BASTA MORTI SUL LAVORO

BASTA MORTI PER IL PROFITTO

Unire le lotte operaie per la sicurezza e difesa della salute nei luoghi di lavoro a quelle contro le stragi sul territorio.

Le morti giornaliere, le mutilazioni, gli infortuni tra i lavoratori non dipendono mai dal caso o dalla fatalità, ma sono il risultato dello sfruttamento padronale della forza-lavoro, dell’organizzazione capitalistica del lavoro.

Allo stesso modo i morti, i feriti, i malati e gli invalidi per “disastri ambientali” (Vajont, terre dei fuochi, Tav, terremoti, ponti che crollano, stragi ferroviarie, avvelenamento dei territori come a Taranto), sono anch’essi morti del profitto.

Ogni anno nel mondo circa due milioni di persone muoiono a causa di un incidente sul la-voro o per malattia professionale, di cui 12.000 sono minori.

Su 250 milioni d’infortuni 335.000 sono mortali: 170.000 nel settore agricolo, 55.000 nel settore minerario e 55.000 nelle costruzioni. Oltre 100.000 sono i decessi causati dall’amianto (dati OIL-organizzazione internazionale del lavoro, agenzia dell’ONU).

In Italia ogni giorno per infortuni su lavoro perdono la vita 4 lavoratori, più di 1.400 ogni anno; altre decine di migliaia rimangono invalidi permanenti e perdono per la vita per malattie professionali, altri ancora per disastri ambientali evitabili con una normale prevenzione. Dal nord al sud il bollettino di guerra riporta giornalmente il numero dei morti e dei feriti, operai e lavoratori mandati al macello per il profitto.

A queste si devono aggiungere quelle per “disastri ambientali e territoriali”.

Per sminuire la gravità di questo massacro e le loro responsabilità, Confindustria, Governo, sindacati di regime e istituzioni chiamano queste stragi “morti bianche”, morti “sul” lavoro, come se loro non avessero alcuna responsabilità.

Nell’ultimo decennio sono stati registrati più di 17.000 lavoratori morti sul luogo di lavoro. Numeri impressionanti, drammatici; più morti sul lavoro che in una guerra, perché I MORTI SUL LAVORO SONO IL COSTO DEL PROFITTO.

 

Covid-19 - con il 65% circa delle fabbriche in cui si lavorava nonostante il lockdown (dati de Il Sole 24 Ore) - ha dimostrato la centralità della classe operaia nel processo di produzione di plusvalore, facendo tabula rasa di tutte teorie che da anni parlano di "scomparsa" della classe operaia. 

Anche durante Covid 19 tutti i giorni e le notti della settimana, sabati e domeniche compresi, centinaia di migliaia di operai, di lavoratori di tutti i settori hanno continuato a varcare i cancelli delle fabbriche, degli ospedali, delle logistiche, dei vari luoghi di commercio, nelle campagne, costretti a lavorare senza sicurezza, senza protezioni individuali e collettive.

Nel settore della sanità e dell'assistenza sociale le denunce d’infortunio sono aumentate del 124% nei primi otto mesi (dai 18mila casi del 2019 ai 40 mila del 2020), con punte di oltre il +500% a marzo e del +450% ad aprile rispetto al 2019. Nel 2020, due denunce su tre del settore hanno riguardato il contagio da Covid-19.

Il conflitto capitale-lavoro si manifesta in tutta la sua violenza e brutalità nello sfruttamento e nei morti del profitto. La lotta per la sicurezza nei luoghi di lavoro e di vita, contro le morti sul lavoro e di lavoro, deve diventare il primo punto di ogni piattaforma o rivendicazione sindacale, com'è già successo localmente in alcune realtà lavorative durante il coronavirus.

Il regime dispotico della fabbrica ormai è diffuso in tutta la società. I licenziamenti di chi ha infranto il “vincolo di fedeltà” aziendale per denunciare situazioni di pericolo, la repressione che ha colpito i compagni che hanno manifestato il 25 Aprile portando un fiore alle lapidi partigiane e manifestato il 1° Maggio e le manifestazioni contro la Regione e governo vietate con la scusa del contagio, sono prove generali di normalizzazione della società, una proibizione della socialità.

La repressione selettiva ha colpito i compagni, i militanti, ma anche persone che andavano a fare la spesa durante il lockdow deciso dal governo e regioni, o che andavano a trovare familiari in ospedale in macchina, attuando la logica terroristica di colpire alcuni per spa-ventare tutti.

I sindacati confederali Cgil-Cisl-Uil, ma anche alcuni sindacati cosiddetti di base, invece di accodarsi alle sirene padronali e di preoccuparsi del costo del lavoro, dovrebbero preoccuparsi di quanto sia alto il costo di vite umane che gli operai devono pagare per far arricchire i padroni.

Nella crisi la contraddizione capitale–lavoro salariato che investe tutti i settori della società genera movimenti di opposizione in vari strati del proletariato, ma anche di altre classi.

Intervenire nel movimento di massa del proletariato e delle classi sottomesse con posizioni anticapitaliste, partendo dal principio della solidarietà di classe, dimostrando che un mondo senza sfruttamento è possibile solo eliminando i padroni, con il potere in mano agli operai, può battere il cretinismo parlamentare e impedire uno sbocco reazionario al movimento di massa.

La nostra lotta non può limitarsi a combattere gli effetti dello sfruttamento capitalista, dobbiamo distruggere le cause che continuano a riprodurre i borghesi come padroni e i proletari, i lavoratori, come schiavi salariati. Per questo serve un’organizzazione politica di classe in cui i lavoratori siano il soggetto dirigente.

Tutti i governi di qualsiasi colore e i sindacati filo padronali hanno permesso che il capitalismo potesse disporre a suo piacimento della forza lavoro accrescendo i propri profitti. Il risultato è che il lavoro è diventato sempre più precario, senza protezioni e sicurezza. Con il continuo ricatto è aumentato lo sfruttamento e il totale disprezzo per la salute dei lavoratori: il “lavoro” è diventato sempre più fonte di alienazione, di disperazione, di povertà, di morte per migliaia di lavoratori.

Nel capitalismo la vita degli operai per i padroni non vale niente; per ottenere il massimo profitto risparmiano anche i pochi euro necessari a fornire misure di protezione individuali e collettive, mandandoli consapevolmente a morte certa.

Il peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita, il ricatto occupazionale, la mancanza di un’organizzazione politica e sindacale di classe, proletaria, lascia i lavoratori completa-mente alla mercé dei padroni.

Nel sistema capitalista tutte le istituzioni, i sindacati collaborazionisti e di regime che “rappresentano i lavoratori”, considerano legittimo e legale lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo; quindi perché “ostacolare il progresso” da cui traggono le briciole e i loro privilegi? D’altra parte ogni giorno ci sono decine di morti sul lavoro e per malattie professionali, migliaia gli operai e i lavoratori che ogni anno sono assassinati sul posto di lavoro, e scioperare per costringere i padroni a bonificare gli ambienti e rispettare le misure di sicurezza antinfortunistiche significherebbe far perdere ai padroni decine di migliaia di ore di profitti.

Il conflitto fra capitale e lavoro fa morti, feriti e invalidi ogni giorno. È arrivato il momento per tutte le vittime del profitto, lavorativo o ambientale di scendere in piazza uniti a difesa della propria vita, della propria salute e di quella del pianeta, per gridare forte la protesta contro il sistema capitalista, unendo le lotte di tutte le vittime del profitto, sia del movimento operaio per la salute e la sicurezza, sia quelle sociali dei familiari delle stragi (ponti, case e scuole che crollano, disastri ambientali e ferroviari che hanno responsabilità ben precise), riconoscendole tutte come stragi del profitto. Dobbiamo lottare affinché tutti i morti per il profitto siano considerati crimini contro l’umanità.

L’unità delle lotte proletarie e sociali, oggi disperse in mille rivoli, è la nostra forza.

Per la sicurezza nei luoghi di lavoro e di vita, contro le morti del profitto, lavoriamo per organizzare una manifestazione nazionale operaia, proletaria, sociale a Roma contro governo, confindustria e il sistema di sfruttamento capitalista che uccide gli esseri umani e la natura.

 

Michele Michelino

 

Dalla rivista “nuova unità” di novembre N.6/2020

 

 

Nelle sezione Archivio - sentenze - pubblichiamo la sentenza di condanna del Tribunale di Milano - Sezione Lavoro contro la società Pirelli costretta a risarcire gli eredi.

Riportiamo le motivazioni della sentenza Pirelli bis, Milano, per morti amianto. (vedere sopra sezione archivio)

ULTIMI VIDEO E FOTO

Pubblichiamo nella sezione archivio le motivazioni della sentenza di condanna dei dirigenti Pirelli nel processo di 1° grado decisa dal Tribunale di Milano - Giudice Martorelli per i lavoratori morti d'amianto. (gennaio 2016).

Video del corteo contro l'amianto e i morti sul lavoro- 28 aprile 2018 a Sesto San Giovanni e articoli dei giornali nella sezione stampa in alto sulla pagina.

Servizio TG RAI sulla protesta per l'assoluzione dei dirigenti Enel.

Assemblea del Comitato del 31 gennaio 2015.

Corteo contro i morti per amianto e lo sfruttamento del 26 aprile 2014

Marzo 2014. Video - intervista al Comitato di Altraeconomia sulla responsabilità dei dirigenti per le morti operaie per amianto e sul processo contro i dirigenti Pirelli in corso a Milano

FOTO DEL CORTEO A LUCCA IN SOLIDARIETA' ALLE VITTIME DELLA STRAGE DI VIAREGGIO.

video e foto della manifestazione a Roma l'8 ottobre 2013 alla Camera dei Deputati delle associazioni e comitati contro l'amianto

Video della presentazione de "La fabbrica del panico" con gli operai della Breda Fucine, l'autore del romanzo Stefano Valenti, Guido Viale e Michele Michelino  

nella sezione video riportiamo immagini della protesta contro l'Inail del 15 maggio 2013 e l'incontro fra la nostra delegazione e quella dell'Inail

Intervista del nostro Comitato a Sky tg24 del 21 novembre 2012

Pubblichiamo nella sezione "Leggi" (in alto sulla pagina)

 

 

il Decreto interministeriale sul Fondo per le Vittime dell'amianto del 13 gennaio 2011

 

News

Foto del corteo del 27 aprile 2013 a Sesto San Giovanni contro l'amianto e lo sfruttamento.

Nuove foto e video del presido operaio contro l'Inail del 16/01/2013

Nella sezione video immagini della conferenza stampa sull'amianto nel palazzo Comunale di via Larga a Milano e servizio di RAI 3 del 2 aprile 2012

nella sezione stampa, nuovi articoli sul processo Pirelli a Milano

Nella sezione foto, nuove fotografie del presidio al Tribunale di Trento del 12 dicembre 2011 e nella sezione video le immagini.

Nella sezione foto immagini dell'assemblea dell'8 ottobre 2011.

 

 Nella sezione foto, nuove immagini delle iniziative fatte nel mese di agosto 2011.

Nella sezione foto, immagini della conferenza stampa del 15 giugno 2011 a Bassano del Grappa (Vi)

NELLA SEZIONE FOTO IMMAGINI DELLA FIACCOLATA A L'AQUILA DEL 6 APRILE 2011

Nella finestra stampa ci sono nuovi articoli apparsi sui giornali.

 

Nella sezione foto ci sono le ultime e tante altre.

Nella finestra Archivio, ci sono le ultime sentenze di importanza Nazionale

Nella sezione video potete trovare i filmati della II Conferenza Nazionale sull'Amianto del 6-7-8 novembre 2009 a Torino.

Nella sezione libri trovate i nostri testi