DAL DISASTRO FERROVIARIO AL DISASTRO GIUDIZIARIO

Dal disastro ferroviario al disastro giudiziario

 

(intervista di Daniela Rombi alla rivista “nuova unità”)

 

La IV Sezione della Corte di Cassazione ha smontato la sostanza espressa in due sentenze (di 1° grado e d’Appello), cancellando l'aggravante della violazione delle norme relative alla sicurezza sul lavoro (T.U. 81/2008), così viene prescritto anche il reato di omicidio colposo plurimo, le Società per Azioni, le imprese tutte, sono assolte e quindi innocenti e possono continuare a perseguire quella politica dell’abbandono sulla sicurezza che in questa, come in altre stragi, ha provocato vittime, feriti e devastazioni.

Si tratta di un attacco vergognoso ai familiari che già avevano visto prescritti i reati di “incendio colposo” e “lesioni gravissime plurime”, e di un’aggressione infame al mondo del lavoro, alle organizzazioni sindacali, ai Rls/Rsu, che crea un precedente pericolosissimo e avrà conseguenze pesanti nei luoghi di lavoro e sull’intera collettività.

Il nostro direttore Carla Francone ha intervistato Daniela Rombi (al centro della foto), la mamma di Emanuela persa nel disastro a soli 21 anni.

 

nu. Assoluzioni, prescrizioni, annullamenti! Ribaltate le sentenze di 1° grado del 31 gennaio 2017 a Lucca e d’Appello del 20 giugno 2019 a Firenze. Dopo 11 anni si ricomincia, cosa ne pensi?

 

Daniela Rombi. Attendevamo questo momento da 11 anni e mezzo, la nostra vita sospesa per 11 anni e mezzo... poi, in 3 minuti di lettura, ti accorgi che c’è da rifare tantissimo... non è finita.

Penso che non c’è nessuna giustizia, siamo noi familiari ad essere condannati a vita perché privati dei nostri amori senza veder punito chi te li ha ammazzati ma soprattutto consapevoli che può ancora accadere, altri moriranno e piangeranno... è questo che fa ancora più male.

 

nu. Grave è la prescrizione dell’omicidio colposo, ma ancora più grave è l'esclusione dell'aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza nel lavoro. Non aver riconosciuto l’aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro rappresenta un precedente preoccupante, inquietante e pericoloso, che mette in discussione la legislazione vigente su sicurezza e salute nei luoghi di lavoro per tutto il futuro.

 

 

Daniela Rombi. Dopo il primo momento di buio assoluto, quando abbiamo capito che in quel dispositivo si cancellava l’incidente sul lavoro e arrivata la disperazione... non si può affermare questo, sembrava un sogno, non ci credevo... ho provato lo stesso dolore di quando mi dissero che era morta la mia bambina perché subito consapevole del disastro che quei giudici avevano fatto, perché consapevole che alle aziende è stata data la licenza di uccidere. Subito, un familiare a me molto caro, Andrea, mi disse: “Gli amministratori delegati passano, le aziende rimangono!”.

nu. Le società sono assolte, le condanne annullate con rinvio alla Corte d'Appello di Firenze, perché il fatto non sussiste, anche per l'ex Ad della holding Fs e di Rfi, Moretti.

 

Daniela Rombi. Il dispositivo emesso dalla Corte di Cassazione l’8 gennaio 2021 è molto complesso, lo è stato anche per gli avvocati. Dopo alcuni giorni ci hanno spiegato che sì, è stata cancellata l’aggravante dell’incidente sul lavoro, ma comunque nessuno è stato dichiarato “innocente”, cioè tutti, a vari titoli e profili di colpa che solo leggendo le motivazioni potremo sapere, sono “colpevoli”: cioè MORETTI, SOPRANO, ELIA e CASTALDO, andranno rivalutati perché comunque colpevoli, di cosa dobbiamo aspettare le motivazioni.

 

nu. Moretti, salvato con lauti compensi (9 milioni e 445.000 €), un ruolo datogli dalla borghesia con l'incarico in Leonardo (maggio 2014-febbraio 2017) riverito, supportato da ogni ambito: istituzionale, parlamentare, ministeriale, politico, economico, imprenditoriale, sindacale, universitario … è intoccabile! Avete sempre avuto questa sensazione?

 

Daniela Rombi. Diciamo che ho cominciato a realizzare quello che era accaduto qualche mese dopo che mia figlia morì... dall’agosto al gennaio dell’anno successivo non ricordo assolutamente niente... Poi, a gennaio, ci fu l’incontro con il Procuratore di Lucca e il Procuratore Generale e da quel momento è iniziato il mio risveglio. Vidi trasmissioni registrate dove questo individuo diceva di non essere responsabile di niente e che non avrebbe mai attivato le assicurazioni...

Era tutto molto stonato, come faceva a sapere che non c’entravano niente le ferrovie che lui dirigeva? Dovevano fare delle indagini prima di fare tali affermazioni, quindi iniziai a seguire cosa diceva e faceva questo tipo e subito è apparso, con il suo comportamento, un essere inqualificabile, tronfio della sua arroganza, padrone del mondo. Piano piano, nel corso degli anni ha sempre di più confermato questo mio convincimento... pieno di arroganza del potere!

 

nu. Ricordiamo che nel periodo 2006-14, con Moretti come Ad della holding Fs, sui binari hanno perso la vita 56 lavoratori: uno ogni due mesi. Che la sua efficienza era basata su sospensioni e licenziamenti, a intimidire e/o a cacciare i ferrovieri che in questi anni si sono battuti per la sicurezza. Ferrovieri che se fossero stati ascoltati, i familiari delle Vittime di Viareggio e di altre tragedie non sarebbero nelle aule di tribunale a chiedere quella sicurezza che per mancanza li ha privati dei propri cari. Ferrovieri che hanno pagato come Riccardo Antonini che vi è sempre stato vicino...

 

Daniela Rombi. Ho conosciuto Riccardo subito dopo la tragedia, verso dicembre, poco prima di quella grande manifestazione dove tutti i viareggini (e non solo) occuparono i binari come protesta perché ancora non c’era nessun indagato.

Per noi familiari è stato un faro, un ferroviere che sapeva, aveva capito che cosa era accaduto il 29 giugno 2009. Una persona che, insieme ad altri ferrovieri consapevoli e sensibili alle problematiche della sicurezza in ferrovia, ci ha insegnato moltissimo, non ci ha mai lasciati soli.

 

nu. A cosa ci stanno a fare gli Ad se non si assumono le responsabilità?

 

Daniela Rombi. Infatti molte volte ci siamo ed abbiamo chiesto cosa ci sta a fare un AD se poi, quando accade qualcosa, è sempre colpa di altri! Gli AD prendono stipendi da capogiro, scelgono in ultimo le strategie dell’azienda, cosa fare e cosa no, e poi? Perlomeno devono rispondere assolutamente di quello che fanno e di cosa accade in conseguenza, anche perché quei maledetti soldi che percepiscono sono soldi di tutta la collettività, e quindi DEVONO E SONO RESPONSABILI delle loro scelte.

 

nu. Avevate anche allacciato rapporti col ministro della giustizia Bonafede che aveva anche presentato un ddl sulla prescrizione, l'avete sentito dopo la cassazione?

 

Daniela Rombi. Con il Ministro Bonafede avevamo lavorato (con il Comitato Nazionale “Noi non dimentichiamo” e i suoi tecnici) su alcuni punti per noi importantissimi del procedimento penale e della giustizia; abbiamo condotto una grande battaglia per abolire la prescrizione ad un certo punto del procedimento, pur consapevoli che quel beneficio a noi non sarebbe toccato, ma indispensabile affinché il tempo che passa non cancellasse i reati a chi subirà le prossime stragi. Lo abbiamo sentito solo a livello personale.

 

nu. Per la morte atroce di 32 persone - donne, uomini, bambini bruciati vivi nelle proprie case - nessuno è colpevole e nessuno paga. Viareggio è l’ennesimo esempio che cercando giustizia si trova una giustizia di classe che tutela la proprietà privata del capitale e dell’impresa e fa pagare le vittime. Rifareste la stessa lotta col senno del poi?

 

Daniela Rombi. Sì, assolutamente sì. Non mi sono mai pentita di quello che ho fatto anzi, dovevamo fare di meglio e di più ma... era la prima volta... ma abbiamo imparato molto. Cercavamo Giustizia... abbiamo trovato la Legge...

 

nu. Per 11 anni con "Il mondo che vorrei" e l'associazione "29 giugno" vi siete battuti sempre e ovunque per la verità, per la sicurezza nei luoghi di lavoro e di vita, contro un sistema che disprezza la salute e la vita, perché queste tragedie non si ripetano (anche perché i treni continuano ad attraversare Viareggio con lo stesso carico) come pensate di procedere ora?

 

Daniela Rombi. Come già detto dobbiamo attendere le motivazioni della Corte di Cassazione perché dal dispositivo si è capito poco, perlomeno io; dovremo quindi analizzare e capire perché questi giudici hanno deciso che non c’è l’aggravante dell’incidente sul lavoro nella strage di Viareggio. Se fosse perché il Ministero delle infrastrutture non ha ancora esplicitamente abrogato alcune norme ormai obsolete della legge 191 del 1974 è una cosa gravissima perché le Ferrovie ancora godrebbero del loro regime speciale, ancora autorefenziali, ma questo ormai non è più possibile perché non sono più “dello Stato” e perché tutti i cittadini, tutti i lavoratori sono uguali ai fini della protezione dalle malattie e dagli infortuni in ogni settore lavorativo (appunto decreto 81 del 2008).

Ciò detto allora dovremo chiedere conto al Ministero del perché di questo ritardo, di questo buco nell’applicazione di un decreto che ha ormai 13 anni!

Naturalmente tutte le attività dell’associazione andranno avanti; dobbiamo affrontare ancora un processo d’Appello e un’altra Cassazione, dobbiamo essere pronti.

 

Poi vorremmo costituirci parte civile nei procedimenti derivati da incidenti ferroviari, perché vorremmo offrire il nostro contributo, la nostra conoscenza acquisita in questi 11 anni e mezzo a tutti coloro che si troveranno impelagati in una cosa più grande di loro, in una tragedia che cambierà le loro vite per sempre.

Nelle sezione Archivio - sentenze - pubblichiamo la sentenza di condanna del Tribunale di Milano - Sezione Lavoro contro la società Pirelli costretta a risarcire gli eredi.

Riportiamo le motivazioni della sentenza Pirelli bis, Milano, per morti amianto. (vedere sopra sezione archivio)

ULTIMI VIDEO E FOTO

Pubblichiamo nella sezione archivio le motivazioni della sentenza di condanna dei dirigenti Pirelli nel processo di 1° grado decisa dal Tribunale di Milano - Giudice Martorelli per i lavoratori morti d'amianto. (gennaio 2016).

Video del corteo contro l'amianto e i morti sul lavoro- 28 aprile 2018 a Sesto San Giovanni e articoli dei giornali nella sezione stampa in alto sulla pagina.

Servizio TG RAI sulla protesta per l'assoluzione dei dirigenti Enel.

Assemblea del Comitato del 31 gennaio 2015.

Corteo contro i morti per amianto e lo sfruttamento del 26 aprile 2014

Marzo 2014. Video - intervista al Comitato di Altraeconomia sulla responsabilità dei dirigenti per le morti operaie per amianto e sul processo contro i dirigenti Pirelli in corso a Milano

FOTO DEL CORTEO A LUCCA IN SOLIDARIETA' ALLE VITTIME DELLA STRAGE DI VIAREGGIO.

video e foto della manifestazione a Roma l'8 ottobre 2013 alla Camera dei Deputati delle associazioni e comitati contro l'amianto

Video della presentazione de "La fabbrica del panico" con gli operai della Breda Fucine, l'autore del romanzo Stefano Valenti, Guido Viale e Michele Michelino  

nella sezione video riportiamo immagini della protesta contro l'Inail del 15 maggio 2013 e l'incontro fra la nostra delegazione e quella dell'Inail

Intervista del nostro Comitato a Sky tg24 del 21 novembre 2012

Pubblichiamo nella sezione "Leggi" (in alto sulla pagina)

 

 

il Decreto interministeriale sul Fondo per le Vittime dell'amianto del 13 gennaio 2011

 

News

Foto del corteo del 27 aprile 2013 a Sesto San Giovanni contro l'amianto e lo sfruttamento.

Nuove foto e video del presido operaio contro l'Inail del 16/01/2013

Nella sezione video immagini della conferenza stampa sull'amianto nel palazzo Comunale di via Larga a Milano e servizio di RAI 3 del 2 aprile 2012

nella sezione stampa, nuovi articoli sul processo Pirelli a Milano

Nella sezione foto, nuove fotografie del presidio al Tribunale di Trento del 12 dicembre 2011 e nella sezione video le immagini.

Nella sezione foto immagini dell'assemblea dell'8 ottobre 2011.

 

 Nella sezione foto, nuove immagini delle iniziative fatte nel mese di agosto 2011.

Nella sezione foto, immagini della conferenza stampa del 15 giugno 2011 a Bassano del Grappa (Vi)

NELLA SEZIONE FOTO IMMAGINI DELLA FIACCOLATA A L'AQUILA DEL 6 APRILE 2011

Nella finestra stampa ci sono nuovi articoli apparsi sui giornali.

 

Nella sezione foto ci sono le ultime e tante altre.

Nella finestra Archivio, ci sono le ultime sentenze di importanza Nazionale

Nella sezione video potete trovare i filmati della II Conferenza Nazionale sull'Amianto del 6-7-8 novembre 2009 a Torino.

Nella sezione libri trovate i nostri testi