PROCESSI PER I MORTI D’AMIANTO. VERITA STORICA E VERITA’ GIURIDICA

PROCESSI PER I MORTI D’AMIANTO. VERITA STORICA E VERITA’ GIURIDICA

Venerdi 11 marzo 2022 presso il Tribunale di Milano - Corte d’Appello - a Palazzo di Giustizia Quinta Sezione Penale ci sarà l’udienza del processo che vede imputati 9 dirigenti della multinazionale Pirelli di Viale Sarca a Milano accusati omicidio colposo per la morte di 28 lavoratori.

In primo grado gli imputati furono assolti  dalla Giudice Annamaria Gatto  nonostante Il pm Maurizio Ascione avesse chiesto 6 condanne e 3 assoluzioni, mentre il giudice decise un'assoluzione  con formula piena perché "il fatto non sussiste" o "perché il fatto non costituisce reato".

Il nostro Comitato per la Difesa della Salute  nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio che ha avuto diversi compagni uccisi dall’amianto, è una delle poche parti civili rimasti nel processo che non ha accettato nessuna transazione economica proposta dalla Pirelli. Sappiamo che come  sempre al Tribunale di Milano i manager Pirelli saranno assolti e noi puniti e costretti a pagare ingenti spese processuali per aver cercato giustizia, ma non possiamo accettare che la salute e la vita umana siano monetizzate: lo dobbiamo ai nostri compagni assassinati dal profitto.

Riportiamo alcune testimonianze di alcuni operai e lavoratori nel processo di primo grado:

 

Teste Bonfanti - Dipendente Pirelli viale Sarca dal 1968 al 1987 ai pneumatici con mansione di elettricista.

 Girava tutti i reparti e “c'era amianto dappertutto. I reparti erano molto polverosi, soprattutto quelli di vulcanizzazione e delle mescole erano reparti infernali. Gli operai però non sapevano con che tipo di materiali stavano a contatto, nessuno li aveva resi edotti dei rischi derivanti dall'amianto. Gli operai erano sottoposti a delle visite mediche periodiche, in occasione delle quali venivano loro effettuati prelievi e radiografie, ma lui non era mai venuto a conoscenza degli esiti delle sue visite mediche.

La situazione dei reparti era rimasta immutata fino agli inizi degli i anni 90, periodo in cui vennero effettuati alcuni miglioramenti, per esempio venne aggiunto qualche aspiratore in più. Molti operai avevano la mascherina, ma è un po' come l'aspirina per il cancro … eh!. parliamoci chiaro. Cioè o elimini le sostanze, ma le mascherine lì sono quelle che vendono al supermercato, cosa vuole che facciano... molti la mettevano, però bisogna anche tenere conto che in certi momenti ti dà anche fastidio, fai fatica a respirare, specialmente d'estate. Cioè in tutte le cose ci sono delle complicanze. Inoltre la mascherine non erano munite di filtro".

Se gli operai non mettevano le mascherine non venivano redarguiti dall'azienda perché "all' azienda gli interessava che si faceva la produzione, di quelle cose lì non gliene fregava niente".C'erano dei ventilatori a muro "tipo quelli delle cucine", che servivano a cambiare l'aria ma non a purificarla dalle impurità quindi erano sostanzialmente inutili.

Per quanto riguarda le operazioni di pulizia e manutenzione, la Pirelli appaltava a imprese esterne la manutenzione straordinaria, che veniva fatta da addetti senza alcun tipo di protezione, e la stessa cosa valeva per le operazioni di pulizia straordinaria, che comportavano per esempio il sollevamento di alcuni macchinari: Quando si trattava di svolgere piccole riparazioni, ci pensavano gli stessi operai della Pirelli, dotati di mascherine praticamente inutili, perché non erano dotate di filtri e quindi in ogni caso inidonee a prevenire i rischi dell'elevatissima polverosità dei reparti che si poteva generare. Agli operai venivano forniti guanti, scarpe infortunistiche e mascherine, strumenti che purtroppo, per le condizioni di lavoro che c'erano, non avevano una grande utilità. …..Le tubature erano rivestite di amianto, che serviva ad evitare la dispersione di calore. Quando c'era qualche problema alle tubature, gli addetti andavano a tagliare il pezzo di tubo da tirare via con la fiamma ossidrica e poi lo buttavano non si sa dove. I pezzi che cadevano per terra venivano rimossi con la scopa. La maggior parte degli operai che erano adibiti a queste funzioni sono morti”. Il teste aveva provato a fare personalmente richiesta per apportare migliorie ai locali: gli era stato risposto che sarebbero stati presi provvedimenti, ma prima di vedere effettivi cambiamenti l'impresa aveva fatto in tempo a chiudere. I reparti sotterranei, dove gli era capitato di fare manutenzione, erano in condizioni anche peggiori. L'amianto si sbriciolava dalle tubature e erano gli operai che trascorrevano le loro giornate lì dentro. Il Bonfanti è affetto da nefrettomia bilaterale e carcinoma urotediale. (nel frattempo è deceduto)

 

 

Teste Ghirello - Operaio Bicocca dal 1969 al 1995. Ha lavorato in mensa, ai copertoni, ai giganti e ai cinturati L'ambiente era polveroso soprattutto ai giganti. ….. Anche ai tempi si capiva che i tubi, le caldaie e le condutture erano ricoperte di amianto, ma la Pirelli non aveva mai detto nulla agli operai. C'era una polvere bianca nell'aria, ma poiché non dava troppo fastidio, nessuno metteva le mascherine , sebbene la Pirelli pretendesse che venissero usate. 

 

 Teste Borgonovo - Assunto in Pirelli viale Sarca pneumatici dal '60 al '77, presso l'ufficio organizzazione industriale.

Lo stesso conosce molto bene la struttura della Pirelli, quali attività venivano svolte nei capannoni e come era progettata la lavorazione della gomma. Riguardo ai macchinari, alcuni erano dotati di aspiratori, altri no. Le tubature calde all'esterno erano rivestite di amianto. In particolare i tubi di dimensioni piccole erano rivestiti con una corda dì amianto, Quelli grossi invece erano coperti da tegole fatte esse stesse con cemento-amianto Le tubature erano pressoché in buone condizioni. Quando c'era qualche guastò alle tubature, la prima cosa che i manutentori dovevano fare, era rimuovere la coibentazione. La corda veniva tolta, le tegole dovevano essere tagliate, anche con dei seghetti. Poteva succedere che il materiale di risulta, che si sgretolava durante le operazioni di manutenzione, rimanesse a terra ammucchiato per un po' di tempo in attesa di essere smaltito. Le mascherine venivano fomite ai manutentori ma a volte non venivano usate perché davano anche fastidio. La consapevolezza della pericolosità dell'amianto e la sensibilità sul tema erano molto diverse rispetto ad oggi.

 

Teste Saia - Ha lavorato in Pirelli dal '52 al '84.

Aveva iniziato come manovale comune per poi passare ad operaio specializzato. Negli ultimi anni il suo compito era quello di controllare gli strumenti di regolazione delle caldaie, il consumo di acqua e vapore nei reparti. Era stato a contatto con l'amianto soprattutto nelle gallerie sotterranee, ove doveva recarsi tutti i giorni, ma non era mai stato informato dalla Pirelli della presenza dell'amianto negli stabilimenti e sui rischi che il contatto con questo poteva comportare. "Molte volte c'era dell'amianto in terra, come dire: coibentazione delle tubazioni, che erano rotte, oppure che avevano appena fatto delle riparazioni c'era in terra l'amianto e una cosa e l'altra passando volava via". Gli operai che facevano le riparazioni tagliavano i tubi, rimuovevano la coibentazione e cambiavano i pezzi, il tutto a mani nude o con martello e seghetto. Lavoravano tutti senza mascherine perché fino al '75 non c'erano le mascherine. Dopo, a richiesta degli operai le mascherine erano state fornite ma erano di carta e senza filtro. Le pulizie venivano effettuate da imprese esterne con un metodo diverso a seconda dei reparti. Nei sotterranei gli addetti usavano delle scope, anche perché non riuscivano materialmente a portare dei macchinari nei cunicoli. Non c'erano stati molti miglioramenti nel corso del tempo a parte che dagli [anni 70 agli anni '80 le pulizie venivano fatte con maggiore frequenza e quindi le gallerie erano un po' più pulite, ma negli ultimi anni di sua permanenza in Pirelli le imprese esterne di pulizia non andavano più e quindi le polveri nei sotterranei rimanevano per terra anche mesi prima che venissero rimosse. Quando andavano a mangiare gli operai non si toglievano la tuta perché non c'era tempo, avevano 50 minuti per mangiare. All'inizio la tuta dovevano portarla a casa per lavarla, dopo il 1975 la Pirelli aveva iniziato a cambiare le tute quando si sporcavano. Il Saia è affetto da pleurite. Due volte l'anno veniva sottoposto i visite mediche in azienda (controllo dei polmoni - all'inizio gli operai venivano sottoposti anche a radiografie ma poi, siccome dovevano farli uscire per effettuarle, non le facevano più, la pressione e la vista -) delle quali non aveva mai saputo i risultati. Teste Giardinelli - Operaio Pirelli dal '69 al "97, presso il reparto cavi. L'ambiente era polveroso, era stato a contatto con l'amianto senza mai esserne stato informato dalla Pirelli. Lavoravano senza guanti e mascherine e non venivano effettuate pulizie. Solo su alcuni macchinari erano presenti degli aspiratori. La situazione era migliorata quando era stato trasferito al laboratorio di ricerca, dove gli ambienti erano molto più puliti. Quando andavano a mangiare avevano dei turni di pausa brevi perciò non avevano tempo di cambiare la tuta, mettevano al massimo dei grembiuli sopra. Per pulire le tute e alcuni ambienti 39 veniva usata l'aria compressa, che generava molta polvere, che rimaneva sospesa nell'aria. Una volta l'anno veniva sottoposto a visita medica in azienda, facevano analisi del sangue e radiografia al torace.| II teste è stato affetto nel 2003 da un tumore alla vescica e successivamente al rene, che gli è stato asportato.

 

Teste Forzan - Dipendente Pirelli viale Sarca dal '59 al '90, addetto al reparto vulcanizzazione.

Ha lavorato continuamente a contatto con l'amianto. C'era nel suo reparto per tutta la giornata una sorta di nebbia fitta, causata da una polvere bianca dispersa nell'aria. Gli operai infatti dovevano cospargere le carcasse delle gomme con della polvere bianca (contenuta in sacchetti con dei buchini, con i quali gli operai la versavano), per evitare che si attaccassero. Era un ambiente molto pesante. Inoltre c'erano tutti i tubi scoperti e gli operai dovevano camminare su una sostanza bianca, con ogni probabilità amianto, che in teoria doveva coprire i tubi ma che in realtà si sbriciolava continuamente, e restava per terra. Gli interventi di manutenzione venivano effettuati durante i normali orari di lavoro ma soprattutto nel fine settimana, da ditte esterne. Non era mai stato informato dalla ditta della pericolosità dell' amianto, né del fatto che esso era presente negli ambienti di lavoro. Non esistevano le mascherine. C'erano delle piccole ventole, senza alcun dispositivo di filtraggio, che però non funzionavano, non aspiravano nulla. Le pulizie venivano effettuate da ditte esterne soltanto nel fine settimana. Aveva protestato più volte per le condizioni degli ambienti di lavoro con gli assistenti della sezione, ma questi gli avevano risposto "non fa niente", "va bene così", oppure "taci e lavora". Il Forzan aveva lavorato anche nelle gallerie, dove le tubature erano mezze scoperte e mezze coperte, sempre con amianto, che si sbriciolava e spargeva per terra, "non potevi neanche camminare". Fino a quando lui era andato via c'erano ancora dei manutentori che lavoravano nei sotterranei. Venivano fatte le visite mediche una volta al mese, per il cuore, la pressione e le orecchie, considerato che il suo era un reparto molto rumoroso. A due anni dalla pensione ha avuto gravi problemi alla vescica.

 

Dal Libro, AMIANTO: MORTI DI “PROGRESSO”

 La lotta per la difesa della salute nelle fabbriche e nel territorio attraverso le testimonianze degli operai, i documenti e gli atti processuali del Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio

 

 

https://www.resistenze.org/sito/ma/di/sc/mdscjd18-021455.htm

Nelle sezione Archivio - sentenze - pubblichiamo la sentenza di condanna del Tribunale di Milano - Sezione Lavoro contro la società Pirelli costretta a risarcire gli eredi.

Riportiamo le motivazioni della sentenza Pirelli bis, Milano, per morti amianto. (vedere sopra sezione archivio)

ULTIMI VIDEO E FOTO

Pubblichiamo nella sezione archivio le motivazioni della sentenza di condanna dei dirigenti Pirelli nel processo di 1° grado decisa dal Tribunale di Milano - Giudice Martorelli per i lavoratori morti d'amianto. (gennaio 2016).

Video del corteo contro l'amianto e i morti sul lavoro- 28 aprile 2018 a Sesto San Giovanni e articoli dei giornali nella sezione stampa in alto sulla pagina.

Servizio TG RAI sulla protesta per l'assoluzione dei dirigenti Enel.

Assemblea del Comitato del 31 gennaio 2015.

Corteo contro i morti per amianto e lo sfruttamento del 26 aprile 2014

Marzo 2014. Video - intervista al Comitato di Altraeconomia sulla responsabilità dei dirigenti per le morti operaie per amianto e sul processo contro i dirigenti Pirelli in corso a Milano

FOTO DEL CORTEO A LUCCA IN SOLIDARIETA' ALLE VITTIME DELLA STRAGE DI VIAREGGIO.

video e foto della manifestazione a Roma l'8 ottobre 2013 alla Camera dei Deputati delle associazioni e comitati contro l'amianto

Video della presentazione de "La fabbrica del panico" con gli operai della Breda Fucine, l'autore del romanzo Stefano Valenti, Guido Viale e Michele Michelino  

nella sezione video riportiamo immagini della protesta contro l'Inail del 15 maggio 2013 e l'incontro fra la nostra delegazione e quella dell'Inail

Intervista del nostro Comitato a Sky tg24 del 21 novembre 2012

Pubblichiamo nella sezione "Leggi" (in alto sulla pagina)

 

 

il Decreto interministeriale sul Fondo per le Vittime dell'amianto del 13 gennaio 2011

 

News

Foto del corteo del 27 aprile 2013 a Sesto San Giovanni contro l'amianto e lo sfruttamento.

Nuove foto e video del presido operaio contro l'Inail del 16/01/2013

Nella sezione video immagini della conferenza stampa sull'amianto nel palazzo Comunale di via Larga a Milano e servizio di RAI 3 del 2 aprile 2012

nella sezione stampa, nuovi articoli sul processo Pirelli a Milano

Nella sezione foto, nuove fotografie del presidio al Tribunale di Trento del 12 dicembre 2011 e nella sezione video le immagini.

Nella sezione foto immagini dell'assemblea dell'8 ottobre 2011.

 

 Nella sezione foto, nuove immagini delle iniziative fatte nel mese di agosto 2011.

Nella sezione foto, immagini della conferenza stampa del 15 giugno 2011 a Bassano del Grappa (Vi)

NELLA SEZIONE FOTO IMMAGINI DELLA FIACCOLATA A L'AQUILA DEL 6 APRILE 2011

Nella finestra stampa ci sono nuovi articoli apparsi sui giornali.

 

Nella sezione foto ci sono le ultime e tante altre.

Nella finestra Archivio, ci sono le ultime sentenze di importanza Nazionale

Nella sezione video potete trovare i filmati della II Conferenza Nazionale sull'Amianto del 6-7-8 novembre 2009 a Torino.

Nella sezione libri trovate i nostri testi