenuta dal mondo scientifico in studi e ricerche e che la comunità medica ha riaffermato nel III Consensus Conference per il Mesotelioma, concludendo che non sussistono dubbi relativamente alla relazione proporzionale tra dose cumulativa e frequenza di mesotelioma. Uniti contro l’amianto per affermare il diritto alla salute e sostenere che l’amianto è un

cancerogeno certo, che non esiste un valore limite che è innocuo per la salute, solo amianto zero rischio zero.

 

info:

Carmìna Conte, cell. 393 13 77 616 ufficio stampa

Salvatore Nanìa, cell 328 821 0051, presidente CNA

 

 

Riportiamo le motivazioni della sentenza Pirelli bis, Milano, per morti amianto. (vedere sopra sezione archivio)

ULTIMI VIDEO E FOTO

Pubblichiamo nella sezione archivio le motivazioni della sentenza di condanna dei dirigenti Pirelli nel processo di 1° grado decisa dal Tribunale di Milano - Giudice Martorelli per i lavoratori morti d'amianto. (gennaio 2016).

Video del corteo contro l'amianto e i morti sul lavoro- 28 aprile 2018 a Sesto San Giovanni e articoli dei giornali nella sezione stampa in alto sulla pagina.

Servizio TG RAI sulla protesta per l'assoluzione dei dirigenti Enel.

Assemblea del Comitato del 31 gennaio 2015.

Corteo contro i morti per amianto e lo sfruttamento del 26 aprile 2014

Marzo 2014. Video - intervista al Comitato di Altraeconomia sulla responsabilità dei dirigenti per le morti operaie per amianto e sul processo contro i dirigenti Pirelli in corso a Milano

FOTO DEL CORTEO A LUCCA IN SOLIDARIETA' ALLE VITTIME DELLA STRAGE DI VIAREGGIO.

video e foto della manifestazione a Roma l'8 ottobre 2013 alla Camera dei Deputati delle associazioni e comitati contro l'amianto

Video della presentazione de "La fabbrica del panico" con gli operai della Breda Fucine, l'autore del romanzo Stefano Valenti, Guido Viale e Michele Michelino  

nella sezione video riportiamo immagini della protesta contro l'Inail del 15 maggio 2013 e l'incontro fra la nostra delegazione e quella dell'Inail

Intervista del nostro Comitato a Sky tg24 del 21 novembre 2012

Pubblichiamo nella sezione "Leggi" (in alto sulla pagina)

 

 

il Decreto interministeriale sul Fondo per le Vittime dell'amianto del 13 gennaio 2011

 

News

Foto del corteo del 27 aprile 2013 a Sesto San Giovanni contro l'amianto e lo sfruttamento.

Nuove foto e video del presido operaio contro l'Inail del 16/01/2013

Nella sezione video immagini della conferenza stampa sull'amianto nel palazzo Comunale di via Larga a Milano e servizio di RAI 3 del 2 aprile 2012

nella sezione stampa, nuovi articoli sul processo Pirelli a Milano

Nella sezione foto, nuove fotografie del presidio al Tribunale di Trento del 12 dicembre 2011 e nella sezione video le immagini.

Nella sezione foto immagini dell'assemblea dell'8 ottobre 2011.

 

 Nella sezione foto, nuove immagini delle iniziative fatte nel mese di agosto 2011.

Nella sezione foto, immagini della conferenza stampa del 15 giugno 2011 a Bassano del Grappa (Vi)

NELLA SEZIONE FOTO IMMAGINI DELLA FIACCOLATA A L'AQUILA DEL 6 APRILE 2011

Nella finestra stampa ci sono nuovi articoli apparsi sui giornali.

 

Nella sezione foto ci sono le ultime e tante altre.

Nella finestra Archivio, ci sono le ultime sentenze di importanza Nazionale

Nella sezione video potete trovare i filmati della II Conferenza Nazionale sull'Amianto del 6-7-8 novembre 2009 a Torino.

Nella sezione libri trovate i nostri testi