NATALE DÌ GUERRA IN TEMPO DÌ PACE

NATALE DÌ GUERRA IN TEMPO DÌ PACE … SI CONTINUA A UCCIDERE PER IL PROFITTO … MA SIAMO TUTTI PIU’ BUONI.

Il governo italiano spende sempre di più per la guerra e per la Nato che per la salute dei suoi cittadini nella “guerra” contro il virus di covid 19.

Governo, Confindustria, “scienziati” e “medici virologi” ogni giorno tramite i mass media ci informano sui loro successi nella “guerra” contro il coronavirus Sars2-CoV-19 e sulla bontà delle misure vaccinali e di contenimento della diffusione del virus.

Intensificazione del piano vaccinale anche ai bambini, terze dosi, restrizioni delle libertà personali e collettive, instaurazione di nuova forma di apartheid, vietando a chi non possiede il Grenn pass, Super Green pass di lavorare, viaggiare sui mezzi pubblici, avere una vita sociale, per “difendere la salute e la vita degli italiani” e,  intanto si  stanziano risorse irrisorie per la sanità pubblica. Nello stesso tempo, il governo italiano con l’approvazione di tutti partiti presenti in parlamento (anche dell’opposizione) e il consenso della maggioranza della popolazione, ha varato regole che sospendono le libertà democratiche.

Il governo Draghi come già fecero i precedenti governi, spende più soldi per le guerre in giro per il mondo, che per la salute degli italiani, partecipando alle guerre di rapina imperialiste con costi economici e di vite umane sempre più elevati, partecipando o intervenendo direttamente da soli alle missioni militari all’estero, occupando parti di territori sovrani per difendere gli interessi delle multinazionali italiane.

Ogni giorno si muore sul lavoro (1450 lavoratori ogni anno), per malattie professionali (6000 solo per amianto 16 al giorno), per disastri ambientali, per inquinamento,  avvelenamento dei territori, per sostanze chimiche e tossiche dovute dallo scarico di rifiuti non trattati, agli effluenti industriali, alla deposizione atmosferica ed alla fuoriuscita di pesticidi.

Ogni giorno muoiono per cancro circa 500 persone nell’indifferenza del governo, di Confindustria e delle istituzioni.  

Per esempio nel 2020 la spesa sanitaria è stata pari a 123.474 milioni, con un tasso d’incremento del 6,7 per cento rispetto al 2019. L’impennata maggiore c’è stata l’anno scorso con un’incidenza della spesa sanitaria sul Pil del 7,5% dovuta sia ai finanziamenti per l’emergenza Covid che al calo del Pil. Secondo le previsioni nel 2021 l'incidenza è al 7,3%, al 6,7% nel 2022, al 6,6% nel 2023 fino al 6,3% nel 2024. Tutto questo al netto però degli investimenti del Recovery Fund che, ricordiamo, stanzia 20,2 miliardi per la sanità.

 

Intanto aumenta a dismisura la spesa militare al servizio delle imprese multinazionali italiane del gas e del petrolio. 

Il prossimo anno, nel 2022, il bilancio militare dello stato italiano ammonterà a 25,9 miliardi di euro, una cifra che non si può neanche paragonare, ai 123.474 milioni spesi per la sanità.  Rispetto allo scorso anno la spesa militare aumenta di 1350 milioni di euro in più, con un aumento del 5,4%. L’aumento del bilancio militare rispetto a tre anni è aumentato del 20%. Si sta mettendo in pratica quello che ufficialmente la NATO ha chiesto all’Italia nel 2014, cioè di portare il bilancio militare al 2% del PIL entro il 2024. Il traguardo sarà sicuramente raggiunto, dato che nel 2022 le spese militari saranno circa l’1,6% del PIL, a prescindere dalle esigenze primarie del paese, a prescindere dalla fase pandemica, dalle catastrofi ambientali, dalle esigenze della scuola e della sanità.

I nuovi armamenti, l’acquisizione e ammodernamento dei sistemi d’arma comporta una spesa di 5,4 miliardi di euro. Armi sempre più micidiali, sempre più costose: missili ipersonici che raggiungono ogni parte del mondo in pochi minuti, distruzione dei satelliti nemici o interferenza nelle comunicazioni satellitari che creano caos nei servizi civili, una nuova generazione di ordigni nucleari tattici caricati su droni, capaci di colpire con precisione infallibile obiettivi superficiali e sotterranei, soldati robot che aprono la strada in ambienti tossici. Veramente la guerra del futuro, se non sarà evitata da una rivoluzione mondiale, avrà un potenziale distruttivo inimmaginabile. 

L’industria bellica italiana è in piena fase espansiva (il 30% delle armi prodotte rimane in Italia, mentre il 70% è esportato). Le fabbriche italiane negli ultimi 5 anni, hanno venduto armi per 44 miliardi di euro, pari a quelle dei 15 anni precedenti. Gli emiri del golfo, la Turchia, l’Egitto sono i principali clienti. Oramai il settore militare è uno dei settori trainanti dell’economia nazionale. L’Italia è sesta potenza al mondo nelle esportazioni militari.  

Esistono, infine, le spese per il mantenimento delle basi USA e NATO in territorio italiano che ricadono totalmente sul bilancio italiano, circa 80 milioni di euro ogni giorno.

Ricordiamo anche che il 64% della spesa per missioni militari è “per proteggere gli interessi di aziende che estraggono fonti fossili”, come denuncia il rapporto di Greenpeace, quasi 800 milioni di euro nel 2021, 2,4 miliardi negli ultimi quattro anni. 

In particolare, due missioni militari, l’operazione Gabinia nel Golfo di Guinea e l’operazione Mare Sicuro al largo della costa libica, hanno come primo compito la “sorveglianza e protezione delle piattaforme di Eni” 

Ricapitolando,

Nel 2021, sono 40 le missioni cui ha partecipato l’Italia con un impiego complessivo di 9.449 militari (9.255 per quelle confermate, più 194 unità di personale per le nuove) e 6.511. Nel 2020 erano state, rispettivamente, di 8.613 e 6.494 militari.

Sono 9 le missioni svolte in ambito NATO, 12 quelle in ambito Unione Europea e, 7 in quello ONU. A queste se ne aggiungono altre 3 che si svolgono nel contesto di “coalition of the willing” mentre le rimanenti 8 (più Gibuti e Golfo Persico) sono esclusivamente nazionali.

L’imperialismo italiano cerca una sua maggiore “indipendenza” sulla scena internazionale. Dal punto di vista geografico i militari italiani sono presenti in l’Africa con 19 missioni di varia natura, segue l’Europa (intesa non solo come “Vecchio Continente” ma anche come Mediterraneo/fianco Sud della NATO) con 11 e, infine, l’Asia con 10. Peraltro, con la fine della missione in Afghanistan (e con la chiusura della base negli Emirati Arabi Uniti).

Dal punto di vista finanziario per il 2021 sono stati spesi per sostenere le missioni militari 1.254,6 milioni di euro (sommando quelle nuove alle confermate). E questo mentre nel 2020 la cifra stanziata era stata pari a 1.129,4 milioni.

Bisogna ricordare anche la presenza di 6 “Missioni internazionali delle Forze di Polizia” che impiegano uomini delle Polizia di Stato e della Guardia di Finanza. Tra cui quella bilaterale di assistenza alla Guardia Costiera Libica, che impiega personale della Guardia di Finanza stessa e anche militari dei Carabinieri con compiti di “protezione”.

Questi sono i dati, eppure molti “bravi cittadini” amanti della pace continuano a credere che la Confindustria e il governo Draghi (come d’altronde i precedenti governi al servizio delle multinazionali e della Confindustria) si preoccupano della loro salute.

I LAVORATORI, I PROLETARI HANNO TUTTI GLI STESSI INTERESSI CHE SONO ANTAGONISTI A QUELLI DEI PADRONI.

GLI OPERAI E GLI SFRUTTATI PER I PADRONI E I LORO GOVERNI SONO SOLO CARNE DA MACELLO DA USARE E SPREMERE PER AUMENTARE I PROFITTI.

 

LA SOLIDARIETA’ DÌ CLASSE E’ LA NOSTRA FORZA.

Nelle sezione Archivio - sentenze - pubblichiamo la sentenza di condanna del Tribunale di Milano - Sezione Lavoro contro la società Pirelli costretta a risarcire gli eredi.

Riportiamo le motivazioni della sentenza Pirelli bis, Milano, per morti amianto. (vedere sopra sezione archivio)

ULTIMI VIDEO E FOTO

Pubblichiamo nella sezione archivio le motivazioni della sentenza di condanna dei dirigenti Pirelli nel processo di 1° grado decisa dal Tribunale di Milano - Giudice Martorelli per i lavoratori morti d'amianto. (gennaio 2016).

Video del corteo contro l'amianto e i morti sul lavoro- 28 aprile 2018 a Sesto San Giovanni e articoli dei giornali nella sezione stampa in alto sulla pagina.

Servizio TG RAI sulla protesta per l'assoluzione dei dirigenti Enel.

Assemblea del Comitato del 31 gennaio 2015.

Corteo contro i morti per amianto e lo sfruttamento del 26 aprile 2014

Marzo 2014. Video - intervista al Comitato di Altraeconomia sulla responsabilità dei dirigenti per le morti operaie per amianto e sul processo contro i dirigenti Pirelli in corso a Milano

FOTO DEL CORTEO A LUCCA IN SOLIDARIETA' ALLE VITTIME DELLA STRAGE DI VIAREGGIO.

video e foto della manifestazione a Roma l'8 ottobre 2013 alla Camera dei Deputati delle associazioni e comitati contro l'amianto

Video della presentazione de "La fabbrica del panico" con gli operai della Breda Fucine, l'autore del romanzo Stefano Valenti, Guido Viale e Michele Michelino  

nella sezione video riportiamo immagini della protesta contro l'Inail del 15 maggio 2013 e l'incontro fra la nostra delegazione e quella dell'Inail

Intervista del nostro Comitato a Sky tg24 del 21 novembre 2012

Pubblichiamo nella sezione "Leggi" (in alto sulla pagina)

 

 

il Decreto interministeriale sul Fondo per le Vittime dell'amianto del 13 gennaio 2011

 

News

Foto del corteo del 27 aprile 2013 a Sesto San Giovanni contro l'amianto e lo sfruttamento.

Nuove foto e video del presido operaio contro l'Inail del 16/01/2013

Nella sezione video immagini della conferenza stampa sull'amianto nel palazzo Comunale di via Larga a Milano e servizio di RAI 3 del 2 aprile 2012

nella sezione stampa, nuovi articoli sul processo Pirelli a Milano

Nella sezione foto, nuove fotografie del presidio al Tribunale di Trento del 12 dicembre 2011 e nella sezione video le immagini.

Nella sezione foto immagini dell'assemblea dell'8 ottobre 2011.

 

 Nella sezione foto, nuove immagini delle iniziative fatte nel mese di agosto 2011.

Nella sezione foto, immagini della conferenza stampa del 15 giugno 2011 a Bassano del Grappa (Vi)

NELLA SEZIONE FOTO IMMAGINI DELLA FIACCOLATA A L'AQUILA DEL 6 APRILE 2011

Nella finestra stampa ci sono nuovi articoli apparsi sui giornali.

 

Nella sezione foto ci sono le ultime e tante altre.

Nella finestra Archivio, ci sono le ultime sentenze di importanza Nazionale

Nella sezione video potete trovare i filmati della II Conferenza Nazionale sull'Amianto del 6-7-8 novembre 2009 a Torino.

Nella sezione libri trovate i nostri testi